News – Radio Onda d`Urto

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  • ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI DI VENERDI 26 SETTEMBRE 2025

    Consueto appuntamento del venerdì con il nostro collaboratore Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economi della settimana.

    Nelle corso della trasmissione abbiamo analizzato la decisione di 9 banche europee di lanciare una criptovaluta, il Pil statunitense  in crescita e infine la possibilità di una diminizione dell’aliquota Irpef dell 35% al 33%

    Nonostante i mercati finanziari stiano attraversando una fase piuttosto complessa (in particolare a causa della problematica dei dazi USA e delle varie tensioni geopolitiche), l’interesse in Europa verso le criptovalute non mostra segni di cedimento. I cripto-asset, un tempo percepiti quasi esclusivamente come strumento speculativo, stanno conquistando terreno anche come opzione di investimento strategico, sia tra i piccoli risparmiatori sia tra gli investitori. Intanto nove grandi banche europee, fra cui compaiono Danske Bank, e le italiane UniCredit, Banca Sella, si sono unite per lanciare una stablecoin denominata in euro e conforme alla normativa che disciplina il settore degli asset digitali. Questo strumento di pagamento digitale, che sfrutta la tecnologia blockchain, mira a diventare uno standard europeo di pagamento affidabile nell’ecosistema digitale?

    Stupisce il Pil Usa nel secondo trimestre, cresciuto più delle attese.  Il pil del secondo trimestre è cresciuto del 3,8%, oltre il 3,3% inizialmente previsto. L’economia americana corre più delle attese?

    Con la prossima legge di Bilancio la maggioranza punta ad abbassare l’aliquota dal 35% al 33% per il ceto medio (redditi fino a 50-60mila euro). Quali potrebbero essere gli effetti di questa operazione e quali i vantaggi.

    Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica

    25 min
  • PALESTINA: INTERVISTA ALLA POETA E ATTIVISTA IRLANDESE SARAH CLANCY SULL’ATTACCO DI DRONI ALLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

    Nelle prime ore di mercoledì 24 settembre 2025 la Global Sumud Flotilla è stata fatta oggetto di un nuovo attacco con droni mentre le imbarcazioni erano all’ancora per la notte in acque internazionali al largo di Creta.

    Si è trattato dell’attacco più violento dall’inizio della missione, dopo quello avvenuto il 9 e 10 settembre nelle acque tunisine, e ha interessato circa una dozzina di imbarcazioni.

    Ne abbiamo parlato con Sarah Clancy, poeta e attivista irlandese imbarcata sulla Spectre. A questo link trovate le informazioni sulle 5 poesie di Sarah Clancy tradotte in italiano e pubblicate sulla rivista Studi irlandesi della Firenze University Press.

    L’intervista è stata realizzata da Carlo Gianuzzi, nostro collaboratore sulle questioni irlandesi nonché autore e conduttore, insieme a Sara Agostinelli della rubrica “Diario d’Irlanda”, che va in onda all’interno del programma “La polvere della Battaglia” ogni ultimo sabato del mese. Per aggiornamenti sull’attualità irlandese, Nord e Sud, potete seguire anche il podcast “Diario d’Irlanda – An Irish Journal”, che trovate a questo link. Ascolta o scarica

    8 min
  • GLOBAL SUMUD FLOTILLA: PROSEGUE LA MISSIONE VERSO GAZA. IN PARTENZA DA SALENTO E SICILIA ANCHE LA FREEDOM FLOTILLA COALITION

    Il portavoce dell’esercito occupante israeliano, Effie Defrin, torna a minacciare la Global Sumud Flotilla, dichiarando che “la marina israeliana è pronta a intercettare” le decine di navi  dirette verso Gaza per rompere il blocco criminale israeliano imposto alla Striscia di Gaza e a oltre due milioni di palestinesi

    Da parte sua la Farnesina ha sconsigliato ai cittadini italiani a bordo della Global Sumud Flotilla di proseguire verso Gaza, dichiarando che chi deciderà di farlo lo farà «sotto propria responsabilità». Il ministro Crosetto ha precisato poi che le navi italiane non scorteranno la GSF oltre le acque internazionali. Il Governo aveva proposto di trasferire gli aiuti via Cipro, ma la Flotilla ha respinto la proposta, “ribadendo di non poter cedere alla richiesta di trattare con Israele, responsabile del genocidio e della carestia in corso nella Striscia”, e confermando la volontà di rompere direttamente l’assedio navale.

