Il ridotto dell'opera

Il ridotto dell'opera

By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
Download on the App Store

Il ridotto dell'opera episodes

  • Crepe nel sogno di ghiaccio

    Si pronuncia o no la t finale di Turandot? Dietro il manto della Principessa di gelo si nasconde una femminilità più fragile e sfaccettata di quanto siamo abituati a immaginare? E quando intona “Nessun dorma”, Calaf è davvero un eroe sicuro della vittoria oppure un uomo assorto, quasi sognante, che immagina il proprio destino?

    A cento anni dalla prima rappresentazione di Turandot, il programma dedicato al teatro d’opera propone una puntata speciale che ripercorre la vicenda esecutiva del capolavoro di Giacomo Puccini attraverso i suoi interpreti e in compagnia di tre tra i maggiori studiosi pucciniani, Marco Beghelli, Virgilio Bernardoni e Gabriella Biagi Ravenni.

    Con loro facciamo il punto sullo stato degli studi dedicati al compositore, in particolare nell’ambito del Centro Studi Giacomo Puccini di Lucca, affrontando temi storici, filologici e interpretativi, dalla corretta pronuncia del nome della protagonista all’evoluzione delle pratiche esecutive, con particolare attenzione alla vocalità dei personaggi e ai profondi cambiamenti intervenuti nel modo di intendere l’opera nell’ultimo secolo.

    Ad arricchire la conversazione saranno suggestivi confronti d’ascolto attraverso registrazioni storiche, che permetteranno di cogliere come la tradizione interpretativa di Turandot si sia trasformata nel tempo e come la ricerca odierna stia contribuendo a restituire nuove prospettive su uno dei massimi capolavori del teatro musicale del Novecento.

    44 min
  • Le siège de Pesaro

    L’edizione 2026 del Rossini Opera Festival di Pesaro si apre con la celebrazione per i 200 anni dalla prima de Le Siège de Corinthe; è questo il titolo prescelto per inaugurare il Festival più belcantista dell’estate, sotto la direzione di Carlo Rizzi e per la regia di Davide Livermore, giunto ormai alla sesta produzione per il ROF. Libertà, resistenza all’oppressione e sacrificio sono i temi portanti di una narrazione che scosse l’Europa nel 1826, ma ancora imprescindibili nell’approccio moderno alla messinscena, come ci racconta Carla Moreni che per noi ha assistito alla prima dell’11 agosto. Dopodiché ci sposteremo a Roma, per presentarvi la decima uscita di Calibano, il magazine del Teatro Costanzi, che dedica l’intero numero a Traviata e, fedele alla propria linea, torna a far dialogare musicologia, storia, sociologia, infettivologia, filosofia e molte altre discipline in un incontro fecondo sapientemente orchestrato da Paolo Cairoli, che dirige la rivista e sarà nostro ospite per offrirci il suo peculiare punto di vista sull’opera.

    43 min
  • Miti elvetici, miti germanici

    Appena trascorsa la festa nazionale svizzera, quale occasione migliore per ricordare i miti fondativi elvetici? E parlando di miti, se dobbiamo scegliere tra l’eroe generoso che si sacrifica per la famiglia e per la collettività, e l’eroe un po’ svampito che uccide per gioco e per il gusto di scoprire cosa sia la paura, ammettiamo pure con orgoglio che preferiamo il nostro Guglielmo Tell al germanico Siegfried. Quando però sono grandissimi geni quali Wagner e Rossini a ispirarsi a miti e leggende, è la musica a vincere e ad illuminare il fosco passato con la luce della bellezza. Stiamo prendendo un tono lievemente profetico e sacerdotale, ma la grandezza della materia lo richiede: nella prima parte della puntata Sabrina Faller, devota vestale wagneriana, ci racconterà del Festival di Bayreuth di quest’estate; in conclusione avremo invece ospite Luca Zoppelli, professore emerito di Musicologia all’Université de Fribourg, che ci presenterà il volume da lui curato, Guillaume Tell, per la Fondazione Rossini – Pesaro.

    52 min
  • Lucchesi e fiorentini

    Nell’infuocata estate dei festival 2026, il tour delle arene del Ridotto ci conduce a Torre del Lago per l’unica manifestazione al mondo interamente dedicata a Giacomo Puccini. Annunciato con grande rumore di stampa e critica, il titolo inaugurale avrebbe dovuto portare sulla riviera toscana il regista superstar Jackie Chan per una Turandot in technicolor. Il progetto, però, è stato misteriosamente accantonato e sostituito da una produzione firmata da Pier Francesco Maestrini con le scene di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino, cui daranno vita una sfilata di nomi del canto internazionale davvero impressionanti: da Anna Pirozzi a Roberto Alagna passando per Angela Meade e Gregory Kunde. Per indagare sull’accaduto e rendere conto degli esiti di questa sostituzione abbiamo inviato sul luogo Paolo Borgonovo. Dopodiché ci spostiamo a Firenze, città natale di Luigi Gordigiani, più noto come lo Schubert italiano, compositore di rara sensibilità cui la nostra ospite, il mezzosoprano Marina Comparato – con l’accompagnamento di Gianni Fabbrini al pianoforte - ha dedicato un disco monografico pubblicato da DYNAMIC e intitolato Romantic Florence.

