Narrativa - scritti in voce di autori moderni e contemporanei

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Narrativa - scritti in voce di autori moderni e contemporanei episodes

  • Famiglie povere. Una novella di Grazia Deledda
    Messa in voce di Cristiana Cocco
    Adattamento di Gaetano Marino
    Povera e numerosa era la famiglia del salinaro, raccolta come una tribù di selvaggi in certe catapecchie davanti alle quali il mare, nei giorni burrascosi, appariva come uno straccio sporco sbattuto dal vento, e d’estate le saline, simili a cave di calce, bruciavano gli occhi a chi le fissava.
    L’uomo ed i figli più grandetti lavoravano laggiù, mangiati dal sale e dalla malaria: in casa rimaneva la moglie sempre gravida e con un grappolo di marmocchi intorno; rimanevano i vecchi nonni invalidi ed una sorella scema: chi andava e veniva continuamente in giro, era la suocera, la vecchia Geppa, che doveva essere stata generata in un momento di burrasca, perché non stava mai ferma e dava l’idea di un albero maestro tentennante al vento con intorno la vela attorcigliata e rotta. […]
    15 min
  • Il bambino smarrito. Una novella di Grazia Deledda
    Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Lilli Fois
    […] Matteo vide, e non poté trattenere un moto d’angoscia: fin dalla sua prima giovinezza, più che il tramonto del sole e della luna, egli aveva amato e contemplato sempre il tramonto di Venere. E quest’ultimo tramonto, più che ogni altra cosa in quella sera fatale gli rievocava in un attimo tutti i più cari ricordi della sua vita. Entrò nel boschetto, in un viale diritto e stretto che la luna illuminava dall’alto. Non una foglia si muoveva: i rami s’ergevano e si stendevano rigidi, immobili nella purissima trasparenza dell’aria, e sembravano addormentati in un sogno. I raggi della luna li attraversavano, quieti, andando a porre larghe macchie d’argento sull’erba finissima che rinasceva sotto le piante. Una fredda fragranza di erba, di funghi, di foglie cadute, esalava, dando la distinta sensazione dei luoghi solitari e ombrosi. Ma anche là, sotto il cielo sempre più puro, sotto le stelle limpidissime, sembrava d’essere in primavera. Matteo attraversò il viale, andando dritto verso una panchetta di pietra, seduto sulla quale aveva già trascorso tante ore: laggiù precisamente egli voleva morire. Ma arrivato in fondo al viale vide sulla panchetta un bimbo addormentato. — A quest’ora? — pensò meravigliato. S’accostò, piano piano, e si curvò per veder meglio. Il bimbo, di forse quattro anni, stava seduto in dolce abbandono, con le gambette penzoloni, le manine abbandonate sulla panchetta e il capo reclinato sul petto. […]
    27 min
  • Per la sua creatura. Una novella di Grazia Deledda
    Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Roberta Perra
    Suonarono. Vera, che stava in cucina accomodandosi un cappello, o meglio guarnendo un cappello d’inverno con le piume ed il nastro d’un cappello d’estate, s’alzò in fretta in fretta, si tolse il grembiale ed andò ad aprire. Sulle prime, fra il buio dell’ingresso e quello della scala, non distinse bene se la lunga persona, che aveva suonato, fosse uomo o donna; poi udì una voce gutturale che chiedeva «La signora Vera?», vide un mantellone nero, una pellicciona nera, un cappellaccio nero tirato sugli occhi, un paio d’occhiali: le parve che la persona fosse un uomo vestito da donna ed ebbe paura. Ma subito sorrise fra sé. Un ladro? In casa sua c’era poco da rubare: non c’era neppure quella perla che si chiama la serva. […]
    13 min
  • Padre Topes. Una novella di Grazia Deledda
    Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Caterina Scalas
