News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • CORTEO NAZIONALE A ROMA “STOP GENOCIDIO”: OLTRE UN MILIONE DI PERSONE IN CORTEO E IN PIAZZA. LA DIRETTA.

    22.00 Una dozzina le persone fermate a Roma.

    20.00 Cariche ripetute e fermi tra l’Esquilino e via Merulana, a fine corteo.

    17.45 Per Guido Lutrario, esecutivo nazionale dell’USB, la manifestazione ha superato il milione di persone. Ecco l’intervento ai microfoni di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica

    17.30 La testa del corteo è arrivata da tempo in piazza San Giovanni, ma è impossibile che tutto il corteo ci arrivi. La corrispondenza con Federico della redazione di Radio Onda d’Urto – Emilia Romagna Ascolta o scarica

    17.20 Le valutazioni di Shokri Hroub di Unione Democratica Arabo Palestinese e Freedom Flotilla Coalition Ascolta o scarica

    17.15 Le valutazioni con Leila dei Giovani Palestinesi d’Italia Ascolta o scarica

    17.10 Un altro collegamento con Siham della nostra redazione. Ascolta o scarica

    16.45 Il collegamento dal corteo romano con Eddy del movimento disoccupati di Napoli Ascolta o scarica

    16.27 Diversi i pullman che sono stati fermati, in particolare a Roma Nord. Tra questi anche quello partito da Massa, a bordo del quale c’è Elia di Casetta Rossa occupata. Ascoltiamo la sua testimonianza ai microfoni di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica

    16.20 Il fiume umano prosegue per le vie di Roma, centinaia di migliaia di persone. La corrispondenza con la nostra redattrice Siham Ascolta o scarica

    16.10 La corrispondenza con il nostro collaboratore Stefano Bertoldi, appena rientrato dal suo impegno con la Global Sumud Flotilla Ascolta o scarica

    16.05 Interviste nel corteo realizzate dal nostro collaboratore Stefano Bertoldi Ascolta o scarica

    16.00 La corrispondenza da Roma con Andrea della redazione di Radio Onda d’Urto – Emilia Romagna  Ascolta o scarica

    15.40 Luca e Sofia dell’Associazione Diritti per Tutti di Brescia raccontano che il pullman a bordo del quale si trovano è stato bloccato a Roma Nord per essere perquisito. Ascolta o scarica

    15.35 La prima corrispondenza con Siham della redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica

    15.30 Gli interventi di un rappresentante della comunità palestinese di Roma e di Khaled Al Qaisi dell’Unione democratica arabo palestinese Ascolta o scarica

    ORE 15.00 – La testa del corteo è gia’ al Circo Massimo. Il furgone con l’impianto di amplificazione è dovuto uscire dalla piazza dove continuano a confluire migliaia di persone.

    Le prime interviste raccolte da Siham della Redazione intervisteAscolta o scarica 

    Le interviste di Stefano nostro collaboratore Ascolta o scarica

    ORE 14.00 – Sono già migliaia le persone al concentramento a Porta San Paolo. La manifestazione, diretta a piazza di Porta San Giovanni, camminerà lungo viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana. Già dalle 11:30 di questa mattina gli studenti e i collettivi universitari e liceali di Sapienza contro la guerra, dopo l’occupazione della facoltà di Giurisprudenza di ieri, si sono ritrovati a piazzale Aldo Moro. In arrivo anche altri manifestanti da San Lorenzo che raggiungeranno piazzale Ostiense con una carovana di motorini. Tante le persone che hanno raggiunto Porta San Paolo con la metro.

    Decine di autobus fermati e perquisiti dalle forze dell’ordine in tutti i caselli autostradali di Roma. Alcuni bus e autovetture vengono condotti, senza alcuna giustificazione, all’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, in via Patini.

    Bloccati i pullman all’uscita di roma nord.  Dai pullman delle Marche è partito un corteo all’interno dell’area di servizio che ha raggiunto il blocco della polizia per ottenere l’immediato rilascio dei mezzi e ripartire immediatamente verso Roma. Le numerose persone presenti nell’area di servizio si sono aggragate al corteo, la polizia si è subito posta in assetto antisommossa tirando fuori gli scudi. Il corteo è comunque andato avanti fino a che i dirigenti hanno accettato di far ripartire gli autobus ed ora siamo in viaggio verso il concentramento della manifestazione.

