Istruzioni Immobiliari

Istruzioni Immobiliari

By Remo CongiuBusinessInvesting
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Istruzioni Immobiliari episodes

  • Ristrutturare un bagno anni 70
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    Se la tua casa in vendita risale a qualche decennio fa, potresti avere a che fare con un vecchio bagno degli anni 70, fuori moda e spesso poco funzionale. Un bagno di quell’epoca potrebbe essere un deterrente all’acquisto della tua casa, perciò ristrutturarlo potrebbe essere una buona idea per attirare dei potenziali acquirenti.

    Ristrutturare un bagno degli anni 70 richiede degli interventi sia dal punto di vista estetico che strutturale. All’epoca avevamo dei “gusti un po’ particolari” in fatto di piastrelle e sanitari, che al giorno d’oggi forse fanno un po’ sorridere. Inoltre bisogna considerare alcuni aspetti riguardo all’edilizia dei passati decenni.

    Vediamo quindi come effettuare la ristrutturazione di un bagno ani 70 e quali interventi potrebbero essere necessari per renderlo moderno e funzionale.


    IL BAGNO NEGLI ANNI '70: COME ERA?


    Il bagno di una casa degli anni 70 aveva delle caratteristiche particolari. Prima fra tutte la pianta lunga e stretta, con i sanitari posti in fila uno dietro l’altro. La stanza inoltre era spesso posta in una zona della casa quasi nascosta, come se fosse un ambiente di secondaria importanza.

    Per ristrutturare un bagno degli anni 70 potrebbero quindi essere necessari innanzitutto dei lavori di riorganizzazione dell’ambiente, cambiando la disposizione dei sanitari. Vi sono poi altri aspetti tipici dell’epoca che andrebbero cambiati:

    PIASTRELLE


    Negli anni 70 si era soliti utilizzare piastrelle dai colori sgargianti e con disegni geometrici piuttosto vistosi. Vigeva inoltre la regola del “più sono, meglio è”: le pareti erano infatti interamente rivestite di piastrelle fino al soffitto, rendendo l’ambiente piuttosto soffocante.

    In un intervento di ristrutturazione si potrebbe pensare quindi di cambiare il rivestimento con delle piastrelle in tonalità chiare, in modo da dare maggiore ariosità all’ambiente.



    SANITARI
    Lo stesso discorso vale per i sanitari, che negli anni 70 spesso erano ingombranti e di un improbabile color champagne. Un must dell’epoca era inoltre il lavabo a colonna con tubi a vista e scarico a terra. Decisamente brutto da vedere.

    Nel ristrutturare un bagno anni 70 i sanitari andrebbero perciò sostituiti con dei modelli attuali, optando magari per quelli sospesi e di design.




    ACCESSORI
    Sono da eliminare infine alcuni accessori tipici del bagno anni 70, come i portasapone incassati nel muro che, oltre ad essere brutti da vedere, erano decisamente poco pratici da pulire.





    RISTRUTTURARE UN BAGNO ANNI '70: L'AMIANTO


    Non da ultimo, nel ristrutturare un bagno degli anni 70 bisogna tenere conto di un aspetto importantissimo. In quel decennio e ancora in quello successivo in edilizia si era soliti utilizzare l’amianto come materiale isolante.

    Successivamente si è scoperta la sua pericolosità per la salute, e quindi in un intervento di ristrutturazione è assolutamente necessario rimuoverlo. Una brava ditta edile potrà effettuare un test per verificare se nel bagno della tua casa in vendita è presente dell’amianto. In caso affermativo deciderà poi cosa fare.

    Solitamente gli interventi possibili sono due:



    Bonifica totale: in questo caso l’amianto viene completamente rimosso, e solo in un momento successivo potranno essere installati dei nuovi sanitari e piastrelle
    Utilizzo della resina: se il bagno è ancora in buone condizioni, si può optare per un rivestimento in resina. Questa andrà a isolare l’amianto presente e eliminarne la pericolosità.
    4 min
  • Vendita di un immobile ereditato - tasse di successione
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    Se stai ereditando un immobile un passaggio molto importante da verificare è il calcolo delle tasse di successione e delle imposte catastali ed ipotecarie.
    In un precedente articolo abbiamo analizzato la dichiarazione di successione per cui, se hai bisogno di informazioni su questo argomento, ti segnalo questo articolo: dichiarazione di successione


    Parliamo delle tasse di successione focalizzandoci principalmente sull’aspetto relativo agli immobili.
    Possiamo affermare che le imposte che dovremo pagare sono tre: successione, catastale ed ipotecaria.
    Per imposta di successione dobbiamo prendere in considerazione l'eredità nel suo totale; quest'ultima potrà essere composta oltre che dagli immobili, da quote societarie, beni mobili, azioni, gioielli eccetera.
    Da questo valore bisognerà sottrarre le passività del defunto e consideriamo come passività i debiti, le spese mediche sostenute negli ultimi sei mesi di vita e le spese funerarie.
    6 min
  • Ristrutturare un bagno abitandoci
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    La ristrutturazione di una casa senza trasferirsi momentaneamente altrove, comporta certamente una serie di disagi. Questi saranno più o meno sopportabili, a seconda del tipo di lavori che si andrà ad effettuare. Se però per la maggior parte delle stanze la cosa si può superare con un po’ di spirito di adattamento, per il bagno la faccenda si fa un po’ più complicata.


