Nel corso del VII secolo, mentre in Italia si stabilivano i Longobardi, ebbe inizio nella penisola arabica la straordinaria espansione militare e religiosa degli Arabi. Nel 610, a La Mecca, un mercante di nome Maometto (in arabo Muhammad) iniziò a predicare una nuova religione. Egli sosteneva l'esistenza di un unico Dio, Allah. Contro il tradizionale politeismo ("religione di molti dei"), Maometto predicava dunque una religione monoteista (cioè "di un solo dio"). Secondo la nuova religione, tutti gli uomini sono uguali di fronte ad Allah e devono sottomettersi totalmente al suo volere. Il popolo accolse con entusiasmo il messaggio di Maometto, ma con la sua predicazione egli si fece anche molti nemici, specialmente tra le famiglie più potenti della Mecca. Nel 622 fu scacciato dalla città e dovette rifugiarsi a Medina. L'anno della sua fuga (detta ègira, in arabo "migrazione", "trasferimento") è considerato dai musulmani l'inizio di una nuova era: da quel momento essi fanno iniziare il loro calendario, proprio come i cristiani datano il loro dalla nascita di Gesù. Nel giro di pochi anni Maometto conquistò un grandissimo numero di fedeli e poté ritornare alla Mecca da trionfatore.