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  • Luca Crovi "Il mistero della torre del parco"
    Luca Crovi
    "Il mistero della torre del parco"
    e altre storie
    SEM Libri
    https://semlibri.com


    Milano, anni Venti. Una mattina, uscendo di casa, il commissario Carlo De Vincenzi lascia alla portinaia della sua abitazione in via Massena una cartellina azzurra, annunciando che passerà a ritirarla un giornalista, un certo Augusto De Angelis. La sciura Matilde Maria Ballerini sbircia curiosa i documenti che vi sono contenuti e scopre che in mezzo a foto e cartoline si nascondono le storie di alcuni degli incontri più incredibili fatti dal “poeta del crimine” nella sua vita. Indagini su furti in casa e a Sant’ Eustorgio, inchieste su morti annegati nel naviglio o uccisi in cima alla Torre Littoria o nel mezzo della Sala d’Armi del Castello Sforzesco. Incontri speciali con personaggi che hanno avuto a che fare con la polizia a Milano come Riccardo Bauer, Gio Ponti, Ho Chí Minh, Alfred Hitchcock, Antonio Gramsci. Carica di avventure e piena di colpi di scena, quella del “poeta del crimine” appare una vita degna di un romanzo, una vita che ha commosso la sciura Maria e appassionerà i lettori.




    Luca Crovi, grande esperto di letteratura noir, collabora con diversi quotidiani e periodici, ed è autore della monografia Tutti i colori del giallo (2002) trasformata nell’omonima trasmissione radiofonica di Radio2. Ha al suo attivo tre romanzi – L’ombra del campione (2018), L’ultima canzone del Naviglio (2020), Il Gigante e la Madonnina (2022) di cui è protagonista il commissario De Vincenzi – e svariati libri di saggistica, tra cui Storia del giallo italiano. Per Sergio Bonelli Editore, cura le serie a fumetti del commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone e di Deadwood Dick.






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    17 min
  • Gabriella Greison "Ogni cosa è collegata"
    Gabriella Greison
    "Ogni cosa è collegata"
    Pauli, Jung, la fisica quantistica, la sincronicità, l'amore e tutto il resto
    Mondadori Editore
    https://mondadori.it




    “Ogni cosa è collegata.E lo dimostrerò scientifica­mente.” Ci sono parole che nascondono un mondo bellissimo, che sembrano precise come termini medici, eppure vengono usate da chiunque e nei momenti più disparati per affermare concetti spesso lontani dal contesto in cui queste parole sono nate. Prendiamo il termine “sincronicità”, per esempio, che usiamo solitamente per indicare quegli eventi che si verificano nello stesso istante. Ci sono scienziati che hanno timore a usare questa parola, perché evoca concetti mistici o terreni troppo scivolosi. Ma la scienza non è a favore o contro concetti sincronici: semmai lo sono gli scienziati. Infatti c’è un fisico, che è andato contro tutto e tutti, a cui questa parola non faceva paura. Anzi, si è messo a indagarla. E lo ha fatto insieme allo psicanalista in attività più famoso del mondo, colui che quella parola l’aveva creata. Questa è la storia di un fisico così talentuoso che a trent’anni (anzi, meno) è stato collocato esattamente tra Einstein e Maxwell nella classifica dei fisici più importanti del ven­tesimo secolo: Wolfgang Pauli. Ma anche del personaggio più criticato, sbeffeggiato, deriso di tutto il mondo scientifico. Soprattutto per la sua seconda vita, che Pauli ha scelto di trascorrere nei quartieri più malfamati delle grandi città, girando per bordelli, bevendo whisky, prendendosi a botte con la gente più strana, e tornando sempre a casa alle prime ore del mattino. Ma, come se non bastasse, c’e un altro colpo di scena. Wolfgang Pauli andava in analisi da Carl Gustav Jung, il quale aveva chiesto una sola cosa in cambio: che Pauli gli spiegasse la fisica quantistica. Questa è una storia di inquietudine. Una storia in cui viene messo in discussione un modo di ragionare che ci è proprio, e che diamo per scontato. Quella raccontata in questo libro è la vera, incredibile storia di Pauli e Jung, della fisica quantistica e della sincronicità, della mente e dell’amore, e di come tutto sia straordinariamente legato insieme.

