Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Gio 19] Commento: Per davvero...
    Nella prima lettura di oggi, la riflessione sul sacerdozio di Cristo arriva a una svolta decisiva. Si conclude infatti il confronto fra il sacerdozio di Cristo e quello ebraico, dei figli di Aronne. La peculiarità del sacerdozio di Cristo è radicata nella sua persona: è santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori e che non ha bisogno di offrire sacrifici per propri peccati. Nel Vangelo di oggi Gesù, con la sua attività taumaturgica, suscita l’entusiasmo popolare e mobilita attorno alla sua persona “tutta” la Palestina. Infatti dice il testo: “Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo”. Come è commuovente la richiesta di Gesù: egli elemosina una barca per poter continuare a parlare a tutti. Il rischio, infatti, di essere schiacciato, era altissimo. Non siamo forse abituati a pensare a un Dio che ha bisogno di noi? Siamo discepoli di un Dio che si propone ma che non si impone. La fede, diceva Benedetto XVI, “è una vittoriosa certezza. Ma questa vittoriosa certezza la si può perdere, rovinare, schiacciare nelle mille cose della vita”. La vita di fede è permettere a Gesù di avere un po’ di spazio nel nostro tempo, nelle nostre giornate, nelle nostre cose… per continui a proclamarci il grande annuncio, la verità che egli ci ama. Sarebbe bello avere consapevolezza come quei demòni che sanno bene chi è lui ma non si lasciano cambiare, o siamo come quelle folle che lo cercano solo perché vogliono essere guarite. Lasciamoci trasformare e toccare da Gesù, per davvero. Amen!
    2 min
  • [Mer 18] Commento: C'era un uomo...
    Il Signore ha giurato e non si pente: “Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek. Più volte nella Lettera agli Ebrei si parla di Gesù sacerdote, secondo l’ordine di Melchisedek. Secondo il salmista il re ideale, discendente di Davide a Gerusalemme, è proclamato da Dio sacerdote al modo di Melchisedek. Quindi l’autore della nostra lettera applica questo titolo a Gesù perché egli è il Cristo cioè il Messia, discendente di Davide. La scena raccontata nel vangelo di oggi riguarda la guarigione di uomo con la mano inaridita avvenuta il giorno di sabato. Questa volta però la discussione non riguarda discorsi teologici o interpretazioni come nei giorni scorsi (ad esempio il commento di ieri), ma la sofferenza concreta di una persona, dice il testo: “C'era un uomo che aveva una mano inaridita, e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!»”. Finalmente solo Gesù sembra prendere sul serio la sofferenza di quest’uomo; invece, gli altri sembrano tutti preoccupati solo di avere ragione. Diciamo un po’ come qualche volta capita anche a noi che, per lo zelo di voler avere ragione, perdiamo di vista l’essenziale. Alla luce del vangelo di oggi, Gesù ci fa vedere che il punto di partenza deve sempre essere la concretezza del volto dell’altro. “C’è qualcosa di più grande di ogni Legge… ed è l’uomo”. Come sarebbe bello pensare dove siamo posti anche noi in questo racconto. Pensiamo come Gesù o come gli scribi e i farisei? E soprattutto avvertiamo che Gesù fa tutto questo perché l’uomo con la mano malata non è uno anonimo, ma ciascuno? Amen!
    2 min
  • [Mer 18] Vangelo: Eb 7, 1-3. 15-17; Sal.109; Mc 3, 1-6.
    In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
    Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: "Àlzati, vieni qui in mezzo!". Poi domandò loro: "È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?". Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: "Tendi la mano!". Egli la tese e la sua mano fu guarita.
    E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
    1 min
  • [Mar 17] Commento: Il giorno di festa.
    Il Signore è fedele al suo patto! Per questo gli renderò grazie con tutto il cuore, nel concesso dei giusti e nell’assemblea. Grandi sono le sue opere, le contemplino coloro che le amano. Dio risponde alle nostre necessità: ci dona il cibo in abbondanza, non abbandona chi ha fame e sete di giustizia. Questa certezza ci sostiene nel nostro pellegrinaggio terreno. Il piccolo dibattito del Vangelo di oggi riguarda l’osservanza della legge del riposo, in ebraico shabbàth. Dice il testo: “In un giorno di festa Gesù passava per i campi di grano, e discepoli camminando, cominciarono a strappare le spighe. I farisei gli dissero: «Vedi, perché loro fanno di sabato quel che non è permesso?»”. Alla luce della Legge questi farisei hanno completamente ragione però Gesù ne approfitta per dire cose giuste, sottolineando le storture della mentalità che li condanna. Infatti se ci si ferma semplicemente all’esteriorità basta citare un analogo fatto compiuto dal re Davide per giustificare l’accaduto. “Non avete mai letto quel che fece Davide, quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni? Ma qui Gesù non intende difendere Davide re, ma dà una nuova lettura della Legge, che non è più la lettura della pura formalità, dell’apparenza, della correttezza esteriore. Non si è delle brave persone semplicemente perché si viene la domenica in chiesa, ma perché si è compreso davvero il valore della festa. Diversamente, è vero quel detto Cinese: “il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito”. “Una visione troppo miope della Legge alla fine ci fa perdere di vista una verità essenziale”. «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato; perciò, il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato». Amen.
