il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Massimo Gagliardini "Gelidi abissi"
    Massimo Gagliardini
    "Gelidi abissi"
    Bonfirraro Editore
    https://www.bonfirraroeditore.it/prodotto/gelidi-abissi/


    «Un’accurata ricostruzione storica, un noir e insieme un thriller mozzafiato: questo è Gelidi abissi, romanzo di Massimo Gagliardini in cui nulla è lasciato al caso. Sin dalle prime pagine il lettore è invitato a salpare su una perfetta macchina a orologeria in cui i personaggi realmente esistiti interagiscono con quelli immaginari, intessendo una trama che si dipana tra passato e presente, fitta di mistero e colpi di scena, la cui escalation non ha nulla da invidiare ai migliori lavori di Stephen King».
    Claudio Bossi


    Southampton, 1912. Emily e Clayton si imbarcano sul maestoso Titanic per il loro viaggio di nozze in America. L’eccitazione della coppia per la lunga traversata si tramuta ben presto in inquietudine quando Clayton fa la conoscenza di un altro passeggero, Renard, un grottesco individuo dal passato scomodo e oscuro che nasconde un piano sconvolgente.

    Giorno dopo giorno, Clayton ed Emily si ritrovano a subirne la presenza magnetica, finché Clayton prova a ricomporre i tasselli di un puzzle che si perde nei lontani anni della sua gioventù. In una matassa di reticenze e menzogne, arriva il momento della resa dei conti tra Clayton e Renard, mentre il Titanic continua la sua corsa verso New York, solcando cieli bui e acque gelide, finché il fatale impatto con un gigantesco iceberg non lo squarcia nella notte. Sulla nave è il delirio, una corsa disperata verso le poche scialuppe che vengono calate in mare, mentre il transatlantico affonda sempre di più, fino a spezzarsi in due tronconi e colare a picco.

    Il destino di Clayton, Emily e Renard correrà lungo la rotta di morte che distingue tra sommersi e salvati e sarà proprio Emily ad affrontare rivelazioni sconvolgenti che la condurranno a scoprire una terribile verità troppo a lungo taciuta.


    Massimo Gagliardini
    È nato a Siena il 2 aprile del 1973. Segue un percorso di studi che lo conduce fino alla laurea in Biologia, nel 2002. Trova impiego lo stesso anno presso una multinazionale del farmaco, prima come Informatore Scientifico e in seguito (dal 2006) come Specialist and Clinical Monitor. Da sempre appassionato di storia, è rimasto affascinato sin da bambino dal naufragio del Titanic, sul quale si documenta da anni sia leggendo le più autorevoli opere di saggistica, sia tramite il web.
    L’idea, che ha avuto anni fa, è stata quella di scrivere un romanzo storico ambientato sul Titanic, nel quale i personaggi di fantasia si calano in un tessuto storico assolutamente rigoroso e certificato dalla prefazione a cura di Claudio Bossi, uno dei massimi esperti nazionali e internazionali in materia.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    20 min
  • Marco Sassano "Amor di Patria"
    Marco Sassano
    "Amor di Patria"
    Francesco Brioschi Editore
    https://www.gruppoeditorialebrioschi.it/brioschieditore/catalogo-libri/amor_patria.aspx



    “Questa è la storia di una famiglia italiana, innamorata del suo Paese. Una famiglia che ha contribuito a “fare l’Italia”: il trisavolo è stato rivoluzionario, il bisnonno garibaldino e il padre ha combattuto contro la fatale malattia del fascismo. E il figlio, l’autore del libro, è stato uno dei protagonisti del famoso “scandalo della Zanzara”, il giornalino del prestigioso liceo Parini, uscito con una scottante inchiesta sulla vita sessuale dei liceali. E delle
    liceali. È la storia di cinque generazioni di una famiglia italiana che ha avuto il merito di avere sempre preso posizione. Una famiglia composta da uomini e donne che hanno
    voluto fare la loro parte in quella che consideravano una giusta battaglia. Con l’aiuto di carte, appunti, lettere, diari, articoli e libri che si trovano nel suo archivio familiare, l’autore
    ha ricostruito le avventurose vite dei suoi antenati. Concludendo con la sua, meno rischiosa di quelle di coloro che lo hanno preceduto, però a sua volta abbastanza movimentata.



