J-TACTICS's show

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J-TACTICS's show episodes

  • J-TACTICS - Il talento di Mr. Ripley (S02 E28)
    Il titolo della ventottesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto da: “Il talento di Mr Ripley” (The Talented Mr. Ripley) che è un film del 1999, diretto da Anthony Minghella, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith.
    Interpretato da Jude Law, Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Philip Seymour Hoffman.
    Tom Ripley è un giovane americano educato di modesta estrazione.
    Con gli amici è allegro, non ha eguali nell’imitare i personaggi celebri, nel cantare e suonare il piano e soprattutto tende spesso a mentire pur di mascherare la propria condizione.
    Un giorno, viene contattato da un armatore, perché dietro un cospicuo compenso convinca a tornare negli Stati Uniti suo figlio Dickie, il quale vive un esilio dorato in Italia.
    Il giovane entra in una gigantesca avventura, raggiungendo Ischia, diventando amico di Dickie e della sua fidanzata Marge.
    Tom è incantato dal loro mondo e crede di avervi trovato il proprio El Dorado vivendo alle loro spalle.
    Ben presto realizza come tutto sia caduco ed effimero, Dickie è arido, cinico nonché lunatico e comincia ad accusare stanchezza della presenza assidua di Tom.
    Durante una gita, Dickie vorrebbe troncare la loro amicizia ma resta ucciso in una violenta colluttazione in barca.
    Tom decide allora di assumerne l’identità, ma il gioco si complica, per uscire da situazioni pericolose è costretto ad uccidere ancora, a continuare a portare avanti una doppia identità, senza alcun genere di pudore o di vergogna, compiendo un pericoloso e cinico percorso di formazione fatto di astuzie ed immaginazione, sempre col sorriso sulle labbra.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova finalmente convincente della Juventus al Dall’Ara di Bologna, dopo quelle opache contro Milan e Napoli in coppa Italia.
    Una vittoria sicuramente scaccia crisi e dopo le perplessità e le feroci critiche post finale di coppa, anche salvifica per rasserenare l’ambiente bianconero e rendere meno pericolante la posizione del tecnico Sarri.
    Giorni difficili in casa Juve, dove tutti sono stati messi in stato d’accusa per non essere riusciti ad aver la meglio in quel di Roma di un modesto Napoli e conquistare un trofeo che non doveva e poteva essere perso, in virtù anche della Supercoppa sfuggita a Dicembre.
    Tutti in discussione, anche sua maestà Cristiano Ronaldo, ed ovviamente il tecnico Sarri, sottoposto al solito fuoco incrociato dei nostalgici del suo predecessore.
    Una Juve nella bufera, con un unico risultato possibile al Dall’Ara, la vittoria.
    Vittoria è stata per i pluricampioni d’Italia, con una prova convincente dove molti interpreti hanno mostrato confortanti segnali di risveglio dallo stato apatico che ha caratterizzato i match con Milan e Napoli.
    Segni di risveglio anche da parte di uno dei giocatori più ampiamente criticati e messi in discussione dopo il match con il Napoli, Federico Bernardeschi.
    Il biondo (proprio come il Mr. Ripley del film) ragazzo di Carrara, entra in campo con un’atteggiamento propositivo e deciso.
    Autore di una prova di qualità e quantità attraverso inserimenti, corsa ed assist (delizioso il suo colpo di tacco che propizia il gol di Dybala) e tentativi di andare in marcatura, negata da Skorupsky e dal palo.
    Come il Tom Ripley del film che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, il quale si imbarca in una gigantesca avventura per riportare a casa il rampollo Dickie, restando incantato dal suo mondo credendo di avervi trovato il proprio El Dorado, anche il nostro Federico è un ragazzo allegro e giovane che giunge alla corte di madama credendo appunto di aver trovato il proprio posto al sole.
    Bernardeschi nei suoi anni in bianconero mostra tuttavia lacune ed amnesie tecniche e soprattutto caratteriali.
    Il ragazzo di Carrara si rende ben presto conto di come tutto sia caduco ed effimero.
    In più d’un occasione l’ambiente juventino si mostra nei suoi confronti cinico ed ipercritico, proprio come il ricco rampollo Dickie si mostra con Tom Ripley.
    Nella già citata pellicola Tom diventa ancor più cinico del suo ricco amico, fino ad ucciderlo per poi assumerne l’identità, iniziando così sorprendentemente un percorso di formazione fatto di astuzie ed arrivismo, ma sempre con il sorriso sulle labbra.