    Alcuni manifestanti partiti da Perugia sono stati fermati dalle forze dell’ordine al posto di blocco sulla E35, nei pressi del casello A1dir Roma Nord. Trasportavano materiale per il primo soccorso. Sono stati trasferiti in caserma a via Patini per accertamenti.

    Al casello di Roma Nord due pullman partiti da Massa, con circa 110 persone a bordo, sono stati fermati e perquisiti due volte dalle forze dell’ordine. Nonostante non sia stato trovato nulla, i mezzi non sono stati fatti ripartire e vengono ora scortati da due blindati della celere verso destinazione ignota.

    A Roma Sud, all’altezza dell’A1, i pullman provenienti da Caserta sono stati bloccati e perquisiti dalle forze dell’ordine, che hanno richiesto i documenti del referente e ispezionato ogni bagaglio.

    Le stazioni ferroviarie di Roma sono presidiate da un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, che stanno effettuando controlli e perquisizioni a tappeto sui viaggiatori in arrivo e partenza, in vista della mobilitazione nazionale contro il genocidio.

    Dall’autogrill di Piano Romano il racconto delle perquisizioni  Ascolta o scarica 

     

     

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  • MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA “STOP AL GENOCIDIO-FERMIAMO IL SIONISMO CON LA RESISTENZA”.

    Sabato 4 ottobre Radio Onda d’Urto è a Roma per seguire la manifestazione nazionale “Stop al Genocidio. Fermiamo il sionismo con la Resistenza” indetta da tutte le organizzazioni palestinesi d’Italia, a poche ore dal gigantesco #scioperogenerale di venerdì 3 ottobre.

    “Con la manifestazione del 4 ottobre vogliamo costruire un anno politico unitario sotto la bandiera palestinese, al fianco della resistenza del nostro popolo, per la fine del colonialismo sionista – pericolo non solo per la Palestina, ma per il mondo intero – per la liberazione e per il diritto al ritorno del nostro popolo”.

    La diretta del corteo è su questo articolo.

    Questa mattina intanto abbiamo raccolto le prime voci di valutazione sullo sciopero generale che venerdì 3 ottobre ha portato in piazza oltre due milioni di persone.

    “Non è un fatto occasionale. Due scioperi generali nel giro di undici giorni riusciti come non riuscivano da alcuni decenni, centinaia di piazze di enormi dimensioni, ripetute manifestazioni imponenti in tutte le principali città del Paese e una mobilitazione diffusa che coinvolge anche i centri minori, ci dicono che siamo in presenza di qualcosa di profondo e duraturo, di una scossa tellurica destinata a cambiare il corso delle cose” scrive USB in un comunicato.

    Abbiamo sentito Guido Lutrario esecutivo nazionale USB  Ascolta o scarica

    A Milano si sta scendendo in piazza senza soluzione di continuità da mercoledì sera dopo il blocco delle prime imbarcazioni della GSF. Le considerazioni di Luciano Muhlbauer nostro collaboratore Ascolta o scarica

    14 min
  • PALESTINA: HAMAS ACCETTA UNA PARTE DEL PIANO DI TRUMP PER LA FINE DELL’AGGRESSIONE GENOCIDA DI ISRAELE

    Hamas ha affermato di accettare il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani vivi o morti e la cessione dell’amministrazione della Striscia di Gaza a un organismo indipendente formato da tecnocrati palestinesi, due dei punti fondamentali del progetto del presidente statunitense Donald Trump. Nella versione made in Usa, il piano prevederebbe un controllo esterno (con anche l’ex premier britannico Tony Blair coinvolto), il disarmo di Hamas e la demilitarizzazione della Striscia.

    Oggi Hamas ha fatto sapere che sarà l’Egitto ad ospitare una conferenza per il futuro di Gaza ed in effetti l’inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff si recherà nelle prossime ore in Egitto. Il primo round di negoziati tra Israele e Hamas sui dettagli del piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, anche secondo i media israeliani, potrebbe essere già domani.

    Trump ha invitato l’esercito israeliano a smettere i bombardamenti, ma decine di attacchi aerei ci sono stati anche stanotte, anche se Israele li definisce operazioni non più di attacco ma di difesa.

