Istruzioni Immobiliari

Istruzioni Immobiliari

By Remo CongiuBusinessInvesting
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Istruzioni Immobiliari episodes

  • Ristrutturare il bagno senza cambiare piastrelle
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    Quando si pensa alla ristrutturazione del bagno, il pensiero va subito ai possibili disagi che questa potrebbe arrecare, come polvere, rumori assordanti e stress. Se l’ambiente è in buone condizioni però, non è detto che si debba effettuare un intervento così radicale, anzi. Ristrutturare il bagno senza cambiare piastrelle può essere infatti un’ottima soluzione per ammodernare la stanza senza però dover demolire tutto.


    Se il bagno della tua casa in vendita è in buone condizioni e non necessita di grossi interventi, potresti pensare di intervenire semplicemente a livello estetico, coprendo le piastrelle esistenti con dei nuovi rivestimenti.


    In questo modo otterrai un bagno completamente nuovo evitando tutto il trambusto che una ristrutturazione completa solitamente comporta. Scopriamo insieme come ristrutturare il bagno senza cambiare le piastrelle e i diversi materiali in commercio.




    QUANDO È POSSIBILE?
    Innanzitutto va detto che la ristrutturazione del bagno senza rimuovere i rivestimenti precedenti non è sempre possibile, ma richiede alcuni requisiti. Le piastrelle già esistenti infatti non devono essere rotte o presentare crepe, altrimenti questo potrebbe trasparire dal risultato finale.


    Alcuni materiali di rivestimento inoltre hanno un minimo di spessore, perciò non sono indicati per ambienti di piccole dimensioni, altrimenti restringerebbero ulteriormente lo spazio.


    Non da ultimo, gli impianti idraulico ed elettrico del bagno devono essere in buono stato. Nel caso infatti si debba modificarli o sostituire dei pezzi, allora in quel caso non si potrà proprio fare a meno di rimuovere le piastrelle.

    RISTRUTTURARE IL BAGNO SENZA CAMBIARE LE PIASTRELLE: LE DIVERSE SOLUZIONI

    In linea di massima se desideri rifare il bagno della tua casa in vendita senza demolire le piastrelle hai tre soluzioni tra cui scegliere:

    I pannelli di rivestimento
    La resina
    Microtopping
    Vediamoli insieme nel dettaglio.


    PANNELLI DI RIVESTIMENTO


    Una prima idea è quella di rivestire le vecchie piastrelle con dei pannelli in gres porcellanato. Questo materiale è facile da mettere in posa, igienico e non poroso. Il gres porcellanato inoltre si può utilizzare sia per rivestire le pareti che i pavimenti.


    I pannelli sono disponibili in diverse misure e tantissimi colori e finiture, in modo da adattarsi allo stile che vorresti per il tuo bagno. In commercio esistono addirittura delle piastrelle a effetto marmo o legno, molto belle dal punto di vista estetico.


    Non da ultimo, non devi preoccuparti se il tuo bagno ha una pianta irregolare, dato che questi pannelli si adattano a qualunque tipo di ambiente e molte imprese offrono un servizio di posa su misura.

    RESINA

    L’altra soluzione per ristrutturare il bagno senza cambiare piastrelle è la resina. Questo è un materiale duttile che ben si adatta a rivestire tutte le superfici del bagno, creando un ambiente totalmente nuovo.


    Anche in questo caso la posa è molto semplice, ma un po’ più lunga rispetto alla soluzione precedente. Il vecchio rivestimento va infatti sgrassato e livellato, e la resina richiede più passate per arrivare al risultato desiderato.

    MICROTOPPING

    Il Microtopping è infine un materiale di nuova generazione per ristrutturare il bagno senza rimuovere le piastrelle. Questo è simile alla resina come applicazione, ma ha una resa estetica ancora più bella perché disponibile in tre differenti finish (opaco, satinato, lucido). Ḕ infine molto pratico da pulire (basta del sapone neutro) e si mantiene a lungo nel tempo.
    4 min
  • Ristrutturare il bagno in mansarda
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    Avere un sottotetto nella propria abitazione è certamente una fortuna, in quanto permette di disporre di più spazio e creare nuovi ambienti come




    una stanza degli ospiti
    un secondo bagno



    A questo proposito, ristrutturare un bagno in mansarda non è facile, ma può regalare molte soddisfazioni sia dal punto di vista estetico che funzionale.

    Le pareti inclinate di un sottotetto danno infatti più luce all’ambiente rispetto a delle normali finestre. L’idea inoltre sarà certamente apprezzata dai tuoi potenziali acquirenti.

    Se la tua casa in vendita dispone di un sottotetto, allora forse ti conviene sfruttarlo come bagno. Naturalmente per ristrutturare un bagno in mansarda bisogna seguire una serie di regole per renderlo abitabile oltre che agibile. Di seguito ti spieghiamo come fare.




