J-TACTICS's show

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By J-TACTICSSportsSoccer
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J-TACTICS's show episodes

  • IL PALLONE RACCONTA E52 - Ian Rush
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Dal blog "Il pallone racconta" di Stefano Bedeschi.
    Voce narrante: Dario
    16 min
  • J-World S02 E15
    Quindicesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.

    Altri tre punti pesantissimi per la Juventus Under23 in casa con la Pro Patria.
    I bianconeri – che agguantano il terzo posto in classifica -dominano per un’ora di gioco e soffrono solo quando sono ridotti in inferiorità numerica per effetto dell'espulsione di Di Pardo per un accenno di reazione nei confronti dell’avversario che gli costa il rosso diretto.
    Le reti vengono siglate da Ranocchia, Correia e un autogol di Greco sul rigore di Rafia prima della marcatura illusoria di Castelli.
    Dopo il poker rifilato al Bari in Coppa Italia e la sosta, una Juventus Women tutt’altro che brillante strappa tre punti d’oro in casa del Napoli.
    Il gol di Maria Alves e il rigore di Girelli nella ripresa ribaltano l’iniziale rete di Huchet.
    In una prova incolore delle ragazze bianconere spicca l'ottima prestazione della Cernoia.
    Tre punti di vantaggio mantenuti sul Milan diretta inseguitrice.
    Una grande prova della Juventus Women all'Allianz Stadium, ma con il Lione non basta: vincono le campionesse d'Europa per 2-3, con gol di Kumagai decisivo al minuto 87.
    Di Hurtig e Buchanan (autogol) le reti bianconere.
    Malard cambia la partita per le francesi: dopo il rigore di Renard, è decisiva con il guizzo del pari e con l'assist per Kumagai.
    Resta, però, negli occhi la grande prestazione delle bianconere, davvero autrici di una gara super.
    Martedì prossimo la gara di ritorno al Groupama Stadium.

