News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • SAMI ABU OMAR, DALLA STRISCIA DI GAZA: “BOMBARDAMENTI E BULLDOZER, ISRAELE STA APPIATTENDO GAZA CITY PER IMPEDIRE OGNI RITORNO”

    “I bulldozer spianano, i droni bombardano. Di Gaza City non resterà più nulla“. Questa la drammatica testimonianza a Radio Onda d’Urto di Sami Abu Omar, cooperante per diversi progetti solidali italiani con la Palestina e nostro collaboratore ormai da un ventennio.

    Data la difficoltà di collegarsi con Gaza, anche oggi – mercoledì 24 settembre – sottoposta a un mare di bombe genocidiarie con 84 vittime accertate, Sami ci ha mandato un audio per descrivere la situazione, che è “situazione è terrificante. Stanno facendo piazza pulita e i palestinesi sono in una sorta di campo di concentramento dove non si può uscire. Resta agibile solo il 15% del territorio, il resto è occupato da Israele”.

    Sami ci ha raccontato anche dei bombardamenti vicino al Nasser Hospital, dove si trovava lui.

    Ascolta la testimonianza di Sami Abu Omar, cooperante per diversi progetti nella Striscia di Gaza e nostro storico collaboratore.  Ascolta o scarica

    5 min
  • BRESCIA: LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA E’ STATA ATTACCATA. PRESIDIO ORE 18 IN PIAZZA ROVETTA

    A Brescia il Coordinamento Palestina ha lanciato l’appuntamento per stasera, mercoledì 24 settembre alle 18 in Piazza Rovetta/Largo Formentone per la Palestina, contro il genocidio e per la Global Sumud Flotilla, attaccata nella notte in mezzo al Mediterraneo.

    Mentre continuano – scrive il Coordinamento Palestina di Brescia – i bombardamenti a Gaza City, questa notte diverse barche della Global Sumud Flotilla sono state colpite, subendo danni anche importanti.  MOBILITIAMOCI PER LA PALESTINA LIBERA, PER IL DIRITTO AL RITORNO, PER LA ROTTURA DI OGNI ACCORDO CON ISR, PER SUPPORTARE LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA! ORE 18.00 BLOCCHIAMO TUTTO!”

    Su Radio Onda d’Urto l’intervento di Umberto Gobbi, dell’Associazione Diritti per tutti e del Coordinamento Palestina. Ascolta o scarica 

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  • ATTACCATA LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA: OCCUPAZIONI, PRESIDI, MOBILITAZIONI. 50 PRESIDI IN TUTTA ITALIA . IN AGGIORNAMENTO

    Dopo l’attacco di questa notte da numerose città e realtà sociali è stata chiamata la mobilitazione in supporto alla GSF.

    “Basta maledetti, basta, basta, basta. Non abbiamo nemmeno il tempo di elencare le notizie che arrivano e che continueranno ad arrivare. 15 barche coinvolte. Un albero maestro danneggiato. Gas urticanti. Un bombardamento mafioso durato ore. Acque internazionali. La delegazione italiana, pare, tra quelle più presa di mira (rappresaglia per essere stato un paese in sciopero generale?). Comunicazioni radio offuscate. Il tutto mentre ieri 5 arresti confermati per Milano. Mentre Gaza brucia, un enorme campo di sterminio. Ci parlate di diritto perchè l’unica cosa che state sdoganando è il diritto al genocidio contro ogni altro diritto umano. Non troviamo altra cosa da fare che ritrovarci”. Cosi’  il Collettivo di Fabbrica Lavoratori GKN di Firenze che ha lanciato un presidio per questa sera, mercoledi 24 settembre, ore 20.30 in Piazza Dalmazia.

    Dario Salvetti del Collettivo di Fabbrica GKN di Firenze Ascolta o scarica

    A Firenze è in corso una mobilitazione sotto il consolato statunitense contro gli attacchi alla Global Sumud Flotilla, in solidarietà con l’equipaggio colpito e contro il genocidio palestinese promosso da alcune scuole superiori.

    A Roma gli studenti del Liceo Roberto Rossellini hanno occupato la sede succursale dell’istituto contro il bombardamento alla flotilla di questa notte. Gli studenti chiedono che le scuole si esprimano contro il governo italiano, accusato di complicità nei finanziamenti e negli accordi con Israele, e sostengono la missione umanitaria della Flotilla. Calato dall’alto lo striscione “Dalle piazze alle scuole, blocchiamo tutto'” E’ lo striscione calato dall’alto con accanto il disegno della bandiera palestinese.

