il posto delle parole

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  • Fulvio Gatti "La vita sociale delle sagome di cartone"
    Fulvio Gatti
    "La vita sociale delle sagome di cartone"
    Las Vegas Edizioni
    www.lasvegasedizioni.com

    Paul Pavese, scrittore di best seller, mentore del progetto editoriale Fabula Nuova e ispiratore di una generazione, è sparito nel nulla. L’unica persona che però sembra davvero preoccuparsene è la responsabile marketing della casa editrice, Samantha Neli, che da sempre è una sua fan.
    Inizia così una ricerca tra i testi pubblicati e inediti, a caccia di indizi che sembrano non portare a nulla. Così come non sembra risolutivo spostare l’indagine nelle terre di origine di Pavese.
    Ma forse la soluzione è molto più vicina di quanto Samantha non creda…
    Tra libri garantiti per tutti dal Governo e venduti pure in farmacia, “La vita sociale delle sagome di cartone” è un romanzo a tratti surreale, a tratti grottesco, che indaga sul concetto di fiction – quanto c’è di vero nella finzione e quanta finzione c’è nella verità? – e che non rinuncia mai ad essere dissacrante nei confronti del mondo editoriale e dei suoi meccanismi.


    Fulvio Gatti è nato nel 1983 a Torino e vive in provincia di Asti. Specializzato in cultura pop, fumetto e immaginario fantastico, scrive da oltre un decennio su testate locali e nazionali ed è curatore di eventi. Suoi racconti in inglese sono usciti su antologie per il mercato internazionale. Ha pubblicato “I nerd salveranno il mondo” (Las Vegas edizioni, 2017), “Mostri, supereroi e navi spaziali” (Impressioni grafiche, 2018) e “La vita sociale delle sagome di cartone” (Las Vegas edizioni, 2019).



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    12 min
  • Carola Benedetto, Luciana Ciliento "Storie per ragazze & ragazzi che vogliono salvare il mondo"
    Carola Benedetto, Luciana Ciliento
    "Storie per ragazze & ragazzi che vogliono salvare il mondo"
    Illustrazioni di Roberta Maddalena Bireau
    De Agostini Editore
    www.deaplanetalibri.it

    L'attenzione dei ragazzi è sempre più rivolta al green. Lo provano casi come quello della quindicenne norvegese Greta Thunberg, che dopo lo sciopero indetto nel nome dell'ambiente è stata ascoltata in Parlamento a Stoccolma.

    Le vite straordinarie eppure comuni di 16 grandi che lottano per l'ambiente, per piccoli eori che salveranno il pianeta malato.



    De Agostini si impegna nella divulgazione di valori come il rispetto per l’ambiente e la salvaguardia del mondo per le generazioni a venire.

    Le star hollywoodiane Emma Watson e Leonardo DiCaprio, il Premio Nobel Wangari Maathai, il pluripremiato fotografo Sabastião Salgado e la determinata attivista svedese Greta Thunberg potranno sembrarti persone molto diverse fra loro. Eppure hanno qualcosa in comune. Hanno capito che salvare il mondo si può, giorno dopo giorno. Sin da piccoli. Le loro passioni li hanno portati a vivere esperienze incredibili e a diventare donne e uomini straordinari con una missione urgentissima: lottare per la salvaguardia dell’ambiente. Ognuno si è impegnato a modo proprio, ma tutti si sono schierati in prima linea, con iniziative concrete che hanno fatto e faranno la differenza. Diciassette eroi descritti in sedici ritratti; sedici storie esemplari magnificamente illustrate e un unico messaggio di vitale importanza: non si è mai troppo piccoli per difendere il mondo.

    Con le storie di: Vandana Shiva · Leonardo DiCaprio · Dian Fossey · Al Gore Emma Watson · Tiziano Guardini · Wangari Maathai Rigoberta Menchu Tum · Pierre Rabhi · Jadav Payeng Greta Thunberg · Sebastião Salgado · Björk · Jun Ma Yvon Chouinard · Bob Brown & Nicole Anderson.