    Gabriella Greison è fisica, scrittrice, attrice e divulgatrice scientifica. Laureata in Fisica nucleare all’Università Statale di Milano, ha lavorato, tra l’altro, all’École Polytechnique di Parigi. Definita dal “Corriere della Sera” e dalla stampa americana “la rockstar della fisica”, è autrice di dieci libri di divulgazione sulla meccanica quantistica, la storia della fisica e le grandi scienziate della storia, tre temi che le stanno molto a cuore. Tra questi: L’incredibile cena dei fisici quantistici (Salani); Sei donne che hanno cambiato il mondo (Bollati Boringhieri); Ucciderò il gatto di Schrödinger (Mondadori); Guida quantistica per anticonformisti (Mondadori). Da ogni libro ha tratto un monologo o uno spettacolo teatrale, che porta in tour nei teatri di tutta Italia, e non solo. Ha ideato e condotto diverse trasmissioni televisive, tra cui “Pillole di fisica” sulla Rai, “Il favoloso mondo della fisica quantistica” su Mediaset, “La teoria di tutte” su Sky Italia. È creatrice di podcast e programmi radiofonici. Genovese di origini scozzesi, vive in Italia, tra Milano e Genova, ed è molto presente sui social.



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    25 min
  • Omar Cucciniello "Neoclassico Romantico. Pompeo Marchesi scultore collezionista"
    Omar Cucciniello
    Neoclassico e Romantico
    Pompeo Marchesi scultore collezionista
    Galleria d'Arte Moderna, Milano
    Fino al 18 giugno 2023
    https://gam-milano.com


    Con la mostra “Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi, scultore collezionista”, GAM | Galleria d’Arte Moderna prosegue il percorso di valorizzazione dei nuclei più significativi del suo patrimonio artistico.

    L’esposizione, allestita nelle sale al piano terra della Villa Reale fino al 18 giugno 2023, è promossa dal Comune di Milano | Cultura ed è curata da Omar Cucciniello, conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano.



    Formatosi a Roma, sotto la direzione di Canova, Pompeo Marchesi (Saltrio, 1783-Milano, 1858) è un artista strettamente legato alla città di Milano, dove negli anni napoleonici e della Restaurazione ottenne un grandissimo successo, partecipando ai più importanti cantieri, dall’Arco della Pace al Duomo, e alla vita artistica cittadina. Il suo grande studio, ricostruito grazie a una sottoscrizione della cittadinanza e inaugurato dall’imperatore d’Austria, era uno dei luoghi più frequentati e alla moda della città, ricordato da Stendhal e Balzac, affrescato da Hayez e organizzato come un museo. Qui, infatti, Marchesi radunò tutti i modelli in gesso e i bozzetti delle sue sculture, ma anche la ricca collezione di opere d’arte raccolte durante gli anni, comprendente sculture antiche, disegni, incisioni, dipinti e cartoni, soprattutto di artisti a lui contemporanei, come Appiani, Bossi, Hayez, Molteni, Thorvaldsen e Canova. E proprio da questo monumentale luogo nasce il suo lascito: alla sua morte lo scultore donò infatti tutti materiali dello studio alla città di Milano. Primo di una lunga serie, il lascito di Marchesi si pone quindi alle origini delle collezioni artistiche civiche. In occasione delle celebrazioni per il bicentenario della morte di Canova, la mostra prende spunto dal prezioso modello in gesso di Ebe, parte del lascito testamentario di Marchesi, per ricostruire non solo una pagina importante del collezionismo dell’Ottocento lombardo ma anche una figura d’artista di fondamentale importanza per il tardo neoclassicismo milanese.

    Catalogo Mostra: Officina Libraria


    Omar Cucciniello è conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano. Si occupa soprattutto di arte dell’Ottocento e del primo Novecento: in particolare di scultura e dell’ambito lombardo e milanese. Ha curato mostre dedicate a questi temi, tra cui 100 anni. Scultura a Milano 1815-1915 (Officina Libraria, 2017), Boldini. Ritratto di signora (Officina Libraria, 2018), Hayez. Un capolavoro ritrovato (Mets, 2018) e Canova. I volti ideali (Electa, 2019).



