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Le navi militari israeliane stanno intimidendo, dalle prime ore di mercoledì 1 ottobre, le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso le acque palestinesi di Gaza, sabotando le comunicazioni e avvicinandosi pericolosamente alle prime due barche che si trovano a meno di 130 miglia nautiche da Gaza (meno di 240 km), in acque internazionali, a nord delle coste dell’Egitto. Le attiviste e gli attivisti denunciano le minacce ripetute di Tel Aviv, che si prepara a un assalto e al blocco totale della navigazione.
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L’aggiornamento dalla Global Sumud Flotilla del primo pomeriggio con Josè Nivoi, Calp e Usb Genova Ascolta o scarica
Dal mare alla terra; in Italia i Si Cobas hanno già lanciato, da settimane, uno sciopero generale per venerdì 3 ottobre, collegato alla manifestazione nazionale per la Palestina di sabato 4 ottobre a Roma, indetta da tutte le organizzazioni della Comunità Palestinese in Italia. Usb, Cub e Cobas, oltre alle Cgil, confermano anch’esse la volontà di arrivare allo sciopero generale in caso di blocco e assalto delle navi della Global Sumud Flotilla. Nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 1 ottobre, conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Presenti, tra gli altri Maurizio Landini (Cgil), Guido Lutrario (Usb), Antonio Amoroso (Cub) e Vincenzo Milucci (Cobas). Nell’audio su Radio Onda d’Urto i loro interventi integrali. Ascolta o scarica
La Global Sumud Flotilla, nonostante la guerra psicologica portata avanti da Israele nel corso di tutta la tratta, proseguono con determinazione verso Gaza. “Di fronte alla minaccia sempre più reale – spiegano dal Global Movement To Gaza Italia – di un attacco da parte di Israele verso le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, vogliamo ribadire che la nostra missione opera nella piena legalità, in quanto riconosciuta come missione umanitaria che opera in acque internazionali (non israeliane). In quanto tale, le nostre imbarcazioni hanno diritto al passaggio inoffensivo verso Gaza” scrivono in un comunicato.
“Ribadiamo ancora una volta che il blocco navale imposto da Israele è illegittimo, che Israele è una potenza occupante che ha l’obbligo di garantire cibo e medicinali alla popolazione: quello che invece sta facendo è affamarla, ucciderla, ferirla e distruggere ogni possibilità di cura. Di fronte alla piena legittimità della missione, il governo italiano e molti paesi occidentali hanno cercato di delegittimare l’iniziativa popolare della Flotilla, esortandoli a fermarsi. Invece di esortare a fermarsi chi, come la Flotilla, cerca di fare concretamente qualcosa, i governi dovrebbero richiamare Israele alle sue responsabilità e condannarlo in quanto continua a infrangere ogni legge e ogni etica. Qualsiasi attacco alla Global Sumud Flotilla va contro ogni diritto. Chiediamo quindi una diplomazia immediata che protegga le persone a bordo ed esorti Israele a farci raggiungere Gaza. Con la Palestina nel cuore, siamo a fianco di chi resiste e sta in mare. Facciamo attenzione. E se toccano la Flotilla, siamo pronti a bloccare tutto”.
In mare anche le imbarcazioni di Freedom Flotilla Italia e 1000 Madleens to Gaza, partite da Catania e Otranto. L’aggiornamento da una di queste imbarcazioni con Meri Calvelli: clicca qui.
Dal mare alla terra; in Italia sindacati di base e Cgil confermano lo sciopero generale in caso di blocco e assalto delle navi. Nel primo pomeriggio conferenza stampa alla Camera. Presenti, gli altri interventi, i vertici di Cgil, Usb, Cub e Cobas. Dalla conferenza stampa gli interventi di Maurizio Landini (Cgil), Guido Lutrario (Usb), Antonio Amoroso (Cub) e Vincenzo Milucci (Cobas). Ascolta o scarica
Così anche a Napoli: studenti e studentesse, insieme al Collettivo Autorganizzato Universitario ed Ecologia Politica, hanno occupato sia L’Orientale e che Porta di Massa (Federico II). Marta Di Giacomo del collettivo ARGO dall’occupazione di Porta di Massa a Napoli.Ascolta o scarica
In aggiornamento su Radio Onda d’Urto:
Il professor Piergiovanni Alleva, giurista, ci spiega la legislazione in merito al diritto di sciopero Ascolta o scarica
Come si stanno organizzando le organizzazioni sindacali? Francesca Re David ,segretaria confederale della CgilAscolta o scarica
Il punto su questo anche con Lorenzo Giustolisi, esecutivo nazionale USB Ascolta o scarica
Anche a Brescia sarà sciopero. Sentiamo Maurizio Muro Murari, compagno dei Cobas Trasporti Ascolta o scarica
Sempre a Brescia, nel frattempo, prosegue in piazza Duomo il presidio di una delle “100 Piazze per Gaza” lanciate da Usb a livello nazionale. Nella prima giornata di ieri, martedì 30 settembre, la Polizia locale ha minacciato di multare il presidio per non aver richiesto le autorizzazioni all’occupazione di suolo pubblico. Il presidio, però, prosegue ugualmente fino a venerdì, poi il trasferimento a Roma per unirsi al corteo nazionale di sabato 4 ottobre, lanciato dalle varie organizzazioni della Comunità palestinese in Italia.