    Dal liceo Rosellini di Roma il collegamento con uno studente Ascolta o scarica 

    Il Centro Sociale Rivolta di Marghera ha organizzato il presidio ” La Global Sumud Flotilla non si tocca , tutti al Municipio di Mestre. Blocchiamo tutto”. Presidio alle 18 in via Palazzo 1.

    Appello alla mobilitazione anche da Livorno. Alle 13.00 è stata organizzata un’assemblea cittadina al Varco Valessini per organizzarsi e proseguire il presidio al Molo Italia.

    A Modena presidio-corteo con appuntamento alle 18.30 in Piazza Matteotti.

    A Terni presidio alle 18.00 in Piazza della Repubblica.

    A Bologna questa mattina alle 10.00 presidio con gli arrestati del 22 settembre al Carcere D’Amato (Dozza) di via del Gomito 2. Circa 150 persone presenti.  Il servizio con Hussein dei GPI di Bologna Ascolta o scarica

    Sempre a Bologna presidio alle 19.30 in Piazza Nettuno.

    A Bari presidio alle 18.30 in Piazza Prefettura.

    A Brescia presidio alle 18.00 in Piazza Rovetta. La presentazione con Umberto del Coordinamento Palestina  Ascolta o scarica

    A Milano ore 18.00 in Piazza della Scala.

    A Pisa ore 17.30 Piazza XX Settembre.

    A Bergamo ore 19.00 in Largo Porta Nuova.

    A Lugano ore 18.00 Piazza Riforma.

    A Torino ore 18.00 Piazza Castello.

    A Trieste ore 18.00 sotto la Prefettura.

    A Parma ore 18.30 Piazza Garibaldi.

    A Roma presidio-conferenza stampa in Piazza Montecitorio.

    A Darfo Boario Terme in Valcamonica ore 18.00 piazzale autostazione.

    A Bagheria ore 19.00 Oiazza Garibaldi.

    A Trento ore 18.00 al Commissariato del Governo

    A Reggio Emilia ore 18.30 Piazza Prampolini

    A Chieti ore 18.00 Universita’ Gabriele D’Annunzio

    A Ferrara ore 21.00 Piazza Cattedrale

    A Grosseto ore 18.00 presso libreria-bar QB

    a Udine ore 18.00 Piazza Matteotti

    A Palermo ore 18.00 via Cavour

    A Napoli ore 18.30 Largo Berlinguer

    A Venezia ore 18.30 sotto il Comune a Ca’Farsetti

    A Verona ore 19.00 Piazza dei Signori

    A Fermo ore 15.00 Corso Cavour

    A Macerata ore 15.00 Piazza Libertà

    A Genova ore 18.00 Largo Lanfranco

    A Salerno ore 18.00 Piazza Amendola

    A Benevento ore 20.00 Piazza San Modesto

    A Caltanissetta ore 18.00 Prefettura

    A Catania ore 18.00 via Etna

    A Catanzaro ore 18.30 Monumento ai Caduti del Mare

    A Cosenza ore 19.00 Piazza Kennedy

    A Gorizia ore 18.00 Piazza Vittoria

    A Locri ore 18.00 Piazza Re Umberto

    A Pordenone ore 18.00 Piazza del Popolo

    A Lodi ore 18.30 Piazza della Vittoria

    A Piacenza ore 17.30 Piazza San Francesco

    A Lecce ore 18.30 Piazza Sant’ Oronzo

    A San Pietro in Casale ore 18.30 Rotonda delle Mondine

    A Empoli Piazza della Vittoria  dalle 21 alla Tenda della Pace.

     

     

     

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  • LIBANO: 43 ANNI FA IL MASSACRO DI SABRA E SHATILA. LE VALUTAZIONI DOPO LA MISSIONE A BEIRUT DELL’ASSOCIAZIONE “PER NON DIMENTICARE”

    43 anni fa, tra il 16 e il 18 settembre 1982, le milizie falangiste-nazionaliste libanesi (a maggioranza cristiana maronita) con la connivenza dell’esercito israeliano compivano un massacro nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, a Beirut, in Libano.

    Furono tre giorni di mattanza con almeno 3000 civili assassinati dalle milizie cristiano-falangiste libanesi coperte dall’esercito israeliano che aveva invaso il Libano tre mesi prima (da giugno 1982) e assediava la capitale sotto la direzione dell’allora ministro della difesa (e poi premier) Ariel Sharon.