    Il gruppo islamista ha però sottolineato di voler discutere sugli altri punti del piano presentato dagli Stati Uniti, in particolare passaggi delicati come il proprio disarmo e la demilitarizzazione della Striscia. Il premier israeliano Netanyahu non si è mostrato d’accordo con l’entusiasmo di Trump per l’accettazione del piano da parte di Hamas.

    Per capire a che punto siamo in questi negoziati ai microfoni di Radio Onda d’Urto c’è Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice del Manifesto.Ascolta o scarica

    12 min
  • MASAFER YATTA (CISGIORDANIA): PROSEGUONO LE DEMOLIZIONI. LA CORTE SUPREMA ISRAELIANA APPROVA QUELLA DELLA GUEST HOUSE

    A Masafer Yatta da quarant’anni gli abitanti di questa zona della Cisgiordania subiscono violenze di ogni tipo da parte di soldati e coloni israeliani. L’intera Masafer Yatta si trova nella cosiddetta Area C della Cisgiordania, in cui secondo gli accordi di Oslo del 1993 il controllo civile e militare spetta al governo israeliano. Nei primi anni Ottanta l’esercito israeliano decise che la zona di Masafer Yatta sarebbe dovuta diventare un poligono di tiro per l’esercito, e da allora ha cercato con ogni mezzo di sfrattare i suoi abitanti palestinesi. Nel 2022 la Corte Suprema israeliana ha deciso in via definitiva che Masafer Yatta dovrà diventare un poligono di tiro per l’esercito israeliano e ha intensificato le demolizioni tra cui quella della Guest House.

    Il 29 settembre 2025 la Corte Suprema israeliana ha ufficialmente approvato l’ordine di demolizione della Guest House, una struttura dedicata all’incontro tra la popolazione palestinese e la comunità internazionale. Progetto Palestina di Operazione Colomba sta cercando di portare la massima attenzione mediatica su questo episodio, non solo per fermare la demolizione, ma anche per richiamare l’attenzione sulle più ampie demolizioni e sugli sfollamenti, ancor più gravi, che continuano a colpire la zona di Masafer Yatta.

    Ne parliamo con Andrea di Operazione Colomba Ascolta o scarica

     

    COMUNICATO GUEST HOUSE

    Il 29/09/2025 la Corte Suprema Israeliana ha respinto il ricorso contro l’ordine di demolizione, emesso ai danni della Guest House di At- Tuwani, in Masafer Yatta. La Guest House nasce come punto di ritrovo nevralgico per la comunità palestinese della zona, nonché luogo che negli anni ha accolto numeros* attivist* , giornalist* e delegazioni istituzionali, da tutto il mondo solidali con la causa palestinese. Nel 2020 iniziano i lavori di costruzione dell’edificio, che si inseriscono all’interno del piano regolatore della regione, riconosciuto dalla stessa autorità amministrativa israeliana. Nel 2021, quando l’edificio è ormai completato, l’amministrazione civile israeliana emette la prima ingiunzione di sospensione dei lavori, motivata da un artificioso riconoscimento dell’area come sito archeologico, così negando una proprietà palestinese su di essa. Nello stesso anno, in opposizione a tale ingiunzione e al primo ordine di demolizione del 24/10/2021, parte un lungo processo legale, che negli anni vede il continuo rinvio della data di demolizione. Questo fino alla sentenza del 29/09/2025, che ne determina la demolizione entro 15 giorni. Per sostenere la Guest House contro l’ordine di emolizione, è stato creato un murales di 40 metri quadri lungo tutta la facciata principale dell’edificio, ad opera dell’italiano Collettivo FX. Lo scopo era rendere l’opera “proprietà collettiva” attraverso l’acquisto di ciascun metro quadro da parte di acquirenti internazionali. Ad oggi, si contano 75 proprietari in tutto il mondo. Questa sentenza si inserisce perfettamente all’interno del Piano di pulizia etnica , attuato dalle forze di occupazione, per gradi e strategie diverse. Il sistematico disconoscimento di ogni diritto, umano e civile, alla popolazione palestinese è qui attuato attraverso l’ennesima negazione del diritto di utilizzare e abitare la propria terra liberamente.  Non di meno, il sistematico tentativo di frammentare e isolare le comunità palestinesi è reso palese  dal fatto di voler colpire un luogo simbolo di unione e solidarietà. Proprio per questi motivi chiediamo a chiunque operi nel mondo dell’informazione, nelle file istituzionali o chi semplicemente si ritiene solidale al popolo palestinese, di non lasciare che questo attacco avvenga nel silenzio. La Guest House ha bisogno di tutta la solidarietà possibile

     

     

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  • BRESCIA: ALMENO 7MILA PERSONE IN PIAZZA PER LA PALESTINA E LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA. OCCUPATA LA STAZIONE. LA DIRETTA

    A pochi giorni dal secondo anniversario del 7 ottobre, Brescia torna in piazza in risposta all’assalto criminale israeliano contro la Global Sumud Flotilla di mercoledì 1 ottobre e al perdurare del genocidio e dell’occupazione per mano israeliana contro il popolo palestinese.

