Lectio Continua

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Lectio Continua episodes

  • 38. Hai un cuore incredulo o credente?
    “Cosa succede all'indigeno innocente di un’isola sperduta che non ha mai ascoltato il Vangelo?” E' una domanda spesso posta a chi difende l'esistenza di Dio. "L'indigeno finirà in paradiso o sarà condannato all'inferno una volta morto?". La giusta risposta dovrebbe suonare in questo modo: "Il nativo innocente sull'isola sperduta non ha bisogno di ascoltare il Vangelo di Gesù Cristo. Quel nativo innocente, quando muore, va dritto in paradiso se è innocente". Dunque, la domanda teologicamente corretta sarebbe: "Cosa succede al colpevole indigeno di un'isola sperduta che non ha mai ascoltato il Vangelo di Cristo?" Il mondo intero ha rifiutato la chiara rivelazione che Dio dà di Sé stesso nella creazione. La luce di Dio si è manifestata in ogni angolo e fessura di questo universo, ma ogni essere umano, nato nella sua condizione decaduta, sopprime quella luce della rivelazione e preferisce l'oscurità della sua incredulità. Questa oscurità pervade il mondo intero.
    Nei versi odierni vedremo infatti:
    1.  L’incredulità è la condizione di schiavitù di ogni peccatore
    2.  L’incredulità è anche un giudizio di Dio sul peccatore
    3.  L’incredulità può essere mascherata da una fede apparente del peccatore
    4.  L’incredulità è cancellata dalla fede concessa al peccatore
    39 min
  • 37. Il Padre glorificato nel Figlio esaltato
    La croce rappresenta sia l’umiliazione più profonda che l’inizio della pubblica esaltazione di Cristo. La croce di Cristo non è soltanto la nostra salvezza, ma è la glorificazione del Padre. Infatti, cosa risponde il Padre al Figlio alla preghiera “Padre, glorifica il tuo nome!»”? “Allora venne una voce dal cielo: «L’ho glorificato [il mio nome] e lo glorificherò di nuovo!» (v. 28b). Dunque, la croce non fa altro che rivelarci ancor più le supreme perfezioni e le più solenni dignità degli attributi del carattere di Dio, come la Sua santa giustizia, la Sua santa misericordia, la sua santa sapienza e il Suo santo amore. La croce rivela il Suo piano perfetto per riportare noi peccatori a Lui, e ciò aggiunte più gloria alla già manifestata gloria che Dio si è preso attraverso la vita perfetta di Cristo.
    Nei versi odierni vedremo infatti:
    1. Dio si glorifica giudicando il mondo
    2. Dio si glorifica scacciando il dominatore di questo mondo
    3. Dio si glorifica attirando a Cristo tutte le sue pecore
    4. Dio si glorifica risplendendo attraverso i Suoi figli di luce
    37 min
  • 36. Il paradosso della morte di Cristo
    Lutero riprese ad insegnare la verità biblica “dell’opposto”, ossia che Dio raggiunge i suoi scopi prefissati facendo l'esatto opposto di ciò che gli umani potrebbero aspettarsi. L'esempio supremo di ciò è la croce stessa: Dio trionfa sul peccato e sul male permettendo al peccato e al male di trionfare (apparentemente) su di Lui. Nella teologia della croce, (a differenza della teologia della gloria) la vera forza di Dio non è dimostrata attraverso la Sua infinita potenza, ma attraverso la Sua apparente debolezza.
    E questo principio dell'opposto lo vediamo bene in questi versi odierni:
    1.    L’ora rivelatrice della morte di Cristo
    2.    La necessità oltraggiosa della morte di Cristo
    3.    La risposta sacrificale alla morte di Cristo
    42 min
  • 35. Oh peccatore, ecco il tuo Re!
    L'ultima settimana del Signore inizia con il Suo ingresso trionfale in Gerusalemme che, come abbiamo recentemente visto in occasione della Domenica delle Palme, coincide proprio col 10° giorno di Nisan (Es 12), il giorno in cui gli Israeliti dovevano scegliersi il loro agnello pasquale senza difetto. E Dio cosa fa? Mantenendo la Sua promessa fatta in Zaccaria 9 presenta in quel giorno a tutta Israele e al 'mondo intero' (Greci preneti inclusi) il Suo Re liberatore, venuto non per vincere i Romani, ma venuto per essere l'Agnello sacrificale che vince e toglie il peccato dal mondo.
    Dunque, da questo testo vediamo assieme:
    1.    L’errato re atteso
    2.    Il vero Re rigettato
    3.    Il glorioso Re che ritorna
    40 min
  • 34. Devozione sacrificale
    Mentre in Gerusalemme ci si preparava a commemorare la Pasqua, la liberazione e la vita del popolo ebraico, nei primi versi appena letti (11:55-57), come anche negli ultimi (12:10- 11), i capi dei sacerdoti e i farisei sentenziano l’arresto per Gesù e la morte per Lazzaro. Tuttavia, l’atto di profonda devozione di Maria che leggiamo nella parte centrale del testo (12:1-8) punta a qualcosa di ancora più grande, punta all’atto di un’ancor più straordinaria devozione compiuta da Cristo.
    Dunque, da questo testo vediamo assieme:
    1.    Il valore che Maria dà al Signore
    2.    Il valore che Giuda dà al Signore
