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  • Anna Maria Malato "Più Libri, Più Liberi"
    Anna Maria Malato
    "Più Libri, Più Liberi"
    www.plpl.it



    Più libri più liberi è la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria e si svolgerà a Roma, dal 4 all’8 dicembre 2019. Dal 2017, la manifestazione si tiene presso il nuovo centro congressi della capitale, La Nuvola, progettata dall’archistar Massimiliano Fuksas. Più libri è l’unica fiera al mondo dedicata esclusivamente all’editoria indipendente dove ogni anno circa 500 editori, provenienti da tutta Italia, presentano al pubblico le novità ed il proprio catalogo. Cinque giorni e oltre 600 eventi in cui incontrare gli autori, assistere a reading e performance musicali, ascoltare dibattiti sulle tematiche di settore.

    Il progetto
    Più libri più liberi nasce nel dicembre del 2002 da un’idea del Gruppo Piccoli Editori dell’Associazione Italiana Editori. L’obiettivo è quello di offrire al maggior numero possibile di piccole case editrici uno spazio per portare in primo piano la propria produzione, spesso “oscurata” da quella delle imprese più grandi, garantendogli la vetrina che meritano. Una vetrina d’eccezione, al centro di Roma e durante il periodo natalizio.
    Ma #piulibri non è solo questo, il vero cuore della fiera è il programma culturale: incontri con autori, reading, dibattiti su temi di attualità, iniziative per la promozione della lettura, musica e performance live scandiscono le cinque giornate della manifestazione in una successione continua di eventi per tutti i gusti e per tutte le età.
    Più libri più liberi è anche un luogo di incontro per gli operatori professionali, dove discutere le problematiche del settore e dove individuare le strategie da sviluppare.

    Più libri più liberi partecipa ad ALDUS, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.


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    www.ilpostodelleparole.it
    14 min
  • Giorgio Terruzzi "Pro-fumo"
    Giorgio Terruzzi, Giancarlo Vitali
    "Pro-fumo"
    Cinquesensi Editore
    www.cinquesensi.it




    Pro-fumo. Il progetto della presente opera prese corpo un giorno di qualche anno fa, quando Giorgio Terruzzi e Giancarlo Vitali si conobbero e si legarono di un’immediata sintonia. Entrambi fumavano in bella continuità. Alla fine di una lunga e piacevole conversazione pensarono di fare un libro insieme. Il tema? Dopo un attimo d’esitazione i due spensero nello stesso istante la propria sigaretta, si guardarono con un sorriso complice. Sarebbe stato quello il tema, ovviamente… il fumo.

    La coscienza di G&G di Leonardo Castellucci
    Sono le 6.45, lo scrittore si affaccia pigramente alla finestra. I fumi umbratili ed enigmatici della notte stanno svanendo. Gli uccelli sono i più solerti a dare il segno di un nuovo giorno. Per strada si stanno concludendo i lavori di pulizia e i primi, consueti rumori di un vita che riprenderà la sua corsa nevrotica vanno imponendosi come segno di un’inesorabile, ripetitiva fatica.
    In quest’atmosfera raccolta, assorta, ancora affollata da un inconscio che dà forma ai pensieri, lo scrittore si accende la sua prima sigaretta. E senza più esitazioni prende a confessarsi, a riflettere, a ricordare, ad analizzare e talvolta a rimpiangere, sollecitando il lettore a iniziare lo stesso viaggio. E ogni momento, ogni persona che gli sale alla mente gli si presenta come una luce che si accende all’improvviso, senza che lui l’abbia previsto né, tantomeno, premeditato.
    In questo andamento dolcemente felliniano, lo scrittore, per non rischiare di scivolare in un malinconico abbandono, s’aggrappa al suo pacchetto di sigarette, per lui un’ancora che gli batte il tempo del giorno e lo tiene ben saldo all’attimo presente.
    Perché dopo quella delle 6.45 se ne accenderà un’altra di sigaretta e poi un’altra e un’altra ancora, fino alla ventesima, l’ultima del pacchetto, che sancirà la fine del suo percorso biografico e sentimentale. E di un’ennesima giornata.

