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  • Valentina Fortichiari "Cesare Zavattini. Diari 1941-1958"
    Valentina Fortichiari
    "Cesare Zavattini. Diari 1941- 1958"
    La nave di Teseo
    https://www.lanavediteseo.eu/





    Cesare Zavattini iniziò a tenere regolarmente un diario il 14 gennaio del 1941 e continuò a “resocontare” le sue giornate sino al 1987. I quaderni zavattiniani sono da subito “un tritume di nomi di fatti di pensieri”, un coacervo di temi, personaggi, azioni, progetti, ricordi: cronaca personale e storia italiana formano un amalgama denso e di estremo interesse per il lettore che ha modo di entrare nella mente di un uomo che è stato uno degli artisti più originali e complessi del Novecento.
    Zavattini racconta e confessa con un desiderio di sincerità, di conoscenza, di verità disarmanti, nella forma che più gli era congeniale: la scrittura in prima persona, autobiografica, nutrita di immagini e di pensiero, riuscendo a offrire un quadro esatto e insieme appassionato di protagonisti e fatti cruciali del suo tempo.
    La parte più significativa è rappresentata dalle anteprime inedite di soggetti cinematografici e dei progetti letterari e poetici in nuce, un corpus di poetica di valore inestimabile.
    Non mancano momenti lirici, nelle frequenti descrizioni di passeggiate, di luoghi dell’anima (Luzzara, il suo paese, il Po, Roma); nella cura commovente di una famiglia numerosa, nell’amore per il padre, figura onnipresente, invocata e mai dimenticata. Za è un uomo, con le sue debolezze, ma anche e soprattutto un intellettuale raffinatissimo e colto, curioso, vorace, consapevole di sé eppure mai autocelebrativo, che si interroga sul proprio lavoro, sulla vita, i sentimenti, su grandi temi come la pace, l’esistenza di Dio, e delinea con arguzia critica un ritratto originale di tutti coloro che percorsero un tratto di strada accanto a lui lasciando un segno indelebile nel mondo.

    In questo primo volume sono raccolti, a cura di Valentina Fortichiari e Gualtiero De Santi, i diari degli anni quaranta e cinquanta, ossia dal 1941 al 1958.


    Cesare Zavattini nasce a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, nel 1902 e muore a Roma nel 1989. È stato sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore. Come sceneggiatore ha lavorato con Mario Camerini, Mario Bonnard e Alessandro Blasetti prima di iniziare un lungo sodalizio con il regista Vittorio De Sica. La loro collaborazione darà vita ad alcuni dei più grandi capolavori del cinema neorealista italiano da Sciuscià a Ladri di biciclette senza dimenticare Miracolo a Milano e Umberto D. Ha scritto sceneggiature, tra gli altri, anche per Luciano Emmer, Alessandro Blasetti, Luchino Visconti, Alberto Lattuada e Giuseppe De Santis.




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  • Barbara Chitussi "Noi maschere"
    Barbara Chitussi
    "Noi maschere"
    Storie e paradigmi della personalità
    Cronopio Editore
    http://www.cronopio.it/edizioni/


    "Noi maschere"
    A cura di Barbara Chitussi e Giorgio Zanetti
    contributi di: Paolo Godani, Daniel Heller-Roazen, Carlo Altini, Massimo De Carolis, Federico Leoni, Jacqueline Carroy, Federico Lijoi, Bruno Moroncini, Silvia Contarini, Vanessa Pietrantonio, Annamaria Contini, Barbara Chitussi, Giorgio Zanetti.


    Gioco, costume teatrale, veicolo di dissimulazione e di identità fittizie, la maschera esercita un fascino immutato nella nostra cultura, chiamando in causa l'incerto rapporto tra sincerità e menzogna, essere e apparire, interiorità ed esteriorità. Che cosa accade al volto travisato o al personaggio quando l'attore esce di scena? Invitando alla metamorfosi e proteggendo dagli sguardi indiscreti, destabilizzando e insieme paradossalmente fissando l'identità della persona, la maschera possiede una natura ambigua che l'uomo contemporaneo può interrogare solo rivolgendosi al passato.