    Marco Sassano
    Torinese di nascita, milanese per formazione, romano d’adozione. Dopo essere stato protagonista del caso de La Zanzara nel 1966, ha lavorato come giornalista per numerose testate. Ha pubblicato numerosi libri tra cui: La politica della strage, Un compagno difficile (con introduzione del Presidente della Repubblica Sandro Pertini), Pinelli, la finestra chiusa.


    Marco Sassano
    "I libri sono come le ciliegie"
    Cesare De Michelis in parole sue
    Marsilio Editori
    https://www.marsilioeditori.it/lista-autori/scheda-libro/2970173/i-libri-sono-come-le-ciliegie

    «L’editore è un Don Giovanni: scopre, seduce, vuole, rivuole, colleziona. Ma io sono un uomo di radicate fedeltà, se è permesso l’ossimoro».
    Che fare libri fosse soprattutto un gioco di seduzione, Cesare De Michelis lo sapeva bene.
    E a osservarne la vicenda umana attraverso lo sguardo fraterno di Marco Sassano, l’impressione è che la sua ininterrotta curiosità gli abbia permesso di vivere più di una vita: giovane assistente alla regia cinematografica, allievo di Vittore Branca, appassionato dell’idea socialista, docente al primo incarico all’Università di Messina e poi professore di Letteratura italiana all’ateneo di Padova, assessore alla pubblica istruzione nella «sua» Venezia, Cavaliere del Lavoro e, soprattutto, editore. In quest’ultima veste ha letto, scritto, prodotto, stampato, ha «indossato» i libri come lenti attraverso cui interpretare il mondo, e fin dalla scelta del nome (un ghibellino in Veneto, regione guelfa) ha fatto di Marsilio una voce controcorrente nel panorama editoriale italiano, scoprendo per primo talenti come Nico Orengo, Antonio Debenedetti, Gaetano Cappelli, Susanna Tamaro e Margaret Mazzantini. Attingendo a sessant’anni di interviste, colloqui privati e interventi pubblici, in questa autobiografia
    per interposta persona Marco Sassano riesce nell’intento di restituire la voce di un critico della modernità e delle sue contraddizioni, capace come pochi altri di svelare paradossi, snodi e scenari della nostra industria culturale e di tutta la società italiana.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    36 min
  • Daniele Piccini "Luzi"
    Daniele Piccini
    "Luzi"
    Salerno Editrice
    https://www.salernoeditrice.it/


    Mario Luzi (1914-2005) è stato uno dei maggiori poeti del nostro Novecento: con la sua poesia ha attraversato l’intero secolo, affermandosi come autore centrale nel canone italiano ed europeo.

    La monografia di Daniele Piccini affronta in modo integrale tutti gli ambiti della creazione letteraria del grande poeta. Dopo un ampio resoconto sulla vicenda umana e intellettuale di Luzi, il libro mette a fuoco ciascuna delle sue opere poetiche, interrogandole con metodo rigoroso e insieme con vivace capacità di lettura, in un continuo dialogo con le voci della critica. Si traccia così una storia che dal singolare e rarefatto esordio in versi degli anni Trenta (La barca) porta alla rivoluzione espressiva di Nel magma (1963) e ai libri dell’ultima stagione, immersi nel grande codice del vivente: si pensi a titoli come Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), fino a Dottrina dell’estremo principiante, l’ultima opera pubblicata in vita dal poeta (2004). Piccini esamina puntualmente anche il teatro, le prose e la produzione saggistica di Luzi, permettendo così al lettore di accedere in modo organico a una produzione tanto ricca quanto profondamente interconnessa. Se il teatro, a partire da Ipazia (1972), sviluppa premesse e scoperte della scrittura poetica, la saggistica si rivela un territorio densissimo di riflessioni, oltre che sugli autori studiati, anche sul proprio fare poesia.