Sul presidio in piazza Duomo l’aggiornamento Dario Filippini, USB Brescia Ascolta o scarica
Annunciato dai sindacati di Euskadi (Paesi Baschi) l’indizione per mercoledì 15 ottobre di uno sciopero generale di solidarietà con il popolo palestinese nelle tre province della Comunità Autonoma Basca – Araba, Gipuzkoa e Bizkaia – e nella Navarra.
I promotori dell’iniziativa sono la sezione basca delle Comisiones Obreras, il sindacato della sinistra indipendentista LAB, l’Unione dei lavoratori dell’istruzione dei Paesi Baschi STEE-EILAS, il sindacato degli agricoltori Etxalde, il sindacato dei trasportatori HIRU e Solidari.
Sospensione delle relazioni commerciali con lo Stato di Israele e l’interruzione dell’accordo di associazione tra l’Unione Europea e Israele le principali richieste dello sciopero. Già nei prossimi giorni alcune organizzazioni di lavoratori daranno vita a degli scioperi e a delle manifestazioni. In Catalogna, la CGT (sindacato di tendenza libertaria) ha convocato uno sciopero in tutti i settori dell’istruzione , dalle scuole elementari alle università, il giorno dopo un possibile attacco alla Global Sumud Flotilla. Nella Comunità di Madrid, tutti i sindacati dell’istruzione convocano scioperi di tre ore il prossimo giovedì 3 ottobre mentre in Aragona la CGT convoca uno sciopero di due ore. Negli stessi giorni scenderanno in piazza anche le organizzazioni studentesche.
Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Marco Santopadre, giornalista di Pagine Esteri Ascolta o scarica
Tutti i prigionieri israeliani liberi in 72 ore insieme a 250 prigionieri (su oltre 10mila accertati) palestinesi, governo provvisorio per Gaza diretto da Usa e dal criminale di guerra, ex premier laburista inglese Blair, le cui bugie contribuirono in maniera decisiva alla guerra in Iraq. E ancora; dopo, quando non si sa, le condizioni per uno Stato, con che confini e quali autorità non lo conosce nessuno. Nel frattempo, 60 giorni subito di stop alle armi. Netanyahu alla Casa Bianca dice sì ai 20 punti del piano Trump. “Ma se Hamas rifiuta finirò il lavoro”, cioè il genocidio, avverte il premier, aggiungendo che in ogni caso Tel Aviv “manterrà la responsabilità della sicurezza dopo la guerra”.
Hamas non replica subito, si prende qualche giorno per decidere su un piano che non ha previsto, in nessuna forma, di prendere in considerazione cosa vogliono le forze palestinesi. Stasera primo incontro tra esponenti del movimento islamico palestinese, Qatar e Turchia. Il tutto mentre a Gaza le bombe sono continue: almeno 17 i morti accertati dall’alba, mentre in due anni sono oltre 66mila morti accertati, con 170mila feriti, per il genocidio compiuto dallo Stato israeliano.
Un commento del giornalista italopalestinese Samir al Qaryouti sul piano proposto da Trump per quanto riguarda il futuro di Gaza. Ascolta o scarica
L’analisi del giornalista Marco Magnano esperto di Medioriente Ascolta o scarica
Contro il genocidio la Flotilla resta in mare, a 230 miglia da Gaza, al largo di Alessandria d’Egitto. La carovana di 44 imbarcazioni, con 530 persone da oltre una quarantina di nazionalità a bordo, è in acque internazionali, all’altezza di Alessandria d’Egitto. Per stasera è previsto l’ingresso nelle acque internazionali ma occupate in maniera illegale dalla marina di Tel Aviv.
Nel tardo pomeriggio la fregata Alpino della Marina militare italiana ha inviato un avviso via VHF (radio) a tutte le imbarcazioni in cui si dice che intorno alle 02:00 la GSF sarà a 120 miglia da Gaza. La Alpino non proseguirà. Chi vorrà tornare indietro potrà salire a bordo indipendentemente dalla nazionalità.
