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  • Brunetta Lugioli "Rime e ricette in Giosue Carducci"
    Brunetta Lugioli
    "Rime e ricette in Giosue Carducci"
    Tour poetico-gastronomico nella Maremma Toscana
    Il leone verde Edizioni
    https://www.leoneverde.it/



    "Sono superbo, iracondo, villano, soperchiatore, fazioso, demagogo, anarchico, amico insomma del disordine ridotto a sistema, e mi è forza fare il cittadino quieto e da bene."
    Giosue Carducci


    "La forza del Carducci poeta non fu nella sua filosofia, ma nel suo temperamento."
    Benedetto Croce

    Il paesaggio maremmano che ha ispirato il poeta, raccontato attraverso le ricette del territorio, che parlano di fatica e pazienza, ma anche di pranzi in compagnia, allegri e un po’ troppo briosi.

    Un tour poetico-gastronomico nella Maremma toscana, tra San Guido, Bolgheri e Castagneto, in quella terra che sprigiona ancora i profumi, i sapori, la natura fiera e generosa della sua gente, intatti e uguali, oggi come allora, quando hanno ispirato le poesie maremmane.







    Brunetta Lugioli è nata a Castagneto Carducci. Vive a Firenze, dove ha insegnato alle Scuole Elementari e alle Scuole Medie.
    Oggi si dedica allo studio di ricette di tutto il mondo, alla loro storia, alla ricerca degli ingredienti per realizzarle e infine, provando e riprovando, alla degustazione del risultato finale, che dà sempre molta soddisfazione.




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    21 min
  • Emma Di Stefano "Dell'infinito il paradosso"
    Emma Di Stefano
    "Dell'infinito il paradosso"
    ChipiùneArt Edizioni
    https://www.chipiuneartedizioni.eu/

    La parola poetica di Emma pone al centro del suo palcoscenico terreno una porzione di infinito ,e noi diventiamo spettatori e partecipi di un cielo stellato su una spiaggia di notte, di un battito di ali che si accorda a un fremito dell’anima. Intorno a ogni elemento si crea dapprima un movimento centripeto, un aggregarsi di sentimenti e di sensazioni che poi inevitabilmente prendono vie di fuga verso l’alto, verso quell’infinito che tutto comprende, che tutto raccoglie e che a tutto dà un senso.

    Dell’infinito il paradosso è un vademecum per chi voglia trovare l’infinito in tutto il creato intorno a noi, a misurare la nostra piccolezza e la grandiosità del nostro slancio a superarla.




    Emma Di Stefano
    Nata a Brindisi nel 1956, vive attualmente a Campobasso.
    Ha pubblicato le sillogi poetiche: Nati per caso, nati per amore (vincitrice del Premio Premio Internazionale Olympia 2008, Montegrotto Terme, indetto in collaborazione con il Club degli Autori per la poesia e pubblicato da Montedit, 2009), Il silenzio è una formica (Sillabe di sale, 2011), Attenzione alle macchie (Parco Multimedia, 2015). Inprecisi passaggi di tempo (Sillabe di sale, 2016). Suoi componimenti sono stati selezionati e inseriti in opere collettive di numerose case editrici di rilievo nazionale.
    ChiPiùNeArt Edizioni ha pubblicato dei suoi racconti nelle antologie Altri piani, altre valli, altre montagne (2016) e La bella d’erbe famiglia e d’animali (2017).
    Come poetessa ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.
    È presente come autrice su diversi siti letterari. Consulente editoriale e collaboratrice in rubriche letterarie, è anche promotrice di eventi culturali.