    Il libro si propone quindi come un contributo importante non soltanto per la ricezione di Luzi, ma anche nel quadro degli studi sulla poesia novecentesca. In questa direzione vanno i rimandi ad altri autori della sua generazione, come Caproni e Sereni, e i riferimenti a quei poeti-critici – da Fortini a Pasolini – che lo hanno letto e commentato a caldo: nel “fuoco della controversia”, per usare un’espressione a lui cara.



    Daniele Piccini, insegna Filologia della letteratura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia. Ha pubblicato edizioni critiche di poeti trecenteschi; ha curato un commento al Ninfale fiesolano di Boccaccio (Milano 2013) e un’antologia di poeti del secondo ’900 (La poesia italiana dal 1960 a oggi, ivi, 2005). Oltre che di Boccaccio, si è occupato di Dante e di Petrarca. Come esperto di Novecento e di poesia, collabora a vari giornali e riviste.


    la foto della copertina del libro è di Giovanni Giovannetti



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    40 min
  • Mimmo Rafele "Quello che è Stato"
    Mimmo Rafele
    "Quello che è Stato"
    Fandango Libri
    http://www.fandangolibri.it/prodotto/quello-che-e-stato/



    1 maggio 1947, Portella della Ginestra. Lucio ha 15 anni e con i genitori sta celebrando la festa del lavoro. In un attimo la folla viene crivellata di colpi, Lucio si ritrova coperto dal sangue della madre, accanto a lui anche il padre muore sotto i suoi occhi, tenendo ancora stretta la bandiera rossa.

    Lucio rapido la raccoglie e scappa. A compiere la strage, scoprirà subito dopo, è stato il bandito Giuliano, d’accordo con dei signori ben vestiti che il ragazzo non conosce.

    Ormai orfano, Lucio si imbarca clandestino su una nave, dove conoscerà Calogero Frangipane, ambiguo avvocato palermitano che lo prende sotto la sua protezione. Ed è a Napoli che, grazie a Frangipane, Lucio entra in strani giri, quello dei femminielli e dei piccoli delinquenti che cercano di sopravvivere, quello dei ricchi e dei malavitosi, di Lucky Luciano, degli americani e della destra eversiva del secondo dopoguerra.

    Ma è sempre a Napoli che Lucio si avvicina ai comunisti di Napolitano e Amendola, è a Napoli che scopre l’amore e compie la sua prima spedizione punitiva, tessendo un pericoloso doppio gioco tra le due parti – i neri e i rossi – impegnate in una sotterranea e violentissima guerra civile.

    A guidarlo il desiderio di vendetta contro tutti coloro che hanno causato la morte dei suoi genitori. Mimmo Rafele tesse il romanzo di formazione di una spia nell’Italia delle macerie postbelliche, ripercorrendo le tappe di un conflitto armato in cui il nostro Paese è stato una pedina in quella sanguinosa partita a scacchi che sarebbe diventata la Guerra Fredda.

    Un libro magnetico, avventuroso, una lettura indispensabile per chi ama le storie di spie e gli intrighi




    Mimmo Rafele è un regista e sceneggiatore italiano. Nella sua carriera ha collaborato con Gianni Amelio, Bernardo Bertolucci e Giuseppe Bertolucci. Ha sceneggiato, tra l’altro, le stagioni 8, 9 e 10 de La piovra, La città del sole, per la regia di Gianni Amelio, con Lidia Ravera Oggetti Smarriti e Amori in corso, per la regia di Giuseppe Bertolucci e Il giovane Mussolini per la regia di Gianluigi Calderone. Ha scritto nel 2009 con Giancarlo De Cataldo La forma della paura (Einaudi Stile libero) e nel 2014 Ultimo requiem con suo figlio Nicola Ravera Rafele.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    26 min
  • Alex Bellini "Il viaggio più bello"
    Alex Bellini
    "Il viaggio più bello"
    I 6 nodi da sciogliere per vincere la paura della trasformazione
    Chiarelettere
    http://chiarelettere.it/


    Le sfide, le difficoltà, i nodi da sciogliere: il viaggio più bello è quello che facciamo dentro di noi, parola di esploratore.

