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Gödel’s ontological proof of God’s existence, finalized in 1970, constitutes one of the most ambitious attempts to formalize metaphysical theology using modern logic. Rooted in a tradition stretching from Anselm through Descartes and Leibniz, Gödel’s argument reformulates the classical ontological proof in higher-order modal logic. Yet its significance extends far beyond theology. When stripped of modalities, Gödel’s axioms define an ultrafilter, thereby connecting metaphysical reasoning with foundational set theory and strong axioms of infinity. This talk reconstructs the historical development of ontological arguments, analyzes Gödel’s formal system, examines the phenomenon of modal collapse, and explores the unexpected implications for mathematical foundations, showing that consistency of arithmetic and ZFC is a consequence of the ontological proof. It is argued that Gödel’s proof should be understood not primarily as a theological demonstration but as a profound structural experiment revealing deep connections between logic, metaphysics, and infinity.
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Logica Universalis Webinars
2026, February 25
Accordi e Disaccordi - Nove (14/02/26)
L’ospite di questo episodio è Piergiorgio Odifreddi che è l’autore di “C’è del marcio in Occidente” pubblicato da Raffaello Cortina Editore. Piergiorgio Odifreddi ha studiato matematica in Italia, Stati Uniti e Unione Sovietica e ha insegnato Logica matematica presso l’Università di Torino e la Cornell University di New York. Piergiorgio Odifreddi, come molti italiani nati nel dopoguerra, è cresciuto nel mito degli Stati Uniti e dei soldati americani “liberatori”: sono stati loro, d’altra parte, ad aver salvato suo padre e suo nonno, entrambi deportati dai nazifascisti. Eppure, a partire dalla guerra del Vietnam, il suo rapporto con gli Stati Uniti inizia a cambiare. Ci studia per due anni, e ci insegna per venti. Viaggia in tutto il mondo, ed esplora in lungo e in largo il continente americano. Con sempre minor sorpresa, e sempre maggior fastidio, si rende conto dei modi violenti in cui gli Stati Uniti l’hanno sempre fatta da padroni: sfruttamento economico, embargo commerciale, occupazione militare… In questo libro riflette sull’arroganza dell’Occidente, anche attraverso i grandi pensatori del passato, Fidel Castro, Albert Einstein, Konrad Lorenz, Nelson Mandela e altri, e ci invita a non farci alleviare la coscienza dall’illusione che, forse, gli altri possono persino essere peggio di noi.
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