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Damasco è una trasmissione di Radio3 che ogni settimana, dal lunedì al venerdì, invita personaggi italiani del mondo della letteratura, della cultura e della scienza a spiegare i testi che li hanno “folgorati sulla via di Damasco” e sono stati importanti per la loro formazione.
Registrazione del 3 luglio 2006.
Un'intervista su radio3, in occasione dei 450 anni dalla nascita di Galileo.
Registrazione del 26 aprile 2014.
Piergiorgio Odifreddi propone una rilettura del De rerum natura, il capolavoro di Tito Lucrezio Caro scritto nel primo secolo a.C., raccogliendone la sfida per l’affermazione di un pensiero razionale e mettendone in luce le intuizioni scientifiche successivamente sviluppate in epoca moderna. Dal lavoro di riduzione in prosa e antologizzazione compiuto personalmente sull’opera di Lucrezio in "Come stanno le cose", Odifreddi commenta dal vivo il testo, alternato alle letture di Valeria Solarino e agli interventi musicali di Marco Remondini. (Registrato al Festival della Letteratura di Mantova il 7 settembre 2013)
Il nome di Einstein è, per la gente comune, sinonimo di ribellione intellettuale e impegno politico. Una scelta dei suoi scritti popolari ce ne mostra l’immagine iconoclasta e provocatoria, spaziando da aforismi quali “per essere il candido membro di un gregge bisogna pur sempre essere una pecora”, alla lettera scritta a Russell nel 1955, pochi giorni prima di morire, che ispirò il Movimento Pugwash degli Scienziati Contro l’Atomica, vincitore quarant’anni dopo del premio Nobel per la pace. (Registrata al Festival della Mente di Sarzana il 2 settembre 2007)
Il nome di Einstein è anche legato alla meccanica quantistica in due maniere contrapposte. Da un lato, il grande fisico fu uno dei padri di questa nuova teoria, come dimostra il fatto che il premio Nobel gli fu assegnato nel 1922 proprio per un contributo in questo campo (l’effetto fotoelettrico). Dall’altro lato, per tutta la vita Einstein avversò la metafisica della teoria dei quanti, con espressioni divenute famose quali “Dio non gioca a dadi”, e paradossi altrettanto famosi, che leggeremo insieme nelle loro formulazioni originali. (Registrata al Festival della Mente di Sarzana il 1 settembre 2007)
Il nome di Einstein è legato alla relatività, di cui egli formulò la versione speciale nel 1905, e la versione generale nel 1915. In questa prima lettura affrontiamo alcune delle pagine divulgative da lui scritte sull’argomento, toccando in particolare aspetti sorprendenti della teoria, come il famoso paradosso dei gemelli, e altrettanto sorprendenti applicazioni, come il modello cosmologico del 1917, che fornì la prima immagine scientifica dell’intero universo. (Registrata al Festival della Mente di Sarzana il 31 agosto 2007)
“La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta
aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima
non si impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto.
Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, e altre
figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente
parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto”.
( Registrato presso l'Auditorium di Roma il 15/03/08)
Benché abbia scosso con le sue teorie i fondamenti stessi della religione biblica, Darwin aveva cominciato la sua vita pensando di farsi prete, anche se la terminò avendo perso la fede. Questa lettura è dedicata alle vicende della sua vita e del suo pensiero, tratte dall’Autobiografia, uscita postuma (e in versione censurata dalla moglie) nel 1887, e dalle Lettere. Ma anche a una riflessione sulle conferme che le sue teorie hanno avuto nella ricerca scientifica, da Mendel a Nirenberg, e sulle resistenze che hanno avuto e continuano ad avere negli ambienti non scientifici. Il 2009 segnerà il bicentenario della nascita di Darwin, e i 150 anni dalla pubblicazione del suo capolavoro, L’origine delle specie.
(registrazione del 31 agosto 2008)
Benché L’origine delle specie non facesse che un fugace riferimento all’uomo, era chiaro che la teoria dell’evoluzione minava alla radice la sua pretesa di essere stato creato “a immagine e somiglianza di Dio”, e faceva supporre invece una sua discendenza da qualche progenitore comune delle grandi scimmie. Queste idee eretiche vennero apertamente sviluppate nell’altro grande capolavoro di Darwin, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale (1871), dal quale attinge questa seconda lettura, insieme a un altro libro che tratta ancora dell’uomo, e che costituisce una sorta di continuazione del precedente: L’espressione dell’emozione nell’uomo e negli animali (1872).
(registrazione del 30 agosto 2008)
Il 27 dicembre 1831 la nave Beagle salpò dall’Inghilterra portando a bordo un passeggero d’eccezione, il giovane Charles Darwin, per un giro del mondo che durò cinque anni. In quel viaggio Darwin raccolse dati naturalistici di ogni genere, e tornato in patria si mise a esaminarli, arrivando lentamente a una conclusione: le specie vegetali e animali non sono state create indipendentemente, ma si sono evolute nel tempo. Questa prima lettura è al tempo stesso un avventuroso viaggio in compagnia di Darwin, grazie alle pagine del suo Viaggio di un naturalista attorno al mondo (1845), ed una lezione, in cui ci spiega la sua teoria partendo dalle pagine del suo capolavoro, L’origine delle specie (1859).
(Il Festival della Mente, registrazione del 29 agosto 2008)
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