Qui il messaggio inviato dalla Alpino Ascolta o scarica
Alle 18.30 abbiamo sentito da una delle barche della GSF Simone Zambrin Ascolta o scarica
Via terra intanto proseguono le iniziative solidali con la Flotilla e per l’autodeterminazione del popolo palestinese, verso la manifestazione nazionale di sabato 4 ottobre, a Roma. Oggi a Brescia, ore 15.30, in piazza Duomo arriva intanto il gazebo di Usb e Pap, dentro la mobilitazione nazionale “100 piazze per Gaza”, che sta già toccando altre città d’Italia.
Dario Filippini USB Brescia Ascolta o scarica
Oggi intanto ancora manifestazioni. A Roma il corteo composto da migliaia di studenti e studentesse ha attraversato l’Università La Sapienza, interrompendo le lezioni di Lettere, Matematica e Fisisca, contro la complicità italiana nel genocidio a Gaza. Al termine del corteo è stata occupata la facolta’ di Scienze Politiche. Azioni di blocco dei porti si sono verificati oggi a Venezia e Livorno, dove i lavoratori portuali e solidali hanno impedito alle navi cargo di caricare armamenti dirette in Israele.
Da Roma il collegamento con Federico di Sapienza contro la guerra Ascolta o scarica
Ancora Brescia. Collettivo Onda Studentesca, Magazzino 47 e Associazione Diritti per Tutti hanno tenuto ieri un’affollata conferenza stampa ieri al centro sociale per denunciare le perquisizioni ai danni di giovani e giovanissimi che hanno partecipato allo sciopero generale del 22 settembre, tra avvisi orali, fogli di via e “Daspo fuori contesto”, quelli che vietano di partecipare…alle manifestazioni sportive. Veline di Questura parlano oggi di una ventina di persone indagate.
Si è svolto questa mattina presso il Tribunale di Brescia il processo per direttissima al lavoratore arrestato durante il violento sgombero operato dalle forze dell’ordine ai danni del presidio operaio organizzato dai Si Cobas davanti alla Sicpa, azienda che offre servizi di magazzinaggio di prodotti surgelati sita a Verolanova, nella bassa bresciana.
Il violento intervento poliziesco risale alla giornata di ieri, lunedì 29 settembre, quando le forze dell’ordine sono intervenute per sgombrare il picchetto organizzato in concomitanza del 5° sciopero di operai e operaie Si Cobas in lotta contro i licenziamenti voluti dai padroni e per il riconoscimento di 2,5 euro all’ora di “indennità freddo”, come già goduto dai loro colleghi della logistica dei surgelati nel piacentino. Si tratta di colleghi e colleghe che hanno attivamente partecipato al picchetto sgomberato, insieme ad altri sodali, per sostenere lo sciopero e le sue istanze.
Il bilancio dell’intervento delle forze dell’ordine è stato di 4 lavoratori all’ospedale (di cui 3 donne e uno in stato di arresto) e altri 4 compagni ammanettati e fermati, di cui uno in stato di arresto per resistenza e aggressione a pubblico ufficiale di cui questa mattina si è svolto il processo a Brescia.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la ricostruzione della giornata di ieri, e della vertenza, di Abbas dei Si Cobas Brescia e di Mario dei Si Cobas Piacenza, entrambi presenti al presidio davanti al Tribunale. Ascolta o scarica
L’intervento al megafono di uno dei lavoratori presenti Ascolta o scarica
Altre voci dal presidio Ascolta o scarica
Si è svolta questa mattina, martedì 30 settembre, la nuova udienza del processo che vede imputato Antonio Sorroche Fernandez (Juan), il compagno anarchico accusato di terrorismo per l’attacco del 2015 alla Polgai di Brescia.
Un’udienza a cui Juan ha partecipato ancora una volta in videoconferenza dal carcere di Terni – dove è detenuto da anni in AS2 – e durante la quale avrebbe dovuto leggere una sua dichiarazione, cosa che però non è avvenuta.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, una compagna di Trento in collegamento dal presidio, con la quale abbiamo ricostruito il processo iniziato il 14 ottobre scorso, l’udienza di questa mattina e le motivazioni che hanno portato Juan a rinunciare alla dichiarazione. Ascolta o scarica
Diversi i compagni e le compagne presenti in Tribunale questa mattina per esprimere il proprio sostegno a Juan: una presenza solidale che si farà sentire anche oggi pomeriggio, tornando in presidio in piazza Rovetta a partire dalle ore 18,00, “Per Juan, per tutt* i compagn* perquisit* e indagat* di oggi e per ribadire Palestina libera” – sottolinea la compagna ai nostri microfoni.