    Ci chiediamo, può Bernardeschi compiere un percorso di trasformazione come Tom per essere più incisivo alla luce delle sue (nonostante qualcuno lo metta in dubbio) indiscusse doti tecniche?
    Il Bernardeschi visto al Dall’Ara, propositivo, assist man, uomo a tutto campo e dinamico, come purtroppo lo si è visto raramente in maglia bianconera è stato solo un fuoco di paglia in una serata di grazia o certi numeri e prestazioni sono davvero nelle sue corde?
    Questo giocatore ha, come sostengono i suoi detrattori, evidenti limiti tecnici e caratteriali o essi derivano da un’incapacità di collocarlo in quella che è il suo ruolo e posizione più congeniale?
    Bernardeschi è già, nonostante la stagione non sia ancora conclusa, “carne da macello” da utilizzare come moneta di scambio nelle molte trattative di cui su vocifera come quella per portare a Torino Milik con il Napoli o quella per Zaniolo con la Roma, o un buon finale di stagione potrebbe garantirgli la permanenza in bianconero?
    Voi tifosi vorreste che l’avventura del biondo carrarese terminasse o gli dareste una seconda chance?
    In conclusione, qual è, parafrasando la pellicola, il talento di Mr. Bernardeschi?
    Tanti argomenti che cercheremo di sviscerare come sempre con obiettività.
    Sarà nostro gradito ospite Federico Gennarelli stimato speaker di Radio Sportiva.

    Diteci la vostra, interagiremo con voi in chat live!
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    6 min
  • J-TACTICS - Il talento di Mr. Ripley (S02 E28)
    Il titolo della ventottesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto da: “Il talento di Mr Ripley” (The Talented Mr. Ripley) che è un film del 1999, diretto da Anthony Minghella, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith.
    Interpretato da Jude Law, Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Philip Seymour Hoffman.
    Tom Ripley è un giovane americano educato di modesta estrazione.
    Con gli amici è allegro, non ha eguali nell’imitare i personaggi celebri, nel cantare e suonare il piano e soprattutto tende spesso a mentire pur di mascherare la propria condizione.
    Un giorno, viene contattato da un armatore, perché dietro un cospicuo compenso convinca a tornare negli Stati Uniti suo figlio Dickie, il quale vive un esilio dorato in Italia.
    Il giovane entra in una gigantesca avventura, raggiungendo Ischia, diventando amico di Dickie e della sua fidanzata Marge.
    Tom è incantato dal loro mondo e crede di avervi trovato il proprio El Dorado vivendo alle loro spalle.
    Ben presto realizza come tutto sia caduco ed effimero, Dickie è arido, cinico nonché lunatico e comincia ad accusare stanchezza della presenza assidua di Tom.
    Durante una gita, Dickie vorrebbe troncare la loro amicizia ma resta ucciso in una violenta colluttazione in barca.
    Tom decide allora di assumerne l’identità, ma il gioco si complica, per uscire da situazioni pericolose è costretto ad uccidere ancora, a continuare a portare avanti una doppia identità, senza alcun genere di pudore o di vergogna, compiendo un pericoloso e cinico percorso di formazione fatto di astuzie ed immaginazione, sempre col sorriso sulle labbra.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la prova finalmente convincente della Juventus al Dall’Ara di Bologna, dopo quelle opache contro Milan e Napoli in coppa Italia.
    Una vittoria sicuramente scaccia crisi e dopo le perplessità e le feroci critiche post finale di coppa, anche salvifica per rasserenare l’ambiente bianconero e rendere meno pericolante la posizione del tecnico Sarri.
    Giorni difficili in casa Juve, dove tutti sono stati messi in stato d’accusa per non essere riusciti ad aver la meglio in quel di Roma di un modesto Napoli e conquistare un trofeo che non doveva e poteva essere perso, in virtù anche della Supercoppa sfuggita a Dicembre.
    Tutti in discussione, anche sua maestà Cristiano Ronaldo, ed ovviamente il tecnico Sarri, sottoposto al solito fuoco incrociato dei nostalgici del suo predecessore.
    Una Juve nella bufera, con un unico risultato possibile al Dall’Ara, la vittoria.
    Vittoria è stata per i pluricampioni d’Italia, con una prova convincente dove molti interpreti hanno mostrato confortanti segnali di risveglio dallo stato apatico che ha caratterizzato i match con Milan e Napoli.