    Già mercoledì sera diverse centinaia di persone hanno risposto all’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia, ritrovandosi alle ore 21.30, in piazza Duomo, dove da giorni è allestito il gazebo dell’Usb e di Potere al Popolo dentro la mobilitazione nazionale “100 piazze per Gaza”. Da qui è stato annunciato il doppio appuntamento bresciano chiamato dal Coordinamento Palestina Brescia: questa sera, alle ore 18,00 e domani, venerdì 2 ottobre, alle 9,30, nel quadro dello sciopero generale lanciato dal sindacalismo di base e dalla Cgil.

    L’appuntamento di oggi, giovedì 2 ottobre, era un corteo con concentramento  alle ore 18 nella stessa piazza Duomo. Almeno 7mila i presenti, che in oltre tre ore di corteo hanno occupato la stazione ferroviaria e i viali del ring, la circonvallazione che circonda il centro di Brescia.

    Questa la diretta del corteo e le corrispondenze: 

    Ore 21.15: Gli interventi conclusivi dal corteo che rilancia l’appuntamento per domani, venerdì 3 ottobre, giornata di sciopero generale. Appuntamento ore 9.30 in piazza Loggia. Ascolta o scarica

    Ore 21: Il corteo sta arrivando in piazza Rovetta. Ancora Daniele della redazione Ascolta o scarica

    Ore 20.30: Il corteo prosegue lungo il ring, raggiunge Piazza Garibaldi e rientra in centro storico. La corrispondenza di Marco della redazione. Ascolta o scarica

    Ore 20.25: Le prime valutazioni sul corteo e il rilancio per la giornata di venerdì 3 novembre, quando lo sciopero generale attraverserà anche Brescia con un corteo promosso in Piazza Loggia con partenza alle 9.30, da Dario Filippini, dell’USB Brescia. Ascolta o scarica

    Ore 20.30: Il corteo dopo circa un’ora di blocco è ripartito dalla stazione. Migliaia di persone ancora in manifestazione per le vie della città. Ci racconta quanto accade Daniele della redazione. Ascolta o scarica

    Ore 20.15: Viene annunciato di voler ripartire in corteo per continuare a bloccare le vie del centro cittadino. Vi proponiamo l’intervento dal megafono che annuncia la ripartenza. Ascolta o scarica

    Ore 20.05: Sempre dalla stazione, dove da mezz’ora è bloccato il traffico ferroviario, sentiamo Marco della redazione. Ascolta o scarica

    Ore 19.50: L’occupazione dei binari prosegue. Da qui sentiamo Marco della redazione.Ascolta o scarica

    Ore 19.45: Buona parte dei manifestanti è entrata in stazione, bloccando i binari e quindi l’intera linea Milano – Venezia. Fuori un presidio sul piazzale prosegue con la protesta. Dal piazzale sentiamo Daniele della redazione. Ascolta o scarica

    Ore 19.35. Attraverso un ingresso laterale, forzando un cancello chiuso con una catena, il corteo è riuscito ad entrare in stazione ed occupare i binari. Ci racconta quanto accaduto Marco della redazione. Ascolta o scarica

    Ore 19.30: Il corteo imbocca via Foppa e si dirige verso la stazione dei treni di Brescia. La polizia è schierata di fronte all’ingresso per impedirne l’accesso. La testa del corteo giunge sul Piazzale della stazione. Ancora Daniele della redazione. Ascolta o scarica

    Ore 19.15:  Il corteo si ingrossa ancora e viene bloccato dalla polizia all’incrocio tra via Gramsci e il ring cittadino, per poi ripartire e proseguire lungo via Solferino in direzione di Piazza della Repubblica. La corrispondenza di Daniele della redazione. Ascolta o scarica