    Dopo l’evacuazione da Beirut dei combattenti dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) agli ordini di Arafat – prevista dagli accordi di cessate il fuoco mediati dagli Usa dopo mesi di assedio e resistenza – i profughi palestinesi erano rimasti senza alcuna protezione.

    La scintilla per i massacri di Sabra e Shatila fu la morte – in un attentato – del neopresidente libanese, il leader falangista cristiano di estrema destra Bashir Gemayel, salito al potere con l’appoggio dell’occupazione israeliana.

    I miliziani di Gemayel compirono materialmente il massacro con l’appoggio e la copertura dell’esercito israeliano, che circondò i due campi in modo da lasciare indisturbati i falangisti. In molti furono uccisi con asce e pugnali, i corpi seviziati per tre giorni e due notti consecutive, con il mondo tenuto all’oscuro di tutto. “Ce lo dissero le mosche” è l’attacco del reportage del giornalista inglese Robert Fisk, tra i primi a entrare su Sabra e Shatila, riferendosi agli insetti che assediavano il campo profughi con i corpi delle vittime in putrefazione.

    Nel dicembre 1982, con la risoluzione 37, l’ONU definì Sabra e Shatila “un atto di genocidio”, a oggi però dimenticato.

    Su Radio Onda d’Urto, la corrispondenza da Beirut di Mirca Garuti, dell’Associazione “Per non dimenticare Sabra e Shatila” che, come ogni anno, si è recata nel settembre 2025 in Libano per partecipare alle commemorazioni del massacro. Ascolta o scarica.

    Il resoconto della missione in Libano, registrato mercoledì 24 settembre, con la voce di Mirca Garuti, dell’Associazione “Per non dimenticare Sabra e Shatila”, appena rientrata da Beirut. Ascolta o scarica

    Qui la trasmissione andata in onda, su Radio Onda d’Urto, giovedì 18 settembre 2025 alle ore 12, con la corrispondenza di Mirca Garuti, la puntata dedicata della nostra rubrica quotidiana Storia di classe e la lettura, curata dalla nostra redazione, di un passaggio del reportage del giornalista Robert Fisk del 1982. Ascolta o scarica.

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  • SOTTO ATTACCO LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA: DRONI E GRANATE ASSORDANTI CONTRO LE BARCHE A SUD DI CRETA

    In acque internazionali, a sud di Creta, la Global Sumud Flotilla è stata attaccata con droni, granate assordanti, spray urticanti e altro materiale non identificato. Secondo le prime testimonianze sarebbero una quindicina gli assalti subiti.

    Non si registrano feriti, ma i danni non sono trascurabili. La Zefiro, dove si trova Stefano Bertoldi nostro collaboratore, ha subito la rottura dello strallo di prua, elemento essenziale per la stabilità dell’albero maestro, mentre la Morgana, che imbarca alcuni cittadini italiani, non può più utilizzare la randa, la vela principale. Colpita anche la Taigete, che però sembra non aver riportato danni gravi. Incerto il numero delle imbarcazioni attaccate e danneggiate. Si sta ancora facendo una stima dei danni.

    Dalla Zefiro sentiamo la testimonianza di Stefano Bertoldi nostro collaboratore Ascolta o scarica

    Stefano Bertoldi lo abbiamo sentito in diretta attorno alle 11.30: ci informa del fatto che la Zefiro è costretta a interrompere la missione a causa degli ingenti danni subiti  Ascolta o scarica  

    A bordo della Morgana si trova Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia della Flotilla, che per tutta la notte ha raccontato su social media la successione degli attacchi. In un video, registrato dopo una delle incursioni, afferma: «Gli attacchi alle imbarcazioni della Flotilla mettono a rischio la vita di chi è a bordo. Quanto sta accadendo è di una gravità senza precedenti perché avviene in acque internazionali, nella più totale illegalità». Ascolta o scarica

    La testimonianza di Ivan Grozny Compasso, giornalista e attivista della Flotilla a bordo della Luna Bark. Ascolta o scarica

    La testimonianza di un attivista di Palestina Libera che si trova a bordo di una delle navi della GSF. Ascolta o scarica

    Il collegamento con l’eurodeputata dei Verdi Europei Benedetta Scuderi, che viaggia a bordo della nave Morgana. Ascolta o scarica