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    17 min
  • Sandro Frizziero "Il bene che ti voglio"
    Sandro Frizziero
    "Il bene che ti voglio"
    Mondadori Editore
    https://mondadori.it


    È la vigilia di Natale e Alessio Gorgosalice si affretta sul vialetto di Villa della Pace, la residenza per anziani in cui vive nonna Armida. Ha bisogno di parlare con lei. Non che si aspetti grandi risposte: la demenza senile le consente a stento di riconoscere chi ha davanti. Ma il suo obiettivo, forse, è un altro. Alessio ha poco più di trent’anni, fa l’assicuratore e ha una vita estremamente regolare.È sposato con Isabella e insieme abitano in una villetta a schiera acquistata grazie all’aiuto del suocero e scrupolosamente arredata coi mobili prodotti in serie da un “mobilificio incapannonato al centro della campagna, una specie di microcosmo in miniatura, un’epitome di mondo, un museo della creazione”. Ogni giorno Isabella, ingegnere che si occupa di progettare e collaudare impianti, una mente votata ai calcoli e alle previsioni, gli prepara un pasto sano da portarsi al lavoro, che Alessio accetta con un sorriso. Ma sotto la superficie levigata di una vita come tante – il matrimonio, il desiderio di paternità, la dedizione al lavoro – fremono istinti selvaggi, risvegliati dalla relazione extraconiugale che Alessio intrattiene con Barbara. La recita che è sempre stata la sua vita si è incrinata in modo irreparabile e in lui stanno esondando pulsioni impossibili da arginare. Con una voce brillante, complessa, divertita e fantasiosamente ipertestuale, il narratore segue il magma dei pensieri di Alessio negli abissi dell’introspezione per poi andare a stanare tutti gli altri personaggi fino ad assumerne il punto di vista. Una scrittura unica, raffinata e ironica, quella di Sandro Frizziero, che si è imposta fin dal suo esordio Confessioni di un Neet. Finalista al Campiello 2020 con Sommersione, torna ora con un romanzo che coniuga raffinatezza di stile, causticità di sguardo e liricità.

    Sandro Frizziero è nato a Chioggia nel 1987. Ha esordito nel 2018 con Confessioni di un Neet, edito da Fazi, finalista al premio John Fante 2019. Nel 2020 ha pubblicato Sommersione (Fazi), classificato secondo al premio Campiello. Suoi racconti sono usciti su quotidiani e blog letterari.




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    24 min
  • Patrizia Carrano "Tutto su Anna"
    Patrizia Carrano
    "Tutto su Anna"
    La spettacolare vita della Magnani
    Introduzione di Federico Fellini
    Vallecchi Editore
    https://vallecchi-firenze.it


    Forte ma fragile. Sentimentale ma cinica. Antidiva ma primadonna. Bella ma anche brutta. Modernissima ma antichissima. Coraggiosa ma paurosa. Indipendente ma sottomessa. Appassionata ma indifferente. Drammatica ma ironica. Attrice classica ma dialettale. Madre chioccia ma lontana. Prepotente ma arresa. Principesca ma plebea. Ignorante ma di belle letture. Generosa ma brutale. Ecco la Magnani."


    Non c’è attrice italiana presente nel cuore del pubblico come Anna Magnani. Con la forza della sua figura di donna, dentro e fuori dallo schermo e dal palcoscenico, “la Magnani” è un personaggio inconfondibile, senza tempo. Grazie alla sua capacità di vivere ogni esperienza da donna libera e appassionata, affrontando gli amori, le amicizie, le sofferenze, la professione, la maternità, il dolore, la vittoria, la sconfitta, ancor oggi, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, Anna continua a catturare l’attenzione e l’affetto della gente. Seguire le sue vicende attraverso questa biografia, appassionante come un romanzo, significa ripercorrere in una chiave inedita quarant’anni di storia pubblica e privata dello spettacolo italiano. In queste pagine registi come Rossellini, Fellini e Pasolini, attori come Paolo Stoppa, Totò e Aldo Fabrizi abbandonano la dimensione divistica cui le cronache ci hanno abituato, svelando il loro profilo umano e professionale. Che soltanto Anna, attrice universale, donna intemperante, protagonista assoluta, creatura indimenticata e indimenticabile, era capace di mettere a nudo.