    Muovendo dalla psicologia che alla fine dell'Ottocento aveva scoperto gli sdoppiamenti dell'io, gli stati di sonnambulismo e le crisi di isteria, attraversando anche la storia delle idee giuridiche e politiche, il volume, a cura di Barbara Chitussi e Giorgio Zanetti, si rivolge alla filosofia e alla letteratura che hanno definito un nuovo paradigma del soggetto inteso come continua vicenda di maschere. Le voci di Maupassant, Thackeray, Proust, D'Annunzio si intrecciano così a quelle di Schmitt, Freud, Lacan e Sartre, componendo la storia sorprendente di questo strumento di trasformazione e creazione di sé: la maschera, appunto, di cui alla fine degli anni Trenta Jean Starobinski aveva compreso il pericoloso potere politico.


    Barbara Chitussi insegna Filosofia morale all’Università di Modena e Reggio Emilia. Autrice di Filosofia del sogno. Saggio su Walter Benjamin (2006), Immagine e mito. Un carteggio tra Benjamin e Adorno (2010), ha curato opere di Pierre Hadot, Jean-Claude Milner, Jean Fallot e, insieme a Giorgio Agamben e a Clemens-Carl Härle, il grande libro inedito di Benjamin Charles Baudelaire (2012). Ha dedicato diversi saggi ai temi del sogno, dello sdoppiamento della personalità, dell’isteria.



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    30 min
  • Alfonso Firmani "Enciclopedia dell'indicibile"
    Alfonso Firmani
    "Enciclopedia dell'indicibile"
    Mimesis Festival
    https://mimesisfestival.it/


    Mimesis Festival, Udine
    Giovedì 27 ottobre 2022, ore 16:00
    Libreria Tarantola
    "Enciclpedia dell'indicibile" con Alfonso Firmani



    I libri attraversano il tempo, raccontano storie, raccontano esplorazioni del pensiero, insegnano. Parlano di tutto ciò che è dicibile. Questi libri appartengono al mondo dell’arte e alla sua perturbanza.
    Questi sono libri che esplorano il mistero dell’indicibile evocandolo e lasciandolo sospeso. Vogliono semplicemente suggerire una direzione esperienziale dentro quel mistero.


    Alfonso Firmani si è formato a Venezia in quell’intenso clima culturale della fine degli anni 70 che caratterizzava la scuola di architettura dello I. U. A. V. Ha conosciuto città e mari da cui ha respirato storie, idee e suggestioni che hanno prodotto e continuano a produrre domande che
    diventano parte sostanziale delle mappe della sua ricerca artistica.


    Mimesis Festival
    dal 27 al 29 ottobre 2022, Udine
    "Filosofia e Trasformazione Digitale"
    Programma a cura di Luca Taddio realizzato in collaborazione con Damiano Cantone e Silvia Capodivacca.
    Per definizione, ciò che trasforma o che è soggetto a cambiamento si manifesta in forme diverse: la mutazione (lo abbiamo recentemente visto con le variazioni, sociali, economiche, sanitarie, politiche e culturali imposte dalla situazione pandemica) può anche coglierci di sorpresa e spesso non abbiamo gli strumenti per comprendere e fronteggiare le novità. La filosofia aiuta a pensare la complessità, anzi fin dai suoi albori ha fatto della complessità e dell’ibridazione, anche disciplinare, il proprio paradigma. Il “Festival Mimesis-Territori delle idee” propone nell’edizione di quest’anno – la nona – un ricco calendario di incontri, conferenze e dibattiti per affinare gli strumenti critici utili ad affrontare la trasformazione più radicale del nostro presente: la rivoluzione digitale e le sue conseguenze. Si rivolge a tutti coloro che coltivano interessi culturali e che attraverso l’informazione e la divulgazione scientifica desiderano costruire una partecipazione alla cittadinanza attiva.
    A tal fine il Festival collabora con le associazioni del territorio legate da comuni interessi rispetto ai temi più sensibili dell’attualità e della cultura. L’effetto più ampio si avrà sugli studenti che sperimenteranno tecniche formative innovative di approfondimento su tematiche a cui non sempre i percorsi didattici disciplinari riescono a dare piena attenzione.




