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Il Marocco sta diventando una tappa di medio-lungo termine delle rotte migratorie intra-africane. E’ difficile fare stime ma tra regolari e irregolari, il Regno maghrebino ospiterebbe oltre 70.000 cittadini provenienti dall’Africa sub-sahariana. La diaspora senegalese è tra le più numerose e ben inserite.
Attraverso le testimonianze di alcuni residenti senegalesi in Marocco, questo episodio di Laser racconta la vita delle comunità sub sahariane nel Paese, che nel 2018 è stato nominato “Champion of Migration” dall’Unione africana, un riconoscimento che sembra posizionarlo come modello virtuoso di integrazione dei migranti, in netto contrasto con quanto accade in altri stati del Nord Africa.
Un modello certamente ambizioso, ma ancora ambiguo. Da un lato, un Marocco che si vuole affermare come paese di accoglienza, offrendo ai migranti opportunità di impiego e accesso ai servizi pubblici essenziali. Dall’altro, il “gendarme” che blocca le frontiere europee e che fatica a regolarizzare i migranti. Un modello che porta benefici geopolitici, alimentando il soft power di Rabat, ma anche economici sotto forma di fondi dall’Unione europea e di manodopera a basso costo per settori chiave come l’agricoltura.
Questo progetto è stato supportato dal Pulitzer Center
Prima emissione: 29 settembre 2023
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Il Marocco sta diventando una tappa di medio-lungo termine delle rotte migratorie intra-africane. E’ difficile fare stime ma tra regolari e irregolari, il Regno maghrebino ospiterebbe oltre 70.000 cittadini provenienti dall’Africa sub-sahariana. La diaspora senegalese è tra le più numerose e ben inserite.
Attraverso le testimonianze di alcuni residenti senegalesi in Marocco, questo episodio di Laser racconta la vita delle comunità sub sahariane nel Paese, che nel 2018 è stato nominato “Champion of Migration” dall’Unione africana, un riconoscimento che sembra posizionarlo come modello virtuoso di integrazione dei migranti, in netto contrasto con quanto accade in altri stati del Nord Africa.
Un modello certamente ambizioso, ma ancora ambiguo. Da un lato, un Marocco che si vuole affermare come paese di accoglienza, offrendo ai migranti opportunità di impiego e accesso ai servizi pubblici essenziali. Dall’altro, il “gendarme” che blocca le frontiere europee e che fatica a regolarizzare i migranti. Un modello che porta benefici geopolitici, alimentando il soft power di Rabat, ma anche economici sotto forma di fondi dall’Unione europea e di manodopera a basso costo per settori chiave come l’agricoltura.
Questo progetto è stato supportato dal Pulitzer Center
Prima emissione: 29 settembre 2023

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