IMD RADIO/IMD PLAY

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By Andrea FasanoArts
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IMD RADIO/IMD PLAY episodes

  • Rubens Russomanno Ricciardi presenta "Jubilus" di Piero Niro da "Fragments of a Journey"
    Ospite dell’ottava puntata nella ventesima stagione del format “Incontri Musicali” su IMD RADIO/IMD PLAY è il direttore d’orchestra brasiliano Rubens Russomanno Ricciardi. L’intervista con questo interessantissimo musicista nasce “intorno” all’uscita dell’album monografico dedicato al compositore Piero Niro “Fragments of a Journey”: Russomanno Ricciardi, anch’egli compositore e saggista, ci propone, a partire dal racconto della sua collaborazione con Niro e dalla presentazione del brano da lui diretto nell’album (Jubilus), un interessante “spaccato” della vita musicale brasiliana oggi la cui articolazione e struttura – sia nel ramo concertistico che didattico – ci riservano sorprese importanti per i livelli di efficienza e integrazione operativa raggiunti negli ultimi anni tra il lavoro degli enti di produzione musicale e le università. Nel contesto della descrizione molto istruttiva di una civiltà musicale in netta ascesa, Russomanno Ricciardi inquadra con efficacia quello del consolidamento di una “nuova avanguardia” compositiva che, senza rinnegare il passato (qualsiasi passato), ha preso e prende coscienza con realismo di limiti ed errori che hanno rischiato, negli ultimi decenni di portare la diffusione della “nuova musica” su un binario morto. Il nostro ospite, in sintesi, pone una riflessione finale, ma non certo definitiva, sul problema dell’equilibrio e sull’efficacia dell’intervento statale a sostegno della produzione culturale rispetto alla cosiddetta “industria della cultura” di stampo neo liberista. Il problema della libertà, della continuità e della tranquillità creativa nel campo delle arti rappresentative si dibatte da tempo immemorabile tra i vari possibili ambiti di sostegno esclusivo o parziale: il settore pubblico (Stato, Enti locali, etc.), il mecenatismo culturale e l’industria vera e propria (e quindi le logiche di mercato). Rubens Russomanno Ricciardi, parlandoci del grande quanto meritato successo delle opere di Piero Niro (anche) in Brasile, ci spiega la “loro” soluzione in questo senso. Una via sulla quale in Europa, e soprattutto in Italia, si dovrebbe, forse, riflettere in maniera molto approfondita.
    21 min
  • Alberto Carnevale Ricci presenta Note per Quattro di Piero Niro da Fragments of a Journey
    Ospite per la settima puntata della XX Stagione del format Incontri Musicali su IMD RADIO/IMD PLAY è il pianista Alberto Carnevale Ricci che ci presenta non solo il brano di Piero Niro "Note per Quattro" dal recente album monografico "Fragments of a Journey" per IMD MUSIC & WEB ma ci racconta anche la sua personale esperienza come artista italiano che ha eletto la Germania quale "nuova" patria trasferendovisi prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ci espone anche il suo punto di vista e il particolare interesse sulla diffusione della produzione musicale contemporanea arricchiti dalle personali esperienze maturate nel contesto della vita musicale tedesca grazie a collaborazioni con grandi compositori (da Boulez a Solbiati, da Lachermann a Pintscher, etc.) nonché istituzioni Musicali di riferimento quali Sudwestrundfunk 2, WDR 2, Radio Bremen, etc. La ricchissima esperienza di Alberto Carnevale Ricci come solista, camerista e docente ci riporta all'immagine del virtuoso italiano che parte dal suo Paese natale (ma non lo dimentica) e ne rappresenta all'estero non solo la consolidata immagine di talento e professionalità ma diventa testimone di primo piano della propria cultura d'origine in contesti diversi quand'anche ricchi di proposte e produzioni quanto se non più del nostro. Così è, ad esempio, nel caso di "Note per Quattro" di Piero Niro inciso "Live" a Krefeld il 19 Maggio 2024 con lo stesso Carnevale Ricci al piano, Mario Siegle (violino), Ermanno Niro (viola) e Raffaele Franchini (violoncello).