    RISTRUTTURARE IL BAGNO IN MANSARDA: LE MODIFICHE DA EFFETTUARE
    Un sottotetto non è certamente un locale pensato per ospitare un bagno, e pertanto sono necessari dei lavori di tipo strutturale, oltre che intervenire sugli impianti. Se la mansarda non è abitabile, bisogna per prima cosa modificare l’altezza del soffitto, che per legge non deve essere inferiore ai 2,4m.

    Andrà quindi alzata la linea di colmo, e in alcuni casi anche aumentata l’altezza delle pareti portanti. L’altra questione da affrontare riguarda invece il rapporto tra numero di finestre/mq. In un locale non abitabile questo è infatti spesso inferiore a quello consentito per legge. Per ovviare a questo inconveniente, sarà necessario creare sul tetto uno o più lucernari, che si possano aprire e chiudere in modo automatico.

    Si tratta insomma di lavori abbastanza importanti, che portano via parecchio tempo. Il consiglio è perciò di affidarsi ad una ditta di costruzioni edili competente e con esperienza.

    I PERMESSI DA RICHIEDERE E I COSTI
    Prima di ristrutturare un bagno in mansarda bisognerà stilare un progetto che andrà presentato all’Ufficio Tecnico del tuo comune di residenza, indicando anche la data di inizio lavori.

    Questo perché non essendo la mansarda un locale abitabile, per effettuare la ristrutturazione è necessaria un’autorizzazione valida. Di queste incombenze burocratiche se ne occuperà la stessa ditta di costruzioni che andrà ad effettuare i lavori.

    Per quanto riguarda i costi, ristrutturare un bagno in mansarda è un pochino oneroso (si parte da circa 15000-20000 euro), ma ne vale la pena, poiché un lavoro di questo tipo farà aumentare il valore della tua casa in vendita. L’aumento di mq calpestabili può infatti far salire il prezzo dell’abitazione di circa il 30-40%.

    RISTRUTTURARE IL BAGNO IN MANSARDA: UN PO’ DI CONSIGLI
    Per quanto riguarda lo stile da dare al proprio bagno in mansarda, non vi è limite alla fantasia. Si possono infatti realizzare progetti di tipo classico o più moderno, l’importante è però seguire alcuni semplici accorgimenti.

    La scelta degli arredi andrà ad esempio inevitabilmente adattata all’inclinazione delle pareti del tetto, installando il box doccia nel punto dove il soffitto è più alto. Inoltre può essere utile acquistare un lavabo incorporato nel mobile, così da avere meno ingombro.

    Infine al posto del classico radiatore, si può optare per uno scalda salviette, che ha la doppia funzione di scaldare l’ambiente e mantenere caldi gli asciugamani.
    5 min
  • Permuta di un immobile
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    La permuta di un immobile è un'alternativa molto interessante alla compravendita.
    Non è molto comune perché bisogna trovare l’incastro perfetto ma, quando le esigenze dei protagonisti della permuta collimano, si ottengono evidenti benefici economici.
    La permuta è regalata l'articolo 1552 del codice civile che recita:


    “La permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all'altro.”

    La condizione di partenza è che i proprietari degli immobili gradiscano reciprocamente i beni oggetto della permuta.
    Il secondo fattore è che venga accettato il valore economico di entrambe le proprietà.
    La terza condizione è che gli immobili siano liberi da gravami quali le ipoteche o pregiudizievoli varie.
    Come quarto fattore consideriamo l'assenza di un mutuo anche se, in certi casi, si potrebbe trovare la soluzione a questo problema.



    Vediamo i fattori premianti uno ad uno.


    GRADIMENTO RECIPROCO DELL'IMMOBILE
    È palese che per l'immobile che offriamo e quello che vogliamo acquisire venga manifestato gradimento. Capita a volte che ci venga proposto un immobile posto in una zona diversa da quella che cerchiamo, che il numero delle stanze non sia sufficiente o in eccesso oppure, molto semplicemente, che le condizioni strutturali non siano perfette. Inoltre, quando si decide di cambiare casa, il valore emozionale è particolarmente rilevante per cui è difficile trovare il giusto compromesso.

    ACCORDO SUL VALORE ECONOMICO
    Se si supera il primo step si è già in una fase avanzata, oserei dire che l’ostacolo maggiore è stato superato.
    La seconda fase riguarda l’attribuzione del giusto valore di mercato per entrambi gli immobili.
    In questo momento è utile farsi aiutare da un esperto estimatore anche se, molto spesso, le parti ritengono che il valore della loro proprietà sia superiore a quella della controparte.
    Nel nostro blog abbiamo parlato della stima degli immobili e spesso, in fase di vendita, questo valore viene drogato da aspetti emotivi, affettivi e calcoli proporzionali al prezzo di acquisto.
    In estrema sintesi possiamo dire che il valore più sicuro di mercato di un bene nasce dalla comparazione sul venduto di beni simili.