    Ristrutturare il bagno abitandoci, può comportare parecchio stress se non ci si organizza, poiché questo è un ambiente fondamentale all’interno della casa. Se stai pensando di ristrutturare il bagno della tua abitazione con all’interno gli attuali inquilini (o abitandoci tu stesso), probabilmente ti starai chiedendo come gestire la situazione nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile.
    Ecco un po’ di suggerimenti.




    RISTRUTTURARE IL BAGNO ABITANDOCI: COME FARE A MANTENERE TUTTO SOTTO CONTROLLO?
    Durante la ristrutturazione del bagno devi tenere in conto che per quasi tutto il periodo la stanza non sarà agibile, o almeno lo sarà nel momento in cui verranno rimossi i sanitari e il pavimento. Per quei giorni potresti ad esempio chiedere ai vicini di casa di poter utilizzare il loro bagno per qualche giorno.
    Considera che il fatto di non potersi allontanare dalla propria abitazione potrebbe essere addirittura essere un vantaggio: in questo modo si può infatti supervisionare meglio i lavori e essere a disposizione dell’impresa in ogni momento.
    Ovviamente il rumore e la polvere sono una realtà con cui ti toccherà convivere per parecchi giorni. Il consiglio è di mantenere la calma e di pensare al risultato finale, che ripagherà di tutti i disagi.

    LE TEMPISTICHE E LE FASI DEI LAVORI

    Dovendo ristrutturare il bagno abitandoci, probabilmente si sarà tentati di accorciare il più possibile i tempi. Tuttavia, vi sono alcune fasi che non possono essere saltate, perché il rischio è di ritrovarsi con un lavoro svolto male e che a lungo andare necessita di continui ritocchi.


    La buona notizia è che però le fasi di una ristrutturazione completa del bagno sono piuttosto standard, quindi è possibile prevedere in anticipo quanto tempo ci vorrà, e stabilire una tabella di marcia che possa che possa conciliare le tue esigenze con quelle dell’impresa.


    Un consiglio è di parlare tranquillamente con chi verrà ad effettuare i lavori, in modo da trovare un accordo che possa andare bene a entrambi. In linea di massima, il disagio maggiore si avrà nella prima settimana, quando si provvederà a:



    Demolire pavimenti, piastrelle e eliminare i vecchi sanitari
    Rimuovere le macerie
    Intervenire sugli impianti
    Terminata la fase di demolizione, avere gli operai in casa non sarà certamente più piacevole da sopportare, ma almeno avrai superato la fase più critica. Inoltre, con la posa dei nuovi pavimenti, e il rifacimento degli impianti, comincerai a vedere il nuovo bagno che prende forma e quindi i lavori saranno più sopportabili.
    Ti forniamo infine due ulteriori consigli per ristrutturare il bagno abitandoci:


    Concordare con l’impresa di effettuare alcune lavorazioni in parallelo; in questo modo verranno ottimizzati i tempi e si farà prima
    Acquistare in anticipo materiali da costruzione, pezzi da sostituire negli impianti, rubinetterie, ecc… Avere tutto già a disposizione accorcerà le tempistiche e ti permetterà di non dover aspettare troppo per avere il bagno che desideri
    4 min
  • Ristrutturare e rendere funzionale un bagno di 4 mq
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    Ristrutturare un bagno di 4mq in un certo senso è una sfida perché è necessario coniugare massima funzionalità e estetica in dimensioni ridotte. Ad ogni modo, un bagno di queste dimensioni non è necessariamente così piccolo e si possono creare anche delle soluzioni interessanti in termini di design.
    Inoltre, nel ristrutturare un bagno di 4mq potrai adottare diversi accorgimenti a seconda che si tratti del bagno padronale o di quello di servizio. Naturalmente, sarà necessario prestare un po’ di attenzione al budget, perché spesso un bagno di queste dimensioni richiede interventi su misura, che potrebbero costare un po’ di più.
    Vediamo insieme come ristrutturare un bagno di 4mq e un po’ di idee per renderlo accogliente.


