La Francia avrà l'occasione di difendere fino in fondo il titolo conquistato 4 anni fa in Russia. I campioni del mondo in carica si sono infatti qualificati per la quarta volta nella loro storia per la finalissima dei Mondiali grazie alla vittoria all'Al Bayt Stadium per 2-0 sul Marocco.
Quella di mercoledì sera in Qatar è stata, però, anche la prima partita ufficiale tra Francia e Marocco. Finora erano state giocate solo amichevoli tra queste due squadre. In gioco c’era l’accesso alla finale ma anche un pezzo di storia, in cui si intrecciano potere, rivalse e contrasti culturali e sociali tra due popoli che non hanno ancora del tutto trovato una stabilità nella loro relazioni.
Troppo forte è ancora il peso del passato – il Marocco fu un protettorato francese nella prima metà del secolo scorso – e le contraddizioni del presente, con l’immigrazione marocchina che qua e là nelle periferie francesi fatica a integrarsi, anche a causa di un contesto politico a volte ostico.
Questa partita che è stata molto più di un derby, basti pensare che ben 13 giocatori del Marocco sono nati in Francia, e altrettanti giocatori francesi hanno origini africane. E che le vittorie finora ottenute dai “Leoni dell’Atlante” hanno dato vita ad una sorta di unione panaraba e a entusiasmo che va ben oltre il calcio. Con in queste settimane di mondiale anche delle notti ad alta tensione, in particolare a Bruxelles, dopo la vittoria del Marocco sul Belgio.
Ne parleremo con
Davide Mattei, collaboratore RSI a Parigi
Antonella Tarquini, esperta di mondo arabo e collaboratrice RSI
Zouhir Louassini, scrittore e giornalista marocchino
Nacera Benali, scrittrice e giornalista algerina