    3 min
  • [Lun 16] Commento: Perché digiunare?
    Abbiamo un grande sacerdote presso il Padre, canta il salmista. Infatti dice la prima lettura, Gesù è Sacerdote in quanto Figlio e Messia proclamato dalla parola di Dio. Però, a differenza dei sacerdoti umani, peccatori e limitati, non ha bisogno di offrire sacrifici per se stesso. Egli è il grande sacerdote che presenta al padre il dono della sua e della nostra vita. Nel vangelo invece sentiamo l’insegnamento di Gesù sul digiuno. Qual è il significato della pratica del digiuno religioso? Questa, infatti, è la preoccupazione del Vangelo di oggi. “I discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?»”. Ci sono delle domande ben fondate che servono a farci scoprire il significato delle cose, come quella del brano Evangelico odierno. I discepoli del Battista e i farisei sono fieri a compiere la pratica del digiuno. Però ciò che li sta nel cuore non è l’aver capito il vero senso del digiuno ma il fastidio che procura loro il fatto che i discepoli di Gesù non digiunano. Purtroppo è un atteggiamento che spesso si affaccia anche nella vita di noi cristiani quando ci troviamo di fronte alle persone che vivono o fanno cose diverse dalle nostre. Tutto sommato ciò che ci infastidisce è tropo spesso ciò che la diversità mette in discussione nel nostro “equilibrio precario”. Ma in fondo la diversità è una ricchezza perché ci aiuta a metterci in discussione, quindi mai avere paura del diverso, di chi non la pensa come me. Alla luce del Vangelo di oggi, Gesù, in maniera molto chiara, dice a coloro che lo interrogano ma anche a noi, che la funzione del digiuno religioso, non è fine a se stessa. Esso non è un modo per mostrare quanto si è bravi, ma assume senso solo in rapporto allo “sposo”, cioè ha senso solo dentro una relazione. Basta questa precisazione a rendere vuota qualunque pratica religiosa che si compie fuori da un’autentica relazione con Dio. Aiutaci Signore ad andare oltre i nostri schemi mentali che ci possono allontanare da Te. Amen!
    3 min
  • [Dom 15] Commento: Grazia a voi e pace!
    "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". San Giovanni, il Battezzatore, Lo vede venire verso di Lui, per farsi battezzare... Ma è Lui, è Gesù, la Fonte dell'Acqua viva! E chi beve di quell'acqua, chi crede in Lui e a Lui aderisce con tutto se stesso, non avrà mai più sete. ...Ed è bello vederlo Gesù, vi ricordate domenica scorsa il Battesimo, mentre si s'incammina lentamente lungo le rive del fiume Giordano: sopra di Lui si fa visibile lo Spirito del Signore nella sua luce sfolgorante e candidissima. E San Giovanni se ne accorge subito: "E' Lui! E' Lui l'Atteso!". Lo riconosce e Lo addìta a tutti con tanta gioia come "l'Agnello di Dio, Colui che toglie il peccato del mondo". E noi, fin dal giorno del nostro battesimo Lo abbiamo accolto nella nostra vita; abbiamo accolto Colui che toglie i nostri peccati; e ci ha fatto diventare come Egli è: Figlio di Dio! E siamo sempre amati da Lui, siamo salvati, siamo perdonati e veniamo sempre più santificati e divinizzati dal suo Amore misericordioso, e già siamo diventati santi per chiamata, come ci ricorda San Paolo. Perciò dobbiamo gioire nel Signore, sempre, perché siamo "figli di Dio, figli dell'Altissimo!" E non esiste sulla terra un onore più grande, e una gioia più grande di questa: ...figli di Dio! E Giovanni Battista, ancora ci ripete: "Ho contemplato lo Spirito discendere come una Colomba dal cielo e rimanere sopra di Lui... E' Lui che battezza nello Spirito Santo! ...è il Figlio di Dio". E noi tutti dunque, che siamo battezzati in Lui, siamo stati battezzati nello Spirito Santo e siamo figli di Dio. Infatti lo Spirito, che si posò su Maria, su Gesù e sugli Apostoli come Colomba e come Fuoco d'Amore, si posa anche dolcemente sopra ognuno di noi, sul nostro capo, sul nostro cuore, perché siamo figli di Dio. Tutto questo perché "Il Verbo si fece Carne e venne ad abitare in mezzo a noi; a quanti Lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio".
    3 min
  • [Sab 14] Vangelo: Eb 4, 12-16; Sal.18; Mc 2, 13-17.
    In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì.
    Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: "Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?".
    Udito questo, Gesù disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".
    1 min
  • [Sab 14] Commento: Vieni, seguimi...