    PIANTA E ORGANIZZAZIONE DELLO SPAZIO


    Se il bagno della tua casa in vendita ha queste dimensioni, devi innanzitutto tenere conto della pianta. Un bagno quadrato ad esempio, può essere organizzato in modo diverso rispetto a uno rettangolare. Per fortuna generalmente un bagno di 4mq ha una pianta regolare, e non presenta particolari problemi nella distribuzione di sanitari e complementi d’arredo nello spazio.
    Un suggerimento utile però è quello di sostituire, se necessario, la porta d’ingresso a battente con una scorrevole. Questa è certamente più costosa, poiché richiede un intervento anche nel muro, ma si rivelerà utilissima per salvare spazio e muoversi liberamente all’interno dell’ambiente.
    Per quanto riguarda i sanitari, il consiglio è innanzitutto di scegliere quelli sospesi, che sono più compatti e danno meno ingombro. Può essere utile inoltre posizionare i sanitari nel modo più tradizionale lungo una parete, lasciando libera quella opposta.
    Se il bagno è di servizio, volendo si può anche rinunciare al bidet, installando un wc 2in1 provvisto di doccino. In questo modo si risparmierà dello spazio utile per inserire anche una lavatrice.

    RISTRUTTURARE UN BAGNO DI 4MQ: DOCCIA E VASCA


    Per quanto riguarda la scelta tra vasca e doccia, la prima è sicuramente più comoda.
    Calcolando bene lo spazio, è possibile installarne una con un piatto abbastanza grande e comodo. L’ideale sarebbe scegliere un piatto a filo pavimento, che è meno spesso e riduce l’ingombro. Per lo stesso motivo può essere utile optare per un soffione al soffitto e una porta scorrevole.
    Se invece preferisci la vasca, è preferibile inserirla solo se il bagno della tua casa in vendita ha pianta quadrata. In questo caso hai due opzioni:

    Inserirla nella parete opposta a quella della porta di ingresso
    Inserirla ad angolo


    ACCESSORI E ALTRI COMPLEMENTI D’ARREDO

    Nel ristrutturare un bagno di 4mq, puoi anche sbizzarrirti a trovare soluzioni salva spazio che però siano anche creative e esteticamente belle da vedere. Sempre parlando di doccia, potresti creare una nicchia portaoggetti nella parete del box, magari rivestendola in muratura.
    Un’altra idea utilissima è di sostituire il vecchio termosifone con un moderno termoarredo verticale, in modo da liberare la parte bassa della parete e avere più spazio. Lo spazio delle pareti può inoltre essere sfruttato per inserire mensole, specchi e vani contenitori per non lasciare nulla in disordine e avere un bagno perfettamente organizzato.
    4 min
  • Rent to buy inadempienze
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    Nel Rent to Buy è importante valutare eventuali inadempienze del conduttore o/e del concedente.
    Come in qualsiasi contratto di compravendita si possono verificare delle problematiche ed in questo
    articolo analizzeremo quelle legate al Rent to Buy.
    Se hai poche nozioni su questa tipologia di contratto ti invito a leggere gli articoli che abbiamo
    prodotto in precedenza di modo che tu possa avere un quadro chiaro e completo.


    Ecco i link:
    GLI OBBLIGHI NEL RENT TO BUY
    TRASCRIZIONE NEL RENT TO BUY
    RENT TO BUY: CARATTERISITICHE E COSTI



    Per comodità narrativa valuteremo separatamente le inadempienze del conduttore e del
    concedente.


    INADEMPIMENTO DEL CONDUTTORE
    Il conduttore potrà considerarsi inadempiente se non paga i canoni dovuti oppure si sottrae ad altri obblighi come quello di curare la manutenzione ordinaria dell'immobile.
    Il concedente ha a disposizione diverse armi per tutelare i propri interessi, vediamoli.



    PROMUOVERE UNA ESECUZIONE FORZATA
    Ammettiamo che il conduttore non paghi i canoni dovuti, in questo caso il concedente avrà la possibilità di aggredire i beni del conduttore per vedersi risarcito.
    Questo tipo di procedura può essere avviata velocemente perché il preliminare è considerato un titolo idoneo al pignoramento essendo un atto pubblico.
    Occorre ricordare che esiste un parametro importante per agire contro il conduttore nel momento in cui quest’ultimo si astiene dal pagare il canone.
    Questo parametro è dato dal numero di canoni non pagati: non può essere inferiore a venti anche se non consecutivi.
    In linea di massima possiamo dire che i contratti di Rent to Buy si possono risolvere solo in presenza inadempimenti importanti.

    LAVORI STRAORDINARI NEL RENT TO BUY


    I lavori straordinari sono a carico del concedente.
    Quest’ultimo è obbligato a sostenere tutte queste spese che, ricordiamoci, possono essere di importi rilevanti soprattutto se l'immobile si trova in un condominio.
    Come lavori straordinari possiamo considerare il rifacimento delle facciate, rifacimento del tetto, interventi che riguardano la stabilità di l'immobile, sostituzione impianto elettrico, idraulico eccetera

    L’unico obbligo del conduttore in questo caso è quello di corrispondere al concedente gli interessi maturati sulle somme impiegate dal concedente per questi oneri.
    Cosa accade se il concedente si rifiuta di sostenere gli oneri per i lavori straordinari?
    Il conduttore ha la facoltà e non l'obbligo di occuparsene e potrà ottenere un rimborso alla fine del rapporto contrattuale.



