A mezzo secolo dall'Orcolat, è tempo di strappare la narrazione del post-terremoto del '76 alle celebrazioni di facciata. Ferdinando Ceschia, testimone in prima linea e sindacalista di lungo corso, ci regala una memoria graffiante e controcorrente di quei giorni drammatici.
Dalla straordinaria ondata di volontariato e autogestione popolare, capace di piegare persino le reticenze della politica, ai grandi e insaziabili appetiti nazionali esplosi con la ricostruzione.
Il Friuli divenne il cantiere più grande d'Italia, attirando le gigantesche imprese edili del Paese e lasciando sul campo morti bianche, lavoro nero e l'ombra di mappe sismiche colpevolmente alterate. Un resoconto potente e scomodo per smascherare i falsi miti del "Modello Friuli" e rivendicare la vera anima di una partecipazione democratica, spigolosa e autentica, che oggi rischiamo di dimenticare per sempre.
Il Passo Giusto è una iniziativa del Patto per l'Autonomia.