    Ore 18.45: Un corteo è partito da Piazza Duomo e sta attraversando Corso Zanardelli, nel centro cittadino, diretto verso Piazza Vittoria. La corrispondenza di Daniele della redazione. Migliaia le persone in corteo. Ascolta o scarica

    Ore 18.15:  Già una buona presenza di persone e partono i primi slogan “Blocchiamo tutto” e “corteo, corteo”, che riecheggiano in Piazza Duomo dalla quale sentiamo Marco della redazione. Ascolta o scarica

     

     

     

     

     

     

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  • “BLOCCHIAMO TUTTO”: CORTEI E BLOCCHI DOPO L’ASSALTO ISRAELIANO ALLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA. MOBILITAZIONE PERMANENTE IN TUTTA ITALIA

    Dopo l’assalto israeliano alla Global Sumud Flotilla, iniziato la sera di mercoledì 1 ottobre 2025 a meno di 70 miglia da Gaza, in acque internazionali, è scattata una mobilitazione permanente che coinvolge diverse città italiane. Non solo Italia. La sera di mercoledì 1 ottobre ci sono state grosse manifestazioni anche a Berlino, Atene, Bruxelles, Parigi, Barcellona e Istanbul.

    Sulla situazione in Turchia, il racconto e l’analisi di Murat Cinar, giornalista turco e nostro collaboratore Ascolta o scarica

    Da Berlino, la corrispondenza di Ivana di Young Struggle, organizzazione di Gioventù Socialista presente in diversi paesi europei Ascolta o scarica

    Nel nostro Paese fin dagli istanti successivi all’assalto israeliano sono state organizzate decine di iniziative in piazza. A Napoli, Pisa, Milano, Torino, e Taranto, sono state bloccate le stazioni; a Genova e Livorno bloccati porti e autostrade; a Roma oltre 20.000 persone hanno manifestato a pochi passi dai palazzi del potere.

    A Brescia diverse centinaia di persone si sono radunate in piazza Paolo VI rilanciando due appuntamenti di lotta: giovedì 2 ottobre alle 18 per un corteo organizzato dal Coordinamento Palestina con partenza sempre da piazza Paolo VI; venerdì alle 9.30 in Piazza della Loggia all’interno dello sciopero generale.

    Inoltre, le università sono in stato di agitazione: sono state occupate a Roma, Napoli, Padova, Bologna, Genova, e, da questa mattina, anche a Milano, con la Statale. A Pisa, Lettere è stata occupata, e le proteste proseguono anche in atenei come quelli di Firenze e Bari.

    Le scuole superiori non sono da meno: a Torino, Bari e ora anche Bologna, studenti del Sabin e del Minghetti hanno preso parte a cortei diretti verso il Rettorato, che è stato occupato. A Milano, le scuole Bottoni, Vittorio Veneto, Maxwell, Pizzigoni e Puecher sono in agitazione con cortei interni, presidi e assemblee straordinarie.

    Nella mattinata di giovedì 2 ottobre, dalle scuola occupate di Bologna è partito un corteo studentesco che si è posto l’obiettivo di occupare la stazione dei treni. La polizia in assetto antisommossa ha caricato più volte.

    Radio Onda d’Urto ha raccolto racconti e corrispondenze da diverse città:

    • Da Napoli Davide, compagno del Laboratorio Insurgencia. Ascolta o scarica.
    • Da Pisa Carla, di Student per la Palestina.Ascolta o scarica.
    • Da Milano Giorgia, di Cambiare Rotta. Ascolta o scarica.
    • Da Brescia Giorgio Cremaschi, di Potere al popolo e del Coordinamento Palestina. Ascolta o scarica.
    • Da Livorno Simone, del Gruppo Autonomo Portuali. Ascolta o scarica.
    • Da Bologna uno studente del Collettivo Autonomo Studentesco.Ascolta o scarica.
    • GLI AGGIORNAMENTI DEL POMERIGGIO E DELLA SERA:

