Lectio Continua

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Lectio Continua episodes

  • 04. Il significato della risurrezione di Cristo
    Quando vai al supermercato e passi in cassa tutto il tuo carrello, solo dopo che esce la scritta sul POS “transazione accettata” quella merce risulta acquistata, e diventa tua.
    Anche se il paragone non tiene, può forse dare l’idea. Se nella sua morte Cristo ha pagato per la nostra colpa e per riscattarci, è soltanto con la Sua risurrezione la domenica mattina che viene annunciato al mondo che il Padre ha “accettato la transazione” del Figlio, e annullando la Sua morte fisica, ha dichiarato il nostro Sommo Sacerdote esser “il Giusto che rende giusti molti peccatori” e, dunque, la Sua risurrezione è divenuta la “ricevuta divina” della tua personale salvezza. Ecco perché la chiesa si è sempre riunita per adorare Dio di domenica, per l’importanza che la risurrezione ha nell’opera redentiva.
    Oggi vedremo come, proprio grazie alla risurrezione fisica di Cristo, Egli ha annientato e fatto pubblico spettacolo della tirannia della morte che dopo 3 giorni e 3 notti non ha potuto ritenere nella tomba il corpo del Principe della vita. E vedremo che, quando Cristo ritornerà, la stessa morte da Lui sconfitta dovrà rilasciare per la vita eterna anche i corpi di coloro che hanno creduto nel Cristo risorto, che hanno confidato nel Suo pagamento completo, totale, ed eterno a Dio Padre, per il perdono di tutti i nostri peccati!
    E vedremo tutto questo soffermandoci proprio attorno al significato della risurrezione, considerando assieme che
    1.    La risurrezione è l’inconfutabile opera salvifica divina
    2.    La risurrezione è ricevuta solo per rivelazione divina
    3.    La risurrezione è la condivisione della gloria divina
    43 min
  • 03. Il significato della croce di Cristo
    La croce è si l’ignominioso quanto glorioso altare di morte scelto da Cristo per offrire al Padre il Suo sacrificio perfetto, al fine di riportare in vita noi peccatori morti nei nostri falli e peccati.
    È sulla croce che Cristo realizza la riconciliazione verticale tra il Dio tre volte santo e l’uomo totalmente corrotto, ma anche la riconciliazione orizzontale tra peccatore e peccatore (Ef 2:14). Ed è attraverso quel corpo insanguinato appeso alla rozza croce romana che noi peccatori possiamo ora entrare nel ‘Luogo Santissimo,’ nella presenza del Dio 3 volte santo senza nessun intermediario (Eb. 10:19) per fissare direttamente con i nostri occhi peccaminosi, impuri e indegni il trono della misericordia divina.
    Nei versi dal 45 al 55 Matteo ci fornisce la descrizione grafica (visiva) del significato della croce, e lo fa in un modo affascinante e unico presentandoci 4 eventi miracolosi che accadono proprio mentre Gesù è sulla croce. E questi 4 eventi sono chiaramente il commento divino in cui è Dio stesso che interviene per spiegare al creato tutto cosa Cristo ha fatto tramite la Sua morte in croce.
    Vedremo dunque:
    1.    Le tenebre: il divino giudizio sul peccato
    2.    La cortina: il divino accesso riconcesso al peccatore
    3.    Il terremoto: il divino scuotimento del nuovo inizio
    4.    Le tombe aperte: il divino dono della resurrezione finale
    42 min
  • 02. Il significato dell’Eucaristia di Cristo
    La maggior parte delle denominazioni cristiane riconoscono e celebrano regolarmente l’Eucarestia quale importante sacramento istituito da Cristo per la Sua chiesa. La tua denominazione può riferirsi a tale sacramento come alla Cena del Signore, alla comunione o all’eucaristia. Tuttavia, cattolici romani, luterani, evangelici e riformati hanno nozioni molto diverse sia sul significato che sulla forma della partecipazione alla Cena del Signore.
    Ma qual è il significato scritturale dell’Eucarestia? Cosa accade durante e dopo l’amministrazione di tale importante sacramento?