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    13 min
  • Luca Taddio "Festival Mimesis"
    Luca Taddio
    "Festival Mimesis"
    Premio Udine Filosofia
    27-28-29 ottobre 2022
    “Filosofia e trasformazione digitale”
    a cura di Luca Taddio
    in collaborazione con Damiano Cantone e Silvia Capodivacca
    https://mimesisfestival.it/


    Un ricco calendario di incontri, conferenze e dibattiti per affinare gli strumenti critici utili ad affrontare la trasformazione più radicale del nostro presente: la rivoluzione digitale.
    Una splendida occasione di dialogo con alcune tra le più illustri personalità del panorama scientifico e umanistico nazionale e internazionale. Saranno presenti, tra gli altri, Michel Bitbol, Emanuele Coccia, Nicoletta Cusano, Franco Fabbri, Maurizio Ferraris, Vera Gheno, Giuseppe O. Longo, Vito Mancuso, Simone Regazzoni, Gian Mario Villalta.

    Il Festival
    La mutazione – lo abbiamo recentemente visto con le variazioni sociali, economiche e politiche imposte dalla situazione pandemica – può anche coglierci di sorpresa e, soprattutto, spesso non abbiamo gli strumenti per comprendere e fronteggiare le «novità», che, per loro stessa definizione, sfuggono alle strategie di controllo con cui si era soliti vivere. Nello stesso tempo, proprio nel cuore dell’«imprevisto», troviamo le condizioni adatte a trasformare l’ignoto e la paura in una occasione di forza, sopravvivenza e solidarietà umana e non umana. La posta in gioco è il nostro destino di specie. La questione è complessa e niente più della filosofia può aiutarci a comprendere e vincere questa sfida. Complessità, paradigma con cui la stessa filosofia è nata, sarà l’anima di questa nona edizione del Festival.

    Il Premio
    In collaborazione con il Festival Mimesis-Territori delle Idee, la casa editrice Mimesis organizza e promuove il Premio Udine Filosofia 2022. Un’iniziativa che ha lo scopo di rilanciare il ruolo della filosofia come forma di riflessione in un territorio da sempre vocato allo scambio culturale, alla riflessione interdisciplinare e al dialogo tra i popoli. Con questo Premio, l’Associazione Culturale Territori delle Idee, in sinergia con la casa editrice Mimesis, intende mettere in luce il ruolo determinante della filosofia nella problematizzazione del presente e nella costruzione del futuro.





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    22 min
  • Daria Biagi "I morti dell'isola di Djal" Anna Seghers
    Daria Biagi
    "I morti dell'isola di Djal e altri racconti"
    Anna Seghers
    L'Orma Editore
    https://www.lormaeditore.it/

    Si narra che sull’isola di Djal i morti «proprio non ce la facciano a starsene tranquilli» ed escano dalle tombe per scorrazzare lungo le scogliere. Per fortuna il parroco locale, un omone rude ed energico, sa come trattare i trapassati che non si rassegnano all’eterno riposo… Con tale vicenda, al contempo gotica e ironica, si apre questa raccolta che attraversa la vasta ed eterogenea produzione novellistica di Anna Seghers.
    Nella prosa affabulatoria della grande scrittrice tedesca – capace di alternare sorprendenti rielaborazioni dei miti greci a coinvolgenti ritratti di destini novecenteschi – la nave degli Argonauti trova un nuovo, onirico approdo, gesti di insospettabile eroismo si consumano tra i vicoli della Parigi occupata, la numinosa dea Artemide continua le sue cacce in foreste sempre più disboscate, un defunto mantiene una regolare corrispondenza con il padre emigrato in Palestina, mentre la parabola di un giovane tedesco qualsiasi ci mostra in poche, fulminanti pagine «come si diventa nazisti».
    Le storie de I morti dell’isola di Djal e altre leggende – qui pubblicate per la prima volta in italiano – descrivono le sfide e i misteri di un mondo reso splendido e meno crudele dalla necessaria solidarietà tra i vivi.


