J-TACTICS's show

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By J-TACTICSSportsSoccer
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J-TACTICS's show episodes

  • IL PALLONE RACCONTA E37 - Juve-Amburgo Finale C.L. 1983
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Terzo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le finali di Coppa Campioni/Champions League giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la celeberrima finale di Atene, entrata nella storia perchè fu una partita ancor oggi inspiegabile nel risultato finale.
    Una Juve quasi interamente italiana ed imbottita di campioni del mondo, uscì nonostante tutto, sconfitta di misura dallo stadio Olimpico di Atene ad opera di una squadra a detta di tutti infinitamente più debole ma che riuscì ad imbrigliare la corazzata bianconera data per super favorita alla vigilia.
    Ad oggi una delle sconfitte a livello europeo più sconcertanti ed inspiegabili nella lunga storia juventina.
    Buon ascolto!
    39 min
  • J-TACTICS-Il cattivo tenente (S02 E35)
    Il titolo della trentacinquesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto​ da:​ "Il cattivo tenente" (bad lieutenant) che è un film neo-noir del 1992 diretto da Abel Ferrara.
    Il protagonista è un corrotto tenente della polizia di New York, dedito a tutti i tipi di droga, alcool, prostituzione, scommesse e mazzette. Tutto cambia quando nel quartiere accade un crimine gravissimo: una suora viene violentata in chiesa da due giovani, che vandalizzano e derubano l'altare. Il giorno dopo il tenente scopre che ha perso una scommessa nel campionato nazionale di baseball ma, invece di fermarsi, cerca di recuperare i soldi rilanciando il doppio sulla successiva partita. Nel frattempo iniziano le indagini sul crimine commesso in chiesa: il tenente rimane scioccato sia da ciò che la suora ha dovuto subire, sia dal fatto che lei conosce gli autori del crimine ma non vuole farne i nomi. Drogato, sconvolto, ma anche attratto sessualmente dalla giovane suora, il poliziotto sfoga la sua frustrazione su due ragazze fermate in strada senza patente.
    La discesa del tenente nella follia appare ormai inarrestabile l'unica speranza rimasta per pagare il debito sarebbe riscuotere l'ingente taglia messa sulla testa dei ragazzi che hanno aggredito la suora.
    Cerca nuovamente di convincerla a parlare, ma lei non vuole la morte di nessuno e offre, in cambio della violenza, preghiera e perdono.
    Rimasto solo in chiesa, in preda dello sconforto, chiede perdono per i suoi crimini piangendo e invocando un intervento divino, fino a che ha una visione di Gesù disceso dalla croce. La figura si rivela però essere una donna che tiene in mano un calice d'oro.
    Il tenente ha finalmente i nomi che cercava e riesce a trovare facilmente i due ragazzi.

    Dopo la rivelazione avuta in chiesa, però non è più lo stesso uomo, condivide con i due la droga che gli è rimasta e gli ultimi soldi che ha, li porta alla stazione degli autobus e li fa partire, con la raccomandazione di non tornare mai più a New York perché oramai tutti sanno chi sono.
    Il tenente torna alla sua auto ma, mentre sta per ripartire, viene affiancato da un'altra vettura: qualcuno gli urla "Ecco la tua vincita!" e subito dopo gli spara, uccidendolo.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare l'esonero, per certi versi inaspettato ed anomalo, del tecnico Maurizio Sarri.
    Inaspettato a voler essere sinceri, fino ad un certo punto.
    Da settimane si vociferava sempre più insistentemente di un suo allontanamento dalla panchina bianconera, anche a prescindere dai risultati eventualmente ottenuti in Champions League.
    Esonero anomalo invece, per la gran parte degli osservatori esterni, ma non per il management juventino.
    In una stagione in cui il campionato ha avuto praticamente la durata di un anno, in cui dopo tre mesi di stop la serie A viene trasformata in una sorta di mini torneo estivo con partite giocate ogni 2/3 giorni in stadi deserti ed in condizioni climatiche proibitive, la conquista dello scudetto sarebbe motivo più che sufficiente per ottenere applausi, congratulazioni ed ovvia riconferma per la stagione successiva.
    Un ragionamento che non farebbe una piega in una qualsiasi squadra di calcio.