    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili.
    Le ragazze di Rita Guarino saranno impegnate nel match casalingo con le giallorosse della Roma.
    Mentre i giovani bianconeri di mister Zauli sono attesi dal match casalingo contro l'Alessandria.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    24 min
  • J-TACTICS-Tutti gli uomini del presidente (S03 E11)
    Il titolo dell'undicesima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto da: “Tutti gli uomini del presidente” (All the President’s Men), è un film del 1976 diretto da Alan J. Pakula e interpretato da Dustin Hoffman e Robert Redford.
    Basato sull’omonimo saggio scritto dai giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein, ripercorre l’inchiesta del Washington Post che nel 1972 portò allo scandalo Watergate e alle dimissioni di Richard Nixon da Presidente degli Stati Uniti.
    La sera del 17 giugno 1972, cinque uomini vengono fermati mentre si trovano all’interno della sede del Partito Democratico, in uno dei palazzi del complesso residenziale Watergate a Washington.
    Il giorno successivo Bob Woodward un giovane cronista del Washington Post, si trova in tribunale per seguire l’udienza e durante l’interrogatorio scopre che uno degli effrattori lavora per la CIA.
    Sospettando che l’episodio sia collegato alla campagna elettorale per la rielezione di Richard Nixon alla carica di Presidente degli Stati Uniti comincia ad indagare negli ambienti governativi.
    Anche Carl Bernstein, un altro cronista del quotidiano di Washington, si interessa all’argomento.
    I due iniziano una complicata indagine, resa ancora più difficoltosa dall’omertà che circonda l’argomento, gli indizi sembrano portare direttamente alla Casa Bianca.
    Pezzo dopo pezzo, Woodward e Bernstein scoprono che il CREEP è in realtà una potente organizzazione che utilizza lo spionaggio e la corruzione, con implicazioni della CIA e dell’FBI, al fine di sabotare la campagna elettorale del Partito Democratico.
    Il 9 maggio 1974, l’inchiesta del Washington Post porta all’apertura della procedura di impeachment nei confronti di Nixon che, esattamente tre mesi dopo, presenta le dimissioni.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare il delicato momento che l’intera dirigenza e la società juventina sta vivendo in questi ultimi mesi e le recrudescenze di vicende che si trascinano dalla scorsa stagione.
    Pare non ci sia pace per chi nella Juventus siede nella cd. stanza dei bottoni ed ha (ed avrà? ci chiediamo noi) il compito di condurla nelle sempre acque agitate del mondo del calcio.
    L’oramai celeberrimo duo Paratici-Nedved che già nella scorsa estate giocò d’azzardo spingendo per l’allontanamento del tecnico pluri scudettato Allegri per far posto a colui, che nella rivoluzione tecnico-tattica immaginata dai due dirigenti, avrebbe dovuto condurre la squadra bianconera verso una nuova era, Maurizio Sarri.
    Un azzardo appunto, come quando al casinò si sfida la sorte puntando tutte le proprie fiches sul numero che si è convinti uscirà.
    Non si può certo dire che quella puntata al tavolo da gioco sia andata bene.
    Dopo appena un solo campionato il tecnico toscano viene di fatto esautorato dal presidente Agnelli, dopo uno scudetto vinto, ma anche una Coppa Italia ed una Supercoppa perse miseramente a cui si aggiunse poi nel pieno dell’estate la bruciante eliminazione agli ottavi di Champions League ad opera dei carneadi del Lione.
    Il presidente parlò in sintesi di una sorta di “incompatibilità ambientale” per il tecnico fortemente voluto l’estate prima dai suoi dirigenti.
    In definitiva l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.
    Volendo essere onesti Andrea Agnelli mal digerì il congedo forzato del tecnico Allegri divenuto, nel corso dei 5 anni trascorsi sulla panchina bianconera, anche suo buon amico e probabilmente ancor meno volentieri digerì l’ingaggio di un tecnico come Sarri che in più occasioni si era dimostrato sopra le righe ed abbastanza anticonformista.
    La Juve intesa come società tutto può essere fuorché anticonformista appunto, il presidente tuttavia si volle fidare, per citare il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, dei “suoi uomini”.
    Non a caso, nella conferenza stampa di commiato di Allegri, il presidente fece intendere che il cambio avveniva sulla base delle decisioni di coloro i quali lui aveva delegato per dirigere la squadra.
    Non è un mistero infatti che sia Paratici che Nedved spinsero fortemente per il cambio in panchina sostenendo che il tecnico livornese non fosse in grado di valorizzare, per usare le parole dello stesso Pavel, “una rosa difficilmente migliorabile”.
    Agnelli dovette quindi intervenire in prima persona e rimediare dopo l’esonero di Sarri chiamando sulla panchina dei campioni d’Italia, un altro suo uomo, Andrea Pirlo.
    Secondo molti poi la dirigenza bianconera non sarebbe esente da colpe per una squadra progressivamente invecchiata e mal rivitalizzata per effetto di sessioni di mercato incomplete o che hanno portato alla corte di madama giocatori che non si sono rivelati all’altezza, si pensi ad esempio alla coppia di centrocampisti Ramsey-Rabiot, acquistati a parametro zero ma ricompensati con ingaggi rivelatisi pesantissimi alla luce di un contributo a dir poco mediocre fino ad oggi.
    Altri azzardi quindi in sede di campagna acquisti che probabilmente non avranno soddisfatto il massimo dirigente bianconero.
    Se la scorsa stagione non ha fatto dormire sonni tranquilli al presidente probabilmente neanche quella iniziata da qualche mese lo sta facendo dormire tra due guanciali.
    L’estate juventina è stata agitata dal cd. “caso Suarez”, che ha visto la società zebrata imbarcarsi in una trattativa rivelatasi a livello burocratico complicatissima.
    L’uruguaiano avrebbe dovuto essere la punta che riempie l’area di rigore che tanto è mancata nell’anno targato Sarri, il “puntero” come si direbbe in Spagna.
    Probabilmente quindi il profilo giusto a livello tecnico e tattico ma, potremmo dire, sicuramente non a livello burocratico in quanto sprovvisto di passaporto comunitario.
    La maledetta burocrazia per effetto della quale Luis non risultava più tesserabile in quanto la vecchia signora aveva qualche settimana prima esaurito gli slot a disposizione per l’ingaggio di extracomunitari con l’acquisto dello statunitense McKennie.
    Un bel pasticcio al quale si è cercato di porre forse troppo frettolosamente rimedio attraverso un esame di lingua italiana, il cui superamento da qualche anno è divenuta condizione imprescindibile per l’ottenimento della cittadinanza per un extracomunitario.
    Suarez si reca all’università degli stranieri di Perugia superando effettivamente l’esame necessario per l’ottenimento della cittadinanza che avrebbe eventualmente permesso alla Juventus di tesserarlo come giocatore “comunitario”.
    Prova d’esame che attira però l’attenzione della procura della città umbra in quanto secondo i magistrati l’esito sarebbe stato pilotato affinché il giocatore potesse, pur non avendo le necessarie conoscenze, superare senza problemi la prova di conoscenza della lingua alla quale era sottoposto.
    Secondo l’accusa quindi la Juventus aveva scoperto le indagini in corso di svolgimento sull’Università per stranieri di Perugia e per questa ragione avrebbe abbandonato la pista di mercato legata a Luis Suarez, non solo, secondo la tesi accusatoria dei pm della Procura umbra, il club bianconero avrebbe ostacolato l’indagine, come testimonierebbero anche le dichiarazioni dei legali della Juventus in quel periodo.
    Riassumendo, il test è stato considerato una ‘farsa’, il calciatore conosceva le domande ed è quindi stata conseguentemente aperta un’indagine e tra gli indagati risulta anche Fabio Paratici.
    Prima del derby contro il Torino il dirigente piacentino ai microfoni di Sky Sport si difende: “Ho chiesto un’informazione a una persona che conosco da tantissimo tempo, fare domande non è un reato. Sono amico di Paola De Micheli, siamo della stessa città e lei ha già chiarito. Rifarei tutto? Assolutamente sì”.
    Una vicenda che con il passar delle settimane si è fatta via via più intricata allungando ombre sull’operato della Juventus e dei suoi dirigenti, in una stagione che vede i campioni d’Italia protagonisti di una serie di risultati altalenanti mettendo sul banco degli imputati i giocatori, il tecnico Pirlo ed ovviamente i dirigenti, insomma tutti, o meglio, “Tutti gli uomini del presidente”.
    Naturalmente non mancherà, come da tradizione del nostro podcast un’analisi approfondita ed esauriente delle recenti sfide in cui è stata impegnata la vecchia signora, in campionato con i cugini del Torino che hanno visto i bianconeri trionfare all’ultimo respiro e la dirompente vittoria al Nou Camp contro il Barcellona travolto 3-0 che frutta il primo posto nel girone agli uomini di Pirlo.
    Saranno nostri graditi ospiti gli amici Dario Ghiringhelli, fine intenditore di calcio, appassionato dei colori bianconeri e soprattutto speaker di Radio Bianconera e Fabiola Graziano con la sua consueta rubrica sul fantacalcio.

