J-TACTICS's show

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J-TACTICS's show episodes

  • J-TACTICS - Match point (S02 E31)
    Il titolo della trentunesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto​ da: "Match point” che è un film del 2005 scritto e diretto da Woody Allen, interpretato da Jonathan Rhys Mayers e Scarlett Johansson.
    La pellicola tratta diversi temi come la moralità, avidità, lussuria, denaro e soprattutto la fortuna nella vita.
    Il giovane e talentuoso Chris Wilton un irlandese di origini modeste, da poco ritiratosi dal tennis professionistico, viene assunto come istruttore in un club esclusivo di Londra.
    Chris stringe amicizia con un suo allievo il ricco Tom Hewett.
    Essendo piaciuto alla famiglia, approfondisce la conoscenza di Chloe, sorella del suo allievo.
    Subito dopo però Chris incontra anche Nola Rice, una giovane e bellissima attrice statunitense, fidanzata di Tom. Tra Chris e Chloe nasce un legame affettivo, e Chris viene accolto di buon grado dagli Hewett, in particolare del padre Alec il quale, su proposta di Chloe, lo aiuta a trovare un posto come dirigente pur restando molto interessato a Nola.
    In un pranzo a quattro con Chloe, Tom e Nola, Chris ribadisce l’importanza, spesso sottovalutata, della fortuna nella vita.
    Successivamente, Chris e Chloe si sposano, mentre Tom chiude la sua relazione con Nola, essendosi innamorato di un’altra donna.
    Il fragile equilibrio viene turbato, tempo dopo, da un nuovo incontro con Nola, da poco rientrata a Londra; Chris non indugia a sedurla nuovamente e riesce nel suo intento.
    Tra Chris e Nola si riapre una relazione ancora più appassionata e tormentosa, frequentandosi sempre in gran segreto, finché Nola resta incinta.
    Un giorno la ragazza lo informa della situazione, di non aver intenzione di abortire e di voler crescere il figlio con il padre.
    Chris, in preda al panico per la richiesta di Nola di divorziare da Chloe, dopo un lungo tormento sceglie, prende un un fucile da caccia dalla villa del suocero.
    Dopodiché si reca nel condominio dell’amante e, inscenando una rapina finita male nell’appartamento adiacente a quello di Nola, uccide sua vicina di casa trafugandone i gioielli per rendere più credibile la messinscena, e poco dopo spara anche a Nola stessa.
    Scotland Yard conclude che il duplice omicidio è stato commesso da un tossicodipendente in cerca di denaro.
    Chris viene convocato dalla polizia in merito a Nola di cui è stato ritrovato il diario, sulla strada verso il commissariato tenta di disfarsi dei gioielli della vicina di casa della sua amante gettandoli nel Tamigi, ma un anello rimbalza sulla balaustra e, senza che lui se ne accorga, ricade sul marciapiede. Alla polizia Chris conferma il rapporto clandestino, ma nega di aver a che fare con il delitto e chiede agli investigatori di non coinvolgerlo ulteriormente nelle indagini.
    Nonostante il presentimento della polizia, che ricostruisce alla perfezione l’accaduto, le accuse dell’omicidio ricadono su uno spacciatore trovato morto in strada con un anello della vicina di casa di Nola in tasca.
    Il rimbalzo dell’anello sulla balaustra, apparentemente sfavorevole a Chris, ne ha favorito di fatto l’impunità.
    La vita di Chris, salvata dalla fortuna, torna a scorrere “normalmente” assieme a Chloe, che dà alla luce il suo primo figlio.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare il match andato in scena allo Stadium tra i bianconeri e l’indomabile Atalanta.
    Un big match senza alcun ombra di dubbio, tra la prima della classe e la squadra più in forma del campionato attualmente.
    Bianconeri chiamati a riscattarsi dopo la debacle di qualche giorno prima a San Siro contro il Milan, ma soprattutto chiamati ad allungare ulteriormente il divario con la più immediata inseguitrice, la Lazio nuovamente sconfitta dal Sassuolo in un’emorragia di risultati senza fine.
    Così come il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, la Juve ha contro gli orobici, il suo match point.
    Proprio come nel film diretto dal maestro Allen la fortuna ed il perseguimento di un obbiettivo saranno elementi preponderanti e decisivi nella partita in questione.
    L’Atalanta si presenta a Torino in splendida forma atletica e mentale.
