J-TACTICS's show

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J-TACTICS's show episodes

  • J-World S02 E12
    Dodicesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Vince di misura la Juventus Women al Santa Lucia, proprio dove era stata inchiodata sullo 0-0 l’ultima volta, termina 2-1 per le ragazze bianconere il match che le vedeva opposte alla pur sempre ostica Florentia San Gimignano.
    Le bianconere nel primo tempo vanno sotto per effetto del gol di Wagner.
    Tuttavia grazie alla solita Arianna Caruso le nostre ragazze agguantano il pareggio.
    Pochi minuti dopo il portiere della formazione toscana stende con ingenuità in area Hurtig e dal dischetto Cristiana Girelli non sbaglia.
    Sugli scudi Caruso, trascinatrice della Juventus in questa stagione.
    Sono cinque le reti segnate dal gioiellino bianconero in otto partite.
    Lotta in mezzo al campo, fermando sempre le possibili ripartenze avversarie e sempre ottima negli inserimenti.
    Flop di giornata, Bonansea, in ombra in queste ultime due partite non riesce ad incidere come è solita a fare.

    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili.

    A tal proposito, la Juventus women sarà impegnata nel match contro il Bari valevole per la Coppa Italia, domenica alle ore 14.30.

    Mentre la Juve Under23 sarà impegnata, dopo il pareggio con il Novara, sempre domenica alle ore 15 nel match contro la Pistoiese, valevole per la 12^ giornata del girone A di serie C.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    20 min
  • J-World S02 E11
    Undicesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Lo scontro diretto ad alta quota della 7^ giornata se lo aggiudica la Juventus di Rita Guarino, che cala il poker contro il Sassuolo e risponde al Milan, che aveva vinto a Napoli.
    Succede tutto nella ripresa, dopo un primo tempo dove le neroverdi si rendono più pericolose.
    Apre le marcature Sembrant, brava a deviare un calcio d'angolo in rete. Il raddoppio è di Caruso e arriva dopo due occasioni clamorose per le emiliane con Mihashi e Cambiaghi.
    Gli ultimi venti minuti sono un monologo bianconero: Cernoia prima colpisce un palo, poi trova il gol; la chiude nel finale Zamanian appena entrata.

    Dopo il pareggio contro il Livorno, la Juventus Under23 non è andata oltre l’1-1 anche con il Novara. Al gol di Marques ha risposto l’ex Lanini, con l’attaccante bianconero che ha fallito nella ripresa un calcio di rigore.
    Partita dalle due facce quella giocata oggi dalla Juventus Under23.
    La squadra di Zauli gioca un buon primo tempo, propositivo e preciso. Nella seconda frazione, i bianconeri scompaiono dal campo e nemmeno l'uomo in più riesce a dare una scossa ad una squadra che mette a referto il terzo pareggio consecutivo.
    Una sconfitta e due pareggi: questo il ruolino di marcia dei ragazzi bianconeri nelle ultime tre giornate.
    Non certo un ritmo entusiasmante, il periodo è difficile - e la squadra di Zauli è stata colpita in maniera piuttosto forte dall'emergenza Covid.

    Piove sul bagnato, anche il Campionato Nazionale Dilettanti Under19 si ferma, lo stop inizia dalla giornata in programma il 31 ottobre e sino al 21 novembre.
    Dopo il blocco dei campionati regionali, era prevedibile il fermo del Campionato Nazionale Under, ma rimane l’allenamento individuale, come il testo della LND recita.

    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili.

