Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Gio 12] Vangelo: Eb 3, 7-14; Sal.94; Mc 1, 40-45.
    In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se vuoi, puoi purificarmi!". Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, sii purificato!". E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
    E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: "Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro".
    Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
    1 min
  • [Mer 11] Commento: Dalla chiesa alla casa...
    Nella prima lettura si conclude la riflessione sulla “solidarietà” di Gesù con il genere umano, con ciascuno di noi. Per due volte in poche righe si ribadisce che Egli ha condiviso la nostra condizione fino alla morte con lo scopo di liberarci dalla paura della morte. Gesù, perciò, può capire e aiutarci a noi, che continuiamo il nostro cammino in mezzo alle vicissitudini, spesso non facili della nostra vita. Quindi siamo chiamati a fissare lo sguardo su di Lui per essere come lui, fedeli a Dio e misericordiosi verso i fratelli. Il Signore è fedele al suo patto. Infatti Egli è il segno per eccellenza del fatto che Dio ci ama e non ci abbandona, e anche in mezzo alle tempeste della vita, possiamo lodarlo e ringraziarlo. Ecco perché il Vangelo di oggi, ci racconta la guarigione della suocera di Simone, dice infatti il testo: “Gesù, uscito dalla sinagoga, si recò subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei”. Come è bello questo ‘incipit’ che collega la sinagoga alla casa di Pietro. È un po’ come dire che la fatica più grossa che noi facciamo nell’esperienza di fede è ritrovare la strada di casa, della quotidianità, delle cose di ogni giorno. Troppo spesso la fede sembra rimanere vera solo nelle mura della parrocchia, ma non si collega con le mura della propria famiglia. Normalmente si intera in chiesa per pregare e si esce per amore, per testimoniare. È però inevitabile, nel caso di Gesù, che tutto questo abbia come risultato una sempre e più grande fama, con la conseguente richiesta di guarire i malati. Ma egli però non si lascia “imprigionare” solo in questo ruolo. Egli è venuto soprattutto per annunciare il vangelo: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». Anche noi siamo chiamati innanzitutto ad annunciare il Vangelo. Amen!
    3 min
  • [Mer 11] Vangelo: Eb 2, 14-18; Sal.104; Mc 1, 29-39.
    In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
    Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
    Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: "Tutti ti cercano!". Egli disse loro: "Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!".
    E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
    2 min
  • [Mar 10] Commento: Credibilità, autorevolezza, autorità, autoritarismo...
    Anche oggi si continua a meditare sul ruolo di Gesù come emerso ieri. Il figlio di Dio, facendosi uomo, è diventato in tutto nostro fratello. Egli, Dio, si è reso in tutto solidale con noi uomini, partecipando al dramma della nostra sofferenza e fino alla morte. Però come dice il salmista: Dio lo ha posto sopra ogni cosa. In Gesù vediamo l’uomo perfetto che si abbandona a Dio. Egli è uomo come noi, uno di noi, della nostra carne, lo sentiamo vicino, siamo affascinati dalle sue parole. Ma infondo egli è Dio. Nel Vangelo di oggi emerge il primo intervento di Gesù dopo la chiamata dei primi quattro discepoli. “In quello tempo, nella città di Cafarnao, Gesù, entrato proprio di sabato nella sinagoga, si mise ad insegnare”. Nel contesto di un’assemblea festiva, nella sinagoga di Cafarnao, Gesù si presenta come il Maestro che insegna con autorità. Qualcosa di nuovo sta capitando. Sappiamo che la sinagoga era il luogo principale dove si insegnava. Il fatto che Gesù sia lì ad insegnare non dà nessun problema rispetto alla consuetudine dell’epoca. Eppure c’è qualcosa di diverso che l’evangelista Marco vuole sottolineare: “Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi”. Gesù non parla come gli altri. Non parla come chi ha imparato la lezione a memoria. Gesù parla con autorità cioè come qualcuno che crede in quello che dice e per questo dà un peso alle parole in modo completamente diverso. A tal proposito diceva il nostro professore: Sarebbe bello se, come singoli, ma anche come Chiesa, trovassimo il coraggio di domandarci se la nostra parola è una parola pronunciata con autorità o meno. Soprattutto perché quando viene a mancare l’autorevolezza ci rimane solo autoritarismo, che è un po’ come dire che quando non hai nessuna credibilità puoi essere ascoltato solo per imposizione. Non è la voce grossa che ci ridà un posto nella società o nella cultura contemporanea, ma l’autorevolezza. Quindi siamo chiamati a conoscere Gesù per primi, in modo da trasmetterlo con autorevolezza agli atri. Amen!
    3 min
  • [Mar 10] Vangelo: Eb 2, 5-12; Sal.8; Mc 1, 21-28.
    In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
    Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!". E Gesù gli ordinò severamente: "Taci! Esci da lui!". E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
    Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!".
    La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
    2 min
  • [Lun 9] Vangelo: Eb 1, 1-6; Sal.96; Mc 1, 14-20.
    Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo".
    Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: "Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
    Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
    1 min
  • [Lun 9] Commento: Torniamo all'ordinario che è l'essenziale.