    “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile, sempre.”

    Questa testimonianza di Alex Bellini – protagonista di avventure incredibili tra le quali le traversate dell’Atlantico e del Pacifico a remi – rappresenta uno strumento utile per disincagliare le nostre vite. Siamo impantanati in una crisi senza precedenti eppure “viviamo tempi interessanti”, dobbiamo solo accettarne la sfida. Ma come? Secondo l’autore evitando anzitutto di avere paura della nostra stessa ombra, mettendo in discussione i modelli che la società ci impone e quei comportamenti che ripetiamo come se avessimo inserito il pilota automatico. È vero, l’esplorazione interiore non ha l’aria di un’impresa eroica, tuttavia ognuna delle eccezionali imprese di Alex Bellini è stata possibile grazie ad alcune abilità (lui le chiama anche virtù) che nulla hanno a che vedere con la forza o la resistenza fisica ma sono il portato di un viaggio verticale dentro di sé, ammorbidendo le proprie rigidità, ascoltandosi profondamente, coltivando la presenza mentale e non temendo di mostrare la propria vulnerabilità. Guidati dall’intelligenza e dall’esperienza di un grande viaggiatore possiamo anche noi riscoprire abilità dimenticate e soprattutto attivarle. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, nessun’altra sfida è più importante, nessun altro viaggio è più bello.


    Alex Bellini
    Appassionato di avventura, ha preso spunto dai grandi esploratori per realizzare le sue imprese. Nel 2001 corre la Marathon des Sables in Marocco, 260 chilometri in autosufficienza alimentare. Nel 2002-2003 attraversa per due volte l’Alaska a piedi, trainando una slitta. Nel maggio del 2006, dopo una navigazione durata 226 giorni, riesce a raggiungere Fortaleza, in Brasile, coronando così il suo sogno di attraversare l’oceano in solitaria in barca a remi. Il Pacifico è il suo viaggio più recente, ma non sarà l’ultimo.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    35 min
  • Rosanna D'Antona "Il mio Professore"
    Rosanna D'Antona
    "Il mio Professore"
    Come l'incontro con un grande uomo può salvarti e cambiarti la vita
    Edizioni Piemme
    https://www.edizpiemme.it/


    Una diagnosi di cancro al seno a quarantotto anni, all'apice della carriera: l'annuncio, lo smarrimento, la caduta di tutte le certezze. E un incontro con un uomo speciale: il professor Umberto Veronesi che, oltre a salvargliela, la vita gliela cambierà. Lei è la paziente 0, la prima paziente dello IEO, operata mentre ancora fervono i lavori di completamento di quella struttura d'eccellenza nella cura dei tumori che sta sorgendo alla periferia sud di Milano. Rosanna guarisce e la riconoscenza, oltre alla vicinanza intellettuale con l'uomo che l'ha curata, la convince a farsi coinvolgere in molte delle campagne civili che in quegli anni il Professore intraprende.
    Ne nasce un rapporto solido di stima reciproca che non può prescindere però dal momento in cui tutto è cominciato, la circostanza del primo incontro. Chi meglio di lei allora può raccontare Veronesi dalla prospettiva delle pazienti? Ognuna di loro possiede un pezzo del Professore, ognuna di loro ne conserva un ricordo particolare e lo considera "suo" per ciò che le ha dato e lasciato durante la cura della malattia. E Rosanna si fa portavoce di tutte queste storie per ricostruire quella di un grande uomo, prima che un grande medico.