    1.    Introduzione
    2. Cos'è un sacramento?
    3.   Il Significato della Cena del Signore
    4. Partecipazione e amministrazione della Cena del Signore
    1 hr 14 min
  • 01. Il significato dell’entrata trionfale di Cristo
    Questo passaggio ci parla sia dell’arrivo in pompa magna del Re-Messia, che di un secondo importante aspetto: dell’arrivo dell’Agnello sacrificale provveduto da Dio. Si, in quella specifica data, già predetta da Dio quasi 1500 anni prima (Esodo 12), il Dio incarnato entra in città come l’Agnello sacrificale scelto dal Padre per togliere il peccato dell’umanità! Dunque, in due punti oggi cercheremo di vedere il significato più profondo della Domenica delle Palme, soffermandoci su:
    1.    L’arrivo del Re-Messia mandato da Dio
    2.    L’arrivo dell’Agnello sacrificale provveduto da Dio
    41 min
  • 28. La Porta della nostra salvezza
    Guarda alla tua vita! Essa è un continuo attraversamento di porte. Ci sono porte che attraversi allegramente, come la porta della chiesa nel Giorno del Signore o nel giorno del tuo matrimonio. E ci sono anche porte che hai paura di attraversare, perché sai che dall'altra parte ci può essere un dottore con un terribile referto sulla tua malattia.
    Porte ovunque!
    Ma c'è solo una Porta che si frappone tra te e Dio e che devi attraversare se vuoi sperimentare già adesso la vita abbondante ed eterna. E quella Porta è Cristo! Porta che ti da l’accesso alla via stretta, la via della Vita, che pochi trovano.
    Per spiegarci questa verità dalle conseguenze eterne, in questi versetti Gesù usa una figura retorica piuttosto complessa parlandoci di due porte su due diversi ovili. La ribellione dei nostri progenitori nell’Eden ha portato tutta l'umanità a varcare la prima porta, quella di un desolato ovile (v.1), ovile che è un luogo di morte in cui reprobi ed eletti, ossia “capre e pecore, pecore che non sanno di esser pecore e che si comportano come capre” sono entrambi separati da Dio. In questo primo ovile, le pecore del Signore sono temporaneamente tenute in cattività, rese schiave dal “principe di questo mondo,” usate e abusate dai suoi falsi pastori, e divorate da ladri e briganti. Se facciamo attenzione, l'altra Porta (P maiuscola) è su un muro di un altro ovile, il Regno di Dio (v. 7,9), nel quale solo gli eletti possono entrarvi varcando la benedetta “Porta delle pecore,” cioè Cristo!
    Dunque, vediamo due importanti realtà che emergono da questa figura retorica:
    1. La porta della nostra schiavitù (vv. 1-5)
    2. La Porta della nostra salvezza (vv. 7-10)
    44 min
  • Santi, Madonne, Budda, …? No! Solo Cristo è l’unico Redentore
    La Scrittura può essere correttamente compresa solo se leggendola si fa attenzione alle piccole parole "solo, soltanto, unico …". Queste piccole parole ci insegnano grandi verità che dobbiamo conoscere per essere salvati. “Adorerai il Signore Dio tuo”, disse Gesù, “e a lui SOLO rendi il culto” (Mt 4:10), all’“UNICO vero Dio” (Gv 17:3). Dunque, SOLO Gesù è qualificato per essere il nostro Redentore a causa della Sua divinità eterna e della sua vera umanità.
    Il Catechismo Minore di Westminster insegna:
    #21. Chi è il Redentore degli eletti di Dio? L’unico Redentore degli eletti di Dio è il Signore Gesù Cristo, il quale, essendo l’eterno Figlio di Dio, divenne uomo, e così era, e continua a essere, Dio e uomo in due nature distinte, e un’unica persona, in eterno.
    I punti trattati in questo studio sono i seguenti:
    a.  Le ragioni del “solo Cristo”
    b.  Le due nature di Cristo
    c.  Due nature unite in un’unica Persona
    d.  Ripercussioni pratiche e pastorali
    e.  Il nome Unico di Cristo
    54 min
  • 27. Vista ai ciechi e cecità ai vedenti
    Osservando la natura ci rendiamo facilmente conto che la luce ha un duplice impatto sul creato. Essa non solo attira e favorisce la vita e la crescita di molte creature, ma fa anche scappare delle altre. Prova infatti a spostare una grossa pietra in modo che il terreno sottostante sia esposto alla luce del sole: noterai subito come gli insetti striscianti che vivono al buio vengono spinti dalla luce nei luoghi oscuri che amano. Allo stesso modo, il vangelo di Giovanni ci mostra come la luce spirituale del vangelo da una parte attira e salva gli eletti a Cristo, e dall’altra porta uno scontro, un conflitto e soprattutto un giudizio sui non eletti che da tale luce fuggono.