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    2 hr 9 min
  • IL PALLONE RACCONTA E51 - Juve-Liverpool Finale C.L. 1985
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Nono ed ultimo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le finali di Coppa Campioni/Champions League giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la finale della 30ª edizione di Coppa dei Campioni si disputò il 29 maggio 1985 presso lo stadio Heysel di Bruxelles tra gli inglesi del Liverpool e gli italiani della Juventus.
    La finale dell'Heysel, che mise di fronte i campioni in carica di Coppa dei Campioni e quelli di Coppa delle Coppe – peraltro al tempo nelle prime due posizioni del ranking UEFA e già affrontatisi pochi mesi prima nella Supercoppa UEFA –, ebbe luogo con un'ora e mezza in ritardo come conseguenza degli incidenti sugli spalti provocati nel prepartita dagli hooligan britannici: nonostante il tragico contesto in cui persero la vita 39 persone, e che portò a dichiarare lo stato d'assedio a Bruxelles, la finale si svolse ugualmente per disposizione congiunta tra l'UEFA, le associazioni nazionali italiana, inglese e belga – quest'ultima a carico dell'organizzazione dell'evento – oltreché il connazionale Ministero dell'Interno, il sindaco e la polizia della città (nonostante la richiesta della società bianconera di non disputarla); questo poiché si arrivò alla conclusione che un sgombero prematuro dello stadio avrebbe potuto aumentare il numero di vittime.

