il posto delle parole

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  • Chiara Martini "Senza controllo"
    Chiara Martini
    "Senza controllo"
    Calibano Editore
    https://www.calibanoeditore.com/


    Forse sto marcendo dall'interno, forse questo miasma lo emano io stessa.

    L'incubo ossessivo di un’adolescenza senza controllo.

    Distrutta da un lutto e dall’anoressia, una diciottenne percorre le strade deserte di una Firenze agostana sotto la canicola, raccogliendo briciole di vita. Scossa da una smania di controllo, che è l’unico modo per unire i pezzi del suo puzzle, affoga i dispiaceri nell’alcol e si lascia cullare dagli incubi notturni, cercando rifugio fra le braccia di mostri immaginativi o di amicizie superficiali, finendo per accartocciarsi su se stessa. Uno straordinario romanzo di formazione che non lascia indenni.


    Così comincia:
    "Appena sveglia, la prima cosa che sento è il sapore ferroso del sangue. La gola asciutta e la lingua ruvida mi impediscono di deglutire quella poca saliva che mi è rimasta. Poi subito il vo- mito, con il suo sapore acidulo e aspro. Ho l’impressione di aver rigurgitato talmente tanto la scorsa notte, da essermi in qualche modo raschiata le vie aeree.
    Laringe o faringe? Chi diavolo mai se lo ricorda.
    Grazie a Dio non mi ritrovo dei pezzettoni di cibo fra i denti, visto che non immetto del solido nello stomaco da ieri mattina. Cerco di spalancare gli occhi il più possibile e di tenere lo sguar- do fisso su un punto per evitare che il capogiro continui; se mi appisolo anche solo per un secondo la stanza, ma più probabilmente il mondo intero, comincerà a girare vorticosamente.
    Se c’è una cosa che odio più del vomito, è dormire accanto al vomito, ma non ho ancora le forze per scostare dal viso le lenzuola che ne sono ricoperte. Continuo a tenere lo sguardo ben fermo sulla bianca parete fino a che piccoli vermicelli traslucidi non appaiono ai bordi della mia vista, gli stessi bastardi che cerco di acchiappare quando le palpebre sono serrate nel tentativo di raggiungere le braccia di Morfeo."




    Chiara Martini è nata nel 1995 a Firenze, dove attualmente vive e lavora.





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    22 min
  • Lucia Tancredi "Jacopa dei Settesoli"
    Lucia Tancredi
    "Jacopa dei Settesoli"
    La ricca amica di Francesco
    Città Nuova Editrice
    https://www.cittanuova.it/





    Nella ricostruzione, tra vero storico e verosimile letterario, di un Medioevo cortese, devoto al servizio d’amore come itinerario per giungere a Dio, Jacopa dei Settesoli non è solo l’amica e la protettrice di Francesco, ma una delle declinazioni del femminile sacro. La giovane matrona romana dalle trecce bionde, ricchissima e padrona del suo destino, stabilisce con Francesco un’intesa in cui l’amore è accettazione e valorizzazione della reciproca alterità come complemento e bene spirituale. La coralità dei Fratelli e delle Sorelle, un Oriente molto prossimo nei suoi scontri e nei suoi incanti, la difficile e controversa eredità di Francesco sono il contesto in cui si individua e si riscatta la figura di Jacopa, nella luminosa e coraggiosa fedeltà a se stessa, pur nell’esperienza di una vicenda d’amore straordinaria e assoluta.




    Lucia Tancredi è nata a San Marco in Lamis. Vive a Macerata dove insegna
    Letteratura. Ha raccontato per Città Nuova due mistiche: “Io Monica, Le confessioni della
    madre di Agostino” e “Ildegarda”. Appassionata delle vite degli altri, per la casa editrice ev
    ha scritto i romanzi: “Côté Bach”, “La vita privata di Giulia Schucht”, “L’otto”. Ha pubblicato
    racconti di viaggio e spaesamento dedicati alla Marca Maceratese, al Gargano, allo
    Sferisterio di Macerata.





