Il ridotto dell'opera

Il ridotto dell'opera

By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Il ridotto dell'opera episodes

  • Troubles in Spain

    È il ‘900, in tutta la sua caleidoscopica fantasia di invenzioni musicali, il vero protagonista della puntata di oggi. A metà dello scorso secolo, infatti - il 12 giugno 1952 - debuttava a Waltham, Massachusetts in un anfiteatro studentesco, la prima assoluta di Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein, che torna in scena in questi giorni a Lucerna in una nuova produzione firmata da Christine Cyris e diretta da Paul-Boris Kertsman alla testa della Luzerner Sinfonieorchester, cui per il Ridotto ha assistito Lalitha Del Parente. Dal più impressionante e iconico teatro d’opera costruito nel corso del ‘900 - la Sidney Opera House - ci arriva nell’intervallo la cartolina di Nicola Cattò. Per concludere, Arturo Tamayo e Sara Flaadt presentano il prossimo concerto della stagione di 900presente, che porterà a Lugano una delle pagine operistiche più raffinate del secolo breve, L’heure espagnole di Maurice Ravel. 

    45 min
  • Contralti furibondi, tenori introspettivi

    Storia e mito, magnificenza regale e profondità psicologica si fondono nel Giulio Cesare di Händel, in scena in queste settimane ancora a Reggio Emilia, Lucca e Bolzano, con la direzione di Ottavio Dantone alla guida dell’Accademia bizantina e un cast in cui figurano ben quattro controtenori. Sarà Paolo Borgonovo, che l’ha vista per noi a Modena, a svelarci vizi e virtù di questa produzione, firmata per la regia da Chiara Muti, mentre Nicola Cattò, nella sua cartolina, ci racconterà le vicissitudini del teatro londinese dove Giulio Cesare debuttò tre secoli e un anno fa. La tradizione italiana impiantata a Londra, di cui Händel fu il massimo esponente, è solo uno di molti filoni, fra i quali il Rinascimento inglese e l’atonalità novecentesca, le pratiche di religiosità comunitaria e il melodismo popolare britannici, da cui Benjamin Britten estrasse materiali per forgiare uno stile compositivo e una scrittura vocale, soprattutto per la voce maschile, originalissimi ed essenziali. Illuminiamo alcune figure create da Britten assieme ad Alessandro Macchia, autore dell’unica monografia italiana dedicata al compositore inglese e pubblicata ora in una nuova edizione per Edt. 

    50 min
  • Fanciulle cantatrici

    Nell’ “Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti la bella Adina intrattiene i mietitori di un ipotetico Settecento cantando la storia di Tristano e Isotta. Ma è ben più antica e più nobile la tradizione della dama cantatrice che si esibisce nelle stanze dei castelli e dei palazzi aristocratici per un raffinato pubblico: pensiamo in particolare al repertorio della frottola prima e del madrigale poi, e pensiamo alle corti di Mantova e Ferrara – e da Ferrara ci arriva la cartolina firmata da Nicola Cattò. È diretta emula di quelle figure rinascimentali una dama di oggi, Giovanna Baviera, soprano e gambista, che canta accompagnandosi da sé alla viola da gamba in un progetto discografico e concertistico dal titolo “Soloindue”. Tornando all’ “Elisir d’Amore”, quest’opera è in scena fino al 5 febbraio al Teatro Regio di Torino, dove abbiamo inviato, come nostro critico musicale, una delle principali figure della musicologia italiana, Paolo Gallarati, insigne studioso del melodramma.

    49 min
  • Sanguinarie principesse

    Va in scena al Grand Théâtre de Genève una nuova produzione della Salome di Richard Strauss firmata da Kornél Mundruczó e diretta da Jukka-Pekka Saraste. La principessa assetata di sangue raccontata da Oscar Wilde è il simbolo, nella sua versione operistica, della decadenza di un mondo in cui il senso del proibito si svuota della reale funzione censoria, ma permane per garantire il godimento della trasgressione – ultimo baluardo della sensazione di esistere - come ci racconta il professor Federico Lazzaro - musicologo dell’Università di Friburgo - che ha assistito alla prima di Ginevra. Proprio da Ginevra, nell’intervallo, ci arriva la cartolina di Sabrina Faller. Di funzioni del proibito e di principesse sanguinarie si parla, però, anche nella seconda parte della trasmissione attraverso l’analisi delle favole di Carlo Gozzi - autore amatissimo dai librettisti d’opera – soprattutto per merito della sua Turandotte -, come ci svelano Camillo Faverzani e Paola Ranzini, curatori di un poderoso volume pubblicato da LIM ed intitolato Musica ed estetica del fiabesco. Il teatro di Carlo Gozzi e l’opera lirica.

    54 min
  • Fortune avverse

    Due voci femminili a incarnare una delle più celebri coppie di innamorati circondati dai timbri esclusivamente maschili delle famiglie ferocemente nemiche fra loro che li osteggiano: l’intuizione poetica su cui Vincenzo Bellini costruisce la sua opera è la chiave di volta della produzione dei Capuleti e i Montecchi diretta da Sebastiano Rolli per la regia di Andrea De Rosa, che Roberta Pedrotti ha visto per noi e che, dopo un debutto autunnale a Brescia, sarà in scena nelle prossime settimane a Como, Cremona, Reggio Emilia e Pavia. La cartolina di Alberto Mattioli arriva dal Teatro dove l’opera di Bellini debuttò nel 1830, la Fenice di Venezia, mentre nella seconda parte della puntata seguiremo, assieme al musicologo Davide Daolmi che le ha dedicato un libro, la doppia rivoluzione scaturita dal primo canzoniere della tradizione europea, il manoscritto da cui Carl Orff trasse i testi per i suoi Carmina Burana che poco meno di un secolo fa innescarono la reinvenzione della musica medievale.