    Lo stesso viaggio, ma attraverso altre strade espressive, lo compie il pittore che, invece, nelle sue abili divagazioni artistiche, dà alla sigaretta e al suo contenitore un significato e un valore più diretti, utilizzando entrambi come elementi attivi delle opere che realizza.
    Sì, perché le sue tecniche miste sono spesso collage in cui frammenti del pacchetto entrano a far parte dell’opera come elementi simbolici, ironici ma anche estetici. E come a dare una sorta di valore aggiunto al tema del suo lavoro, il pittore bruciacchia qua e là i lembi delle sue carte forse a voler suggerire che quelli che propone sono solo divertissement realizzati per un suo rilassante gioco d’abilità e di vanità. Anche questa è una scelta, certo altrettanto biografica, per comunicare il proprio pensiero sull’illusorietà della fama e sulla caducità dell’esistenza.

    Il progetto della presente opera prese corpo un giorno di qualche anno fa, quando Giorgio Terruzzi e Giancarlo Vitali si conobbero entrando in immediata sintonia. Entrambi fumavano in bella continuità. Alla fine di una lunga e piacevole conversazione pensarono di progettare un libro insieme. Il tema? Dopo un attimo d’esitazione i due spensero nello stesso istante la propria sigaretta e si guardarono con un sorriso complice. Sarebbe stato quello il tema, ovviamente. Un tema preso a pretesto per raccontare di loro e anche per riflettere sul potere disintossicante e intossicante del fumo. E il risultato, come avrete modo di constatare, ci pare di una singolare, sorprendente, perfino dilettevole originalità.

    Leonardo Castellucci
    prefazione del libro Pro-fumo



    GIORGIO TERRUZZI
    Collabora con Mediaset, Corriere della Sera, Gq e Città. Ha cominciato a lavorare con Beppe Viola, presso l’agenzia Magazine. Come scrittore ha...
    19 min
  • Sergio Fontana "H memorie di Eracle"
    Sergio Fontana
    "H memorie di Eracle"
    Edipuglia
    www.edipuglia.it



    H – Memorie di Eracle racconta una vita eccezionale, quella dell’eroe che poi i romani chiamarono Ercole. La narrazione si muove a partire dai ricordi che la mente dello stesso Eracle riordina subito dopo il rogo sulla pira del monte Eta. Una vita vissuta nel conflitto tra la responsabilità personale e le forze collettive, rappresentate dagli dèi, che lo hanno generato, perseguitato, maledetto, abbattuto e fatto risorgere. Eracle è personaggio mitologico, ma ha piena identità storica e la sua nascita, reale o immaginaria, si può collocare circa 3350 anni fa, nella Grecia dell’età micenea, le cui atmosfere vengono ricostruite nel racconto. Figlio di Zeus e della mortale Alcmena, Eracle ci narra di incontri con popolazioni misteriose, come le Amazzoni o i Centauri, e le sue peripezie tracciano l’incredibile geografia del Mediterraneo del II millennio a.C., compresa l’Italia dell’Età del Bronzo e il sito dove, cinquecento anni dopo, sorgerà Roma. I suoi tratti barbarici ne faranno un campione anche da morto, quando, nella decadenza del mondo miceneo, lui potrà assistere all’invasione del Peloponneso da parte dei Dori guidati dai suoi stessi discendenti. Ma, a quel tempo, Eracle era già tra gli dèi che lo avevano accolto benevoli sull’Olimpo. Il romanzo nasce da un attento lavoro sulle fonti antiche e sui dati archeologici, di cui si dà conto nelle note in calce ai capitoli del libro.


    Sergio Fontana, Archeologo di formazione, ha pubblicato numerosi studi scientifici sulla ceramica di età romana e sulle antichità dell’Africa del Nord. Ha sviluppato con la società Sema le App “Colonna Traiana” (Mondadori Electa 2013) e “Imperial Fora” (Sema2015). Ha pubblicato l’e-book “Colonna Traiana”(Mondadori Electa 2013). È autore del concept, ha svolto la ricerca iconografica e ha scritto i testi dell’App Mostri Mitologicioltre a curarne la produzione.



    Ascolta la conversazione con Sergio Fontana, realizzata il 10 giugno 2017 per il libro "Mostri Mitologici" Scienze e Lettere:
    https://ilpostodelleparole.it/sergio-fontana/sergio-fontana-mostri-mitologici/






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    24 min
  • Roberto Moisio "Altan. Autobiografia non autorizzata"
    Roberto Moisio
    "Altan. Aubiografia non autorizzata"
    Skira Editore
    www.skira.ne


    Nato a Treviso, nel mezzo della seconda guerra mondiale, Altan trascorre infanzia e adolescenza tra San Vito al Tagliamento, Venezia e Bologna. Già da piccolo ama moltissimo disegnare e raccontare storie illustrate, disposizione che coltiva nel periodo universitario, da Firenze a Venezia, studiando Architettura, pur sapendo che non avrebbe mai fatto l’architetto.