    Il viaggio, quindi, prosegue, ma non per la Zefiro, gravemente danneggiata dall’attacco israeliano avvenuto tra la notte di martedi e mercoledi.  Su Radio Onda d’Urto un resoconto dettagliato dell’attacco e dell’attracco della Zefiro al porto di Iera Petra (Creta) da Stefano Bertoldi, attivista della Zefiro nostro collaboratore. Ascolta o scarica

    Sempre dalla Global Sumud Flotilla, Luca Poggi, il responsabile logistica della Flotilla. Ascolta o scarica.

    Intanto 10 imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition italiana sono in partenza dai porti di Otranto e Catania per rompere anch’esse l’assedio navale a Gaza, trasportando aiuti umanitari e solidarietà internazionale. La nuova missione, annunciata giovedì 25 settembre, coinvolge attivisti provenienti da diversi paesi e si affianca alla Global Sumud Flotilla già in navigazione nel Mediterraneo.

    “La Freedom Flotilla Coalition e Thousand Madleens to Gaza uniscono le forze in un’unica flottiglia per sfidare l’assedio illegale e mortale di Gaza da parte di Israele. Questa alleanza unisce due iniziative globali guidate dalle persone in un impegno condiviso per la giustizia e la solidarietà con il popolo palestinese. Questo impegno prosegue un’eredità di resistenza iniziata con il Free Gaza Movement nel 2008 e le missioni della FFC dal 2010. Salpiamo perché le potenze mondiali consentono l’assedio illegale di Israele. Navighiamo per infrangerlo, per sfidare la complicità e per affermare i diritti dei palestinesi a Gaza”.

    Su Radio Onda d’Urto Michele Borgia, ufficio stampa Freedom Flotilla Coalition Ascolta o scarica

    L’aggiornamento del pomeriggio sempre con Michele Borgia. Ascolta o scarica.

    0 min
  • TRIESTE: CONTRO LA LOGISTICA DI GUERRA SCIOPERO E PRESIDIO AL PORTO

    E’ iniziato alle 6 di questa mattina il presidio al porto di Trieste dove ha attraccato la nave MSC Melani III. La nave MSC Melani III, partita da Ashdod, e diretta a Haifa passando per Ravenna e Venezia va cacciata”. Cosi’ in un comunicato USB Porti che ha proclamato lo sciopero generale del porto di Trieste a partire da dal primo turno entrante.

    Sasha Colautti, USB Trieste,ha spiegato che “La Melanie III una settimana fa era stata bloccata a Ravenna perché trasportava armi. Oggi noi non sappiamo quale sia il carico di questa nave, ma è chiaro che è una nave legata direttamente al traffico e commercio di armi e non solo da e per Israele”. Non è ancora chiaro come evolverà la protesta questa mattina. Lunedi scorso nell’ambito dello sciopero generale “blocchiamo tutto” era partita la mobilitazione che poi si è estesa al centro città con un corteo. L’iniziativa di oggi rientra nelle 100 piazze per Gaza promosse da USB verso il corteo nazionale del 4 ottobre a Roma.

    Al presidio abbiamo raggiunto Sasha Colautti, USB Trieste  Ascolta o scarica

    4 min
  • LOGISTICA DI GUERRA: DA MILANO MALPENSA CARICHI DI ARMI DIRETTI A ISRAELE. VENERDI 26 ORE 10 PRESIDIO AL TERMINAL 1

    Il 28 settembre alle 01:40 è prevista la partenza da Milano Malpensa del volo cargo X6610 della Challenge Air Cargo Ltd diretto a Tel Aviv. Segnalazioni indicano che nelle ultime settimane questo collegamento avrebbe trasportato materiali militari, inclusi carichi Leonardo SpA destinati a Elbit Systems. I GPI hanno lanciato una mobilitazione per venerdi 26 settembre alle 10:00 al Terminal 1 di Malpensa in concomitanza allo sciopero dei lavoratori aeroportuali, denunciando il ruolo degli aeroporti italiani nella logistica bellica e promuovendo lo sciopero nazionale del 3 ottobre e la manifestazione del 4 ottobre a Roma per chiedere un embargo militare contro Israele.