    ADEMPIMENTO IN FORMA SPECIFICA


    Nel caso in cui il conduttore si sottrae, ad esempio, ad eseguire la manutenzione ordinaria dell'immobile, il concedente può obbligarlo:

    Possiamo fare riferimento in questo caso all'articolo 2931 del codice civile che recita:


    “Se non è adempiuto un obbligo di fare, l'avente diritto può ottenere che esso sia eseguito a spese dell'obbligato nelle forme stabilite dal codice di procedura civile”

    CHIEDERE LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
    In tutti quei casi in cui il conduttore si manifesta inadempiente per casi gravi il concedente potrà chiedere la risoluzione del contratto.

    IN TUTTI I CASI SOPRA MENZIONATI È IMPORTANTE CONSIDERARE CHE IL CONCEDENTE AVRÀ DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO


    Quali sono le conseguenze di una risoluzione del contratto a causa del conduttore inadempiente?


    Ecco i due vantaggi che il concedente potrà avere:

    Restituzione dell'immobile
    Trattenimento dei canoni pagati
    La restituzione dell'immobile è un risultato importante anche se, bisogna dirlo, il conduttore potrebbe fare resistenza nel liberarlo; in questo caso il concedente dovrà attivarsi giudizialmente per lo sfratto.

    Il secondo vantaggio riguarda il diritto del concedente a trattenere tutti i canoni sino ad allora pagati dal conduttore.
    Non viene fatta alcuna differenza fra canone di godimento e anticipo sul prezzo, entrambi verranno considerati come indennizzo.
    A livello contrattuale è possibile regolare questi aspetti aumentando o diminuendo l’indennizzo.

    INADEMPIMENTO DEL CONCEDENTE
    In un contratto di Rent to Buy il concedente ha due obblighi fondamentali.
    Il primo è quello di consegnare l'immobile al conduttore garantendogli la possibilità di godere del suo utilizzo; il secondo è quello relativo alla vendita qualora il conduttore voglia procedere all'acquisto.
    Se il concedente si sottrae a questi obblighi il conduttore potrà chiedere l’adempimento in forma specifica.
    Sono regolati rispettivamente dagli articoli 2931 e 2932 del codice civile.
    Nel caso si voglia agire per far rispettare l'accordo di vendita è importante che la domanda di adempimento in forma specifica che venga trascritta prima della scadenza del contratto o almeno entro 10 anni dalla firma del preliminare.
    Un'altra opportunità per il conduttore è quella di richiedere la risoluzione del contratto. Ricordiamo che si può arrivare ad una soluzione di questo tipo solamente nel caso si verifichino dei fatti “gravi” che possano giustificarlo in sede giudiziale.
    Se il contratto viene risolto a causa del concedente quest'ultimo potrà trattenere solamente le somme ottenute per il godimento dell’immobile e dovrà restituire gli importi relativi all’acconto sul prezzo.
    6 min
  • Dichiarazione di successione
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    Se stai ereditando uno più immobili, e successivamente ha intenzione di venderli, è bene conoscere nel dettaglio tutti i passaggi necessari.

    Devi sapere che una buona fetta degli immobili in vendita proviene da eredità per cui abbiamo pensato di creare diversi articoli che parlano di questo argomento.
    Oggi è la volta della dichiarazione di successione mentre, nei prossimi articoli, parleremo delle tasse, dell’accettazione dell’eredità, del calcolo delle quote ed infine della gestione dell’immobile quando vi sono più eredi.



    La dichiarazione di successione è prettamente una dichiarazione fiscale con la quale si comunica all'Agenzia delle Entrate il passaggio giuridico dei beni dal defunto agli eredi.
    Si può verificare una successione legittima o testamentaria ma parleremo di questo in un successivo
    articolo.
    Devi sapere che rientrano nel diritto alla successione i parenti fino al sesto grado.


    Rispondiamo alla prima domanda: chi è tenuto a presentare la dichiarazione di successione?
    Naturalmente prendiamo in considerazione i chiamati all'eredità ed i loro rappresentanti, segnaliamo inoltre gli amministratori dell'eredità, i curatori dell’eredità giacente e gli esecutori testamentari.


    La dichiarazione di successione quando deve essere inoltrata?
    Deve essere inoltrata entro 12 mesi dall' apertura della successione; in genere quest’ultima data coincide con la morte del de cuius (defunto).
    Il ritardo non pregiudica la validità ma ci si espone a delle sanzioni pecuniarie variabili in base al ritardo.
    Un elemento importante da sapere, che forse potrebbe apparire scontato, è che non possiamo vendere l'immobile ereditato se prima non ci adoperiamo a redigere la dichiarazione di successione.