    22 min
  • Amedeo Cicchese presenta Movement for String Sextet di Piero Niro da Fragments of a Journey
    Ospite per la sesta puntata della XX Stagione del format Incontri Musicali su IMD RADIO/IMD PLAY è il violoncellista Amedeo Cicchese che ci presenta non solo il brano di Piero Niro "Movement for String Sextet" dal recente album monografico "Fragments of a Journey" per IMD MUSIC & WEB ma ci racconta anche la sua personale esperienza come fondatore del Torino String Ensemble e il suo punto di vista sulla diffusione della produzione musicale contemporanea oggi. Cicchese, classe 1988 e con una vorticosa carriera equamente divisa tra gli impegni solistici, cameristici e in orchestra, è un grande esempio di cosa la sua generazione di virtuosi del proprio strumento - militanti su più fronti contemporaneamente - abbia potuto fare e faccia da 20 anni a questa parte spaziando sia nelle attività che nel repertorio praticamente senza confini e conquistando alla vita musicale italiana livelli artistici, capacità produttive ed orizzonti culturali sempre più alti e ampi. L'intervista sviluppa il tema della musica d'oggi nel repertorio e nel gradimento del pubblico come fondamento dello "stato di salute" della vita musicale del nostro Paese che oggi appare esprimere aperture e qualità addirittura in controtendenza con la generale crisi della società moderna soprattutto nell'orientamento culturale di una parte delle giovani generazioni. La testimonianza - radicata nell'esperienza - di Amedeo Cicchese ci regala degli spunti di riflessione al riguardo che possono alimentare speranza e fiducia nel futuro riscontrando che molto del merito di tanta positività nel fare va ascritto proprio all'instancabile lavoro dei Maestri della precedente generazione, come Piero Niro, che hanno saputo trasmette il vero "mestiere della musica" e l'amore per l'arte (quella vera) ai propri allievi.
    17 min
  • intervista a Giancarlo Schiaffini. Lo stato di salute della musica d'oggi...oggi.

    L’ospite di questa puntata del format Incontri Musicali di IMD RADIO/IMD PLAY è un autentico “pezzo di storia” e punto di riferimento mondiale della musica contemporanea italiana: Giancarlo Schiaffini, compositore-trombonista-tubista, nato a Roma nel 1942, laureato in fisica e autodidatta in musica nella quale il suo percorso inizia dal free-jazz negli anni ’60 come compositore ed esecutore. Ha poi approfondito la sua formazione e ha collaborato a Darmstadt con Stockhausen, Ligeti e Globokar fondando anche Nuove Forme Sonore e, dal 1972, con Franco Evangelisti collaborando con il Gruppo di Improvvisazione di Nuova Consonanza fino al 1983. Nel 1975 ha fondato il Gruppo Romano di Ottoni, con repertorio di musica rinascimentale e contemporanea e poi la Italian Instabile Orchestra. Ha tenuto corsi e seminari in Italia, a Freiburg, Melbourne e alla New York University nonché presso i conservatori di Pesaro, dell’Aquila e nei corsi estivi di Siena Jazz. Tra i grandi della musica del ostro tempo con i quali ha collaborato, figurano i nomi di John Cage, Karole Armitage, Luigi Nono e Giacinto Scelsi. Ha partecipato, come compositore ed esecutore, a numerosisimi festival e stagioni concertistiche presso. Teatro alla Scala, Accademia di S. Cecilia, Biennale Musica di Venezia, Autunno Musicale di Como, IRCAM, Upic e Festival d’Automne di Parigi, Reina Sofia di Madrid, Ars Musica di Bruxelles, Europa jazz Festival du Mans, Jazz a Mulhouse, Tramway (Rouen), Wien Modern, Aspekte di Salisburgo, Donaueschinger Musiktage, Moers, Tage fuer Neue Musik di Zurigo, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Alte Oper di Francoforte, Filarmonica di Berlino, Festival di Gibellina, FIMAV di Victoriaville (Canada), Nuova Consonanza, Bimhuis di Amsterdam, JazzYatra (India), Darmstadter Ferienkurse, Pomeriggi Musicali e Musica del nostro tempo (Milano), UNEAC di Cuba, Maggio Musicale