    51 min
  • Tanti auguri alla regina!

    Cecilia Bartoli regna da lungo tempo a Salisburgo, dal trono del Festival di Pentecoste di cui è direttrice. Tra i suoi oneri regali vi è quello di proporre ogni anno in anteprima a Pentecoste una nuova produzione operistica che sarà poi rappresentata in estate al Festival di Salisburgo propriamente detto. Quest’anno era la volta de “Il viaggio a Reims” di Rossini, diretto da Gianluca Capuano, e con la regia di Barrie Kosky, che aveva firmato anche l’analoga e premiatissima produzione del 2025, “Hotel Metamorphosis”. Alle aspettative già alte si aggiungevano quelle per il cast di eccelso livello, e quelle legate al compleanno della sovrana – una cifra tonda, raggiunta in giugno, che Barrie Kosky non poteva non omaggiare. Vale sempre la pena di andare a Salisburgo per il festival più importante del mondo, ma noi abbiamo inviato Laura Antonaz all’anteprima di Pentecoste, perché ci introducesse questo “Viaggio a Reims”, in scena dal 5 al 16 agosto. Invece, tutto faceva pensare che “Mazeppa”, opera composta da Clémence de Granval e rappresentata nel 1892 a Parigi con enorme successo, avrebbe reso l’autrice regina dei palcoscenici francesi. Ma la rapidissima evoluzione del linguaggio musicale durante la Belle Époque e la morte della compositrice ne causarono un rapido quanto imprevisto oblio. Per fortuna abbiamo il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, che ha deciso di presentarla in un progetto discografico che, come è tipico del Palazzetto, è anche una monografia musicologica e un prezioso cofanetto. Sarà Giuseppe Clericetti a raccontarcelo.   

    52 min
  • L’opera nelle piazze

    D’estate, si sa, è opportuno rinfrescarsi spesso, idratarsi e stare leggeri. Per chi, dunque, proprio non vuole rinunciare all’opera, meglio optare per soluzioni open-air e titoli di breve durata, come per esempio il dittico che è in scena al Festival della Valle d’Itria, dove al balletto Pulcinella di Igor’ Stravinskij viene abbinata la brevissima Favola d’Orfeo di Alfredo Casella. Nel Cortile del Palazzo ducale di Martina Franca, Nicolò Umberto Foron dirige i complessi del Teatro Petruzzelli di Bari in un programma dedicato al ‘900 di cui ci racconterà tutto Fiorella Sassanelli del quotidiano “La Repubblica”. Dopodiché torniamo in Svizzera, ma restiamo in abiti leggeri, perché ci trasferiamo sul set delle prove de La Bohème, con cui Ticino Musica celebra i 30 anni dalla propria fondazione. Sotto la guida del maestro Umberto Finazzi e del regista Daniele Piscopo, il cast dell’Opera Studio Silvio Varviso, farà vivere l’opera di Puccini in 7 diverse piazze del Ticino, attraverso una tournée che si apre il 18 luglio a Lugano e si chiude il 29 luglio a Locarno.

    54 min
  • Mi si nota di più...

    «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?»… La celebre frase di un altrettanto celebre film di Nanni Moretti ci interroga di nuovo sul peso dell’assenza... Torniamo infatti (perché ne abbiamo già parlato in una delle scorse puntate) su di un’opera perduta di Antonio Vivaldi, “La costanza trionfante”, che quest’anno è più presente nel dibattito e nella discografia di tanti titoli barocchi di cui possediamo perfino il manoscritto autografo integrale. Lo dobbiamo stavolta a Diego Fasolis, che ne pubblica la registrazione in CD per Da Vinci Classics: sarà lui stesso a presentarci il progetto in conclusione di puntata. In apertura tratteremo invece un titolo tra i più presenti sui palcoscenici operistici, “La Traviata”, che sicuramente si fa notare nella fastosa versione in scena fino a settembre nell’arena estiva più bella del mondo – parliamo dell’Arena di Verona: Gaetano Miglioranzi ha assistito per noi alla prima del 12 giugno.