    Dice che il caso ha orientato le sue scelte di vita, che seguono percorsi vari e avventurosi. Con Gianni Amico collabora alle sue produzione cinematografiche in Brasile, la prima volta nel 1967. Lì conosce un mondo nuovo che gli apre gli occhi su realtà radicalmente diverse che segneranno profondamente i suoi orientamenti e i suoi punti di vista.

    Lì soprattutto, nel 1970, nel secondo viaggio “cinematografico” in Brasile , con l’amico Gianni Barcelloni, incontra Mara, che diventa la compagna della sua vita e nasce Kikka. La vita in Brasile non è semplicissima e durante uno dei suoi “viaggetti” in Italia, incontra a Milano, tramite Marcelo Ravoni, Oreste del Buono e Linus.

    È un’altra delle svolte della sua vita, nel 1975, che lo porterà ad ampliare la sua produzione, che spazia dai romanzi a fumetti di Ada, Zorro Bolero, Franz, Colombo, alla Pimpa, a Kamillo Kromo e alla vastissima gamma per bambini. Alle vignette di attualità.

    Da allora Francesco Tullio Altan diventa Altan, quello che conosciamo e in cui spesso ci identifichiamo. Altan dal 1977 si è fermato ad Aquileia e lì abita in una grande casa di campagna. Il suo occhio attento continua a perlustrare le caratteristiche di noi umani, spesso fulminando con un disegno e una battuta quelle più deplorevoli. Sempre con ironia, mai con disprezzo, spesso in sintonia con l’odore delle cose.



    Roberto Moisio cresce in una famiglia che per un quarto è valdese, per metà cattolica e per la restante parte accoglie innesti ebrei, buddisti, testimoni di Geova, millenaristi. Studia Filosofia. Cerca di fare il giornalista per capire, prova a insegnare Comunicazione Pubblica all’Università di Torino. Lavora alla Regione Piemonte e si rende conto di quanto sia complessa la società. Curioso e molto dubbioso. Secondo gli insegnamenti di Norberto Bobbio.



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    23 min
  • Maria Elena Aimo "Codice dei desideri"
    Maria Elena Aimo
    "Codice dei desideri"
    Manuale pratico per realizzare te stesso
    Anima Edizioni
    www.animaedizioni.it

    I desideri si possono realizzare? Sì, se sai desiderare e sai chiedere. I desideri sono lo specchio del tuo essere autentico che non vede l’ora di esprimersi ed essere libero.

    Questo libro di Maria Elena Aimo è una guida pratica ricca di stimoli per scoprire il meglio di te che ancora non conosci.

    Qualcuno pensa che i desideri siano da annullare e altri che siano una forza straordinaria per il cambiamento. "Codice dei Desideri" è un viaggio fra riflessioni, antiche saggezze, connessioni con studi scientifici, citazioni, favole, esperienze, storie vere, esercizi, pagine vuote, meditazioni che puoi ascoltare, un viaggio che ti aiuta a scrivere e costruire un tuo pensiero.

    Sarai tu a decidere cosa fare dei tuoi desideri. A partire dal desiderio dell’essere che risponde alla domanda «quale uomo o donna desidero essere?», tutto si dipana e percezioni, situazioni e relazioni cambiano sorprendentemente.

    È necessario recuperare la capacità di desiderare che da bambini avevamo. Il libro è una guida ricca di stimoli che sei invitato a modellare, facendoli tuoi, per utilizzarli nella vita e trasformarla come desideri.

    Potrai assaggiare la possibilità di essere creatore della tua esistenza in cui il tuo essere più autentico, nella sua versione migliore, potrà essere libero di esprimersi e realizzarsi.