Fiorentino, Lincoln Center e Hunter College (New York), New Music Concerts di Toronto e molti altri. Dal 1988 collabora con la cantante e autrice di testi Silvia Schiavoni per la composizione ed esecuzione di performances multimediali originali e su letteratura, pittura (Joyce, Gauguin, Ibsen, Boccioni, Ammaniti e altri), con immagini di Ilaria Schiaffini. Nel 2000 è stato Composer in Residence presso l’International Composers & Improvisers Forum Munich. Ha registrato per le radio nazionali in Italia, Austria, Canada, Olanda, Messico, Germania, Francia, Svezia, Spagna. Sono state a lui dedicate composizioni da numerosi autori come Scelsi, Nono, Alandia, Amman, Castagnoli, Dashow, Guaccero, Laneri, Mencherini, Renosto, Ricci, Villa-Rojo. Ha inciso dischi per BMG, Curci, Cramps, Edipan, Horo, Hat Records, Pentaflowers, Pentaphon, Red Records, Ricordi, Vedette. BMG, Curci, Edipan, Pentaflowers, Ricordi hanno pubblicato sue composizioni; ha pubblicato per Ricordi un suo trattato sulle tecniche del trombone nella musica contemporanea e, per Auditorium Edizioni, “E non chiamatelo jazz” (sull’improvvisazione musicale), "Tragicommedia dell'ascolto", "Immaginare la musica", "Errore e pregiudizio", “Una generazione fortunata”. A Giancarlo Schiaffini è stata dedicata una voce dalla Biographical Encyclopedia of Jazz (Oxford University Press) e dall’Enciclopedia della Musica (Utet/Garzanti). In ragione della sua lunga vastissima esperienza “sul campo” non si poteva mancare un incontro con un personaggio di tale spessore per “fare il punto” sullo stato di salute della Nuova Musica all’alba del 2025. L’intervista, quanto mai ricca di spunti di riflessione in questo senso, è accompagnata da quattro ascolti: Redintegrazione (1973), per trombone e distorsore e (Aux) Champignons (1970/71) rispettivamente come primo e ultimo ascolto della puntata mentre il secondo e terzo inserto sono, rispettivamente, altrettanti “set” di improvvisazioni in trio registrati recentemente (2024) da Schiaffini con l’ensemble Kammermusik.

    50 min
  • Maurizio Bignardelli presenta i nuovi volumi della sua raccolta "Live" per i 40 anni di carriera
    Maurizio Bignardelli prosegue nella presentazione della collana discografica dedicata alle registrazioni dal vivo che ne documentano la quarantennale carriera concertistica e la ricerca sul repertorio flautistico di ogni epoca illustrando i nuovi volumi in uscita a partire dal quarto. E’ un vero e proprio “viaggio della (e nella) memoria” che ripercorre non solo la storia di un valente virtuoso ma anche le sue motivazioni artistiche e umane. Un itinerario di testimonianza nel quale vengono alla luce anche le ragioni del volere sempre e comunque documentare gli eventi registrandoli per farne soprattutto materia di studio per le future generazioni di pubblico e di musicisti. Un percorso nel quale si scoprono e analizzano le scelte di repertorio come pure la storia stessa delle opere musicali e degli autori maggiormente rappresentati in questa collana. La grande musica per flauto tra Ottocento e Novecento è al centro della conversazione che viene intervallata da ascolti che vanno dagli Studi op. 30 di Giulio Briccialdi al celebre “foglio d’album” Sur l’Eau di Phlippe Gaubert per tornare al “Salotto italiano” con il Trio Scolastico di Vincenzo De Michelis e concludere nel segno della tradizione austriaca con una vera chicca di Karg-Elert. Maurizio Bignardelli ci riporta ancora una volta, con il suo racconto, nel vivo di un capitolo immenso della storia della musica del quale, proprio grazie al suo lavoro, si potranno conservare e tramandare nomi, opere e pagine importantissime altrimenti a rischio di un ingiusto oblio in questo attuale panorama concertistico e discografico sicuramente vasto e variegato ma, nonostante tutto, sempre meno sensibile ai temi della conservazione culturale rispetto alla spettacolarizzazione dei fenomeni artistici.