    53 min
  • Rinascere a Capodanno

    Il ciclo produttivo 2024 del Luzerner Theater si è concluso con una nuova originalissima produzione del Fledermaus firmata dal regista Markus Bohte; una scelta non casuale, poiché l’opera di Johann Strauss II è tradizionalmente legata alle festività di Capodanno, specialmente a Vienna - città da cui ci arriva la cartolina di Nicola Cattò - dove viene ripresa rigorosamente ogni 1° gennaio. La musica frizzantissima di Strauss, in questo caso diretta da Jonathan Bloxham alla testa della Luzerner Sinfonieorchester, è il veicolo ideale per una trama che esplode nella festa in maschera del secondo atto, ma riesce anche a guidare la coppia di protagonisti attraverso un processo di rinascita e riscoperta dell’amor coniugale, come ci racconta Lalitha Del Parente che ha assistito alla prémiere per il Ridotto. Di rinascita e di cicli di rigenerazione parliamo, però, anche con Marina Viotti, che abbiamo incontrato a Lugano poco prima del concerto di San Silvestro dell’OSI. Il mezzosoprano ginevrino ha, infatti, da poco dato alle stampe per i tipi di NAIVE un nuovo CD intitolato Melankhôlia: In Darkness Through The Light, un resoconto in musica del suo processo di guarigione da un tumore al sistema linfatico.

    53 min
  • Una conversazione con il direttore del Coro RSI e dei Barocchisti

    Il ridotto dell’opera inaugura il nuovo anno con una puntata speciale, una monografia interamente dedicata ad un personaggio che da più di un trentennio è tra i protagonisti del mondo musicale, e che è ticinese doc. Con Diego Fasolis, direttore del coro RSI e fondatore dei Barocchisti, scopriremo perché i pesanti cerchioni di un’auto giapponese hanno in parte a che vedere con il suo essere arrivato a dirigere opere alla Scala e al più vicino Lac, a Lugano. E proprio dal Lac ci ha mandato la sua cartolina Sabrina Faller. 

    45 min
  • Tensioattivi, restauri e lettere

    Melodista sentimentale o fine orchestratore attento alle novità di linguaggio musicale del suo tempo? Le molte produzioni sceniche e pubblicazioni stimolate, nel 2024, dalla ricorrenza dei cent’anni dalla morte di Giacomo Puccini hanno permesso di comprendere e interpretare in modo nuovo le sue opere? Ne discutiamo, facendolo dialogare con testimonianze raccolte da musicisti, con lo studioso pucciniano Emanuele Senici, che nella seconda parte, dopo la cartolina che ci arriva da Torino dove debuttò La Bohème, ci introduce alle più recenti pubblicazioni dei carteggi del compositore.

    47 min
  • Voci dall’abisso, voci dal cielo

    Quando la voce di basso, nel XVII secolo, si emancipa dal ruolo di sostegno della polifonia e comincia a comparire in ruoli solistici, i compositori sono presto suggestionati dal suo duplice carattere, divino e demoniaco. Se nei primi assoli barocchi il basso impersona perlopiù uno degli dei dell’Olimpo o un’allegoria del divino, è vero che la voce del male è di rigore impersonata dalla più grave delle tessiture. Aspettiamoci dunque che un basso come Luigi de Donato, a suo agio con le colorature impervie e con le note sotto il rigo del repertorio barocca, sia avvezzo a vestire i panni di mostri, diavoli e altre creature malvagie, come nel suo recente progetto discografico, Polifemo per la casa Accent. Quanto alla malvagità, Verdi nel suo Rigoletto la distribuisce quasi equamente a tutte le voci – eccezion fatta per il soprano, angelico sotto ogni aspetto… e Marco Cosci ci racconterà di un Rigoletto appena andato in scena al Fraschini di Pavia, ma che sarà ripreso in gennaio nel Teatro Donizetti di Bergamo, teatro dal quale Alberto Mattioli ci ha inviato la sua cartolina. 

    50 min
  • Una Didone da Bohème

    Che cosa lega i nomi di DJ Zeki, Acid Arab, Sharake e Henri Purcell? É la domanda che si pongono ogni sera gli spettatori della nuova produzione di Dido and Aeneas in scena al Teatro di Berna; un progetto di musica e danza di Bühnen Bern - in cartellone sino al 5 gennaio 2025 - concepito e firmato dalla regista Ina Christel Johannessen con la complicità del direttore Artem Lonhinov, di cui ci riferisce da Berna, Paolo Borgonovo. Sempre da Berna ci arriva, nell’intervallo, la cartolina di Sabrina Faller. Nella seconda parte della trasmissione incontriamo, poi, Giangiacomo Schiavi autore di un’avvincente biografia di Luigi Illica - il librettista di Puccini - pubblicata da Brioschi Editore e intitolata Un genio all’opera: un contributo laterale ma interessantissimo alle celebrazioni per il centenario pucciniano.
     

    51 min

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