    Maria Elena Aimo è un’esploratrice della vita! Fa ricerca da vent'anni nel campo della crescita personale, che sente fortemente legata alla spiritualità. Negli anni i suoi studi sociali ed educativi si sono ampliati con l’interesse per ciò che unisce la saggezza delle culture antiche con le scoperte scientifiche, arricchendosi a vicenda. Ha frequentato diversi percorsi formativi di espressione artistica, di sviluppo energetico e di meditazione, che ha rielaborato e integrato in modo originale nei percorsi che propone. Si occupa di formazione aziendale, supervisione di team e personale; accompagna gruppi e persone alla scoperta dei propri talenti e desideri. Ama la bellezza di ogni storia personale che porta con sé grandi insegnamenti e attraverso il Playback Theatre, una speciale forma di improvvisazione teatrale, porta alla luce le storie mai narrate, attraverso performance e laboratori.

    www.mariaelenaaimo.it



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    28 min
  • Alessio Romano "Gli Irregolari di Salita Sospiro"
    Alessio Romano
    "Gli Irregolari di Salita Sospiro"
    Lisciani Libri
    www.liscianigroup.com

    Il club degli irregolari di Salita Sospiro è un gruppo di amici, ex compagni di scuola delle medie e ora al primo anno di liceo divisi tra diverse scuole. A legarli, oltre a una profonda e sincera amicizia, è la passione comune per il mondo del giallo, dei crimini e delle indagini, dei grandi delitti del passato. Tutti i giorni si vedono in una casa su un albero, in un campetto proprio all’inizio di Salita Sospiro, e qui si scambiano libri gialli, collezionano articoli di giornale di cronaca nera, giocano di ruolo alle avventure di Sherlock Holmes. Proprio dai libri di Sir Arthur Conan Doyle i cinque amici (tre maschi e due ragazze) hanno scelto il loro nome in omaggio a gli irregolari di Baker Street, i ragazzi di strada che il celebre segugio londinese usava come informatori. Quella casetta è per ciascuno di loro un'oasi in cui rifugiarsi sfuggendo dai problemi di tutti i giorni, che vengono tanto dalla scuola quanto dalle loro famiglie. Ed è un posto sicuro anche per sfuggire ai bulli che li tormentano. Ma quando la signorina Cecamore, la loro amatissima professoressa di italiano delle medie, scompare, gli Irregolari di Salita Sospiro passano dal gioco alla realtà. Con tutti i rischi che comporta un’indagine nello spietato mondo degli adulti che stanno imparando a conoscere.


    Alessio Romano è nato a Pescara nel 1978. Ha studiato Lettere a Bologna e a Roma, laureandosi con una tesi su John Fante, e Tecniche della Narrazione alla Scuola Holden di Torino. Ha pubblicato i romanzi "Paradise for All" e "Solo sigari quando è festa", entrambi editi da Bompiani e i racconti "Dimentica il Burundi" (in "W Las Vegas", Las Vegas Edizioni) e "Violenza balneare" (in "Meglio non morire d’estete", Giulio Perrone editore). Per la NEO ha curato l'antologia "Gli Stonati". Insegna scrittura creativa e come direttore artistico ha curato i festival Montesilvano Scrive, Cepagatti Arte e il Premio Metamorfosi di Sulmona.




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    16 min
  • Ernesto Ferrero "Francesco e il Sultano"
    Ernesto Ferrero
    "Franceso e il Sultano"
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it




    Nel giugno 1219 Francesco d'Assisi parte per nave alla volta dell'Oriente e si lancia in un'impresa temeraria: raggiungere Damietta assediata dai crociati e incontrare il Sultano d'Egitto. Che cosa si sono detti il giullare di Dio e il sovrano saraceno nel pieno di una guerra sanguinosa? Il capitolo piú avventuroso e rivelatore della vita del santo come non è mai stato raccontato.


    Con il passo di un romanzo d'avventura e la precisione di una biografia, Francesco e il Sultano trasforma il tessuto di racconti favolosi che chiamiamo Storia in una vicenda che continua a riguardarci da vicino.

    «Fatto, racconto e tradizione sono i tre poli intorno a cui si articola questo romanzo che nasconde in sé il fuoco dell’inchiesta e che si interroga su uno degli episodi più oscuri e paradigmatici della biografia francescana: l’incontro tra il santo di Assisi e il Sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil.» – La Lettura