    Il valore degli immobili oggetto di permuta può essere uguale o differire.
    Nel primo caso tutto è più semplice, nel secondo bisognerà versare un conguaglio per coprire la differenza economica.
    Se si raggiunge un'intesa sul discorso prezzo l'affare può ritenersi quasi concluso; diciamo questo perché bisogna verificare il terzo fattore.



    ASSENZA DI PREGIUDIZIALI
    Ancor prima di recarsi dal notaio è opportuno fare una visura ipotecaria per escludere la presenza di pregiudizievoli limitanti quali ipoteche, pignoramenti o diritti vari.
    Questo tipo di controlli si effettuano in qualsiasi compravendita ma è bene ricordarne l’importanza.
    Aggiungiamo inoltre un controllo urbanistico per eliminare eventuali problemi legati ad abusi o irregolarità.



    Parliamo ora del quarto fattore.



    ASSENZA DEL MUTUO
    In linea generale possiamo dire che nella permuta è necessario che gli immobili non siano gravati da un mutuo.
    Nel caso vi fosse si potrà estinguerlo ma ciò è più facile da dirsi che a farsi, soprattutto se parliamo di cifre rilevanti; se l’importo residuo non eccessivo sarebbe comunque la scelta consigliata.
    Potrebbero esserci dei casi in cui il valore dei due immobili differisce di parecchio e che su quello di maggior valore sia stato acceso un mutuo; in questo caso sarà possibile, con tutte le cautele del caso, approfittare della situazione.



    Facciamo un esempio pratico e scolastico.
    Ammettiamo che il primo immobile sia stato stimato per una cifra pari a 200.000 € e il secondo per 300.000 €; per comodità diremo che su quest'ultimo vi è un residuo di mutuo di 100.000 €.
    Bene, in questo caso il proprietario della prima proprietà (immobile del valore di 200.000 €) potrebbe accollarsi il mutuo o accenderne un nuovo.
    Questo sarebbe l’incastro sarebbe perfetto.



    Vediamo ora quali sono i costi di una permuta


    COSTI NELLA PERMUTA IMMOBILIARE
    Quello che permette alla permuta di essere particolarmente attrattiva, oltre a quello di cui abbiamo discusso, è il fatto che si possono ottenere dei risparmi nel pagamento delle imposte e nei costi notarili.
    Le imposte verranno pagate per un singolo immobile e non per entrambi; il calcolo verrà fatto su quello che matura il valore più alto.
    Il costo del notaio invece sarà unico nel senso che sarà uguale a quello di una singola compravendita.
    Questi importi verranno divisi equamente fra le parti a meno che non vi siano accordi diversi.



    Per quanto riguarda la permuta è tutto
    6 min
  • Tempi per la ristrutturazione del bagno
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    La ristrutturazione di un bagno richiede certamente un po’ di tempo e spesso crea dei disagi, specialmente se il bagno è quello della casa dove vivi.
    Per questo motivo se stai pensando di ristrutturare il bagno della tua casa in vendita il primo consiglio è di affidarti a dei professionisti capaci, in grado di effettuare un lavoro fatto a regola d’arte e nel più breve tempo possibile.
    In linea di massima il tempo per ristrutturare un bagno dipende dalle dimensioni dell’ambiente. Un bagno piccolo infatti è meno impegnativo rispetto a uno più grande, anche se tutto dipende molto dal tipo di lavori che si andranno a fare.
    Detto ciò, quanto tempo ci vuole per ristrutturare un bagno? Vediamolo insieme.


    LE DIVERSE FASI DELLA RISTRUTTURAZIONE
    Prendendo in considerazione le tempistiche medie per la ristrutturazione di un bagno, il più delle volte ci vogliono circa dieci quindici giorni. Naturalmente i tempi si allungheranno più o meno a seconda dei casi.



    Ecco le diverse fasi con cui solitamente si svolge il lavoro:

    Primo giorno: rimozione dei vecchi sanitari e demolizione di piastrelle e pavimenti
    Secondo giorno: tracciamento dei passaggi dei nuovi impianti e realizzazione delle opere murarie per alloggiare le tubature
    Al termine di entrambe le giornate verranno rimosse le macerie.