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    24 min
  • Silvia Paoli "La fotografia, soprattutto"
    Silvia Paoli
    "La fotografia, soprattutto"
    Mimesis Edizioni
    www.mimesisedizioni.it

    “È necessario oggi, ancora e sempre più, educare all’immagine, guardare ad autori che sono mossi da loro personali esigenze espressive e comunicative, sia pure meno ‘popolari’, consapevoli dell’evoluzione linguistica della fotografia, non coinvolti in ideologie o retoriche del consumismo, della ipertecnologia, dei nuovi media.

    C’è bisogno di una nuova alfabetizzazione che richiede di comprendere l’evoluzione storica della fotografia e poi sperimentare i ‘modi’ della visualizzazione, come le variazioni del punto di vista, dell’attimo della ripresa, per capire il divenire dell’immagine e quindi scegliere infine quello che corrisponde al proprio ‘modo di vedere’, che è anche un giudizio sulla realtà.”

    Italo Zannier (Spilimbergo, 1932), dopo gli studi di architettura e di pittura, si è dedicato alla fotografia (dal 1952) ed è stato un pioniere della storia della fotografia in Italia. Tra i fondatori del Gruppo friulano per una nuova fotografia (1955), interessato a ricerche sociologiche e ambientali, ha lavorato dapprima in Friuli (1952-65) e successivamente su tutto il territorio nazionale, dedicandosi in particolare alle coste e ai monti grazie a un’importante committenza da parte dell’ENI (1967-76). Impegnato nell’insegnamento universitario dal 1960, ha collaborato con diverse riviste (“L’architettura. Cronache e storia”, “Camera”, “Foto magazine”, “Popular photography”) e ha curato “Fotologia. Studi di storia della fotografia” e “Fotostorica. Gli archivi della fotografia”. È membro, tra l’altro, della Société européenne d’histoire de la photographie; ha collaborato a diverse esposizioni internazionali (La fotografia, in Paesaggio mediterraneo, Siviglia, Expo, 1992; la sezione di fotografia in The Italian Metamorphosis, New York, Guggenheim Museum, 1994, e Wolfsburg, Kunstmuseum, 1995; L’io e il suo doppio. Cent’anni di ritratto fotografico in Italia, Venezia, Biennale, 1995) ed è autore di numerosissimi saggi di storia e tecnica della fotografia. La sua inesausta attività e il suo pensiero critico hanno formato intere generazioni di fotografi e di studiosi.


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    22 min
  • Tersite Rossi "Gleba"
    Tersite Rossi
    "Gleba"
    Pendragon Edizioni
    www.pendragon.it

    Paolo, ragazzo insicuro e introverso, frequenta una scuola elitaria, dove gli studenti sono spinti a una competizione feroce come quella del mercato del lavoro che li attende. Adriana, impiegata modello in un colosso dell'e-commerce, la sera torna a casa e studia da brigatista, per vendicarsi dei padroni che le han portato via il marito e la migliore amica. Amina, figlia d'immigrati marocchini, dopo la morte sul lavoro del padre si è smarrita nel tunnel del vuoto esistenziale, da cui prova a uscire abbracciando il jihad. Enrico e Valeria, marito e moglie, conducono una vita precaria come il loro lavoro; lui sublima con la letteratura, la palestra e le avventure extraconiugali, lei con il sogno di un figlio. Proprio quando queste esistenze così distanti, ma tutte asservite, inizieranno a toccarsi e a confidare in una svolta, comincerà il conto alla rovescia di un duplice, pazzesco attentato terroristico, pronto a travolgere tutto e tutti. A sperare di resistere sarà solo chi avrà il coraggio di svolgere il mestiere più difficile: quello di vivere.


    Tersite Rossi è un collettivo di scrittura, autore del romanzo d'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e Mafia, È già sera, tutto è finito (Pendragon 2010), del noir distopico Sinistri (edizioni e/o 2012) e del thriller economico-antropologico I signori della cenere (Pendragon 2016). Lo pseudonimo è un omaggio a Tersite, l'antieroe omerico, che rappresenta l'opposto di ciò che tutti si attendono. È brutto, debole e codardo in un mondo di belli, forti e coraggiosi. È l'ombra che nessuno vede, perché è arrivata troppo presto. O troppo tardi.



