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Dopo 24 ore in cui il Cremlino e le cancellerie di mezzo mondo sono entrate in fibrillazione, Yevgeny Prigozhin ha deciso di fermare la sua “marcia su Mosca” e far fare dietro front ai suoi uomini. Pur criticando Vladimir Putin per averlo definito "traditore" nel discorso di sabato mattina in diretta tv, e accusandolo di "ribellione armata", il vero obiettivo di Prigozhin erano il ministro delle Difesa Sergei Shoigu e il capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov, che dal 1° luglio avrebbero voluto inglobare la Wagner nell'esercito russo, togliendone il controllo allo stesso Prigozhin.
La fine della rivolta è stata raggiunta con la mediazione del presidente bielorusso Aleksander Lukashenko: secondo l'accordo citato dal portavoce del Cremlino, Prigozhin non verrà processato in Russia e sarà proprio la Bielorussia ad ospitare l'esilio dell’imprevedibile e ormai ex amico del presidente russo. Come interpretare questa sfida al sistema di potere di Vladimir Putin? Il transitorio esilio in Bielorussia salverà il destino della milizia Wagner e del suo padre-padrone? Questo scossone quanto indebolisce realmente il presidente russo? La magra figura dell'esercito russo in questa intricata vicenda porterà dei cambiamenti nella guerra in Ucraina?
Questi ed altri interrogativi in una puntata speciale di Modem con:
Claude Altermatt, ex ambasciatore svizzero in Bielorussia;
Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa;
Rosalba Castelletti, inviata di Repubblica in Russia;
Paola Nurnberg, inviata RSI in Ucraina.
Modem su Rete Uno alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSINews e RSIPlay.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Dopo 24 ore in cui il Cremlino e le cancellerie di mezzo mondo sono entrate in fibrillazione, Yevgeny Prigozhin ha deciso di fermare la sua “marcia su Mosca” e far fare dietro front ai suoi uomini. Pur criticando Vladimir Putin per averlo definito "traditore" nel discorso di sabato mattina in diretta tv, e accusandolo di "ribellione armata", il vero obiettivo di Prigozhin erano il ministro delle Difesa Sergei Shoigu e il capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov, che dal 1° luglio avrebbero voluto inglobare la Wagner nell'esercito russo, togliendone il controllo allo stesso Prigozhin.
La fine della rivolta è stata raggiunta con la mediazione del presidente bielorusso Aleksander Lukashenko: secondo l'accordo citato dal portavoce del Cremlino, Prigozhin non verrà processato in Russia e sarà proprio la Bielorussia ad ospitare l'esilio dell’imprevedibile e ormai ex amico del presidente russo. Come interpretare questa sfida al sistema di potere di Vladimir Putin? Il transitorio esilio in Bielorussia salverà il destino della milizia Wagner e del suo padre-padrone? Questo scossone quanto indebolisce realmente il presidente russo? La magra figura dell'esercito russo in questa intricata vicenda porterà dei cambiamenti nella guerra in Ucraina?
Questi ed altri interrogativi in una puntata speciale di Modem con:
Claude Altermatt, ex ambasciatore svizzero in Bielorussia;
Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa;
Rosalba Castelletti, inviata di Repubblica in Russia;
Paola Nurnberg, inviata RSI in Ucraina.
Modem su Rete Uno alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSINews e RSIPlay.

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