    Ritenuta dal punto di vista strettamente sportivo una delle migliori finali disputatasi nelle competizioni europee fino a quel tempo, purtroppo è passata alla storia per i tragici eventi extra campo piuttosto per ciò che accadde sul terreno di gioco.
    Buon ascolto!
    50 min
  • J-World S02 E14
    Quattordicesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.

    Dopo l’importante vittoria contro il Grosseto, la Juventus Under23 vola in Sardegna ed affronta l’Olbia in occasione della 13^ giornata di Serie C.
    Una gara nella quale i bianconeri non brillano particolarmente, uscendo sconfitti con i gol di Pennington e Udoh.
    Per la squadra di Zauli in rete Rafia, che dopo il gol del momentaneo pari si fa espellere, lasciando in 10 la squadra.
    Nel recupero dell'11^ giornata di serie C, girone A, la Juventus U23 è ospite della Pergolettese.
    I bianconeri devono trovare una continuità nel loro percorso di crescita, dopo la sconfitta inopinata in terra sarda.
    Recuperare una gara che si mette in salita non è mai facile, per questo, la Juventus Under23 ha dimostrato carattere e voglia di rivalsa dopo la battuta d'arresto contro l’Olbia di domenica scorsa.
    La Pergolettese ha disputato un ottimo primo tempo, passando in vantaggio per 1-0 e rendendosi pericolosa in più occasioni, nella seconda frazione Zauli passa al 4-3-3 e con questo modulo la squadra riesce ad essere più incisiva e pericolosa nella trequarti avversaria.
    I giovani bianconeri vincono per 3 reti a 1, in gol Petrelli, Correia e Del Sole.

