Narrativa - scritti in voce di autori moderni e contemporanei

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Narrativa - scritti in voce di autori moderni e contemporanei episodes

  • Don Bobore e-i su cane. Un racconto in Limba Nuorese di Franceschino Satta
    Don Bobore, semper bene bestìu e barbifattu, fit unu bell’omine. Artu, iscarrainzu ma forte e sanu. Non fit prus unu pizzinnu (haiat... una chimbantina ‘e annos), ma s’edade si la manteniat bene. Fit bachianu, riccu e meda cresiasticu. A sas dies notas fachiat sa comunione. Tottu sa bidda lu bantabat. Sas biùdas l’adoraban: naban chi fit unu tesoro. Una borta, in su caminu, duos zòvanos fin pro si piccare a istoccadas; che suprit issu e los piccat ambos a iscavanadas, abbirgunzindelos in mesu a canta zente b’haiat. […]
    10 min
  • Il Naso, di Nikolaj Gogol. Dai racconti di Pietroburgo.
    A San Pietroburgo. Il 25 marzo di un anno imprecisato, il barbiere Ivan Jakovlèvi, un tipico artigiano russo, ubriacone e trasandato, trova un naso umano in una pagnotta. Il barbiere riconosce subito quel naso appartenere ad un suo cliente. Se ne vuole disfare e lo getta nella acque del fiume Neva. Quel giorno stesso il maggiore Kovalèv si sveglia e non trova più il suo naso. Esce da casa e lo vede - lo stesso naso del barbiere - antropomorfizzato! L'avvicina, gli parla. Il naso gli gira le spalle e se ne va. Kovalèv raggiunge un giornale per pubblicare un annuncio. Non ci riesce e si reca dal commissario del quartiere. Non ne cava nulla anche qua. Rincasa e, mentre riflette, arriva un poliziotto che gli porge il suo naso. L'hanno ritrovato! Sì, ma è impossibile riattaccarlo. Intanto, la notizia del naso si è diffusa per l'intera città […]
    59 min
  • Il cappotto, di Nikolaj Gogol. Dai racconti di Pietroburgo.
    Il povero, mite, misero e rassegnato impiegato di stato, Akàkij Akàkievič, vessato dai suoi superiori, sogna di farsi confezionare un bel cappotto nuovo; con il quale affrontare il rigido inverno e, al tempo stesso, rendere il suo modesto aspetto fisico un po' più decoroso. Vi è poi il desiderio di vedersi riconosciuto nello status di essere umano, e di farsi notare nel bel mondo pietroburghese, almeno per una volta nella sua vita misera e insignificante, tra gli sguardi amichevoli delle dame eleganti dell'alta società. Ma qualcosa accade, un fatto imprevedibile e terribile.
    1 hr 16 min
  • Dalla piccola alla grande città. Un racconto di Francesca Branca
    L’immagine che ho della festa per il mio diploma è una tovaglia di fiandra rosa, un vaso di fiori al centro e dei dolci disposti intorno. E che diploma 60/60! Poi silenzio, mezze frasi, discussioni, era il momento della scelta. - Ma, io voglio fare architettura, si è iscritta anche Rita a Firenze. - Cosa? A Firenze? Tanto è niente! No... no... che non ti passi neanche in testa! - Perchè? E allora vado a Cagliari, ma lì non c’è architettura!” - Adesso mi mancava anche questo pensiero! Bovò....ma la stai sentendo tua figlia? No...no, non vai da nessuna parte.
    9 min
  • Dae sa zittade minore a sa manna. Un racconto in Limba Dorgalese (Dorgali, Nuoro) di Francesca Branca
    S’ammentu ch’appo de sa ‘esta de su diploma est una tiazza e viandra colore e rosa, unu vasu e frores in mesu a sa mesa e durches postos a intundu. E arrazza e diploma, 60/60! Appustisi....paraulas a mesu oche e paraulas a boches. Fidi su mementu e seperare: - Mama! zeo cherzo istudiare Architettura, si ch’este sinzà inta Rita, a Firenze. - Ite? A Firenze? Za diad’esse nudda! Nono, nono, non t’inde colede manch’in conca! - Puite? E tando jeo ando a Casteddu...ma inie non b’este Architettura! - Como cherìo cuss’atteru pessamentu! Bovò....intendende la sese a fizza tua? Nono,nono, no andasa a neddue. Babbu mi pompiada - Ja nd’allegamus, bidimusu, non bi chere presse a disinnare! Mama istada inghiriande a die die chin cust’oriolu. S’appresiada e si mi parada in dainnantisi, frimma commente unu crastu: - Sas ancas are truncau! Pare ca la ido, sola, in custu locu! Veramente, non b’ade periculos a dier dose. [...]