    E proprio il tema del conflitto tra luce e tenebre, tra fede e incredulità, e tra salvezza e giudizioviene messo ampiamente in risalto in Giovanni 9. Questo resoconto invita tutti noi a riflettere sul dramma della cecità spirituale, e a interrogarci per capire – come si legge al v. 40 – se “Siamo ciechi anche noi”. Ma come lo capiamo? Rispondendo anche noi alla domanda più importante che può esserci rivolta in questa vita: “Credi tu nel Figlio dell’uomo, si o no?” (v. 35).
    Ironicamente, all’inizio sembra che sia il cieco nato a essere avvolto dalle tenebre, mentre alla fine sono proprio quelli che pensano di vedere a essere esposti dalla Luce come i veri ciechi e le sorti vengono capovolte: il cieco nato ci vede, mentre coloro che sono convinti di vedere sono ciechi.
    Dunque, con l’aiuto di Dio, vedremo insieme che Gesù è
    1.      La luce del mondo
    2.      La luce che apre gli occhi dei ciechi
    3.      La luce che acceca gli occhi dei vedenti
    46 min
  • Dove il peccato abbonda, la grazia di Dio sovrabbonda
    Cosa è la miseria in cui tutta l’umanità giace? Con la D&R 19 il catechismo ci conduce nell’ultimo tratto del tunnel delle nostre tenebre che stiamo esplorando sin dalla D&R 13. Ma poi, con la D&R 20 il catechismo dirige il nostro sguardo al di fuori di noi stessi, al di fuori delle nostre tenebre, per contemplare la luce della speranza nel Redentore, Cristo Gesù, la cui persona e opera ci sarà presentata nel dettaglio sino alla D&R 38.
    Il Catechismo Minore di Westminster, invece, insegna questo sulla miseria dell’uomo :
    #19. Qual è la miseria di quella condizione in cui cadde l’uomo?Tutta l’umanità con la sua caduta ha perso la comunione con Dio, è sotto la sua ira e maledizione, e resa così passibile di tutte le miserie di questa vita, della morte stessa, e delle angosce dell’inferno in eterno.
    #20. Ha Dio lasciato che tutto il genere umano perisse nella condizione di peccato e di miseria?Dio, avendo unicamente sulla base del suo disegno benevolo, da tutta l’eternità, eletto alcuni a vita eterna, ha stretto un patto di grazia per salvarli dalla condizione di peccato e miseria, e trasportarli in una condizione di salvezza per mezzo di un Redentore.
    I punti trattati in questo studio sono i seguenti:
    a.  La misera in cui il peccato ci ha portato
    b.  L’elezione: la soluzione alla nostra miseria
    c.  L’elezione: una dottrina odiata
    d.  L’elezione: una dottrina fraintesa
    e.  Come il salvato differisce dal non salvato
    56 min
  • 26. La Sua Luce nella nostra sofferenza
    Vi siete mai chiesti il perché nei vangeli vi è posta tanta enfasi sulla guarigione operata verso i cechi, gli zoppi, i sordi o i lebbrosi?
    Perché non leggiamo di Gesù guarire le calvizie maschili, o problemi più gravi come le malattie cardiache e il cancro? Il motivo per cui Gesù dà la vista ai ciechi, l'udito ai sordi, la capacità di camminare agli zoppi e ripristina la purezza cerimoniale agli impuri è perché tutte queste visibili riflettono malattie ciò che il peccato invisibilmente reca a tutti, a persone "sane "Vieni e vieni me. Il nostro esser nati nel peccato, seppur nati vedenti, ci rende ciechi alla luce di Cristo, seppur udenti, ci rende sordi alla verità della parola di Dio.
    «Il Figlio dell'uomo» (v. 35) è il Dio incarnato che appare a Daniele (7,13-14) a cui è stato dato dominio per trasportare i malati di peccato, i peccatori come me e come te, dal regno delle tenebre alla luce, dalla morte alla vita eterna, dall'esser nati come figli di Satana in Adamo, all'esser adottati come figli di Dio in Cristo!
    Dunque, il cap 9 si apre con una discussione tra Gesù e i suoi discepoli riguardo il cieco nato che si concentra su una grande questione teologica: perché la prova? Perché la sofferenza prima o poi bussa alla porta di ognuno di noi? Questa domanda assieme alla risposta di Gesù ai discepoli costituiranno i nostri due punti odierni. Vedremo insieme:
    1. Perché c'è la sofferenza in questa vita
    a. Risposte non bibliche
    b. Risposte bibliche
    2. Che cosa dobbiamo fare nella sofferenza
    42 min

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Per chiamare i peccatori a ravvedimento comunicando loro il Cristo delle Scritture, equipaggiare le 'pietre viventi' predicando loro tutto il consiglio di Dio, edificare il corpo di Cristo,…