    Francesco d'Assisi ha trentasette anni quando si imbarca ad Ancona per la Terra Santa. Insieme al fidato frate Illuminato lascia temporaneamente un Ordine già turbato dai primi contrasti e ancora privo di una Regola approvata dal papa. Malgrado le malattie che lo affliggono, è deciso ad affrontare ogni difficoltà pur di incontrare il Sultano d'Egitto, che a Damietta deve sostenere l'assedio di un poderoso esercito crociato. Vuole convertirlo? Intende offrire un esempio di proselitismo ai suoi frati? O cerca il martirio? L'uomo che vuole riportare il Cristianesimo alla spiritualità delle origini e ama definirsi « unus novellus pazzus », torna dopo un anno profondamente mutato. Ha vissuto gli orrori della guerra, ma anche il fascino di una spiritualità che ha molti punti di contatto con la sua e lo aiuta a trovare le parole del Cantico delle creature . In una comunità cresciuta troppo in fretta, deve affrontare conflitti, delusioni, infermità sempre piú crudeli. Ma perché quarant'anni dopo Bonaventura da Bagnoregio, incaricato di scrivere la sua unica biografia autorizzata, racconta una verità diversa, in cui Francesco avrebbe sfidato il Sultano alla prova del fuoco? Un «falso d'autore» accuratamente architettato che verrà autenticato dagli affreschi della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto, e finirà per occultare un modello di dialogo tra l'Europa cristiana e l'Oriente mussulmano. Ernesto Ferrero ricostruisce una vicenda tumultuosa inserendola nel quadro di un'epoca in cui si muovono papi e imperatori, vescovi e cardinali, frati e soldati, mercanti e pellegrini, cronisti e pittori, tutti agitati da ambizioni, visioni, sogni piú grandi di loro. Ognuno è portatore della diversa immagine del santo che nella radicalità delle sue sfide continua a sottrarsi a ogni definizione. Con il passo di un romanzo d'avventura e la precisione di una biografia, Francesco e il Sultano trasforma il tessuto di racconti favolosi che chiamiamo Storia in una vicenda che continua a riguardarci da vicino.




    Ernesto Ferrero, torinese, ha lavorato a lungo in editoria e ha diretto il Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016. Tra i suoi libri, i romanzi N. (Premio Strega 2000), L'anno dell'Indiano (2001), Disegnare il vento (Premio Selezione Campiello 2011), Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna (2014), tutti presso Einaudi, insieme a Barbablú. Gilles de Rais e il tramonto del Medioevo (2004) e al saggio Primo Levi. La vita, le opere (2007). Sempre per Einaudi, ha pubblicato nel 2018 Amarcord bianconero e nel 2019 Francesco e il Sultano. Presso Mondadori le Lezioni napoleoniche (2002) e presso Feltrinelli il libro di memorie einaudiane I migliori anni della nostra vita (2005). Traduttore di Flaubert, Céline e Perec, è presidente del Centro studi Primo Levi di Torino.
    22 min
  • Carlo Bordoni "L'eredità di Bauman"
    Carlo Bordoni
    "L'eredità di Bauman"
    Dal postmoderno al pensiero liquido
    Armando Editore

    Questo volume si propone di offrire un’analisi del pensiero di Bauman, dalla fase della postmodernità alla teorizzazione della società liquida. Bauman è comparabile solo a Max Weber per l’originalità e l’impatto sociale del suo lavoro: l’uno apre il discorso sulla modernità agli inizi del Novecento, con la fondamentale analisi delle religioni e del loro impatto socio-economico, mentre l’altro chiuda il secolo, col tentativo di salvaguardare quanto di sostenibile resti ancora del “tempo nuovo”, benché in una condizione liquefatta.

    Carlo Bordoni, sociologo e giornalista, scrive per il Corriere della Sera e la Lettura. Ha insegnato nelle Università di Firenze, Napoli, Pisa e all’Accademia di Belle Arti di Carrara, di cui è stato direttore dal 1990 al 2003




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    23 min
  • Andrea De Benedetti "Binario morto"
    Andrea De Benedetti
    Luca Rastello
    "Binario morto"
    Chiarelettere
    www.chiarelettere.it



    "Alla scoperta del Corridoio 5 e dell'Alta velocità che non c'è"


    “Un reportage ironico che fa riflettere sulla mancata integrazione europea.”
    Internazionale

    “Se non vi interessano i treni, potrete leggere "Binario morto" come una spy story, come un racconto picaresco, come una road novel, come il resoconto di un viaggio impossibile, o magari come un’allegoria della condizione in cui ci siamo cacciati noi italiani ed europei, costretti a scegliere se stare con chi costruisce i tunnel o con chi innalza muri.”
    Dalla premessa alla nuova edizione