    Dà essenzialmente vita ad un primo tempo di rara bellezza ed intensità, schiaccia letteralmente i campioni d’Italia all’interno della propria metà campo con un pressing alto ed asfissiante, il tutto coronato dal gol del vantaggio firmato da Zapata, (probabilmente ad onor del vero, l’azione risulta macchiata da un fallo ai danni di Dybala non rilevato dall’arbitro).
    La prima frazione di gioco si chiude con un dato impietoso 1-0 in favore dei bergamaschi, con un possesso palla, mai sterile del 70%.
    Juve annichilita e messa all’angolo come uno sparring partner pugilistico qualsiasi, così come accadde in una sfida di Champions League contro il Bayern di Guardiola, qualche anno fa.
    La seconda frazione si apre con una Juve sicuramente più volenterosa e concentrata.
    Al ’55 il pareggio su rigore ad opera di CR7, frutto di un oscena regola sui falli di mano in area che una volta tanto premia i bianconeri.
    I nerazzurri di Bergamo nonostante la ristabilita parità non cambiano tuttavia di una virgola il loro canovaccio tattico e continuano imperterriti a lavorare ai fianchi la vecchia signora e dopo un’azione tambureggiante, passano in vantaggio con una botta da fuori area dell’onnipresente Malinovsky.
    Atalanta nuovamente avanti e tutto da rifare per i bianconeri.
    Come Chris della pellicola di Allen che dopo aver ricevuto la notizia dell’indesiderata ed inaspettata gravidanza della sua amante Nola vede la sua vita e le sue certezze vacillare, anche i campioni d’Italia vedono quasi andare in pezzi i programmi di fuga verso il nono scudetto consecutivo.
    Dopo il surreale blackout di San Siro la Juve sembra destinata a fallire il secondo match point per porre la parola fine a questo anomalo campionato.
    Proseguendo nel parallelismo tra il film che da il titolo all’odierna puntata e la partita dello Stadium, Chris per non veder andare in fumo la sua vita a causa di un eccesso di lussuria, cerca di cambiare il corso degli eventi a lui sfavorevoli attraverso un atto estremo d’audacia, inscena una rapina uccidendo la sua scomoda amante ed il bambino che porta in grembo, si sa come noto che la fortuna aiuta gli audaci.
    La vecchia signora prova a tentare la dea bendata riversandosi in avanti e rischiando di capitolare definitivamente esponendosi al contropiede orobico.
    Ma come per Chris l’evento fortunoso di un anello che cade sulle sponde del Tamigi anziché in acqua, cambia favorevolmente il corso degli eventi, anche per i bianconeri un singolo evento non preventivabile cambia il corso di una storia che sembrava già scritta.
    Un tiro di un evanescente Higuain viene al minuto ’89 intercettato con un braccio da Luis Muriel.
    L’audacia che ha ingolosito la dea bendata, appunto.
    La fortuna elemento preponderante del film che interviene in favore della capolista.
    CR7, che in quanto a determinazione e audacia non è secondo a nessuno, dal dischetto glaciale come sempre, batte Gollini e raddrizza una partita oramai persa, 2-2 il risultato finale.
    Non è match point nel vero senso della parola, ma poco ci manca con un +8 su una moribonda Lazio e con un’Atalanta tenuta a debita distanza.
    Ci chiediamo conclusivamente, solo la fortuna e forse l’audacia hanno salvato la Juve così com’è stato per Chris nella già citata pellicola, o forse il film andato in scena a Torino ha detto qualcosa di diverso?
    Sarà nostro gradito ospite lo stimato amico Graziano Carugo Campi.

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    1 hr 51 min
  • J-TACTICS - Si è spento il sole (S02 E30)
    “Si è spento il sole/La mezza luna” è un 45 giri di Adriano Celentano, pubblicato nell’estate del 1962.
    La trentesima puntata di J-TACTICS è dedicata alla cocente ed inspiegabile sconfitta patita dai bianconeri di mister Sarri a San Siro contro il Milan.
    Una partita che, dopo l’uno-due firmato da Rabiot e Cristiano Ronaldo, sembrava una pura formalità ed avrebbe portato i campioni d’Italia in carica a ben 10 punti di vantaggio sui più diretti inseguitori della Lazio, usciti anch’essi inaspettatamente sconfitti dal Via del Mare di Lecce.
    La Juve nonostante il doppio vantaggio riesce nell’ “impresa” di farsi rimontare e superare da un volenteroso Milan.
