Ascolta questo insegnamento dopo aver effettuato almeno una delle meditazioni.
Questo audio fa parte della serie "Il Perdono", meditazioni e insegnamenti per esplorare la potente energia guaritrice del perdono, imparando a sciogliere i legami energetici che legano ogni vittima al suo carnefice e accedendo a quella consapevolezza espansa di cui il perdono è un gradino fondamentale.
Elenco meditazioni:
Il Perdono - insegnamento
Perdonare l'altro - meditazione
Perdonare te stesso - meditazione
Trascendere il perdono - insegnamento
Trascrizione insegnamento
Quando avrai fatto dell'arte di perdonare il tuo pane quotidiano, potrai finalmente cominciare a percepire qualcosa di nuovo. A un certo punto subirai quella che prima chiamavi ingiustizia, e non proverai alcun senso di fastidio dentro di te. Oppure la voce della vittima si farà ancora sentire, ma solo per un istante, e sarà subito sostituita da una profonda energia di pace.
Quando questo accade, anche se magari ancora in modo intermittente, significa che hai compreso con il cuore l'insegnamento più importante, quello secondo il quale tu non sei separato dal tuo aggressore, e dunque non può mai esistere ingiustizia, ma solo una relazione tra parti dello stesso corpo che si attivano a vicenda in base alla propria risonanza.
E se non esiste ingiustizia, naturalmente non ha senso neanche perdonare.
Perdonare è un'atto magico e potente finché viviamo in noi un senso di separazione, ma quando trascendiamo questo stato, il perdono accade automaticamente e continuamente… poiché continuamente doniamo con forza verso il mondo. Qualsiasi cosa che prima definivamo torto viene trasformata dalla nostra nuova consapevolezza, e può accadere, nel bel mezzo di un attacco nei nostri confronti, di entrare in uno stato di profondo amore e compassione verso colui che ci attacca.
Questo particolare stato di trascendenza potrai cominciare a sperimentarlo in modo intermittente, specie verso quei piccoli torti che già non hanno molta presa su di te. Quando ne subisci uno, invece di limitarti a ignorarlo, prova a generare amore per quella situazione, prova a generare compassione per chi lo sta mettendo in atto. Così facendo, starai stimolando lo stato di trascendenza che ti porterà gradualmente a superare persino il bisogno di perdonare, almeno per come lo intendevi prima.
Quella della trascendenza è un'avventura affascinante, perché quando smetti di fare presa sul mondo, il mondo non riesce più a riconoscerti e a definirti. Allora quell'aggressore non trova più terreno fertile per le sue provocazioni, e il tuo atteggiamento pacifico potrebbe rendere ancora più violenti i suoi attacchi. Il tuo nemico potrebbe sentirsi preso in giro, potrebbe leggere in te un senso di superiorità… e se quella che vivi non è vera trascendenza, quel senso di superiorità probabilmente c'è veramente. Lo scoprirai ben presto, perché se sentirai di indurirti e irrigidirti quando gli attacchi del nemico si fanno violenti, significa che hai perso il filo sottile della trascendenza. Ma anche qui… perdona subito te stesso e l'altro: avrai altre occasioni per nutrire questo stato che va oltre l'umano, che non è possibile descrivere e che pure ci rende così tanto più veri e presenti di quanto siamo mai stati.
Per ora, continua a perdonare giorno dopo giorno… e fai particolare attenzione alle piccole cose: a quell'automobilista che ti taglia la strada, a quel negoziante che ti risponde male, a quel collega che non ti saluta. Tutte queste cose che di solito magari lasci andare con un senso di indifferenza sono ottimo terreno per esercitare la tua capacità di perdonare. Fai un bel respiro, perdona e rilascia ogni legame di quella situazione. E quando ti sentirai bravo a farlo, allora fai un bel respiro, perdona, rilascia ogni legame e invia anche un'impulso d'amore verso quella persona o situazione.
Ancora e ancora, lancia ad ogni occasione questi rapidi impulsi di perdono, e comincerai ad accumulare la consapevolezza necessaria a trascendere il perdono stesso, o se vuoi a vivere in uno stato di perdono più costante.
Quando dico alle persone che "non esiste ingiustizia nell'Universo", vedo talvolta alcuni volti irrigidirsi. So bene che queste persone, anche se hanno compreso di co-creare sempre le situazioni della propria vita, stanno però magari pensando ai bambini che muoiono di fame, o ai civili che muoiono a migliaia sotto un bombardamento, o alle vittime della pedofilia… .