    Il Tav o la Tav continua a dividere l’opinione pubblica. Una grande occasione per taluni, uno spreco di risorse per altri. Davvero di qui passa il futuro dell’Europa? Nel 2013 i due autori di questo straordinario viaggio-inchiesta decisero di andare a vedere di persona a che punto era il progetto della linea che nell’intenzione dei suoi promotori dovrebbe unire Lisbona a Kiev: 3200 chilometri di ferrovia ad alta velocità per garantire prodigiosi sbocchi di mercato all’Italia e all’Europa.
    Il resoconto che ne venne fuori fu desolante. Nessun paese coinvolto dal progetto era pronto a investire nella sua realizzazione. A distanza di qualche anno, la situazione non è molto cambiata. Solo il tratto Lione-Torino continua ad accendere gli animi e a dividere l’opinione pubblica, come se il futuro commerciale dell’Europa dipendesse solo dagli italiani. Oggi il Corridoio 5 è ancora tutto da fare e l’Europa continua a essere divisa.

    Andrea De Benedetti (Torino 1970) è giornalista, insegnante, traduttore. Collabora a quotidiani e periodici. Tra i suoi libri: "Val più la pratica" (Laterza), "La situazione è grammatica" (Einaudi), "¡La lingua feliz!" (Utet).

    Luca Rastello (Torino 1961-2015) è una figura di intellettuale unica nel panorama dell’Italia contemporanea. Giornalista e scrittore, è sempre stato impegnato nell’ambito della cooperazione internazionale. Il suo primo libro "La guerra in casa" (Einaudi) è frutto della sua esperienza in Bosnia durante il conflitto balcanico. Tra gli altri suoi scritti: "Piove all’insù" (Bollati Boringhieri), "Io sono il mercato" (Chiarelettere), "I buoni" (Chiarelettere), "Dopodomani non ci sarà" (Chiarelettere).




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    16 min
  • Anna Maria Lorusso "Vaccini. 9 lezioni di scienza"
    Anna Maria Lorusso
    "Vaccini. 9 lezioni di scienza"
    di Elisabetta Sgarbi


    Il Centro Studi della Fondazione Meyer presenta la partecipazione del film “Vaccini, 9 lezioni di scienza” alla 37° edizione del Torino Film Festival .

    Un film di Elisabetta Sgarbi, prodotto da Fondazione Meyer e Betty Wrong.

    Testimonianze di Alberto Mantovani, Andrea Biondi, Emanuele Cocciari, Anna Maria Lorusso; Gianpaolo Donzelli, Chiara Azzari, Roberto Burioni

    Dialoghi a cura di Eugenio Lio, Chiara Spaziani, Oliviero Toscani

    Fotografia e operatore Andrés Arce Maldonado

    Montaggio di Elisabetta Sgarbi, Andrés Arce Maldonado

    Regia di Elisabetta Sgarbi



    Il film rientra nel progetto “Bambini dalla periferia al Centro”. Un progetto selezionato con “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

    Vaccini. 9 lezioni di scienza è un film di genere Documentario del 2019 diretto da Elisabetta Sgarbi. Paese di produzione: Italia.


    La trama di Vaccini. 9 lezioni di scienza (2019). Elisabetta Sgarbi torna a essere farmacista in questo film nato dal suggerimento di Giampaolo Donzelli per prendere posizione a favore della più estesa vaccinazione possibile, e a favore della autorevolezza della scienza, della competenza, dello studio, della ricerca, della sperimentazione. Sui Vaccini non segue dibattito.






    I professionisti intervistati dalla regista sono:

    Gianpaolo Donzelli, Ordinario di Pediatria dell’Università di Firenze e Presidente della Fondazione Meyer.
    Chiara Azzari, Professore Associato di Pediatria Università di Firenze
    Pietro Bartolo, medico ed eurodeputato.
    Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University.
    Roberto Burioni, Professore Ordinario Microbiologia e Virologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Vita-Salute San Raffaele, Milano.
    Anna Maria Lorusso, Professoressa associata. Dipartimento di Filosofia e Comunicazione, Università di Bologna.
    Emanuele Coccia, Maître de conférence all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.
    Andrea Biondi, Professore ordinario, Pediatria generale e specialistica Università degli studi di Milano, Bicocca.
    Massimo Cacciari, professore emerito di Filosofia, Università Vita-Salute San Raffaele




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