Lectio Continua

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Lectio Continua episodes

  • 02. La Porta della nostra salvezza
    Porte! Cosa significa per te una porta? Guarda alla tua vita! È un continuo attraversamento di porte. Ci sono porte che attraversi allegramente, come la porta della chiesa nel Giorno del Signore o nel giorno del tuo matrimonio. Ci sono anche porte che hai paura di attraversare, perché sai che dall'altra parte ci può essere un dottore con un terribile referto sulla tua malattia. Porte ovunque! Ma c'è solo una Porta che si frappone tra te e Dio e che devi attraversare se vuoi sperimentare già adesso la vita abbondante ed eterna. Quella Porta è Cristo!
    Da questo testo vediamo due importanti realtà emergere:
    1.  Cristo ha attraversato la porta della nostra schiavitù (v. 1-5), affinché
    2.  Noi potessimo attraversare la Porta della nostra salvezza (v. 7-10).
    33 min
  • 05. L’unicità del privilegio di Paolo
    Paolo stoppa improvvisamente sul nascere la sua preghiera (che riprende dal v. 14 al 21) per rafforzare la fede degli Efesini, spiegando loro l’unicità del ministero e del privilegio ricevuto per portare a loro la salvezza, attraverso persecuzione, sofferenza, carcere e morte. Dunque, quest’oggi rifletteremo intorno al doppio privilegio che Paolo ha ricevuto:
    1.    Il mistero rivelatogli (vv. 1-6)
    2.    Il ministero affidatogli (vv. 7-13)
    42 min
  • 02. I bambini: la chiesa di oggi non solo del domani
    Com’è che la chiesa deve ricevere e trattare i bambini del patto? Considerarli un peso da spostare qua e là? Parcheggiarli nelle scuole domenicali privandoli del Servizio Divino perché troppo piccoli e rumorosi? No, i credenti sono chiamati ad “accrescere la chiesa con baccelli santi” dice la Confessione di Fede di Westminster (24.2), e i baccelli, i figli donatici da Dio, sin dal loro spuntare devono esser curati come baccelli del Signore.
    Ecco perché Gesù, nei primi 12 versi del capitolo 10, dopo aver ridato dignità alla donna ripudiata e considerata come un oggetto dal mondo greco-romano, nel breve testo che abbiamo davanti oggi eleva anche la dignità degli ultimi della società, i bambini, e non solo come persone fisiche, ma come persone dal grande potenziale spirituale.
    Questo testo non ci dice tutto quello che avremmo bisogno di sapere su come crescere i bambini del patto. Abbiamo tutta la Bibbia per informarci in maniera più dettagliata, ma Gesù pone qui tre dei mattoni più importanti per una corretta teologia dei bambini:
    1.    Gesù ama i bambini
    2.    Gesù riceve i bambini
    3.    Gesù vuole che siamo come bambini
    40 min
  • 04. Ricorda, considera e vivi nell’unità
    Se nei primi dieci versetti del capitolo 2 Paolo presenta l'incomprensibile misericordia e grazia di Dio verso i salvati, descrivendo come Dio abbia abbattuto il muro di separazione verticale tra Sé e i suoi eletti, nei versetti odierni, Paolo descrive la caduta del 'secondo muro di separazione,' quello orizzontale, che generò divisione, straniamento e alienazione orizzontale tra i Gentili e gli Israeliti di allora, e tra uomo e uomo, tra moglie e marito, tra figlio e genitore, tra fratelli e sorelle ancora oggi.
    Purtroppo, i 'muri di Berlino' nella chiesa di Cristo esistono eccome, e sono sempre partoriti dal muro verticale eretto dal nostro peccato, che interrompe la nostra comunione con Dio prima, e con il nostro prossimo poi.
    Perciò Paolo, per farci comprendere la necessità di onorare l’unità del corpo di Cristo, ci chiama a considerare tre ritratti:
    1. Il ritratto dell'umanità alienata (2:11-12)
    2. Il ritratto del Mediatore di pace (2:13-18)
    3. Il ritratto del nuovo tempio di Cristo (2:19-22)
    46 min
  • 03. Esser in Adamo o esser in Cristo
    Se c’è qualcosa che questa nostra generazione sembra non avere più rispetto alle precedenti, è la mancanza di fiducia in un futuro migliore. È come se ci trovassimo in un sottomarino ormai guasto che è rimasto intrappolato in fondo al mare, e noi abbiamo già realizzato che è questione di tempo, presto l’aria finirà, e moriremo tutti.
    Paolo, nei primi 3 versi del capitolo 2 dell’Epistola agli Efesini dipinge efficacemente la profonda disperazione in cui versa l’uomo separato da Dio a causa della sua natura di peccato. Ma poi, dal verso 4 al 10, ci presenta l’unica soluzione possibile: la grazia di Dio.
    In questo sermone vedremo:
    1. Quel che per natura in Adamo eravamo (vv. 1-3)
    a. Noi eravamo morti
    b. Noi eravamo schiavi
    c. Noi eravamo figli d’ira
    2. Quel che per grazia in Cristo siamo (vv. 4-10)
    a. La Cosa Dio ha fatto
    b. Perché Dio lo ha fatto
    42 min
  • 02. Quel che Dio vuole che tu conosca