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    17 min
  • Primo Franco "Prosecco way of life"
    Primo Franco
    "Prosecco way of life"
    Cinquesensi Editore
    www.cinquesensi.it

    Primo Franco, uno fra i principali protagonisti del successo del Prosecco, ne racconta la storia, l’evoluzione, l’espansione nel mondo, attraverso una lucida, appassionata, divertente narrazione che, con il passo di un’autobiografia, permette al lettore anche e soprattutto di scoprire tutte le peculiarità di uno fra i vini italiani di maggior favore internazionale.
    Un libro fondamentale per tutti coloro che coltivano la cultura del vino ma anche per chi inizia ad appassionarsi all’argomento.

    Il vino è qualcosa di più di una semplice bevanda: è un punto focale per la conversazione. Il vino avvicina le persone, ravviva la discussione, promuove gli scambi culturali. È questo il motivo per cui nel mondo del vino abbondano le personalità esuberanti, fuori dall’ordinario (per non parlare di quelle del tutto fuori… di testa). Durante una vita di viaggi per vino, di assaggi e di studio, ho incontrato una quantità di personaggi sorprendenti. Dai viticoltori ai proprietari di aziende vinicole, incluso chi fa, o sostiene di fare, entrambe le cose.
    Dal più piccolo componente del produttore di nicchia al più rampante dei leader di settore. Da chi appartiene alla vecchia scuola a chi impone le nuove mode. Dal più adorabile dei filibustieri al più dolce individuo sulla faccia della terra. Dal più apparentemente strampalato al più magnificamente fuori strada. Dal virtuoso più naturalmente dotato al visionario maniaco del lavoro.
    In mezzo a tutta questa gente davvero particolare c’è Primo Franco: un gentiluomo e un uomo gentile. Due caratteristiche del tutto diverse, ovvio, ma entrambe presenti nel caso di Primo.


    Ho incontrato per la prima volta il Prosecco alla fine degli anni ‘60. Altri tempi. Ho avuto la fortuna di essere il testimone del cambiamento che la cultura enologica in Italia cominciava a manifestare. Oggi ci sono mille aziende produttrici allora erano cento e quelle cento preparavano la strada che ha portato fino a qui. Pronunciare il nome Prosecco non era frequente come oggi. Esistevano poche denominazioni di origine e l’export era una voce secondaria nei bilanci economici delle cantine. La moda, i trend, lo spritz e il successo planetario sarebbero arrivati molto più avanti.



    Primo Franco è uno fra gli imprenditori di punta del comprensorio del Prosecco. Quello che, insieme a pochi altri, ha creduto nel potenziale qualitativo di questo vino portandolo ai vertici della considerazione mondiale. La sua azienda, la Nino Franco, è infatti un modello d’eccellenza in tal senso.



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    34 min
  • Emanuela Carniti "Alda Merini, mia madre"
    Emanuela Carniti
    "Alda Merini, mia madre"
    Manni Editori
    www.mannieditori.it



    Alda Merini è la poetessa più amata del Novecento italiano, perché ha saputo sublimare la sua dolorosa esperienza biografica in poesia pura. Per questa ragione è stata elogiata da importanti critici letterari e insieme adorata da lettrici e lettori.
    Una vita, la sua, appassionante e appassionata, drammatica ed eccezionale: il precoce talento e la frequentazione fin da giovanissima dei maggiori intellettuali, la malattia mentale e i ricoveri in manicomio, i due matrimoni e i grandi amori, la celebrità arrivata tardi, il quartiere-mondo dei Navigli a Milano...
    In questo libro Emanuela, la figlia maggiore di Alda, per la prima volta ricostruisce la storia della madre, e la racconta nella quotidianità e nella dimensione domestica, con la sua generosità e le sue eccentricità; e nelle vicende letterarie ed editoriali, fatte di anni di silenzio e altri di successo.
    Viene fuori un ritratto franco e intenso di una donna, una mamma, un'artista che, pur tra mille momenti bui, non si è mai data per vinta.


    Emanuela Carniti
    È nata a Milano nel 1955, prima figlia di Alda Merini e Ettore Carniti. Ha lavorato come infermiera psichiatrica. Vive ad Omegna.