    Anna Seghers (1900-1983) è stata una delle maggiori romanziere tedesche del Novecento. Con la novella La rivolta dei pescatori di Santa Barbara (premio Kleist nel 1928) si rivelò come autrice di libri di appassionato e vibrante realismo. Militante comunista, salpando da Marsiglia alla volta del Messico trovò fortunosamente riparo dalle persecuzioni naziste. Il suo La settima croce (1942), circolato in clandestinità, divenne un prezioso vademecum di resistenza e libertà. In Germania Est fu la prima donna a capo dell’Unione scrittori. Celebrato come un capolavoro da autori quali Heinrich Böll e Christa Wolf, definito dalla «New York Times Book Review» come «la perfetta anatomia della mente di un profugo», Transito (1944) fu scritto «di furia» a ridosso degli eventi che racconta, tra la clandestinità, l’oceano e il Messico, ed è qui proposto per la prima volta in una traduzione basata sul nuovo testo originale stabilito dalla recente edizione critica delle opere dell’autrice.


    Daria Biagi ha studiato Lettere a Bologna e Francoforte, e lavora attualmente presso La Sapienza di Roma. Ha tradotto testi di Thomas Pavel, Hans Werner Henze e Ralf König.




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    18 min
  • Corrado De Rosa "A Salerno"
    Corrado De Rosa
    "A Salerno"
    Psicologia insolita di una città sospesa
    Giulio Perrone Editore
    https://www.giulioperroneditore.com/

    Salerno ha un’ansia da prestazione che la logora. Vive costantemente in bilico tra l’ambizione di diventare una metropoli e il desiderio di mantenere i privilegi di provincia. Per troppo tempo, è stata la città di scorta. Poi si è ribellata, si è rifatta il trucco e adesso si concede ma con parsimonia.

    Proprio come il suo patrono, San Matteo, Salerno è una città a due facce. Dietro le Luci d’Artista, nasconde i carichi di droga che arrivano nel porto. É la città dello struscio al Corso, delle giornate al sole a Lungomare e delle puttane sulla Litoranea. Chi è emigrato qui, ha mantenuto l’identità della provincia. Pubblicamente sbandiera la sua salernitanità, ma quando torna a casa mangia il cibo che ha portato dal Cilento, parla il dialetto lucano dei suoi nonni.

    Salerno non sa ancora se vuol essere la più settentrionale delle città del Sud o la più meridionale delle città del Nord. Ha una storia antica di cui è rimasta poca traccia e un’architettura moderna di cui ha ancora poca consapevolezza. Salerno ha una psicologia complessa: è il posto che a vent’anni si cerca a tutti i costi di lasciare e a quaranta non si vede l’ora di riavere.



    Corrado De Rosa è uno psichiatra. Ha scritto molti saggi sull’uso della follia nei processi di mafia e terrorismo, l’ultimo è Italian Psycho (Minimum fax, 2021). L’allenatore sul divano (Caracò, 2017) è un’analisi semiseria della psicologia calcistica dei tifosi. L’uomo che dorme (Rizzoli, 2018) è il suo primo romanzo.


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    29 min
  • Gaetano Piccolo "Il cammino del desiderio"
    Gaetano Piccolo
    "Il cammino del desiderio"
    Commento spirituale al Vangelo di Giovanni
    Edizioni Paoline
    https://www.paoline.it/

    Dopo aver affrontato i tre Vangeli sinottici nella serie di volumi “Leggersi dentro”, padre Gaetano Piccolo si addentra nelle pagine del Vangelo di Giovanni, come sempre con meditazioni profondamente radicate nelle dinamiche umane.

    Gaetano Piccolo, gesuita, è Decano della Facoltà di Filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana. Attraverso la sua personale esperienza ha sviluppato un approccio alla Bibbia che prova a far emergere le dinamiche umane mediante l’incontro con la Parola, affinché il cuore sia illuminato e guarito. Con Paoline ha pubblicato diversi libri: la “trilogia” Leggersi dentro. Con Matteo (20207), con Marco (20205), con Luca (20193); Il profumo dello sposo (2018); Pensiero incompleto (2019); Testa o cuore. L’arte del discernimento (20205); Nascere di nuovo. Un itinerario di guarigione (2020).

