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Laser ricorda il secondo anniversario della presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan. La popolazione del paese asiatico vive in condizioni disumane, travolta da carestia e povertà. La legge coranica imposta dal regime costringe le donne a non frequentare le scuole e a non avere un lavoro, le minoranze etniche e religiose si confrontano con la soppressione dei basilari diritti umani e civili.
Due anni fa si era ipotizzato l’arrivo di “talebani moderati” e i colloqui organizzati in Norvegia tra il Governo e i rappresentanti della società civile afgana sembrava aver dato qualche risultato. Invece la situazione si è rapidamente deteriorata, l’estremismo talebano ha mostrato il proprio volto. Milioni di persone hanno abbandonato il Paese. Tra chi ha deciso di restare, l’attivista per i diritti delle donne e dei fanciulli Mahmouba Seraj. Protagonista del tentativo di rinascita del Paese (era rientrata nel 2003 dopo oltre 25 anni di esilio negli Stati Uniti al tempo della presenza sovietica in Afghanistan), Mahmouba Seraj gestisce case protette, assiste madri alla guida di famiglie monoparentali, organizza corsi di alfabetizzazione e formazione per donne e ragazze. Sa benissimo che il suo operato non è gradito al regime, ma la sua voce racconta la speranza di un Paese senza speranza.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Laser ricorda il secondo anniversario della presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan. La popolazione del paese asiatico vive in condizioni disumane, travolta da carestia e povertà. La legge coranica imposta dal regime costringe le donne a non frequentare le scuole e a non avere un lavoro, le minoranze etniche e religiose si confrontano con la soppressione dei basilari diritti umani e civili.
Due anni fa si era ipotizzato l’arrivo di “talebani moderati” e i colloqui organizzati in Norvegia tra il Governo e i rappresentanti della società civile afgana sembrava aver dato qualche risultato. Invece la situazione si è rapidamente deteriorata, l’estremismo talebano ha mostrato il proprio volto. Milioni di persone hanno abbandonato il Paese. Tra chi ha deciso di restare, l’attivista per i diritti delle donne e dei fanciulli Mahmouba Seraj. Protagonista del tentativo di rinascita del Paese (era rientrata nel 2003 dopo oltre 25 anni di esilio negli Stati Uniti al tempo della presenza sovietica in Afghanistan), Mahmouba Seraj gestisce case protette, assiste madri alla guida di famiglie monoparentali, organizza corsi di alfabetizzazione e formazione per donne e ragazze. Sa benissimo che il suo operato non è gradito al regime, ma la sua voce racconta la speranza di un Paese senza speranza.

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