    La presentazione dell’iniziativa con Sagia dei Giovani Palestinesi d’Italia Ascolta o scarica

    4 min
  • MILANO: CONVALIDA DEGLI ARRESTI AI DOMICILIARI E DIVIETO DI ANDARE A SCUOLA PER I DUE MINORI FERMATI IL 22 SETTEMBRE

    La giudice del Tribunale per i minorenni di Milano Antonella De Simone ha convalidato gli arresti e disposto come misura cautelare i domiciliari per due studenti di un liceo milanese, un ragazzo e una ragazza di 17 anni, accusati di resistenza aggravata e danneggiamenti dopo il corteo di lunedì a Milano. A loro verrà negato anche di frequentare le lezioni e su questo i loro legali ricordano come con questa decisione si blocca “il percorso educativo, di crescita, didattico di due giovani studenti delle scuole superiori” ed aggiungono: “Parliamo tanto di scuola come baluardo verso il disagio giovanile, come strumento per dare valori e obiettivi ai nostri giovani, poi non gli diamo il permesso di andare a scuola quando vengono messi ai domiciliari”. I due giovani dopo l’udienza di oggi e tre giorni passati al Beccaria sono usciti e trasferiti ai domiciliari.

    Il commento dell’Avv. Guido Guella difensore dei due minori Ascolta o scarica

    Domani, venerdi 26 settembre alle 11.30 il CSA Lambretta ha convocato una conferenza stampa in via Rizzoli 13 a Milano. “Sarà un momento collettivo e pubblico per raccontare la nostra versione dei fatti e dare voce al punto di vista delle numerose associazioni, collettivi e organizzazioni che ci supportano. Alla conferenza interverranno anche Global Sumud Flotilla, Ilaria Cucchi e Zerocalcare, che porteranno la loro testimonianza e il loro sostegno.La decisione della detenzione domiciliare senza poter frequentare la scuola per i due ragazzi minorenni arrestati il 22. Una decisione grave, specie per due giovani incensurati sotto i 18 anni, che riteniamo inaccettabile debbano subire conseguenze tanto pesanti per il loro impegno e la loro partecipazione. Per questo riteniamo fondamentale prendere parola e aprire uno spazio pubblico di confronto e verità”.

    2 min
  • MESSINA: PERQUISIZIONI, SEQUESTRI E TRE ARRESTI PER IL CARNEVALE NO PONTE. “UN CHIARO TENTATIVO DI INTIMIDIRCI”

    Nella notte tra il 9 e il 10 settembre, tre compagnx parte del movimento No Ponte sono stati arrestati tra Calabria, Sicilia e Lombardia per una serie di eventi legati al corteo chiamato a Messina, il Primo marzo 2025, in occasione del Carnevale No Ponte, durante il quale si erano verificate cariche da parte della polizia. Si tratta di arresti che hanno colpito tre compagnx poco più che ventenni e che sono stati accompagnati da perquisizioni e sequestri di materiale cartaceo e informatico che hanno coinvolto compagne e compagni su tutto il territorio nazionale.

    Due dei tre compagnx arrestati, Bak e Guido, sono oggi detenuti rispettivamente nelle carceri di Poggioreale (Napoli) e di Varese, mente Andre, in principio detenuto a Bari è stato successivamente trasferito a Potenza. Per loro, tra le accuse, lesioni gravissime, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

    Per compagni e compagne, la lettura è però chiara: si tratta di palese “tentativo di sedare e intimorire qualsiasi forma di opposizione”. Un tentavo a cui occorre dare un “forte risposta solidale” e, in questo senso, è già stato lanciato un presidio  “contro il ponte e contro la repressione” il 28 settembre, alle 16,30, in piazza Umberto a Bari.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’aggiornamento su quanto accaduto e sugli sviluppi della vicenda di due compagnx dalla Puglia, in collegamento con noi mentre era in corso a Messina l’udienza per il riesame Ascolta o scarica

     

    12 min
  • GLOBAL SUMUD FLOTILLA: NOTTE TRANQUILLA NELLE ACQUE GRECHE. NELLE PROSSIME 48 ORE “POSSIBILE ESCALATION DI ATTACCHI ISRAELIANI”

    Dopo l’attacco israeliano con droni, bombe sonore e spray urticanti in acque internazionali nella notte tra martedì 23 e mercoledì 24 settembre 2025 (colpite 11 imbarcazioni, 4 danneggiate in modo significativo), le navi della Global Sumud Flotilla, in viaggio verso Gaza per rompere l’assedio israeliano sulla Striscia, sono entrate nelle acque territoriali greche, a sud di Creta. Qui, hanno trascorso una notte relativamente tranquilla dopo il forte stress dovuto al violento attacco militare israeliano.