Il manifesto scritto in vista dei presidi solidali di oggi
COMUNICATO GMTG ITALIA
La Global Sumud Flotilla prosegue nella sua navigazione verso Gaza e mancano circa 400 miglia all’ingresso nelle acque palestinesi. Lo scopo della missione è quello di rompere il blocco illegale di Israele, aprire un corridoio umanitario e favorire l’ingresso permanente di aiuti per la popolazione di Gaza.
Nel corso del viaggio la flottiglia ha già subito due attacchi da parte di droni che hanno causato danni ad alcune barche. Lo scopo intimidatorio di Israele non ha però avuto l’effetto sperato e il viaggio prosegue con ancora maggiore determinazione verso le acque palestinesi in direzione Gaza.
Ed è questa la grande forza della flottiglia: GMTG Italia è consapevole che la principale fonte di protezione delle barche sono le piazze, a fronte di un governo completamente assente nei suoi doveri istituzionali di tutela di cittadini che navigano pacificamente in acque internazionali. L’equipaggio di terra, fin dal giorno della partenza, ha lanciato un messaggio chiaro accogliendo l’appello dei portuali: “Se toccano la GSF blocchiamo tutto”. E il messaggio viene nuovamente ribadito oggi con le barche giunte a poche miglia dalla destinazione, dove è altissima la possibilità di subire ancora attacchi da parte di Israele.
L’incontro interlocutorio tenutosi nella giornata di domenica 28 settembre tra una delegazione di GMTG Italia e il ministro Crosetto non ha avuto altro risultato se non quello di rimarcare l’assenza di una precisa volontà del governo nel fare quanto in proprio potere per garantire sicurezza e protezione ad una flottiglia che naviga pacificamente. Ancora una volta il ministro ha mostrato il palese asservimento del governo ad Israele, uno stato che nelle sue azioni criminali si pone impunemente al di sopra delle leggi e del diritto internazionale. Di contro Crosetto ha rivolto alla GSF accuse di “irresponsabilità” nel navigare disarmata verso le acque palestinesi per portare aiuti umanitari a Gaza. Il governo italiano ha il dovere di rispettare e far rispettare ad Israele il diritto internazionale, compiendo azioni per interrompere il genocidio e non continuare ad alimentarlo, di proteggere gli equipaggi e consentire alla missione di proseguire, attuando piuttosto sanzioni, embargo militare e l’interruzione di ogni relazione diplomatica.
GMTG Italia rimane sulle proprie posizioni e ribadisce che gli incontri istituzionali si sono tenuti nell’interesse dell’intera flottiglia e non solo dei cittadini italiani. L’obiettivo della missione è sempre Gaza e ogni azione portata avanti, sia in mare che a terra, ha come fine ultimo la pressione sui governi per fermare Israele e porre fine al genocidio in corso. E se ci saranno ulteriori aggressioni alle barche, di qualsiasi entità, allora tutta la popolazione scenderà di nuovo in piazza con scioperi e mobilitazioni. Esprimiamo solidarietà e complicità con chi sta subendo la repressione dello Stato a seguito dello sciopero di lunedì 22. Non ci fermeranno. Non ci fermeremo. Palestina libera, tutti liberi e tutte libere.
Aggiornamento delle 13.00 di martedi 30 settembre
Contro il genocidio la Flotilla resta in mare, a 230 miglia da Gaza, al largo di Alessandria d’Egitto. La carovana di 44 imbarcazioni, con 530 persone da oltre una quarantina di nazionalità a bordo, è in acque internazionali, all’altezza di Alessandria d’Egitto. Per stasera è previsto l’ingresso nelle acque internazionali ma occupate in maniera illegale dalla marina di Tel Aviv, che oggi sostiene di avere trovato – nella Gaza devastata dai raid – documenti che “collegherebbero” economicamente la Flotilla…ad Hamas.
La corrispondenza da Creta con il comandante della Zefiro nostro collaboratore e conduttore della trasmissione “Scuola Resistente” Ascolta o scarica
Collettivo Onda Studentesca, Magazzino 47 e Associazione Diritti per Tutti hanno tenuto un’affollata conferenza stampa lunedì 29 settembre al centro sociale Magazzino 47 di Brescia per denunciare le perquisizioni ai danni di giovani e giovanissimi che avevano partecipato allo sciopero generale di lunedì 22 settembre, quando a Brescia circa 20mila persone hanno riempito le strade sia al mattino che alla sera per la Palestina libera, contro il genocidio e l’occupazione per mano israeliana, oltre che contro le complicità occidentali – e italiane in particolare – soprattutto sul fronte economico e bellico con Tel Aviv.