    Terzo giorno: sistemazione dell’impianto idrico dove verranno inseriti i nuovi sanitari
    Quarto giorno: sistemazione dell’impianto elettrico, posizionando cavi e scatole elettriche, installazione del piatto doccia
    Quinto giorno: stesura dell’intonaco su pareti e soffitto
    Sesto giorno: l’intonaco viene lasciato asciugare. Questa fase è particolarmente importante per evitare che le piastrelle siano posate troppo velocemente rischiando in futuro di staccarsi
    Settimo giorno: viene impermeabilizzato l’interno del box doccia e le pareti, per evitare che si creino infiltrazioni
    Ottavo e nono giorno: stesura piastrelle e pavimenti, oppure pittura delle pareti. In questo caso è consigliabile utilizzare quelle anti muffa e un rivestimento a smalto, estremamente facile e veloce da pulire
    Decimo giorno: vengono installati i nuovi sanitari, le rubinetterie e il box dccia
    QUANTO TEMPO CI VUOLE PER RISTRUTTURARE UN BAGNO - ALCUNE VARIABILI
    Vediamo infine quali sono gli ulteriori fattori che possono influenzare le tempistiche di ristrutturazione di un bagno.

    1- Dimensioni
    Come già detto, tutto dipende da quanto è grande il bagno. Questo per un motivo molto semplice: in un bagno piccolo, chiaramente, ci saranno meno lavori da svolgere, e non si dovrà inserire cose aggiuntive come una lavatrice, una vasca con idromassaggio, ecc…


    2- Stagione
    Un consiglio banale ma essenziale è di svolgere i lavori durante la bella stagione, in modo da non avere problemi a tenere aperte le finestre. Tuttavia, le giornate di pioggia
    possono capitare anche in estate e, in questo caso, è probabile che i lavori “saltino” un giorno e ci voglia più tempo.


    3- Numero di lavoranti
    Anche se di grandi dimensioni, un bagno non sarà mai ampio come un salotto o una stanza da letto. Va da sé, che non vi possono operare più di due-tre lavoranti alla volta. Questo comporta inevitabilmente che lavori di diversa tipologia (idraulico, elettrico…) non possano essere svolti contemporaneamente, e quindi i tempi si allunghino.
    5 min
  • Ristrutturare una cucina piccola
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    La cucina è probabilmente la stanza più importante di tutta la casa, dove i membri della famiglia si riuniscono. Se la cucina della tua casa in vendita è di piccole dimensioni, forse ti converrebbe considerare l’idea di ristrutturarla per rendere l’ambiente più funzionale e sfruttare ogni angolo.


    Ristrutturare una cucina piccola ti permette insomma di dare un aspetto più moderno e organizzato a una stanza che altrimenti apparirebbe troppo stretta e caotica. Sappiamo tutti infatti quanti oggetti sono presenti in una cucina, che rischiano di ingombrare lo spazio e creare disordine.


    Vediamo insieme qualche suggerimento per ristrutturare una cucina piccola.


    A OGNI FORMA UNA SOLUZIONE
    Il primo aspetto da prendere in considerazione è la pianta della stanza. Ḕ ovvio infatti che per una cucina stretta di forma rettangolare verranno adottate soluzioni diverse rispetto a una piccola di forma quadrata.


    In linea di massima, la regola che puoi seguire sempre è assecondare lo spazio in modo creativo. Ecco alcune semplici soluzioni che puoi adottare per sfruttare al meglio l’ambiente di una cucina di dimensioni ridotte.

    MENSOLE A MURO
    Un suggerimento molto utile da seguire per ristrutturare una cucina piccola è di utilizzare lo spazio verticale. Puoi infatti creare mensole e nicchie per riporre oggetti e barattoli, in modo da dare un tocco di personalità e far apparire tutto in ordine.


    Se la cucina è piuttosto stretta e non puoi inserirvi un tavolo, potresti anche appendere una mensola a metà altezza da utilizzare come ripiano per consumare la colazione o veloci pasti.



    CUCINA A SCOMPARSA


    Nel caso l’ambiente sia davvero di dimensioni contenute, può essere utile realizzare un mini angolo cottura a scomparsa, detto anche “cucina nascosta nell’armadio”. Si andrà quindi a creare un ambiente compatto ma corredato di tutto ciò che serve, che all’occorrenza potrà essere richiuso da delle apposite ante.

    CUCINA A “U”


    La ristrutturazione di una cucina piccola richiede soprattutto linearità e minimalismo. Se non sai come disporre gli arredi, la soluzione a “U” (o “a ferro di cavallo” è quella più pratica, poiché ti permette di poter raggiungere facilmente cassetti e ante e mantenere tutto in ordine pur avendo a disposizione poco spazio.

    ELETTRODOMESTICI E MOBILI


    Nel ristrutturare una cucina piccola può esserti utilissimo adottare delle soluzioni salva spazio per quanto riguarda la scelta degli elettrodomestici e dell’arredo. I primi dovranno essere ad incasso e di dimensioni ridotte. Molte aziende dispongono di una linea di elettrodomestici poco profondi, quindi non ti sarà difficile quelli più adatti alle tue esigenze.