    http://www.emmadistefano.com/



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    22 min
  • Cristina Caboni "La via del miele"
    Cristina Caboni
    "La via del miele"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    Dal tetto del palazzo, Alice riesce ad ammirare tutta Parigi. Davanti a tanta bellezza, ciò che si è lasciata alle spalle non fa più così male. Con sé ha portato solo la cosa più importante: le sue api. Lì, a decine di metri d’altezza, c’è il suo alveare, un posto per lei magico. Ma ora le api sono scomparse, e Alice sa che questo è un messaggio per lei. Loro da sempre le indicano la strada. Così, quando il telefono squilla, capisce che tutto sta per cambiare: sua sorella Emma, la persona che ha amato come nessun’altra, ma che non sente da due anni a causa di una sciocca lite, non c’è più. Prima di andarsene, però, le ha lasciato il dono più grande: sua figlia. Alice non sapeva di avere una nipote e non ha idea di come si cresca un bambino. Non si sente all’altezza. Deve trovare qualcuno che se ne prenda cura, anche se questo vuol dire andare in Sardegna, l’isola che fa da sfondo a tanti racconti della sua famiglia. L’isola dove vedrà le sue api volare leggere e riflettere il sole in lampi d’oro. Dove anche l’amore avrà un significato nuovo. Gli odori, i sapori e il vento di quella terra lontana faranno cadere una a una tutte le sue certezze, mentre le sue radici riaffioreranno dalla terra. Perché per andare avanti dobbiamo sapere chi siamo stati. Come un’ape che ricorda sempre la strada verso l’alveare, abbiamo tutti bisogno di trovare un posto da chiamare casa.
    Libro dopo libro, Cristina Caboni ha visto crescere il proprio pubblico e scalato le classifiche. Per la stampa è ormai una certezza. Ora torna con un romanzo che è un inno alla natura. L’autrice ci parla di quello che le sta più a cuore, la magia delle api e la difesa del loro mondo. Una storia di scelte e di legami familiari. Di amore e di speranza. Tra il fascino di Parigi e quello della Sardegna, una ragazza prova ad abbattere le barriere che la dividono dalla vera sé stessa.



    Cristina Caboni vive con il marito e i tre figli in provincia di Cagliari, dove si occupa dell’azienda apistica di famiglia. È l’autrice dei romanzi Il sentiero dei profumi – bestseller venduto in tutto il mondo, adorato dai lettori e dalla stampa, che ha conquistato la vetta delle classifiche italiane e straniere – e il suo seguito, Il profumo sa chi sei, La custode del miele e delle api, Il giardino dei fiori segreti – Premio Selezione Bancarella 2017 –, La rilegatrice di storie perdute e La stanza della tessitrice.




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    31 min
  • Piero Coda "Determinismo e libero arbitrio"
    Piero Coda
    "Determinismo e libero arbitrio"
    Fabio Scardigli, Gerard 't Hooft, Emanuele Severino, Piero Coda
    Carbonio Editore
    https://carbonioeditore.it/


    L’uomo è davvero libero? Noi umani possiamo arrogarci la facoltà del libero arbitrio senza attribuirlo anche alle particelle elementari, cioè al micromondo che ci circonda?
    Inoltre, nella vita quotidiana sperimentiamo davvero l’esercizio della volontà, oppure l’incapacità di prevedere le nostre decisioni future implica che quella che chiamiamo libertà di scelta è solo un’illusione? E il concetto di libero arbitrio può coesistere con quello di grazia divina? Queste e altre domande sono al centro di un interessante convegno tenutosi a Milano il 13 maggio 2017 presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo, che ha visto protagonisti il fisico teorico Gerard ’t Hooft, il filosofo Emanuele Severino e il teologo Piero Coda.

    Ragionando all’interno dei propri ambiti, i tre eminenti studiosi si sono confrontati su un tema cruciale che sta alle origini del pensiero occidentale: il rapporto tra determinismo e libero arbitrio. In un excursus multidisciplinare che parte dai pensatori greci per arrivare fino a Hegel e oltre, spaziando dalle religioni alla meccanica quantistica, un fisico, un filosofo e un teologo hanno instaurato un dialogo costruttivo intorno a un dubbio che assilla l’uomo fin dall’antichità.

    Introduzione e traduzione di Fabio Scardigli

    «L’essenziale, penso, è non assolutizzare nessuno dei punti di vista in gioco, sia esso quello teologico o quello filosofico e quello scientifico, ma farli tra loro interagire […].
    Anche questa relazione, in definitiva, è questione di grazia e di libertà.»


    Fabio Scardigli (1963), fisico teorico, è affiliato al Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano e all’Istituto Lorentz per la Fisica Teorica dell’Università di Leida. La sua ricerca si concentra sulla fisica quantistica dei buchi neri e sul principio di indeterminazione generalizzato.

    Gerard ’t Hooft (1946), fisico olandese Premio Nobel 1999, ha contribuito ai principali sviluppi negli ultimi quarant’anni della fisica teorica fondamentale. È noto anche per la sua controversa interpretazione deterministica della meccanica quantistica.