    58 min
  • Elena Laffranchi presenta le opere per violino e viola di Paolo Ugoletti
    Elena Laffranchi, violinista, violista, solista, camerista e docente, è ospite di IMD RADIO per presentare l’uscita delle sue registrazioni di opere per violino e viola del compositore bresciano Paolo Ugoletti. Elena Laffranchi è una professionista di vastissima esperienza e proprio per questo la conversazione tocca molti e diversificati temi di carattere generale. Si parte dalla sua intensa “militanza” quartettistica per approfondire quella che poi è stata la sua “via maestra”, ovvero il rapporto con la didattica dopo anni di collaborazione con diverse orchestre. Si parla della sua “doppia identità” strumentale e quindi della viola che entra nel suo universo musicale nel 1997 e della quale è diventata attiva promotrice tra i giovani. Arrivando all’esperienza discografica, si entra nel vivo dell’incontro con le musiche di Paolo Ugoletti di cui ha inciso nel 2918 Easy link per viola e orchestra (il cui Finale è il primo ascolto della trasmissione) e, nel 2022, il Concertino per violino e orchestra (dal quale si ascoltano, a seguire, prima il Secondo e, a fine programma, il Terzo Movimento). Tanta esperienza lavorativa e di vita non poteva che suggerire ulteriori argomenti e quindi la conversazione comprende anche considerazioni sulla criticità dell’attuale didattica italiana per gli strumenti ad arco in rapporto ad altri contesti Europei e anche le scelte di un repertorio che spazia dalla musica classica alla musica popolare e leggera nel segno della contaminazione tra generi anche lontanissimi. L’intervista si conclude con alcune considerazioni su un aspetto particolare del lavoro di Elena Laffranchi: lo studio del rapporto tra fisicità e strumento musicale, materia che la vede da sempre in prima linea proprio nell’ambito di un impegno didattico che non trascura il benessere e la salute del musicista come fattore di efficienza e produttività nel lavoro e nella pratica quotidiana.
    37 min
  • Tonino Battista presenta In Itinere di Stefano Bracci
    Tonino Battista, direttore d’orchestra e compositore, è il protagonista di questa trasmissione di IMD RADIO/IMD PLAY per la sua particolare profondità di comprensione e interpretazione di partiture di tutte le epoche e la capacità di misurarsi alla pari con i nuovi linguaggi, inclusa l’esperienza elettroacustica e quella dell’improvvisazione. Queste qualità lo definiscono tra i più versatili direttori della scena internazionale e gli consentono di dominare un repertorio vastissimo, dal barocco al contemporaneo, passando per il teatro musicale, il musical e la musica applicata. Ha collaborato con i più grandi interpreti e compositori viventi, tenendo a battesimo numerosissimi lavori e Karlheinz Stockhausen lo ha annoverato tra i suoi interpreti preferiti. Lo incontriamo in occasione dell’uscita dell’album In Itinere di Stefano Bracci che si apre proprio con la sua interpretazione del brano “Eos” alla guida dell’Artisanat Furieux Ensemble di Perugia. Nella conversazione si approfondisce, ovviamente, il sodalizio artistico di Battista con Bracci negli anni dell’attività di entrambi presso il Conservatorio di Perugia ma si affrontano anche temi generali relativi alla diffusione della Nuova Musica e ai numerosi impegni dello stesso Battista incentrati, principalmente, sulla sua attività a Roma con il PMCE - Parco della Musica Contemporanea Ensemble. Tre ascolti “punteggiano” questa breve ma intensa conversazione: due brani di Stefano Bracci (“Frammenti del bianco n. 1”, discograficamente inedito, e il già citato “Eos” dall’album In Itinere da pochissimo uscito nell’ambito del progetto IMD MUSIC & WEB) ed infine – su espressa indicazione di Tonino Battista - un estratto da un CD pubblicato da Parco della Musica Records interamente dedicato a Kaija Saariaho. L'estratto si intitola Fall, per arpa ed elettronica (arpista Lucia Bova con la stessa compositrice Kaija Saariaho all'elettronica dal vivo).