    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili.
    Le Juventus women saranno impegnate sull'ostico campo del Napoli, mentre l'Under23 sarà impegnata nel match casalingo contro la Pro Patria.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    16 min
  • J-TACTICS-Chi ha paura delle streghe? (S03 E10)
    Il titolo della decima puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ “Chi ha paura delle streghe”, (The Witches) che è un film del 1990 diretto da Nicolas Roeg e tratto dal romanzo per bambini Le streghe di Roald Dahl.
    Durante le vacanze estive in Norvegia con la famiglia, il piccolo Luke Eveshim ascolta le storie che nonna Helga gli racconta sulle vere streghe, raccomandandogli di fare molta attenzione, perché esse sono creature magiche e diaboliche che odiano i bambini e cercano di eliminarne il maggior numero possibile.
    Le streghe sembrano donne qualsiasi e vivono mimetizzate tra gli esseri umani, ma possono essere riconosciute da alcuni particolari: lunghi artigli per i quali indossano sempre i guanti, piedi senza dita che nascondono in scarpe larghe, assenza completa di capelli per cui mettono la parrucca e occhi sfumati di rossastro; inoltre sono dotate di un olfatto particolarmente sviluppato che consente loro di percepire l’odore di bambino, che per loro è nauseante.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la partita giocata nel tardo pomeriggio di sabato al Ciro Vigorito di Benevento tra la squadra di casa e la Juventus.
    Una partita che, a detta di mister Pirlo, avrebbe dovuto sancire la fine degli esperimenti di formazione e ci avrebbe permesso di ammirare una squadra più sicura, determinata e convincente anche per dare continuità alla buona prova con il Cagliari in casa e dopo le incertezze manifestate qualche giorno prima con gli ungheresi del Ferencváros in Champions League.
    Tutte buone idee ed intenzioni che purtroppo non si sono minimamente palesate in quel di Benevento.
    I bianconeri danno vita infatti, ad una prova pressoché sconcertante, dopo un buon avvio culminato con il vantaggio del solito Alvaro Morata in versione bomber e re Mida con un gol ad ogni pallone giocabile che gli viene fornito.
    Lo spagnolo segna ancora, l’ottavo gol (con tre assist) che valgono il 48% dei gol totali della Juventus realizzati in questa stagione, Alvaro verrà poi espulso nel finale dopo il triplice fischio.
    Non basta il solito Morata, senza Cristiano Ronaldo (a riposo concordato e neanche partito per Benevento) la Juventus viene fermata sul pari da una bella partita della squadra di Inzaghi.
    Alla sua rete risponde Letizia con un gran destro al volo, 1-1 il risultato finale che lascia l’amaro in bocca, molti dubbi sulla formazione, sulla prestazione di alcuni singoli e una forte dose di arrabbiatura per i supporters bianconeri i quali vedono per l’ennesima volta i propri beniamini buttare via punti preziosi con squadre di caratura modesta se non addirittura mediocre, oramai una costante di questo avvio di stagione.
    Match da dimenticare per il giovane Frabotta, per il brasiliano Arthur il quale non riesce mai ad incidere e a proporre i cambi di passo che tanto necessari sarebbero a questa Juve, Ramsey autore di una prova soporifera ed incolore, non a caso sostituito al ’64 da Kulusevski ma autore anch’esso di una prova negativa in cui è apparso abulico, poco concentrato e fuori contesto.
    Mister Pirlo tuttavia nelle interviste post partita ha avuto parole di conforto per l’ex gialloblu: «E’ giovane, non può fare tutte le partite. Gioca in Nazionale, alla Juve, viene dal Parma, e il peso della palla è diverso. Impossibile farlo giocare sempre, anche lui è stanco. Sappiamo quello che ci può dare e puntiamo forte su di lui».
    Proprio come il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, la domanda da porsi prima del match del Vigorito era: “Chi ha paura delle streghe?”, ossia questa Juve infarcita di campioni o presunti tali, può aver paura di una squadra seriamente candidata a lottare per la salvezza e che probabilmente saluterà la massima serie a fine stagione?
    La palla è rotonda come si suol dire e le vittorie non sono mai scontate, ma è pur vero che la compagine bianconera negli oltre ’90 minuti in cui è stata in campo non è riuscita minimamente a manifestare la sua superiorità tecnica e, cosa più sconcertante per il pubblico juventino, neanche quella caratteriale, marchio di fabbrica della squadra più titolata d’Italia.
    Le “streghe” del Sannio ipnotizzano e rendono inoffensiva la Juventus, una magia che si concretizza nella grinta, tanto atletismo e assenza di paura o timore reverenziale nei confronti del blasonato avversario.
    Volendo essere sinceri le “streghe” per la formazione di Pirlo si manifestano per l’ennesima volta in questo scorcio di stagione con un arbitraggio non proprio all’altezza.
    Gestione pessima di Pasqua che distribuisce male i cartellini e non concede un rigore ai bianconeri.
    L’arbitro infatti fatica a tenere in mano la partita, come dimostra la distribuzione dei cartellini gialli: sono sette, tutti nel secondo tempo, di cui ben sei dal 35’ in poi, quando la tensione sale.
    Lo si vede con chiarezza quando Cuadrado mette le mani addosso a Letizia, rischiando grosso, alla fine a farne le spese più di tutti è Morata, espulso poco dopo il fischio finale.
    Appare decisamente più da punire la trattenuta subita da De Ligt al ’42 del secondo tempo, la maglietta si allunga in maniera evidente, ma Pasqua lascia correre, il Var Di Paolo non segnala una possibile revisione dell’episodio.
    In definitiva dunque manca un rigore netto che avrebbe probabilmente deciso la gara.
    Il match con le streghe giallorosse decreta evidenti e preoccupanti passi indietro dei pluri campioni d’Italia, oltre ai punti nuovamente lasciati per strada.
    Alcuni dubbi iniziano a palesarsi anche nei più ottimisti supporters bianconeri e i mugugni stanno assumendo i connotati di vere e proprie critiche all’operato del mister e sulla qualità della rosa.
    Ci chiediamo, questo avvio altalenante di stagione per la Juve culminato nella prova negativa di Benevento possono indurci già a pensare che sarà un’annata stregata e senza trofei per i bianconeri?
    Proviamo quindi a fare un esame di coscienza e a chiederci, “Chi ha paura delle streghe?”
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Francesco Di Castri, fine intenditore di calcio, scrittore ed autore del libro: “Storia di un grande amore: 123 anni di Juventus”.

