kRadio CostaSveva

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By Associazione Culturale Puglia Slow Life Sole e LunaSociety & Culture
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kRadio CostaSveva episodes

  • Voci di Terra e Mare puntata zero 6 luglio 2024
    KappaRadio Costa Sveva è un trittico di canali radiofonici che offre un'ampia gamma di contenuti, riflettendo la diversità e la ricchezza culturale della Puglia e andando oltre. Ogni canale si distingue per il suo focus unico, creando un'offerta complessiva che soddisfa un vasto pubblico con gusti e interessi vari.

    KappaRadio Costa Sveva Canale 1 è il cuore pulsante della nostra offerta, trasmettendo 24 ore su 24 un mix eclettico di musica vintage e interviste esclusive realizzate dalla giornalista Carmelina Rotundo Auro fino al 2023, con aggiunte annuali che seguono la produzione corrente. Questo canale si dedica alla conservazione della storia e al contempo mantiene i suoi ascoltatori aggiornati con le novità culturali, garantendo un flusso continuo di contenuti che ispirano e intrattengono.

    KappaRadio Costa Sveva Canale 2 offre un'esperienza unica con "L'Ora Felice" di Massimiliano Deliso, una serie di trasmissioni dal vivo che vanno in onda quattro volte all'anno, ogni sabato alle 21:00. Questo canale trasforma i momenti di ritrovo in occasione di discussioni approfondite, ospitando personalità influenti e pensatori innovativi che condividono le loro esperienze e visioni, arricchendo così il dibattito culturale e sociale.

    KappaRadio Krishna Centrale, precedentemente noto come Canale 3 di KappaRadio Costa Sveva, si immerge nelle profondità della spiritualità e della riflessione. Con una programmazione che intreccia il sacro con il profano, il canale offre trasmissioni che spaziano dalle lezioni di yoga e meditazione a programmi culturali e di intrattenimento. Le storiche trasmissioni della Radio Yoga Network e i nuovi contenuti di KappaRadio si fondono per creare un ambiente dove la spiritualità e il quotidiano si incontrano, promuovendo un percorso di crescita personale e collettiva.

    Insieme, i tre canali di KappaRadio Costa Sveva formano un mosaico di voci e suoni che celebrano la cultura pugliese e mediterranea in tutte le sue forme. Questo network non è solo una stazione radio: è una comunità vibrante e un punto di riferimento culturale che continua a evolversi, mantenendo sempre viva la connessione con le radici e spingendo i confini dell'innovazione mediatica.
    30 min
  • 7a p.te Carmelina Rotundo Auro a Pitti Filati 2024
    Alla Fortezza da Basso di Firenze, il primo giorno della mostra di moda riserva già delle impressioni molto positive. Emma e Silvia, gestrici dell'evento, si trovano nel pieno del fermento organizzativo. Quando viene loro chiesto "Cos'è la moda per voi?", la risposta sembra evasiva, non tanto per mancanza di interesse, ma per la mole di lavoro che le ha assorbite completamente nei giorni precedenti l'evento.

    Per Emma e Silvia, la moda appare come una serie di universi: di colori, di fatture, ma soprattutto di persone. E è qui, nel momento in cui ci si ferma a riflettere, che emerge la vera essenza della moda: un universo umano, ricco e complesso. Esse sottolineano come, nonostante le sfide e le difficoltà, è la positività intrinseca e l'amore per la vita che spingono l'umanità a superare gli ostacoli, affermando così il trionfo del bene sul male, della vita sulla morte.

    Questa visione della moda non si limita solo all'estetica o alla funzionalità, ma si estende a una filosofia di vita che celebra la resilienza e l'ottimismo umano. La moda, per loro, è un riflesso di queste battaglie quotidiane e vittorie, un simbolo di speranza e unione.