    […] Il più giovine dei frati, soprannominato padre Topes, per la sua figurina timida di topo, dal lungo musetto pallido ed i piccoli occhi lucenti, aveva appena ventidue o ventitré anni, sebbene ne mostrasse di più: pregava e taceva sempre; era in odore di santità, e si diceva fosse vergine. Egli era figlio d’un bandito morto assassinato molti anni prima: da fanciullo aveva fatto il mandriano, e sua madre, una fiera e miserissima vedova, avrebbe preferito ch’egli seguisse la via del padre, piuttosto che vederlo farsi frate. […]
    17 min
  • La Sartiglia di Oristano. Di Giulio Angioni
    Questo è un carnevale serio. Non è neppure carnevale. Storia cifrata d'un re che c'era una volta. Non re di carnevale: re di primavera, re di maggio. Re di festa che si mostra al suo popolo nel pieno delle sue funzioni: perciò dovrebbe essere vestito da re. Ma è un re che si nasconde, si traveste, si maschera. Ma pure se si maschera, la sua vestizione è un rito serio, elaborato. Un re che si sceglie ad ogni inizio d'anno. Se un re si può scegliere, garante del bene di tutti, lo si sceglie forte, puro, intero: sacerdote della fecondità, saldatura del ciclo delle stagioni. [...]
    16 min
  • Pasqua. Una novella di Grazia Deledda
    Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Caterina Scalas
    La mattina del Sabato Santo, Apollonia Fara balzò dal suo gran letto di legno a baldacchino, quando l’alba cominciava a mettere un glauco riflesso sull’unico vetro del finestruolo. Unico vetro grossolano, ma stupendo per il piccolo quadro che ci si vedeva; un paesaggio fresco e quasi sbiadito dalla vicina primavera. Una falda di collina, un ruscello azzurro e tortuoso e alberi radi pittoreschi, i cui rami, verdi di musco, cominciavano a circondarsi di foglioline tenere: ed erba, erba dappertutto, bassa erbetta chiara che dava un’impressione di purezza e d’innocenza a chi guardava. […]
    10 min
  • La morte scherza. Una novella di Grazia Deledda
    Messa in voce di Roberta Perra. Adattamento di Gaetano Marino
    […] Il giovine ascoltava cacciandosi un pugno in bocca, quasi per trattenersi dal gridare di gioia. Poi volle andare a veder la vecchia, a costo di svegliarla, e trascinò con se Rosa. Nella capanna, al chiarore tremulo d’una fiammella che ardeva sempre dentro un bicchiere a metà riempito d’olio, zia Areca taceva, immobile, con la bocca e gli occhi chiusi, e le mani stecchite abbandonate sulla ruvida coperta. Pareva morta, pietrificata, mummificata da secoli. […]
    21 min
  • La regina delle tenebre. Un racconto di Grazia Deledda
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    […] Ella era felice in casa sua, e un’altra felicità l’aspettava. Ma per raggiungere la nuova felicità, doveva abbandonare l’antica, e le sembrava che allora il rimpianto della famiglia lontana, della dolce casa paterna, della libertà perduta, della patria abbandonata, le avrebbero dato una indicibile nostalgia, avvelenandole la nuova felicità. C’erano ore nelle quali, specialmente di notte, al buio, Maria Magda provava una profonda angoscia, vivendo nel futuro. Allora riapriva gli occhi, guardava intorno la camera, soffusa di dense penombre, e pensava: — No, non lascerò nulla, non abbandonerò nulla, mai, mai! […]
    14 min
  • I primi baci. Un racconto di Grazia Deledda
    Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Roberta Perra
    […] Facevano all’amore da una ventina di giorni, cioè da appena si erano conosciuti. Nania passava sullo stradale ogni giorno, verso le due, andando al ruscello per portare l’acqua alla cantoniera, e Jorgj l’attendeva sul ciglione facendo vista di guardare le pecore che a quell’ora meriggiavano tra le macchie, sotto il bosco di sugherete. Appena Nania spuntava nel biancore desolato della strada, Jorgj scendeva giù e si metteva all’ombra, dietro il ciglione, dove Nania, con in testa la lunga anfora fiorita, che pareva un’anfora etrusca, lo raggiungeva, tutta piena di amore e di paura. Perché, certamente, se il babbo l’avesse scoperta a far l’amore con Jorgj le avrebbe rotto le costole. […]
    23 min

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