    Dove si presenta la dichiarazione di successione?
    La dichiarazione successione va presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate, la circoscrizione da prendere come riferimento è quella corrispondente all ultima residenza del defunto.
    Nel caso in cui il de cuius abitasse all'estero bisognerà prendere in considerazione l'ultimo suo indirizzo italiano; in tutti gli altri casi bisognerà inoltrare alla sede centrale dell’Agenzia delle entrate.


    Per tutte le incombenze relative alla dichiarazione di successione ti consiglio di rivolgerti ad un professionista o ad un centro di assistenza fiscale.


    L’articolo di oggi è stato molto asciutto ma spero che contengano le informazioni necessarie per fare chiarezza.
    Come anticipato ti consiglio di seguire il nostro sito perché a breve caricheremo altri articoli che parleranno della vendita degli immobili ereditati.


    A presto.
    3 min
  • Compravendita con riserva di proprietà
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    La compravendita con riserva di proprietà è una modalità poco utilizzata ma che, in certi frangenti, può tornare utile per far sì che un immobile possa essere compravenduto.
    Pensiamo solamente al caso di un potenziale acquirente che non ha la possibilità di accedere ad un mutuo ma ha la disponibilità economica per pagare la casa a rate; oppure di un investitore immobiliare che vuole dilazionare il pagamento per non esporsi immediatamente con cifre importanti.
    Insomma, i casi possono essere molteplici.

    Vediamo ora come funziona la compravendita con riserva di proprietà e quali sono i vantaggi e gli svantaggi per il venditore e l’acquirente.

    COSA SIGNIFICA "VENDITA CON LA RISERVA DI PROPRIETÀ"?
    Si verifica la compravendita con riserva di proprietà quando un bene, nel nostro caso un immobile, viene pagato a rate.
    È un atto notarile di compravendita con il quale si stabilisce il metodo di pagamento e, soprattutto, viene sancito il fatto che l’acquirente diverrà proprietario effettivo del bene al pagamento dell'ultima rata.

    Immaginiamo che Tizio (venditore) voglia vendere a Caio (acquirente) l'immobile di sua proprietà con la riserva dii proprietà.
    I due si accordano sul prezzo, ad esempio 100.000 €, e sul fatto che le rate saranno pari a 10.000 € da versarsi in 10 mesi.
    All'atto di vendita Caio dovrà pagare le imposte (registro, catastale e naturalmente gli oneri notarili) come se fosse una normale compravendita, entrerà in possesso del bene ma ne diverrà proprietario effettivo quando avrà versato interamente la cifra pattuita; in questo caso le 100.000 €.
    Citiamo a proposito l'articolo 1523 del codice civile:



    "Nella vendita a rate con riserva della proprietà, il compratore acquista la proprietà della cosa col pagamento dell'ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna."

    La compravendita con riserva di proprietà si basa su questo principio; ma quali sono i vantaggi e svantaggi di questa modalità di vendita?
    Analizziamoli di modo che si possa dare completezza alla trattazione di questo argomento.

    ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA COMPRAVENDITA CON RISERVA DI PROPRIETÀ
    1

    PROPRIETÀ
    Il venditore non perde la proprietà fino al pagamento dell'ultima rata.
    Questo è un passaggio fondamentale di cui abbiamo già parlato e permette al venditore di riprendere possesso del bene nel caso di inadempienza da parte dell'acquirente.

    2

    INADEMPIENZA
    Nel caso di inadempienza da parte dell’acquirente il venditore ha diritto ad un compenso per l'utilizzo del bene e ad un risarcimento del danno.
    È possibile, in fase contrattuale, stabilire il valore di indennizzo; questo potrà essere anche pari all'ammontare delle rate versate ma l’acquirente potrebbe opporsi ed aprire un contenzioso.
    In questo caso sarà un giudice che stabilirà l’equo risarcimento.
    Un elemento non trascurabile è che il venditore, se non vi sono patti differenti, dovrà restituire all'acquirente le rate già incassate.
    A tal proposito vediamo l'articolo 1526 del codice civile:

    Se la risoluzione del contratto ha luogo per l'inadempimento del compratore, il venditore deve restituire le rate riscosse, salvo il diritto a un equo compenso per l'uso della cosa, oltre al risarcimento del danno.
    Qualora si sia convenuto che le rate pagate restino acquisite al venditore a titolo d'indennità, il giudice, secondo le circostanze, può ridurre l'indennità convenuta.

    Ma quando si verifica inadempienza?
    L’articolo 1525 del codice civile esclude la risoluzione del contratto se non viene pagata una rata che non superi l'ottavo del prezzo ed esclude la decadenza del beneficio del termine delle successive rate.

    3

    DEPERIMENTO DEL BENE
    Il rischio di deperimento del bene è a carico dell'acquirente.

    4

    MANUTENZIONE
    Le spese di manutenzione ricadono, anche in questo caso, sull'acquirente.