    Dopo il rigore del momentaneo 2-1 concesso a termini di un assurdo regolamento dall’arbitro Guida, i bianconeri entrano in una fase di blackout totale con cinque minuti di pura follia subendo 3 gol.
    Ogni singola marcatura subita dagli uomini di Sarri risulta essere frutto di disattenzioni e lacune tattiche di dimensioni colossali.
    Sugli scudi in negativo, il capitano Bonucci svagato e disattento in un’inedita coppia con Daniele Rugani.
    Il quarto e definitivo gol dei rossoneri nasce poi da un inspiegabile ed agghiacciante passaggio in orizzontale del subentrato Alex Sandro che con un gesto tecnico da terza categoria praticamente fornisce l’assist alla squadra avversaria la quale chiude i giochi con Leao.
    Proprio come la celeberrima canzone di Adriano Celentano che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, “Si è spento il sole”.
    In appena cinque minuti la luce del sole juventino forte del doppio meritato vantaggio in quel di Milano, si spegne improvvisamente gettando letteralmente alle ortiche una partita dominata ed in fase di pieno controllo con un Milan che non sembrava minimamente in grado di poter impensierire i campioni d’Italia.
    L’arbitro Guida come detto, concede un rigore, l’ennesimo, corretto in base al regolamento ma che porta ancora una volta ad una profonda riflessione in base alla quale per la prossima stagione sarà forse meglio apportare delle modifiche affinché i giocatori non siano costretti ad amputarsi gli arti superiori per evitare di subire la massima punizione ad ogni minimo tocco (molto spesso anche impercettibile) con una mano o braccio all’interno dell’area di rigore.
    Tuttavia a prescindere dalla correttezza o meno della regola attualmente in vigore sui tocchi di mano in area, il penalty concesso dall’arbitro campano a favore del Milan e trasformato da un glaciale Ibrahimovic, ha appunto avuto letteralmente l’effetto di “spegnere il sole” per la squadra di Maurizio Sarri.
    Giocatori e tecnico, ma forse, (nonostante i soliti detrattori dell’allenatore toscano) molto di più i giocatori in campo, buttano letteralmente via la possibilità di allungare ulteriormente in classifica vista la concomitante sconfitta della Lazio qualche ora prima in Salento.
    L’eventuale vittoria a San Siro avrebbe garantito infatti un vantaggio di ben 10 punti in classifica sui biancocelesti ed avrebbe sicuramente consentito di affrontare con uno spirito migliore la prossima (a questo punto) delicatissima e difficilissima partita contro l’Atalanta di Gasperini, sabato allo Stadium.
    Non tutto da rifare, ci mancherebbe, ma quasi.
    La Juve dovrà necessariamente affrontare la squadra orobica con un un atteggiamento ben diverso da ciò che si è visto nel match contro il Milan e dovrà possibilmente tenere a debita distanza la Lazio che in caso di un nuovo passo falso dei bianconeri si porterebbe a soli 4 punti di distanza dai capo classifica della Juve.
    Raramente, come noto per chi segue le vicende juventine, la vecchia signora sbaglia due partite di fila, ma è anche altrettanto vero che l Atalanta ad oggi è probabilmente la squadra più in forma in Italia e forse in Europa tra quelle ancora impegnate nelle coppe.
    Ci chiediamo, quale spiegazione è possibile dare per il blackout di San Siro?
    Chi è o chi sono i principali responsabili dello “spegnimento del sole” juventino contro il Milan, il tecnico i giocatori o magari entrambi?
    Dopo le convincenti prove contro Bologna, Lecce, Genoa e Torino, la sconfitta contro i rossoneri mina le certezze acquisite e mette in dubbio i progressi fatti o bisogna considerare tale partita solo un incidente di percorso?
    Alla luce di tale sconfitta cosa dobbiamo attenderci dal match contro l’Atalanta?
    Tanti dubbi e tanti quesiti a cui cercheremo come sempre di dare risposta.
    Una cosa è certa, il cammino per agguantare questo nono scudetto consecutivo è ancora estremamente lungo e tortuoso e la vecchia signora deve già dal match contro i bergamaschi riprendere la corsa, perché come noto, chi si ferma è perduto.
    Sarà nostro gradito ospite lo stimato e competente giornalista e nostro amico, Franco Leonetti.
    Ed ovviamente come sempre vi​ terranno compagnia gli insuperabili ragazzi della redazione di J-TACTICS e di Megliodiniente.com

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    2 hr 6 min
  • J-Word S01 E16
    Ritorna, dopo una lunga pausa dovuta all'emergenza sanitaria per il Covid-19, la rubrica sul canale J-TACTICS, dedicata al mondo Juve a 360°, J-Word.
