Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Grandi inediti - Stan Getz: Getz at the Gate
    Nel 1960, per la prima volta in un decennio, Getz non risulta il sax tenore dell'anno nel referendum del mensile Down Beat: la consultazione questa volta ha premiato John Coltrane, il sax tenore che fa parte del gruppo di Miles Davis. Getz sente vacillare il suo trono e capisce che deve rientrare negli Stati Uniti. Non è che sia stato lontano moltissimo, ma nei due anni e mezzo della sua assenza molti cambiamenti cruciali sono intervenuti nella scena del jazz e nel pubblico, a cominciare dall'irruzione del free jazz. Getz deve rimontare la china. Quando nel novembre del '61 si esibisce al Village Gate di New York con Steve Kuhn al piano, John Neves al contrabbasso e Roy Haynes alla batteria, Getz è alle soglie dell'uscita del suo album con Bob Brookmeyer, che contribuirà a rilanciare la sua popolarità, e a qualche mese dall'incisione di Jazz Samba, che si tradurrà in un clamoroso successo: ma lo Stan Getz che si esibisce al Gate è ancora uno Stan Getz che si sta battendo per tornare in cima, per riaffermare il suo ruolo di grande star, è uno Stan Getz che non fa prigionieri. Pubblicato dalla Verve nel 2019, Getz at the Gate è stato ricavato da una registrazione realizzata dalla stessa Verve, e poi dimenticata nei suoi archivi per decenni: evidentemente la Verve aveva preso in considerazione l'idea di pubblicare un live, che poi però, dopo l'exploit di Jazz Samba, in quegli anni non avrebbe avuto senso: ma un live che fa felici noi oggi.
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  • Grandi inediti - Stan Getz: Getz at the Gate
    Nel 1960, per la prima volta in un decennio, Getz non risulta il sax tenore dell'anno nel referendum del mensile Down Beat: la consultazione questa volta ha premiato John Coltrane, il sax tenore che fa parte del gruppo di Miles Davis. Getz sente vacillare il suo trono e capisce che deve rientrare negli Stati Uniti. Non è che sia stato lontano moltissimo, ma nei due anni e mezzo della sua assenza molti cambiamenti cruciali sono intervenuti nella scena del jazz e nel pubblico, a cominciare dall'irruzione del free jazz. Getz deve rimontare la china. Quando nel novembre del '61 si esibisce al Village Gate di New York con Steve Kuhn al piano, John Neves al contrabbasso e Roy Haynes alla batteria, Getz è alle soglie dell'uscita del suo album con Bob Brookmeyer, che contribuirà a rilanciare la sua popolarità, e a qualche mese dall'incisione di Jazz Samba, che si tradurrà in un clamoroso successo: ma lo Stan Getz che si esibisce al Gate è ancora uno Stan Getz che si sta battendo per tornare in cima, per riaffermare il suo ruolo di grande star, è uno Stan Getz che non fa prigionieri. Pubblicato dalla Verve nel 2019, Getz at the Gate è stato ricavato da una registrazione realizzata dalla stessa Verve, e poi dimenticata nei suoi archivi per decenni: evidentemente la Verve aveva preso in considerazione l'idea di pubblicare un live, che poi però, dopo l'exploit di Jazz Samba, in quegli anni non avrebbe avuto senso: ma un live che fa felici noi oggi.