    Dopo aver affrontato, nella serie Leggersi dentro, Matteo, Marco e Luca, ha accettato la “sfida” di addentrarsi nel quarto Vangelo, quello di Giovanni. Scrive l’Autore nell’introduzione: «Se davanti ai Vangeli sinottici siamo chiamati a deciderci nella sequela di Gesù, che essi ci aiutano a conoscere, qui siamo chiamati a prendere posizione all’interno di un grande processo che il mondo ha istruito e continua a istruire nei confronti di Cristo. Siamo chiamati a prendere posizione a un livello estremamente profondo che coinvolge parti di noi che vengono illuminate fin dall’inizio dalla luce dello Spirito». E, ancora: «L’itinerario che ci viene proposto dall’inizio alla fine del testo può essere riletto come il cammino a cui ogni discepolo è chiamato, quel cammino che va dal desiderio (che cercate?) alla consegna di sé (un altro ti porterà dove tu non vuoi). In altre parole si potrebbe dire che il quarto Vangelo ci propone quasi un’educazione del desiderio!».

    Le meditazioni evangeliche di padre Gaetano non soltanto sono profondamente radicate nelle dinamiche umane, ma ognuna di esse si conclude con uno spazio di domande per il lettore. «Uno spazio che – scrive l’Autore - richiamando proprio l’incontro di Gesù con la Samaritana, ho voluto intitolare ora sesta, il momento cioè della luce e della rivelazione, quel momento in cui, conoscendo meglio Gesù, riusciamo anche a conoscere meglio noi stessi».






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    29 min
  • Andrea Monticone "I teschi di Malta"
    Andrea Monticone
    "I teschi di Malta"
    Buendia Books
    https://www.buendiabooks.it/


    martedì 25 ottobre alle ore 21.00, al Circolo dei Lettori in Sala Biblioteca (via Bogino 9, Torino) appuntamento con le "Storie di spie”.
    Andrea Monticone con I Teschi di Malta (Buendia Books) e Maurizio Blini, autore de La congiura del geco (Edizioni del Capricorno) saranno protagonisti di una serata all'insegna delle spy story e del mistero! Dialogherà con gli autori: Gioele Urso. L'incontro è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria su torino.circololettori.i
    https://circololettori.it/


    Nel cuore del Mediterraneo, tra le discoteche del più grande divertimentificio d’Europa, gli antichi forti e gli avveniristici grattacieli, c’è una moderna Casablanca dove si consumano intrighi internazionali e dove la vita non ha valore: benvenuti a Malta.
    Andrea Monticone, una delle voci più dure e rock del panorama noir, torna con un thriller internazionale ad altissima intensità, I Teschi di Malta. Un romanzo che affonda le sue radici nelle spy story del passato, intrecciando geopolitica, finanza e azione, passando da Malta all’Afghanistan, dalla strage dei migranti nel Mediterraneo ai piani segreti del terrorismo islamista, in uno scenario dove gli avvenimenti di pochi anni fa gettano una luce sinistra sugli eventi attuali.


    Malta, 2016. Elizabeth Mancini, attivista e ricercatrice angloitaliana, impegnata nella lotta per i diritti dei migranti e fermare le stragi nel Mediterraneo, sparisce all’aeroporto della Valletta, dove era giunta per scrivere un libro su un tema controverso, a metà tra storia e mito,i Teschi di Malta.
    Suo marito Fabrizio Valori, pilota e reduce dell’Afghanistan, inizia a cercarla, scontrandosi con la polizia locale. Accanto a lui ci sono Marco Psaila, uno scrittore e amico maltese, e Qitta Al Bouzi, poliziotta e agente dei servizi segreti inglesi, affascinante e letale: grazie a loro, Fabrizio scopre che i Teschi sono molto più che una leggenda e un fatto storico, sono un codice per un autentico patto con il diavolo che porta alla Spada, un misterioso finanziere mediorientale, fascinoso e amante del jet set, dietro il quale si staglia l’ombra inquietante dell’Isis.