    La Juventus nella sua pluricentenaria storia ha tuttavia dimostrato di essere tutto fuorché appunto una "qualsiasi squadra di calcio".
    Un unicum nel panorama calcistico italiano e mondiale.
    L'unicità della società Juve e del suo management sono tali che uno scudetto vinto si riduce a semplice ordinaria amministrazione e motivo non necessariamente sufficiente per meritarsi la conferma sulla panchina.
    Il motivo ufficiale, o presunto tale, dell'esonero del tecnico toscano è la bruciante eliminazione agli ottavi di Champions League ad opera di un modesto Lione.
    Un Andrea Agnelli scuro in volto e visibilmente irritato, ai microfoni di Sky afferma senza mezzi termini che: "è inammissibile non essere riusciti ad avere la meglio del Lione ed accedere si quarti di finale della Champions.
    In realtà il presidente nel suo sfogo-intervista dice molto di più.
    Emblematico e sibillino appare essere un ulteriore passaggio del suo discorso: "è necessario riportare entusiasmo".
    Il presidente fa capire, neanche tanto velatamente, che è colui che siede sulla panchina la cagione del poco o mancato entusiasmo.
    Entusiasmo di chi?
    In primis di Agnelli stesso, poi della squadra ed infine di un certo ambiente.
    Sarri è di fatto esautorato e crediamo li fosse da tempo indipendentemente dalla debacle europea, per oseremo dire, "incompatibilità ambientale".
    Sarri è un "cattivo tenente", così come Harvey Keitel lo è nella pellicola di Abel Ferrara che da il titolo all'odierna puntata di J-TACTICS.
    Keitel interpreta corrotto tenente della polizia di New York, dedito a tutti i tipi di droga, alcool, prostituzione, scommesse e mazzette.
    Sarri non è sicuramente dedito ai vizi e alle dipendenze del protagonista della pellicola, ma così come esso, non risulta essere un buon esempio o modello di stile per l'asettico ed ovattato (direbbe qualcuno) ambiente juventino.
    Maurizio Sarri da Figline val d'arno fuma, non indossa la divisa d'ordinanza, è scaramantico all'inverosimile, è grossolano ai limiti del rozzo, si pone nei confronti dei mammasantissima dello spogliatoio così come ci si rivolgerebbe all'ultimo dei facchini.
    La Juve è stata per Maurizio Sarri come un abito da cerimonia, che è risultato essere troppo stretto solo dopo averlo pagato, lo indossi comunque ma senza sentirti mai a tuo agio.
    Una metafora cruda ma che descrive il rapporto tra il politicamente scorretto "cattivo tenente" Sarri ed il mondo bianconero.
    A sorpresa, arriva al posto del tecnico toscano, Andrea Pirlo.
    Promosso, senza mai essersi seduto su una panchina o aver diretto un allenamento, direttamente dall'under23 alla prima squadra.
    Elegante, chic, educato, pacato nei modi, piacevolmente snob e politicamente corretto.
    È l'uomo del presidente, è l'abito d'alta sartoria cucito su misura per la vecchia signora.
    Nulla a che vedere, direbbe qualcuno, con l' Harvey Keitel-Sarri.
    Ci chiediamo, Sarri meritava la conferma per la prossima stagione magari con una rosa adatta (finalmente) al suo credo calcistico?
    Ancora, l'assenza totale di esperienza sul campo di Pirlo potrà essere un elemento penalizzante?
    È Andrea detto "il Maestro" l'uomo giusto o un altro profilo magari Zidane, sarebbe stato più indicato per la panchina bianconera?
    Pirlo è uomo di Agnelli nonché frutto di una sua decisione in prima persona, siete quindi più curiosi o preoccupati di questa inaspettata scelta?
    Una cosa è certa, Andrea Pirlo allenatore è una scelta visionaria, la quale inequivocabilmente dimostra che la Juve è il rinascimento rispetto al medioevo calcistico italiano fermo ancora a quel lontano 2006.

    Sarà nostro gradito ospite l’amico e youtuber Roberto Loforte, “Fuori rosa TV”.

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    2 hr 3 min
  • J-TACTICS-La sottile linea rossa (S02 E34)
    Il titolo della trentaquattresima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto​ da:​ "La sottile linea rossa” (The Thin Red Line), che è un film del 1998 scritto e diretto da Terrence Malick.