    A tal proposito, la Juventus women sarà impegnata nel match contro la Florentia San Gimignano.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    16 min
  • J-TACTICS-Amico Fragile (S03 E08)
    Il titolo dell'ottava puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ "Amico Fragile”, che è un brano che fa parte di Volume 8, ottavo disco di Faber pubblicato nel 1975 e realizzato con l’aiuto di De Gregori.
    Canzoni De André ne ha scritte molte, 131 per l’esattezza, tanti i brani memorabili, i capolavori, le canzoni toccanti, quelle addirittura struggenti.
    C’è una canzone su tutte che merita però l’attenzione degli affezionati deandreiani, una canzone che per vari motivi può essere considerata la più importante del cantautore, si tratta appunto di “Amico fragile”.
    Amico fragile è la chiosa perfetta dell’album, una coltellata che arriva dritta all’ipocrisia e al perbenismo di un ambiente disprezzato eppur frequentato da de André (“lo scandalo del contraddirmi” per dirla con Pasolini).
    Ma bisogna raccontare la genesi di questa canzone per capirne il significato e il valore.
    De André stesso raccontò in merito a questo brano: «Stavo ancora con la Puny, la mia prima moglie, e una sera che eravamo a Portobello di Gallura, dove avevamo una casa, fummo invitati in uno di questi ghetti per ricchi della costa nord. Come al solito, mi chiesero di prendere la chitarra e di cantare, ma io risposi “Perché, invece, non parliamo?”. Era il periodo che Paolo VI aveva tirato fuori la faccenda degli esorcismi, aveva detto che il diavolo esiste sul serio.
    Insomma a me questa cosa era rimasta nel gozzo e così ho detto: “Perché non parliamo di quello che sta succedendo in Italia?”. Macché, avevano deciso che dovessi suonare.
    Allora mi sono rotto le palle, ho preso una sbronza terrificante, ho insultato tutti e sono tornato a casa. Qui mi sono chiuso nella rimessa e in una notte, da ubriaco, ho scritto Amico fragile. La Puny mi ha stanato alle otto del mattino, non mi trovava né a letto né da nessuna parte, ero ancora nel magazzino che finivo di scrivere.»
    “Evaporato in una nuvola rossa, in una delle molte feritoie della notte… con un bisogno d’attenzione e d’amore troppo, Se mi vuoi bene piangi “.
    Così recita la prima strofa del capolavoro del cantautore genovese.
    Facendo la nostra solita trasposizione, questa volta non dalla cinematografia, ma dalla musica al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nel brano per analizzare la partita giocata in una calda giornata autunnale all’Olimpico di Roma tra i biancocelesti della Lazio e la Juventus, per l’occasione vestita total Blu.
    Un match che vede una Juve arrembante e propositiva, contro una Lazio rimaneggiata ma mai comunque doma.
    A detta di alcuni, la miglior Juventus della stagione la quale finalmente mostra sprazzi veri del gioco più volte illustrato da mister Pirlo ma rimasto in molte occasioni in questo scorcio di stagione, più sulla carta che sul campo da gioco.
    In un assolato primo pomeriggio, in un Olimpico ancora spettrale e surreale per l’assenza di pubblico per la ben nota emergenza sanitaria, i campioni d’Italia riescono a mandare all’aria quanto di buono fatto vedere per oltre 93 minuti in termini di gioco e di prestazione collettiva, infatti a poco meno di un minuto dal termine del recupero, Paulo Dybala ha la possibilità di far rifiatare una Juventus in sofferenza, ma l’argentino pur ritrovandosi tra i piedi un pallone da portare semplicemente nella metà campo avversaria, senza particolari pressioni dei capitolini, si rende protagonista di un errore grossolano: con un brutto controllo, perde palla facendola finire in fallo laterale.
    Mentre lo stesso giocatore argentino si rammaricava per il banale errore commesso, i padroni di casa battono velocemente dando il via all’azione che ha poi portato al sorprendente pareggio in extremis di Caicedo.
    Una delusione cocente per la Juventus,che vede sfumare la vittoria e 3 punti oramai certi, e una responsabilità pesante per Dybala in un’altra giornata da dimenticare in questo difficile avvio di stagione.
    Un pallone che sarebbe dovuto essere gestito meglio per far correre il cronometro e che invece è stato regalato attraverso un errore agli avversari, che grazie alla giocata di Correa e all’ormai solito guizzo di Caicedo hanno trovato un gol pesantissimo ed un pareggio più che insperato.
    “Amico fragile”, così come il titolo del brano di Fabrizio De Andrè da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS.
    Paulo Dybala che nonostante una classe cristallina e numeri da fuoriclasse nei 5 anni in bianconero ha manifestato in determinate occasioni (soprattutto occasioni decisive, secondo i suoi detrattori) evidenti limiti caratteriali per avvenimenti calcistici e soprattutto negli ultimi anni per fatti che col campo poco hanno a che vedere.
    Un talento puro, come detto, ma più volte sottoposto a feroci critiche per il suo non essere campione fino in fondo, anche a livello caratteriale.
    Un deficit caratteriale che, in un ingeneroso paragone, non ha l’alieno Cristiano Ronaldo e che renderebbe il “picciriddu” (vezzeggiativo attribuitogli nella sua esperienza palermitana) un mezzo campione ed un mezzo uomo nelle situazioni nelle quali è necessario mostrare i cd. attributi.
    Volendo fare un’analisi doverosamente onesta del match dell’Olimpico scevra da ogni pregiudizio nei confronti del numero 10 bianconero, il pareggio che scaturisce a meno di un minuto dal termine dell’incontro non ha come unica spiegazione o causa l’errore, seppur grossolano ed inspiegabile, che il fantasista commette, ma bensì una gestione poco cinica ed attenta del match da parte dell’intera compagine bianconera.
    Troppa imprecisione sotto porta, alcuni contropiedi sfruttati non al meglio, la solita sfortuna delle ultime settimane con un incrocio dei pali colpito da Ronaldo, e una difesa che nell’azione del gol gioca, così come con lo Spezia, a fare le belle statuine, sanciscono un risultato che lascia l’amaro in bocca e che fa perdere altri punti preziosi in classifica agli uomini di Pirlo.
    Tutto vero, ma secondo l’opinione di molti supporters juventini in quest’occasione come in tante altre, sarebbe la Joya “l’amico fragile” orpello magari bello ma non decisivo e non in grado di vestire la gloriosa maglia numero 10.
    Una fragilità che potrebbe portare Paulo lontano da Torino.
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Marco Piccari, giornalista, fine intenditore di calcio, scrittore nonché speaker di TMW Radio.