    Episodio speciale in cui ci concentreremo sullo scudetto assegnato alle Women, dopo un primo momento in cui sembrava che il titolo femminile non dovesse essere assegnato per questa stagione.
    Terzo titolo consecutivo in soli tre anni di vita per le ragazze della Juve.
    Successivamente ci occuperemo della recente vittoria dell'Under23 nella coppa Italia di categoria.
    Trofeo che ha una grande importanza se si pensa che i ragazzi guidati da mister Pecchia sono solo al secondo anno di vita nell'attuale Lega Pro.
    Il progetto della seconda squadra fortemente voluto dalla Juventus inizia a dare meritatamente i suoi frutti nonostante il forte scetticismo iniziale di molti addetti ai lavori e non solo.
    Infine, non mancherà uno sguardo ai play off ai quali proprio la nostra Under23 si appresta a prender parte in virtù della già citata vittoria in coppa Italia, i quali potrebbero anche sancire un'insperato accesso dei giovani bianconeri nella serie B.
    Come di consueto sarà nostra guida nel mondo Juve, il sempre competente e preciso amico Roberto, Fuori Rosa TV.
    28 min
  • J-TACTICS - (S02 E29)
    La ventinovesima puntata di J-TACTICS è dedicata alla convincente vittoria ottenuta dai bianconeri guidati da mister Sarri a Marassi contro il Genoa.
    Risultato secco e perentorio.
    Il tabellino segna 3 gol a 1 in favore dei campioni d’Italia.
    Il match viene sbloccato, come spesso sta accadendo in questo periodo, da Paulo Dybala con un gol gioiello.
    Un tiro a giro carico d’effetto che si insacca alle spalle dell’incolpevole Perin.
    Con la “Joya” la Juve apre le danze, le quali proseguono poi con un missile da fuori area del Re Cristiano Ronaldo, che termina la sua corsa sotto il sette con il portiere del Genoa battuto per la seconda volta.
    Numeri, a dispetto di coloro che considerano Ronaldo un giocatore sul viale del tramonto, impressionanti per il portoghese.
    I numeri infatti non mentono:
    Stagione 2018/19; 28 gol, 10 assist in 43 partite.
    Stagione 2019/20; 28 gol, 6 assist in “sole” 37 partite.
    Per gli amanti dei numeri e delle statistiche un’altra chicca, nelle ultime 10 stagioni nessun giocatore ha segnato più gol da 25 metri e oltre di CR7, nei cinque maggiori campionati europei.
    Sono infatti ben 30 i gol del portoghese segnati da tale distanza dalla porta avversaria, seguono staccatissimi, Messi con 21 gol e Coutinho con 14.
    La buona prova dei bianconeri in quel di Genova viene infine completata da una perla di rara bellezza del redivivo Douglas Costa, autore di una serpentina tra gli inermi difensori rossoblù e tiro a giro che gonfia la rete dei grifoni per la terza volta.
    Tre gol, uno più bello dell’altro, e la pratica Genoa si chiude con i bianconeri che conquistano 3 preziosi punti tenendo a debita distanza una mai doma Lazio.
    Non mancherà ovviamente un doveroso sguardo al calciomercato il quale pare essere entrato nel vivo nonostante quest’anomala stagione sia ancora in corso.
    Analizzeremo l’ormai concluso scambio tra Barcellona e Juventus, Arthur-Pjanic.
    Ci chiediamo, è uno scambio vantaggioso per la vecchia signora?
    Appurata la bontà in termini economico-finanziari dell’operazione, in quanto entrambe le squadre realizzano una plusvalenza monstre, anche in termini tecnico-tattici possiamo ritenere tale operazione vantaggiosa per la Juve?
    Arthur può bastare per l’opera di rifondazione del centrocampo dei bianconeri o è necessario ancora qualcos’altro?
    Miralem Pjanic era veramente a fine corsa a Torino o sarebbe stato meglio tenere il bosniaco in rosa e sacrificare qualcun’altro sull’altare delle plusvalenze?
    Ancora, su quali fronti deve ancora intervenire Fabio Paratici per completare l’attuale rosa a disposizione di Sarri?
    È possibile un ulteriore grande colpo a centrocampo?
    Infine, non mancherà uno sguardo al prossimo derby della mole, sabato 04 luglio allo Stadium, con un Torino sorprendentemente invischiato dopo la ripresa del campionato, nella lotta per la salvezza.