    Per quanto riguarda i mobili, invece, la soluzione potrebbe essere di scegliere degli vani contenitori multifunzione e un tavolo richiudibile, che verrebbe tirato fuori solo all’occorrenza, facendoti risparmiare spazio.

    RISTRUTTURARE UNA CUCINA PICCOLA - COLORI E LUCE


    Se vuoi ristrutturare la cucina della tua casa in vendita, considera infine che un ambiente piccolo va reso otticamente più ampio per non sembrare troppo angusto. In questo ti viene in aiuto l’utilizzo di colori chiari sia sulle pareti che sugli arredi. Se non ami il total white, puoi sempre optare per il giallo, beige e il legno chiaro, che fanno comunque sembrare la stanza più ampia.


    Illumina infine la stanza con una luce calda, creando più punti luce con faretti, in modo da allargare visivamente l’ambiente.
    5 min
  • Ristrutturare una cucina lunga e stretta
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    Avere una cucina di piccole dimensioni non necessariamente può costituire un problema, anche se è necessario ingegnarsi nel trovare soluzioni per renderla funzionale.


    Questo è ancora più evidente quando si tratta di voler ristrutturare una cucina lunga e stretta. Se la tua casa in vendita dispone di una cucina di questo tipo, ti starai sicuramente chiedendo come rinnovarla al meglio per renderla più accattivante agli occhi dei tuoi potenziali acquirenti.


    Essendo la pianta rettangolare di forma regolare, la stanza non dovrebbe richiedere grandi opere in muratura. In compenso potrai sbizzarrirti dal punto di vista estetico, creando un ambiente moderno e al tempo stesso pratico.


    Ecco alcuni consigli per ristrutturare una cucina lunga e stretta.


    L’ILLUMINAZIONE, LA CHIAVE DI TUTTO
    Un ambiente stretto può apparire angusto se non adeguatamente illuminato. Se la cucina della tua casa in vendita dispone di una finestra sul fondo della stanza puoi sfruttarla per dare luce a un angolo fondamentale della stanza. Hai due opzioni su cosa inserire sotto alla finestra:



    Mettere il lavello, come nelle cucine più classiche.
    Inserire un ripiano o un piccolo tavolo dove poter consumare i pasti.
    La scelta delle luci è altrettanto fondamentale. Al posto di un unico lampadario al centro della stanza, puoi far realizzare un controsoffitto in cartongesso, dove andrai ad inserire dei faretti.


    In alternativa, puoi disporre delle luci lungo le pareti più lunghe, in modo che tutta la stanza sia ben illuminata e sia piacevole da vivere.

    RISTRUTTURARE UNA CUCINA PICCOLA E STRETTA –
    ARREDAMENTO
    Nella ristrutturazione di una cucina stretta e di piccole dimensioni l’arredamento gioca un ruolo molto importante, perché deve essere oltre che esteticamente bello, anche funzionale e permetterti di muoverti agevolmente all’interno della stanza senza ingombrare.


    Un primo suggerimento è di giocare con le profondità. Se per gli elementi fondamentali come forno e lavastoviglie è meglio scegliere mobili di misura standard, per mettere in
    ordine piatti e stoviglie puoi optare per contenitori di profondità ridotta, così da avere più spazio.


    Ti possono inoltre essere molto utili carrellini o vani su rotelle, che potrai spostare come preferisci, disponendo così di ripiani aggiuntivi. Puoi prendere infine in considerazione


    l’idea di inserire dei cassetti estraibili, molto utili ad esempio se stai cucinando e necessiti di un piano di appoggio.



    COLORI E GEOMETRIE

    Come sempre quando si ha a che fare con una stanza di piccole dimensioni, per ampliare otticamente lo spazio ti può venire l’uso dei colori su pareti, pavimento e arredi. Il total white resta sempre la soluzione più classica: il colore bianco regala infatti luminosità all’ambiente e lo rende visivamente più ampio.


    Se però ti sembra una scelta troppo banale puoi utilizzare anche due colori a contrasto, magari lavorando per “fasce orizzontali”. La cucina è forse la stanza dove puoi osare di più, magari optando per colori solari come il giallo o l’arancione.


    Un ultimo suggerimento può essere magari di adottare tinte chiare su pareti e mobili ma poi stendere delle piastrelle colorate e con motivi geometrici sul pavimento. Queste spezzeranno la monotonia e creeranno un ambiente vivace e piacevole.
    4 min
  • Ristrutturare una cucina abitabile
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    Se stai mettendo la tua casa in vendita dovresti considerare l’idea di rinnovare la vecchia cucina per renderla più moderna ed accogliente. La cucina è certamente uno degli ambienti più importanti della casa e va particolarmente curato.