    Segni di risveglio anche da parte di uno dei giocatori più ampiamente criticati e messi in discussione dopo il match con il Napoli, Federico Bernardeschi.
    Il biondo (proprio come il Mr. Ripley del film) ragazzo di Carrara, entra in campo con un’atteggiamento propositivo e deciso.
    Autore di una prova di qualità e quantità attraverso inserimenti, corsa ed assist (delizioso il suo colpo di tacco che propizia il gol di Dybala) e tentativi di andare in marcatura, negata da Skorupsky e dal palo.
    Come il Tom Ripley del film che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, il quale si imbarca in una gigantesca avventura per riportare a casa il rampollo Dickie, restando incantato dal suo mondo credendo di avervi trovato il proprio El Dorado, anche il nostro Federico è un ragazzo allegro e giovane che giunge alla corte di madama credendo appunto di aver trovato il proprio posto al sole.
    Bernardeschi nei suoi anni in bianconero mostra tuttavia lacune ed amnesie tecniche e soprattutto caratteriali.
    Il ragazzo di Carrara si rende ben presto conto di come tutto sia caduco ed effimero.
    In più d’un occasione l’ambiente juventino si mostra nei suoi confronti cinico ed ipercritico, proprio come il ricco rampollo Dickie si mostra con Tom Ripley.
    Nella già citata pellicola Tom diventa ancor più cinico del suo ricco amico, fino ad ucciderlo per poi assumerne l’identità, iniziando così sorprendentemente un percorso di formazione fatto di astuzie ed arrivismo, ma sempre con il sorriso sulle labbra.
    Ci chiediamo, può Bernardeschi compiere un percorso di trasformazione come Tom per essere più incisivo alla luce delle sue (nonostante qualcuno lo metta in dubbio) indiscusse doti tecniche?
    Il Bernardeschi visto al Dall’Ara, propositivo, assist man, uomo a tutto campo e dinamico, come purtroppo lo si è visto raramente in maglia bianconera è stato solo un fuoco di paglia in una serata di grazia o certi numeri e prestazioni sono davvero nelle sue corde?
    Questo giocatore ha, come sostengono i suoi detrattori, evidenti limiti tecnici e caratteriali o essi derivano da un’incapacità di collocarlo in quella che è il suo ruolo e posizione più congeniale?
    Bernardeschi è già, nonostante la stagione non sia ancora conclusa, “carne da macello” da utilizzare come moneta di scambio nelle molte trattative di cui su vocifera come quella per portare a Torino Milik con il Napoli o quella per Zaniolo con la Roma, o un buon finale di stagione potrebbe garantirgli la permanenza in bianconero?
    Voi tifosi vorreste che l’avventura del biondo carrarese terminasse o gli dareste una seconda chance?
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    16 min
  • J-TACTICS - Il maledetto United (S02 E27)
    Il titolo della ventisettesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto​ da: “Il maledetto United” (The damned United)che è un film del 2009 diretto da Tom Hooper.
    Pellicola basata sull’omonimo romanzo di David Peace.
    Il film narra dei 44 giorni da allenatore del Leeds United di Brian Clough, successore di Don Revie sulla panchina del club.
    Revie lascia la panchina del Leeds dopo anni di successi, Clough lo sostituisce dopo un insperato successo nel campionato inglese con il piccolo Derby County,squadra da lui portata ai vertici dopo anni nelle leghe minori.
    Clough nonostante abbia accettato l’incarico nel prestigioso club, odia profondamente il modo di giocare impostato dal suo predecessore e la mentalità che trova nella sua nuova squadra.
    Si troverà poi ad affrontare questa nuova avventura da solo, cercando nel più breve tempo possibile di trasformare gli arroganti calciatori del Leeds, noti per essere prime donne e campioni conclamati, in giocatori adatti alla sua idea di gioco.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la bruciante ed avvilente sconfitta subita dai bianconeri nella finale di Coppa Italia con il Napoli, ma anche per analizzare in modo più ampio e generale il primo anno di Maurizio Sarri sulla panchina della Juventus.
    Come il già citato Clough protagonista della pellicola che da il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, anche il tecnico toscano appare essere un un’integralista convinto delle proprie idee e con una precisa impronta di gioco.
    Sarri arriva come Clough in un club vincente, con una precisa mentalità frutto ed eredità anche del lavoro del precedente tecnico.