    Rosanna D'Antona
    Nata da genitori pugliesi ma milanese d'adozione, si è laureata in lingue a Milano e ha studiato comunicazione e relazioni pubbliche alla Boston University. Imprenditrice, ha fondato la sua prima società di consulenza di comunicazione nel 1975. Nel 1987 crea la sua seconda società, che ha venduto negli anni successivi a un gruppo americano. Nel 2003 nasce la sua terza agenzia di comunicazione corporate, che lascia a fine 2019 per dedicarsi a tempo pieno a Europa Donna Italia, il movimento di advocacy per la prevenzione e la cura del tumore al seno di cui è Presidente dal 2010. Vive a Milano, ha tre figli e quattro nipoti. Il mio Professore è il suo primo libro.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    32 min
  • Enzo Fortunato "La tunica e la tonaca"
    Enzo Fortunato
    "La tunica e la tonaca"
    Due vite straordinarie, due messaggi indelebili
    Prefazione del cardinale Gualtiero Bassetti
    Introduzione di Franco Cardini
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Nel corso di una normale riunione di redazione della rivista «San Francesco», il direttore, padre Enzo Fortunato, trova in archivio, a sorpresa, un vecchio articolo scritto in occasione del restauro della tonaca del Santo di Assisi. Nell’articolo è spiegato che i rammendi del saio di san Francesco risultavano fatti da Chiara d’Assisi utilizzando delle toppe ricavate dal proprio mantello. Per tutti è un’immagine potente, quasi uno scoop: colpisce perché parla di un’unione di fede e di spirito che va oltre l’immaginabile, ma sottolinea anche l’importanza del ricucire gli strappi, dell’imparare a recuperare, non solo le cose, ma anche i rapporti. L’abito rattoppato di Francesco getta sì luce sul ruolo di Chiara nel prendersi cura dell’altro, del «fratello», ma ci dice anche quanto sia necessario, oggi in particolare, riparare.

    Nella figura e nelle proporzioni, la tonaca francescana, scelta dal Santo perché quotidiana veste da lavoro dei contadini del suo tempo, ricorda, con le due larghe maniche cucite perpendicolarmente alla linea delle spalle, il disegno della croce. Tanto da spingere il pensiero a un’altra «tonaca», anzi a una «tunica»: quella che i soldati, dopo aver crocifisso Gesù, si giocano ai dadi sul Golgota e di cui restano due reliquie illustri, l’una a Treviri e l’altra ad Argenteuil. Quella tunica, tessuta tutta d’un pezzo, è considerata un simbolo dell’unità dei cristiani.

    La comparazione proposta in questo libro altro non è che il confronto tra il Maestro e il suo discepolo, ovvero tra Gesù di Nazaret e Francesco d’Assisi: un parallelismo fatto attraverso i loro indumenti e le loro spogliazioni, che sottolinea, oltre all’immensa grandezza di questi due personaggi, l’affinità elettiva esistente tra loro.

    Possono due abiti essere emblema di una storia e incarnare la Parola di coloro che li indossano? È certamente così: la tunica di Gesù e la tonaca di san Francesco sono simboli di fragilità, ma al tempo stesso di dignità, di unità e di condivisione; emblemi dell’universale messaggio cristiano, che significa amore, e dello spirito francescano, precursore della cura per il pianeta. Per questo La tunica e la tonaca è un incredibile viaggio tra Gesù e Francesco, due figure straordinarie che – l’uno deriso e spogliato a forza, l’altro spogliandosi spontaneamente – hanno cambiato il mondo.


    Enzo Fortunato è frate minore conventuale di Assisi, giornalista, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile «San Francesco». Ha collaborato con «L'Osservatore Romano» e scrive per «Avvenire», «Corriere della Sera», «Huffington Post» e «Gruppo QN». È volto di Rai1 con la rubrica «Tg1 Dialogo» e voce di Rai Radio1 con «In viaggio con Francesco». Tiene seminari e conferenze in Italia e all'estero. Delicate e significative le sue missioni per progetti umanitari internazionali nella ricerca della pace e del bene comune. Da Mondadori ha pubblicato Vado da Francesco (2014) e Francesco il ribelle (2018).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Gloria Fossi "Sulle tracce di Van Gogh"
    Gloria Fossi
    "Sulle tracce di Van Gogh"
    Un viaggio sui luoghi dell'arte
    fotografie di Danilo De Marco, Mario Dondero
    Giunti Editore
    https://www.giunti.it/catalogo/sulle-tracce-di-van-gogh-9788809889316



