J-TACTICS's show

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J-TACTICS's show episodes

  • J-TACTICS - Nel nome del padre (S03 E22)
    Il titolo del la ventiduesima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da:​​ "Nel nome del padre”, (In the Name of the Father) che è un film del 1993 diretto da Jim Sheridan.
    Tratto dal romanzo autobiografico: “Proved Innocent”, di Gerry Conlon, uno dei Guildford Four (tre ragazzi nordirlandesi e una ragazza inglese accusati di aver provocato un’esplosione in un pub di Guildford).
    Interpretato da Daniel Day-Lewis.
    Nel 1974, in un pub di Guildford ci fu un attentato terroristico, attribuito all’IRA.
    Con il sostegno di prove debolissime, quando non addirittura inventate, dell’atto criminoso vengono incolpati Gerry Conlon e tre suoi amici, (i Guildford Four); oltre al padre di Gerry, Giuseppe Conlon, e a un’intera famiglia di parenti di residenti a Londra, i Maguire.
    Nonostante le evidenti prove contrarie (e la successiva testimonianza di un senzatetto con cui Gerry e Paul stavano parlando nel momento dell’esplosione) padre, figlio e gli amici di quest’ultimo vengono condannati all’ergastolo.
    La drammatica esperienza carceraria servirà a padre e figlio per riavvicinarsi: da un lato Gerry, adolescente ribelle e dall’altro lato Giuseppe, tutto casa e chiesa.
    Col tempo, Gerry prometterà al genitore, se mai uscirà di galera, che si prenderà cura della famiglia e riabiliterà il suo nome.
    Una combattiva avvocatessa Gareth Peirce, assume la difesa dei reclusi.
    Nel frattempo però, Giuseppe, già malato da tempo, ha una crisi respiratoria durante il sonno e muore.
    A questo punto Gerry, rimasto solo ma con un crescente sostegno nell’opinione pubblica, acquista coscienza e fiducia di sé (come il padre aveva sempre sperato) e aiuta l’avvocatessa nelle indagini. Quest’ultima, trova nell’archivio della polizia, tra le carte dell’accusa un foglio, volutamente mai mostrato alla difesa, contenente le dichiarazioni del senzatetto che scagionano completamente i Conlon.
    Al nuovo processo, di fronte alla nuova prova, il giudice deve annullare le condanne, liberando i quattro.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare le prove del giovane Federico Chiesa, mattatore indiscusso nel match contro la Lazio in campionato e soprattutto tra i pochi a non naufragare soprattutto mentalmente nella sciagurata partita valevole per il ritorno degli ottavi di Champions League contro il Porto.
    Giovane sicuramente data la sua età anagrafica, ma dannatamente tosto, feroce e affamato di successi e vittorie.
    “Nel nome del padre”, proprio come il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS.
    Proprio come Enrico, suo padre.
    Giocatore atipico, a volte criticato ma proprio come suo figlio determinato e oseremo dire anche cinico.
    Anni fa si vociferava non a caso che fosse stato lui oltre a mister Ancelotti a far desistere la dirigenza del Parma dall’idea di portare Roberto Baggio in gialloblù.
    Enrico probabilmente voleva essere l’unica star e nessuno, tantomeno il divin codino, doveva fargli eventualmente “ombra” con la sua ingombrante presenza.
    Federico è stato come detto mattatore nel match contro i biancocelesti, dimostrando carattere ed attributi.
    E’ stato forse il migliore in campo anche se su tre gol segnati dalla Juventus alla Lazio nessuno porta il suo nome, ma la firma sì, almeno nell’assist della rete del vantaggio imbeccando Morata per il 2-1.
    Volendo essere più precisi Federico Chiesa stava per lasciare il segno già prima della mezz’ora su quel rimpallo che ha fatto andare la sfera sul braccio di Hoedt che Massa non ha giudicato da rigore.
    Poi ha cominciato la ripresa costringendo Reina a un grande intervento e l’ha proseguita qualche minuto dopo facendosi mezzo campo a testa alta in contropiede, rubando il tempo a Escalante appena entrato per trasformare in pochi secondi il salvataggio di Alex Sandro nell’azione che ha girato la serata della Juve, lanciando in profondità Morata per il vantaggio che ha messo in discesa la partita per i bianconeri.
    L’ex viola morde gli avversari e corre per tre.
    Ma non finisce qui perché Chiesa è stato il migliore in campo nella Juventus eliminata dalla Champions League per mano del Porto. Una doppietta che l’ha consacrato al ruolo di leader tecnico della Juve, nella serata in cui a deludere è stato Cristiano Ronaldo.