    Si tratta del terzo lungometraggio del cineasta statunitense, che in 25 anni di carriera prima di quest’opera aveva realizzato solo altre due pellicole.
    Il film è tratto dall’omonimo romanzo di James Jones (1962), vero reduce della guerra nel Pacifico.
    Il soldato Edward Train così descrive nel pensiero tutti i suoi interrogativi su questa follia:
    «Chi ci sta uccidendo, derubandoci della vita e della luce, beffandoci con la visione di quello che avremmo potuto conoscere? La nostra rovina è di beneficio alla terra, aiuta l’erba a crescere, il sole a splendere?»
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la decisiva sfida valevole per gli ottavi di Champions League che vedrà impegnata la Juventus contro i francesi del Lione.
    Prosegue quest’anomala stagione per i bianconeri, dopo aver non senza fatica e patemi d’animo, conquistato il titolo di campione d’Italia al termine di una sorta di mini torneo estivo mascherato da campionato in cui praticamente tutto il girone di ritorno è stato recuperato in soli due mesi.
    I bianconeri si apprestano quindi a prender parte ad un’altra sorta di mini torneo, la Champions League.
    Una Champions concentrata, per effetto del lockdown, nel solo mese d’agosto.
    Un tour de force che si concluderà con la finalissima il 23, preceduta dai quarti e semifinali giocati eccezionalmente in gara unica.
    La vecchia signora, neo campione d’Italia, tuttavia inizierà il proprio cammino europeo partendo dagli ottavi di finale in quanto il lockdown a seguito dell’emergenza coronavirus impedì a suo tempo agli uomini di Sarri di disputare il retour match dopo la disastrosa prova offerta in Francia.
    Il Lione, l’ultimo ostacolo che se superato consentirà ai bianconeri di accedere alla serie di scontri ad eliminazione diretta per poi arrivare eventualmente alla finale di Lisbona.
    Dopo la conquista di un anomalo e soffertissimo nono titolo consecutivo, per via delle note vicende sanitarie che hanno sconvolto non solo il calcio ma il mondo intero, la sfida dello Stadium contro la compagine francese assume i connotati di una vera e propria resa dei conti.
    Una resa dei conti per il tecnico Sarri per il quale la conquista dello scudetto potrebbe non bastare in caso di debacle con il Lione, e per i giocatori stessi i quali in più occasioni visto il basso livello delle prove offerte post lockdown, sono stati accusati di scarso impegno ed attaccamento alla maglia.
    Così come il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, i giocatori della Juve dovranno superare tutte le avversità e le problematiche che quest’anomala sfida presenterà.
    Nonostante il caldo, la fatica per le tante partite ravvicinate finora giocate, le tante assenze per infortunio, la Juventus dovrà trasformarsi in una: “Sottile linea rossa di eroi”.
    Nel capolavoro di Malick un reparto dell’esercito statunitense viene mandato alla conquista di un campo d’aviazione giapponese posto in cima a una collina.
    Il gruppo di militari è guidato dal mite capitano Staros, agli ordini dell’ambizioso colonnello Tall.
    Durante il lungo e sanguinoso assalto si consumeranno le vicende e i tormenti interiori di un gruppo di uomini costretti a confrontarsi con i propri doveri e soprattutto con la follia della guerra, mentre tutt’intorno la natura, lussureggiante e indifferente, sembra cullarli e contrapporsi alla loro logica.
    Allo stesso modo nella nostra trasposizione dalla cinematografia al calcio, il mite Maurizio Sarri e l’ambizioso (a dir poco) Cristiano Ronaldo dovranno guidare i bianconeri alla conquista dei quarti di finale di Champions League, dando un’ipotetico assalto alla collina presidiata dai giocatori lionesi, superando la stanchezza, i propri tormenti interiori, paure e il silenzio assordante di uno Stadium chiuso al pubblico.
    La sfida con il Lione sarà quindi una battaglia da vincere a tutti i costi per non perdere, ancor prima d’iniziare, l’ipotetica guerra da giocarsi in quel di Lisbona da metà agosto in poi.
    Ribadiamo la Juve dovrà quindi essere: “una sottile linea rossa di eroi”, in una torrida serata d’estate torinese.
    Ci chiediamo, in quali condizioni arrivano i bianconeri atleticamente e soprattutto mentalmente alla sfida con i francesi?