    Qual è il costo per ristrutturare la cucina? Bisogna considerare diversi fattori, come le dimensioni della stanza, i materiali e il tipo di lavori che intendi svolgere. Naturalmente il primo consiglio è di fissare un budget a cui attenerti e di chiedere un po’ di preventivi in giro prima di prendere decisioni.


    Potrai infatti rimanere stupito di quanto possano variare i prezzi sul mercato e di come, cercando un po’ di soluzioni, si riesca anche a risparmiare.


    Scopriamo quanto costa ristrutturare la cucina e gli eventuali aspetti da prendere in considerazione.


    I LAVORI DA SVOLGERE
    Indipendentemente dalle dimensioni della stanza, per ristrutturare completamente una cucina le fasi del lavoro seguono uno schema abbastanza standard:

    Rimuovere il vecchio: si tratta di demolire pavimento e rivestimenti preesistenti, il vecchio impianto idrico e quello elettrico
    Rifare gli impianti: andranno sistemate prese e punti luce, oltre che l’impianto idrico per il lavandino e la lavastoviglie, con relativo scarico. Valuta poi se mantenere il vecchio termosifone o optare per un moderno impianto termico con riscaldamento a pavimento
    Pavimenti e rivestimenti: una volta tolti quelli vecchi sarà possibile scegliere dei nuovi pavimenti e piastrelle. Vanno inoltre inseriti i nuovi battiscopa
    Intonacare e pitturare parte superiore delle pareti e soffitto
    Porte e finestre: per una ristrutturazione ancora più completa puoi pensare anche di cambiare gli infissi
    Arredi e elettrodomestici
    COSTO PER RISTRUTTURARE UNA CUCINA

    Vediamo ora nel dettaglio quanto può costare in media la ristrutturazione di una cucina. Per un lavoro fatto bene, con materiali di qualità media-alta, il prezzo minimo si aggira intorno ai 4000 euro. A seconda delle dimensioni della stanza, possiamo poi avere diverse fasce di prezzo.


    Cucina piccola (circa 5-6mq): da 4000 a 5500 euro
    Cucina abitabile (circa 9mq): da 5000 a 6500 euro
    Cucina grande (dai 12mq in su): da 6000 fino a 8500 euro
    Guardando più nel dettaglio, ecco i costi medi delle varie lavorazioni:

    Rimozione pavimento e piastrelle: 200 euro
    Impianto idraulico e elettrico: circa 700 euro per ciascuno
    Pavimenti e piastrelle: 20 euro al mq
    Imbiancatura: da 250 euro
    Battiscopa: 4-5 euro al metro
    Porte e finestre: da 150 fino a 300 euro
    A questi costi si andranno poi naturalmente ad aggiungere quelli dei mobili e degli elettrodomestici, che potranno variare in base ai materiali e alla tipologia che sceglierai.


    RISTRUTTURARE UNA CUCINA: I CONSIGLI PER RISPARMIARE


    Risparmiare sul costo per ristrutturare una cucina non è semplice, visto che comunque si tratta di una stanza che viene parecchio vissuta e risente dell’utilizzo (si pensi ad esempio al vapore e al grasso causati dalla cottura dei cibi che tendono a rovinare i mobili).


    Conviene quindi spendere un po’ di più ma puntare su materiali di qualità e che durino nel tempo. Tuttavia, ti forniamo due semplici dritte per poter risparmiare sulla ristrutturazione senza rinunciare ad avere un lavoro ben fatto.

    Opta per materiali meno cari, ma ugualmente robusti e belli da vedere. Un pavimento in pietra ad esempio può essere sostituito ad esempio da uno in vinile, simile esteticamente ma più economico
    Decidi cosa ritieni sia indispensabile e cosa no. In questo modo saprai dove vale la pena spender di più e dove puoi invece tagliare i costi
    5 min
  • Ristrutturare un bagno con la resina
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    Se il bagno della tua casa in vendita è ancora in buone condizioni, probabilmente non avrai voglia di demolirlo completamente. Ristrutturare un bagno con la resina è un’ottima soluzione per migliorarlo esteticamente e renderlo più moderno, senza però andare a toccare l’impianto idraulico o spostare i sanitari.
    La resina è un materiale sintetico, che imita quella naturale degli alberi. La sua caratteristica principale è che può essere utilizzato per rivestire piccole o grandi superfici, dalle piastrelle, ai pavimenti, fino ai sanitari.
    Inizialmente la resina era utilizzata solo per le pavimentazioni dei luoghi pubblici, ma negli ultimi anni il suo utilizzo si è largamente diffuso anche per le abitazioni private.
    Vediamo insieme perché ristrutturare il bagno con la resina è una buona idea.