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    33 min
  • Andrea Tomasetig "Maria Mulas. Milano, ritratti di fine '900"
    Andrea Tomasetig
    "Maria Mulas"
    Milano, ritratti di fine '900
    Palazzo Reale, Milano
    fino all'8 gennaio 2023



    Le sale dell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano ospitano - fino all’8 gennaio 2023 - la mostra Maria Mulas. Milano, ritratti di fine ’900, promossa dal Comune di Milano – Cultura prodotta e organizzata da Palazzo Reale e dall’Archivio Maria Mulas, con la curatela di Andrea Tomasetig. L’archivio fotografico contiene, oltre a reportage e lavori di ricerca, anche un numero imponente di ritratti – oltre 500 – di personaggi di primo piano delle arti e della cultura. In mostra ve ne sono un centinaio, giunti da una lunga esposizione al Museo Nazionale Slovacco promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava e frutto di una selezione che documenta lo stretto rapporto della fotografa con Milano e i suoi protagonisti nel trentennio che conclude il Novecento.
    Milano in quegli anni sta affermandosi come la capitale del design, della moda, dell’editoria, e non solo. È il luogo intorno a cui ruota un universo di talenti nativi o d’adozione, giunti da tutta Italia e dal mondo. Maria, arrivata poco più che ventenne nel lontano 1956 dalla natia Manerba del Garda sulla scia del fratello, li ritrae nei posti giusti e nei momenti giusti e ce li restituisce con una freschezza e intensità senza eguali, degna erede del fratello maggiore Ugo scomparso prematuramente nel 1973. Gli anni Settanta, Ottanta e Novanta sono per lei una girandola di incontri, Biennali veneziane e Kassel, allestimenti e inaugurazioni di mostre, presentazioni letterarie, feste e reportage in giro per il mondo. Ma il luogo d’osservazione privilegiato è sempre Milano che, come un magnete, accoglie e integra le varie provenienze regionali e straniere, ed è in quegli anni uno straordinario laboratorio di creatività e modernità che poi ritrasmette in Italia e nel mondo. Facendo della città il proprio epicentro, Maria Mulas ha mostrato come nessun altro il volto del mondo artistico e culturale milanese, italiano e internazionale.
    Sono centinaia e centinaia coloro che sono stati ritratti da lei: artisti, galleristi, critici, designer, architetti, scrittori, editori, giornalisti, stilisti, registi, attori, intellettuali, imprenditori, amici. Un elenco dettagliato ne riporta ben 539, dalla “A” di Claudio Abbado alla “Z” di Franco Zeffirelli. Non meraviglia che il Comune le abbia dedicato nel 1998 una grande mostra sempre a Palazzo Reale, consacrandola come “l’occhio di Milano”, e che oggi la celebri nuovamente come la fotografa che - pur appartata rispetto al circuito delle gallerie e del mercato dell’arte - ha colto l’anima profonda, vera di Milano, che è una città non in posa, ma dinamica, al lavoro, la città delle arti e delle professioni e dell’imprenditoria più avanzata.


    Per facilitare il percorso del visitatore l’esposizione è suddivisa in sei sezioni: Architettura e Design; Arte; Letteratura e Editoria; Moda; Arti dello Spettacolo; Milano cosmopolita e Maria nel mondo. È evidente che, dato lo spazio a disposizione, non ci possono essere tutti i nomi importanti che ha ritratto, né Maria Mulas poteva allora fotografare tutti quelli che noi oggi riteniamo importanti. Ma dal suo formidabile archivio emerge una sequenza altamente rappresentativa di personalità che incarnano molta parte della cultura italiana e del made in Italy. Alcuni nomi: Giorgio Armani, Gae Aulenti, Joseph Beuys, Giorgio Bocca, Roberto Calasso, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Inge Feltrinelli, Dario Fo, Carla Fracci, Allen Ginsberg, Krizia, Vico Magistretti, Enzo Mari, Marcello Mastroianni, Ottavio Missoni, Bruno Munari, Fernanda Pivano, Gio Ponti, Miuccia Prada, Ettore Sottsass, Giorgio Strehler, Ornella Vanoni, Lea Vergine, Luigi Veronesi, Gianni Versace, Andy Warhol.

    La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dall'editore Umberto Allemandi, con scritti di Andrea Tomasetig, Paolo Fallai,...
    25 min
  • Massimo Miro "La faglia"
    Massimo Miro
    "La faglia"
    Scritturapura
    https://www.scritturapura.it/index.php


    Torino, maggio 1978. Il grigio non è solo il colore dei muri di periferia. Cinque ragazzi, cresciuti tra piccoli furti e scontri tra bande sulle strade che dividono i casermoni di cemento del loro quartiere, decidono di passare alla Storia: porteranno via Aldo Moro dal covo in cui le Brigate Rosse lo tengono prigioniero.