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    1 hr 39 min
  • IL PALLONE RACCONTA E47 - Juve-Ajax Finale C.L. 1973
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Settimo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le finali di Coppa Campioni/Champions League giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la finale della 18ª edizione di Coppa dei Campioni che si disputò il 30 maggio 1973 presso lo Stadio Stella Rossa di Belgrado tra gli olandesi dell'Ajax, alla quarta finale di questa competizione, e gli italiani della Juventus.
    Il match terminò con la vittoria per 1-0 della squadra di Amsterdam, i Lancieri vinsero così la terza coppa campioni consecutiva.

    La Juventus più vincente della storia è quella attuale, capace di vincere nove scudetti consecutivi.
    Poi, nell’Olimpo bianconero ci sono squadre capaci di aprire dei mini-cicli, oltre alla famosa Juve del "quinquennio", la Juventus di Boniperti, Sivori e Charles a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni ’60; quella di Trapattoni degli anni ’80 e quella di Marcello Lippi negli anni ’90.
    Ma ce n’è ancora un’altra, meno celebrata, che all’inizio degli anni ’70 riuscì a vincere 3 scudetti in 4 anni e a giungere addirittura a un passo dalla conquista della Coppa dei Campioni.
    La Juventus arriva nella capitale jugoslava forte della vittoria del suo secondo Scudetto consecutivo, conquistato durante l’ultima giornata più emozionante della storia della Serie A.