    Concludendo il giorno con un saluto affettuoso da parte di Fabio e Gigi Pilates, Carmelina anticipa che ci sono ancora due giorni di mostra. Spera che, con un po' più di tempo, Emma e Silvia possano approfondire ulteriormente la loro visione della moda, condividendo con noi non solo le loro esperienze lavorative, ma anche le loro passioni e le loro ispirazioni.
    3 min
  • 6a p.te Carmelina Rotundo Auro a Pitti Filati 2024 96kbit/s
    Nella quinta puntata della nostra serie, ci immergiamo in una riflessione profonda con Michele sui cinque sensi, partendo da una domanda incisiva: quale è il senso più importante?

    Michele, con la sua sensibilità artistica, ci porta a riflettere sull'importanza del tatto. Lo descrive come il senso del "qui ed ora", un ponte tra passato, presente e futuro. È il primo senso che i bambini sviluppano nella fase orale, esplorando il mondo mettendo oggetti in bocca, un modo per sperimentare e memorizzare le esperienze attraverso il contatto diretto.

    Il tatto, per Michele, è fondamentale anche in ambiti affettivi, come nel gesto di un bacio, dove ci avviciniamo a qualcosa o qualcuno che amiamo per sentire quella vicinanza nel modo più intimo e diretto possibile. Questo senso, dunque, non è solo fisico ma profondamente emotivo, influenzando la nostra interazione con il mondo e con gli altri.

    La maglieria, il campo di specializzazione di Michele, incarna perfettamente questo concetto. Indipendentemente dai colori o dai design, la qualità tattile di un maglione—quanto è piacevole al tocco—determina la sua bellezza e il suo impatto su di noi. Il tatto, quindi, diventa un veicolo attraverso il quale esprimiamo e percepiamo bellezza e comfort, rendendolo essenziale non solo nella moda ma nella vita quotidiana.

    Michele estende poi la discussione agli altri sensi, descrivendo come la vista ci proietti nel futuro, mentre l'olfatto e il gusto ci ancorano al passato, evocando ricordi e sensazioni che a volte dimentichiamo consciamente ma che restano impressi nel nostro subconscio.

    Concludendo con una nota personale e commovente, Michele ricorda un momento intimo tra suo padre e sua madre, sottolineando come il tatto sia stato cruciale nei loro ultimi momenti condivisi. Questa esperienza gli ha mostrato che, mentre potremmo sopravvivere senza gli altri sensi, vivere senza il tatto sarebbe impensabile, poiché è attraverso di esso che realmente "tocchiamo" la vita.

    Questa profonda riflessione di Michele non solo illumina l'importanza del tatto nel design della moda, ma anche nel tessuto delle nostre vite, rivelando quanto sia intrinsecamente legato alla nostra esistenza e alle nostre relazioni umane.
    4 min
  • 5a p.te Carmelina Rotundo Auro a Pitti Filati 2024 96kbit/s
    Nella quarta ed entusiasmante puntata dedicata a Michele e al suo coinvolgente approccio al design, esploriamo ulteriormente il significato del vestito. Michele ci parla del suo conflitto interiore, sentendosi tirato tra due estremi, ma alla fine trova una sorta di equilibrio interno. La sua riflessione è profonda: il vestito è importante, sì, ma deve servire come un'estensione di chi siamo internamente e non soffocare l'essenza dell'individuo.

    Michele sottolinea un concetto fondamentale: "Tu non sei il tuo vestito." Il vestito è una manifestazione esterna, una forma di espressione che può influenzare come gli altri ci percepiscono, ma sotto di esso, ciò che conta veramente è la persona di carne e ossa, con tutte le sue complessità e la sua crescita personale. Il vestito non ha vita propria; non cresce, non mangia, non respira.

    Questa visione invita a riflettere sul ruolo che la moda e i vestiti giocano nella nostra vita. Michele ci ricorda che, mentre il vestito può essere un potente strumento di espressione, non dovrebbe mai diventare un idolo o sopraffare chi lo indossa. In un gioco di parole, Michele afferma: "Il monaco deve fare il vestito, ma il vestito non deve fare il monaco."