    5

    PROTEZIONE DEL BENE
    L’acquirente, con la riserva di proprietà, è tutelato da eventuali problematiche debitorie del venditore infatti questo contratto è opponibile a terzi.
    Cerchiamo di spiegare in maniera semplice questo passaggio.
    Se il venditore fallisce, oppure ha delle esposizioni debitorie e i suoi creditori promuovono un pignoramento, l’acquirente non avrà di che preoccuparsi perché al momento del pagamento dell'ultima rata diverrà proprietario effettivo.
    Ricordiamoci che l'atto con riserva di proprietà viene trascritto come qualsiasi altro atto di compravendita e questo permetterà a chi acquista di avere un diritto chiaro ed inattaccabile.

    6

    POSSESSO
    L’acquirente avrà il possesso immediato dell'immobile e potrà goderne dei frutti.

    7

    TASSE E CONDOMINIO
    Le imposte sono a carico del venditore e quindi si dovrà accollare l'IMU e la TASI.
    Gli oneri condominiali invece saranno una incombenza dell'acquirente.

    8

    LIBERAZIONE DELL'IMMOBILE
    Nel caso di inadempienza dell'acquirente, e della mancata restituzione del possesso della casa, potrebbero nascere delle liti ed il tutto dovrà risolversi con l'aiuto dell'autorità giudiziaria.
    Questo evento è simile allo sfratto di un inquilino.

    9

    PLUSVALENZA
    Una sentenza della Commissione Tributaria del Lazio, la numero 171 del 2019, ha sancito che non è dovuta alcuna plusvalenza se dal momento dell'acquisto a quello dell'incasso dell'ultima rata sono passati cinque anni.
    Precedentemente l'Agenzia delle Entrate calcolava queste tempistiche considerando il giorno dell'atto di acquisto e quello di rivendita escludendo dal calcolo il reale passaggio del bene che si manifesta con i pagamento dell'ultima rata.


    Parliamo di cinque anni perché questo è lo spartiacque principale per evitare il pagamento della plusvalenza.

    Forse questo è un argomento un po' complesso perciò ti invito a leggere questo articolo dove si parla della vendita prima dei 5 anni:
    vendita prima dei 5 anni


    Se invece hai chiaro il concetto facciamo un esempio numerico per capire meglio il tutto.
    Acquisto un immobile a 100.000 € nel 2018 e vendo con riserva di proprietà nel 2020 a 120.000 € ; questo contratto ha durata di sei anni, per cui cederò la proprietà (incasserò l'ultima rata) nel 2026.
    Per calcolare i tempi di vendita prenderemo come riferimento, come affermato dalla Commissione Tributaria, il 2018 ed il 2026 (otto anni).
    In questo caso non dovrò pagare la plusvalenza.
    7 min
  • Accettazione dell'eredità
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    L’accettazione dell’eredità è una incombenza che interessa da vicino la quasi totalità delle persone ed è un bene conoscerne le dinamiche per non fare errori che potrebbero costare cari; ci riferiamo in questo caso alla possibilità di ereditare, oltre che il patrimonio, anche i debiti. Vedremo questo aspetto più avanti.


    Partiamo con un primo concetto: l'eredità deve essere sempre accettata.


    Anche se si è parenti di primo grado non vi è alcun obbligo di accettare per cui la volontà di ereditare va sempre ratificata: non possiamo diventare eredi senza la nostra volontà.
    Diamo una semplice definizione di accettazione dell'eredità: è un negozio giuridico mediante il quale, la persona chiamata all’eredità, acquisisce il diritto ad ereditare.
    Parleremo in questo articolo di:

    Accettazione dell'eredità espressa
    Accettazione tacita
    Accettazione con beneficio d'inventario e accettazione pura e semplice
    Termine di accettazione dell'eredità
    Trascrizione dell’accettazione dell’eredità


    ACCETTAZIONE DELL'EREDITÀ ESPRESSA
    Con l'accettazione espressa, tramite un atto pubblico o una scrittura privata, la persona che intende beneficiare dell’eredità ratificherà il tutto documentandolo con i metodi citati.


    Un elemento importante che riguarda l’accettazione dell’eredità in generale è che non è possibile porre condizioni temporali, pena nullità; in questa maniera si garantisce la certezza della continuità nella titolarità del patrimonio.

    ACCETTAZIONE TACITA
    Il soggetto chiamato all’eredità accetta quest’ultima compiendo delle azioni che fanno presupporre la volontà di accettare.
    Possiamo ad esempio considerare la vendita di un bene o il suo utilizzo....

    ACCETTAZIONE CON BENEFICIO D'INVENTARIO E ACCETTAZIONE PURA E SEMPLICE

    Parliamo di accettazione con beneficio d'inventario quando l'erede decide di non mischiare il proprio patrimonio con quello ereditato; in questo caso un eventuale debito del defunto potrà essere saldato solo con il patrimonio ereditato ed il chiamato non rischierà con il proprio.