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  • Grandi inediti - Stan Getz: Live in Paris 1959
    Fra i grandi inediti di ambito jazzistico venuti alla luce in questi ultimi anni, un posto di rilievo hanno senz'altro due inediti di Stan Getz di cui ci occupiamo in questa e nella prossima puntata. Live in Paris 1959 è stato pubblicato nel 2018 nella collana di grandi concerti parigini Live in Paris a cui ha dato vita Frémeaux et Associés, benemerita etichetta francese con un catalogo straordinario che va dal jazz alla world music alla canzone francese alle grandi interviste agli audiolibri (se volete ascoltare l'Etranger in versione integrale letto da Camus, ecco dove cercarlo). Live in Paris 1959 coglie il grande sassofonista in un momento molto particolare della sua vita e della sua carriera: nel '58 Getz al termine di una tournée decide di trattenersi in Europa - dove rimarrà fino alla fine del '60 - sia per stare vicino alla moglie svedese, sia per cercare di staccare dall'eroina. Dalla Danimarca, dove si stabilisce, si sposta in Europa, e suona con americani di passaggio o espatriati e con musicisti locali. A Parigi Getz è ben lieto di poter avere a fianco un batterista formidabile come Kenny Clarke, uno dei creatori della nuova concezione della batteria nel bebop, che poi nel '56 ha scelto di trasferirsi nella capitale francese. In queste registrazioni effettuate per lo più dal vivo all'Olympia e alcune in studio, Getz oltre che da Clarke è accompagnato da un altro americano ormai parigino di adozione, il chitarrista Jimmy Gourley, e da due francesi specializzati nell'accompagnare grandi jazzisti americani, Martial Solal - il più originale pianista europeo della sua generazione - e il contrabbassista Pierre Michelot, che nel '57 aveva partecipato (come del resto Kenny Clarke) all'incisione a Parigi della musica di Miles Davis per il film Ascensore per il patibolo.
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  • Grandi inediti - Stan Getz: Live in Paris 1959
    Fra i grandi inediti di ambito jazzistico venuti alla luce in questi ultimi anni, un posto di rilievo hanno senz'altro due inediti di Stan Getz di cui ci occupiamo in questa e nella prossima puntata. Live in Paris 1959 è stato pubblicato nel 2018 nella collana di grandi concerti parigini Live in Paris a cui ha dato vita Frémeaux et Associés, benemerita etichetta francese con un catalogo straordinario che va dal jazz alla world music alla canzone francese alle grandi interviste agli audiolibri (se volete ascoltare l'Etranger in versione integrale letto da Camus, ecco dove cercarlo). Live in Paris 1959 coglie il grande sassofonista in un momento molto particolare della sua vita e della sua carriera: nel '58 Getz al termine di una tournée decide di trattenersi in Europa - dove rimarrà fino alla fine del '60 - sia per stare vicino alla moglie svedese, sia per cercare di staccare dall'eroina. Dalla Danimarca, dove si stabilisce, si sposta in Europa, e suona con americani di passaggio o espatriati e con musicisti locali. A Parigi Getz è ben lieto di poter avere a fianco un batterista formidabile come Kenny Clarke, uno dei creatori della nuova concezione della batteria nel bebop, che poi nel '56 ha scelto di trasferirsi nella capitale francese. In queste registrazioni effettuate per lo più dal vivo all'Olympia e alcune in studio, Getz oltre che da Clarke è accompagnato da un altro americano ormai parigino di adozione, il chitarrista Jimmy Gourley, e da due francesi specializzati nell'accompagnare grandi jazzisti americani, Martial Solal - il più originale pianista europeo della sua generazione - e il contrabbassista Pierre Michelot, che nel '57 aveva partecipato (come del resto Kenny Clarke) all'incisione a Parigi della musica di Miles Davis per il film Ascensore per il patibolo.
