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Il 10 febbraio del 1986 a Palermo è il giorno della prima udienza del dibattimento che ha rappresentato un punto di svolta nel contrasto a Cosa nostra. 349 udienze, 1314 interrogatori, 475 imputati, 19 ergastoli inflitti, 327 condanne, 2665 anni di reclusione: sono i numeri del Maxiprocesso istruito dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nell’area riservata dell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. A presiedere la Corte d’Assise il giudice Alfonso Giordano, designato dopo che altri si erano tirati indietro.
In questa puntata di “Laser” ripercorriamo alcuni momenti del Maxiprocesso cercando di capire cosa ha rappresentato e cosa resta oggi. Lo facciamo con il giornalista Franco Nicastro, che ha seguito il Maxiproccesso raccontandolo per Il Giornale di Sicilia, lI Secolo XIX e l’Ansa; il magistrato Antonino Di Matteo, sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia, vive sotto scorta da 33 anni, è stato impegnato in indagini sulle stragi di mafia e sui rapporti tra Cosa Nostra e parti delle istituzioni, è stato pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia; Stefano Giordano, avvocato penalista, ricorda l’impegno di suo padre, il giudice Alfonso Giordano.
Con un estratto dell’intervista che Giovanni Falcone ha rilasciato al telegiornale della RSI nel 1990, due anni prima della Strage di Capaci in cui venne ucciso con la moglie, la magistrata Francesca Morvillo, e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Il 10 febbraio del 1986 a Palermo è il giorno della prima udienza del dibattimento che ha rappresentato un punto di svolta nel contrasto a Cosa nostra. 349 udienze, 1314 interrogatori, 475 imputati, 19 ergastoli inflitti, 327 condanne, 2665 anni di reclusione: sono i numeri del Maxiprocesso istruito dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nell’area riservata dell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. A presiedere la Corte d’Assise il giudice Alfonso Giordano, designato dopo che altri si erano tirati indietro.
In questa puntata di “Laser” ripercorriamo alcuni momenti del Maxiprocesso cercando di capire cosa ha rappresentato e cosa resta oggi. Lo facciamo con il giornalista Franco Nicastro, che ha seguito il Maxiproccesso raccontandolo per Il Giornale di Sicilia, lI Secolo XIX e l’Ansa; il magistrato Antonino Di Matteo, sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia, vive sotto scorta da 33 anni, è stato impegnato in indagini sulle stragi di mafia e sui rapporti tra Cosa Nostra e parti delle istituzioni, è stato pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia; Stefano Giordano, avvocato penalista, ricorda l’impegno di suo padre, il giudice Alfonso Giordano.
Con un estratto dell’intervista che Giovanni Falcone ha rilasciato al telegiornale della RSI nel 1990, due anni prima della Strage di Capaci in cui venne ucciso con la moglie, la magistrata Francesca Morvillo, e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

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