    Il ragazzo si è rivelato una delle pochissime note liete che la Juventus porta a casa dopo la serata infausta di Champions League contro i lusitani.
    L’ex Fiorentina è stato il volto della speranza per la Juve, provvidenziale con la sua doppietta per tenere vive le possibilità di una qualificazione e di gran lunga il migliore in campo tra i bianconeri.
    La conferma di una crescita che dal rettangolo di gioco si sta trasferendo anche fuori dal campo.
    Chiesa si è presentato davanti alle telecamere per le interviste post-partita e ha analizzato con grande onestà quanto successo, concedendosi anche uno scambio di opinioni con Fabio Capello.
    L’ex allenatore ha criticato la strategia d’attacco dei bianconeri, che hanno insistito sui cross dalle fasce senza però riempire adeguatamente l’area di rigore, consentendo al Porto di difendersi con una certa facilità, disamina che non ha trovato d’accordo Federico, che ha risposto con grande schiettezza alle critiche dell’ex tecnico friulano.
    “Su quest’analisi non sono d’accordo. Ricordo un’occasione di Cristiano, una di Kulu. Sui cross abbiamo creato e abbiamo avuto l’opportunità per portarla a casa. Ovvio che quando non si passa si cerca sempre un’analisi in cui trovare qualcosa da fare diversamente. Nel secondo tempo meritavamo di passare”, le parole del giocatore bianconero.
    In chiusura di intervista, rispondendo ad un’altra domanda, Chiesa è poi tornato sull’argomento con una risposta più distensiva, dimostrando ancora una volta grande maturità e una crescita importante sul piano del carattere, doti che lo consegnano al futuro della Juve come uno dei nuovi leader bianconeri.
    “Ho sentito prima mister Capello che ricordava come avessimo giocato 11 contro 10. Ha fatto bene a sottolinearlo e bisognava passare a tutti i costi”.
    “Nel nome del padre”, o forse no, semplicemente nel nome di Federico.
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Alessandro Irrisolvibile, appassionato dei colori bianconeri.

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    2 hr 3 min
  • J-World S02 E25
    Venticinquesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Le Juventus Women trovano la quattordicesima vittoria di fila in Serie A e rispondono al Milan, che arriverà a Vinovo il prossimo fine settimana per lo scontro diretto. Le bianconere si impongono 3-1 in casa della San Marino Academy: sblocca il match l'autorete di Montalti, poi i gol di Hurtig e Girelli, con in mezzo quello di Landa.
    Il gol delle padrone di casa complica la gestione dei minuti finali, ma la Juve mette in campo maturità e lucidità, trovando all'89' la rete che chiude la partita.
    La Juventus Under23 torna a Torino senza punti dalla trasferta di Lecco.
    Allo Stadio Comunale “Rigamonti-Ceppi” i padroni di casa, guidati in panchina da Mister D’Agostino, si impongono 4-0 sui bianconeri. Una gara che si è messa subito in salita per i ragazzi di Mister Zauli che dopo 7’ si sono trovati sotto di due reti, pur avendo sfiorato il gol del possibile 1-1 con una splendida di Brighenti larga di pochissimo.
    Passeremo poi ad analizzare sempre per ciò che concerne l'under23, Juve-Novara partita vinta dai nostri giocatori al fotofinish per 2-1, con un gol di Aké in pieno recupero.
    Una vittoria piena e meritata quella della Juventus Under19 che nella dodicesima giornata del Campionato Primavera 1 batte la Fiorentina 3-0 con una doppietta di Da Graca e la rete di Ntenda.
    Un successo costruito bene, da parte di tutto il collettivo, nel giorno del rientro dopo l’infortunio di capitan Riccio, tre punti importanti che proiettano i bianconeri nuovamente al secondo posto a quota 22 punti, in attesa del match tra Sampdoria e Roma.
    Anche questa settimana le nostre giovanili hanno affrontato dei test match: SPAL-Juve Under17, 2-3 e SPAL-Juve Under16, 1-0.
    Una domenica da incorniciare per il settore femminile della Juventus, non solo il successo della prima squadra nella Serie A donne contro San Marino, ma anche il successo delle ragazze dell'Under19.
    Un sonoro 8-1 rifilato al Sassuolo con tripletta per Beccari, doppietta per Arcangeli e reti di Pfattner, Talle e Giai, esordio per Nucera, Ferrari, Genitoni, Schatzer, Moretti e Requirez.
    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili:
    Juventus women-Milan,
    Domenica 7 Marzo, ore 12:30,
    Campo “Ale&Ricky”-Vinovo (To).
    Grosseto-Juve Under23,
    Domenica 7 Marzo, ore 15,
    Stadio "Carlo Zecchini".
    SPAL-Juve Under19,
    Sabato 6 Marzo, ore 19,
    Centro sportivo "Fabbri".

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    27 min
  • J-TACTICS - I piccoli maestri (S03 E21)
    Il titolo della ventunesima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da:​​ "I piccoli maestri", che è un film del 1997 diretto da Daniele Luchetti e tratto dall’omonimo romanzo di Luigi Meneghello.
    Nell’autunno del 1943 alcuni amici, studenti universitari vicentini, decidono a loro modo di opporsi all’invasione nazista dell’Italia e partono con la voglia di unirsi ad altri gruppi di partigiani.
    Ben presto però i ragazzi si accorgono di essere tanto bravi sui libri quanto poco bravi a fare la guerra.
    Vagano dapprima tra i villaggi, e in seguito si spostano tra i boschi e le montagne.
    Si accorgeranno presto della difficoltà dell’impresa, infatti ogni decisione da prendere, ogni cosa da fare si trasforma in una discussione e le difficoltà sono tante.
    Nessuno dei ragazzi se la sente o vuole veramente uccidere e si accorgono presto che quella che inizialmente era stata intrapresa come un’avventura idealistica e forse sottovalutata si è trasformata in cruda e pericolosa realtà.
    Al primo rastrellamento serio dei nazisti, il gruppo si divide, con l’inverno si fanno sentire gli stenti.
    Molti dubbi attanagliano il gruppo, si discute di quali azioni sia meglio intraprendere, alcuni di loro decidono di andare a Padova e di continuare la loro lotta in città mentre il resto del gruppo preferisce rimanere in montagna.
    Pochi giorni dopo il Comitato Partigiano decide di tentare la conquista di Padova; accorrono in città tutte le bande partigiane dei dintorni tra cui quella protagonista del film che in parte era restata sulle montagne.
    La battaglia vede i partigiani avere la meglio sui nazisti, cosicché la città verrà liberata.
    Il film si chiude con due dei protagonisti che riflettono amaramente sull’irripetibilità di quella loro stagione così intensa e piena di gioia e sofferenze.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova degli uomini di mister Pirlo sabato nel posticipo serale contro i gialloblù del Verona.
    Un passo falso, il pareggio contro il Verona, che complica di molto la rincorsa della Juventus ai primi due posti della classifica, sia in termini numerici, sia in termini di motivazioni e occasioni perse.
    Il match del Bentegodi, dopo già alcuni passi falsi recenti come la sconfitta in casa del Porto, non fa altro che evidenziare i problemi cronici della Juventus nell’arco di questa stagione: poca continuità, poca cattiveria e poche soluzioni offensive.
    Quello contro i gialloblù è il settimo pareggio in questa stagione di Serie A, ovviamente troppi per una squadra abituata a dettare legge senza appello, in conferenza stampa, Andrea Pirlo ha parlato in questi termini della lotta al titolo:
    “Ai giocatori dico che noi ce la possiamo fare, dobbiamo pensare partita dopo partita. Sappiamo che non possiamo più sbagliare, dobbiamo arrivare al rush finale per giocare gli scontri diretti”.
    Ma i numeri raccontano, dopo 24 giornate di Serie A, della peggiore Juventus dalla stagione 2011/2012, e che Andrea Pirlo non è riuscito a trovare la quadratura del cerchio con i giocatori a sua disposizione.
    Complice anche qualche infortunio di troppo nelle zone importanti del campo, come ad esempio le assenze di Morata e Dybala in attacco, o la mancanza di Arthur a centrocampo, con nessuno in grado di sostituire per qualità tecniche l’ex giocatore del Barcellona.
    La difesa, a cavallo della doppia sfida di Coppa Italia contro l’Inter, sembrava essere nuovamente quella vista con Allegri e Conte, ma gli stop di Bonucci e Chiellini hanno scoperto nuovamente alcuni problemi di tenuta, soprattutto nel comandare le partite dopo essere passata in vantaggio.
    Per non parlare della dipendenza da Cristiano Ronaldo, palese come in nessuno degli altri anni, o segna il portoghese o non lo fa nessuno.
    Ma Andrea Pirlo ha bisogno di trovare al più presto nuove soluzioni, un modo di giocare chiaro e univoco per questa Juventus e soprattutto tutti i giocatori attualmente infortunati, a partire da Paulo Dybala che sta mancando come il pane al fianco di Cristiano Ronaldo.
    Intanto la classifica parla di sette punti di svantaggio sull’Inter.
    La Juventus deve sempre recuperare però la partita con il Napoli, che rappresenta tuttavia un impegno molto complicato, per altro in un calendario totalmente intasato, dove la Vecchia Signora gioca ogni tre giorni, al contrario ad esempio dei nerazzurri.
    Secondo il mister la Juve al Bentegodi era carente di elementi come esperienza e personalità ed è stata propria questa carenza a determinare il risultato negativo.
    “Mancavano giocatori di esperienza, c’erano tanti giovani e quindi pochi che si facevano sentire e capivano il momento della partita. Infatti ho chiesto a Cristiano e ad Alex di farsi sentire, però purtroppo ce n’erano troppo pochi”, le parole di Andrea a fine partita.
    Affermazione che lascia quanto meno perplessi, perché la Juventus sabato sera surclassava il Verona non soltanto in termini di valore della rosa ma soprattutto di esperienza, maturità e abitudine a impegni ad alto livello.
    Volendo essere precisi, sul piano dell’esperienza pura l’unico confronto sbilanciato a favore del Verona è stato quello tra i due allenatori, visto che Juric è al settimo campionato in panchina e Pirlo invece solo al primo.
    Dopo tutto, il maestro ha scelto consapevolmente di non fidarsi dei giovani che ha portato con sé per colmare le assenze che hanno decimato la rosa della prima squadra.
    Da qualche tempo ha accantonato anche Frabotta, che pure sembrava in crescita.
    Stessa sorte per Fagioli, che aveva esordito in serie A qualche giorno prima contro il Crotone, nonostante il mister l’avesse riempito di elogi, ma cui però non si è sentito di dare fiducia. All’elenco potremmo aggiungere Dragusin, probabilmente il più promettente di tutti, già impiegato come terzino destro in Coppa Italia ma trascurato al Bentegodi, dove avrebbe potuto ricoprire lo stesso ruolo.
    Ed infine panchina anche per il francese Aké, 18 apparizioni in Ligue1 con il Marsiglia, non proprio un novellino insomma.
    Per ora, però, Pirlo i giovani preferisce impiegarli in partite di poco conto, lo ha fatto in Coppa Italia contro Genoa e Spal, oppure, come nel caso di Fagioli, in campionato ma solo a risultato già acquisito, mentre all’estero anche per le big è ormai la norma affidarsi a elementi del 2000, se non addirittura più giovani, senza spaventarsi per la loro giovinezza o magari presunta inesperienza.
    Un Pirlo confuso a livello tattico, secondo i suoi detrattori, confusionario e contraddittorio nella gestione della rosa.
    Legittimamente ci chiediamo allora, è la Juve che è carente della necessaria esperienza in certi frangenti così come sostenuto dal suo tecnico o è forse l’ex centrocampista bianconero ad essere carente dell’esperienza necessaria per potersi legittimamente sedere sulla panchina più blasonata d’Italia?
    Pirlo può essere paragonato ai “giovani maestri” protagonisti della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, i quali intraprendono la guerra come un’avventura idealistica forse sottovalutandola, la quale però ben presto si è trasformata in cruda e pericolosa realtà?
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Giovanni Albanese, stimato ed apprezzato giornalista per SportItalia e Juventusnews24.com..

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    1 hr 58 min
  • J-World S02 E24
    Ventiquattresima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Allo Stadio Comunale “Giuseppe Moccagatta” di Alessandria il match tra Juventus Under23 e Lucchese, valevole per la ventiseiesima giornata del Campionato di Serie C si è chiuso con un pareggio per 1-1.
    Al vantaggio ospite, firmato allo scadere della prima frazione da Bianchi, ha risposto Alejandro Marques che di testa al 64’ ha pareggiato i conti, il punteggio, da quel momento in avanti, non è più cambiato nonostante i bianconeri abbiano cercato con più insistenza dei toscani la vittoria.
    La squadra di Mister Lamberto Zauli con il pareggio odierno è salita a quota 40 punti rimanendo stabilmente in zona play-off.
    Pari a reti bianche tra Inter e Juventus Under19 nell'undicesima giornata del campionato Primavera 1.
    La sfida in casa dei nerazzurri è combattuta dal primo all'ultimo minuto, con un finale ricco di emozioni e con i portieri protagonisti, all'84' Rovida para il rigore a Sekulov, all'ultimo minuto di recupero è decisivo Garofani in uscita su Akhalaia.
    Finale è ricco di emozioni, all'83' Turicchia si guadagna il rigore del possibile vantaggio: dal dischetto si presenta Sekulov, ma Rovida neutralizza.
    Entrambe le squadre salgono a quota 19 punti in classifica.
    Infine anche questa settimana le nostre giovanili hanno affrontato dei test match: Samp-Juve Under17, 1-4 e Samp-Juve Under16, 1-0.
    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili:
    San Marino-Juventus women,
    Domenica 28 febbraio, ore 14.30,
    Stadio di "Acquaviva".
    Lecco-Juventus Under23,
    Domenica 28 febbraio, ore 12.30,
    Stadio “Rigamonti-Ceppi" - Lecco.
    Juventus-Fiorentina Under19,
    Venerdì 26 febbraio, ore 17.00,
    Campo "Ale&Ricky" - Vinovo (TO).
    Sassuolo-Juve Under19 femminile,
    Domenica 28 febbraio,
    Stadio Mapei Football Center - Sassuolo.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    22 min
  • J-TACTICS - Il giovane favoloso (S03 E20)
    Il titolo della ventesima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da:​ “Il giovane favoloso”, che è un film del 2014 diretto da Mario Martone incentrato sulla vita del poeta Giacomo Leopardi, scrittore, poeta, filosofo e genio italiano.
    Interpretato da Elio Germano.
    Giacomo è un bambino dotato di una straordinaria intelligenza, che coltiva grazie all’assidua frequentazione della biblioteca della sua casa a Recanati.
    A causa del burrascoso rapporto con suo padre, uomo autoritario e scontroso, Leopardi vorrebbe allontanarsi dalle mura domestiche.
    Il sogno del giovane favoloso è di scoprire e frequentare il mondo dei letterati, che conosce grazie alla fitta corrispondenza epistolare con Pietro Giordani.
    La salute di Giacomo, tuttavia, è precaria, segnata dalle lunghe sedute di intensa consultazione di una moltitudine di voluminosi tomi e dalle insicurezze del suo spirito.
    Compiuti i ventiquattro anni, Leopardi può finalmente partire e si reca a Firenze, dove incontra il nobile napoletano Antonio Ranieri.
    Con il sostegno dell’amico, Giacomo si dedica alla stesura di poesie e prosa, mentre la sua salute peggiora di giorno in giorno.
    A causa della precaria situazione economica, Giacomo e Ranieri si trasferiscono a Roma e poi a Napoli.
    La città, tuttavia, è invasa da una pestilenza di colera e i due amici si rifugiano nella campagna campana, per scampare al contagio.
    Giacomo assiste alla poderosa eruzione del Vesuvio e si abbandona alla sofferenza della sua malattia, “qui sull’arida schiena del formidabile monte”.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova degli uomini di mister Pirlo lunedì nel posticipo serale contro il fanalino di coda Crotone.
    Una prova convincente e sicuramente meno balbettante rispetto alle gravi e per certi versi inspiegabili sconfitte patite nelle due gare precedenti con Napoli e Porto, tra campionato e Champions League.
    Una prova di carattere, se di carattere si può parlare in una sfida non sicuramente ad armi pari con l’ultima in classifica e seria candidata alla retrocessione.
    Tuttavia, per ragioni anche indipendenti dalla volontà dei bianconeri, come il ritardo in classifica dalla capolista, necessità di restare tra le prime 4 ed infortuni vari ed assortiti, era necessario conquistare 3 punti badando al sodo e con pochi fronzoli.
    In questa vittoria, forse scontata della Juve, che pochi spunti interessanti offre, un elemento di sicuro interesse e degno d’essere analizzato in realtà esiste.
    Nicolò Fagioli ha fatto, contro il Crotone, il suo debutto in Serie A con la maglia della Juventus e potrebbe rivelarsi un elemento prezioso per Pirlo.
    Il suo esordio in prima squadra, e tra l’altro da titolare, lo aveva già fatto lo scorso 27 gennaio in occasione di Juventus-SPAL, una sfida valida per i quarti di finale di Coppa Italia, ma lunedì sera Nicolò si è tolto una soddisfazione se possibile ancora più grande: il debutto in Serie A.
    Sempre con la maglia bianconera addosso e a soli 20 anni.
    Entrando in campo al ’70 della gara contro il Crotone al posto di Rodrigo Bentancur, il giovane centrocampista bianconero ha collezionato nella massima serie quello che in molti già pronosticano essere solo il primo di una lunga serie di gettoni.
    Andrea Pirlo lo ha gettato nella mischia a gara già ampiamente archiviata, concedendogli quei minuti che gli sono serviti per prendere, anche in una partita ufficiale, confidenza con quei compagni che conosce oramai da tempo.
    Sì perché Fagioli, dopo aver già orbitato attorno alla prima squadra, ha iniziato di fatto a farne parte da inizio gennaio, quando il tecnico lo ha inserito in pianta stabile nel gruppo.
    Da allora, la presenza in Coppa Italia contro la SPAL appunto, e tanta panchina in Serie A, ma anche in Supercoppa Italiana e Champions League, prima della “prima” in campionato.
    Un inserimento graduale e figlio della grande stima della quale il ragazzo gode nel mondo Juve, tanto che proprio Andrea Pirlo, che nei suoi primi mesi da allenatore ha già abbondantemente dimostrato di non avere particolari timori a puntare sui giovani, già prima della chiusura della sessione invernale di calciomercato aveva parlato di lui come di un “rinforzo” per la mediana.
    Nato come trequartista, ha pian piano arretrato il suo raggio d’azione di qualche metro, fino a diventare un centrocampista completo capace di far valere tutte le sue qualità tecniche, la sua fantasia e la sua visione di gioco, nella zona nevralgica del campo, tanto che sono già in molti a prospettargli un percorso molto simile a quello fatto proprio dall’Andrea Pirlo calciatore.
    Intanto in prima squadra ha la possibilità di imparare da alcuni dei migliori interpreti del ruolo, ma sul fatto che abbia qualità da vendere non ci sono dubbi.
    Nelle scorse settimane anche Claudio Marchisio un altro campione che proprio come lui da giovanissimo si è reinventato centrocampista dopo aver giocato in posizione più avanzata, per poi imporsi come uno dei migliori giocatori della sua generazione, ha ricordato come già Allegri avesse intravisto in Nicolò doti particolari.
    Proprio Allegri, in effetti, è stato il primo a testare Fagioli con i “grandi” e lo ha fatto mandandolo tra l’altro in campo tre anni fa in amichevoli di lusso contro il Bayern, il Real Madrid e gli All-Star della MLS.
    “Abbiamo un ragazzo che si chiama Fagioli, che è un 2001. Vederlo giocare a calcio è un piacere. È un ragazzo che conosce il calcio e i tempi di gioco, sa come e quando smarcarsi, come e quando passare la palla. È bello vederlo giocare. Ragazzi così non vengono fuori tutti gli anni”, disse in tempi non sospetti il tecnico livornese.
    I prossimi mesi diranno quanto spazio Fagioli potrà riservarsi ancora in prima squadra, intanto Pirlo già conta su di lui.
    “E’ entrato bene e con una bella personalità. E’ un giocatore che ha il calcio nella testa ed è importante. Può giocare in più ruoli e secondo me potrà fare anche il regista perché sa posizionarsi bene nella ricezione e guarda sempre avanti. Ha tempi di gioco e lavoreremo per farlo migliorare, ma adesso non diamogli troppe responsabilità perché è ancora molto giovane”.
    La sensazione è quella che con Arthur costretto ai box ancora per qualche settimana da un infortunio, Fagioli possa avere grandi chance di diventare utile nelle rotazioni a centrocampo.
    Le qualità ci sono, la fiducia del suo allenatore anche e un calendario fitto di impegni sono tutti elementi che potrebbero giocare a favore del giovane bianconero per un suo utilizzo in pianta stabile.
    Gli ingredienti sono quelli giusti, adesso la parola passerà come sempre al campo, perché solo le prestazioni sul rettangolo verde potranno dirci senza alcuna ombra di dubbio se in casa Juve abbiamo scoperto un “Giovane favoloso”, come lo fu il protagonista della pellicola cha da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS.
    Sarà nostra gradita ospite l’amica Fabiana Della Valle, stimata ed apprezzata giornalista della Gazzetta dello Sport.

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    1 hr 46 min
  • IL PALLONE RACCONTA E60 - Athletic Bilbao-Juve Finale UEFA 1977
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Nuovo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le più belle ed avvincenti partite giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la finale della 6ª edizione della Coppa UEFA che fu disputata in gara di andata e ritorno tra Juventus e Athletic Bilbao.
    In Europa si cerca intensamente la prima coppa!.
    Infatti questa arriva nella "Cattedrale" di ‘San Mames’ dopo un aspra battaglia persa (ma la regola dei gol in trasferta premia i bianconeri).
    Il 4 maggio 1977 la partita di andata allo stadio Comunale di Torino, terminò 1-0 per i bianconeri.
    Le Coppe Europee hanno assunto a lungo, in casa Juventus, le sembianze di una maledizione.
    Ma il 18 maggio 1977, nel catino infuocato di tifo e passione di matrice basca del San Mames di Bilbao, è giunta l’ora di rompere il sortilegio.
    E’ l’anno magico dei 51 punti record in campionato nel memorabile testa-a-testa con il Torino fresco di scudetto, è l’anno del debutto in panchina di Giovanni Trapattoni, è l’anno in cui la Juventus acquisisce infine blasone e investitura internazionale.
    Buon ascolto!
    40 min
  • J-World S02 E23
    Ventitreesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Una vittoria netta al termine di una gara dominata, le Juventus Women, dopo l'emozionante 5-4 dell'andata, non mettono mai in discussione l'esito della partita e si impongono con un perentorio 5-0 che consente di proseguire il cammino in Coppa Italia. Di Bonansea, Girelli (prima nella storia a toccare quota 50 in bianconero), Sembrant e Staskova, autrice di una doppietta, le reti.
    Ora in semifinale la vincente della sfida tra Florentia e Roma, con le giallorosse impostesi 4-0 in trasferta nella gara d'andata.
    Per ciò che concerne l'Under23 analizziamo 2 match:
    Un successo netto, il secondo consecutivo dopo le sei reti messe a segno contro il Livorno nello scorso match di campionato.
    La Juventus Under23 è uscita dalla trasferta contro l’Albinoleffe con una vittoria importantissima in chiave play-off.
    La gara contro i lombardi è terminata 3-0 grazie alle reti di Correia e Dragusin nel primo tempo e di Ranocchia a inizio ripresa.
    Una vittoria meritata, costruita sapientemente dai ragazzi di Mister Lamberto Zauli sin dalle prime battute del match, interpretando con grande determinazione e forza tutte le fasi di gioco senza mai rischiare concretamente il ritorno in partita dei padroni di casa.
    Da segnalare tra le fila dell’Under23 l’esordio tra i professionisti di Fabio Miretti, giovanissimo classe 2003 in forza nell’Under19 bianconera.
    Scontro d'alta classifica al Moccagatta, con i tre punti che prendono la strada di Vercelli.
    È la Pro, infatti, a conquistare il successo grazie al 2-0 firmato Clemente ed Emmanuello al termine di una gara combattuta dal primo all'ultimo minuto.
    Gli ospiti passano in vantaggio al 3', poi resistono ai tentativi bianconeri, trovando la via del raddoppio al 66'.
    Mentre per quanto riguarda la nostra Under19, una gara dominata dall’inizio alla fine, ma a Vinovo finisce 2-2 tra Juve e Bologna.
    I bianconeri di Mister Bonatti sono stati autori di un match di altissima intensità, creando numerose palle gol e colpendo anche due legni, entrambi con Soule.
    I felsinei, invece, con grande cinismo sono riusciti a trovare due reti nella prima frazione sfruttando al meglio due episodi a loro favore grazie a Rocchi e Pagliuca, emiliani, dunque, che sono andati al riposo avanti sullo 0-2, ma nella ripresa la Juve è rientrata in campo con ancora più fame e con una doppietta di Da Graca, subentrato dalla panchina, è riuscita a pareggiare i conti nel recupero.
    Rimane l’amaro in bocca, però, non solo per i due pali, ma per la grande mole di gioco proposta.
    Infine anche questa settimana le nostre giovanili hanno affrontato dei test match, che hanno visto i nostri giovani bianconeri trionfare in modo schiacciante: Juve-Atalanta Under17, 8-2 e Juve-Atalanta Under16 2-0.
    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili:
    Juventus–Lucchese Under23, Domenica 21 febbraio, ore 15, Stadio “Giuseppe Moccagatta”, Alessandria.
    Inter-Juve Under19, Sabato 20 febbraio, ore 15.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    23 min
  • J-TACTICS - Napoli velata (S03 E19)
    Il titolo della diciannovesima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da: “Napoli velata”, che è un film del 2017 diretto da Ferzan Özpetek.
    Interpretato da Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi.
    Adriana, anatomopatologo a disagio coi vivi, incontra Andrea, un giovane uomo che la seduce e la ama una notte intera, appassionatamente, Adriana è travolta, finalmente viva.
    Al risveglio gli sorride e dice sì al primo appuntamento, ma Andrea a quel rendez-vous romantico non si presenta.
    È l’inizio di un’indagine poliziesca ed esistenziale che condurrà Adriana nel ventre di Napoli e di un passato, dove cova un rimosso luttuoso.
    Essenziale nel film è il tema del velo, a cui il regista ha dato estrema importanza.
    Utilizzato durante il rito apotropaico della “figliata” dei femminielli, a cui Özpetek ha potuto assistere e che ha inserito nel lungometraggio, il velo permette di intravedere soltanto il momento culminante con il parto: «La verità non va guardata in faccia nuda e cruda ma la devi sentire, intuire, il velo non occulta, ma svela».
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova a dir poco incolore (l’ennesima in questa stagione), dei bianconeri nel match di campionato contro gli azzurri partenopei.
    Gara che paradossalmente viene giocata prima del recupero del match d’andata ripristinato in calendario dopo l’annullamento della vittoria a tavolino per la Juventus a seguito della sentenza del CONI.
    Un “velo” che ha avvolto una Juventus che è scomparsa a Napoli, inghiottita nello stesso buco nero in cui si era infilata nella partita contro la Fiorentina prima di Natale, e che anche nella città partenopea ha per così dire coperto e imbrigliato la testa e le gambe degli uomini di mister Pirlo.
    Spenta, deconcentrata, stanca, così Pirlo salva la vita a Rino Gattuso che con il successo sui bianconeri (proprio come l’anno scorso con Sarri) rigenera un minimo di entusiasmo e migliora la classifica.
    E’ una partita brutta, ma la Juventus riesce a essere più brutta.
    Per lunghi tratti è una sfida di calcio camminato, che consente da entrambe le parti di riuscire a schierare le difese in modo da rendere più difficile, se non quasi impossibile, creare un vero pericolo per i portieri, ma spesso il pallone non arriva neppure nei pressi delle due aree, impigliandosi nelle gambe di qualche avversario per colpa delle cento imprecisioni tecniche che hanno punteggiato la partita.
    Una partita che per la Juventus era fondamentale per continuare l’inseguimento alle milanesi, ora pericolosamente interrotto dalla sconfitta del Maradona (e la distanza si allunga).

    Perché la Juventus ha sbagliato la partita in modo così clamoroso?
    E’ l’ultima sfida di un lungo ciclo di 13 partite ed è la partita che precede l’inizio della fase a eliminazione diretta della Champions League: è evidente la stanchezza della Juventus.
    Più mentale che fisica, perché ci sono momenti in cui i bianconeri tengono il campo con una parvenza di intensità, ma è la rarefazione delle idee, la mollezza di certe scelte, la lentezza della manovra che sorprendono in negativo.
    Le ultime Juventus, alte o basse che fossero, erano più feroci e lucide, questa è sgasata e spuntata.
    E’ successo altre volte nel corso di questa stagione e non è successo solo alla Juventus di incappare in un blackout agonistico.
    Il problema, per la Juventus, sono i punti persi all’inizio (Crotone e Benevento).
    Chissà se Pirlo si rimprovererà la scelta di Bernardeschi al posto di McKennie dal primo minuto, l’americano non stava benissimo ed è stato preservato per la partita di mercoledì a Porto.
    L’azzurro è protagonista di sessanta minuti in cui sbaglia molto, ma sarebbe impietoso e ingiusto prendersela solo con lui.
    A Napoli sono mancati quasi tutti: a partire da Ronaldo e Morata, mai sufficientemente precisi e cattivi, continuando con Rabiot, un po’ confuso in costruzione e con Alex Sandro, che è entrato nella ripresa al posto di Cuadrado, ma che non ha inciso.
    Si salvano in pochi: De Ligt e Danilo si fanno apprezzare, ma è difficile salvare la prestazione di tutti.
    Il Napoli passa in vantaggio in modo fortuito, grazie a un rigore assegnato con il Var dopo mezz’ora di gioco.
    Punizione da sinistra, Chiellini salta insieme a Rrahmani e gli piazza la mano in faccia allargando in modo innaturale il braccio sinistro.
    Situazione anomala, ma rigore ineccepibile, dicono alcuni.
    Lo trasforma Insigne al 31′ con un tiro violento alla destra di Szczesny.
    Fin lì la partita era stata noiosa e senza particolari emozioni, la Juventus era partita aggressiva schiacciando il Napoli nel primo quarto d’ora, ma senza creare occasioni degne di nota.
    Poi il Napoli aveva ripreso un po’ di campo, ma senza mai impegnare Szczesny.
    Due squadre sotto tono e una partita che ne soffre, nella quale il Napoli ha forse il merito di sacrificarsi di più, soprattutto quando deve difendere il vantaggio e lo fa con tutti i giocatori.
    Negli ultimi dieci minuti della partita, con Kulusevski e McKennie in campo, la Juventus costruisce le uniche occasioni: per due volte è fenomenale Meret (che era entrato al posto di Ospina, infortunatosi nel riscaldamento).
    Ma non è sufficiente per raggiungere nemmeno il pareggio.
    “La gente non sopporta troppa verità”, è una frase pronunciata all’inizio del film, legittimamente noi ci chiediamo in riferimento al match ed alla sconfitta subita dai bianconeri in quel di Napoli, sarebbe ora di accettare la verità secondo la quale la Juve non sarà nuovamente campione d’Italia al termine di questa stagione?
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Mirko Nicolino, giornalista per Blogo.it, fondatore di JMania.it.

    Diteci la vostra, interagiremo con voi in chat live! Ecco i link dei nostri social:

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    2 hr 3 min

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Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
"La Juve non è importante, è l'unica cosa che conta".
Ogni GIOVEDÌ…