      • Da Torino Meg di Torino per Gaza sull’occupazione delle piste dell’aeroporto di Caselle  Ascolta o scarica
      • Da Cosenza il nostro redattore Giacomo intervista Maria Pia, di UniCal per la Palestina, durante il presidio della sera in città. Ascolta o scarica
      • Da Milano il nostro collaboratore Luciano Muhlbauer ci aggiorna sul corteo serale in partenza da Piazza Loreto. Ascolta o scarica
      • Da Roma la corrispondenza di una compagna che si trova al concentramento del corteo serale, in partenza dal Colosseo. Ascolta o scarica
      • A Brescia in serata bloccata la stazione dei treni. Qui le corrispondenze. 
      • A Bergamo è bloccato l’ingresso dell’autostrada A4. Sentiamo Johnny, compagno bergamasco. Ascolta o scarica
      • A Milano il corteo serale prosegue per le vie del centro. L’aggiornamento di Luciano Muhlbauer. Ascolta o scarica
      • A Bologna il corteo serale si è diretto verso la stazione. Si cerca di entrare attraverso ingressi secondari. La corrispondenza di Federico della redazione di Radio Onda d’Urto Emilia Romagna. Ascolta o scarica
      • A Firenze bloccata la stazione dopo un fronteggiamento tra manifestanti e polizia. 
      • A Bologna cariche nel piazzale di fronte alla stazione, con laci di lacrimogeni. La coda del corteo ha cercato di raggiungere la stazione lungo corso Matteotti, ma anche in questo caso la polizia ha lanciato lacrimogeni. Ci racconta quanto accaduto Federico, della redazione di Radio Onda d’Urto Emilia Romagna. Ascolta o scarica
      • A Milano un nuovo aggiornamento della sera: il corteo si avvicina a Piazza San Babila e si dirige verso Piazza Duomo. Dal capoluogo lombardo il nostro collaboratore Elia Rosati. Ascolta o scarica
      • Anche a Trento i manifestanti sono riusciti a bloccare i binari della stazione dei treni. Ci sarebbe un fermato. Vi proponiamo la corrispondenza di un compagno. Ascolta o scarica
      • A Torino un gruppo di manifestanti è riuscito ad entrare alle OGR, dove domani è previsto un incontro con la presenza di Bezos, Elkann e Von der Leyen. La polizia  è intervenuta con cariche, il corteo poi è ripartito per le vie della città. 
      • A Bergamo e Prato bloccate le tangenziali attorno alla città. 
      • Ad Alessandria la polizia ha caricato quando il corteo ha tentato di entrare in stazione. Ci sono feriti tra i manifestanti. 
      • A Bologna, nonostante cariche e lacrimogeni, alla fine sono stati bloccati i binari della stazione. 
      • A Palermo il corteo ha bloccato il porto. 
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      • FRANCIA: BLOCCHI E CORTEI IN TUTTO IL PAESE CONTRO LA LEGGE DI BILANCIO

        Oggi in tutta la Francia si sono svolte centinaia di mobilitazioni nell’ambito dello sciopero intersindacale, con blocchi e cortei che hanno espresso solidarietà alla Palestina e alla Global Sumud Flotilla sequestrata dalle FOI. 250 cortei in tutto il paese, per fare pressione sul premier Lecornu, alle prese con il rebus della formazione di un governo e del varo di una manovra finanziaria per il 2026 che si annuncia di lacrime e sangue per le classi popolari.

        In mattinata si sono registrati blocchi nei licei di Bordeaux, alla raffineria di Longvic e allo stabilimento Thales di Gennevilliers; a Tolosa le FdO hanno impedito un blocco alla facoltà di Mirail. Nel pomeriggio grandi manifestazioni hanno attraversato Nantes, Montpellier, Marsiglia, Rennes e Tolosa, con migliaia di partecipanti.

        A Parigi il corteo è passato davanti a “La Rotonde” sotto sorveglianza delle FdO. A Saint-Ouen i ferrovieri di Sud Rail hanno occupato una concessionaria Tesla per denunciare i profitti degli ultra-ricchi, collegando la lotta sindacale a più ampie rivendicazioni sociali.

        Da Parigi il nostro collaboratore Gianni Mainardi Ascolta o scarica

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      • DOMENICA 5 OTTOBRE 2025: AL CSA MAGAZZINO 47 IL PRANZO A SOSTEGNO DI “SIMONE PER EMERGENCY”

        Domenica 5 ottobre 2025, al CSA Magazzino 47 di Brescia, torna il pranzo a sostegno del progetto “Simone per Emergency”: per stare insieme, per ricordare Simone Palini, per sostenere Emergency.