Durante il corteo serale c’erano state cariche e lacrimogeni di polizia contro il corteo, all’altezza di piazza Repubblica, per bloccare l’intenzione della manifestazione di andare verso la stazione ferroviaria. In quell’occasione numerose le persone rimaste ferite per le manganellate, a partire da giovanissime e giovanissimi, anche minorenni.
In risposta, sia all’alba di domenica 28 settembre che in quella di lunedì 29 settembre ci sono state numerose perquisizioni, oltre all’annuncio di vari provvedimenti amministrativi da parte della Questura, tra avvisi orali, fogli di via e “Daspo fuori contesto”, quelli che consentono di vietare la partecipare…alle manifestazioni sportive.
In conferenza stampa si è parlato di almeno 7 perquisizioni accertate tra compagne e compagni, con un particolare accanimento nei confronti di studentesse e studenti, appena maggiorenni, facenti parti del Collettivo Onda Studentesca.
Radio Onda d’Urto vi propone l’audio integrale della conferenza stampa. Ascolta o scarica.
Italia ed elezioni regionali. Alle urne nell’ultimo fine settimana di settembre sia le Marche che la Val D’Aosta, primi territori in un voto che, da qui a novembre, prevede le urne aperte in 7 Regioni in totale (Calabria, Campania, Puglia, Toscana e Veneto)
Nelle Marche l’esponente di Fdi, Acquaroli, fedelissimo della Meloni, si riconferma governatore. E’, a scrutinio ancora in corso, attorno al 52% contro il 46% di Ricci, esponente del Pd a capo di una coalizione larghissima, dai centristi a Rifondazione Comunista. Lidia Mangani, del Pci, è allo 0,8%. Il tutto di fronte a un vero e proprio crollo verticale dell’affluenza, passata dal 60% al 50%: 10 punti percentuali secchi in meno.
Si è votato anche in Val d’Aosta; qui affluenza più alta, al 63%. I risultati, definitivi, vedono una netta affermazione delle forze autonomiste, a partire dall’Union valdotaine (32%), per arrivare ai cosiddetti “Autonomisti di centro” (14%). Della maggioranza uscente, oltre a loro, faceva parte pure il Pd, all’8%. A destra male la Lega, dal 24% all’8,4%, cannibalizzata da Fdi (11%) e FI (10%).
A sinistra invece Avs-Rete civica è arrivata al 6,3 % e Vda aperta (PRC e M5S) al 5,6%.
L’intervista sul voto in Valle d’Aosta con Paolo Ferrero, compagno di Rifondazione Comunista che pochi giorni fa ha chiuso – con la pentastellata Chiara Appendino – la campagna elettorale per la lista “Valle d’Aosta Aperta”. Ascolta o scarica
“100 Piazze per Gaza” è la mobilitazione permanente verso la manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma lanciata da Usb insieme al Global Movement for Gaza, al Movimento studenti palestinesi in Italia, Udap, Giovani palestinesi in Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e Comunità palestinese in Italia.
Partita venerdì 26 settembre, l’iniziativa prevede l’allestimento di accampamenti permanenti (tende e gazebi) nelle grandi piazze di ogni città. L’obiettivo è “riversare in strada il sentimento di solidarietà dei lavoratori nei confronti del popolo palestinese e di forte biasimo contro il governo israeliano e contro i governi occidentali inerti contro il criminale genocidio che stiamo vedendo in tutte le sue più drammatiche immagini.”
Martedì 30 settembre l’iniziativa prenderà il via anche a Brescia. A partire dalle ore 15.30 verrà allestita una tenda in piazza Duomo che resterà a disposizione di ogni iniziativa per Gaza fino a venerdì 3 ottobre.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Dario Filippini portavoce dell’Usb Brescia Ascolta o scarica
Attivisti e attiviste milanesi, che in Piazza Duomo manifestano ogni sera ininterrottamente ormai da 106 giorni, hanno portato nella serata del 28 settembre 2025 la protesta contro il genocidio del popolo palestinese di fronte alla pinacoteca di Brera dove era in corso la sfilata della maison Armani a conclusione della “Milano Fashion Week”.
Alcune decine di loro , con cartelli e una vela con la scritta Global Sumud Flotilla (come si vede nella fotgrafia scattata da Paolo Calderini), hanno protstestano a pochi metri dall’ingresso delle auto blu. Ci racconta quanto accaduto Andrea De Lotto, uno degli attivisti del presidio e collaboratore di Radio Onda d’Urto da Milano. Ascolta o scarica
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