    Torino, luglio 2006. Gomez ne ha fatta di strada: è ingegnere, ha una moglie, una figlia e una villetta in Brianza. Eppure la sera della finale dei Mondiali, quando l'Italia sta per scendere in campo contro la Francia, anziché seduto sul divano davanti alla tv con una birra in mano, è di nuovo in Borgo Stura.

    Una storia dal ritmo serratissimo, una parabola vorticosa di giovani vite incompiute, in lotta disperata per la salvezza.
    Prefazione di Davide Ferrario


    Massimo Miro è nato a Milano nel 1967. Vive e lavora a Torino. Musicista e compositore, collabora con diverse case editrici. Una sua raccolta di racconti è uscita nel 2001 con il titolo di Sbàuz (Prospektiva Editrice).
    Con il romanzo Hanno sparato a John Lennon è stato finalista del Premio Italo Calvino nel 2001 e si è aggiudicato il riconoscimento francese assegnato dall’Universitè de Savoie di Chambery.
    Un suo racconto, Questa non è una canzone d’amore, è stato inserito in una raccolta di racconti edita da Miraggi Edizioni, dal titolo L’amore non c’entra, 2015.
    Nel 2021 pubblica il romanzo Suite berlinese, Scritturapura.




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    20 min
  • Federico Faloppa "Sbiancare un etiope"
    Federico Faloppa
    "Sbiancare un etiope"
    La costruzione di un immaginario razzista
    Utet Libri
    https://www.utetlibri.it/

    Nel 2017 una pubblicità della Dove fu al centro di polemiche: grazie al potere del brand, una ragazza nera si trasformava in una ragazza bianca dai capelli rossi. Per l’azienda, si trattava di un omaggio alla diversità. Ma in tanti non gradirono: l’effetto sbiancante del docciaschiuma appariva nella migliore delle ipotesi un inspiegabile scivolone, nella peggiore un messaggio razzista, neanche tanto velato. Dai social partì un’ondata di indignazione che fece sparire velocemente lo spot incriminato.

    Perché quella reazione? Perché, a prescindere dalle intenzioni dell’azienda, quella pubblicità riprendeva un motivo che, nei secoli, si era radicato in molte culture, non solo europee: quello dello “sbiancare un etiope” (o “un moro”, “un nero”), col significato di “fare uno sforzo inutile” o “tentare un’impresa impossibile”.

    Di questo motivo culturale tanto profondo quanto nascosto, che affonda le proprie radici nei primi secoli dopo Cristo e arriva fino ai giorni nostri, Federico Faloppa raccoglie qui i frammenti e ricostruisce le vicende, muovendosi tra proverbi popolari, fiabe antiche e commedie secentesche, affreschi medievali e dipinti rinascimentali, vignette satiriche e manifesti pubblicitari, pamphlet politici e romanzi autobiografici.

    Si scopre così che la favola attribuita a Esopo del servo (nero) lavato e sfregato dal proprio padrone trova nei libri per bambini di epoca moderna risvolti moraleggianti e pedagogici sull’immutabilità della natura e dell’ordine sociale, o che il battesimo dell’etiope raccontato negli Atti degli Apostoli diventa motivo iconografico privilegiato nell’Olanda post Riforma protestante. E si tracciano fili rossi che uniscono i padri della Chiesa ed Erasmo da Rotterdam, libri di emblemi e mondi alla rovescia, poesia burlesca e letteratura alchemica, pubblicità di saponi e propaganda fascista, fino ad arrivare a Calimero, il pulcino nero sbiancato da un detersivo che ha segnato l’immaginario italiano del secondo dopoguerra.

    Nel ripercorrere la sorprendente storia di questo topos di lunga durata, scopriamo anche una vera e propria ossessione “occidentale”, quella per il bianco, attraverso i tentativi – allegorici o reali – di “sbiancare l’etiope”, e di costruire un sistema prima simbolico e poi razzista per raccontare e governare il mondo a propria immagine e somiglianza.

