L’ospite della nona puntata della ventesima Stagione del format “Incontri Musicali” su IMD RADIO/IMD PLAY è il compositore francese Patrice Fouillaud, artista di rara profondità e complessità spesso paragonato dalla critica ad un pittore che dispiega tutta la sua ispirazione attraverso il materiale strumentale ed orchestrale che tratta e per cui Il timbro appare essere un tratto creativo primario. Timbro, colore e impasto sonoro come elementi costitutivi e fondanti della composizione: da qui parte questa ricca conversazione che prelude all’uscita di tre suoi album (per IMD MUSIC & WEB) dedicati ad opere strumentali per ensemble e all’integrale della produzione pianistica. Infinite variazioni, bagliori di luce come elemento primario dell’opera musicale (al pari della forma) e una predilezione per le armonie notturne esprimono in Patrice Fouillaud un bisogno esistenziale di collegarsi con la natura a mezza via tra il Beethoven della Sesta Sinfonia e il Mahler della Terza. Questi sono tratti caratteristici fondamentali di molte sue opere, particolarmente quelle composte tra il 1985 e il 1993, il cui linguaggio si connota, dunque, come fortemente espressivo; una scrittura dove l’ordine esprime malinconia e voluttà, una “estetica del Notturno” filtrata attraverso la dimensione sonora "impressionista". Raffinatezza e sensibilità caratterizzano le sue opere dove grande attenzione troviamo verso forme e stili musicali archetipici del nostro passato. L’intervista ripercorre il suo itinerario artistico che, dopo gli studi in Francia nonché i primi riconoscimenti accademici e le prime esperienze di lavoro soprattutto in campo didattico, proseguì con uno stage di composizione musicale presso l'Accademia Chigiana di Siena; Franco Donatoni lo invitò poi a seguire i corsi di perfezionamento all'Accademia di Santa Cecilia a Roma dove rimase per due anni. Il racconto prosegue poi nel segno dei numerosi incontri e collaborazioni con grandi personalità del nostro tempo che Fouillaud ebbe dai primi anni ’80, periodo di grande attività e produttività nel campo della Nuova Musica in tutta Europa e a partire dal quale ricevette numerose importanti commissioni da Radio France e dalle Istituzioni francesi per nuove opere. Si torna poi a parlare di Italia dove Fouillaud torna nel 1993 e incontra, tra gli altri, Edgar Alandia ma soprattutto sua moglie Teresa Ida Blotta, direttore d'orchestra e compositrice.: un incontro di cuori e di anime ma anche di talenti creativi e intenti musicali. Patrice Fouillaud ha un catalogo di circa 100 composizioni e ha spesso sottolineato l’importanza delle proprie più profonde e antiche radici musicali, citando Bach, de Machaut, i polifonisti della scuola Saint-Martial di Limoges, Monteverdi, Schutz, Purcell e Couperin e poi Lully e Rameau in un’ottica nella quale la musica del nostro tempo si pone in diretta ispirazione e collegamento alla creatività di quelle epoche e alla musica antica più e prima ancora che verso il Classicismo e Romanticismo. “Non c’è progresso nell’arte” – conclude Patrice Fouillaud – “ma la musica è un’incessante rappresentazione della vita e della morte soprattutto attraverso la ricerca sul timbro e il colore dei suoni”. I tre ascolti dagli album monografici di Patrice Fouillaud in uscita sono, nell’ordine: Fusion, Trans-mutation (Ensemble Artedie, direttore: Teresa Ida Blotta); 7 Fragments (pianoforte: Marco Ciccone) e Vers l’Aube (Ensemble 2E2M, direttore: Paul Méfano).