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    1 hr 39 min
  • IL PALLONE RACCONTA E50 - Diego A. Maradona Ft. Enzo Ricchiuti
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Episodio speciale dedicato ad uno dei più grandi interpreti del gioco più bello del mondo, "El pibe de oro", le cui gesta sono per l'occasione narrate attraverso due scritti di Enzo Ricchiuti.
    Voce Narrante: Dario
    7 min
  • J-World S02 E13
    Tredicesima puntata stagionale della rubrica, nel canale spreaker J-TACTICS, dedicata alle women ed alle giovanili della Juventus, J-WORLD.
    Parte con il botto il percorso in Coppa Italia della Juventus Women, le ragazze di Rita Guarino vincono per 4-1 in casa della Pink Bari e si piazzano al primo posto del girone E.
    Le bianconere chiudono il match nel primo quarto d’ora quando la partita è già sul 3-0.
    Il rientro in campo al 46’ è complicato e la squadra di casa trova la rete che avrebbe potuto riaprire il match.
    È brava Bonansea a segnare la personale doppietta e mettere la firma sul poker che chiude le marcature.
    Note a margine in riferimento alla Juventus Women sono poi la candidatura di mister Rita Guarino al premio come miglior allenatore squadra femminile.
    Ed in chiave europea il sorteggio Champions League femminile, dove le nostre ragazze saranno impegnate in un match proibitivo con il Lione, forse la più forte squadra al mondo in ambito femminile.
    Passando poi successivamente ad analizzare le partite giocate dall'Under23:
    Una vittoria di forza, e tutta costruita nella prima mezz’ora di gara, quella dei giovani ragazzi bianconeri che tra le mura amiche dello Stadio Comunale “Giuseppe Moccagatta” di Alessandria, davanti allo sguardo attento anche di Mister Pirlo (presente in tribuna), passano 3-2 sulla Pistoiese.
    L’uomo della domenica è senza ombra di dubbio Elia Petrelli che, con la sua tripletta, regala tre punti pesantissimi alla sua squadra.
    Nota di merito anche per il giovane Di Pardo, tornato in Under23 dopo la convocazione in prima squadra, si sgancia spesso in avanti a destra, confezionando anche il pallone vincente per il bis di Petrelli.
    Dopo il successo 3-2 sulla Pistoiese di domenica, l'Under23 è tornata in campo.
    Mercoledì pomeriggio si è giocato il match di recupero del decimo turno tra Juventus Under23 e Grosseto, allo stadio Moccagatta, i ragazzi di mister Zauli vincono con un netto 2-0.
    Di Vrioni e Rafia le reti che hanno deciso l’incontro due prime volte, per un 2-0 che proietta i bianconeri al settimo posto in classifica a quota 19 punti, con ancora una gara da recuperare.

    Non mancherà uno sguardo ai prossimi impegni delle women e delle giovanili.
    I giovani bianconeri saranno impegnati domenica alle 12.30 nel match in trasferta che li vedrà opposti all'Olbia.
    Mentre il campionato femminile momentaneamente si ferma per gli impegni della nazionale, le women ritorneranno in campo il 05 dicembre nel match in trasferta che le vedrà opposte al Napoli.

    Anche quest'anno sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto Loforte, Fuori rosa TV.
    23 min
  • J-TACTICS-La meglio gioventù (S03 E09)
    Il titolo della nona puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ “La meglio gioventù”, che è un film del 2003 diretto da Marco Tullio Giordana.
    Racconta trentasette anni di storia italiana dall’estate del 1966 fino alla primavera del 2003, attraverso le vicende di una famiglia della piccola borghesia romana.
    Il titolo della pellicola è ispirato alla omonima raccolta di poesie pubblicata nel 1954 da Pier Paolo Pasolini.
    La meglio gioventù è una saga familiare che si dipana dall’Italia del 1966 a quella del 2003.