        L’iniziativa, organizzata ogni anno, dal 2009, da Emergency, genitori, amiche e amici, compagne e compagni di Simone, Magazzino 47 e Radio Onda d’Urto, ricorda Simone Palini, studente del Liceo Calini di Brescia e compagno del Kollettivo Studenti in Lotta tragicamente scomparso in seguito a un incidente stradale nel luglio 2008, e contribuisce a sostenere le spese di un posto di primo soccorso di Emergency a Dara, in Afghanistan.

        Il menù prevede grigliata mista o un’alternativa vegan.

        Sottoscrizione a sostegno di Simone per Emergency: 15 euro, 10 euro per chi non ha reddito.
        Alle 12.45… Tutte e tutti a tavola!

        Per prenotare (specificando se grigliata mista o alternativa vegan, in presenza o da asporto) chiamare Radio Onda d’Urto allo 03045670 o Mirne al 335 585 6959.

        Lo spot di Radio Onda d’Urto per questa iniziativa. Ascolta o scarica.

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      • JEAN LUC STOTE: ANCORA DEDICHE E RICORDI DA CHI HA INCROCIATO LA SUA STRADA

        Continuano ad arrivare dediche e ricordi di Jean Luc Stote, il nostro Jean, che ci ha lasciato nella mattinata di martedì 30 settembre 2025 a causa di un malore.

        Jean Luc Stote è stato mille cose in una: voce della Radio durante la nostra Festa estiva, nello studio mobile dell’Acquario, ideatore della Festa della Musica di Brescia, antimilitarista (in Francia aveva passato 21 mesi in carcere da obiettore totale di coscienza), “appassionato feroce” e gioioso di musica, di vita, di progetti, di futuro e di passione.

        Jean Luc ha intrecciato la propria strada con quella della musica, ma anche con tantissime persone e realtà che, oggi, lo ricordano così:

        • Adriano Moratto – Movimento Nonviolento Ascolta o scarica
        • Pianeta Viola – Associazione Culturale Lesbica Ascolta o scarica
        • Laura Castelletti – Sindaca di Brescia Ascolta o scarica
        • Amica del Monamì di Brescia Ascolta o scarica
        • Angelo Ascolta o scarica
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          #JeanLucStote

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        • MAROCCO: “MENO STADI, PIÙ OSPEDALI” LA GEN Z SCENDE IN PIAZZA, CENTINAIA DI ARRESTI

          4 giorni di proteste guidate dalla Generazione Z hanno attraversato più di dieci città marocchine. In piazza, i manifestanti hanno denunciato la corruzione del governo e accusato le istituzioni di avere priorità sbagliate; infatti mentre lo Stato destina ingenti risorse ai preparativi per la Coppa del Mondo FIFA 2030, il sistema sanitario ed educativo del Paese sono al collasso.

          La scintilla che ha acceso le proteste è stata la morte, nel giro di una settimana, di diverse donne sottoposte a parto cesareo all’ospedale pubblico Hassan II di Agadir. Questi casi hanno portato a proteste locali già il 10 e 15 settembre davanti all’ospedale, dove si è denunciato una grave carenza di personale, sovraffollamento e apparecchiature mediche daneggiate.

          Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Marocco conta meno di otto medici ogni 10.000 persone, contro i 25 raccomandati. Uno slogan ricorrente che sintetizza la rabbia recita: “Gli stadi sono qui, ma dove sono gli ospedali?”.

          Accanto a questo, le richieste di libertà, dignità e giustizia sociale: il tasso di disoccupazione del 12,8%, che sale al 35,8% tra i giovani e al 19% tra i laureati. Le università pubbliche sono a corto di fondi, le infrastrutture crollano e i quartieri popolari vengono abbandonati.

          A mobilitare le piazze è soprattutto la Generazione Z marocchina, la fascia più numerosa della popolazione. Attraverso i social, in particolare su Tik Tok e Discord, gli organizzatori hanno coordinato le azioni, chiamando a raccolta giovani, insegnanti e operatori sanitari. Le proteste sono state promosse da due collettivi online, GenZ212 (con riferimento al prefisso telefonico internazionale del Marocco +212) e Morocco Youth Voices.

          La risposta delle autorità è stata la repressione: in diverse città la polizia ha cercato di disperdere i cortei con la forza e arrestato decine di persone; a Oujda un furgone della polizia ha investito un manifestante senza fermarsi, passandogli sopra.

          Il punto della situazione con Siham della redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.

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