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  • Grandi inediti - Stan Getz: Live in Paris 1959
    Fra i grandi inediti di ambito jazzistico venuti alla luce in questi ultimi anni, un posto di rilievo hanno senz'altro due inediti di Stan Getz di cui ci occupiamo in questa e nella prossima puntata. Live in Paris 1959 è stato pubblicato nel 2018 nella collana di grandi concerti parigini Live in Paris a cui ha dato vita Frémeaux et Associés, benemerita etichetta francese con un catalogo straordinario che va dal jazz alla world music alla canzone francese alle grandi interviste agli audiolibri (se volete ascoltare l'Etranger in versione integrale letto da Camus, ecco dove cercarlo). Live in Paris 1959 coglie il grande sassofonista in un momento molto particolare della sua vita e della sua carriera: nel '58 Getz al termine di una tournée decide di trattenersi in Europa - dove rimarrà fino alla fine del '60 - sia per stare vicino alla moglie svedese, sia per cercare di staccare dall'eroina. Dalla Danimarca, dove si stabilisce, si sposta in Europa, e suona con americani di passaggio o espatriati e con musicisti locali. A Parigi Getz è ben lieto di poter avere a fianco un batterista formidabile come Kenny Clarke, uno dei creatori della nuova concezione della batteria nel bebop, che poi nel '56 ha scelto di trasferirsi nella capitale francese. In queste registrazioni effettuate per lo più dal vivo all'Olympia e alcune in studio, Getz oltre che da Clarke è accompagnato da un altro americano ormai parigino di adozione, il chitarrista Jimmy Gourley, e da due francesi specializzati nell'accompagnare grandi jazzisti americani, Martial Solal - il più originale pianista europeo della sua generazione - e il contrabbassista Pierre Michelot, che nel '57 aveva partecipato (come del resto Kenny Clarke) all'incisione a Parigi della musica di Miles Davis per il film Ascensore per il patibolo.
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  • Libri: Flavio Massarutto, Il jazz dentro; Geoff Wills, Frank Zappa e la musica jazz; Gianni Lenoci, Alchimia dell'istante; Franco Minganti, Cool, Calm, Collected Essays.
    Nella prima parte della trasmissione, corredata da brani in tema, intervistiamo Flavio Massarutto, grande esperto del rapporto fra jazz e fumetto, sul suo nuovo libro su questo argomento, Il jazz dentro (Stampa Alternativa). Poi Claudio Chianura ci presenta due libri di cui è l'editore (Auditorium Edizioni) e del primo anche il traduttore: Frank Zappa e la musica jazz di Geoff Wills, un lavoro documentato e minuzioso che sorprenderà chi su questo tema si è lasciato ingannare dalla famosa affermazione di Zappa "il jazz non è morto, ha solo uno strano odore"; e Alchimia dell'istante, riflessioni e paradossi di un improvvisatore, con cui il compianto Gianni Lenoci, eccellente pianista mancato prematuramente nel 2019, ci offre significativi pensieri sul processo creativo e l'improvvisazione. Infine Franco Minganti, studioso di cultura americana dagli interessi molto ampi, ci presenta la sua raccolta Cool, Calm, Collected Essays (Bacchilega Editore), in cui trova ampio spazio la sua passione per la musica.
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  • Libri: Flavio Massarutto, Il jazz dentro; Geoff Wills, Frank Zappa e la musica jazz; Gianni Lenoci, Alchimia dell'istante; Franco Minganti, Cool, Calm, Collected Essays.
    Nella prima parte della trasmissione, corredata da brani in tema, intervistiamo Flavio Massarutto, grande esperto del rapporto fra jazz e fumetto, sul suo nuovo libro su questo argomento, Il jazz dentro (Stampa Alternativa). Poi Claudio Chianura ci presenta due libri di cui è l'editore (Auditorium Edizioni) e del primo anche il traduttore: Frank Zappa e la musica jazz di Geoff Wills, un lavoro documentato e minuzioso che sorprenderà chi su questo tema si è lasciato ingannare dalla famosa affermazione di Zappa "il jazz non è morto, ha solo uno strano odore"; e Alchimia dell'istante, riflessioni e paradossi di un improvvisatore, con cui il compianto Gianni Lenoci, eccellente pianista mancato prematuramente nel 2019, ci offre significativi pensieri sul processo creativo e l'improvvisazione. Infine Franco Minganti, studioso di cultura americana dagli interessi molto ampi, ci presenta la sua raccolta Cool, Calm, Collected Essays (Bacchilega Editore), in cui trova ampio spazio la sua passione per la musica.