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    27 min
  • Paola Tonussi "Emily Brontë"
    Paola Tonussi
    "Emily Brontë"
    Salerno Editrice
    www.salernoeditrice.it

    Emily Brontë: il labile confine tra letteratura e realtà

    Nella vita di Emily Brontë accadono pochi fatti reali, tutto accade nella sua immaginazione visionaria e nei silenzi invalicabili dietro a cui osserva l’esterno: il «mio mondo interiore» delle grandi liriche, da cui hanno origine la saga infantile scritta con la sorella minore Anne, gli stessi versi, quel romanzo unico e sconvolgente che è Wuthering Heights.

    Con un attento studio delle fonti e una puntuale rilettura di corrispondenze, testimonianze e dichiarazioni di contemporanei che l’hanno conosciuta anche fuori dalla cerchia familiare, di là dal mito letterario costruito dopo la sua morte, questo libro mostra al lettore moderno la vera Emily Brontë: l’intreccio tra vicenda biografica e concezione dell’opera, l’equilibrio tra realtà e passione, l’attualità di una giovane donna che lotta per essere «se stessa» e «libera», emotivamente e spiritualmente.

    La sua vita breve, difficile, estatica, ci racconta un senso di perdita, il desiderio d’amore, d’immensità e forza senza eguali. Perché Emily Brontë sussurra al nostro orecchio l’aspirazione alla felicità e il fuoco delle paure: «Con le dita sporche/d’inchiostro, sorregge mondi illimitati», ha scritto Rosie Garland. E quei «mondi illimitati» Emily Brontë ha saputo – questa biografia lo dimostra – annodarli alla terra mortale e farcene dono.


    Paola Tonussi si occupa di letteratura inglese e americana dell’Ottocento e Novecento.
    È membro della Brontë Society e contribuisce a «Brontë Studies», rivista internazionale di studi brontëani. Premio Vassalini dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti 2013. Per l’ Editrice Antenore ha curato Sognatori, poeti e viaggiatori. Sguardi su Verona e il Lago di Garda.



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    27 min
  • Gianfranco Marrone "L'umanimale"
    Gianfranco Marron
    Denis Bertrand
    "L'umanimale"
    Valori Racconti Rivendicazioni
    Meltemi Editore
    www.meltemieditore.it


    Oggi il tema dell’animale è assai di moda: nelle arti e nei media, nei saperi e nelle scritture, nelle scienze umane e sociali, in filosofia, nelle scienze giuridiche, in quelle politiche e paesaggistiche.
    Tuttavia, non si tratta di una moda come tutte le altre. Essa difatti pone, al di là del marketing culturale, una questione assai delicata: non c’è più solo l’uomo al centro dell’universo, come essere privilegiato che per diritto domina su tutti gli altri viventi. È per questa ragione che l’interrogazione circa i diritti degli animali è al tempo stesso fortemente razionale e fortemente metafisica, quasi religiosa, forse mistica. Una volta posta la questione, scienza e spiritualità, biologia e trascendenza si incontrano.
    Quanto alla moda, per il semiologo questa non costituisce problema: basta farne oggetto di analisi e considerarla come genere mediatico a sé, con suoi stilemi e suoi dispositivi semiotici.

    Denis Bertrand, fra i principali semiologi francesi, insegna Letteratura francese e Semiotica generale all’Università di Paris 8 – Vincennes-Saint-Denis e al Nouveau Collège d’Études Politiques. È stato presidente dell’Associazione Francese di Semiotica e co-direttore del Seminario di Semiotica di Parigi. La sua ricerca si concentra sui rapporti tra semiotica e retorica negli ambiti della letteratura, della società e della politica. Interviene spesso nel dibattito mediatico (Public Sénat, France 5). Tra i suoi libri: La parole aux animaux (2018), Sens et médiation (2016), La négation, le négatif, la négativité (2014), Croyance, crédit, créance (2012), La transversalité du sens (2007), Parler pour gagner (2007), Régimes sémiotiques de la temporalité (2006). In Italia ha pubblicato, per Meltemi, Basi di semiotica letteraria (2002).

    Gianfranco Marrone, saggista e scrittore, lavora sui linguaggi e i discorsi della contemporaneità. È professore ordinario di Semiotica all’Università di Palermo. Tra i suoi ultimi scritti: Addio alla Natura (2011), Introduzione alla semiotica del testo (2011), Stupidità (2012), Figure di città (2013), Gastromania (2014), Semiotica del gusto (2016), Prima lezione di semiotica (2018).