    Il libro. Trent’anni fa una storica dell’arte, Gloria Fossi e due grandi fotografi, Mario Dondero (recentemente scomparso) e Danilo De Marco, si misero sulle tracce di Van Gogh alla ricerca dei luoghi che frequentò nell’arco della sua breve vita; dalla campagna olandese al Belgio, all’Inghilterra e alla Francia. Dondero, De Marco e Fossi per primi ebbero l’idea di trasferire in un libro di successo un emozionante confronto visivo e descrittivo fra i luoghi, i dipinti e le numerose lettere dell’artista. Oggi Fossi ha ripercorso quelle tracce, e in questo libro rimarca ciò che in trent’anni è cambiato e ciò che è rimasto intatto (molti luoghi sono stati preservati, altri meglio serviti da strutture turistiche e museali, altri ancora assai modificati). Oltre a ripresentare una selezione degli scatti più intensi dei due grandi fotografi, l’autrice riaggiorna qui le notizie e gli studi su Van Gogh, con un repertorio ancora più ricco e commentato delle opere più significative. Resta immutato il fascino dei dipinti di Van Gogh e della natura da lui tanto amata.





    Gloria Fossi, storica dell'arte medievale e moderna, ha avuto il privilegio di iniziare la carriera lavorando fianco a fianco con Federico Zeri, magistero che le ha permesso di indagare su temi interdisciplinari e relazioni inconsuete, senza pregiudizi accademici. Interessata ai rapporti fra arti figurative e letteratura, ad artisti e scrittori viaggiatori, lei stessa ha girato il mondo sulle loro tracce. Alla sua attività di studiosa e curatrice editoriale, affianca dagli anni Ottanta quella di conferenziera e di autrice di testi divulgativi, guide e cataloghi, fra cui spiccano le numerose pubblicazioni sugli Uffizi, l'arte a Firenze e l'arte italiana. Ha collaborato per la Rai, Il Giornale dell'Arte, La Repubblica, FMR, e dal 1987 scrive su Art e Dossier, dove cura anche una rubrica di recensioni. Per artonline.it scrive di eventi nazionali e internazionali, talvolta con un occhio di riguardo agli interessi dei ragazzi.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    38 min
  • Daniele Capezzone "Likecrazia"
    Daniele Capezzone
    "Likecrazia"
    Lo show della politica in tempo di pace e di coronavirus.
    Edizioni Piemme
    https://www.edizpiemme.it/libri/likecrazia

    Politicamente scorrettissimo e con uno stile chiaro e pungente, Daniele Capezzone ci racconta il "Grande Spettacolo" della politica.



    Le guerre rappresentano da sempre uno spartiacque tra un «prima» e un «dopo». Da un lato le attività umane che decrescono in termini di importanza e dall'altro tendenze che subiscono un ingigantimento e una crescita esponenziale. Ed è esattamente ciò che il Coronavirus ha prodotto su un sistema informativo già dominato dall'emozione e dall'istantaneità.
    In tutto il mondo, da decenni, l'arena politica era stata potentemente trasformata: prima dalla televisione generalista, poi dai social network, e infine dal mix tra vecchi e nuovi media. L'informazione h24, mescolata con l'intrattenimento, ha travolto partiti, linguaggi, classi dirigenti. Da tempo, volenti o nolenti, siamo tutti dentro un immenso talent show, in una chiassosa e permanente diretta multimediale. Questo talent show perenne porta con sé evidenti rischi di superficialità e dilettantismo, con una propensione a votare per la persona con cui si vorrebbe bere un caffè, anziché per l'opzione politica più razionale. E agli eletti può mancare la forza di scegliere soluzioni difficili o programmi impopolari. Ma «è la democrazia, bellezza». Sbaglia un vecchio establishment presuntuoso e spocchioso, più propenso a giudicare il popolo che ad ascoltarlo, a capirlo, a comprenderlo. Questo è il gioco, questa è la nuova agorà e queste sono le sue regole.
    Daniele Capezzone, che ha conosciuto (e ha lasciato) la trincea della politica attiva, esplora il palco e il retropalco di questo «grande spettacolo» e lo presenta per quello che è, senza pregiudizi, in modo realista e disincantato, tra aneddoti e riflessioni politicamente scorrettissime. Provando a suggerire qualche trucco per proteggerci da tutte le armi di distrazione di massa.