    Emanuele Severino (1929-2020), Accademico dei Lincei, è stato uno dei più importanti filosofi teorici contemporanei. Tra i suoi saggi ricordiamo Essenza del nichilismo (Adelphi, 1982), La tendenza fondamentale del nostro tempo (Adelphi, 1988) e Storia, Gioia (Adelphi, 2016).

    Piero Coda (1955), filosofo e teologo, è stato Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia e professore della Pontificia Università Lateranense. Nel 2014 è stato nominato da Papa Francesco membro della Commissione Teologica Internazionale, di cui dal 2021 è Segretario Generale.





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    27 min
  • Gian Mario Anselmi "White mirror"
    Gian Mario Anselmi
    "White mirror"
    Le serie tv nello specchio della letteratura
    Salerno Editrice
    https://www.salernoeditrice.it/

    Che cosa c’entra Gadda con Zerocalcare? E come può essere accostato Giacomo Leopardi al protagonista di una Serie TV come True Detective, o i personaggi di Game of Thrones al pensiero di Machiavelli? Insomma cosa c’entra la letteratura – in particolar modo italiana – con la forma di intrattenimento oggi dominante al mondo?
    Eppure c’è un filo rosso che lega la serialità televisiva e gli scrittori del canone occidentale, un filo seguendo il quale è possibile risalire da Netflix ai classici o, per dirla in altri termini, da Black Mirror – lo schermo nero dei nostri dispositivi video – alla pagina dei libri, ovvero lo specchio bianco della nostra civiltà. L’autore di questo saggio prova a seguire quel filo, raccontando la storia di un rapporto unico e speciale, quello dell’incontro tra due espressioni artistiche apparentemente distanti, l’una antichissima, l’altra modernissima, ma piú vicine di quanto non sembri.
    Per comprendere come nasca l’universo narrativo seriale in cui siamo immersi non è stato composto un dizionario o un’enciclopedia di titoli, ma un racconto in cui l’intreccio tra letteratura e Serie televisive dà luogo a uno scambio, un reciproco dare e avere che sta trasformando non solo le modalità della narrativa in quanto tale, ma il nostro immaginario contemporaneo e le idee che esso rappresenta in streaming. La sceneggiatura, le partiture drammaturgiche, la delineazione dei personaggi non sono mai state cosí decisive e cosí complesse come oggi per garantire la riuscita di una buona Serie, a qualsivoglia genere appartenga. E tutto ciò deriva dalla pratica letteraria di ora e del passato, dei grandi classici come dei romanzi popolari: ogni giorno questo rapporto si fa sempre piú stretto ed esplosivo, tanto che, forse, non si può comprendere il successo di Squid Game senza e la Poetica di Aristotele.


    Gian Mario Anselmi è professore dell’Alma Mater Università di Bologna, dove è stato a lungo ordinario di Letteratura italiana e Letteratura italiana medievale. Si è occupato soprattutto di Umanesimo e Rinascimento e di Illuminismo, con contributi importanti, fra gli altri, su Machiavelli e Tasso. Da tempo si dedica allo studio delle forme contemporanee dell’immaginario. Fra i suoi ultimi volumi ricordiamo: L’immaginario e la ragione (Roma 2017); L’approdo della lettaratura (ivi, 2018); I passaggi e la cronologia ragionata della letteratura italiana, con F. Tomasi (Bologna 2021).





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    30 min
  • Carlo Trigilia "La sfida delle disuguaglianze"
    Carlo Trigilia
    "La sfida delle disuguaglianze"
    Contro il declino della sinistra
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/



    Perché le classi deboli si stanno allontanando dai partiti di sinistra? La sinistra di oggi saprà contrastare le disuguaglianze e difendere la democrazia?

    Le disuguaglianze sono molto cresciute nelle democrazie avanzate. Le conseguenze della pandemia e l’invasione dell’Ucraina contribuiscono ad aggravare il quadro. La sinistra europea e quella italiana si trovano così ad affrontare una nuova sfida, decisiva non solo per il loro futuro, ma anche per quello del capitalismo democratico. L’elettorato popolare, che ne costituiva il fulcro, alimenta infatti l’esodo verso l’astensionismo e verso la nuova destra radicale, attratto dalla protesta e dal populismo. A fronte del peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, vecchi e nuovi gruppi più a disagio non si sentono oggi rappresentati. Questo volume, valendosi di un ampio materiale di ricerca, indaga sulle difficoltà della sinistra europea - con l’eccezione interessante dei paesi nordici - nel contrastare le nuove disuguaglianze come aveva fatto negli anni del grande sviluppo post-bellico. Ma mette anche in luce come la sfida non sia persa. C’è ancora un futuro per il capitalismo democratico: passa da un riorientamento dell’offerta politica della sinistra di cui vengono qui discusse condizioni e possibilità.