    Caso contrario si verifica quando non viene sfruttato questo principio ed i due patrimoni si mischiano esponendo totalmente il chiamato.
    Chiamiamo quest’ultimo tipo di accettazione pura e semplice.


    Tornando al discorso dell'accettazione con beneficio di inventario possiamo dire che è obbligatorio nel caso i chiamati siano: minorenni, incapaci e persone giuridiche.


    Per il beneficio di inventario è necessario fare una dichiarazione in tribunale oppure redigere un atto davanti ad un notaio.


    In mancanza di questa dichiarazione l'eredità è da considerarsi pura e semplice.





    TERMINE ACCETTAZIONE EREDITÀ
    Il termine prescrittivo è di 10 anni da calcolarsi dalla morte del de cuius.
    É possibile ridurre drasticamente queste tempistiche nel momento in cui altri soggetti abbiano interessi economici.
    In questo caso si farà ricorso al tribunale di modo che venga fissato un termine più breve. Trascorso questo nuovo termine il diritto di accettazione si estingue.
    Segnaliamo però un particolare che riguarda l’accettazione con beneficio di inventario: se il chiamato ha il possesso dei beni ereditati ha tempo tre mesi, da calcolarsi dalla morte del de cuius, per redigere l'inventario ed altri 40 giorni per l’accettazione.

    TRASCRIZIONE DELL’ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ

    E questo è un argomento molto interessante che ci tocca da vicino perché parliamo della vendita degli immobili.
    Quando il chiamato accetta in maniera tacita l’eredità deve trascrivere il passaggio dei beni.
    Nel caso in cui si intenda vendere l'immobile acquisito tramite eredità tacita il notaio dovrà trascrivere questo atto; nell’accettazione espressa questo non è necessario.
    Per capire l'utilità della trascrizione facciamo un esempio pratico.
    Ammettiamo che Fabio erediti un immobile e che accetti il tutto in maniera tacita ma non proceda con la trascrizione; decide di vendere a Piero e dopo un certo periodo di tempo si scopre che Fabio è un erede apparente perché compare Giulio che è invece l'unico titolato.
    Quest'ultimo potrebbe aprire un contenzioso costringendo Piero a restituire il bene.
    Questo rischio scompare in presenza dell'opportuna trascrizione.
    Si consiglia di procedere alla trascrizione prima dei vent'anni dalla morte del defunto; questo non per un discorso di natura prescrittiva ma perché potrebbe essere fatto valere l'usucapione sul bene in questione.
    I costi di una trascrizione sono circa 300 € più gli oneri notarili.



    Questa è stata una rapida panoramica sul discorso accettazione dell'eredità; l'argomento si presta sicuramente a vari approfondimenti e cercheremo, se necessario, affrontarlo in maniera più specifica.
    6 min
  • Ristrutturare il bagno-a chi rivolgersi
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    Se stai pensando di rifare il bagno della tua casa in vendita, certamente vorrai essere certo di affidare i lavori a qualcuno di competente e affidabile. Scegliere a chi rivolgersi per ristrutturare il bagno non è semplice, vista la varietà di offerte presenti sul mercato.


    Sicuramente vorrai ottenere un lavoro realizzato con cura ma con un buon rapporto qualità prezzo. I fattori da considerare sono molti, tuttavia basta seguire poche semplici linee guida in modo da scegliere l’impresa giusta.


    Ecco qualche suggerimento per aiutarti nella scelta.


    I PRIMI FATTORI DA CONSIDERARE
    Il primo consiglio è innanzitutto di stabilire il tipo di lavori da svolgere e il budget entro cui stare. A questo punto potrai cominciare a informarti sulle imprese edili della tua zona e richiedere un po’ di preventivi. Questo è un aspetto molto importante, in quanto ti permette di cominciare a farti un’idea sui prezzi di mercato e sulle differenti opzioni.


    Naturalmente è fondamentale puntare sulla qualità del lavoro: nella ristrutturazione del bagno, come per qualsiasi lavoro edilizio, è necessario affidarsi a dei professionisti seri e con esperienza. Diffida quindi delle imprese che ti propongono un preventivo troppo basso: risparmiare ti potrà sembrare allettante, ma il rischio è che il risultato finale non sia all’altezza delle aspettative e che i materiali utilizzati per il lavoro siano di scarsa qualità.


    Non da ultimo, è necessario che l’impresa da te scelta sia in regola e che magari si occupi anche degli aspetti burocratici legati alla ristrutturazione del bagno. Ad esempio, potrebbe provvedere a chiedere i permessi per svolgere i lavori agli uffici competenti del tuo comune, laddove sia necessario.

    RISTRUTTURARE UN BAGNO: A CHI RIVOLGERSI E COSA FA UNA DITTA AFFIDABILE

    Vediamo ora qualche esempio su come distinguere una ditta affidabile e quali sono i servizi che fanno la differenza nella ristrutturazione del bagno.