    Federico Faloppa è Professor of Italian Studies and Linguistics nel Department of Cultures and Languages dell’Università di Reading, in Gran Bretagna. Da vent’anni la sua ricerca ruota intorno alla costruzione del “diverso” nelle lingue europee, alla rappresentazione mediatica delle minoranze, alla produzione e circolazione del discorso razzista e discriminante in Italia. Tra le sue pubblicazioni: Lessico e alterità. La formulazione del diverso (2000), Parole contro. La rappresentazione del diverso in italiano e nei dialetti (2004), Razzisti a parole (per tacer dei fatti) (2011), Contro il razzismo. Quattro ragionamenti (con M. Aime, G. Barbujani, C. Bartoli, 2016), Brevi lezioni sul linguaggio (2019). #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole (2020). Ha sempre affiancato il suo lavoro di insegnante e di ricercatore a quello di divulgatore e consulente per associazioni e organizzazioni non governative, ed è attualmente collaboratore di Amnesty International Italia per i discorsi e fenomeni d’odio e membro del Committee of Experts on Combating Hate Speech del Consiglio d’Europa.



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    28 min
  • Alessandro Crescenzio "La formula dell'amore"
    Alessandro Crescenzio
    "La formula dell'amore"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/

    È possibile valutare in modo rigoroso lo stato di salute di un amore? Alessandro Crescenzio, psicologo specializzato in terapia di coppia, risponde di sì. Basta analizzare tutti gli elementi che lo compongono come variabili matematiche e si ottiene un indicatore di quanto la propria relazione sia matura e predisposta a durare nel tempo.

    Si parte dai fattori personali, come l'attaccamento ai genitori, il grado di romanticismo o il livello di autostima, per poi analizzare i fattori di coppia, quali l'affinità, la sessualità e l'indipendenza. Accostando la teoria psicologica alle esemplificazioni di casi reali, Crescenzio offre uno strumento unico per valutare i tasselli che costituiscono l'ossatura della propria relazione.

    Alla fine della lettura avremo acquisito tutti gli elementi per riconoscere la manipolazione emotiva operata da un narcisista, per comprendere il nostro grado di indipendenza affettiva, per capire se abbiamo idealizzato il partner o se siamo capaci di affrontare la solitudine. Ma soprattutto avremo acquisito strumenti pratici per migliorare il rapporto che abbiamo con noi stessi, che è la base per costruire una sana storia d'amore.

    Una relazione è in continua evoluzione, perché i rapporti fra le persone sono influenzati dall'ambiente e dai cambiamenti dei due partner. L'autore parla di «entropsia», un termine mutuato dalla fisica, per indicare la possibilità di ricostruirsi anche dopo un periodo difficile, una rottura o una crisi e, soprattutto, l'opportunità di ottenere un equilibrio migliore e più saldo grazie alla consapevolezza maturata attraverso le esperienze negative. Per illustrarlo meglio ci racconta la storia di Anna, un'inguaribile romantica che passerà da un rapporto difficile a una storia d'amore felice grazie a una serie di preziosi insegnamenti.

    Come Anna, ognuno di noi può costruire una relazione solida e duratura. Perché più importante di quanto amiamo e veniamo amati, è come lo facciamo. La formula dell'amore ci aiuta a capirlo.






    Alessandro Crescenzio, psicologo e divulgatore, si occupa principalmente di problematiche legate all’ambito relazionale, spesso causa (o effetto) di ansia, stress o umore depresso. Attivo in diverse trasmissioni radio e televisive, ha una pagina Instagram, «Psycool», seguita da più di 110 mila persone.





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    20 min
  • Fortunato D'Amato "Aldo Pallanza. Al femminile"
    Fortunato D'Amato
    "Aldo Pallanza"
    "Al femminile"



    a cura di Fortunato D’Amico

    MyOwnGallery – SuperStudio
    Via Tortona 27 - Milano
    fino al 27 novembre 2022