    Carlo Trigilia è professore emerito di Sociologia Economica nell’Università di Firenze. È membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei ed è stato ministro per la coesione territoriale nel 2013-14. Fra i suoi libri con il Mulino: «Grandi partiti e piccole imprese» (1986); «Sviluppo senza autonomia. Effetti perversi delle politiche nel Mezzogiorno» (1992). Da ultimo ha curato «Capitalismi e democrazie. Si possono conciliare crescita e uguaglianza?» (2020).




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    26 min
  • Raffaella Bolaffio "Paripparbuff"
    Raffaella Bolaffio
    "Paripparbuff"
    Strega a metà
    Edizioni Lapis
    https://www.edizionilapis.it/

    Nella vecchia casa coi muri crepati, disabitata da anni, c'è una nuova inquilina. Una ragazza gentile, un po' maldestra, con i riccioli color rame e gli occhiali sul naso colmo di lentiggini. Al suo fianco, inseparabile, un gatto bianco come la neve e soffice come l'ovatta, dal muso perennemente imbronciato. Nessuno sospetterebbe mai che dietro quell'aspetto rassicurante si nasconda un'aspirante fattucchiera di 174 anni, alle prese con l'imminente esame per diventare Strega Standard. Il Decalogo che le hanno dato da studiare recita: "La Strega Standard cucina i bambini". Questo potrebbe rivelarsi un ostacolo insormontabile... Paripparbuff non ha alcuna esperienza di bambini, non sa nemmeno dove trovarne uno! Ma a causa di un equivoco gliene arriveranno a casa ben cinque: Pallottola, Cacio, Buio, Budino e Sloth, infatti, hanno la ferma intenzione di farsi adottare per sfuggire alla direttrice dell'Istituto "Orfanelli", che ha tutta l'aria di essere una strega... Tra numerosi equivoci, picnic sull'albero, pozioni a base di babà e un finale inatteso, Paripparbuff strega a metà, scoprirà che il suo cuore somiglia più a un panetto di burro che a un groviglio di rovi. Età di lettura: da 8 anni.





    Raffaella Bolaffio è nata a Trieste a fine marzo del 1977 durante una bufera di neve, nel 1978 ha imparato a tenere la matita in mano, nel 1979 ha imparato a rosicchiarla, nel 1980 finalmente ha iniziato ad usarla per disegnare e da allora non ha più smesso se non per mangiare o fare pipì. Per guadagnarsi da vivere ha scelto un lavoro molto bello: scrive e disegna e ha pubblicato molti libri con diversi editori italiani ed esteri. Ama scrivere e disegnare soprattutto storie di animali, sarà perché con le bestie sente una certa affinità. Nel tempo libero scrive, disegna, rosicchia matite, costruisce pupazzi, porta a spasso il suo cane e suona l’ukulele.




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    14 min
  • Luca Bufano "Canto le armi e l'uomo"
    Luca Bufano
    "Canto le armi e l'uomo"
    100 anni con Beppe Fenoglio
    Fondazione Ferrero di Alba
    Mostra aperta fino all'8 gennaio 2023
    https://www.fondazioneferrero.it/


    La Fondazione Ferrero di Alba presenta fino a domenica 8 gennaio 2023 un nuovo progetto espositivo dedicato all’esperienza letteraria e di vita dello scrittore e partigiano albese Beppe Fenoglio (1922 – 1963). Canto le armi e l’uomo. 100 anni con Beppe Fenoglio, a cura di Luca Bufano, tra i principali studiosi dell’opera fenogliana, si inserisce nel complesso delle iniziative previste dal programma “Beppe Fenoglio 22” in occasione del centenario della nascita dell’autore.