    Paolo desidera che i credenti non vivano il loro pellegrinaggio terreno miseramente, smarrendosi tra le paure di questa vita, dimenticando chi sono in Cristo, e dunque da dove vengono e dove stanno andando, ma egli prega che essi vivano la loro nuova vita in Cristo conoscendo appieno la loro nuova identità, e perciò gustando, praticando e beneficiando pienamente già in questa vita della salvezza ricevuta.
    Paolo, dal verso 15 al 23 rivela agli Efesini quale sia la sua principale preghiera a Dio per loro. Egli prega che ogni credente debba impegnarsi col:
    1. Conoscere la speranza della chiamata di Dio;
    2. Conoscere la gloria della eredità di Dio;
    3. Conoscere l’immensità della potenza di Dio.
    46 min
  • 01. Il capolavoro di Dio
    La comprensione e contemplazione del glorioso capolavoro redentivo di Dio spinge Paolo ad esplodere in una genuina lode per la generosa grazia divina elargita sui peccatori. Egli benedice il Padre quale sorgente ed origine di ogni benedizione spirituale e per la sua redenzione eternamente pianificata e graziosamente eseguita a favore di tutti i suoi eletti nel Suo Figlio (vv. 3-5), suggellata in loro mediante lo Spirito Santo (v. 13), quale pegno e garanzia assoluta della loro celeste eredità eterna (v. 14).
    Paolo ha contemplato questo capolavoro e lo ha riassunto in questi versi per gli Efesini, ma anche per noi. Questi versi sono ora sono una testimonianza indelebile alla nostra portata, affinché anche noi possiamo commuoverci con Paolo di fronte a tale splendore, venendo catturati, vinti e affascinati dalla gloriosa grandezza del divino piano di salvezza. I punti esplorati in questo sermone sono:
    1. La salvezza è un’opera trinitaria
    a. L’opera elettiva del Dio-Padre
    b. L’opera redentrice del Dio-Figlio
    c. L’opera suggellante del Dio-Spirito
    2. La salvezza è un’opera completa
    a. La redenzione del peccatore
    b. La liberazione della creazione
    3. La salvezza ha un fine dossologico
    48 min
  • 01. Il segno infallibile del vero cristianesimo
    Il portare frutto è un segno infallibile del vero cristianesimo; l'alternativa è legno morto: tralci secchi gettati nel fuoco per bruciare.
    Nell’ultimo dei 7 'Io Sono' pronunciati dal Signore e riportati nel Vangelo di Giovanni, Gesù prima di essere catturato e portato via per essere crocifisso, fa ai Suoi discepoli di ogni epoca una meravigliosa promessa: “dimorate in me, e porterete molto frutto alla gloria di Dio, e la vostra sarà una gioia completa.”
    Ma come può un credente essere certo che la sua vita porterà reale frutto? Il Signore stesso rassicura i Suoi circa questa verità, e lo fa introducendo nella 'parabola della vite' tre distinte figure che saranno i punti di questo sermone odierno:
    1. L’opera della vera Vite;
    2. L’opera del sapiente Vignaiolo;
    3. Il frutto dei tralci dimoranti.
    42 min
  • 04. Prepararsi nell’attesa della Sua venuta
    Il teologo presbiteriano Matthew Henry parla della seconda venuta del Cristo come il “centro verso il quale tutte le fila o le dottrine della religione cristiana si incontrano, e verso cui tutta la vita spirituale del credente punta e ha il suo costante riferimento.” Consideri tu il ritorno del Signore l’evento più importante, più desiderato e aspettato della tua vita?
    Stai tu vivendo nel ‘maranâ thâ',’ cioè nella costante invocazione ‘Vieni, Signore nostro’?
    Con la parabola odierna, chiudiamo la nostra miniserie sulle parabole del Regno. La parabola delle ‘Dieci Vergini’ ci insegna che un credente è chiamato a vivere nell’immediata consapevolezza e preparazione dell’imminente ritorno di Cristo. Vedremo dunque:
    1. Il carattere delle vergini; 2. La prospettiva nefasta delle vergini stolte; 3. La prospettiva benedetta delle vergini avvedute.
    34 min
  • 03. L’amore alimentato dal costo del perdono
    Il detto “quella coppia è già passata dalla luna di miele alla luna di fiele,” è un modo di dire che indica il passaggio dalle stelle alle stalle dell’intenso amore iniziale, quello ‘cieco,’ che nel tempo del 'primo amore' toglieva il fiato e spingeva ogni marito o moglie a fare di tutto e di più per la gioia del proprio partner.
    Allo stesso modo, quanti sono quei credenti che dopo anni di conversione possono dire di non aver mai perso il loro ‘primo amore’ per il Signore?
    La verità che emerge dalla parabola ‘dei due debitori,’ è che l’amore che contempla e si perde tra le profondità del costo del perdono pagato da Cristo difficilmente può raffreddarsi e perdere il suo primario slancio. Anzi, l’estensione e la devozione di quell’amore, crescono con il crescere della comprensione della perfetta opera di salvezza operata da Cristo in noi e per noi. Il sermone odierno contrappone:
    1. La gratitudine della peccatrice, ed
    2. Il compiacimento del fariseo.
    43 min

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