    Con queste parole, Michele ci saluta, concludendo un ciclo di discussioni che hanno illuminato vari aspetti della moda, dall'ideazione alla filosofia dietro al design. Grazie a Carmelina Rotundo Mauro e Michele Fumagalli per queste puntate ricche di spunti. La tensione cresce in attesa dell'annuncio dei vincitori del contest di domani sera. Chi tra i top ten si aggiudicherà la vittoria? Le loro innovazioni e le riflessioni che hanno suscitato promettono di rendere la decisione finale tanto attesa quanto stimolante.
    2 min
  • 4a p.te Carmelina Rotundo Auro a Pitti Filati 2024
    Nella nostra terza puntata insieme a Michele, ci immergiamo ulteriormente nei concetti profondi evocati dal suo lavoro, ritornando al celebre detto "l'abito non fa il monaco". Questa espressione risuona particolarmente nel contesto della moda e del design, poiché ci sfida a riflettere sul vero significato dell'identità visiva e su come essa si relazioni con la nostra essenza.

    Michele, trovo davvero stimolante come tu abbia ripreso il concetto di temporaneità degli abiti per esplorare la fluidità dell'identità. Gli abiti che indossiamo sono effimeri, cambiano e si adattano, ma spesso vengono utilizzati per definire chi siamo in maniera superficiale e limitante. La tua visione suggerisce che, al di sotto degli abiti, la nostra vera natura rimane nascosta, sfidando l'idea che possiamo essere completamente compresi solo attraverso l'apparenza esteriore.

    Approfondendo, tocchi anche un punto cruciale riguardante gli altri aspetti della nostra "vestimenta", come l'odore o il colore della pelle, che giocano un ruolo altrettanto significativo nel modo in cui siamo percepiti. Questi elementi, spesso sottovalutati, contribuiscono alla complessità del nostro "abito" sociale, influenzando come interagiamo con il mondo.

    Questa riflessione si estende oltre la pura estetica, esplorando come anche il colore dei capelli o la scelta di un profumo modifichino la percezione che gli altri hanno di noi, proprio come un vestito. È interessante come tu abbia collegato questi elementi all'esperienza degli animali, come i cani, che si affidano più all'odore che alla visione cromatica per identificare e comprendere il mondo intorno a loro.

    Parli anche di come, in certi contesti, l'abito diventa un biglietto da visita indispensabile per l'accettazione sociale, come nell'esempio che hai citato dell'inaugurazione del museo della Specola. In quel caso, il dress code non solo stabiliva un certo standard estetico ma delineava anche una barriera sociale, evidenziando come, a volte, gli abiti possano creare divisioni significative tra i gruppi.

    Michele, la tua riflessione sull'abito non fa il monaco ci porta a considerare come il design possa essere un potente strumento di comunicazione e critica sociale. Attraverso il tuo lavoro, ci inviti a guardare oltre le apparenze, a riconoscere e rispettare la complessità di ogni individuo. Questo dialogo tra moda e filosofia apre nuove vie per comprendere e apprezzare l'unicità umana in modi che trascendono il semplice contesto dell'abbigliamento.
    5 min
  • 3a p.te Carmelina Rotundo Auro a Pitti Filati 2024
    Durante il nostro ulteriore approfondimento su Pitti Filati, ritorniamo a conversare con Michele Fumagalli, studente del Politecnico di Milano, per esplorare i complessi concetti di maternità e l'uso simbolico delle scimmie nel suo design.

    Buongiorno, Michele. Cominciamo con il concetto di maternità, che nel tuo lavoro non è solo celebrato ma anche critico. Parliamo di un'oppressione sottile, quella delle aspettative sociali che definiscono cosa dovrebbe essere una madre, spesso costringendola a indossare "i vestiti di qualcun altro", nascondendo così la sua vera identità dietro le maschere imposte dalla società.

    Passando all'iconografia delle scimmie nel tuo design, vediamo che non si tratta solo di un elemento giocoso, ma anche di una critica psicologica profonda. Hai inserito scimmiette di peluche e colori vivaci come il giallo delle banane per creare un contrasto, una dissonanza che riecheggia i giochi infantili, ma con un sottotesto più grave.