    Patrizia Carrano vive a Roma. Giovanissima ha lavorato per il settimanale Noi donne, poi ad Amica, Anna, Elle, Max, Panorama e Sette. Per Rai3 e Rai1 ha raccontato oltre venti edizioni del Festival del cinema di Venezia. È stata una voce di Radio2, dove ha narrato le donne del ’900 in una trasmissione intitolata Amiche mie. Ha scritto una ventina di romanzi, quasi tutti con protagoniste femminili, da Baciami Stupido a Illuminata - La storia di Elena Lucrezia Cornaro, prima laureata nel mondo. Ha firmato come unica sceneggiatrice alcune fiction di grande ascolto nel prime time di Rai1. I suoi libri sono tradotti in cinque lingue. Per Vallecchi-Firenze ha già pubblicato La bambina che mangiava i comunisti (2022) giunto in pochi mesi alla sesta edizione.



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    27 min
  • Roberto Tardito "Franco Battiato. Lascia tutto e seguiti"
    Roberto Tardito
    "Franco Battiato. Lascia tutto e seguiti"
    Postfazione di Padre Guidalberto Bormolini
    Edizioni Lindau
    https://lindau.it

    Franco Battiato è stato un artista unico nel suo genere. Capace di rendere popolari teorie complicate e concetti filosofici di diversa provenienza, ha portato il grande pubblico a canticchiare sulle spiagge le teorie di Gurdjieff, diventando il primo artista in Italia a vendere un milione di copie con l’album La voce del padrone.Innumerevoli i suoi successi, da Centro di gravità permanente a Bandiera bianca, da Voglio vederti danzare a Prospettiva Nevski, passando per Gli uccelli, Segnali di vita, E ti vengo a cercare, La stagione dell’amore, L’ombra della luce, fino ad arrivare alla canzone d’amore più bella di sempre, La cura. Nel campo musicale Battiato ha composto di tutto: pop, rock, classica, opera e non ha mai smesso di sperimentare. La sua incontenibile curiosità, però, l’ha portato a frequentare anche i linguaggi del cinema e della pittura.

    Roberto Tardito ripercorre la vita e la parabola artistica del cantautore siciliano, raccontando gli interessi e le passioni, la sterminata produzione e l’attività concertistica di quello che non è stato un semplice «prodotto» discografico, ma un autore postmoderno, profondamente autentico nella sua continua tensione verso l’alto e verso l’altrove.








    Roberto Tardito è nato a Ivrea nel 1984. Musicista e cantautore, con il suo album d’esordio Controvento (2007) è entrato a far parte di WE7, progetto ideato e promosso da Peter Gabriel. Ha pubblicato diversi album, tra i quali Se fossi Dylan (2010), Porto Argo (2011), Punto di fuga (2012), Era una gioia appiccare il fuoco (2014), Aquarium (2017), Tutto ciò che non vuoi sapere (2021).





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    20 min
  • Laura Falqui "Trilogia della vita vagabonda"
    Laura Falqui
    "Trilogia della vita vagabonda"
    Medusa Edizioni
    https://medusa-mcedizioni.com




    Il retroterra di Laura Falqui affonda in una eccellente tradizione di autori che rasentano il comico, ma colmandolo di umori, sapori, afrori. Per stare ai nostri tempi, la nostra terra è la patria di Stefano Benni e di Ermanno Cavazzoni. Indietreggiando solo di un poco troviamo l’enorme Cesare Zavattini, e da lontano vigila Palazzeschi con il suo uomo di fumo. “L’uovo di Silesius” è una fiaba dai tratti esoterici e giocosi. “Fondamenti di vita celeste sulla terra” segue le vicende di un drappello di mendicanti sguinzagliati in un mondo post-naturale. “Vaniglio road” è un’avventura fra le stanze di un Museo delle Meraviglie dislocato in Canada.
    L’autrice li definisce “Tre romanzi felici” a cui si potrebbe aggiungere: comicità, ironia, caricatura in tre mondi reali ma ambientati nella fantasia con Silesius, Cinichetti e Vaniglio.I tre romanzi della vita vagabonda sono zampillati all’improvviso dalla testa dell’autrice, nati e cresciuti uno dopo l’altro come estrose utopie di vita. In comune l’allegria e il gusto per gli sbalzi narrativi e stilistici da cui affiora un sentimento della vita intensamente immaginativo nel solco di speciali predilezioni pittoriche, letterarie, cinematografiche.Scritture in cui l’autrice si è ritagliata uno spazio di libertà assoluta, ma non senza una coerenza “tutta sua”.
    • Fondamenti Di Vita Celeste Sulla Terra
    • L’Uovo di Silesius
    • Vaniglio Road