    Ieri con il Battesimo di Gesù abbiamo concluso il tempo di Natale e oggi inizia questo nuovo percorso del tempo ordinario. Partendo dalla prima lettura, dalla lettera agli Ebrei, l’autore afferma che Gesù è la definitiva e piena rivelazione di Dio. Dice il testo: Lui che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del figlio. Per questo motivo il salmista canta: Adoriamo il Signore insieme ai suoi angeli. Perché Egli è la manifestazione di Dio per noi e sta ormai al centro della storia. Sì, il Signore regna, esulti la terra, gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sono la base del suo trono. Nel Vangelo di oggi Gesù dopo l’arresto del suo precursore, continua la missione di Giovanni con lo stesso contenuto, “il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo”. Ma anche, con lo stesso scopo nell’ultima parte del brano, chiama i primi discepoli. L’invito alla conversione è un messaggio sempre attuale perché continua impegnare la Chiesa del nostro tempo. Infatti Santo Paolo VI disse: la Chiesa esiste per evangelizzare. La fede nasce dall’adesione a questo invito e ci consente di fare l’esperienza dell’incontro con la persona di Gesù. È Lui infatti che ci guarda in profondità e poi ci rivolge la parola, e non è il contrario. Ecco perché i primi discepoli sono chiamati a prendere una decisione di radicale cambiamento dando la loro piena adesione a questa buona notizia. A loro Gesù propone di condividere il suo compito di proclamare l’avvicinarsi del regno di Dio. Forse per questo l’evangelista Marco dice che la risposta dei primi discepoli non è lenta, ma immediata, a testimonianza di un cuore semplice che li caratterizza in quanto uomini semplici pescatori. Alla luce di questo Vangelo odierno, siamo chiamati come i primi discepoli a lasciare anche quello che può sembrare più importante per noi e seguire Gesù. Ecco perché San Benedetto nella sua Regola ci ricorda sempre che nulla possiamo anteporre all’amore di Cristo. Amen!
    3 min
  • [Dom 8] Commento:
    La festa del Battesimo di Gesù conclude il tempo liturgico del Natale. Domani iniziamo il tempo ordinario dell’anno liturgico. Al riguardo di questa festa tanti credenti e meno credenti si fanno un sacco di domande: Qual è il significato del Battesimo di Gesù? Perché Gesù, pur essendo senza peccato, riceve comunque il Battesimo da Giovanni? Quali sono i Vangeli che narrano l’episodio? In che cosa consiste per i cristiani il Sacramento del Battesimo? “I Padri della Chiesa dicevano che Gesù, scendendo nelle acque del Giordano, ha idealmente santificato le acque di tutti i Battisteri; dal più semplice e moderno, posto all’ingresso delle chiese, a quelli che si innalzano a gloria imperitura del Sacramento e dell’arte, vicino alle grandi cattedrali dei secoli passati”. Si è chiesto anche Benedetto XVI in “Spe salvi”: “qual è il significato di questo atto, che Gesù volle compiere, vincendo la resistenza del Battista, per obbedire alla volontà del Padre? Il senso profondo emergerà solo alla fine della vicenda terrena di Cristo, cioè nella sua morte e risurrezione. Facendosi battezzare da Giovanni, insieme con i peccatori, Gesù ha iniziato a prendere su di sé il peso della colpa dell'intera umanità, come Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Opera che Egli portò a compimento sulla croce, quando ricevette anche il suo “battesimo”. Morendo infatti si immerse nell'amore del Padre ed effuse lo Spirito Santo, affinché i credenti in Lui potessero rinascere da quella sorgente inesauribile di vita nuova ed eterna. Tutta la missione di Cristo si riassume in questo: battezzarci nello Spirito Santo, per liberarci dalla schiavitù della morte e aprirci il cielo, l'accesso cioè alla vita vera e piena, che sarà “un sempre nuovo immergersi nella vastità dell'essere, mentre siamo semplicemente sopraffatti dalla gioia”. Ricordando il battesimo di Gesù sarà opportuno per ciascuno di noi riflettere sui nostri impegni battesimali perché non basta chiamarsi battezzato ma bisogna viverle da battezzato. Amen.
    3 min
  • [Sab 7] Vangelo: 1 Gv 3,22 - 4,6; Sal 2; Mt 4, 12-17. 23-25.
    In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
    «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
    sulla via del mare, oltre il Giordano,
    Galilea delle genti!
    Il popolo che abitava nelle tenebre
    vide una grande luce,
    per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
    una luce è sorta».
    Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
    Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
    2 min
  • [Sab 7] Commento: Convertitevi, il Regno di Dio è vicino!
    Gesù inizia la sua predicazione a Cafàrnao nella "Galilea delle genti", sulla riva del lago di Tiberìade. Là era un crocevia di siriani e di altri popoli, che non conoscevano il vero Dio d'Israele. Ma questo "popolo che abitava nelle tenebre, vide una grande Luce... una Luce è sorta": è Gesù! Egli cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino!". Dove c'è Gesù là c'è il Regno di Dio, il Regno dei Cieli, che si allarga e si espande a macchia d'olio, man mano che Gesù cammina per le vie e viuzze della Galilea e poi della Samaria e infine della Giudea dove entrerà a Gerusalemme per essere coronato Re d'amore sulla Croce: e allora il Regno di Dio si espanderà sulla faccia della terra, ed è arrivato fino a noi, oggi. Nei suoi tre anni di evangelizzazione Gesù ha percorso per tre volte tutta intera la Palestina, da nord a sud. E dove Lui passava avvenivano meraviglie... i malati guarivano, gli indemoniati venivano liberati... i morti risuscitavano! E tutti accorrevano a Lui, da ogni parte! E oggi? Siamo diventati pigri e anche freddi nella fede verso Gesù, ecco perché ci sono pochi miracoli e il cristianesimo si è infiacchito. Dipende dalla fede, dalla fede in Gesù Cristo Signore. E allora svegliamoci e convertiamoci a Lui con tutto il cuore e rimettiamolo al suo posto: al primo come si addìce a Dio e come è scritto nel primo Comandamento! Mettiamolo al centro di tutta la nostra esistenza, perché Egli è davvero il Signore della nostra vita. E sentiremo sempre la gioia della sua presenza e avremo pace finalmente, perché il Regno di Dio è Regno di pace, quella che il mondo non può dare.
    2 min

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