    Sarà nostro gradito ospite lo youtuber e nostro amico, Roberto “Fuori rosa TV”.
    Ed ovviamente come sempre vi terranno compagnia gli insuperabili ragazzi della redazione di J-TACTICS e di Megliodiniente.com

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    1 hr 38 min
  • J-TACTICS - Il talento di Mr. Ripley (S02 E28)
    Il titolo della ventottesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto da: “Il talento di Mr Ripley” (The Talented Mr. Ripley) che è un film del 1999, diretto da Anthony Minghella, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith.
    Interpretato da Jude Law, Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Philip Seymour Hoffman.
    Tom Ripley è un giovane americano educato di modesta estrazione.
    Con gli amici è allegro, non ha eguali nell’imitare i personaggi celebri, nel cantare e suonare il piano e soprattutto tende spesso a mentire pur di mascherare la propria condizione.
    Un giorno, viene contattato da un armatore, perché dietro un cospicuo compenso convinca a tornare negli Stati Uniti suo figlio Dickie, il quale vive un esilio dorato in Italia.
    Il giovane entra in una gigantesca avventura, raggiungendo Ischia, diventando amico di Dickie e della sua fidanzata Marge.
    Tom è incantato dal loro mondo e crede di avervi trovato il proprio El Dorado vivendo alle loro spalle.
    Ben presto realizza come tutto sia caduco ed effimero, Dickie è arido, cinico nonché lunatico e comincia ad accusare stanchezza della presenza assidua di Tom.
    Durante una gita, Dickie vorrebbe troncare la loro amicizia ma resta ucciso in una violenta colluttazione in barca.
    Tom decide allora di assumerne l’identità, ma il gioco si complica, per uscire da situazioni pericolose è costretto ad uccidere ancora, a continuare a portare avanti una doppia identità, senza alcun genere di pudore o di vergogna, compiendo un pericoloso e cinico percorso di formazione fatto di astuzie ed immaginazione, sempre col sorriso sulle labbra.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova finalmente convincente della Juventus al Dall’Ara di Bologna, dopo quelle opache contro Milan e Napoli in coppa Italia.
    Una vittoria sicuramente scaccia crisi e dopo le perplessità e le feroci critiche post finale di coppa, anche salvifica per rasserenare l’ambiente bianconero e rendere meno pericolante la posizione del tecnico Sarri.
    Giorni difficili in casa Juve, dove tutti sono stati messi in stato d’accusa per non essere riusciti ad aver la meglio in quel di Roma di un modesto Napoli e conquistare un trofeo che non doveva e poteva essere perso, in virtù anche della Supercoppa sfuggita a Dicembre.
    Tutti in discussione, anche sua maestà Cristiano Ronaldo, ed ovviamente il tecnico Sarri, sottoposto al solito fuoco incrociato dei nostalgici del suo predecessore.
    Una Juve nella bufera, con un unico risultato possibile al Dall’Ara, la vittoria.
    Vittoria è stata per i pluricampioni d’Italia, con una prova convincente dove molti interpreti hanno mostrato confortanti segnali di risveglio dallo stato apatico che ha caratterizzato i match con Milan e Napoli.
    Segni di risveglio anche da parte di uno dei giocatori più ampiamente criticati e messi in discussione dopo il match con il Napoli, Federico Bernardeschi.
    Il biondo (proprio come il Mr. Ripley del film) ragazzo di Carrara, entra in campo con un’atteggiamento propositivo e deciso.
    Autore di una prova di qualità e quantità attraverso inserimenti, corsa ed assist (delizioso il suo colpo di tacco che propizia il gol di Dybala) e tentativi di andare in marcatura, negata da Skorupsky e dal palo.
    Come il Tom Ripley del film che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, il quale si imbarca in una gigantesca avventura per riportare a casa il rampollo Dickie, restando incantato dal suo mondo credendo di avervi trovato il proprio El Dorado, anche il nostro Federico è un ragazzo allegro e giovane che giunge alla corte di madama credendo appunto di aver trovato il proprio posto al sole.
    Bernardeschi nei suoi anni in bianconero mostra tuttavia lacune ed amnesie tecniche e soprattutto caratteriali.
    Il ragazzo di Carrara si rende ben presto conto di come tutto sia caduco ed effimero.
    In più d’un occasione l’ambiente juventino si mostra nei suoi confronti cinico ed ipercritico, proprio come il ricco rampollo Dickie si mostra con Tom Ripley.