    In un anno tanti sono stati gli alti (che forse hanno illuso) ed i bassi tra cui le cocenti sconfitte patite nelle finali di Supercoppa prima e di Coppa Italia poi, per la squadra guidata da Maurizio Sarri.
    Un tecnico che come il protagonista della già citata pellicola, arriva in un top club già ampiamente abituato alla vittoria, dopo una lunga gavetta impreziosita anche da trionfi, come l’Europa League conquistata con il Chelsea.
    Sarri arriva in un nuovo mondo, con una mentalità ben definita dove inflessibilmente il motto è: Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”.
    Il compito che viene affidato al nuovo tecnico è vincere ovviamente, ma rispetto (dicono) al suo predecessore, devo farlo portando un plus.
    Deve “giocare bene”.
    Il tanto decantato bel gioco che, a parte qualche sporadico episodio, non si è mai praticamente visto.
    Dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia, secondo trofeo sfuggito dopo la Supercoppa a dicembre, Sarri è solo, sotto accusa ed a mani vuote con due obbiettivi, campionato e Champions League da portare a termine, in condizioni ambientali oramai non favorevoli.
    Brian Clough lasciò infine lo United senza mai entrare in sintonia con l’ambiente, la società ed i giocatori.
    Ci chiediamo, il destino del tecnico toscano sarà analogo a quello del celeberrimo Clough?
    Come può essere giudicato questo anni di Sarri sulla panchina bianconera?
    Al dì la delle sconfitte nelle due finali finora giocate si può ancora essere fiduciosi per il prosieguo della stagione?
    Sarri non si è mai adattato all’ambiente juventino o l’ambiente medesimo non ha mai capito fino in fondo il tecnico?
    Possiamo dire che Sarri è stato messo nelle condizioni migliori per fare il suo lavoro?
    Qual è la percentuale di responsabilità attribuibile al tecnico, ai giocatori ed alla società per la situazione venutasi a creare?
    Infine, anche per Sarri sarà alla fine una “maledetta Juventus” così come per Clough fu un “maledetto United”?
    Non ci resta che attendere.

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    1 hr 54 min
  • J-TACTICS - Ricomincio da capo (S02 E26)
    Dopo una pausa di qualche settimana dovuta all’interruzione del campionato per effetto dell’emergenza Coronavirus, ritorna, finalmente con la ripresa dell’attività agonistica, il podcast più bianconero che ci sia, J-TACTICS.
    Il titolo della ventiseiesima puntata della stagione numero due di J-TACTICS, trae spunto​ da:
    “Ricomincio da capo” (Groundhog Day), che è un film del 1993 diretto da Harold Ramis, interpretato da Bill Murray e Andie McDowell.
    Phil Connors è un meteorologo televisivo dal carattere scorbutico ed egoista.
    Un giorno deve recarsi nella piccola cittadina di Punxsutawney, in Pennsylvania, per realizzare un reportage sulla tradizionale ricorrenza del “giorno della marmotta”.
    Resta però intrappolato in un circolo temporale: ogni mattina infatti, viene svegliato dalla radio che trasmette sempre lo stesso brano musicale, “I got you Babe”, di Sonny&Cher.
    Da allora la giornata trascorre inesorabilmente allo stesso modo della precedente.
    Gli eventi si ripetono esattamente uguali ogni giorno.
    Phil cerca di passare la giornata in modo stravagante per renderla il meno monotona possibile tentando invano di sedurre la bella collega Rita.
    Alla lunga, tuttavia, questa vita ripetitiva lo porta alla depressione e a tentare ripetutamente invano il suicidio, risvegliandosi comunque nel “giorno della marmotta”.
    L’uomo confida poi a Rita il proprio dramma senza fine e lei gli consiglia di dedicare questa sua esistenza ripetitiva ed intrappolata ad aiutare il prossimo.
    Phil scopre così i suoi talenti ed i bisogni altrui diventando un uomo migliore.
    Alla fine attraverso il suo comportamento altruista riesce ad uscire dall’incantesimo e a trovare finalmente il vero amore.
    Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo specifico alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare la tanto agognata ripresa dell’attività agonistica dopo il lungo stop dovuto all’emergenza sanitaria a livello mondiale per il Covid.
    Finalmente si riparte, inizialmente con una coppa Italia, per così dire, concentrata nell’arco di una settimana, per poi proseguire con un campionato che dovrebbe presumibilmente concludersi ai primi di agosto, terminando infine questa lunga maratona con una Champions League in formato “final eight” interamente giocata in un’unica città, probabilmente Lisbona.