    34 min
  • Edgar Alandia: Dirigere e interpretare la Nuova Musica, ieri e oggi
    Edgar Alandia torna ai microfoni di IMD RADIO con una testimonianza del suo percorso compositivo che si collega alla particolare attività ed esperienza di interprete (e soprattutto direttore) di opere musicali contemporanee. Una scelta, quella di affrontare il tema della diffusione della produzione musicale di oggi dal punto di vista di chi la interpreta e non solo dei compositori, che risponde all’esigenza mediatica di un “punto di vista terzo” rispetto a molte delle problematiche entro cui si muove da più di trent’anni, questo particolare ambito della vita musicale (soprattutto) italiana. La ricca esperienza artistica di Alandia in questo senso unita alla peculiare sensibilità del “compositore militante” e ad una non comune generosità nell’impegno personale di eseguire e promuovere eccezionali colleghi ma anche giovani esordienti si traducono in una testimonianza articolata e preziosa per comprendere questo particolare aspetto del “fare musica” nel nostro tempo. L’intervista è accompagnata da altrettanti ascolti – entrambi diretti proprio da Alandia - estratti da recentissime novità discografiche del catalogo IMD MUSIC & WEB: “Sentirò il canto” di Stefano Bracci, dall’album monografico “In Itinere” e “URU” dell’album “Edgar Alandia: Musica da camera”.
    39 min
  • A. Pellegrini, S. Alfonsi e S. Palamidessi presentano l'A. A. 2025 di Civica Scuola delle Arti
    Annalisa Pellegrini (soprano, direttrice di coro e Presidente di Fabrica Harmonica), Sabrina Alfonsi (Assessore all'Ambiente di Roma Capitale) e Stefano Palamidessi (chitarrista, docente e operatore culturale) raccontano, spiegano e illustrano gli eventi che hanno animato l'avvio dell'Anno Accademico 2025 della Civica Scuola delle Arti del II Municipio di Roma, realtà che, al traguardo dei 15 anni di vita ed attività può vantare numerosi primati nel pur autorevole panorama delle più grandi scuole di musica private presenti su Roma. L'occasione di questa particolare inaugurazione in grande stile è stata data dalla concomitante "visita" dei colleghi e complessi giovanili del Conservatoire "Maurice Ravel" di Parigi con cui Civica Scuola delle Arti è gemellata da molti anni per cui a ciascuno dei tre ospiti abbiamo chiesto di rivivere e analizzare questo evento alla luce dell'operatività e dei grandi traguardi conseguiti dalla Civica Scuola dalla sua fondazione e di un confronto con la ricchissima realtà didattica ed educativa che il Conservatoire Ravel e tutto il sistema di educazione artistica francese rappresenta oggi nel contesto europeo. In questa prima trasmissione dedicata a "Civica Scuola delle Arti 2025" si affronta anche una riflessione sull'impatto che la riforma dei Conservatori ha avuto sull'intero assetto delle scuole di musica italiane mentre nella successiva, in onda a brevissimo, sarà data voce proprio ai colleghi ospiti francesi e ad una selezione del "concerto del gemellaggio" che ha avuto luogo nell'Aula Magna del Liceo Visconti in pieno Centro a Roma. Le tre interviste di questa prima puntata sono comunque accompagnate da altrettanti ascolti, nell'ordine: due liriche di Elsa Respighi interpretate da Annalisa Pellegrini, il celeberrimo Bolero di Ravel eseguito dal vivo a Roma dagli allievi del Conservatoire Ravel e infine un estratto dalla Suite BWV 997 di J.S.Bach nell'interpretazione di Stefano Palamidessi.
    46 min
  • Claudio Sanna presenta l'album monografico "Keys & Chords" di Paolo Ugoletti
    Il pianista, compositore e ricercatore Claudio Sanna presenta il suo album monografico dedicato alla opere pianistiche più rappresentative e complesse di Paolo Ugoletti: L'ampia Suite intitolata Key & Chords nonché la Ciaccona e soprattutto le Haendel Variations da molti ritenute, ad oggi, il brano più espressivo e potente della sua intera produzione per questo strumento. Claudio Sanna, musicista poliedrico, eclettico e di rara versatilità nel repertorio contemporaneo analizza, succintamente ma compiutamente, il lavoro di Ugoletti (di cui, tra l'altro, è stato allievo per la composizione) cogliendone e spiegandone gli aspetti salienti e inquadrandolo in maniera efficace nel panorama musicale attuale soprattutto per la misura in cui se ne discosta trovando strade uniche e personali particolarmente nel trattamento virtuosistico della scrittura ottimamente esaltata da Sanna che in questo album - con il quale, di fatto, festeggia dieci anni di intensa attività discografica - si evidenzia come uno dei solisti più duttili della sua generazione. Tre ascolti dall'album "Key & Chords" accompagnano l'intervista: White Keys e Light Waltz a metà della conversazione e, doverosamente, le Haendel Variations alla conclusione.
    24 min

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