    L’inquadramento della figura di Fenoglio così come proposta dal progetto espositivo traspare immediatamente dal titolo: Canto le armi e l’uomo. Luca Bufano ha deciso di rievocare il celebre verso virgiliano tratto dal proemio dell’Eneide («arma virumque cano») in quanto «riflette e riassume molteplici aspetti dell’opera e della vita di Fenoglio, così come della stessa mostra: l’influenza dell’epica classica nella sua formazione e nel suo stile; il periodo bellico che lo rivelò a se stesso determinando il suo destino di scrittore; la celebre nota del Diario fenogliano: “Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano”».

    Il percorso espositivo si articola in otto sezioni tematiche e biografiche in cui il racconto si struttura attraverso documenti autografi, immagini fotografiche e audiovisive, opere d’arte, manifesti e altri oggetti tra cui libri e cimeli.
    L’esposizione ha un carattere multimediale che rende l’opera e la figura di Beppe Fenoglio accessibile a ogni tipologia di pubblico, dallo studioso più attento, al lettore appassionato, sino al neofita dell’opera fenogliana.

    Il titolo di ogni sezione è affiancato a un nome, reale o letterario, legato al mondo di Fenoglio, utile a indicare le tematiche trattate. All’ingresso della mostra, il visitatore viene accolto da un’area che precede le sezioni e costituisce una sorta di preludio, introducendo lo spirito dell’esposizione: sono infatti presentate le armi di Fenoglio partigiano, in particolare una carabina M1-30 di fabbricazione americana, e la sua ultima macchina da scrivere, una Olivetti Studio 44.

    Questa la successione delle sezioni, che portano a loro volta un titolo riassuntivo e un nome, reale o letterario (un alias di Beppe Fenoglio). Il visitatore sarà dunque portato a individuare un carattere che concentrerà la sua attenzione e si incaricherà di esprimere il senso della specifica sezione:

    1. Alba / Beppe
    2. L’esordio / Ettore
    3. Il paese / Agostino
    4. Valdivilla / Jerry
    5. Epos / Johnny
    6. Romance / Milton
    7. Anglofilia / Heathcliff
    8. La fine e l’inizio / Charlie

    I materiali della mostra provengono per gentile concessione dal Fondo Fenoglio di Alba (curato dalla figlia dello scrittore, Margherita Fenoglio), dalla collezione del Centro di documentazione “Beppe Fenoglio” della stessa Fondazione Ferrero, dal Centro studi “Beppe Fenoglio”, dall’archivio storico della Casa editrice Einaudi presso l’Archivio di Stato di Torino, dall’archivio Gina Lagorio presso il Centro Apice – Università degli Studi di Milano, dall’Archivio e Centro studi “il Caffè” di Montecalvo in Foglia, dalla Biblioteca Labronica “F. d. Guerrazzi” di Livorno, dall’Archivio Gallizio di Torino, dall’Archivio Gabriele Basilico di Milano, dall’Archivio comunale di Alba, dall’Archivio storico del Liceo “Govone” di Alba, dall’Associazione culturale “ALEC – Gianfranco Alessandria” di Alba e da prestatori privati.




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    21 min
  • Uberta Zambeletti "A stile libero"
    Uberta Zambeletti
    "A stile libero"
    Punti di svista sulla moda e sulla vita
    Sonzogno Editore
    https://www.sonzognoeditori.it/


    Nascere bruttina e introversa, crescere solitaria e ignara del fuoco combattivo che si porta nell’animo, nutrito da una segreta voracità di bellezza e fantasia, poteva sfociare in un’implosione inconcludente e impersonale. Gli eventi della vita e una naturale vocazione all’armonia e alla curiosità regalano invece a Uberta l’opportunità di sbocciare in una persona forte e coraggiosa che, dopo una formazione in ambito creativo, diventa imprenditrice, nonostante il terreno apparentemente poco fertile.

    In questo libro, Uberta ci invita nel suo percorso, quello che le ha insegnato a riconoscere nelle sfide e nelle difficoltà nuove opportunità di apprendimento e, soprattutto, a trasmettere questo ottimismo indossando il proprio estro e trasformandolo in uno strumento migliorativo di espressione e di interazione con se stessi e con gli altri. Con la sua caratterizzante vivacità, ci rivela consigli e tecniche di stile e di vita, conditi da aneddoti personali e da un grande senso dell’ironia, e ci accompagna a scoprire la genesi del concept store ed e-shop Wait and See, spazio aperto anche a mostre di artisti e designer, che lei ama chiamare «veicolo di gioia».