    La pellicola narra la storia di una famiglia di Roma, i Carati, concentrandosi principalmente sulle figure dei due fratelli Matteo e Nicola. In essa vengono documentate pressoché tutte le fasi della loro vita, dal loro viaggio nel fiore della loro giovinezza, negli anni della contestazione e della controcultura, agli anni della maturità nel 2000.

    Fra i temi centrali del film vi sono l’interazione fra la sfera personale e quella politica, l’analisi storica dei periodi considerati ed il tema del bivio (si sottolinea come anche i piccoli eventi della vita possano diventare punti di svolta per scelte più importanti nel futuro, nelle sue certezze ed ucronie).
    Facendo la nostra solita trasposizione, questa volta non dalla cinematografia, ma dalla musica al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nel brano per analizzare la partita giocata nel posticipo serale del sabato tra la Juventus ed il Cagliari.
    Vittoria convincente, dopo una serie di prove tentennanti e soprattutto la beffa del pareggio a tempo scaduto patito con la Lazio due settimane prima.
    Una prova corale degli uomini di mister Pirlo così come non si vedevano da tempo, difesa solida, con la “meglio gioventù” Demiral-De Ligt, centrocampo dinamico e di qualità con le movenze vellutate del brasiliano Arthur il quale nel controllo e smistamento del pallone ha ricordato proprio colui che lo guida dalla panchina ed infine un attacco sempre pungente e questa volta un po’ più preciso e soprattutto fortunato rispetto a ciò che accadde all’Olimpico con, tanto per cambiare, un Cristiano Ronaldo cannibale che trasforma in oro ogni pallone giocabile ed autore della doppietta che stende l’avversario rossoblù.

    Il portoghese con la doppietta di sabato raggiunge quota 60 gol in 69 partite in serie A, sono invece 73 le marcature in 95 gare in maglia bianconera.
    Prova maiuscola della difesa come detto, o meglio della coppia difensiva centrale.
    La “meglio gioventù” bianconera per citare il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, due ragazzi, Matthijs De Ligt, 21 anni e Merih Demiral, 22 anni appena.
    Giovani ma sicuramente non sprovveduti o acerbi nonostante la verdissima età, sicurezze su cui costruire la difesa del futuro e magari una riproposizione dell’ormai storica “BBC” in chiave 2.0.
    La coppia di centrali bianconera sforna una prestazione eccellente contro il Cagliari con un’autorevolezza, una sicurezza e solidità tali da non far minimamente rimpiangere la doppia assenza di capitan Chiellini (che ne avrà ancora per un bel po’) e di Bonucci.
    L’olandese dirige la squadra da dietro rivolgendosi ai compagni in italiano, sembra tutto tranne che un giocatore al rientro dopo tre mesi.
    È il solito Golden Boy: tanto bello da vedere quanto efficace e prezioso negli anticipi.
    Il mercato è terminato da tempo e la stagione agonistica è già ben avviata, ma il rientro dell’ex Ajax è come un colpo da 100 milioni per Pirlo.
    Questo è Matthijs de Ligt, a 18 anni era già certezza e capitano di uno dei club più leggendari come l’Ajax.
    Oggi a 21 anni, è diventato stabilmente uno dei migliori centrali difensivi del mondo nel suo ruolo, inamovibile centrale della Juventus, dopo appena un anno a Torino.
    A fine partita Matthijs rilascia un’intervista totalmente in italiano, senza incertezze o tentennamenti, giorni dopo afferma: “Dialogare con i compagni è fondamentale nel calcio moderno, alla Juve ti chiamano solo se sei abbastanza bravo da meritartelo. Questo noi giovani, arrivati da poco, lo sappiamo. Ovviamente siamo qui per crescere e diventare come i nostri compagni con più esperienza: tutti noi vogliamo essere i nuovi Chiellini, Bonucci o Buffon.
    Parole ed atteggiamenti da leader consumato.
    Non meno scintillante è apparsa, come detto, la prova del giovane turco Demiral, che fa le prove di futuro con De Ligt, sempre aggressivo (vedi scivolata su Joao Pedro) e concentrato nelle chiusure difensive.
    Di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, prima serve a Cristiano Ronaldo l’assist del 2-0 e poi colpisce la traversa.
    Questo è il futuro, la versione aggiornata della BBC, questa sarà probabilmente la coppia di centrali difensiva juventina dei prossimi anni.
    Il nuovo che avanza e che fa ben sperare i supporters bianconeri, appunto ribadiamo, la “Meglio gioventù”, insieme ai vari Kulusevski, Chiesa, McKennie e Arthur su cui porre le basi per un nuovo lungo ciclo di vittorie della vecchia Signora.
    Vecchia si, ma amante dei giovani, quelli bravi.
    Sarà nostro gradito ospite l’amico Nevio Capella, fine intenditore di calcio, DJ e membro di Juventibus.