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  • Libri: Flavio Massarutto, Il jazz dentro; Geoff Wills, Frank Zappa e la musica jazz; Gianni Lenoci, Alchimia dell'istante; Franco Minganti, Cool, Calm, Collected Essays.
    Nella prima parte della trasmissione, corredata da brani in tema, intervistiamo Flavio Massarutto, grande esperto del rapporto fra jazz e fumetto, sul suo nuovo libro su questo argomento, Il jazz dentro (Stampa Alternativa). Poi Claudio Chianura ci presenta due libri di cui è l'editore (Auditorium Edizioni) e del primo anche il traduttore: Frank Zappa e la musica jazz di Geoff Wills, un lavoro documentato e minuzioso che sorprenderà chi su questo tema si è lasciato ingannare dalla famosa affermazione di Zappa "il jazz non è morto, ha solo uno strano odore"; e Alchimia dell'istante, riflessioni e paradossi di un improvvisatore, con cui il compianto Gianni Lenoci, eccellente pianista mancato prematuramente nel 2019, ci offre significativi pensieri sul processo creativo e l'improvvisazione. Infine Franco Minganti, studioso di cultura americana dagli interessi molto ampi, ci presenta la sua raccolta Cool, Calm, Collected Essays (Bacchilega Editore), in cui trova ampio spazio la sua passione per la musica.
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  • Intakt: Alexander Hawkins, Togetherness Music; Fred Frith-Ikue Mori, A Mountain Doesn't Know It's Tall
    Fra i più brillanti musicisti europei di area jazzistica affermatisi nel nuovo millennio - compirà quarant'anni nel prossimo maggio - Alexander Hawkins da qualche anno ha trovato un interlocutore non occasionale nella Intakt, e in puntate di Jazz Anthology del 2019 e 2020 che potete trovare in podcast abbiamo seguito le sue uscite con l'etichetta svizzera: siamo adesso alla quarta, Togetherness Music, un ambizioso lavoro all'incrocio fra scrittura e improvvisazione, con una compagine di sedici elementi dalla fisionomia abbondantemente cameristica in cui figura però anche un maestro della free music europea come il sassofonista Evan Parker con improvvisazioni senza compromessi al sax soprano. Gli interessi della Intakt si estendono anche a musiche di ricerca che non rientrano propriamente in un'area definibile come jazzistica: nel caso del duo di Fred Frith - altro artista che ha con la Intakt un rapporto importante - e di Ikue Mori c'è comunque una fantastica dimensione improvvisativa, che si coniuga con il rumorismo e l'elettronica in seducentissimi paesaggi sonori, vivissimi, giocosi, pieni di humour e di musicalità.
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  • Intakt: Alexander Hawkins, Togetherness Music; Fred Frith-Ikue Mori, A Mountain Doesn't Know It's Tall
    Fra i più brillanti musicisti europei di area jazzistica affermatisi nel nuovo millennio - compirà quarant'anni nel prossimo maggio - Alexander Hawkins da qualche anno ha trovato un interlocutore non occasionale nella Intakt, e in puntate di Jazz Anthology del 2019 e 2020 che potete trovare in podcast abbiamo seguito le sue uscite con l'etichetta svizzera: siamo adesso alla quarta, Togetherness Music, un ambizioso lavoro all'incrocio fra scrittura e improvvisazione, con una compagine di sedici elementi dalla fisionomia abbondantemente cameristica in cui figura però anche un maestro della free music europea come il sassofonista Evan Parker con improvvisazioni senza compromessi al sax soprano. Gli interessi della Intakt si estendono anche a musiche di ricerca che non rientrano propriamente in un'area definibile come jazzistica: nel caso del duo di Fred Frith - altro artista che ha con la Intakt un rapporto importante - e di Ikue Mori c'è comunque una fantastica dimensione improvvisativa, che si coniuga con il rumorismo e l'elettronica in seducentissimi paesaggi sonori, vivissimi, giocosi, pieni di humour e di musicalità.
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