    10 min
  • Preghiera a Cristo. Di Giovanni Papini. Messa in voce di Ugo Collu
    “Sei ancora, ogni giorno, in mezzo a noi. E sarai con noi per sempre.
    Vivi tra noi, accanto a noi, sulla terra ch’è tua e nostra, su questa terra che ti raccolse, fanciullo, tra i fanciulli e, giustiziabile, tra i ladri; vivi coi vivi, sulla terra dei viventi che ti piacque e che ami, vivi d’una vita non umana sulla terra degli uomini, forse invisibile anche a quelli che ti cercano, forse sotto l’aspetto d’un povero che compra il suo pane da sé e nessuno lo guarda.
    Ma ora è giunto il tempo che devi riapparire a tutti noi e dare un segno perentorio e irrecusabile a questa generazione.
    Tu vedi, Gesù, il nostro bisogno; tu vedi fino a che punto è grande il nostro grande bisogno; non puoi fare a meno di conoscere quanto è improrogabile la nostra necessità, come è dura e vera la nostra angustia, la nostra indigenza, la nostra disperanza; tu sai quanto abbisognamo d’una tua intervenzione, quant'è necessario un tuo ritorno.” […]
    16 min
  • Il muflone, un racconto tratto dal romanzo Cosima, di Grazia Deledda
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    Opera di Mario Adolfi  
    […] Sentì dunque il lieve fruscìo che il muflone destava intorno alla casa. Sulle prime si spaventò, credendo fossero i ladri; poi pensò che forse il fidanzato era morto e il suo spirito, ritornato nei luoghi della loro felicità, la cercasse. Allora si alzò e aprì la finestra. La notte era fredda, ma serena e senza neve. La luna illuminava la china del monte, che scendeva fino alla casa: e in quel chiarore la ragazza vide il muflone, che frugava qua e là in cerca di cibo: era una graziosa bestia, col pelo color rame lucidato dal freddo, gli occhi grandi e dolci, scintillanti alla luna.
    La fanciulla pensò: “è certamente il suo spirito, che ha preso questa forma e viene a salutarmi prima di andarsene all’altro mondo.” […]
    15 min
  • Il vecchio servo, una novella di Grazia Deledda
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    […] Il ragazzetto si mise a saltare per la gioia, spronando e frustando un cavallo immaginario: poi si avvicinò ancora al nonno seduto all’ombra d’una quercia, e gli si appoggiò sulla spalla. Basile, coi suoi occhi neri lucenti come more, i lunghi capelli rossicci e la giacca di pelle, pareva un piccolo San Giovanni: il nonno, che ancora conservava la barba rossiccia, e aveva gli occhi neri lucenti, vestiva di pelo come un vecchio eremita.
    Un lungo cane, sdraiato davanti alla capanna, vigilava il gregge; un corvo addomesticato correva di tanto in tanto a beccare le mosche che si posavano sul cane, una farfalla rossastra volava dalla capanna alla quercia.
    Il verde piano dormiva sotto il gran sole di maggio; dalle alte erbe sorgevano altissimi fiori gialli e violetti, che a Basilio, quando si sdraiava sull’erba, pareva toccassero il cielo. […]
    25 min
  • Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate
    Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi e tifosi. Per Vanni, osannato fuoriclasse suo malgrado, l'unica speranza di sopravvivenza è rapportarsi in modo ingegnoso al cinico mondo del calcio.  Visco il sensibile inventa soluzioni per sopportare la propria inadeguatezza. La medicina è proprio nella forza della sua mente, nella sua clandestina biblioteca mentale. Il ritmato bisbiglio di prediletti brani letterari è un'energia quasi fisica che lo protegge da un'esistenza di cui non si sente minimamente artefice, da bruciare sui campi di calcio e nel suo tormentato rapporto con le donne.
    27 min
  • La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth
    Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…
    1 hr 6 min

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