    CARATTERISTICHE DELLA RESINA
    La resina utilizzata in edilizia è generalmente di due tipi:



    Autolivellante: questo tipo di resina si distribuisce da sola uniformemente ed è ottima per grandi superfici
    Spatolata: leggermente meno costosa rispetto a quella autolivellante, va trattata e carteggiata per ottenere delle superfici lisce
    Esiste inoltre un tipo di resina decorativa, che si può utilizzare sulle pareti per avere un effetto non omogeneo, con alternanza di zone chiare e scure.
    La resina viene applicata in più strati, in modo da ricoprire perfettamente quelli sottostanti. Nella ristrutturazione si può inoltre optare per



    Una copertura totale, che farà scomparire del tutto lo strato sottostante, nascondendo le fughe delle piastrelle.
    Una micro resina parziale, che copre il vecchio bagno lasciandone in evidenza le linee e le geometrie.
    RISTRUTTURARE UN BAGNO CON LA RESINA: I VANTAGGI


    Se stai considerando l’idea di ristrutturare con la resina il bagno della tua casa in vendita, sappi che questa soluzione ha molti vantaggi.
    Innanzitutto il lavoro viene eseguito in poco tempo e non richiede lavori di demolizione.
    Sappiamo quanto questi possano creare disagi, specialmente se il bagno da ristrutturare è proprio quello della casa in cui si vive. La resina può ovviare a questo inconveniente, dando la possibilità di creare un bagno ex novo e moderno senza troppi sacrifici.
    La resina è inoltre un materiale che si presta particolarmente a personalizzare l’ambiente, perché disponibile in tantissime finiture e colori. Ti puoi quindi sbizzarrire a creare il progetto che più si adatta ai tuoi gusti e alle tue esigenze.
    Questo materiale è infine particolarmente resistente all’acqua e all’umidità e molto facile da pulire, perciò richiede poca manutenzione.



    BAGNO IN RESINA: QUANTO COSTA?


    Il parametro da considerare per quanto riguarda il prezzo di un bagno in resina, è la grandezza della stanza. Bisogna però tenere conto di un fatto, ossia che il costo è inversamente proporzionale alla metratura. In altre parole, più un bagno è piccolo, più il rivestimento in resina costerà di più.
    Questo accade perché i tempi di posa e asciugatura sono gli stessi per un ambiente piccolo o grande. Di conseguenza, se il bagno è di piccole dimensioni il costo della manodopera non viene ammortizzato. Bisogna quindi tenere conto di questo fattore nel prevedere il proprio budget.
    Tuttavia, ristrutturare un bagno con la resina può regalare grandi soddisfazioni e rendere la casa più bella per i tuoi potenziali acquirenti.
    4 min
  • Ristrutturare un bagno lungo e stretto
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    Se la tua casa in vendita è stata costruita qualche decennio fa, molto probabilmente il bagno avrà una pianta lunga e stretta, come si usava fare una volta. Ristrutturare un bagno lungo e stretto richiede alcuni accorgimenti per sfruttare bene lo spazio e per renderlo il più possibile comodo e funzionale.

    Se da un lato infatti, la soluzione più ovvia è quella di inserire i sanitari lungo tutta una parete per lasciare libera quella opposta, dall’altro lato si possono considerare anche soluzioni più fantasiose e moderne, sempre tenendo presenti le misure della stanza.

    Analizziamo i principali aspetti da considerare per ristrutturare un bagno lungo e stretto.


    Questione di misure
    Una delle questioni più importanti per quanto riguarda la ristrutturazione di questo tipo sono certamente le misure. Se il bagno della tua casa in vendita misura circa 1m-1,70m sulla parete corta e 2,70m-3m su quella lunga allora è decisamente lungo e stretto.

    Un ambiente di questo tipo è un po’ vincolante per quanto riguarda la distribuzione dei sanitari. Inoltre, se il bagno è davvero molto stretto, bisognerebbe cercare di avere il minimo ingombro. La prima cosa da fare è di valutare le distanze tra un sanitario e l’altro e tra i sanitari e la parete opposta. Quest’ultima è generalmente fissata a 55cm.

    Per fortuna molte aziende vengono incontro a queste esigenze, creando delle linee di sanitari compatti e salva spazio, che possono quindi essere meno ingombranti.

    Dove inserire la doccia?


    Nel ristrutturare un bagno lungo e stretto, puoi considerare l’idea di inserire un box doccia, magari in cristallo. Hai due opzioni:

    Inserire la doccia in fondo alla stanza: questa se vogliamo è l’idea meno fantasiosa, ma che ti permette di avere un box doccia grande e comodo. Nel caso in fondo al bagno ci sia una finestra, nessun problema: puoi sempre eliminare la corda della tapparella e installare un interruttore per l’apertura/chiusura al di fuori della doccia
    Inserire una doccia passante: soluzione decisamente più creativa, adatta a un bagno molto lungo. La cosa interessante è che permette di dividere in due lo spazio, creando un antibagno e un bagno vero e proprio. Il consiglio è di utilizzare del cristallo trasparente per le porte del box doccia, così da non chiudere otticamente lo spazio.