    “Ora l’attività di droni sopra di noi è moderata. Procediamo – dicono dalla flotta umanitaria – a bassa velocità in acque greche. Fonti governative UE segnalano infatti una nuova possibile escalation israeliana..ma noi andiamo avanti, verso Gaza, per una Palestina libera”.

    Nella tarda mattinata di giovedì 25 settembre 2025, infatti, attiviste e attivisti della Global Sumud Flotilla hanno annunciato una “conferenza stampa di emergenza” alle ore 15 per allertare la comunità internazionale in merito a “informazioni credibili di intelligence che indicano che è probabile che Israele intensifichi gli attacchi violenti contro la flottiglia entro le prossime 48 ore, utilizzando potenzialmente armi che potrebbero affondare, ferire e/o uccidere i partecipanti”.

    Dalla nave Family della Global Sumud Flotilla, la corrispondenza su Radio Onda d’Urto dell’attivista Tony La Piccirella. Ascolta o scarica.

    Dalla Luna Bark, un’altra barca della Flotilla, su Radio Onda d’Urto è intervenuto anche il giornalista e attivista Ivan Grozny Compasso. Ascolta o scarica.

    Nella giornata di mercoledì 24 settembre 2025, sulla spinta anche delle enormi mobilitazioni per la Palestina e per la Global Sumud Flotilla il ministro Crosetto ha annunciato l’invio di due navi della marina militare italiana per monitorare la situazione. “La fregata tricolore è una fregatura”, commenta il giornalista Alberto Negri su Il Manifesto di questa mattina. Su questo è intervenuto anche ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.

    7 min
  • “STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE” IN ITALIA DOPO L’ATTACCO ALLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA E PER LA PALESTINA: LA DIRETTA.

    L’attacco terroristico contro la Global Sumud Flotilla, compiuto da droni israeliani, ha provocato una prima importante reazione immediata, con presidi, manifestazioni, assemblee aperte e altre iniziative in tutta Italia, sulla scorta del risultato eccezionale dello sciopero generale del sindacalismo di base di lunedì 22 settembre.

    Di seguito tutti gli aggiornamenti e le corrispondenze:

    Ore 21.00 – A Brescia 5mila in corteo a Brescia per la Palestina. Csa Magazzino47, Diritti per Tutti, Collettivo Onda Studentesca e Giovani Palestinesi scrivono in una nota: “A meno di 48 ore dalle migliaia e migliaia di persone mobilitate per lo sciopero generale del 22 settembre – e nonostante le manganellate e i lacrimogeni di lunedì sera – Brescia ha dimostrato ancora una volta che sa bene da che parte stare. Un presidio – convocato in poche ore dopo l’attacco israeliano alle imbarcazioni dirette con aiuti umanitari a rompere il blocco criminale di Israele contro la Striscia – è diventato ben presto un corteo spontaneo.

    Da piazza Rovetta ci siamo mossi verso piazza Duomo, dove era in corso il presidio della Cgil.Un fiume di persone è straripato nuovamente per tutto il centro storico, tornando alla fine in piazza Rovetta.

    Da qui sabato, alle ore 15, ripartiremo assieme per un’altra grande manifestazione di massa al fianco della Palestina e della Global Sumud Flotilla, contro il genocidio e l’occupazione coloniale israeliana e contro ogni complicità internazionale, a partire da Ue e Governo italiano!”

    Ore 19.40 Il corteo sta per tornare in piazza Rovetta, gonfiato nei numeri: circa 5mila persone nuovamente mobilitate. Siham della redazione Ascolta o scarica

    Ore 19.25: Il servizio di Siham della redazione in diretta nel giornale radio Ascolta o scarica

    Ore 19.15: A Brescia il corteo prosegue in tutto il centro storico Ascolta o scarica

    Ore 19.05: Brescia, piazza Duomo, il collegamento con Siham della nostra redazione, quando il presidio è partito in corteo per le vie del centro cittadino. Ascolta o scarica

    Ore 19: Napoli, da largo Berlinguer ci siamo collegati con Marta del laboratorio Insurgenzia. Ascolta o scarica