    La tua ispirazione deriva da un esperimento psicologico classico sul comportamento materno, in cui una scimmietta neonata veniva separata dalla madre e posta davanti a due surrogati: uno morbido e accogliente ma incapace di fornire nutrimento, e l'altro, meccanico e freddo, che forniva cibo. Questo esperimento mette in luce la complessità del bisogno di conforto rispetto al semplice nutrimento fisico, esplorando la nozione di maternità come qualcosa che va oltre il mero dare da mangiare.

    Questi elementi si combinano nel tuo lavoro per sfidare la percezione tradizionale della maternità, presentandola come una figura ridotta a funzioni meccaniche in contrasto con la sua realtà più ricca e complessa. In effetti, il tuo approccio non solo suscita riflessione ma anche emozione, mostrando quanto profondamente possiamo essere toccati da questi temi, anche attraverso il medium della moda.

    In conclusione, il tuo lavoro a Pitti Filati diventa un'incisiva critica sociale e psicologica, vestita attraverso il linguaggio del design di moda, invitando gli spettatori a riflettere sulla realtà delle aspettative sociali e sulle loro conseguenze psicologiche.
    5 min
  • 2a p.te Carmelina Rotundo Auro a Pitti Filati 2024
    Ci troviamo ancora a Pitti Filati, affascinati da questo angolo dedicato ai top ten, tra cui spicco anch'io. Buongiorno a tutti, mi chiamo Michele Fumagalli e studio al Politecnico di Milano. Quest'anno, sono uno dei 13 finalisti di "The Yarn", un contest sponsorizzato da Monticolor.

    L'ispirazione per il mio capo nasce dalle aspettative che la società ha riguardo la maternità, vista non solo come un periodo di gioia, ma anche come un'identità che tende a coprire e sovrastare la persona. Ho utilizzato colori vivaci come il rosso e il giallo, e il maglioncino presenta motivi di banane, arricchito da piccole scimmiette che conferiscono un aspetto giocoso. Tuttavia, le forme ampie del capo tendono a coprire la persona, limitando il movimento e trasformandola quasi in un personaggio alla Fantozzi.

    Il pezzo forte del capo è realizzato con il filato "Light" di Monticolor, un filo cablato di cotone che, nonostante la sua struttura, non sacrifica la morbidezza. Questo permette di mantenere le forme imponenti e strutturate, ma allo stesso tempo leggere e morbide. L'obiettivo era quello di combinare leggerezza e comodità, poiché spesso capi simili risultano pesanti e scomodi da indossare.

    Per quanto riguarda la pulizia e la gestione del capo, è stato pensato per essere facile da mantenere. Il maglione, per esempio, è realizzato con una tecnica che ho sviluppato, che riduce i tempi di smacchiatura del 60%. Utilizzando algoritmi avanzati, ho ridotto il tempo di lavorazione che tradizionalmente richiederebbe dalle 5 alle 6 ore, a soli 45 minuti.

    Questo progetto non si concentra solo sull'estetica, ma anche sulla funzionalità e sull'innovazione nei processi di produzione, riflettendo il mio approccio non solo come stilista ma anche come product designer.
    5 min
  • Carmelina Rotundo Auro a Pitti Filati 2024
    Durante la festa di San Giovanni, abbiamo assistito a un magnifico spettacolo pirotecnico che ha durato oltre un'ora. Subito dopo, ci siamo recati al Pitti Filati, all'interno di un padiglione dove è stato presentato un contest organizzato da Fibre Yarn. Qui, 35 outfit creati da giovani designer sono stati esposti, di cui 10 sono stati selezionati come finalisti. Tra questi, domani verranno scelti i due vincitori.

    Ho avuto il piacere di parlare con uno studente particolarmente promettente del Politecnico di Milano, originario di Valdagno, in provincia di Vicenza, che da tre anni studia design della moda a Milano e si è specializzato nell'ultimo anno in maglieria. Nonostante non possiate vedere le creazioni, vi assicuro che sono impressionanti. Lui stesso ci ha descritto il suo lavoro: un outfit composto da un corsetto, pantaloni a zampa e una mantella con maniche a triplo strato, realizzato interamente con filati forniti dalla Casa del Filato.