    Laura Falqui è saggista, drammaturga, specialista di arti visive. Studiosa dei Preraffaelliti inglesi, ha dedicato a questo argomento vari saggi. Tra le opere più recenti: Forme e materiali della città fantastica (2014), La sostanza nascosta. Il silenzio nella pittura (2017), e il romanzo Il mago dell’Appennino. La leggenda del conte Mattei e della sua Rocchetta (2018). Da tempo ha trasferito la sua scrittura creativa dalla drammaturgia a una forma narrativa in cui affiorano le sue passioni di sempre: la pittura del secondo Ottocento in- glese, il mondo della fiaba e del sogno. L’uovo di Silesius è il primo romanzo della Trilogia della vita vagabonda, cui seguono Fondamenti di vita celeste sulla terra (2021) e Vaniglio road (2022).




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    25 min
  • Sebastiano Martini "Il mare delle illusioni"
    Sebastiano Martini
    "Il mare delle illusioni"
    Arkadia Editore
    https://arkadiaeditore.it


    Gregorio Boni ha quarantasei anni e vive in un albergo, un grande hotel affacciato sul mare di Viareggio. Da oltre un anno conduce un’esistenza isolata in una sorta di esilio volontario. Le sue uniche relazioni sono quelle con il personale e il proprietario dell’attività, Valerio Pepe, con il quale una volta alla settimana consuma il rito di giocare una partita a backgammon. Nessuno conosce il suo segreto, la circostanza da cui è originata la scelta di fermarsi in quel preciso luogo ad attendere ogni giorno che un determinato evento accada. Gregorio però sa che quella circostanza ha un
    nome. Una storia trasversale, nella quale si intrecciano le vite di ogni personaggio e le atmosfere dei luoghi, abilmente narrata, ordita come un tessuto prezioso. Un romanzo che indaga sul destino di ciascuno, sul significato dell’attesa, e che pone il lettore nella condizione di interrogarsi se tutto, in questo mondo, sia davvero governato dal caso.



    Così comincia:
    Il Padre Eterno si è divertito a invertire di colpo gli orizzonti. Così, in una tarda mattina del quattro di settembre, i bagnini degli stabilimenti ora scrutano l’entroterra con le mani appoggiate sui fianchi e volgono le spalle al loro mare. I vacanzieri, in preda allo sgomento, saltellano qua e là come mosche sulla passeggiata pedonale del lungomare. I camerieri del Grand Hotel Principe di Piemonte dalla vista privilegiata della terrazza all’ultimo piano si convincono, immobili, che quel mostro prima o poi li possa raggiungere.
    Una nube grigia ha oscurato il sole, che va e viene come in un susseguirsi di eclissi. Il sapore dell’aria da salmastro è mutato in affumicato, si deposita sui palati dei turisti e dei viareggini già avvolti nel miasma. Per alcuni di loro è impossibile non correre con la mente a un giorno di fine giugno del 2009. Quella volta però l’odore era diverso, l’aria puzzava di gas di petrolio liquefatto, sapeva di strage.




    Sebastiano Martini è nato a Parma, città dove vive e lavora. Avvocato civilista, esercita la professione forense da vent'anni. Ha pubblicato i romanzi "Covadonga" 2019, "La notte dell'acqua alta" 2020 e "Stato passivo" nel 2021.





    Sebastiano Martini "Il mare delle illusioni"
    Presentato da Giovanni Pacchiano
 al Premio Strega 2023.