    Nella già citata pellicola Tom diventa ancor più cinico del suo ricco amico, fino ad ucciderlo per poi assumerne l’identità, iniziando così sorprendentemente un percorso di formazione fatto di astuzie ed arrivismo, ma sempre con il sorriso sulle labbra.
    Ci chiediamo, può Bernardeschi compiere un percorso di trasformazione come Tom per essere più incisivo alla luce delle sue (nonostante qualcuno lo metta in dubbio) indiscusse doti tecniche?
    Il Bernardeschi visto al Dall’Ara, propositivo, assist man, uomo a tutto campo e dinamico, come purtroppo lo si è visto raramente in maglia bianconera è stato solo un fuoco di paglia in una serata di grazia o certi numeri e prestazioni sono davvero nelle sue corde?
    Questo giocatore ha, come sostengono i suoi detrattori, evidenti limiti tecnici e caratteriali o essi derivano da un’incapacità di collocarlo in quella che è il suo ruolo e posizione più congeniale?
    Bernardeschi è già, nonostante la stagione non sia ancora conclusa, “carne da macello” da utilizzare come moneta di scambio nelle molte trattative di cui su vocifera come quella per portare a Torino Milik con il Napoli o quella per Zaniolo con la Roma, o un buon finale di stagione potrebbe garantirgli la permanenza in bianconero?
    Voi tifosi vorreste che l’avventura del biondo carrarese terminasse o gli dareste una seconda chance?
    In conclusione, qual è, parafrasando la pellicola, il talento di Mr. Bernardeschi?
    Tanti argomenti che cercheremo di sviscerare come sempre con obiettività.
    Sarà nostro gradito ospite Federico Gennarelli stimato speaker di Radio Sportiva.

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    55 min
  • J-TACTICS - Il talento di Mr. Ripley (S02 E28)
    Il titolo della ventottesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto da: “Il talento di Mr Ripley” (The Talented Mr. Ripley) che è un film del 1999, diretto da Anthony Minghella, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith.
    Interpretato da Jude Law, Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Philip Seymour Hoffman.
    Tom Ripley è un giovane americano educato di modesta estrazione.
    Con gli amici è allegro, non ha eguali nell’imitare i personaggi celebri, nel cantare e suonare il piano e soprattutto tende spesso a mentire pur di mascherare la propria condizione.
    Un giorno, viene contattato da un armatore, perché dietro un cospicuo compenso convinca a tornare negli Stati Uniti suo figlio Dickie, il quale vive un esilio dorato in Italia.
    Il giovane entra in una gigantesca avventura, raggiungendo Ischia, diventando amico di Dickie e della sua fidanzata Marge.
    Tom è incantato dal loro mondo e crede di avervi trovato il proprio El Dorado vivendo alle loro spalle.
    Ben presto realizza come tutto sia caduco ed effimero, Dickie è arido, cinico nonché lunatico e comincia ad accusare stanchezza della presenza assidua di Tom.
    Durante una gita, Dickie vorrebbe troncare la loro amicizia ma resta ucciso in una violenta colluttazione in barca.
    Tom decide allora di assumerne l’identità, ma il gioco si complica, per uscire da situazioni pericolose è costretto ad uccidere ancora, a continuare a portare avanti una doppia identità, senza alcun genere di pudore o di vergogna, compiendo un pericoloso e cinico percorso di formazione fatto di astuzie ed immaginazione, sempre col sorriso sulle labbra.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova finalmente convincente della Juventus al Dall’Ara di Bologna, dopo quelle opache contro Milan e Napoli in coppa Italia.
    Una vittoria sicuramente scaccia crisi e dopo le perplessità e le feroci critiche post finale di coppa, anche salvifica per rasserenare l’ambiente bianconero e rendere meno pericolante la posizione del tecnico Sarri.
    Giorni difficili in casa Juve, dove tutti sono stati messi in stato d’accusa per non essere riusciti ad aver la meglio in quel di Roma di un modesto Napoli e conquistare un trofeo che non doveva e poteva essere perso, in virtù anche della Supercoppa sfuggita a Dicembre.
    Tutti in discussione, anche sua maestà Cristiano Ronaldo, ed ovviamente il tecnico Sarri, sottoposto al solito fuoco incrociato dei nostalgici del suo predecessore.
    Una Juve nella bufera, con un unico risultato possibile al Dall’Ara, la vittoria.