Eppure, anche se queste cose accadono io so che non esiste ingiustizia nell'Universo. Se così fosse, significherebbe che c'è un errore nel programma universale, oppure che il programma è intrinsecamente malvagio.
Chi percepisce ingiustizia lo fa sempre da una prospettiva di spazio-tempo estremamente limitata. Cosa ne sappiamo noi delle scelte che ha fatto l'Anima di quel bambino morente? Cosa ne sappiamo noi se non ha scelto di vivere proprio quell'esperienza per ragioni che noi non possiamo conoscere? E questo significa forse che non dobbiamo prestare aiuto quando il nostro cuore ce lo indica? Certamente no… perché cosa ne sappiamo che quell'Anima non abbia scelto proprio di vivere l'esperienza di morire o di sopravvivere tra le nostre braccia?
In altre parole, noi dalla prospettiva dei nostri occhi fisici non sappiamo proprio niente di come funziona la Creazione, e dire che esiste il male o l'ingiustizia è molto pericoloso perché ci fa sembrare che il mondo sia un'arena dove dobbiamo lottare contro qualcosa, senza sosta.
E' vero, neanche io posso fornire prove che non esista ingiustizia nell'Universo, per me è un atto di fede, ma è un fede molto lucida perché questa prospettiva mi permette di evolvermi più rapidamente, senza restare impigliato nei mille legami che vittime e carnefici continuamente creano tra di loro.
La prova di questo la si vive solo interiormente, quando si accende in noi quella trascendenza, quel senso di profonda verità, per cui vediamo chiaramente che tutto danza senza sosta… e proviamo intensa compassione per chi sta soffrendo, ma non proviamo mai pietà, perché riconosciamo l'Anima dietro ogni essere, e rispettiamo le scelte che ha fatto.
Allora, da quello stato di profondo rispetto, allora sì possiamo veramente prestare aiuto… e per me, questo è l'unico genere di aiuto che funziona veramente.
Vorrei concludere ora con un altro aspetto della trascendenza. Fino ad ora abbiamo parlato di perdonare, di lasciare andare, di amare il proprio nemico, ma tutta questa luce può essere facilmente confusa con un atteggiamento buonista.
Quando trascendi veramente il tuo personaggio quotidiano, significa in realtà che puoi anche esprimere rabbia, violenza, contrasto. Puoi farlo, ma lo fai consapevolmente, non diversamente da un attore che sceglie di arrabbiarsi e reagire, ma non come una reazione automatica, come una scelta consapevole adatta a quella situazione.
Tutti conosciamo la storia di Gesù che scaccia i mercanti dal tempio frustandoli e urlando contro di loro. Se ammettiamo che l'uomo Gesù avesse trasceso il proprio personaggio, dobbiamo anche ammettere che quella rabbia non fosse generata dall'odio, ma dall'amore. In altre parole, un Gesù che sceglie consapevolmente la violenza perché era la reazione più adatta e efficace in quel contesto, ma lo fa senza caricare di rancore quel gesto, lo fa con amore.
Quando veramente trascendiamo il nostro personaggio, dovremmo diventare capaci di mettere in scena qualsiasi reazione sia richiesta dal contesto in cui ci troviamo, che sia dolcezza o che sia forza, che sia gentilezza o che sia rabbia… e anche questo in fondo fa parte del perdono, perché quando diventiamo attori di noi stessi, e scegliamo consapevolmente le nostre azioni momento dopo momento, nessuno legame energetico distruttivo viene generato.
Ho voluto dirti questo perché troppo spesso negli ambienti spirituali si confonde l'essere evoluti con l'essere buoni, con l'essere gentili. Ma questo, è solo un lato della storia, l'intera storia riguarda invece un essere umano che è capace di usare l'intera gamma delle proprie espressioni, ma essendone completamente consapevole.
Dunque, quando avrai perdonato abbastanza da percepire di avere più energia a disposizione, prova magari a investirla per usare anche altre reazioni consapevolmente, prova a cominciare a recitare te stesso nelle situazioni della tua vita, e vedrai che il solo diventare attore consapevole per una manciata di minuti ti donerà ancora nuova energia.
Grazie
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