    Gregorio Boni, emiliano, 46 anni ben portati, è il ricco comproprietario, assieme al fratello maggiore, di una fabbrica di piastrelle. L’esistenza gli si è stortata fin da piccolo: a cinque anni ha perso la mano sinistra, stritolata da una macchina da taglio. Non ha mai voluto una mano finta. Nonostante questo piace alle donne, e da giovane ha avuto una lunga storia d’amore con la ragazza Chiara, che, approdata a una multinazionale, l’ha piantato per il suo capo. Un classico. Ora Gregorio è da tempo un uomo solo. È il lavoro a portarlo, un’estate, a un convegno al Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, dove si insedia in una suite. Ma, vera stranezza, finite le sessioni, decide di restare in albergo a tempo indeterminato. C’è qualcosa che lo rode e che gli impedisce di andarsene. È un uomo buono: socializza col personale umile, i camerieri, i facchini, la concierge. Passa il suo tempo leggendo e immedesimandosi nei personaggi dei romanzi, e nuotando. Forse aspetta qualcuno o qualcosa, ma la sua vita è accartocciata. Passano i mesi, e un giorno il proprietario del Grand Hotel riesce a farlo parlare. Una sera, durante il convegno, in un ristorante sulla spiaggia, ha incontrato una bella quarantenne che balla tutta sola. Sguardi che si incrociano. Lei si accosta al suo tavolo, familiarizzano, passeggiano sulla sabbia. Lei gli spiega di essere sous chef in un ristorante stellato, di cui non gli rivela il nome. Tutto finisce con un bacio, ma la donna gli promette che l’indomani verrà...
    20 min
  • Chiara Bartolozzi #ioleggoperché lab nidi
    Chiara Bartolozzi
    programme officer di Fondazione Cariplo
    responsabile di #ioleggoperchè Lab Nidi
    progetto pilota al I anno, ideato con AIE Associazione Italiana Editori nell'ambito del progetto #ioleggoperche

    L’impatto di #ioleggoperché Lab Nidi: dotazione libraria aumentata del 50% in 250 nidi di aree disagiate della Lombardia e del Piemonte.
    Coinvolti nel progetto, a cura di AIE e Fondazione Cariplo, oltre 7000 bimbi e 1250 educatori Educatori costretti, prima dell’iniziativa, a portarsi i libri da casa nel 70% dei casi.

    Presentata alla Bologna Children’s Book Fair l’indagine a cura dell’Università di Bologna- Dipartimento Economia e dell’Ufficio studi AIE Bologna.