    I bianconeri sono una squadra giovane e relativamente inesperta in campo internazionale.
    L’Ajax, invece, è al culmine della sua potenza calcistica, ha vinto le ultime due Coppe dei campioni e di fatto gioca il calcio del futuro, definito “calcio totale”.
    Buon Ascolto!
    44 min
  • J-World S02 E10
    Decima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Ben tre i match della nostra Under23 da analizzare in questo episodio.
    Lamberto Zauli, anche se assente in panchina, non potrà che essere contento.
    Grande prova di maturità della Juventus Under 23, che supera di misura la Lucchese per 1-0 grazie all’autogol di Solcia.
    Partita dalle poche emozioni, pesano le 7 assenze da entrambe le parti causa Covid-19, ma in ogni caso i pericoli scarseggiano da entrambe le parti.
    Da segnalare un'ingenuità di Correia, che colpisce un avversario a gioco fermo beccandosi il cartellino rosso, al '94.
    La Serie C non è una passeggiata di salute.
    Il talento fiorisce abbondante nella Juventus Under 23, ma l'inesperienza e il difficile momento caratterizzato dalle defezioni per Covid-19 sono degli ostacoli concreti per i ragazzi di mister Zauli (anzi, di Mirko Conte, che lo sostituisce momentaneamente sulla panchina bianconera).
    Al Moccagatta di Alessandria, casa dell'U23, arriva una sconfitta per 2-1 ad opera del Como, nel recupero della 3^ giornata del girone A.
    La seconda sconfitta nelle prime sei gare disputate in questo campionato.

    Juventus Under23 impatta 1-1 con il Lecco.
    Si è chiusa infatti con un pareggio la gara della domenica pomeriggio, valida per l’ottavo turno d’andata di Serie C, girone A, che al “Moccagatta” ha visto opposti appunto i giovani bianconeri e il Calcio Lecco.

    Proseguendo la nostra analisi sulle giovanili, una buona Under19 non basta a Roma nel match contro i giallorossi.
    La Juventus Under 19 torna in campo a distanza di quasi un mese in casa di una Roma in grande forma.
    Lo scontro tra due squadre con una chiara idea di calcio dà vita a una partita combattuta e ricca di emozioni, al termine della quale ad avere la meglio sono i giallorossi.
    Termina 4-2 la gara, di Da Graca e Soule le reti bianconere.
    In definitiva risultato eccessivamente pesante in virtù della prova convincente posta in essere dai ragazzi guidati da mister Bonatti.

    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili.