    51 min
  • La luce ritrovata

    La luce langue, celebre aria del Macbeth, dà il titolo all’edizione 2026 del Festival Como Città della Musica, scavando nel suo senso più profondo: non semplice oscurità ma trasformazione, una luce che si affievolisce per rivelare nuove sfumature e profondità. Sarà ovviamente il capolavoro verdiano ad aprire il festival il 2 luglio (repliche 4 e 6) con una nuova produzione partecipativa realizzata nell’ambito di 200.Com – Un progetto per la città, che riunisce sullo stesso palco artisti professionisti e oltre 200 cantori amatoriali, che saranno guidati da Paola Brunello, al suo debutto registico.

    Sul podio dell’Orchestra 1813 salirà Francesco Pasqualetti, protagonisti Jun Young Choi nel ruolo di Macbeth e Francesca Paoletti quale Lady, figura centrale dell’aria che ispira il tema dell’intera manifestazione, e sarà Marco Cosci, che l’ha vista per noi, a raccontarcela. Nella seconda parte, converseremo col musicologo, paleografo musicale, direttore e fondatore della Nova Ars Cantandi Giovanni Acciai delle tappe più recenti del prezioso lavoro di riscoperta del patrimonio musicale italiano che conduce da anni, riportando alla luce pagine ingiustamente dimenticate e restituendole all’ascolto attraverso edizioni rigorose in cui la cura filologica si accompagna alla vitalità musicale.

    È il caso di due pubblicazioni discografiche (Da Vinci Classics): i Motetti Pastorali di Antonio Domenico Nola, recuperati presso l’Archivio della Congregazione dell’Oratorio dei Girolamini di Napoli, e i Novelli Fiori Ecclesiastici di Michel’Angelo Grancini, figura centrale della Milano seicentesca oggi quasi sconosciuta.

    52 min
  • Boito ritrovato

    Per il grande pubblico Arrigo Boito resta soprattutto il librettista di Verdi, ma Boito fu anche un compositore visionario, protagonista della Scapigliatura e autore di opere che cercarono di rivoluzionare il melodramma italiano. Ne conversiamo, in una puntata ricca anche di ascolti rari, con gli autori di due volumi appena pubblicati che riportano Boito al centro della scena. Il primo, Il melodramma della scapigliatura. Il brutto sulla scena operistica di Alessandro Avallone, edito da Mimesis, ricostruisce il mondo del melodramma scapigliato attraverso diverse opere, fra cui Amleto di Franco Faccio e Mefistofele di Boito, riportando alla luce una stagione creativa spesso trascurata. Ne emerge il ritratto di una generazione di artisti che, delusa dagli ideali risorgimentali, sfidò le convenzioni del teatro musicale con nuovi linguaggi, una forte tensione sperimentale e uno sguardo aperto alle correnti culturali europee, dando voce alle inquietudini dell’Italia postunitaria. Il volume di Matteo Quattrocchi pubblicato da Lim, Nerone di Arrigo Boito. I materiali d’autore e la ricostruzione di Arturo Toscanini si concentra invece sull’opera cui Boito dedicò oltre cinquant’anni e che arrivò in scena solo dopo la sua morte, alla Scala nel 1924, grazie all’intervento del celebre direttore d’orchestra che ci mise mano ben più di quanto si sia creduto finora, rivestendola delle proprie idee musicali con un impatto fin qui ancora non compreso anche nella costruzione dell’eredità artistica di Boito.

    54 min
  • Solstizio all’opera

    Contrariamente alla opinio communis che vuole i teatri d’opera meno frequentati nella stagione calda o caldissima, è tutto esaurito il Teatro alla Scala in quasi ogni serata della produzione di “Carmen” in scena fino al 27 giugno, dunque ben oltre il solstizio d’estate. Dovremo dunque sperare in qualche rinuncia per accaparrarci un biglietto all’ultimo momento. Attesissima la coppia direttore – regista, rispettivamente Myung-Whun Chung e Damiano Michieletto: Gaia Varon in persona è stata la nostra inviata d’eccezione.

    Un bel modo di celebrare il solstizio, proprio il 21 giugno, ce lo offre invece Ceresio Estate, con un concerto di romanze da camera e Lieder che pone in dialogo Gabriele D’Annunzio ed Hermann Hesse, grazie alle voci del soprano Serena Farnocchia e dell’attore Emanuele Santoro, nella Sala Boccadoro a Montagnola, luogo caro ad Hesse quanto altri mai. E per saperne di più abbiamo invitato negli studi di Rete Due la stessa Farnocchia e il pianista Paolo Raffo.

    55 min

About Il ridotto dell'opera

From the publisher's feed

Quattro secoli di passioni, trame, follie, trionfi, croci e delizie. Lo spettacolo più sensazionale ed inverosimile creato dall’umanità, si rinnova ogni settimana sulle onde di Rete Due con Gaia…