Sorpresa, incomprensione, rabbia, sono alcuni dei sentimenti manifestati dai ticinesi dopo la presentazione del preventivo 2024 da parte del Governo cantonale. Nessun partito, al momento, intende sostenerlo in toto, mentre le voci critiche si sono moltiplicate su metodologia, entità e opportunità di una manovra di rientro, con diversi tagli alla spesa pubblica, da 134 milioni di franchi.
Per l’anno prossimo si è così ottenuto un preventivo (con quasi 96 milioni di deficit) in linea con il vincolo previsto dal freno ai disavanzi. Ma non è tutto: il Consiglio di Stato ha già annunciato che per ottenere il pareggio dei conti nel 2025 (vedi il cosiddetto “Decreto Morisoli”) occorrerà prevedere un secondo pacchetto di misure.
Il Governo ticinese, presentando il preventivo 2024, ha invitato la politica “a far fronte comune e ad affrontare in modo responsabile un tema basilare quale quello del riequilibrio dei conti dello Stato. Questa è la sfida che tutti gli attori devono saper affrontare e superare nell’interesse del Cantone e della cittadinanza”.
Le prime reazioni dei partiti fanno presagire scenari poco unitari e Modem ne discute con quattro politici:
Ivo Durisch, capogruppo PS (commissione gestione);
Giorgio Fonio, deputato del Centro (Commissione gestione);
Paolo Pamini, deputato UDC (commissione gestione,);
Alessandro Speziali, presidente PLR e deputato.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.