    A tal proposito, la Juventus women prosegue la preparazione in vista del big match di Serie A femminile in programma domenica alle 12.30 contro il Sassuolo, da segnalare il rientro in gruppo di Alice Berti.
    L’attaccante bianconera classe 2003, reduce da un infortunio al ginocchio, rappresenta un’alternativa importante nelle rotazione offensive di Guarino.
    Numeri da capogiro per il Sassuolo, che in classifica segue le Juventus women a due lunghezze di distanza e precede il Milan, antagonista per eccellenza della formazione bianconera.
    Concluderemo con un commento a Novara-Juve Under23 e Juve-Sassuolo Under19.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    21 min
  • J-TACTICS-Il discorso del Re (S03 E07)
    Il titolo della settima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ "Il discorso del Re”, (The King’s Speech) che è un film del 2010, diretto da Tom Hooper.
    Interpretato da Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Guy Pearce, la pellicola è ispirata ad una storia vera, ruota attorno ai problemi di balbuzie del re Giorgio VI e al rapporto con il logopedista Lionel Logue, che lo ebbe in cura.
    Il discorso di cui si fa riferimento è quello dell’annuncio del re alla nazione della dichiarazione di guerra alla Germania e il conseguente ingresso del Regno Unito nella seconda guerra mondiale.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la partita giocata sul campo neutro Dino Manuzzi di Cesena dalla Juventus opposta alla neopromossa Spezia valevole per la sesta giornata di serie A.
    Dopo tre pareggi consecutivi ed una sconfitta in Champions, la squadra di Pirlo coglie i 3 punti e ritorna alla vittoria.
    Una vittoria larga in termini di numerici, non sicuramente, almeno per lunghi tratti della partita nel gioco.
    Bianconeri in vantaggio al quarto d’ora con il solito Morata, questa volta è il VAR a convalidare la rete dello spagnolo dopo l’errata segnalazione di offside dell’assistente dell’arbitro.
    Alla mezz’ora tuttavia arriva il pareggio dello Spezia con Pobega.
    Un “gollonzo” nel vero senso della parola quello subito dagli uomini di Pirlo, in una delle primissime ripartenze dello Spezia, i tre della terza linea sarebbero anche posizionati bene sul perimetro dell’area, e forse è proprio questo il punto: piazzati bene, ma fermi.
    Danilo sta lì a guardare l’inserimento di Bartolomei, il resto della difesa segue solo con lo sguardo Pobega che arriva e la butta dentro un po’ per bravura e un po’ per fortuna.
    A prescindere dalle pesanti assenze nel reparto difensivo con Chiellini e De Ligt ancora out, è impensabile ed assolutamente non giustificabile subire un simile gol, soprattutto se ti chiami Juventus.
    Dopo il pareggio dei liguri i campioni d’Italia ripropongono il medesimo canovaccio andato in scena nei match con Crotone ed Hellas Verona.
    Tanta imprecisione sotto porta, svarioni tattici in modo particolare a livello difensivo e molta confusione.
    Per lunghi tratti la Juventus lascia il pallino del gioco agli avversari, subendo diversi contropiedi e non tirando praticamente più in porta per almeno tutta la fase centrale della seconda frazione di gioco.
    Poi la svolta, al ’56 fa il suo ingresso il Re, Cristiano Ronaldo il quale dopo alcune settimane di stop forzato a causa del Covid ritorna finalmente a calcare il rettangolo verde.
    Nemmeno il virus è riuscito a indebolire l’asso portoghese, il suo ingresso in campo è stato semplicemente devastante, subito un paio di giocate di livello, poi il gol del 2-1 con una semplicità disarmante sull’assist di Morata, infine il rigore del 4-1 con il cucchiaio.
    La Juve sbadigliante della prima manciata di minuti della ripresa, si trasforma in una Juve spietata nei primi tre minuti della presenza di Ronaldo.
    Entra al posto di un incupito Dybala tocca tre palloni facendo quello che deve fare, poi fa un cenno con lo sguardo e Morata e gli fa capire dove vuole il pallone, proprio nel punto in cui Provedel è poco più di un birillo.
    La Juventus si porta nuovamente in vantaggio nei confronti del, fino a quel momento, arrembante Spezia, e da lì in poi è tutta un’altra storia.
    Una storia scritta ed interpretata da un Cristiano famelico di calcio giocato che come se nulla fosse si cala nel clima della partita nonostante l’assenza dovuta alla quarantena imposta per effetto della sua positività al Coronavirus.
    Il match del Manuzzi di domenica dimostra per l’ennesima volta, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che Ronaldo è presenza pesantissima in campo, con doti tecniche purissime tali da creare timore, scompiglio e soggezione a qualsiasi avversario, ma anche fuori dal campo medesimo, con un atteggiamento da leader indiscusso capace di calamitare su di sé attenzioni, tensioni (che ha sempre dimostrato di saper gestire benissimo) e ammirazione da parte di compagni ed avversari.
    Ronaldo è campione non solo a livello tecnico-tattico ma anche e soprattutto a livello mentale, elemento che secondo alcuni lo renderebbe superiore persino a Messi e a qualsiasi altro giocatore del passato e del presente.
    Anche nella cornice di un match di poco conto d’inizio campionato con una neo promossa, il Re dimostra tutto il suo peso specifico.
    Proprio come il Giorgio VI della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTCS, affetto da balbuzie ha dovuto superare i suoi limiti ed handicap, allo stesso modo anche l’asso portoghese con tenacia straordinaria e con un carattere ed una volontà di ferro ha superato le difficoltà che la vita gli ha riservato, fino ad arrivare ad essere probabilmente il miglior interprete del gioco del calcio di tutti i tempi.
    La forza di volontà che contraddistingue il Re d’Inghilterra protagonista del film e che lo porta a riuscire a pronunciare, senza balbettare, il discorso più importante della sua vita e di quella dei suoi sudditi, ossia l’annuncio alla nazione della dichiarazione di guerra alla Germania e il conseguente ingresso del Regno Unito nella seconda guerra mondiale.
    La medesima forza che ha portato il nostro Re a strisce bianconere ad essere il numero uno e che si spera ci porterà finalmente a primeggiare anche in Europa.
    Anche Cristiano, come Giorgio VI, pronuncia a modo suo il “discorso”, e lo fa a margine del match di domenica: “Cristiano is back! This is the most important”.
    Annuncio e monito per tutti, compagni ed avversari.