    Il calcio professionistico italiano ricomincia e la vecchia signora riparte da dove aveva interrotto il suo percorso mesi fa, prima dell’apocalisse sanitaria.
    Così come il Phil protagonista della pellicola che dà il titolo all’odierna puntata di J-TACTICS, la Juve si troverà suo malgrado a rivivere continuamente a distanza ravvicinata un ipotetico giorno della marmotta.
    Partite in serie, quasi senza soluzione di continuità.
    Una lunga maratona ripetitiva e snervante proprio come le giornate di Phil.
    Ci chiediamo, riuscirà la vecchia signora ad uscire indenne da questo loop o incantesimo ripetitivo?
    Ancora, i campioni d’Italia saranno in grado, nonostante il lungo stop, di riprendere la marcia interrotta in Coppa Italia ed in campionato e a ribaltare infine l’orribile, per le modalità in cui maturò, sconfitta con il Lione ed andare avanti in Champions League?
    Poi, l’attuale rosa dei bianconeri è numericamente attrezzata per gestire il tour de force che l’attende?
    Le continue voci di mercato nonostante una stagione agonistica ancora da terminare, potranno eventualmente incidere negativamente sulla concentrazione, impegno e serenità dei giocatori oggetto di trattative vere o presunte tali?
    Infine, i bianconeri riusciranno a spezzare, come il protagonista del film, positivamente il loro giorno della marmotta e concludere la stagione magari (ci auguriamo tutti) portando a casa dei trofei?
    Tanti argomenti che cercheremo di sviscerare con obiettività, anche con il prezioso contributo di un nuovo componente nella squadra di J-TACTICS.
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    1 hr 37 min
  • IL PALLONE RACCONTA E28 - Dino Zoff
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Dal blog il pallone racconta di Stefano Bedeschi.
    Voce narrante: Dario
    28 min
  • IL PALLONE RACCONTA E25 - Johan Cruijff
    Dal cassetto dei ricordi della storia pluricentenaria della Juventus.
    Storie e uomini che hanno reso la Juventus ciò che è.
    Dal blog il pallone racconta di Stefano Bedeschi.
    Voce narrante: Dario
    15 min
  • IL PALLONE RACCONTA E24 - Eduard Streltsov (intervista a Marco Iaria)
    Episodio speciale della rubrica Il pallone racconta, dedicata in quest'occasione ad un campione del passato, poco conosciuto al grande pubblico.
    Eduard Streltsov, il "Pelé bianco" viene sapientemente narrato dal giornalista Marco Iaria, che nel suo meraviglioso libro intitolato:
    "Donne, vodka e gulag. La vita spezzata di Eduard Streltsov, il campione", ci guida alla scoperta di un campione dal talento puro e cristallino la cui carriera fu bruscamente ed ingiustamente spezzata dall'oscurantismo politico.
    Un libro per appassionati e veri intenditori del calcio.
    Negli anni Cinquanta, Eduard Streltsov era una giovane stella della Torpedo Mosca e della Nazionale sovietica.
    Il ciuffo alla teddy boy, lo spirito ribelle, vodka a volontà, vita notturna e avventure amorose.
    Bello, dannatamente bello e pericolosamente "occidentale" per il regime comunista.
    Così, a soli 20 anni, alla vigilia della Coppa del Mondo, si trovò a dover affrontare la partita più difficile della sua vita.
    L'accusa di violenza sessuale, e una scelta: proclamarsi colpevole e volare in Svezia a sfidare Pelé, come gli fu promesso dalle autorità, oppure gridare la sua innocenza?
    E dietro tutto questo c'era forse la vendetta di una potente donna, membro del Politbjuro?
    Sullo sfondo del controverso rapporto fra sport e comunismo, questo libro racconta, la carriera spezzata del più grande talento del calcio russo, capace di segnare 25 gol in 38 partite con l'Urss.
    I precoci successi, le macchinazioni della propaganda, il giallo attorno al processo per stupro, i 5 anni trascorsi nel gulag, dove sopravvisse giocando a calcio e dilettando i funzionari del Partito, fino al clamoroso ritorno in campo guidando la Torpedo al titolo nazionale.
    44 min

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Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
"La Juve non è importante, è l'unica cosa che conta".
Ogni GIOVEDÌ…