    Cosa dovrà fare la Juve per aver ragione dei propri avversari?
    Chi sarà l’uomo o gli uomini decisivi in questo match?
    Ancora, nella malaugurata ipotesi che la vecchia signora non riuscisse a superare il turno cosa accadrà a mister Sarri, verrà esonerato?
    Infine, in caso di esito infausto della sfida, la stagione bianconera potrebbe dirsi fallimentare nonostante la recente conquista dello scudetto?
    Parafrasando il celebre motto della città lionese, che recita: “Avant, avant, Lion le melhor”, ossia Avanti, avanti, Lione la migliore, a noi innamorati della vecchia signora non resta che urlare ancor più forte: Avanti, avanti, Juve tu sei la migliore!
    Sarà nostro gradito ospite l’amico e youtuber Matteo Marchesin, “Il Marchese Bianconero”.

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    1 hr 50 min
  • IL PALLONE RACCONTA E35 - Juve-Barcellona Finale C.L. 2015 ft.Nevio Capella
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Secondo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le finali di Coppa Campioni/Champions League giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la finale di Berlino giocata dalla Juve opposta ad un Barcellona stratosferico, ma che i bianconeri affrontarono a viso aperto e senza timore reverenziale.
    Buon ascolto!
    34 min
  • J-TACTICS-Silent Check (S02 E33)
    Il titolo della trentatreesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto​ da:​ "Silent check”, che nel gioco del calcio, è il controllo silente che l’arbitro riceve dagli addetti alla moviola in campo, che in caso di fiducia permette di continuare l’azione, mentre in caso di perplessità permette di fermare il gioco per un controllo alla moviola di bordo campo.
    Non solo, Silent Check è anche un meraviglioso podcast i cui autori sono tre grandi appassionati di calcio e sport, i quali saranno protagonisti insieme ai componenti la redazione dell’odierna puntata di J-TACTICS.
    Domenica 26 luglio 2020, la Juventus con la sofferta vittoria contro la Sampdoria pone fine al campionato più anomalo, lungo e assurdo che la storia del calcio moderno abbia mai conosciuto.
    La Juventus è campione d’Italia, evento che di per sé, conoscendo la storia pluricentenaria dei bianconeri, non risulta essere poi così straordinario.
    Tutto vero, solo che madama non è semplicemente campione d’Italia, lo è per la nona volta consecutiva.
    Una striscia pazzesca, che pare non aver fine, iniziata con Antonio Conte in panchina, proseguita poi, dopo tre stagioni e l’improvviso divorzio con il tecnico salentino, con Max Allegri chiamato in un caldo giorno di luglio a sostituirlo.
    Con Allegri, accolto da un forte scetticismo che contraddistinguerà nonostante le vittorie l’intero suo ciclo bianconero, arrivano altri 5 scudetti (corredati da 4 coppe italia consecutive, 2 supercoppe e 2 finali di Champions League).
    Le vittorie, pur belle e sempre piacevoli, hanno però l’effetto di logorare.
    Dopo cinque stagioni pur ricche di vittorie e soddisfazioni reciproche il rapporto tra il tecnico livornese e la vecchia signora pare essersi logorato, così, soprattutto si dice per volere di una parte della dirigenza ma non del presidente, il quale volentieri avrebbe proseguito il cammino con l’ormai amico Max, arriva sulla panchina dei pluricampioni d’Italia, l’ex nemico Maurizio Sarri reduce dalla vittoria dell’Europa League alla guida del Chelsea.
    L’avvicendamento tra Allegri ed il tecnico di Figline Valdarno ha un’origine semplice.
    La Juve dopo cinque anni di gioco speculare dove il mantra era: “non prenderle”, per poi cercare di vincere, punta a fare un salto di qualità.
    Sarri ha il compito di trasformare la Juve fino a quel momento conosciuta, (ed anche criticata) con un gioco non speculare ma bensì propositivo, possibilmente spettacolare e soprattutto vincente.
    Inizia così l’avventura di un tecnico sessantenne che ha fatto una lunga gavetta dai campi delle serie minori fino alla serie A con l’Empoli e poi con il Napoli, per poi volare oltremanica al Chelsea e conquistare il suo primo trofeo.