    Sarà nostro gradito ospite l’amico Marco Dolcinelli, scrittore, fine intenditore di calcio (anche quello meno conosciuto) nonché ideatore e conduttore di TUNNEL Podcast.

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    1 hr 43 min
  • J-TACTICS-Sangue e Arena (S03 E06)
    Il titolo della sesta puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ "Sangue e arena” (Blood and Sand) che è un film diretto da Rouben Mamoulian del 1941 e tratto dal romanzo Sangre y arena di Vicente Blasco Ibáñez (1909).
    È il remake dell’omonimo film muto del 1922 con Rodolfo Valentino.
    Juan Gallardo, figlio di un torero di Siviglia morto nell’arena, volendo seguire le orme paterne lascia casa e famiglia per raggiungere Madrid con quattro suoi amici.
    Trascorsi dieci anni, dopo essere diventato un modesto matador, Juan torna nella sua città natale e ritrova la stessa povertà e Carmen Espinosa, la stessa ragazza che si era innamorata di lui avendolo visto una notte alle prese con un toro.
    Deciso ad aiutare la famiglia e a sposare Carmen, il giovane riesce finalmente a diventare un torero ricco e acclamato. La sua fama, però, attira le attenzioni di Doña Sol, avvenente e sensuale nipote di un nobile che lo irretisce con le sue grazie.
    Quando il torero capirà finalmente il proprio errore si riconcilierà con la moglie Carmen ma l’ultima corrida gli sarà purtroppo fatale.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la brutta ed a tratti imbarazzante sconfitta patita dalla Juventus allo Stadium ad opera del Barcellona e valevole per la seconda giornata della Champions League.
    Una prova disarmante sotto molti aspetti, i bianconeri subiscono infatti sin dai primi minuti del match il pressing alto ed a tratti asfissiante della squadra blaugrana, canovaccio già visto in occasione della gara di qualche giorno prima contro il Verona.
    Una Juventus disordinata, confusionaria e con poche idee messe in pratica malissimo.
    La vocazione d’attacco, almeno in teoria, dei campioni d’Italia è certificata da un 4-4-2 con 4 giocatori offensivi, con un Chiesa preferito a Ramsey nel ballottaggio per una maglia da titolare sul lato sinistro, un’idea apprezzabile sulla carta, perché la pratica appare essere impietosa.
    Il Barcellona infatti soffoca immediatamente la Juve nella propria metà campo e dopo nemmeno due minuti assistiamo ad un assist di Demiral per Messi, un tiro di Pjanic respinto da Szczesny e un palo di Griezmann.
    Tra le fila bianconere spicca in negativo la prova dei giovani nuovi acquisti Kulusevski e Chiesa, quest’ultimo tuttavia poco e mal servito dai compagni.
    La linea mediana composta dall’inedito duo Bentancur-Rabiot opposto ad un centrocampo blaugrana lontano anni luce da quello di guardioliana memoria soccombe miseramente con il giocatore uruguaiano protagonista in negativo con una prova ai limiti della decenza risultando essere nullo in fase d’interdizione e in quella offensiva.
    Pirlo aveva chiesto di sfruttare la maggior fisicità del suo centrocampo, ma di fronte alla tecnica e alla rapidità di Pjanic e De Jong, il raffronto con Rabiot e Bentancur è a tratti impietoso.
    Nel mare di negatività in cui la Juve è naufragata ieri sera allo Stadium, scialuppe a cui aggrapparsi sono state il colombiano Cuadrado e soprattutto un Morata versione europea con ben 3 gol annullati per fuorigioco di cui un paio millimetrici, probabilmente un record, mentre Dybala alla seconda partita consecutiva in pochi giorni è apparso poco lucido sia mentalmente che atleticamente.
    Così come contro il Crotone e Verona in campionato un’arbitraggio non propriamente all’altezza (l’intervento di Bernardeschi sanzionato con il rigore sembra iniziare fuori area) e una VAR attentissima (anche troppo) hanno contribuito a certificare che in questo scorcio di stagione la dea bendata non appare essere troppo benevola nei confronti dei bianconeri, ma al di là della sfortuna, troppo brutti ed impotenti sono apparsi gli uomini di Pirlo per reclamare all’eccesso di cattiva sorte nei loro confronti.
    Non esente da critiche anche il neo tecnico bresciano.
    Iniziano a piovere i primi malumori infatti, soprattutto sui social, per la cattiva gestione dei cambi durante il match e per l’assenza, almeno fino ad ora, di un modulo definito da attuare magari con interpreti stabili.
    In definitiva dalla tifoseria si sollevano i primi mugugni per l’inesperienza (fattore noto sin dall’inizio tuttavia), di Andrea Pirlo incapace, secondo alcuni, di leggere la partita e magari cambiare gli eventi in corso d’opera.
    “Sangue e Arena”, così come il titolo della pellicola che da il nome all’odierna puntata di J-TACTICS.
    “L’arena”, uno Stadium vuoto per via di una pandemia che ha e sta continuando a cambiare il mondo, ma pur sempre scenario di un match di livello altissimo in ambito europeo con 2 big d’Europa a fronteggiarsi nella massima competizione per club a livello continentale.
    Compagini che tra le proprie fila si fregiano della presenza di due tra i giocatori più forti di tutti i tempi, per restare in tema, i 2 più grandi Matador calcistici in circolazione.
    Il “Sangue”, ossia la voglia di primeggiare con la garra che contraddistingue chi scende in campo in sfide di questo livello ed importanza.
    Il sangue che solitamente scorre dopo che il Matador ha infilzato in una sorta di rituale pagano tra le acclamazioni della folla, il malcapitato toro con la sua banderilla, o al contrario quando il toro incorna il torero medesimo squarciando le sue carni.
    In questo caso, purtroppo per chi vive la fede bianconera, è stata la squadra catalana a vestirsi da banderillero come il Tiron Power del film, che con azione abile e spericolata ha piantato le banderillas nel collo della Juventus.