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    21 min
  • Enrica Bortolazzi "Nel silenzio dell'eremo"
    Enrica Bortolazzi
    "Nel silenzio dell'eremo"
    Sette giorni per trovare la pace interiore
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it



    Sabato 7 dicembre 2019, ore 17:00
    Circolo dei Lettori, Torino, Via Bogino 9
    presentazione del libro "Nel silenzio dell'eremo"
    con Enrica Bortolazzi e Axel Bayer


    I monaci del Sacro Eremo e Monastero di Camaldoli vivono di una saggezza millenaria nella quale il silenzio e la solitudine della foresta si intrecciano con il silenzio, la solitudine e la preghiera dell’anima.

    Enrica Bortolazzi ha avuto la possibilità di essere ospitata per una settimana nel Sacro Eremo. Giorno dopo giorno, grazie alla pace di quel luogo sacro, alle passeggiate nella foresta e agli incontri con i monaci, la mente di Enrica, abituata al caos dei molti impegni, inizia a chetarsi e la donna sperimenta, nel silenzio che si fa a tratti assordante, nella solitudine che si popola di conflitti irrisolti, nella natura che le fa da specchio, nell’essenzialità della cella dove non è possibile sfuggire alle proprie zone d’ombra, nella recita immutata dei salmi e nei pasti consumati tacendo, il senso autentico dell’esistenza che, lentamente, inizia a fluire.

    Il racconto della protagonista diventa così la parabola universale di una persona in cerca di risposte che, dopo sette giorni in ritiro, torna in città rigenerata nel corpo e nello spirito, pronta a vivere nella sua quotidianità gli insegnamenti profondi che ha ricevuto. Un percorso che il lettore potrà rivivere attraverso le pagine di questo libro, immergendosi nelle atmosfere magiche del bosco e dell’eremo di Camaldoli.




    Enrica Bortolazzi
    Enrica Bortolazzi laureata al DAMS di Bologna, è giornalista e fotografa di reportage, istruttrice di yoga, organizzatrice di eventi, conferenze e progetti editoriali. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Il coraggio di Ippocrate, Cuore Divino e I portatori di luce. Insieme a Franco Berrino ha fondato l'Associazione "La Grande Via", con la quale organizza viaggi ed eventi per divulgare la salute e il benessere.

    I monaci di Camaldoli
    Camaldoli, fondata mille anni fa da san Romualdo, è una comunità di monaci benedettini. Le sue due case, il Sacro Eremo e il Monastero, immerse nella pace della foresta, rappresentano due dimensioni fondamentali dell'esperienza monastica, la solitudine e la comunione.





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    22 min
  • Matteo Meschiari "L'ora del mondo"
    Matteo Meschiari
    "L'ora del mondo"
    Hacca Edizioni
    www.hacca.it


    Una bambina nasce senza una mano e per questo motivo, forse, la abbandonano nelle Terre Soprane, le regioni sospese tra leggenda e geografia sotto i crinali dell’Appennino modenese. Si chiama Libera, e lo è in molti sensi. Inselvatichita, cresciuta nei boschi con i lupi, viene presa e ridotta alla norma, ma scappa. Sopravvive rubando cibo dalle case dei villeggianti. Continuerebbe così, ma l’Uomo-Somaro le affida un compito: ritrovare il Mezzo Patriarca Perduto. Se non lo farà, le Terre Soprane svaniranno, e loro, i Semidei, non potranno più dialogare con gli animali del mondo. Così Libera parte.


    Matteo Meschiari è professore associato di Geografia all’Università di Palermo. Oltre a numerosi articoli, ha scritto svariati libri di carattere saggistico e letterario: Sistemi selvaggi. Antropologia del paesaggio scritto (2008), Dino Campana. Formazione del paesaggio (2008), Terra sapiens. Antropologie del paesaggio (2010), Nati dalle colline. Percorsi di etnoecologia (2010), Spazi Uniti d’America. Etnografia di un immaginario (2012), Uccidere spazi. Microanalisi della corrida (2013), Geofanie. La terra postmoderna (2015), Antispazi. Wilderness Apocalisse Utopia (2015), Artico nero (2016), Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica (2017), Neghentopia (2017).



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