    Ore 18.55: A Brescia gli interventi da piazza Rovetta e la decisione di partire in corteo Ascolta o scarica

    Ore 18.50: Milano, piazza della Scala, il collegamento con il nostro collaboratore Luciano Muhlbauer. Ascolta o scarica

    Ore 18.10: Pisa, la corrispondenza di Alessandra di Student* per Palestina. Ascolta o scarica

    Ore 18.05: Palermo, il collegamento dal presidio con Luigi del Prete dell’Unione Sindacale di Base. Ascolta o scarica

    Ore 18.00: Brescia, piazza Rovetta, le interviste registrate da Siham della nostra redazione all’inizio della manifestazione. Ascolta o scarica

    Ore 17.55: Brescia, piazza Rovetta, il primo collegamento con Siham, inviata della nostra redazione mentre sta per iniziare il presidio. Ascolta o scarica

    Il via alla nuova giornata di lotta per la Palestina e con la Global Sumud Flotilla, già nel primo pomeriggio, dagli studenti; a Genova occupato il Rettorato, a Roma il liceo Rossellini, mentre a Firenze oltre un centinaio di studenti, dal liceo classico Machiavelli-Capponi insieme a quelli dell’artistico di Porta Romana, hanno scioperato arrivando a pochi passi dal Consolato Usa. Davanti la Celere, che durante il fronteggiamento ha fermato uno studente, rilasciato dopo mezz’ora per la pressione della piazza.

    Alle ore 14, a Monte Citorio, c’è stata la conferenza stampa – presidio di denuncia dell’attacco contro la GSF, ma è tutto il Paese a essere mobilitato, da Aosta a Palermo, dalle metropoli come Roma, Milano, Torino, Bologna a centri più periferici, come – stando ai territori da cui trasmettiano – a Darfo Boario Terme, in Valle Camonica. Restando nel Bresciano, appuntamento con il Coordinamento Palestina alle ore 18 in piazza Rovetta, Brescia. Ancora a Brescia la Cgil ha indetto un proprio presidio in piazza Duomo. Sempre la Cgil, ma a livello nazionale, invita “le nostre e le lavoratrici e i lavoratori a partecipare attivamente alle iniziative di solidarietà in programma nel Paese”. In caso di ulteriori attacchi, blocchi o sequestri, materiali, la Cgil si dice inoltre pronta “a proclamare con la necessaria tempestività lo sciopero generale”.

    Dalla Cgil all’Usb, Unione Sindacale di Base, che uno sciopero generale lo ha già fatto, quello con un milione e più di persone per le strade, lunedì 22 settembre. “Proclameremo un nuovo sciopero generale e questa volta lo faremo senza preavviso. La parola d’ordine ‘blocchiamo tutto’ tornerà in tutto il Paese”. Così l’Usb, che da venerdì chiama “100 piazze” in forma permanente, a partire da quella di Roma, in Piazza dei Cinquecento.

    Infine, la politica di palazzo: le opposizioni di centrosinistra hanno occupato l’emiciclo e i banchi del governo chiedendo al Governo di riferire subito. Domattina il ministro Crosetto andrà in Parlamento; nel frattempo annuncia l’invio di una nave militare nei pressi della Flotilla, la fregata multiruolo Fasan della Marina militare, che era in navigazione a nord di Creta nell’ambito dell’operazione antimigranti, la Mare Sicuro. Abbastanza ambigua, al momento, la missione, definita da Crosetto “per eventuali attività di soccorso di cittadini italiani’. Addirittura Tajani dice qualcosa, facendo sapere di avere aperto una “mediazione con Tel Aviv” per fare arrivare – come non si sa – “gli aiuti a bordo della Flotilla”

    L’attacco israeliano contro le navi intenzionate a portare aiuti alla popolazione palestinese, rompendo l’assedio criminale di Tel Aviv, fa compiere un sussulto persino all’addormentata Ue: “La libertà di navigazione deve essere rispettata, non è accettabile un attacco contro la Flotilla o altro uso della forza”, ha detto una portavoce della Commissione Europea, precisando di aver “preso nota” della decisione dell’Italia d’inviare una nave della marina militare, mentre i Verdi chiedono un dibatitto in plenaria sull’accaduto.

    Infine l’Onu, che chiede un’indagine sugli ‘attacchi’ alla Flotilla di aiuti per Gaza”.