    Saranno nostri graditi ospiti la bella, brava e competente amica Fabiola Graziano, vicedirettrice di fantamagazine.com per la rubrica mensile sul fantacalcio e Antonio Cefalù, giornalista sportivo, corrispondente per GianlucaDiMarzio.com dalla Spagna nonché podcaster per Sportellate.it con “Golazo” podcast dedicato al calcio spagnolo.

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    2 hr 4 min
  • IL PALLONE RACCONTA E45 - Juve-Real Madrid Finale C.L. 1998
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Sesto episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le finali di Coppa Campioni/Champions League giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la finale della 43ª edizione di UEFA Champions League disputata il 20 maggio 1998 all'Amsterdam Arena di Amsterdam tra Juventus e Real Madrid che ha visto la vittoria per 1-0 del club madrileno.
    Terza finale consecutiva per la compagine guidata da mister Lippi che escono purtroppo nuovamente sconfitti e bissano in negativo l'amarezza dell'anno prima con il Borussia Dortmund.
    Nonostante la Juventus si riversi in attacco nei minuti finali, il risultato non cambia e il Real Madrid torna a vincere la massima competizione europea per club dopo trentadue anni.
    Il match di Amsterdam probabilmente segna la fine del primo ciclo del tecnico viareggino sulla panchina della vecchia signora e con esso di una delle Juventus più belle a livello europeo.
    Buon Ascolto!
    47 min

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Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
"La Juve non è importante, è l'unica cosa che conta".
Ogni GIOVEDÌ…