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Edgar Morin, uno dei maggiori pensatori e intellettuali della nostra epoca, è morto il 29 maggio. Era nato a Parigi l’8 luglio 1921. Per ricordare la sua figura vi proponiamo una parte della lunga intervista realizzata per “Laser” da Roberto Antonini che aveva incontrato il grande filosofo nel 2011, in occasione del suo novantesimo compleanno.
«La vita di Edgar Morin è stata contrassegnata dalla ricerca incessante delle relazioni che intercorrono, nascoste, tra le diverse discipline. Il filosofo e sociologo francese non ha mai rallentato il suo lavoro, intenso e continuo, per snidare i rapporti che intercorrono tra storia, biologia, neuroscienze, antropologia, economia, politica. Solo uno sforzo transdisciplinare è a suo giudizio in grado di farci uscire da una settorializzazione accecante: il pensiero complesso è quello in grado di orientare la mente verso una conoscenza che ci consenta di percepire i contorni del mondo nel quale viviamo e che è viepiù percorso da minacce e paure. La complessità è anche un’etica della mente: solo uscendo dagli schemi binari - il sì e il no, il bene e il male - si potranno liberare quelle idee e forze creative per far fronte alla tormenta ecologica, economica, sociale che si abbatte sulle nostre società e che compromette il futuro del pianeta».
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Edgar Morin, uno dei maggiori pensatori e intellettuali della nostra epoca, è morto il 29 maggio. Era nato a Parigi l’8 luglio 1921. Per ricordare la sua figura vi proponiamo una parte della lunga intervista realizzata per “Laser” da Roberto Antonini che aveva incontrato il grande filosofo nel 2011, in occasione del suo novantesimo compleanno.
«La vita di Edgar Morin è stata contrassegnata dalla ricerca incessante delle relazioni che intercorrono, nascoste, tra le diverse discipline. Il filosofo e sociologo francese non ha mai rallentato il suo lavoro, intenso e continuo, per snidare i rapporti che intercorrono tra storia, biologia, neuroscienze, antropologia, economia, politica. Solo uno sforzo transdisciplinare è a suo giudizio in grado di farci uscire da una settorializzazione accecante: il pensiero complesso è quello in grado di orientare la mente verso una conoscenza che ci consenta di percepire i contorni del mondo nel quale viviamo e che è viepiù percorso da minacce e paure. La complessità è anche un’etica della mente: solo uscendo dagli schemi binari - il sì e il no, il bene e il male - si potranno liberare quelle idee e forze creative per far fronte alla tormenta ecologica, economica, sociale che si abbatte sulle nostre società e che compromette il futuro del pianeta».

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