    Sopralluogo


    Per cominciare, i professionisti effettueranno un sopralluogo del tuo bagno, in modo da cominciare a verificare:

    Le condizioni degli impianti
    La posizione del tuo appartamento (piano terra, primo piano, ecc…), per capire da dove far passare i materiali e se ci possono essere eventualmente degli ostacoli
    Capire le tue esigenze
    Dopodiché si passerà a redigere un progetto in base alle tue esigenze, che dovrà riguardare proprio tutti i dettagli della ristrutturazione, come il dove posizionare gli attacchi, la scelta dei materiali, ecc…


    AMIANTO


    Se il tuo bagno un po’ vecchio, è inoltre necessario verificare se vi è dell’amianto.. Questo materiale negli anni ’70 veniva utilizzato molto in edilizia, ma oggi ne è stata accertata la pericolosità per la salute, e pertanto va rimosso..

    PORTFOLIO


    Spesso il passaparola può essere utile nello scegliere a chi rivolgersi per ristrutturare il bagno. Tuttavia, se non conosci nessuno che ti possa consigliare un’impresa, una buona idea e di chiedere alle ditte un portfolio, così da farti subito un’idea dei lavori svolti e dello stile di realizzazione

    PAGAMENTO E TEMPISTICHE


    Non da ultimo, è bene discutere subito coi professionisti delle modalità di pagamento e del tempo di realizzazione dei lavori. Una ditta seria e affidabile infatti dovrebbe offrire la massima trasparenza e svolgere la ristrutturazione nelle tempistiche concordate, in modo da evitare disagi
    4 min
  • Ristrutturare il bagno-costi
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    Se hai deciso di ristrutturare il bagno della tua casa in vendita, certamente ti starai chiedendo quanto andrai a spendere. I costi per ristrutturare un bagno dipendono infatti da molti fattori, e spesso può capitare di sentirsi chiedere cifre molto diverse tra loro.
    In linea di massima il primo consiglio che può essere utile seguire, è di fissare un budget a seconda di quanto si intende spendere, in modo da non avere poi brutte sorprese.
    In base a questo, poi si può iniziare a chiedere più preventivi, e a valutare le diverse soluzioni.



    Naturalmente poi tutto dipende da quanti e quali lavori si è previsto di fare. Generalmente, per la ristrutturazione completa del bagno si intende:



    Rimozione pavimenti e piastrelle
    Messa a punto dell’impianto idraulico e elettrico
    Installazione nuovi sanitari
    Pavimentazione e piastrellatura
    Eventualmente, pittura delle pareti


    Vediamo in generale quanto possono costare questi lavori.

    RISTRUTTURARE UN BAGNO: COSTI NEL DETTAGLIO


    Il primo aspetto da considerare è certamente la grandezza dell’ambiente; è infatti intuitivo che più sarà grande il bagno, più la ristrutturazione richiederà tempo e impiego di materiali. Va da sé che il costo per ogni fase sia da valutare in quest’ottica.

    In generale, questi sono i prezzi fase per fase che si aggirano al giorno d’oggi per la ristrutturazione di un bagno:



    Rimuovere le vecchie piastrelle: 10-20 euro al m²
    Posa nuove piastrelle: 20-25 euro al m²
    Pavimentazione: 15-45 euro al m²
    Doccia o vasca: da 200 fino a 500-600 euro
    Pittura pareti: 5-20 euro al m²


    Facendo un rapido calcolo, ne risulta che i costi per ristrutturare un bagno piccolo si aggirano intorno ai 2500-3000 euro, e possono salire fino a 5000-7000 euro. Non è tutto però.

    COSTI RISTRUTTURAZIONE BAGNO: ASPETTI DA CONSIDERARE


    Come si è già detto, le cifre per ristrutturare un bagno dipendono molto anche da altri fattori, che dovrai valutare nel momento in cui andrai a scegliere la ditta e i materiali per effettuare i lavori. Vediamo gli aspetti principali da prendere in considerazione.


    TIPO DI INTERVENTO
    Un semplice bagno di servizio con lavabo, wc e bidet naturalmente richiederà meno intervento dal punto di vista dell’impianto idraulico rispetto a uno più grande dotato di vasca, doccia e magari anche lavatrice.

    SCELTA DELL'IMPRESA
    A seconda di chi sceglierai per effettuare i lavori, i costi potranno più o meno salire. La raccomandazione è di privilegiare la qualità della manodopera e il fatto di svolgere i lavori secondo le norme. Degli artigiani irregolari magari ti possono fare risparmiare, ma non ti possono garantire lo stesso risultato di un lavoro tutelato da un contratto (e inoltre rischieresti di prendere una multa).

    MATERIALI E ARREDI
    I costi per ristrutturare un bagno dipendono infine anche dallo stile che gli vuoi dare. Sembra scontato dirlo, ma un mobile preso al negozio del fai da te e delle piastrelle in semplice ceramica costano molto meno rispetto a un mobile firmato da un brand famoso e dei pavimenti in marmo.
    5 min

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