    Vittoria è stata per i pluricampioni d’Italia, con una prova convincente dove molti interpreti hanno mostrato confortanti segnali di risveglio dallo stato apatico che ha caratterizzato i match con Milan e Napoli.
    Segni di risveglio anche da parte di uno dei giocatori più ampiamente criticati e messi in discussione dopo il match con il Napoli, Federico Bernardeschi.
    Il biondo (proprio come il Mr. Ripley del film) ragazzo di Carrara, entra in campo con un’atteggiamento propositivo e deciso.
    Autore di una prova di qualità e quantità attraverso inserimenti, corsa ed assist (delizioso il suo colpo di tacco che propizia il gol di Dybala) e tentativi di andare in marcatura, negata da Skorupsky e dal palo.
    Come il Tom Ripley del film che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, il quale si imbarca in una gigantesca avventura per riportare a casa il rampollo Dickie, restando incantato dal suo mondo credendo di avervi trovato il proprio El Dorado, anche il nostro Federico è un ragazzo allegro e giovane che giunge alla corte di madama credendo appunto di aver trovato il proprio posto al sole.
    Bernardeschi nei suoi anni in bianconero mostra tuttavia lacune ed amnesie tecniche e soprattutto caratteriali.
    Il ragazzo di Carrara si rende ben presto conto di come tutto sia caduco ed effimero.
    In più d’un occasione l’ambiente juventino si mostra nei suoi confronti cinico ed ipercritico, proprio come il ricco rampollo Dickie si mostra con Tom Ripley.
    Nella già citata pellicola Tom diventa ancor più cinico del suo ricco amico, fino ad ucciderlo per poi assumerne l’identità, iniziando così sorprendentemente un percorso di formazione fatto di astuzie ed arrivismo, ma sempre con il sorriso sulle labbra.
    Ci chiediamo, può Bernardeschi compiere un percorso di trasformazione come Tom per essere più incisivo alla luce delle sue (nonostante qualcuno lo metta in dubbio) indiscusse doti tecniche?
    Il Bernardeschi visto al Dall’Ara, propositivo, assist man, uomo a tutto campo e dinamico, come purtroppo lo si è visto raramente in maglia bianconera è stato solo un fuoco di paglia in una serata di grazia o certi numeri e prestazioni sono davvero nelle sue corde?
    Questo giocatore ha, come sostengono i suoi detrattori, evidenti limiti tecnici e caratteriali o essi derivano da un’incapacità di collocarlo in quella che è il suo ruolo e posizione più congeniale?
    Bernardeschi è già, nonostante la stagione non sia ancora conclusa, “carne da macello” da utilizzare come moneta di scambio nelle molte trattative di cui su vocifera come quella per portare a Torino Milik con il Napoli o quella per Zaniolo con la Roma, o un buon finale di stagione potrebbe garantirgli la permanenza in bianconero?
    Voi tifosi vorreste che l’avventura del biondo carrarese terminasse o gli dareste una seconda chance?
    In conclusione, qual è, parafrasando la pellicola, il talento di Mr. Bernardeschi?
    Tanti argomenti che cercheremo di sviscerare come sempre con obiettività.
    Sarà nostro gradito ospite Federico Gennarelli stimato speaker di Radio Sportiva.

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  • J-TACTICS - Il talento di Mr. Ripley (S02 E28)
    Il titolo della ventottesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto da: “Il talento di Mr Ripley” (The Talented Mr. Ripley) che è un film del 1999, diretto da Anthony Minghella, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith.
    Interpretato da Jude Law, Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Philip Seymour Hoffman.
    Tom Ripley è un giovane americano educato di modesta estrazione.
    Con gli amici è allegro, non ha eguali nell’imitare i personaggi celebri, nel cantare e suonare il piano e soprattutto tende spesso a mentire pur di mascherare la propria condizione.
    Un giorno, viene contattato da un armatore, perché dietro un cospicuo compenso convinca a tornare negli Stati Uniti suo figlio Dickie, il quale vive un esilio dorato in Italia.
    Il giovane entra in una gigantesca avventura, raggiungendo Ischia, diventando amico di Dickie e della sua fidanzata Marge.
    Tom è incantato dal loro mondo e crede di avervi trovato il proprio El Dorado vivendo alle loro spalle.
    Ben presto realizza come tutto sia caduco ed effimero, Dickie è arido, cinico nonché lunatico e comincia ad accusare stanchezza della presenza assidua di Tom.
    Durante una gita, Dickie vorrebbe troncare la loro amicizia ma resta ucciso in una violenta colluttazione in barca.
