Mettiamoci la Voce

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Mettiamoci la Voce episodes

  • 196 - Cambiare voce
    Qual è la nostra reazione ai mutamenti della nostra voce dovuti ad un uso più consapevole e attento del nostro apparato fonatorio?
    Grazie al contributo di una nostra iscritta a Mettiamoci la Voce Academy ne ragioniamo in questo episodio del podcast.

    - una premessa naturale: la muta vocale

    termine con cui, in biologia, si indica il cambio di voce che ha luogo durante la pubertà, soprattutto quella del ragazzo (la voce maschile scende di circa un'ottava tra l'undicesimo ed il sedicesimo anno di età, quella femminile di circa due toni tra il decimo ed il quindicesimo anno).

    La differenza tra i due sessi è dovuta al fatto che gli organi umani reagiscono particolarmente alle sollecitazioni del testosterone, dato lo sviluppo degli organi genitali che producono questo ormone. A causa degli influssi ormonali aumentano le dimensioni della laringe; si inspessiscono le pareti di tessuto cartilagineo ed emerge in superficie il pomo d'Adamo, mentre si allungano ed inspessiscono le corde vocali.
    43 min
  • 195 - Parlarsi addosso
    Parlarsi addosso è un’abitudine diffusa non soltanto in tv ma anche nella quotidianità. E non ci riferiamo al fatto accidentale ma alle situazioni in cui diventa un’azione voluta perché non si vuole lasciare spazio agli altri interlocutori come, per esempio, nei talk-show televisivi.
    Nell’ultima puntata del Podcast cerchiamo non soltanto di rispettare la regola di non parlarci addosso ma proviamo a capire alcune dinamiche che portano a voler avere sempre l’ultima parola
    51 min
  • 194 - Abbindolati dalla voce
    Il canto delle sirene
    Nell'Odissea di Omero vengono presentate come cantatrici marine abitanti un'isola presso Scilla e Cariddi. Incantavano i marinai che incautamente vi sbarcavano facendoli poi morire. Ulisse, consigliato da Circe, supererà indenne la prova. Nella versione più antica, le sirene erano tre, fra cui Partenope, che diene il nome all’odierna Napoli, adorata nella Magna Grecia.


    I Mantra
    Un mantra, rigorosamente in lingua sanscrita, può essere recitato ad alta voce, sussurrato o anche solo enunciato mentalmente, nel silenzio della meditazione, ma sempre con la corretta intonazione, pena la sua inefficacia


    La voce nell’ipnosi (La mia voce ti accompagnerà, di Milton Erickson)
    Benché si riconosca in Erickson il padre dell'Approccio strategico, egli si riferì sempre al proprio metodo chiamandolo semplicemente "terapia". Erickson inoltre scrisse un'enorme quantità di articoli ma non sistematizzò mai il suo pensiero in teorie e tecniche. Queste furono piuttosto osservate, analizzate e organizzate dai numerosi allievi e studenti che si formarono con lui, tanto che la maggior parte dei libri a suo nome sono in realtà testi scritti a partire da lezioni, osservazioni, registrazioni, appunti e articoli di Erickson per mano di altri nomi della psicoterapia, mentre numerosi altri autori (come Paul Watzlawick o Giorgio Nardone) riportarono ampiamente i suoi contribuiti nei propri scritti.


    L’uso della voce nelle meditazioni guidate e negli esercizi di rilassamento


    La voce materna

    L’udito è il primo organo del feto ad essere pienamente funzionante. Attraverso l’udito il feto crea delle relazioni. Il bimbo sente la voce della madre e ne estrae l’essenza emozionale; è l’unica semantica che conosce. Dr. A.Tomatis
    28 min
  • 192 - Vizi e vezzi della voce
    Ci sono abitudini o vezzi che acquisiamo con il tempo e che per alcuni diventano anche un tratto distintivo, per altri un qualcosa di fastidioso per la loro comunicazione in pubblico.
    42 min
  • 190 - Voci di ruolo
    Ad ogni ruolo sociale o professionale attribuiamo una tipologia vocale

    - luoghi comuni/ aspettative
    - oggettività

    - esperienze

    Per cultura, educazione, abitudine, ristrettezza mentale ci aspettiamo che un dato personaggio debba avere una modalità del parlato
    a volte è una corrispondenza necessaria, ce lo aspettiamo perché aiuta sia il soggetto che il destinatario

    esempi:
    1. professioni d'aiuto es. medico, psicoterapeuta, infermiere, educatore : pensiamo dovrebbe parlare in modo rassicurante, velocità media, tono calmo medio-basso, volume contenuto

    2. professioni autorevoli avvocato, docente universitario, manager: ci aspettiamo altra tipologia volume più alto, tono deciso più tendente alla testa, ritmo che assecondi i contenuti x convincere

    3. professioni legate alla comunicazione: ci si aspetta una buona articolazione, dizione, ritmo, gestione ottimale del volume e variazione toni

    cosa succede se non c'è corrispondenza fra l'aspettativa e la realtà?
    quanto la voce ci condiziona nel giudizio della professionalità?
    forse anche nella scelta di un professionista cui affidarci?
    45 min
  • 189 - Quando le emozioni si mischiano
    Emozioni la loro persistenza nel tempo e quello che la relazione con gli altri suscita in ciò che proviamo: in poche parole "emozioni complesse".
    Ne parliamo in questo episodio di Mettiamoci la voce, il nostro podcast.
    40 min
  • 188 - L'arte di organizzare la scrittura online con Debora Montoli
    La scrittura fa parte di noi, delle nostre giornate, del nostro lavoro e in ambito professionale è una delle forme principali usate per scambiare informazioni. Una comunicazione inefficace porta a lavorare sempre in affanno, crea fraintendimenti e genera confusione, ma grazie all'organizzazione è possibile allontanare gli aspetti negativi.
    Questo e molto altro nel libro di Debora Montoli "L'arte di organizzare la scrittura online" e con Debora in questo episodio abbiamo parlato con lei di Voce, scrittura e organizzazione per vivere meglio.

    https://www.darioflaccovio.it/web-marketing/1836-l-arte-di-organizzare-la-scrittura-online.html
    45 min
  • 187 - Ha ancora senso parlare di public speaking?
    Nel 2021 Public Speaking è ancora una definizione efficace?
    "Public Speaking" (in italiano Parlare in Pubblico) è una locuzione di uso comune per indicare l'attività di esporre un contenuto di fronte ad altre persone.
    Preso atto del fatto che appunto sia una parola composta di uso comune e quindi in parte trascenda anche il suo significato ci interroghiamo sulla sua efficacia formale oggi.
    Il confine tra pubblico e privato che nell'antichità era ben chiaro, oggi è molto labile e sfumato grazie alla connessione permanente in cui viviamo le nostre giornate.
    C'è anche un altro aspetto da tenere in grande considerazione: quello relazionale che il verbo "parlare" rappresenta poco.
    La provocazione che lancia Sandro è "Non sarebbe forse più centrato usare Comunicare rispetto a parlare?"
    Trovate questo e altro nell'ultimo episodio del nostro podcast Mettiamoci la voce
    27 min

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