    MyOwnGallery di via Tortona a Milano ospita fino al 27 novembre, con la curatela di Fortunato D’Amico, la prima personale milanese di Aldo Pallanza, dal titolo “Al femminile” che celebra e riscopre, in occasione del centenario dalla sua nascita, la maestria di un artista originale e straordinario che ha portato nel mondo l’eccellenza italiana dell’industria artigiana calzaturiera.
    Nato nel 1922 in una famiglia di calzolai a Vigevano, già da bambino Pallanza mostra un grande talento per il disegno e, in generale, per i lavori artistici. Nelle vacanze estive aiuta i decoratori locali dai quali acquisisce le tecniche e le capacità lavorative. Si diploma con il professor Luigi Barni, all’Istituto Arti e Mestieri Roncalli vincendo anche un premio, che gli avrebbe garantito l’accesso all’Accademia di Brera che però non frequenta perché il padre gli impone di iniziare a lavorare nell’azienda di famiglia. In breve, diventa un apprezzatissimo “designer” della calzatura, anche se nell’Italia di allora alla sua professione si attribuiva il titolo di “modellista”. Per decenni lavora con passione alla creazione di scarpe che verranno indossate da migliaia di donne in tutto il mondo, tra queste l’icona della bellezza italiana, Sophia Loren.
    Fin dai primi anni di attività, già agli inizi del dopoguerra, Pallanza dimostra le sue ampie capacità espressive e di rappresentazione mettendo a disposizione dell’industria calzaturiera la sua inventiva, la sua abilità tecnica, la sua continua ricerca di soluzioni originali che hanno portato un grande contributo alla promozione del prodotto Made in Italy nel mondo.
    Un inventore di moda che ha lasciato un’impronta estetica influenzando gli stili di vita e i prodotti di altri settori produttivi, dai tessuti, alle tappezzerie, ad altri capi di abbigliamento. La sua creatività era sempre ispirata, al punto da inventare, oltre ai modelli di calzatura, tessuti e simil-pellami utilizzati per il loro ornamento, elaborati in modo originale, ottenuti da un’attenta e particolare lavorazione dei materiali.
    Aldo Pallanza non era solo un disegnatore di stile ma un tecnico completo, chiamato a sviluppare il progetto di industrializzazione del prodotto in tutta la sua filiera, anche quella di programmatore dei macchinari e delle attività lavorative. Insomma, era un vero designer a disposizione dell’industria dell’abbigliamento femminile con il compito di trasformare la scarpa in un accessorio prezioso e fondamentale nello stile di una donna.
    L’esposizione milanese vuole essere un tributo alla sua capacità artistica e alla sua profonda ricerca sperimentale: in mostra oltre quaranta opere che ripercorrono il percorso di crescita di Pallanza, da progettista di calzature di lusso a progettista di arte astratta con l’utilizzo di tecniche e materiali originali e mai prima ad ora utilizzati nell’arte.
    Opere scultoree più che quadri pittorici che evidenziano le sue fini qualità di “progettista di arte”, suddivise in cicli che il curatore Fortunato D’Amico ha individuato in una produzione vasta e articolata dal 1946 al 2013: la città, il fantastico, il mito, la luce, la natura, l’astrattismo geometrico e materico, la pittura tridimensionale.
    A queste si aggiunge un’attenzione particolare dedicata al femminile che entra con vigore nell’arte di Pallanza a partire dagli anni Novanta: è la stessa donna elegante e sfuggente per la quale inventa raffinate calzature, quella che appare e scompare nelle sue opere pittoriche. Un essere delicato, misterioso e inarrivabile, simbolo della sua personale ricerca della bellezza e dell’armonia.
    Le sue figure femminili sono, al passo con i cambiamenti culturali in atto nel mondo contemporaneo, sensibili ad una...
    15 min
  • Viola Lo Moro "Dialoghi fra i nodi"
    Viola Lo Moro
    "Dialoghi tra i nodi"


    All'interno della stagione 2022/2023 di Spazio Kor “Nodo Piano”, la seconda con la direzione artistica di Chiara Bersani e Giulia Traversi, torna anche la sezione letteraria parallela, curata dall’artista associata Viola Lo Moro, battezzata per l'occasione "Dialoghi tra i nodi".

    Spiega Viola: “Il nodo piano è il nodo di base, il primo che si impara per mare o per terra. È un nodo abbastanza semplice, anche se – come molte cose semplici – deve essere fatto in modo preciso e accurato. Lega insieme capi di corda, cima, filo – spesso di spessore diverso – congiunge e, a meno che non si voglia, ha una ottima tenuta. Immagino quindi traiettorie, intenti, mondi – simbolici e non – che possono unirsi con sapienze, consenso e rispetto dei diversi spessori. È il nodo per eccellenza delle relazioni quindi. Basico, essenziale, ma tutt’altro che semplice.
    La parola piano ci richiama a una necessaria ripresa di un tempo non di puro consumo dell’arte e della sua fruizione, fa il paio con la stagione appena passata, alle attenzioni inclusive e ai ritmi che possono essere e dovrebbero essere scanditi dai corpi reali che abitano gli spazi.
    I dialoghi avranno come centro tutto questo, legati per affinità di temi agli spettacoli, ma mai in una posizione didattica o pedagogica nei confronti di quello che gli spettatori e le spettatrici vedranno in scena. I fili dei dialoghi saranno due: i nodi tematici, come nei testi troviamo alcune ricorrenze di quelli che abbiamo chiamato “nodi” (legami familiari, legami con alunni/e legami con la natura e il selvaggio; i nodi tra i registri artistici differenti, come tra testi che usano mezzi di espressione differenti, stili, linguaggi, medium testuali, dialogano tra loro (la parola scritta e la parola disegnata, la sceneggiatura/il soggetto/il romanzo e il prodotto audiovisivo)”
     