    Servono più libri a disposizione di educatori e piccoli nei nidi per contrastare le diseguaglianze, specie nelle aree più disagiate del Paese. Grazie al progetto pilota #ioleggoperchéLAB-NIDI, organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in stretta collaborazione con Fondazione Cariplo, 250 nidi in aree fragili della Lombardia e delle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola hanno potuto far crescere la dotazione delle loro biblioteche del 50%, coinvolgendo oltre settemila bimbi e 1250 educatori in attività con e attraverso i libri. Un intervento puntuale in contesti di bisogno delle due regioni: il 70% degli educatori intervistati ha dichiarato infatti di utilizzare, prima del progetto, libri personali, portati da casa, per poter svolgere attività in aula. Sono solo alcuni dei risultati dell’indagine (la sintesi è in allegato), condotta dall’Università di Bologna – Dipartimento di Economia, a cura del prof. Antonello Scorcu, e dall’Ufficio studi AIE, presentati alla Bologna Children’s Book Fair per documentare i primi esiti dell’iniziativa, che ha il supporto dell’Osservatorio bibliografico Nati per Leggere, dell’Università di Bologna e della Bologna Children’s Bookfair stessa: “Con questo progetto, insieme ad AIE, ci siamo rivolti al mondo dei più piccoli e lo abbiamo fatto andandoli a cercare in modo capillare – ha sottolineato il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti -. #ioleggoperchéLAB-NIDI ha sperimentato una nuova modalità di azione, a partire dall’idea che per accorciare le distanze sia necessario non tanto moltiplicare l’offerta, ma portare più opportunità dove ce ne sono meno. Per questo il progetto ha lavorato per individuare e coinvolgere proprio quei nidi che vedevano la presenza di famiglie in maggiore difficoltà e le ricerche sul suo impatto ci confermano che dove il contesto è più fragile lo sforzo deve essere maggiore. Ci auguriamo quindi che questa sperimentazione possa proseguire e ampliarsi: vogliamo continuare a creare valore per tutti i soggetti coinvolti, e generare conoscenza che permetta di intervenire sempre meglio per il futuro dei nostri bambini.”“L’obiettivo – ha commentato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – è stato quello di aiutare ad avvicinare i più piccoli ai libri e alla lettura, certi che i nidi siano una risorsa educativa preziosa e uno strumento fondamentale di contrasto alle diseguaglianze e di inclusione sociale. Servono libri per cambiare le cose, fin da piccolissimi, e ancora di più nelle aree disagiate. Questo progetto, possibile solo grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, sperimenta per la prima volta il modello di #ioleggoperché su un terreno inesplorato come quello dei nidi e grazie all’indagine condotta insieme all’Università di Bologna ci dice, fin d’ora, che il lavoro fatto ha un impatto. Ci auguriamo che questa iniziativa possa fare da apripista per altri territori”.#ioleggoperchéLAB-NIDI costituisce infatti uno spin off di #ioleggoperché, la grande iniziativa di AIE per il potenziamento delle biblioteche scolastiche che in sette anni ha portato quasi 2,5milioni di libri nelle scuole italiane: i 250 nidi selezionati da Fondazione Cariplo hanno partecipato a #ioleggoperché, ricevendo libri donati dalle...
    18 min
  • Neval Berber "Il tempo degli spaventapasseri" Jozefina Dautbegović
    Neval Berber
    "Il tempo degli spaventapasseri"
    Jozefina Dautbegović
    Molesini Editore Venezia
    https://molesinieditore.it



    Traduzione di Neval Berber
    Cura di Bianca Tarozzi

    Il tema di queste poesie è quello di una realtà segnata dalle esperienze della guerra, e chi ne scrive ha un io poetico profondamente ferito, costretto a «imparare a parlare in lingue straniere di giorno / di notte piangere esclusivamente nella propria lingua». Questo bellissimo verso mi pare emblematico perché riesce a trasmetterci contemporaneamente sia la forza della poesia di Jozefina Dautbegović che la sua delicatezza e discrezione.L’orrore della guerra non ci viene mai raccontato con compiacimenti morbosi o d’effetto, descrizioni sanguinose o autocommiserazione, ma ci sentiamo comunque percorsi da freddi brividi di disagio per il metafisico spaesamento del quotidiano che l’autrice sperimenta e riesce a trasmetterci.C’è in Dautbegović un autentico senso di sorpresa e una costante constatazione delle sorprendenti e quasi sempre dolorose cose che le capitano, come se la «studiosa» e la «ricercatrice», occupata ad analizzare e a comprendere l’animo umano, riuscisse sempre ad avere la meglio su un io dolorante e perdente.La sua poesia esalta la nostra solidarietà, ci dà energia invece di togliercela, e un suo lievissimo umorismo dona il tocco finale al perfezionismo speculare delle sue costruzioni poetiche.
    Giulia Niccolai


    Jozefina Dautbegović (Sušnjari 1948 – Zagabria 2008) è nata nella Bosnia settentrionale e si è laureata in filologia e storia a Slavonski Brod. Fino allo scoppio della guerra nella ex Jugoslavia è vissuta a Doboj, nella Bosnia centrale, dove ha lavorato come docente e bibliotecaria. La sua prima raccolta di poesie, Cemerike, è del 1979.Nel 1992, con l’inizio della guerra, deve lasciare la propria casa per rifugiarsi con il marito in Croazia. Durante gli anni dell’esilio croato ha scritto otto memorabili libri di poesia.

    Neval Berber (Banja Luka, 1976) studiosa bosniaca, ha scritto sulla letteratura di viaggio inglese nei Balcani e su E.M. Forster. Presso l’EURAC di Bolzano, dove dal 2017 insegna inglese, ha coordinato un progetto sulle letterature delle minoranze.



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