    Andrea Monticone (Torino, 1972) è giornalista e romanziere, autore di diversi noir metropolitani che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nel corso degli anni. Suoi racconti sono stati pubblicati in Italia e all’estero, dove è stato tradotto anche in lingua araba. Tra le sue opere, Un assist per morire(secondo classificato al Premio Letterario Internazionale Festival Giallo Garda 2019), Drew, La mano del morto e Carne mangia carne, tra le sette opere selezionate dalla prima edizione di “Guarda che storia!”, il nuovo progetto ideato e organizzato da Film Commission Torino Piemonte e Salone Internazionale del Libro di Torino.





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  • Filippo Tuena "La voce della Sibilla"
    Filippo Tuena
    "La voce della Sibilla"
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/

    Parigi, 1910. Un ragazzo cammina solitario nel Quartiere Latino: ha un marcato accento americano, nella giacca gli appunti delle lezioni alla Sorbona e dentro il cuore una grande timidezza; davanti a lui si spalanca una città luminosa, sconfinata come lo sono i desideri a vent’anni e indecifrabile come il futuro che lo aspetta. Quel ragazzo si chiama Tom e in quel momento non sa che di lì a poco scoppierà una guerra senza precedenti, che i suoi passi lo porteranno a Londra a scrivere poesie e che in Inghilterra lo aspetta un altro ragazzo, poco più grande di lui, che diventerà il suo migliore amico e il «miglior fabbro» dei suoi versi; non sa, soprattutto, che da tutto questo nascerà The Waste Land, il più visionario poema del XX secolo. Filippo Tuena si immerge nell’esistenza fragile e insicura di T.S. Eliot e nel suo incontro con Ezra Pound per raccontare i misteriosi e intricati percorsi che conducono alla creazione di un capolavoro. La voce della Sibilla è la storia di un’amicizia e di due giovinezze: una narrazione su quell’età della vita in cui ogni ambizione sembra possibile e in cui le relazioni sono intessute di ferocia e assoluto, di scelte cruciali e delusioni che non crediamo di poter superare. Tuena riesce a restituire il volto più umano della società letteraria di un’epoca inimitabile, i drammi e i mutamenti che la «generazione perduta» ha attraversato nel passaggio dalla Prima guerra mondiale agli anni venti per poi piombare nell’incubo del fascismo e del Secondo conflitto: attorno alla fiamma e al genio di Eliot e Pound si rincorrono così Virginia Woolf e James Joyce, Henri Bergson e Gertrude Stein, gli amici caduti al fronte e la morte del padre Henry Ware Eliot, in una danza magica di corpi e parole. La voce della Sibilla è un’opera che piega i confini di biografia e finzione per restituirci il ritratto di uno scrittore in costante lotta con se stesso, introverso e sprezzante, colmo di angoscia e di poesia. La storia di un ragazzo come tanti e dell’incontro che ha cambiato la sua vita e, assieme, la letteratura del Novecento. «Perché è proprio questo quel che qui si va cercando: il momento in cui la cosa nasce. La fecondazione e il suo esistere quando un istante prima non era.» La storia di un incontro e di due amici animati dalla stessa insanabile angoscia.

    Filippo Tuena (Roma, 1953) ha vinto il premio Grinzane Cavour con Tutti i sognatori (1999) e il premio Bagutta con Le variazioni Reinach (2005). Il Saggiatore ha pubblicato Memoriali sul caso Schumann (2016), Com’è trascorsa la notte (2017), Le galanti (2019) e Ultimo parallelo (2021).