    Conoscerete la vera matrice della sua interpretazione del significato di «wait and see», programmatica filosofia per imparare a lasciarsi sorprendere ogni giorno, e capirete perché il suo motto non poteva essere altro che «la vita è bella».



    Uberta Zambeletti, fashion designer, consulente di moda e design, direttore creativo, trendsetter e fondatrice del concept store ed e-shop Wait and See, nel centro storico di Milano. Ha una laurea in Textile Design e un master in Fashion Knitwear conseguiti a Londra. Poliglotta e cittadina del mondo grazie a una vita trascorsa tra Londra, dove è nata, Madrid, Parigi e Losanna, nel 1997 torna a Milano, città dalla quale provengono le sue radici familiari.
    https://www.waitandsee.it/eu/en/




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    28 min
  • Luigi Fassi "Artissima"
    Luigi Fassi
    "Artissima"
    https://www.artissima.art/




    Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino giunge alla ventinovesima edizione della fiera, l’unica in Italia esclusivamente dedicata all’arte contemporanea, per il primo anno diretta da Luigi Fassi.

    Artissima 2022 si caratterizza di iniziative specifiche a conferma della sua unicità nel panorama culturale europeo, e della sua capacità di attrarre gallerie, artisti, collezionisti e curatori tra i più interessanti a livello internazionale, con la promessa, sempre mantenuta, di una fiera sperimentale, di ricerca e cutting-edge.

    Da venerdì 4 a domenica 6 novembre 2022 gli ampi e luminosi spazi dell’Oval di Torino accoglieranno le quattro sezioni consolidate della fiera – Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Spaces & Editions – e le tre sezioni curate – Disegni, Present Future e Back to the Future – con la partecipazione di 174 gallerie italiane e internazionali di cui 35 progetti monografici. Le gallerie di Artissima 2022 provengono da 28 Paesi e 4 continenti.

    Queste le parole del neo-direttore Luigi Fassi: "In una fase di mutamento di molti modelli istituzionali di presentazione dell’arte contemporanea, la ventinovesima edizione di Artissima a Torino racconta innanzitutto la capacità della fiera di rafforzare la propria doppia identità di piattaforma di mercato e di produzione culturale, arricchendo entrambe le prospettive. A emergere quest’anno è la qualità del network
    italiano e internazionale della fiera, che ha dispiegato la propria azione di ricerca a livello globale, per continuare a offrire al collezionismo e agli operatori museali un’esperienza di scoperta con opere, gallerie e artisti di altissimo livello da Europa, America, Africa e Asia. Le 40 gallerie che nel 2022 partecipano per la prima volta ad Artissima testimoniano l’attrattività della fiera e il suo saper essere un catalizzatore di
    esperimenti, ricerche e investimenti di mercato in ambito artistico.
    Visitare Artissima è un’esperienza che accomuna collezionisti, curatori e appassionati e chi scommetterà sulla fiera sarà ripagato dalla scoperta di aver saputo intercettare le opere e gli artisti protagonisti del prossimo futuro”.

    Riconosciuta a livello internazionale per l’attenzione alle pratiche sperimentali e come trampolino di lancio per artisti emergenti e gallerie di ricerca, Artissima è un appuntamento unico che attrae ogni anno un pubblico selezionato di collezionisti, professionisti del settore e appassionati. La fiera si riconferma a ogni edizione come la preferita da curatori, direttori di istituzioni, fondazioni d’arte e patron di musei di tutto
    il mondo, coinvolti a vario titolo nel suo programma.
    La vitalità di Artissima e la sua forza innovatrice continueranno a riverberarsi sulla città grazie alla collaborazione attiva con numerose istituzioni pubbliche, musei, fondazioni, gallerie e catalizzando i progetti culturali del territorio piemontese. La fiera riafferma così la propria forza dinamica contribuendo alla crescita del mercato dell’arte italiano,
    stimolando e sostenendo un collezionismo attento alla ricerca e una visione critica e curatoriale capace di continua evoluzione.
    L’organizzazione di Artissima è curata da Artissima srl, società della Fondazione Torino Musei, costituita nel 2008 per gestire i rapporti artistici e commerciali della fiera. Il marchio di Artissima appartiene a Città di Torino, Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino.
    La ventinovesima edizione di Artissima, per la prima volta patrocinata dal Ministero della cultura, viene realizzata attraverso il sostegno dei tre Enti proprietari del marchio, congiuntamente a Fondazione CRT, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.

    17 min

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