Il podcast della dilogia di Stalingrado

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Il podcast della dilogia di Stalingrado episodes

  • Il colonnello Novikov
    Il generale Erëmenko capo supremo del fronte di Stalingrado alla vigilia della controffensiva convoca il comandante del corpo dei blindati, il colonnello Pëtr Pavlovič Novikov, che si presenta accompagnato dal commissario politico Getmanov e dal generale Neudobnov, che, situazione eccezionale causata dalla guerra, è sottoposto a Novikov. Mentre scambiano qualche parola, Getmanov e Neudobnov trovano il modo di far sapere al generale di avere relazione con alti personaggi della nomenklatura. Al momento del congedo Erëmenko richiama indietro Novikov e gli dice: «Quello ha lavorato con Chruščëv, quell’altro con Tician Petrovič, ma tu, figlio di buona donna, tu sei soldato fino al midollo. Tienilo a mente, perché ce li guidi tu, a sfondare, i carri armati»
    39 min
  • Il Sei-barra-Uno e gli uomini della stazione
    Nel racconto della guerra due episodi in particolare emergono in ciascuna delle due parti del grande racconto, l’uno doppio dell’altro.
    Il primo episodio della guerra in città è quello della stazione, narrato in Per una giusta causa in ben dodici eccezionali capitoli (PGC, III, 36-47). Si tratta di uno dei fatti storici più drammatici della guerra tra le rovine della città su cui il romanzo innesta le gesta dei suoi personaggi, Il secondo episodio della guerriglia cittadina è quello del civico Sei barra uno, narrato in Vita e destino in più luoghi del racconto, nella prima e nella seconda parte del romanzo.
    44 min
  • Duelli aerei
    Pannelli di sinistra. La potenza della parola narrativa. Qui un esempio nel racconto di cosa sia una duello tra aerei
    9 min
  • Tolja e Viktorov, destini di morte
    Pannelli di sinistra. Persone ordinarie, imprese straordinarie. Tolja, il figlio di Ljudmila. e Viktorov, il fidanzato di Vera, sono due dei tanti giovanissimi caduti nella guerra. Il loro sacrificio individuale si dimentica presto. Ma non nel polittico di Vasilij Grossman che restituisce un nome ai morti, restituisce loro una storia, restituisce loro un’identità.
    24 min
  • Serëža, Poliakov e Čenkov: volontari alla difesa di Stalingrado
    Pannelli di sinistra. Un giovane, il nipote di Aleksandra Vladimirovna, e un vecchio, il falegname Poliakov. In "Vita e destino" sono asserragliati (e assediati) insieme al 6/1 e il lettore non sa cosa sia stato di loro. Certo non sono morti al 6/1. Ma la loro avventura, come quella di Čenkov, l'artigliere che denuncia Grekov al partito, inizia nelle trincee che nel luglio 1942 tentano disperatamente di difendere Stalingrado sulla riva destra del Volga.
    20 min
  • Berëzkin, la forza della pazienza
    Pannelli di sinistra. La figura del maggiore Berëzkin compare in "Vita e destino" quando è a Stalingrado in trincea accanto al Sei barra Uno e alla Fabbrica Trattori. Ma in "per una giusta causa" è narrato come sia arrivato a Stalingrado, e cosa gli sia successo al momento dello scoppio della guerra. Il prequel narra anche la storia di questo grande personaggio, narra il suo carattere e il suo aspetto, ci fa conoscere infine la sua famiglia, sua moglie Tamara e Ljuba e Slava.
    23 min
  • Krymov. La rivoluzione immorale
    Cuspide destra. Il lettore che ha amato i personaggi di Vita e destino vorrebbe saperne di più sulla loro sorte, ma il finale del romanzo è, come in molte grandi opere, aperto. Tuttavia al lettore curioso interessano di solito anche gli antefatti dei personaggi che ama. Ebbene, Italianacontemporanea.org vi racconta i fatti principali che riguardano vicende dei nostri eroi.
    Questo pannello del nostro polittico si trova nella cuspide destra, dove sono narrate le storie di quattro bolscevichi e un cekista.
    Dopo aver seguito le vicende di Dmitrj, di Abarčuk, di Mostovskoj, ora tocca a Krymov, il bolscevico emarginato prima e arrestato dopo come "deviazionista di destra", "trozkista". È il racconto del doloroso percorso di comprensione della realtà politica dell'Unione Sovietica, che Krymov compie, scoprendo così una patria disperatamente lontana dagli ideali dei bolscevichi che rovesciarono lo zar.
    50 min
  • Mostovskoj, l'internazionalismo
    Cuspide destra. Coetaneo e compagno di Lenin, Mostovskoj vive una vita movimentata e votata alla rivoluzione: sotto lo zar patisce la sua parte di prigione e di Siberia, d’esilio a Londra e a Ginevra, di privazioni, di persecuzioni, di clandestinità. Poi finalmente la rivoluzione, e gli anni immediatamente successivi di fatica estenuante per costruire la nuova repubblica sovietica. Ma negli anni Trenta è via via emarginato. Mostovskoj non condivide il nuovo corso del partito. Ritiene sbagliato il potere assoluto di Stalin, è angustiato dai processi sanguinosi contro l’opposizione, è sgomento di fronte alle cose tremende accadute prima della guerra. Ma la sua convinzione profonda è di non poter, anzi di non dover osteggiare l’azione del partito, pena l’intralcio all’opera stessa di Lenin, un’opera storica grandiosa, cui ha dedicato tutta la sua vita.
    53 min
  • Abarčuk. Il potere discrezionale
    Cuspide destra. Magro, dalle labbra sottili, vestito di una giacca di cuoio sdrucita, Abarčuk è un lavoratore instancabile, dorme poche ore a notte, partecipa intensamente alla vita studentesca, tiene conferenze meticolosamente preparate, visita gli studenti malati in ospedale, versa la sua borsa di studio alla cellula dell’organizzazione internazionale che aiuta gli operai stranieri; malato per un inizio di tubercolosi, cede il suo buono di viaggio per Yalta ad uno studente malato anche lui. Ma è implacabile con chi non è come lui.
    13 min
  • Quattro bolscevichi e un ceckista. Dmitrij nel gulag
    Cuspide destra. A quattro figure di bolscevichi e alle loro storie il polittico di Vasilij Grossman dedica molto spazio, perché sono vicende esemplari del costituirsi del partito nuovo sul finire degli anni Venti e negli anni Trenta. I bolscevichi che fecero la rivoluzione sono emarginati, messi sotto accusa, imprigionati e deportati o condannati a morte, come “rei confessi” dice invariabilmente l’accusa, ma le confessioni sono ottenute con la tortura. La famiglia Šapošnikov, che condivide la propria sorte con quella di tantissime altre famiglie, è coinvolta in questo processo di repressione sanguinosa e di condanne, a morte o al lager. Dmitrij il figlio di Aleksandra, Abarčuk l’ex marito di Ljudmila, Mostovskoj l’amico di una vita di Aleksandra, e Krymov marito di Ženja, hanno storie molto diverse, perché diverso è il carattere di ciascuno, ma identica è la loro fine.
    24 min

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Pagine della dilogia di Stalingrado commentate attraverso il saggio di Ferdinanda Cremascoli, Stalingrado, il polittico di Vasilij Grossman. Disponibile. in tutte le librerie on line. Kobo, Ibs,…