    Il tema di quest'anno, "Contraddizioni", è stato interpretato dall'artista attraverso un parallelismo tra la vita reale e quella virtuale, focalizzandosi sui residenti di questi due mondi: gli avatar e i personaggi virtuali. L'abito mostra una simbiosi tra il corpo umano, rappresentato dal sistema muscolo-cardiovascolare, e la realtà virtuale, rappresentata da una stampa quasi psichedelica creata con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Quest'ultima combina un'immagine di un'impronta digitale e di cellule osservate al microscopio, con un design che richiama la barriera tra noi e la vita attraverso uno schermo.

    Quando gli ho chiesto se pensava che il suo abito potesse essere indossato quotidianamente, ha chiarito che, nonostante non sia pensato per l'uso quotidiano, il capo è stato concepito per avere un forte impatto visivo durante il contest. Tuttavia, elementi come il corsetto e la mantella possono essere indossati separatamente, anche se insieme possono sembrare eccessivi per la vita di tutti i giorni.

    Questa intervista ci ha offerto uno sguardo affascinante non solo sull'innovazione nel design della moda, ma anche su come i giovani talenti possono interpretare e trasformare i temi contemporanei in espressioni artistiche tangibili.
    5 min
  • 8-20 giugno 2024 Carmelina Rotundo Auro a Pitti Bimbo a Fortezza da Basso
    KappaRadio Costa Sveva è un trittico di canali radiofonici che offre un'ampia gamma di contenuti, riflettendo la diversità e la ricchezza culturale della Puglia e andando oltre. Ogni canale si distingue per il suo focus unico, creando un'offerta complessiva che soddisfa un vasto pubblico con gusti e interessi vari.
    **KappaRadio Costa Sveva Canale 1** è il cuore pulsante della nostra offerta, trasmettendo 24 ore su 24 un mix eclettico di musica vintage e interviste esclusive realizzate dalla giornalista Carmelina Rotundo Auro fino al 2023, con aggiunte annuali che seguono la produzione corrente. Questo canale si dedica alla conservazione della storia e al contempo mantiene i suoi ascoltatori aggiornati con le novità culturali, garantendo un flusso continuo di contenuti che ispirano e intrattengono.
    **KappaRadio Costa Sveva Canale 2** offre un'esperienza unica con "L'Ora Felice" di Massimiliano Deliso, una serie di trasmissioni dal vivo che vanno in onda quattro volte all'anno, ogni sabato alle 21:00. Questo canale trasforma i momenti di ritrovo in occasione di discussioni approfondite, ospitando personalità influenti e pensatori innovativi che condividono le loro esperienze e visioni, arricchendo così il dibattito culturale e sociale.
    **KappaRadio Krishna Centrale**, precedentemente noto come Canale 3 di KappaRadio Costa Sveva, si immerge nelle profondità della spiritualità e della riflessione. Con una programmazione che intreccia il sacro con il profano, il canale offre trasmissioni che spaziano dalle lezioni di yoga e meditazione a programmi culturali e di intrattenimento. Le storiche trasmissioni della Radio Yoga Network e i nuovi contenuti di KappaRadio si fondono per creare un ambiente dove la spiritualità e il quotidiano si incontrano, promuovendo un percorso di crescita personale e collettiva.
    Insieme, i tre canali di KappaRadio Costa Sveva formano un mosaico di voci e suoni che celebrano la cultura pugliese e mediterranea in tutte le sue forme. Questo network non è solo una stazione radio: è una comunità vibrante e un punto di riferimento culturale che continua a evolversi, mantenendo sempre viva la connessione con le radici e spingendo i confini dell'innovazione mediatica.
    4 min

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KappaRadio Costa Sveva è un trittico di canali radiofonici che offre un'ampia gamma di contenuti, riflettendo la diversità e la ricchezza culturale della Puglia e andando oltre. Ogni canale si distingue per il suo focus unico, creando un'offerta complessiva che soddisfa un vasto pubblico con gusti e interessi vari.

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