    Fratelli, la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio, essa pènetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito… Ce lo ricorda la prima lettura di oggi. Quindi davanti alla parola di Dio, fatta di impegni e promesse, siamo chiamati ad una risposta, senza scuse e rimandi. La parola di Dio, infatti, è una forza che penetra nell’intimo, illumina, guida, giudica e porta allo scoperto progetti e scelte umane. Le tue parole, Signore, sono spirito e vita. L’uomo che si è pienamente identificato nella parola di Dio è Gesù stesso. Egli ci dona la forza per riconoscerci nelle parole di Dio, pronti a obbedire ai suoi ordini, che sono giusti, fanno gioire il cuore. Come cristiani, abbiamo la certezza della fede che Dio esiste e si è rivelato a noi mediante suo Figlio. E quindi desideriamo sempre camminare per le vie indicate da Gesù. Nel Vangelo di oggi “Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Egli, alzatosi, lo seguì”. Il vangelo poi continua con la folla che ancora lo segue, Gesù. Siamo lungo il mare di Galilea. Avevano tutti bisogno di Lui… Ma c’è un particolare… quello cioè che Gesù, anche nella grande folla, è capace di scorgere ciascuno di noi… Ecco perché Gesù tra tutti presenti lì in quella anonima folla, si accorge di uno, Levi, seduto al banco delle imposte, e lo chiama, “Séguimi”. Egli, infatti, è venuto per me e per te, non in quanto bravo e santo, ma in quanto peccatore e perduto. Amen!
    3 min
  • [Ven 13] Commento: C'è sempre una soluzione...
    “Non siano come i loro padri, generazione ribelle e ostinata, generazione dal cuore incostante e dallo spirito infedele a Dio”. Infatti, un grave rischio ci attende ogni giorno: essere incostanti nella fedeltà a Dio. Forse presumiamo di essere sempre sulla buona strada. Sarebbe meglio ogni tanto chiederci se per caso non siamo in realtà dei ribelli di fronte a Dio. Una cosa ci può liberare da questo rischio: accettare Gesù come l’unica risposta alle nostre preoccupazioni, alle nostre malattie… Effettivamente, come ci viene raccontato nel Vangelo di oggi, “si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola”. La fama, che gli ha procurato il lebbroso guarito del Vangelo d’ieri, diventa realtà in questo brano di oggi, in cui, la sola informazione che Gesù è in casa, ha come conseguenza, un assembramento così numeroso, che diventa impossibile perfino di entrare in case. In questa situazione solo chi è forte ce la può fare e chi è diversamente abile (e non solo fisicamente), non ce la potrà fare mai. Ecco il motivo per cui il paralitico è accompagnato dagli amici, con l’intenzione di farlo entrare dentro casa, proprio davanti a Gesù. E anche se abbiano trovato una situazione difficile da superare, eppure non si lasciano scoraggiare e trovano un ingegnoso modo per aggirare l’ostacolo: “Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico”. Evidentemente il vangelo di oggi ci spiega in che modo dobbiamo agire per rendere ancora efficace l’incontro con Cristo. Mai cioè scoraggiarsi, qualunque siano gli ostacoli. “Liberati dal peccato e diventati in Cristo creature nuove, siamo chiamati a essere segni vivi del Dio che ama e perdona, gratuitamente ogni uomo. Amen!
    3 min
  • [Gio 12] Commento: Guardati di non dire niente a nessuno... Mah, figurati!...
    “Fratelli, come dice lo Spirito Santo: oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori” ce lo dice la prima lettura. Infatti seguire Gesù, sommo sacerdote, significa perseverare nell’impegno che abbiamo assunto all’inizio del cammino cristiano. Però non si tratta di un cammino solitario o privato, perché esso si realizza in comunione con gli altri, dove ognuno deve poter contare sul sostegno fraterno dell’altro. Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce, dice il salmista. Gesù è per noi la voce di Dio perché è suo figlio e cerca la nostra amicizia per salvarci da ogni male. “Se vuoi, puoi guarirmi” si rivolge a Gesù un lebbroso nel vangelo di oggi. Evidentemente le preghiere migliori sono quelle che scaturiscono dal profondo del cuore. Spesso sono preghiere brevi, ripetute, semplici, chiare, essenziali, appunto, come quella di questo lebbroso. Come sarebbe bello se ognuno di noi scoprisse quella preghiera che ha il potere, nella sua brevità, di dire ciò che veramente ci sta a cuore. Sono anche prova di profonda fiducia in Dio, baste dire per esempio: Signore pensaci Tu, quando in una situazione non riusciamo più trovare una via d’uscita. “Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». Subito la lebbra scomparve ed egli guarì”. Alla luce di questi versetti scopriamo che Gesù non possa resistere davanti a tanta sincerità e fiducia. Infatti lo dice anche il salmo 50: uno Spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, tu, o Dio non disprezzi. Ma la cosa che suona un po’ strana è quella reazione del lebbroso, quella cioé di disobbedienza nei confronti di Gesù che lo ha guarito: “non dire niente a nessuno”... Però forse anche noi avremo agito come lui dopo una liberazione così inaspettata. “Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte”. Come è bello poter pensare che la vera evangelizzazione sia quella impossibilità a poter tenere per sé la gioia che nasce dall’incontro personale con Cristo e questo tipo di annuncio è molto efficace e coinvolgente. Amen!
    3 min

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