    Daniele Capezzone scrive per il quotidiano La Verità (per cui cura anche la rassegna online #LaVeritaAlleSette) e per il magazine Atlantico. In tv appare come opinionista nei programmi di informazione delle reti Mediaset. Ha lasciato l'arena politica dopo essere stato due volte parlamentare.
    Atlantista, liberale classico, detesta il politicamente corretto.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Enrico Deregibus "Francesco De Gregori"
    Enrico Deregibus
    "Francesco De Gregori"
    I testi
    La storia delle canzoni
    Giunti Editore
    https://www.giunti.it/



    Enrico Deregibus è giornalista, specializzato in musica italiana, e direttore artistico o consulente di molte rassegne musicali. In campo editoriale ha pubblicato con Giunti nel 2015 la biografia di Francesco De Gregori Mi puoi leggere fino a tardi. L’anno seguente ha scritto le schede del cofanetto Backpack di De Gregori, opera che racchiude trentadue dischi del cantautore romano. È ideatore e curatore del Dizionario completo della canzone italiana (Giunti, 2006). Con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi nel 2007 ha curato il volume su Luigi Tenco Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti (BUR). Nel 2013 per NdA-Press è uscito Chi se ne frega della musica?, una raccolta di suoi scritti con interventi dello scrittore Gianluca Morozzi. Ha partecipato inoltre a decine di altri volumi a vario titolo (prefazioni, contributi, interventi). Collabora a festival musicali, rassegne, contest come “Voci per la libertà-Una canzone per Amnesty”, il Premio Bianca d’Aponte, il Premio Andrea Parodi, “PeM-Parole e musica in Monferrato”, il Premio Bindi, il Premio Giorgio Lo Cascio, “Pigro-Omaggio a Ivan Graziani”, “Collisioni” e vari altri. È consulente del MEI-Meeting Etichette Indipendenti e lo è stato per molti anni del Club Tenco, per il quale si è occupato anche dell’ufficio stampa. Nel 2010 ha curato “La leva cantautorale degli anni zero”, un progetto comprendente una serie di serate live e un album di trentasei giovani cantautori di varia estrazione, tra i quali Brunori Sas, Mannarino, Nobraino, Patrizia Laquidara, Dente, Erica Mou, Zibba, Ettore Giuradei, Beatrice Antolini.Nel 2017 ha realizzato “Luigi Tenco, marzo 2017. In qualche parte del mondo”, un omaggio al cantautore piemontese che si è tenuto contemporaneamente in più di trenta località italiane e a Parigi, alla Sorbona. Attualmente dirige il Forum del giornalismo musicale di Faenza, nell’ambito del MEI.


    Francesco De Gregori aveva ventun anni nel 1972 quando con l’amico Antonello Venditti pubblicò il primo LP, Theorius Campus. L’anno seguente debuttò come solista (Alice non lo sa) e da allora sono venuti più di venti album in studio e pochi meno dal vivo, che hanno cambiato la scena della musica italiana grazie a una capacità di fascinazione forte e rara: canzoni uncinanti che amano attingere dal folk anglosassone, dal rock, dalla musica popolare, brani elusivi e sfuggenti, enigmatici, capaci però di aprirsi a tutti, come dev’essere per la grande canzone. In quasi cinquant’anni di attività De Gregori ha scritto più di duecento testi, che mai prima d’ora erano stati oggetto di una raccolta integrale. Enrico Deregibus, stimato studioso e cultore della canzone d’autore italiana, annota e commenta i brani in una radiografia approfondita di come sono nati e si sono sviluppati, indagandone le numerosissime sfaccettature, con rivelazioni inedite.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    14 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

37 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners