J-TACTICS's show

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J-TACTICS's show episodes

  • J-World S02 E32
    Le Juventus Women, a Vinovo, vincono 3-2, ma il successo non basta per accedere alla finale di Coppa Italia.
    Alla luce del 2-1 per la Roma dell'andata infatti, sono le giallorosse a passare turno. Il vantaggio bianconero porta la firma di Sofie Pedersen, poi le ospiti la ribaltano con Thomas e Lazaro.
    I gol nel finale di Girelli e Gama servono a evitare la sconfitta interna, ma non cambiano il discorso qualificazione.
    Sorride la Juventus Under23 che, nei minuti di recupero, trova un successo di importanza capitale contro la Carrarese.
    Tre punti pesantissimi che valgono un pass per la fase finale di questo campionato. Un traguardo ottenuto con merito dai bianconeri che, praticamente per tutta la stagione, hanno occupato un posto nella zona play-off.
    Ad Alessandria, a decidere il match contro i toscani è stato il calcio di rigore di Giacomo Vrioni nei minuti di recupero della ripresa.
    Un pallone che pesava tanto, tantissimo e che il giovane classe ’98, alla sua seconda presenza dopo il lungo stop per infortunio, ha trasformato in oro. Con questa vittoria i bianconeri salgono all’ottavo posto in classifica a quota 52 punti, a una giornata dal termine della regular season.
    Una vittoria pesante, cercata e voluta, quella della Juventus Under19 che esce con tre punti dallo Stadio Comunale “Riccardo Garrone” di Bogliasco.
    Finisce 1-2 il match, di alta classifica contro la Sampdoria. A deciderlo sono una rete di Da Graca alla fine del primo tempo e una splendida di Soule su calcio di punizione nella seconda parte della ripresa. I bianconeri interrompono una striscia di dieci risultati utili consecutivi dei blucerchiati e vincono per la prima volta sul campo della capolista.
    Prima di oggi non ci era riuscito nessuno.
    Con questo successo la squadra di Mister Bonatti sale a quota 35 punti, in solitaria al quarto posto in classifica, e con ancora una gara da recuperare (quella contro l’Empoli in programma il 5 maggio a Vinovo).
    Anche questa settimana le nostre giovanili hanno affrontato dei test match: Vicenza-Juve 1-2 Under16, Vicenza-Juve 1-1 Under15.
    Vittoria schiacciante e con risultato a dir poco tennistico della Under19 femminile, le giovani ragazze bianconere superano per ben 12 a 2 il malcapitato Vicenza.
    Interessante test match di una formazione mista Under15 e 17 femminile dove le giovani bianconere hanno la meglio per 5-0 sulle ragazze del Torino women.
    Non mancherà poi uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili:
    Juventus women-Florentia,
    Domenica 2 maggio ore 12:30,
    Campo Ale&Ricky-Vinovo (TO).
    Piacenza-Juventus Under23,
    Domenica 2 maggio, ore 17.30,
    Stadio “Leonardo Garilli", Piacenza.
    Juventus-Roma Under19,
    Sabato 01 maggio ore 13,
    Campo Ale & Ricky -Vinovo.
    Genoa-Juve Under17,
    Domenica 02 maggio ore 15,
    Stadio Begatto.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    25 min
  • J-TACTICS - Quel pomeriggio di un giorno da cani (S03 E28)
    Il titolo della ventottesima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da:​​ “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, (Dog Day Afternoon) che è un film del 1975 diretto da Sidney Lumet e sceneggiato da Frank Pierson.
    Interpretato da Al Pacino, John Cazale, Charles Durning, Chris Sarandon e James Broderick.
    Il film è basato sugli eventi di una vera rapina tentata in una banca di New York, nel quartiere di Brooklyn, avvenuta il 22 agosto del 1972.
    Tre rapinatori mettono in atto il loro piano: entrano in una banca poco prima dell’orario di chiusura e, al momento opportuno, bloccano il personale.
    Subito un imprevisto intralcia l’operazione, l’elemento più giovane della banda non se la sente e abbandona il colpo. Rimangono Sonny e Sal.
    Quando è il momento di vedere cosa c’è nella cassaforte, i due hanno una brutta sorpresa, sono rimasti solo un migliaio di dollari.
    Disorientati, decidono di raccogliere i soldi e gli averi del direttore, del guardiano e delle commesse della piccola filiale, che inevitabilmente diventano ostaggi quando i rapinatori si accorgono che la banca è circondata dalla polizia e che la fuga non è più possibile senza trattare.
    Un poliziotto, avvia i negoziati sotto la supervisione dell’FBI.
    I rapinatori chiedono una scorta sicura fino a un aereo che li porti fuori dal paese. Intanto intorno la banca si accalcano persone pronte a osannare Sonny che, ormai fuori controllo, grida la sua rabbia verso la società americana.
    Arrivano giornalisti che fanno dei due le star del giorno, trasformando la disperazione in chiacchiere da bar, cercando di svelare chi siano questi due personaggi e il perché del loro gesto.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova, scialba, piatta, senza cuore, anima e sangue offerta dalla sempre più sconfortante Juve di questa stagione in un “pomeriggio di un giorno da cani”, all’Artemio Franchi di Firenze.
    La Juventus non riesce a trovare continuità di gioco e risultati e dopo l’1-1 contro la Fiorentina vede complicarsi ancora una volta la rincorsa per un posto nella prossima edizione della Champions League.
    Dopo il pareggio del Franchi sotto accusa è finito nuovamente l’allenatore Andrea Pirlo che nella sua lucida analisi nel post partita ha ammesso i suoi errori (soprattutto l’aver schierato l’inedita difesa a tre) poi corretti in corso d’opera durante il match.
    Il tecnico bianconero, a cui Paratici poco prima del fischio d’inizio della partita aveva rinnovato la fiducia affermando che rimarrà sulla panchina del club anche nella prossima stagione in caso di qualificazione alla Champions League, ha poi anche ammesso che né lui né la società sono soddisfatti di quanto fatto in questa prima annata da allenatore.
    “Abbiam fatto un bruttissimo primo tempo. Dovevamo affrontarlo in un altro modo perché era una partita decisiva per la Champions League”, Le iniziali aspettative della squadra, erano diverse quindi non sono contento di quello che ho fatto. E credo non lo sia nemmeno la società”,
    le parole di Pirlo al termine di Fiorentina-Juventus ai microfoni di Sky Sport.
    Non tira una bella aria all’interno dello spogliatoio della Juventus.
    Se i passi falsi in campionato e l’eliminazione in Europa ad opera del Porto avevano già destabilizzato l’ambiente, l’andamento altalenante delle ultime giornate e il rischio di restare fuori dalla Champions hanno fatto il resto.
    Qualcosa insomma si è rotto tra Pirlo e il gruppo, e sono tanti i segnali a confermarlo.
    Una situazione che sembra dunque compromettere la permanenza dell’allenatore sulla panchina bianconera anche in caso di piazzamento tra le prime 4.
    Uno dei punti di forza della Juventus post-Sarri, sembrava la compattezza garantita dal ritorno di un grande ex come Andrea Pirlo.
    Uno che, nonostante avesse zero esperienza in panchina, avrebbe avuto dalla sua la conoscenza dell’ambiente, e un feeling molto forte con lo spogliatoio e in primis con i senatori, dei quali è stato anche compagno di squadra.
    Con il passare delle settimane, e alla luce dei risultati deludenti, qualcosa però si è incrinato e le cose non sono andate come da programma.
    Lo si è percepito anche dai commenti del mister alle prestazioni della sua squadra, considerata spesso non capace di trasferire in campo le sue idee di gioco.
    Si pensi ad esempio al post-partita del clamoroso tonfo interno contro il Benevento, quando Pirlo ha scaricato molte delle responsabilità del ko sui giocatori protagonisti di errori individuali grossolani, proferendo poi una frase emblematica: “È inutile raccontarci storie se poi non si ha la volontà di perseguire gli obiettivi in campo”.
    Insomma tanta confusione, poche certezze, e soprattutto atteggiamento troppo compassato.
    Queste le principali critiche a Pirlo, che secondo i ben informati, ha avuto problemi anche all’interno del suo staff.
    Si parla infatti di forti divergenze di vedute con Igor Tudor sui metodi del mister.
    Proprio l’ex difensore è stato uno dei nomi più gettonati delle ultime ore, come la possibile alternativa a Pirlo in caso di esonero immediato.
    Un esonero che al momento resta però molto difficile, a prescindere dalle dichiarazioni di circostanza di Paratici.
    Tuttavia al di là del destino del tecnico bresciano bisognerà centrare a tutti i costi l’obiettivo minimo della qualificazione alla Champions, e la vittoria della Coppa Italia.
    Due risultati che non sembrano, come detto, destinati a bastare a Pirlo per garantirsi la conferma.
    A Firenze in un aprile ancora ammorbato dalla pandemia è stato “un pomeriggio di un giorno da cani” non solo per il mister che pare essersi oramai arreso, ma anche per il presidente, ridotto ad un surreale silenzio dopo l’affaire SuperLega, e che in estate scelse l’ex centrocampista come tecnico.
    I due Andrea, come i protagonisti della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS.
    Il presidente come Sonny, istrione ed arringatore di folle, e Pirlo come Sal, con i suoi silenzi quasi autistici che rallentano il ritmo verso una pausa malinconico-meditativa, con la sua visione della situazione ristretta a pochi scambi di battute.
    Diversi caratterialmente come i protagonisti del film, ma come loro legati da una profonda e sincera amicizia.
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Federico Gennarelli, speaker a Radio Sportiva, giornalista per ViolaNews.com, DonneNelPallone.com, CEO di Spezia1906.com.

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    2 hr 15 min
  • IL PALLONE RACCONTA E67 - Stagione 94/95
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Nuovo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le più belle ed avvincenti partite giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la stagione 94/95 che vide, dopo 9 anni di amaro digiuno, la conquista del tricolore da parte della nostra vecchia ed amata signora.
    Nell’estate 1994, la proprietà bianconera, esausta di assistere ai trionfi rossoneri, decide che è arrivato il momento di dare una svolta.
    Nei quadri dirigenziali fanno capolino il “re del mercato” Luciano Moggi, l’amministratore delegato Antonio Giraudo e viene nominato vice-presidente la leggenda bianconera degli anni ’70 Roberto Bettega, nasce la cd. "Triade".
    Anche la rosa subisce mutamenti, a partire dall’allenatore, lasciato libero il pluridecorato Giovanni Trapattoni, viene ingaggiato l’emergente Marcello Lippi, che tanto bene ha figurato negli ultimi due anni a Bergamo prima e Napoli poi.
    In bianconero fanno il loro approdo due centrocampisti di grande qualità: dal Marsiglia il capitano Didier Deschamps e dallo Sporting Lisbona il regista Paulo Sousa.
    La difesa registra l’ingresso del napoletano d.o.c. Ciro Ferrara e dal Torino il libero Luca Fusi.
    A questi si aggiungono il fluidificante Robert Jarni e il giovane centrocampista proveniente dall’Atalanta, Alessio Tacchinardi.
    Lasciano Torino il brasiliano Julio Cesar, il centrocampista Roberto Galia, il tedesco Andreas Moeller e il padovano Dino Baggio.
    Una stagione fortemente caratterizzata dal dualismo con gli emiliani del Parma che si estese anche alle finali di coppa Italia e coppa UEFA, egemonizzando il calcio italiano ed europeo di questa stagione.
    Per la Juventus fu il ventitreesimo scudetto un'affermazione che si faceva attendere ormai da nove stagioni, un successo che i calciatori bianconeri dedicarono al loro compagno di squadra Andrea Fortunato, promettente terzino scomparso il 25 aprile, neanche ventiquattrenne, dopo aver lottato per quasi un anno contro la leucemia.
    Buon ascolto!
    1 hr 4 min
  • J-World S02 E31
    Trentunesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Ventesima vittoria consecutiva in Serie A, diciottesima in campionato su 18 gare giocate.
    Le Juventus Women non si fermano e corrono spedite verso il quarto scudetto consecutivo, superando l'ostacolo Sassuolo, che in casa non aveva mai perso in stagione, con un secco 3-0 firmato Cernoia (doppietta) e Maria Alves.
    A separare le bianconere del titolo, ora, a prescindere dai risultati avversari, due successi.
    Intanto oggi matematica certezza della qualificazione alla prossima UWCL.
    Senza Cristiana Girelli, in panchina per il riacutizzarsi del dolore dopo la botta al costato subita in Coppa Italia, Barbara Bonansea e Aurora Galli, Coach Rita Guarino fronteggia il Sassuolo con il tridente formato da Hurtig, Staskova e Cernoia.
    Trasferta amara per la Juventus Under23 che cede 2-1 contro il Renate e torna a casa senza punti dopo i due pareggi consecutivi ottenuti contro Pistoiese e Pontedera.
    Il match dello Stadio “Città di Meda” ha visto i bianconeri passare in vantaggio nella prima frazione con una bella girata di Aké, prima di essere raggiunti dieci minuti più tardi da Possenti, decisivo, poi, il gol di Maistrello in apertura di ripresa.
    I ragazzi di Mister Zauli, nonostante un risultato non positivo, sono stati autori di una buona gara, giocata con determinazione fino alla fine e le due occasioni capitate sui piedi di Brighenti e Alcibiade nel finale ne sono la concreta dimostrazione.
    Juve-Olbia Under23, termina 1-1, con un primo tempo meraviglioso non coronato purtroppo da marcature a nostro favore.
    Per i bianconeri in gol Compagnon, al suo secondo gol in campionato, mentre per gli isolani in gol il giovane Biancu.
    Una vittoria rotonda e importante quella della Juventus Under19 sull'Ascoli.
    La squadra di Mister Bonatti si impone 5-0 sui marchigiani con due gol nella prima frazione e tre nella ripresa. Miretti sblocca il risultato con uno splendido calcio di punizione, Barrenechea su rigore manda le squadre al riposo sul 2-0.
    Nella ripresa Da Graca, un autogol di Marucci e Sekularac nel recupero chiudono i conti.
    Tre punti pesanti che permettono alla Juve di salire a quota 32 punti in classifica (con una gara ancora da recuperare) e di arrivare al big match contro la Sampdoria con due successi consecutivi all’attivo e con la porta inviolata in entrambe le circostanze. Il derby della Mole è sempre il derby della Mole.
    Una partita a sé che, a prescindere dal risultato, regala sempre emozioni.
    Così è stato anche nel derby Under17, alla fine del quale ha potuto esultare la Juve grazie ad un sonoro 3-1.
    Bianconeri che sono partiti più convinti fin dai primi minuti, contro un Torino che ha faticato ad ingranare ma che è venuto fuori bene soprattutto nel secondo tempo.
    Mattatore del match il giovane bianconero Doratiotto, bravissimo in entrambe le fasi, innesca le ripartenza ma non si risparmia e si immola in mezzo al campo per recuperare palloni importanti.
    Ha un destro preciso e potente che raramente non spaventa la difesa avversaria, vero faro della mediana.
    La Juventus Under19 Femminile pareggia 3-3 con l'Inter nel big match di questa giornata.
    I gol di Beccari e Ippolito, autrice di una doppietta con due reti dagli undici metri.
    Anche questa settimana le nostre giovanili hanno affrontato dei test match: Atalanta-Juve Under16 1-3 e Juve-Monza 2-0, Juve-Monza Under15 0-1.
    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili:
    Juve-Roma women, (Coppa Italia, Gara di Ritorno Semifinale)
    Domenica 25 aprile ore 12:30,
    Campo Ale&Ricky-Vinovo (TO).
    Juve-Carrarese Under23,
    Domenica 25 Aprile ore 15,
    Stadio Moccagatta-Alessandria.
    Sampdoria-Juve Under19,
    Sabato 24 Aprile ore 15,
    Stadio Garrone-Bogliasco (Ge).
    Juve-Vicenza Under19 femminile,
    Domenica 25 Aprile, ore 15,
    Stadio Chisola-Vinovo (To).

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    24 min
  • J-TACTICS - Le ali della libertà (S03 E27)
    Il titolo della ventisettesima​ puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da:​​ “Le ali della libertà”, (The Shawshank Redemption) che è un film del 1994 scritto e diretto da Frank Darabont, ed interpretato da Tim Robbins e Morgan Freeman.
    Dirigente bancario, Andy Dufresne, condannato, malgrado la sua innocenza, all’ergastolo nella prigione di Stato di Shawshank per l’assassinio della moglie e del suo amante, affronta il carcere con coraggio e calma: la speranza e la riflessione lo assistono sempre.
    Sottoposto subito al rito iniziatico delle violenze sessuali, Dufresne si lega presto all’amicizia con il nero Red, ergastolano da trenta anni ed abilissimo nell’arte del sopravvivere in un ambiente più che duro dominato dal carcerato Heywood; si adopera per ricostruire ex novo la polverosa biblioteca gestita dall’anziano Brooks Hatlen (ottenendo infine dal Ministero della Giustizia dollari, libri e dischi) ma soprattutto si fa stimare sfruttando le proprie qualità professionali dal rigido direttore Warden Norton (un invasato della Bibbia) che fa di Andy il proprio consigliere per loschi affari.
    Andy è fertile di idee, anche se a volte movimenta la dura vita passando anche un mese in isolamento per qualche insolita iniziativa osteggiata dal sadico capo delle guardie, Hadley.
    Di fatto è diventato il complice del direttore (corrotto sugli appalti), facendogli affluire su un conto bancario intestato ad un nome di pura invenzione il denaro mal guadagnato.
    Il suicidio per impiccagione del vecchio Brooks, atterrito dalla libertà dopo 50 anni di carcere, sconcerta Andy, che ha da 19 anni il proprio piano: quello di pazientare e sperare sempre, di aiutare i compagni (come nel caso del giovane ladruncolo Tommy Williams), sfruttando cultura e preparazione.
    Nel frattempo, Norton ha fatto uccidere il giovane Tommy, casualmente al corrente della innocenza di Dufresne (il che avrebbe implicato la liberazione di Andy, troppo prezioso per Norton).
    La vendetta per Andy non ha più sapore: è la libertà ciò che più gli preme.
    E così, dopo esser riuscito, durante un ventennio, con martelletto da minerali procuratogli da Red a scavare nella parete della cella (coperta da un poster di una diva del cinema) un cunicolo, riesce ad evadere spacciandosi come il titolare del conto bancario creato per Norton (che, denunciato, intanto si è sparato al momento dell’arresto), Andy va a vivere tranquillo e ricco su di una spiaggetta messicana.
    E’ là che, finalmente beneficiando di una riduzione di pena per buona condotta, lo raggiunge Red.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare una vicenda che ha caratterizzato, movimentato e per lo spazio di circa 48 ore rivoluzionato il mondo bianconero e più in generale l’intero calcio mondiale.
    Il progetto denominato: “European Super League”, è ufficialmente morto o almeno sospeso nella sua attuazione pratica.
    Il più avveniristico, visionario e controverso piano di riforma del calcio internazionale per club durato appena 48 ore ha praticamente esalato il suo ultimo respiro nella notte di martedì dopo essere stato annunciato, con una serie di comunicati stampa ufficiali da parte delle 12 squadre partecipanti, nella notte di domenica.
    La Superlega si è sciolta dopo l’uscita praticamente in contemporanea dei sei club inglesi che costituivano lo zoccolo duro del comitato fondatore del progetto, tra i 12 club complessivi.
    Prima il City e poi, via via, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Liverpool e Manchester United si sono defilati.
    Chi sostenendo di aver sbagliato la scelta, chi ritenendo che la Superleague non rientrasse più nei propri interessi e chi a fronte delle dimissioni del proprio presidente.
    Uno scenario che ha imposto ad Agnelli e a Perez di gettare la spugna davanti all’evidenza, ma che ha anche scatenato una serie di rumors.
    Com’è possibile che un “patto di sangue” così definito dallo stesso Agnelli si sia sciolto così precocemente?
    Le voci di possibili pressioni esterne da parte dell’Uefa e le illazioni su presunti favori economici per lasciare la Superlega ai club inglesi, hanno fatto il resto.
    La Superlega è stato il più clamoroso flop della storia del calcio, durata 48 ore e già morta ancor prima di vedere la luce sportiva con i 12 club che si sono sfaldati davanti a pressioni e polemiche, esterne e interne.
    Così, il grande cambiamento di progetto che avrebbe dovuto salvare il calcio per i prossimi anni in poco più di 48 ore si è ridotto a un mero ricordo.
    Il tentativo, lascerà però conseguenze a lungo termine e c’è già chi parla di un “golpe” mancato verso il calcio’.
    La stessa società bianconera, tra le fondatrici e principale fautrice di questo nuovo torneo insieme al Real Madrid di Florentino Perez dopo una notte di passione, con una nota ufficiale prende atto della cruda evidenza.
    Il comunicato stampa della vecchia signora è chiaro, si parla quindi di: “Ridotte possibilità di essere portato a compimento”.
    In una nota il club bianconero, infatti, ha specificato le ragioni: “Pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali del progetto, ritiene che esso presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento”.
    Il presidente Agnelli ha provato in modo visionario, forse secondo alcuni in modo troppo spericolato e avventato di “liberare” la Juve dalla prigione che dal 2006 la tiene incatenata ad un calcio medioevale, piccolo borghese, ipocrita e disorganizzato dove i vari interpreti si azzuffano e azzannano per poche briciole di pane raffermo.
    Una prigione che ha le sembianze del movimento calcistico italiano, che non esitò nella lontana estate del 2006 a condannare e far scomparire dal calcio che contava attraverso un processo farsa, avvallato dal cd. “Sentimento popolare”, la società più gloriosa del calcio italiano.
    Andrea Agnelli, un visionario che come il Tim Robbins della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, ha cercato di far uscire la sua squadra dalla prigione nella quale immeritatamente risulta essere internata.
    “Le ali della libertà”, spezzate nell’arco di poche ore.
    Tuttavia il protagonista di questa meravigliosa pellicola, dopo tanti anni riesce meritatamente a fuggire dall’inferno nel quale ingiustamente fu internato, rifarsi una vita e gustare la libertà.
    Ci auguriamo che allo stesso modo anche noi, squadra più blasonata e titolata d’Italia riesca con la stessa pazienza e lungimiranza del protagonista del film a liberarsi e fuggir via da una gabbia oramai divenuta troppo piccola, oppressiva ed avvilente.
    Rivoluzione fallita dunque, ma è stato lanciato un segnale importante.
    Il calcio mondiale soffre un’importante crisi economica, unita ad una certa disaffezione dei giovani tifosi, come sottolineato da Agnelli.
    Il sistema necessita dunque di nuove riforme (nazionali e internazionali), maggiori introiti e una rivalutazione dello spettacolo offerto pur senza perdere i valori fondamentali che hanno fatto appassionare migliaia di tifosi a quello che resta, nonostante tutto, lo sport più bello al mondo.
    “O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire”, frase emblematica citata nella pellicola.
    Noi tifosi della Juve nonostante tutto cerchiamo di far di tutto per vivere, tutti insieme e tutti uniti con la nostra squadra del cuore e con il nostro presidente soprattutto in un momento così delicato.
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Alexander Supertramp, grafico e videomaker nonché storico membro di Juventibus e collaboratore di TopPlanet.

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    1 hr 59 min
  • J-World S02 E30
    Trentesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Il gol subito nel finale nega il ritorno alla vittoria alla Juventus Under23.
    I bianconeri, contro il Pontedera, approcciano bene alla partita e comandano il match passando meritatamente in vantaggio al 16' con Marques, costruendo poi le occasioni per il raddoppio.
    Il secondo gol, però, non arriva e gli ospiti prendono coraggio, sprecano un rigore al 55' e trovano il pareggio al quarto dei cinque minuti di recupero con il colpo di testa di Benericetti.
    Secondo pareggio di fila per la Juve.
    Serviva un ritorno in campo come questo, dopo tre settimane di stop. La Juventus Under19 esce dalla trasferta contro il Milan con tre punti molto pesanti. Come all’andata, anche oggi è stato un gol a decidere il match. In quell’occasione a segnarlo fu Pisapia, subentrando dalla panchina, questa volta a decidere la sfida è stato l’incontenibile Da Graca che, nel giorno del suo rientro, dopo appena quattro giri di orologio ha trovato la sua tredicesima rete in campionato, in sole dodici partite.
    Un successo fondamentale che permette ai bianconeri di salire a quota 29 punti in classifica, di continuare a difendere il quarto posto e di avvicinarsi alle prime posizioni, sempre in attesa di poter recuperare la gara interna contro l’Empoli.
    Importanti anche i rientri dal primo minuto di De Winter e Barrenechea.
    La Juventus Under17 pareggia 2-2 nell’esordio della fase a gironi del nuovo campionato di categoria.
    Ai bianconeri non bastano le reti di Hasa e Condello per avere la meglio sulla Sampdoria.
    Espulso il bianconero Turco dopo un’ora di gioco.
    Vittoria schiacciante dell'Under19 femminile che s'impone con un perentorio 6-0 sulla San Marino Academy.
    Mattatrice del match Pfattner autrice di una tripletta.
    Anche questa settimana le nostre giovanili hanno affrontato dei test match: Juve-Parma Under16 3-2, Juve-Parma Under15 2-1.
    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili:
    Sassuolo-Juventus women,
    Domenica 18 aprile, ore 12.30,
    Stadio “Enzo Ricci”, Sassuolo (MO).
    Renate-Juventus Under23,
    Domenica 18 aprile, ore 17.30,
    Stadio “Città di Meda", Meda (MB).
    Juve- Ascoli Under19,
    Sabato 17 aprile, ore 11,
    Stadio Ale&Ricky, Vinovo.
    Juve-Torino Under17,
    Domenica 18 aprile, ore 15,
    Stadio Ale&Ricky, Vinovo.
    Juve-Inter Under19 femminile,
    Domenica 18 aprile, ore 15,
    Stadio "Chisola", Vinovo.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    21 min
  • J-TACTICS - Il lungo addio (S03 E26)
    Il titolo della ventiseiesima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da:​​ “Il lungo addio”, (The long Goodbye) che è un film noir del 1973, diretto dal regista Robert Altman, tratto dall’omonimo romanzo di Raymond Chandler.
    All’inizio di una mattina, dopo aver dato da mangiare al suo gatto, l’investigatore privato Philip Marlowe riceve una visita dal suo vicino di casa e amico Terry Lennox, che chiede un passaggio da Los Angeles al confine con il Messico, a Tijuana.
    Marlowe gli dà il passaggio, ma al suo ritorno a casa, l’investigatore riceve una visita da due detective della polizia, che accusano Lennox di aver assassinato la sua ricca moglie Sylvia.
    Marlowe rifiuta di dare loro informazioni, quindi lo arrestano per favoreggiamento, dopo tre giorni in carcere, la polizia lo libera, perché Lennox si è suicidato in Messico.
    Ora il detective inizia ad occuparsi di un nuovo caso: la scomparsa di uno scrittore alcolizzato, ma Terry Lennox pare non essere del tutto uscito dalla sua vita.
    «Nulla dice addio come una pallottola…»
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare una vicenda che ha caratterizzato e sta movimentando tutt’ora la travagliata stagione dei bianconeri.
    Paulo Dybala è a 14 mesi dalla scadenza del suo contratto con la Juventus e le trattative per il rinnovo sono ferme da tempo a un binario morto.
    Lo scenario di una cessione nella prossima estate prende sempre più corpo, l’asso argentino si tramuterebbe quindi in possibile plusvalenza corposa per il bilancio della vecchia signora, 14 mesi possono essere poco o tanto, del resto il tempo è relativo, una convenzione.
    Quando però si parla di scadenze contrattuali nel calcio, il tempo si contrae fino ad accorciarsi.
    La situazione di Paulo Dybala alla Juventus è chiara, visto che il contratto dell’argentino coi bianconeri cesserà il 30 giugno del 2022.
    Il punto è che un anno di “cuscinetto” in più non si traduce, sul tavolo del calciomercato, in un vantaggio così decisivo nelle contrattazioni.