    Il primo anno del tecnico toscano sulla panchina della Juventus passerà, al di là del successo ottenuto, alla storia.
    Una polmonite lo colpisce durante i primi giorni di ritiro estivo, una campagna acquisti fatta con estrema difficoltà dalla dirigenza la quale per una ragione per un altra non riesce a consegnargli la rosa che lui avrebbe probabilmente voluto.
    Un cammino tra campionato e Champions League fatto di alti e bassi, prove convincenti come le vittorie contro il Napoli allo Stadium o l’Inter nell’attesissimo derby d’Italia giocato a San Siro, ma anche prove a dir poco disarmanti come il match contro la Lazio in campionato e in Supercoppa in Arabia Saudita sempre contro i biancocelesti.
    Senza poi dimenticare le scialbe prove al ritorno con i partenopei al San Paolo o contro il sorprendente Verona.
    Le montagne russe della juve proseguono fino alla convincente sfida nel girone di ritorno giocata contro l’Inter in uno Stadium surreale già a porte chiuse per effetto del primo Lockdown dovuto all’emergenza covid.
    La stagione della Juve riparte, male oseremo dire, dopo oltre due mesi di stop con la mini coppa Italia concentrata nell’arco di una settimana a metà giugno conclusasi con la sconfitta degli uomini di Sarri ai rigori nella finale contro il Napoli.
    Il 24 giugno riparte finalmente il campionato di serie A, anch’esso concentrato con un mini torneo con partite ogni 3/4 giorni.
    I bianconeri riprenderanno l’attività agonistica con un punto di vantaggio sulla Lazio sua immediata inseguitrice e appunto dopo svariati alti e bassi concluderanno un percorso lungo praticamente un anno con 7 punti di vantaggio sull’inter e 8 su Atalanta e Lazio.
    Scudetto nonostante tutto, il nono.
    Ovviamente riparte anche la ricca Champions League trasformata anch’essa in un mini torneo estivo da svolgersi tra l’ 8 agosto con il completamento degli ottavi di finale ancora da giocare per proseguire con i quarti dal 12 al 15, le semifinali in programma il 18 e la finale calendarizzata al 23.
    Nell’odierna puntata di J-TACTICS ci occuperemo dell’analisi di questa anomala Champions League, delle squadre ancora in corsa, delle prospettive di vittoria di ognuna di esse, per far ciò ci faremo guidare dalla competenza e preparazione per ciò che concerne il calcio europeo, dei ragazzi della redazione di Silent Check podcast, i quali saranno nostri graditi ospiti.
    Ci chiederemo insieme a loro, che tipo di Champions League dobbiamo attenderci?
    La formula con partite secche potrà stravolgere i normali valori in campo tra le varie squadre?
    Chi tra le partecipanti si presenta con la condizione mentale ed atletica migliore?
    Ci potranno essere delle sorprese?
    Qual è o quali sono le favorite per la vittoria finale?
    Conclusivamente quali chance di vittoria possiamo attribuire alle squadre italiane?

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    1 hr 55 min
  • IL PALLONE RACCONTA E34 - Juve-Milan Finale C.L. 2003 ft.Nevio Capella
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Primo episodio, di una serie speciale in cui vi narreremo attraverso la passione, competenza e amore per i colori bianconeri dell'amico Nevio Capella, le finali di Coppa Campioni/Champions League giocate nel corso della sua storia dalla vecchia signora.
    In questo episodio rivivremo la finale di Manchester, entrata nella storia, al di la del risultato finale, per essere tutt'ora l'unica finale di Champions League giocata da due squadre italiane.
    Buon ascolto!
    34 min
  • J-TACTICS - Crazy Horse (S02 E32)
    Il titolo della trentaduesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto​ da:​ "Crazy Horse” che è un film del 1996 diretto da John Irvin ed interpretato da Michael Greyeyes.
    La pellicola si basa sulla storia vera di Oglala Lakota leader dei Sioux, il quale ebbe un ruolo fondamentale nella guerra di resistenza dei pellerossa nativi americani contro la brutale espansione dei bianchi.
    Fu il responsabile della morte del celeberrimo generale Custer nella famosa battaglia di Little Big Horn.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare l’esponenziale crescita di uno dei nuovi acquisti della campagna di rafforzamento della Juventus la scorsa estate.