    Gli incontri, che vedono la preziosa collaborazione della libreria Alberi d'Acqua, si terranno tutti a Fuoriluogo (Via Govone 15, Asti). Il primo appuntamento è per sabato 26 novembre alle 18 è con “Scritture ibridate, scritture annodate” con Elvira Seminara e Viola Lo Moro.

    Elvira Seminara
    Giornalista professionista dal ‘91, prima di dedicarsi interamente alla narrativa è stata redattrice di cronaca nel quotidiano La Sicilia e docente a contratto di Storia del giornalismo nella facoltà di Lettere dell’ università di Catania. Nel 2008 ha pubblicato con Mondadori L’indecenza, cui sono seguiti I racconti del parrucchiere (Gaffi), Scusate la polvere (nottetempo), La penultima fine del mondo (nottetempo) e infine, con Einaudi, Atlante degli abiti smessi (2015) I segreti del giovedi sera (2020) Diavoli di sabbia (2022). Il teatro Stabile di Catania ha messo in scena, con la regia di Gianpiero Borgia, i suoi romanzi L’indecenza e Scusate la polvere.


    Questo il calendario completo degli appuntamenti:

    Sabato 26 novembre 2022 ore 18 Fuoriluogo
    “Scritture ibridate, scritture annodate” Elvira Seminara – Viola Lo Moro;
    Sabato 5 febbraio 2023 ore 18 Fuoriluogo
    “Le scritture delle eroine: nodi nelle serie televisive” Marina Pierri – Viola Lo Moro;
    Sabato 18 marzo 2023 ore 18 Fuoriluogo
    “Nodi tra disegni e testi: il fumetto” Virginia Tonfoni – Viola Lo Moro;
    Sabato 25 marzo 2023 ore 18 Fuoriluogo
    “Nodi della trasmissione e cura: la materia alternativa” Laura Marzi – Viola Lo Moro;
    Sabato 22 aprile 2023 ore 18 Fuoriluogo
    “Nodi nei territori selvaggi della scrittura” Laura Pugno – Chiara Bersani – Viola Lo Moro

    Ingresso libero, consigliata la prenotazione su www.allive.it . Il programma completo della stagione è disponibile su www.spaziokor.it




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    10 min
  • Filippo Monge "Spie & Romanzi"
    Filippo Monge
    "Spie & Romanzi"


    Nato da una idea di Paolo Bertinetti, professore emerito di Letteratura Inglese dell'Università di Torino, il festival intende creare occasioni di contaminazione culturale, aprendo il dibattito su temi di assoluta attualità.

    Torna a Savigliano, sabato 26 novembre 2022, nella splendida cornice dell’ex convento di Santa Monica, sede decentrata dell’Università di Torino (via Garibaldi, 6), la quinta edizione di “Spie & Romanzi”, rassegna letteraria nazionale sul romanzo di spionaggio.

    L’evento organizzato e promosso dal Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino e con la Fondazione Elisabetta Sgarbi e la casa editrice la nave di Teseo, grazie al prezioso sostegno di Bene Banca e di Volvo Car Italia, avrà inizio sabato mattina alle ore 10 con un convegno, aperto in particolare a studenti delle scuole superiori e universitari, dal titolo “Scacchieri e scenari: dalla finzione letteraria ai drammi della contemporaneità”.