    Anche per la Juve, infatti, sarà l’estate che si avvicina un momento di scelte decisive, non più procrastinabili.
    I fatti, come detto, sono chiari: Dybala, 27 anni e mezzo, va a scadenza tra poco più di un anno e le trattative per il rinnovo sono ferme da un bel po’, per non dire a un binario morto e non più praticato.
    Non rassicuranti al riguardo le parole del suo procuratore Jorge Antun: “Se posso dire qualcosa sul suo futuro? Pensiamo al presente, Paulo adesso vuole solo giocare e fare bene in questo finale di stagione”.
    Paulo guadagna 7,5 milioni netti a stagione e vorrebbe avvicinarsi al doppio, la Juve dal canto suo non è assolutamente disposta a fare follie, men che mai in tempi di pandemia e di bilancio sanguinante.
    Insomma, tra tutte le ipotesi possibili, quella della permanenza e del rinnovo della “Joya” non solo non sembra tra le più probabili, ma neanche in questo momento la più inseguita dalla dirigenza bianconera.
    Con queste premesse, ecco che l’altro scenario circa il futuro dell’argentino appare essere sempre più plausibile, ossia cedere Dybala quest’estate, ad un anno dalla scadenza, per mettere a bilancio una bella plusvalenza di qualche decina di milioni.
    Tuttavia ciò non significa necessariamente trovare una squadra che sborsi quella cifra, ovvero fare cassa, ma anche eventualmente replicare l’operazione Arthur-Pjanic, imbastire dunque uno scambio di alto peso da mettere a bilancio, tra giocatori dalla valutazione sostanzialmente simile.
    Non a caso da settimane si parla di Mauro Icardi come nome ideale per far quadrare tutto e nelle ultime ore la pista che porta all’attaccante del PSG è diventata caldissima, con tanto di appuntamento che sarebbe stato già messo in agenda tra Paratici e l’entourage dell’ex interista.
    Ma per chiudere affari di questa portata, occorre che tutte le parti siano d’accordo, e se Icardi a Torino ci verrebbe volentieri, e non da adesso, così come il PSG sarebbe ben felice di portarsi a casa Dybala, non è assolutamente scontato che Paulo accetti Parigi.
    Nell’estate del 2019 lo scambio tra Dybala e Lukaku era praticamente chiuso, con Juve e Manchester United d’accordo su tutto, nonché l’assenso del belga, ma proprio il no dell’attuale numero 10 bianconero fece saltare tutto.
    Insomma la storia insegna che il ragazzo di Laguna Larga non è uno che accetta facilmente decisioni prese sopra la sua testa.
    Qualora la Juve non riesca a trovare un’intesa che accontenti tutti nella prossima estate, ecco che si aprirebbe il terzo, e più apocalittico scenario per i bianconeri, entrare nell’ultimo anno di contratto di Dybala col giocatore a scadenza e libero di accordarsi con chiunque da gennaio 2022.
    Uno scenario che diventerebbe da incubo se si avverassero le voci che danno l’Inter in prima fila per prendersi l’argentino a costo zero tra un anno.
    “Se andrete a scadenza, noi ci siamo”, queste le parole di Beppe Marotta a chi di dovere.
    In definitiva per il dirigente nerazzurro si tratterebbe di replicare l’operazione a costo zero dopo 5 anni, per dare poi la “Joya” ad Antonio Conte.
    Per evitare ciò in casa bianconera ci sarà da lavorare tanto, bene e senza perdere ulteriore tempo, in quanto se tale ultimo scenario dovesse davvero concretizzarsi sarebbe, citando il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, “Un lungo addio” amarissimo per la società bianconera ed un colpo mortale per la credibilità della sua dirigenza.
    Come detto dall’investigatore Philip Marlowe: «Nulla dice addio come una pallottola…».
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Giorgio Dusi, collaboratore per Goal.com, e CEO del sito BundesItalia.com.

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    2 hr 15 min
  • IL PALLONE RACCONTA E65 - Paul Pogba
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Dal blog "Il pallone racconta" di Stefano Bedeschi.
    Voce Narrante: Dario
    19 min

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Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
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