    0 min
  • ULTRAS E REPRESSIONE: VENTI ANNI FA A VERONA IL PESTAGGIO POLIZIESCO DI PAOLO SCARONI

    Vent’anni fa il feroce pestaggio di polizia nei confronti di Paolo Scaroni, ex-allevatore di tori di Castenedolo, ultras del gruppo Brescia 1911 e frequentatore della Festa di Radio Onda d’Urto che il 24 settembre 2005, insieme ad un altro migliaio di ultras e tifosi bresciani, si trovava alla stazione FS di Verona Porta Nuova e dopo la partita di calcio Hellas Verona – Brescia rimane vittima delle ripetute violenze in divisa nei confronti dei tifosi bresciani.

    Un pomeriggio caratterizzato da pestaggi e vere e proprie cacce all’uomo da parte dei poliziotti che provocarono 32 feriti tra i quali Paolo, ripetutamente colpito, una volta a terra, dai manganelli impugnati al contrario, per fare più male.

    Nessuna condanna, nemmeno formale, è stata comminata a nessuno dei poliziotti che lo hanno massacrato di botte e spedito in coma per due mesi, oltre ad otto passati successivamente di ospedale. I segni  di quel pestaggio ancora oggi sono ben presenti sul suo corpo, nel linguaggio e nel semplice camminare. “Bloccano il binario, non fanno partire il treno” è il motivo con il quale la Questura di Verona tenta inizialmente di giustificare  la carica contro gli ultras e i tifosi bresciani, tra cui Paolo, bloccati in stazione di Verona. Sempre la Questura parlerà successivamente di “scontri con gli ultras veronesi”, in realtà nemmeno presenti in stazione, come loro stessi comunicheranno pubblicamente. Poi, addirittura, la storia strampalta del sasso scagliato dagli amici di Paolo, fatto trapelare ai media mainstream per giustificare quella mattanza.

    Dopo i diversi tentativi di depistaggio e insabbiamento,  8 celerini del VII Reparto Mobile di Bologna – Luca Iodice, Antonio Tota, Massimo Coppola, Michele Granieri, Bartolomeo Nemolato, Ivano Pangione, Giuseppe Valente e Leonardo Barbierato – verranno imputati per lesioni gravissime, ma assolti dal tribunale di Verona per insufficienza di prove: senza numeri identificativi e con il volto coperto, impossibile identificare nel dettaglio i poliziotti presenti.

    Impossibile identificarli anche perchè i filmati che hanno ripreso il pestaggio sono scomparsi: dalle riprese mancano infatti proprio i dieci minuti del massacro. Una storia d’impunità già scritta e sentenziata dalle aule di tribunale. Unico riconoscimento la responsabilità generica della polizia italiana, costretta a risarcire Paolo per quanto accaduto con 1,4 milioni di euro.

    Da quel giorno iniziò  una battaglia per chiedere verità e giustizia per Paolo Scaroni, lanciata dal gruppo ultras “Brescia 1911” del quale faceva parte, mentre nel corso degli anni Paolo è stato testimone della campagna di Amnesty International “Codici identificativi subito”, realizzando un video su quanto gli era accaduto (clicca qui) e partecipando nel 2022 alla consegna di 150mila firme al riguardo, avvenuta nelle mani dell’allora numero uno della Polizia, il prefetto Lamberto Giannini.

    Abbiamo ricordato con Paolo quanto accaduto quel giorno e presentato anche le nuove iniziative nelle quali è impegnato in occasione di questo anniversario   in una intervista all’interno della trasmissione Onda Ultras, in onda ogni giovedì alle 14.30 sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica

    Poche ore dopo il pestaggio di Paolo avvenne un altro importante caso di violenza poliziesca:  l’omicidio di Federico “Aldro” Aldrovandi.

    Due storie, quelle avvenute tra Verona e Ferrara, legate non solo dalle violenze poliziesche, ma anche da una lunga serie di omissioni e depistaggi, messi in campo fin da subito da forze dell’ordine e istituzioni.  Poche ore dopo, a Ferrara, i poliziotti della Questura estense racconteranno invece di essere stati aggrediti “a colpi di karate da un giovane invasato”. Quel giovane è Federico Aldrovandi, di 18 anni, poi morto “per un malore”, diranno nelle ore successive alcuni esponenti di polizia e istituzioni.

     

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