    Tom decide allora di assumerne l’identità, ma il gioco si complica, per uscire da situazioni pericolose è costretto ad uccidere ancora, a continuare a portare avanti una doppia identità, senza alcun genere di pudore o di vergogna, compiendo un pericoloso e cinico percorso di formazione fatto di astuzie ed immaginazione, sempre col sorriso sulle labbra.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova finalmente convincente della Juventus al Dall’Ara di Bologna, dopo quelle opache contro Milan e Napoli in coppa Italia.
    Una vittoria sicuramente scaccia crisi e dopo le perplessità e le feroci critiche post finale di coppa, anche salvifica per rasserenare l’ambiente bianconero e rendere meno pericolante la posizione del tecnico Sarri.
    Giorni difficili in casa Juve, dove tutti sono stati messi in stato d’accusa per non essere riusciti ad aver la meglio in quel di Roma di un modesto Napoli e conquistare un trofeo che non doveva e poteva essere perso, in virtù anche della Supercoppa sfuggita a Dicembre.
    Tutti in discussione, anche sua maestà Cristiano Ronaldo, ed ovviamente il tecnico Sarri, sottoposto al solito fuoco incrociato dei nostalgici del suo predecessore.
    Una Juve nella bufera, con un unico risultato possibile al Dall’Ara, la vittoria.
    Vittoria è stata per i pluricampioni d’Italia, con una prova convincente dove molti interpreti hanno mostrato confortanti segnali di risveglio dallo stato apatico che ha caratterizzato i match con Milan e Napoli.
    Segni di risveglio anche da parte di uno dei giocatori più ampiamente criticati e messi in discussione dopo il match con il Napoli, Federico Bernardeschi.
    Il biondo (proprio come il Mr. Ripley del film) ragazzo di Carrara, entra in campo con un’atteggiamento propositivo e deciso.
    Autore di una prova di qualità e quantità attraverso inserimenti, corsa ed assist (delizioso il suo colpo di tacco che propizia il gol di Dybala) e tentativi di andare in marcatura, negata da Skorupsky e dal palo.
    Come il Tom Ripley del film che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, il quale si imbarca in una gigantesca avventura per riportare a casa il rampollo Dickie, restando incantato dal suo mondo credendo di avervi trovato il proprio El Dorado, anche il nostro Federico è un ragazzo allegro e giovane che giunge alla corte di madama credendo appunto di aver trovato il proprio posto al sole.
    Bernardeschi nei suoi anni in bianconero mostra tuttavia lacune ed amnesie tecniche e soprattutto caratteriali.
    Il ragazzo di Carrara si rende ben presto conto di come tutto sia caduco ed effimero.
    In più d’un occasione l’ambiente juventino si mostra nei suoi confronti cinico ed ipercritico, proprio come il ricco rampollo Dickie si mostra con Tom Ripley.
    Nella già citata pellicola Tom diventa ancor più cinico del suo ricco amico, fino ad ucciderlo per poi assumerne l’identità, iniziando così sorprendentemente un percorso di formazione fatto di astuzie ed arrivismo, ma sempre con il sorriso sulle labbra.
    Ci chiediamo, può Bernardeschi compiere un percorso di trasformazione come Tom per essere più incisivo alla luce delle sue (nonostante qualcuno lo metta in dubbio) indiscusse doti tecniche?
    Il Bernardeschi visto al Dall’Ara, propositivo, assist man, uomo a tutto campo e dinamico, come purtroppo lo si è visto raramente in maglia bianconera è stato solo un fuoco di paglia in una serata di grazia o certi numeri e prestazioni sono davvero nelle sue corde?
    Questo giocatore ha, come sostengono i suoi detrattori, evidenti limiti tecnici e caratteriali o essi derivano da un’incapacità di collocarlo in quella che è il suo ruolo e posizione più congeniale?
    Bernardeschi è già, nonostante la stagione non sia ancora conclusa, “carne da macello” da utilizzare come moneta di scambio nelle molte trattative di cui su vocifera come quella per portare a Torino Milik con il Napoli o quella per Zaniolo con la Roma, o un buon finale di stagione potrebbe garantirgli la permanenza in bianconero?
    Voi tifosi vorreste che l’avventura del biondo carrarese terminasse o gli dareste una seconda chance?
    In conclusione, qual è, parafrasando la pellicola, il talento di Mr. Bernardeschi?
    Tanti argomenti che cercheremo di sviscerare come sempre con obiettività.
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