    Il convegno sarà introdotto e moderato dal docente universitario saviglianese Filippo Monge e parteciperanno come relatori, oltre a Paolo Bertinetti, anche Chiara Angeli, Head of Commercial Operations di Volvo Car Italia, lo storico e giornalista Paolo Gerbaldo, l’economista di fama internazionale Manlio Del Giudice, il presidente di Bene Banca Elia Dogliani, il presidente degli industriali cuneesi e presidente della Camera di Commercio di Cuneo Mauro Gola e Pier Maria Monasterolo, esperto di sicurezza informatica, CEO di Leonardo Tech e consulente di importanti istituzioni pubbliche e private sui temi della cyber security.

    La rassegna proseguirà (sempre nella stessa mattinata) con la presentazione del romanzo di spionaggio La danza delle ombre. Spie, agenti e molti segreti (la nave di Teseo) di Guido Olimpio (sarà presente l’autore). In esposizione, poi, nel giardino interno della sede universitaria, si potrà ammirare, fin dal pomeriggio di venerdì 25, l’autovettura Volvo P1800, protagonista nel film “THE SAINT”.

    “Negli ultimi anni della mia attività didattica a Torino ho registrato particolare interesse su questo nuovo filone letterario” riferisce lo stesso Bertinetti. “Ho così deciso di proporre, proprio qui a Savigliano, sede decentrata dell’Università degli Studi di Torino, questo progetto di marketing culturale ma anche marketing territoriale, per coltivare aggregazione su queste tematiche narrative. Ringrazio, infine, il prof. Filippo Monge, direttore della rassegna, per esser riuscito a completare, con successo, nonostante due edizioni "a distanza" questa fase di start-up dell'evento e di questa produzione culturale, dimostrando particolare impegno nelle varie fasi organizzative di un importante evento per il territorio”.




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    12 min
  • Fiorenza Pistocchi "Angeli su fondo nero"
    Fiorenza Pistocchi
    "Angeli su fondo nero"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    In una primavera luminosissima l’efferata inspiegabile uccisione di una giovane donna esaspera il commissario Perego, già turbato dal difficile rapporto con Linette, la bella creola dalle misteriose visioni. Tutto sembra girare attorno a un’antica icona: un angelo su fondo nero.


    Dopo Il tocco del piccolo angelo, tornano le vicende di Diego Perego e dell’inquieta Linette, con tutti i loro chiaroscuri, i sentimenti contrastanti, le passioni, il desiderio di luce. Lei aspira a una vita normale insieme alla piccola Stella, ma il percorso non è scontato: mentre la relazione con Diego subisce una battuta d’arresto, la sua sensibilità cerca un riscatto anche aiutando Carmela, che come lei ha vissuto l’esperienza del carcere.

    Il commissario Perego invece è alle prese con l’omicidio di una bella ragazza ucraina, collaboratrice in una galleria d’arte specializzata in icone. Le indagini procedono con difficoltà svelando via via un sottobosco sempre più intricato di traffici internazionali e malavita locale. Su questo sfondo oscuro si muove però una vita di comunità illuminata da solidarietà, affetti veri e piccoli eroismi che, insieme alle capacità “speciali” di Linette permetteranno di dominare la violenza e avvicinarsi alla soluzione.

    Un giallo dal ritmo serrato che regala emozioni e scorci di vita: la quotidianità dei quartieri di Lambrate e dell’Ortica e tutta l’umanità che, nel bene e nel male, li abita.

    … Fu proprio l’angelo che attirò nuovamente la sua attenzione.

    Staccò l’icona dal chiodo che la reggeva. Era pesante, dipinta su una tavola di legno, la cornice molto spessa. La girò e osservò la tela che fungeva da superficie posteriore del quadro, fissata con dei chiodini a spillo sul bordo esterno della cornice. Gli parve che fosse messa male: c’erano delle piccole pieghe nella stoffa e alcuni chiodini erano più brillanti, come se quelli originali fossero stati tolti e sostituiti con altri nuovi.

    Andò in cucina, dal cassetto delle posate prese un coltello e con delicatezza fece leva sotto la testa dei chiodini, fino a toglierli e a poter sollevare un angolo della tela…



    Fiorenza Pistocchi è nata a Savona. Ha vissuto per molti anni a Milano e ora risiede a Pioltello, una cittadina dell’area metropolitana. Ha conservato un grande attaccamento per la sua terra d’origine e passa spesso le sue vacanze a Noli, uno dei borghi più belli della Riviera di Ponente. Proprio in questa cittadina, ricca di cultura, di storia e di bellezze naturali ha voluto ambientare il suo primo romanzo.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    Ascoltare fa Pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

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    16 min

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Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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