    3.    Il valore che il Signore ha dato a noi
    38 min
  • 33. Il conforto della risurrezione
    Guardando alla storia, l’uomo è riuscito a vincere contro malattie mortali quali il vaiolo, la meningite, la poliomielite, lo stesso AIDS oggi può essere curato. Ma con tutta la sua intelligenza l’uomo non è mai riuscito e mai ci riuscirà a vincere la battaglia coltro il suo nemico più temuto: la morte. Tuttavia, Dio ha promesso che la morte non avrà l'ultima parola.
    Con la risurrezione di Lazzaro il Signore dà a tutti un assaggio di ciò che sarebbe accaduto da lì a pochi giorni, quando Egli sarebbe morto su una croce romana e poi risuscitato dai morti il terzo giorno per darci la piena garanzia della grande risurrezione dei santi nell'ultimo giorno.
    Dunque, da questo testo traiamo assieme:
    1. Il conforto nella rabbia di Gesù
    2. Il conforto nelle lacrime di Gesù
    3. Il conforto nello scambio di Gesù
    39 min
  • 32. La nostra risurrezione e vita
    Quante volte guardando a ciò che ci accade, falliamo di capire come Dio sta operando nella nostra vita?
    Questo accade perché noi, come i discepoli e le sorelle di Lazzaro, leggiamo gli eventi della nostra vita dalla nostra prospettiva e non con gli occhi di Dio. Vediamo la morte di un nostro caro, questa o quella difficoltà, la malattia che improvvisamente ci è piombata addosso, solamente con i nostri occhi carnali, e facciamo fatica a vedere che Dio sta seguendo un copione perfetto per la nostra vita, ci sta plasmando, e ci sta portando esattamente dove lui vuole, anche e soprattutto attraverso la sofferenza.
    Grazie a questo episodio possiamo riflettere su tre realtà che dovremmo sempre tenere in mente nel nostro quotidiano:
    1.    La nostra vita è per la gloria di Dio
    2.    Il nostro tempo è nelle mani di Dio
    3.    La nostra resurrezione è garantita da Dio
    36 min
  • 31. La Sua affermazione urge una nostra risposta
    Tutto nella fede cristiana dipende dalla risposta corretta che diamo alla domanda di Gesù, “E voi, chi dite che io sia?” (Matteo 16:15). Se Gesù non è Colui che Egli ha affermato di essere, la Parola eterna fattasi carne nel Messia promesso, e se non ha fatto quel per cui è stato mandato, cioè, dare sé stesso sulla croce per i nostri peccati, allora il cristianesimo è una truffa e Gesù uno dei tanti impostori. Ma, se Gesù è veramente chi Giovanni proclama che Egli sia, allora nessuno di noi può permettersi il lusso di esser indifferente davanti alla Sua affermazione “Io e il Padre siamo uno”. Perché, o ci uniamo a coloro che Gli han creduto e Lo han seguito, oppure, ci uniamo a quei tanti che Lo han considerato un bestemmiatore o bugiardo.
    Tre verità emergono da questi versi:
    1.    L'affermazione di Gesù in parole e opere
    2.    La risposta all'affermazione di Gesù
    3.    La consolazione per l'affermazione di Gesù
    38 min
  • 30. Al sicuro nella Sua mano!
    I credenti che credono di poter perdere la salvezza hanno spesso una vita spirituale instabile, non arrivano a “conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza” (Ef 3:19), perché mancano della beata eterna sicurezza e vivono nella costante paura che il loro prossimo peccato li squalificherà dal cielo. Dio invece vuole che i Suoi figli spirituali sappiano che essi sono da Lui grandemente amati. Che Lui li ha accettati attraverso la persona e l’opera di Gesù Cristo per loro conto, non a causa della loro ubbidienza, e che Lui non ritirerà mai il Suo amore né ci respingerà come figli, quand’anche dovessimo cadere rovinosamente ed esser disciplinati duramente.
    Tre confortanti verità emergono da questi versi:
    1.    Il Padre dona le pecore al Buon Pastore
    2.    Il Buon Pastore dona la vita eterna alle pecore
    3.    Padre e Figlio custodiscono eternamente le pecore
    43 min
  • 29. L’opera del Buon Pastore
    Sembra che tra tutte le creature a quattro zampe, le pecore siano le meno brillanti (intelligenti). Infatti, se lasciate a sé stesse e incustodite, le pecore possono facilmente perdersi, diventare facili prede per i lupi o altri predatori, o addirittura gettarsi da un dirupo, perché non riescono a discernere il pericolo. Questo è il motivo per cui tali animali hanno bisogno di pastori.
    Il fatto che le Scritture paragonino i credenti alle pecore dovrebbe farci riflettere non poco. Tale paragone non è un certamente un complimento, ma ci fa ben intuire i rischi che un credente corre se si allontana dal proprio pastore. Gesù, il “buon pastore delle pecore,” è colui che chiama i suoi eletti fuori dall’ovile di perdizione di questo mondo, per fargli entrare nel Suo regno eterno di salvezza.
    Due aspetti emergono da questi versi:
    1.    Il fondamento dell’opera della salvezza
    2.    L’estensione dell’opera della salvezza
    39 min

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