    Adrien Rabiot, il francese arrivato insieme ad Aron Ramsey per dare nuova linfa all’asfittico centrocampo bianconero.
    Tante le aspettative riposte sul giovane francese preso a parametro zero dal PSG e “ricompensato” con un ingaggio da top player dalla dirigenza juventina.
    Tante attese e speranze appunto, per un giocatore a lungo inseguito da Paratici, dal carattere sicuramente non semplice ma a detta dei più, dotato di un talento cristallino.
    Dopo un buon precampionato nell’estate 2019, tuttavia, non si può dire che Adrien sia riuscito a rispettare le speranze riposte su di lui.
    Un inizio di campionato scialbo, senza acuti di rilievo ed una condizione prima fisica e poi mentale estremamente precaria hanno scandito e caratterizzato l’inizio dell’avventura in bianconero per il ragazzo proveniente da Parigi.
    Non sorprendono quindi le tante critiche che sono giustamente state mosse a Rabiot ed ovviamente al DS Paratici che tanto a lungo lo ha inseguito acquistandolo a parametro zero ma ricoprendolo d’oro con un ingaggio apparso spropositato a causa dello scarso apporto del giocatore alla causa juventina.
    Da gennaio in poi fino alla sospensione del campionato per l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, tante voci sul futuro di Adrien si sono fatte largo.
    L’onnipresente ed ingombrante madre Veronique la quale scontenta dell’utilizzo, a suo dire, fuori posizione ed a singhiozzo del figlio, avrebbe avanzato richieste per una sua cessione in estate magari nella ricca Premier League, e presunti screzi con i senatori dello spogliatoio ed il tecnico Sarri sarebbero stati elementi determinanti per decretare senza possibilità d’appello una separazione tra la vecchia signora e l’estroso francese.
    In definitiva un fallimento, un amore mai nato, un acquisto sbagliato.
    D’altronde non tutti i matrimoni sono felici, e quello tra Adrien e la Juve pareva quindi inesorabilmente avviarsi verso un divorzio annunciato e doloroso.
    Tuttavia si sa, il gioco del calcio non è una scienza esatta.
    Dopo qualche prova incolore nelle sfide di coppa Italia post lockdown con Milan e Napoli, Rabiot proprio come il “cavallo pazzo” protagonista della pellicola che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS inizia la sua battaglia e con i suoi fluenti capelli riccioli sciolti e con le sue sgroppate palla al piede inizia inaspettatamente a sciorinare prove via via sempre più convincenti, condite da gol (stupendo quello realizzato a San Siro nella sfida poi persa con il Milan), assist e recuperi palla.
    Un giocatore nuovo, atleticamente performante e soprattutto mentalmente presente.
    Una vera e propria metamorfosi dove ripartenze palla al piede e capelli al vento hanno portato gli addetti ai lavori e non solo a definire Adrien, il “Crazy horse” – cavallo pazzo bianconero.
    Una freccia in più nella faretra di mister Sarri ed un inaspettato valore aggiunto nello stantio centrocampo juventino.
    Ci chiediamo, quali i motivi della metamorfosi in positivo del giocatore francese?
    Alla luce delle brillanti e convincenti prove di Rabiot nelle ultime settimane, la Juve dovrebbe confermare il ragazzo e puntare anche su di lui per il prossimo centrocampo già arricchito dall’arrivo di Arthur dal Barcellona?
    Qual è il vero Rabiot, il giocatore indolente, svogliato e fuori dallo spartito di mister Sarri della prima parte di stagione o il “cavallo pazzo” dinamico e decisivo ammirato nelle ultime settimane?
    Conclusivamente, Sarri ha meriti nella metamorfosi del giocatore?
    Sarà nostro gradito ospite lo stimato amico Mirko Di Natale esclusivista per TuttoJuve.com

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    1 hr 39 min
  • IL PALLONE RACCONTA E33 - Eric Cantona ft. Daniele Manusia
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Episodio speciale dedicato ad un giocatore iconico degli anni '90, che ha deliziato il pubblico inglese e mondiale.
    Da un articolo scritto dall'amico Daniele Manusia e contenuto nel libro "Cantona".
    Voce narrante: Dario.
    24 min

About J-TACTICS's show

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Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
"La Juve non è importante, è l'unica cosa che conta".
Ogni GIOVEDÌ…