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    2 hr 20 min
  • IL PALLONE RACCONTA E49 - Juve-Real Madrid Finale C.L. 2017
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Ottavo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le finali di Coppa Campioni/Champions League giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la finale della 62ª edizione della Champions League che si è disputata sabato 3 giugno 2017 al Millennium Stadium di Cardiff tra gli italiani della Juventus e gli spagnoli del Real Madrid.

    La Juventus di Massimiliano Allegri, qualificata come testa di serie del proprio girone in quanto vincitrice della Serie A 2015-2016, viene inserita nel gruppo H.
    Con quattordici punti, frutto di quattro vittorie e due pareggi e con sole due reti incassate, i bianconeri si qualificano al primo posto nel girone.
    Agli ottavi di finale vengono sorteggiati i lusitani del Porto, battuti con un risultato complessivo di 3-0 tra andata e ritorno.
    Ai quarti l'urna di Nyon accoppia il club italiano agli spagnoli del Barcellona, in una rievocazione della finale della UEFA Champions League 2014-2015.
    A Torino i padroni di casa vincono 3-0, seguito dal pareggio a reti inviolate del Camp Nou.
    In semifinale i francesi del Monaco sono sconfitti dai bianconeri 2-0 davanti al proprio pubblico e 2-1 allo Juventus Stadium.

    Il Real Madrid di Zinédine Zidane, campione uscente, è inserito nel gruppo F.
    Con dodici punti, frutto di tre vittorie e tre pareggi le Merengues si qualificano agli ottavi classificandosi secondi nel girone.
    Negli ottavi incontrano gli italiani del Napoli.
    Nei quarti vengono sorteggiati i tedeschi del Bayern Monaco e anche in questo caso i madrileni vincono sia all'andata in trasferta, sia al ritorno in casa.
    In semifinale viene sorteggiato l'Atlético Madrid, già incontrato l'anno precedente nella finale di Milano.
    Il tecnico bianconero, Allegri, schiera la formazione collaudata già in semifinale, escludendo Cuadrado a beneficio di Barzagli per impiegare Dani Alves da ala nel 3-4-1-2.

    L'inizio della partita è a favore della Juventus che costruisce buone occasioni.
    Al 20°, però, Ronaldo innesca Carvajal, poi ne raccoglie il cross e batte Buffon, grazie anche alla deviazione di Bonucci.
    La Juventus, dopo un iniziale sbandamento dovuto allo svantaggio, reagisce trovando il gol del pareggio sette minuti dopo: cross di Sandro su lancio di Bonucci, stop e assist di Higuaín per Mandžukić, che con una girata acrobatica rimette tutto a posto.
    La prima frazione di gioco termina con un pareggio che fa ben sperare i supporters bianconeri, ahinoi, per certi versi inspiegabilmente, nel secondo tempo si assiste ad una gara totalmente diversa, con obiettività cercheremo di capire le ragioni calcistiche e non solo che determinarono quel tracollo.
    Buon ascolto!
    51 min

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Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
"La Juve non è importante, è l'unica cosa che conta".
Ogni GIOVEDÌ…