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  • Paolo Repetto "Christo e Jeanne-Claude. Projects"
    Paolo Repetto
    Christo e Jeanne Claude Projects
    Castello di Miradolo
    15 ottobre 2022 - 16 aprile 2023

    A poco più di due anni dalla scomparsa di Christo Vladimirov Javacheff, il Castello di Miradolo dedica a Christo e Jeanne-Claude, la coppia che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte e il suo processo di realizzazione, la mostra Christo e Jeanne-Claude. Projects, che espone disegni, collages, fotografie e video delle loro opere più famose, insieme ad opere di alcuni artisti del Nouveau Réalisme e della Land Art che hanno influenzato la loro produzione artistica e il loro pensiero.
    Curata da Francesco Poli, Paolo Repetto e Roberto Galimberti, con il coordinamento generale di Paola Eynard, la mostra, realizzata grazie alla collaborazione con la Christo and Jeanne-Claude Foundation di New York, presenta circa sessanta opere accompagnate da un’ampia sezione fotografica e dalla proiezione dei video che documentano la realizzazione delle monumentali installazioni artistiche.
    Le opere di Christo e Jeanne-Claude, tanto inedite, quanto ardite e monumentali, fecero sempre molta fatica ad essere approvate ed accettate. Nel 1966 il permesso per il progetto Wrapped Trees, concepito per il parco adiacente al Saint Louis Art Museum, in Missouri, fu negato. Nel 1969 gli artisti immaginarono il progetto Wrapped Trees, Project for Avenue des Champs- Élysées and the Rond Point des Champs-Élysée a Parigi, anch’esso mai realizzato. Il progetto Wrapped Trees per Riehen (Comune alle porte di Basilea) è stato infine completato nel 1998 ed è il risultato di 32 anni di sforzi e attese. Nel parco intorno alla Fondation Beyeler, 178 alberi, alti da 2 a 25 metri, sono stati avvolti con 23 chilometri di corda e con 55mila metri quadrati di tessuto in poliestere intrecciato.
    Al 1968 risalgono i primi due edifici impacchettati: entrambi musei. Si tratta della Kunsthalle di Berna e del Museum of Contemporary Art di Chicago. Nello stesso anno, in occasione della quarta edizione di Documenta, la quinquennale esposizione internazionale che si svolge a Kassel, in Germania, Christo e Jeanne-Claude realizzano davanti al palazzo del Friedericianum, sede della mostra, 5.600 Cubicmeter Package, una gigantesca scultura gonfiabile alta circa 85 metri. Nel 1974 a Roma il critico Achille Bonito Oliva organizza la grande rassegna “Contemporanea” a cui partecipano tutti i maggiori artisti internazionali. Christo e Jeanne-Claude realizzano una delle loro opere urbane più straordinarie: The Wall-Wrapped Roman Wall, che vede una sezione di ben 250 metri delle Mura Aureliane interamente coperta da tessuto di polipropilene legato da corde in Dacron. Nel 1985, undici anni dopo, The Pont Neuf Wrapped segna un nuovo intervento urbano che ha come protagonista il più antico ponte di Parigi, la cui architettura – in costante evoluzione - ha rispecchiato per secoli il carattere trasformista della città. L'intervento di Christo e Jeanne-Claude conferisce al Pont Neuf una nuova dimensione scultorea, continuandone dunque la tradizione della metamorfosi architettonica, trasformandolo per 14 giorni in un’opera d’arte.
    Wrapped Coast, One Million Square Feet (1969) nella Little Bay di Sydney in Australia, Valley Curtain (1972) a Rifle in Colorado, Ocean Front (1974) a Newport, Rhode Island a sud di Boston, Running Fence (1976) nelle Contee di Sonoma e Marin in California, sono tutte opere di dimensioni colossali, dove enormi teli in polipropilene o nylon hanno celato, per alcune settimane, vasti spazi, ora di costa, ora di acqua, ora di cielo. Valley Curtain, il grande telo arancione disteso come una immensa diga tra gli estremi di due colline, richiese 28 mesi di preparazione e durò solo 28 ore poiché forti raffiche di vento, fino a 100 km all’ora, resero necessaria una tempestiva disinstallazione. Running Fence, lunga quasi 40 chilometri e alta 5,5 metri, si estendeva da est a ovest, a nord di San Francisco, sulle proprietà di 59...
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