    Ristrutturare un bagno lungo e stretto: i rivestimenti


    In un bagno lungo e stretto, è molto importante la scelta dei colori poiché con una pianta di questo tipo è facile dare un effetto visivo di “monotonia”. Ḕ invece necessario creare varietà nello spazio, puntando ad esempio su colori a contrasto da utilizzare su pareti opposte.

    Magari puoi anche giocare con l’illuminazione, creando un effetto scenografico grazie ad appliques e faretti. Un ultimo suggerimento per quanto riguarda i rivestimenti è di realizzare un effetto mosaico con le piastrelle in alcuni punti chiave della stanza, come la doccia, la fascia mediana delle piastrelle o la zona del lavabo.

    Anche questa soluzione ti consente di “spezzare” un po’ la parete di un colore unico e di rendere più vario e fantasioso l’ambiente.
    4 min
  • Ristrutturare un bagno cieco
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    Ristrutturare il bagno cieco della tua casa in vendita potrebbe essere un’ottima opzione per migliorarne l’aspetto estetico e renderla più moderna. Un bagno senza finestre in effetti potrebbe apparire scomodo e poco utilizzabile agli occhi dei potenziali clienti.
    Per fortuna esistono alcuni piccoli accorgimenti che possono trasformare un bagno cieco da un ambiente prettamente di servizio a una stanza piacevole da utilizzare a tutti gli effetti.
    La cosa più importante è puntare tutto sulla luminosità dello spazio e sull’efficienza del sistema di ventilazione. La mancanza di una finestra rende infatti l’ambiente piuttosto buio e soggetto alla formazione di condensa, muffa sui muri e cattivi odori.
    Vediamo insieme come ristrutturare un bagno cieco e qualche consiglio per migliorarne l’aspetto.


    PUNTI LUCE E COLORI CHIARI


    In un bagno di questo tipo un’illuminazione centrale non basta, ma bisogna prevedere tanti punti luce distribuiti grazie a faretti e lampade decorative. Un consiglio è di optare per una luce calda e diffusa in modo da sopperire alla mancanza di quella naturale.
    In questo modo si otterrà un ambiente più chiaro e si potrà evitare l’effetto “ripostiglio” che hanno generalmente i piccoli bagni di servizio. Anche per i rivestimenti è consigliato utilizzare colori chiari, per allargare visivamente l’ambiente e renderlo meno angusto.
    Una soluzione potrebbe essere di utilizzare lo stesso tipo di rivestimento o comunque la stessa tonalità sia sulle pareti che sul pavimento, così da avere meno stacco.
    Un’ulteriore idea è di rivestire le pareti fino al soffitto, creando un’illusione di continuità.
    Questa tra l’altro è un’ottima idea per minimizzare il rischio di formazione di muffe ed evitare la formazione di antiestetiche macchie scure sui muri.

    SPECCHI E VETRATE


    Un ulteriore modo per rendere un bagno cieco più luminoso è l’utilizzo di specchi e vetrate. I primi sono la soluzione più semplice e meno invasiva. Delle superfici riflettenti, meglio se di grandi dimensioni, sono infatti l’ideale per moltiplicare lo spazio e dare più respiro a uno spazio così piccolo.
    Se invece desideri effettuare un lavoro di ristrutturazione più completo, allora puoi considerare l’idea di abbattere in parte le pareti attuali e di crearne di nuove trasparenti.
    Un’idea potrebbe essere di avere pareti in muratura a metà altezza, che poi vengono completate verso l’alto con delle vetrate.
    Questa soluzione ovviamente non è l’ideale per un bagno troppo in vista, ma puoi prenderla in considerazione ad esempio per un bagno in camera da letto.



    RISTRUTTURARE UN BAGNO CIECO: L’IMPORTANZA
    DELL’IMPIANTO DI VENTILAZIONE


    In un bagno cieco è infine necessario rendere il più efficiente possibile il ricambio d’aria. Durante la ristrutturazione sarebbe una buona cosa controllare l’impianto di ventilazione e magari sostituirlo con uno più moderno.
    La cosa più importante da verificare in questo caso è la potenza di risucchio dell’aria dall’interno e l’immissione di quella pura dall’esterno. In questo modo si potrà essere certi di avere una stanza sempre fresca e ben aerata. I sistemi di ventilazione più moderni inoltre sono dotati di un timer regolabile, così che l’impianto non consumi troppa energia elettrica.
    5 min

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