    Occupazione questa mattina dell’aula di Montecitorio per chiedere al Governo di proteggere gli attivisti sotto attacco. Il Ministro Crosetto ha annunciato che riferira’ in aula domani. Dalla Camera il servizio con Nicola Fratoianni, deputato Sinistra Italiana. Ascolta o scarica 

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  • USA: TRUMP ALL’ONU TAGLIA CORTO SULLA PALESTINA, “RICONOSCERLA È UNA RICOMPENSA PER I TERRORISTI”

    Discorso fiume del presidente USA Donald Trump all’80esima sessione dell’ONU a New York, che si è aperta oggi. Un’ora di discorso, quando il protocollo prevede interventi della durata di 15 minuti. Trump contro tutti, in primis contro le stesse Nazioni Unite e particolarmente concentrato sulle questioni di politica interna statunitense, glorificando il lavoro della sua amministrazione.

    Il Presidente ha dedicato poco tempo alle guerre in Ucraina e in Palestina. Nel primo caso ha ricordato che se fosse per lui la guerra non sarebbe mai iniziata. Nel secondo caso Trump ha ribadito nuovamente il pieno sostegno ad Israele sostenendo che “la creazione di uno Stato di Palestina sarebbe una ricompensa per i terroristi”, ricordando anche le sue richieste specifiche: “la liberazione di tutti gli ostaggi contemporaneamente”, cadaveri compresi, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa per fermare il genocidio.

    Il tutto mentre, sempre all’Onu, altri 11 Stati – con la Francia capofila – hanno riconosciuto, o si apprestano a farlo a breve, lo Stato di Palestina.

    Un uso strumentale dell’assemblea delle Nazioni Unite quello di Trump, che ha sparato a zero, tra l’altro, contro le energie rinnovabili, i migranti, Biden, i gruppi Antifa, la NATO. L’80esima sessione dell’assemblea delle Nazioni Unite verdrà alternarsi tutti i capi di stato e le varie delegazioni: domani sarà il turno di Meloni e Zelensky, venerdì quello di Netanyahu.

    Al termine del discorso di Trump, abbiamo contattato a New York la giornalista Marina Catucci che sta seguendo per conto di diverse testate la Settimana ad Alto Livello dell’80esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ascolta o scarica

    6 min
  • MILANO: SCARCERATE DUE RAGAZZE ARRESTATE NEL CORSO DEGLI SCONTRI DEL 22 SETTEMBRE. ALLE 18,30 PRESIDIO AL BECCARIA

    Cinque persone, di cui due minorenni (un ragazzo e una ragazza di 17 anni), sono state arrestate durante gli scontri di lunedì alla stazione Centrale di Milano, al termine del corteo per Gaza nel giorno dello sciopero generale. I provvedimenti sono stati adottati dalla Procura e dalla Procura minorile in seguito ai primi accertamenti della Digos, dopo che otto manifestanti erano stati accompagnati in Questura nel tardo pomeriggio. Le accuse sono di resistenza e lesioni, con l’aggravante introdotta dal decreto sicurezza per reati commessi contro le forze di polizia. Altre tre persone  sono state denunciate a piede libero. Altre tre identificate ma non denunciate.

    Per due degli arrestati maggiorenni, due ragazze, dopo la notte a San Vittore si è svolto il processo per direttissima questo pomeriggio. Sono state scarcerate con obbligo di firma , resta l’accusa per resistenza. Per il terzo, 37 anni, si attende la convalida del gip e l’eventuale applicazione di una misura cautelare. Aggiornamento con Raja del CS Lambretta Ascolta o scarica

    Le due persone minorenni hanno trascorso la notte in carcere all’istituto minorile Beccaria e saranno giudicati dal Tribunale apposito.  Alle 18.30 si terrà un presidio al carcere minorile Beccaria.

    In collegamento dal presidio, Demetrio Ascolta o scarica

    1 min
  • ILARIA SALIS: LA COMMISSIONE GIURIDICA DEL PARLAMENTO EUROPEO RESPINGE LA RICHIESTA UNGHERESE

    La Commissione giuridica del Parlamento europeo ha respinto la richiesta ungherese di revoca dell’immunità all’eurodeputata Ilaria Salis, di Avs con 13 no e 12 sì. La decisione finale sarà presa in plenaria probabilmente il 7 ottobre, indipendentemente dall’esito di oggi. La plenaria però tradizionalmente conferma il parere della commissione, ed è per questo che il voto rappresenta un momento positivo per evitare che la Salis torni nelle grinfie di Orban. Decisivi i voti di 2 esponenti dei Popolari, che disattenendo la linea del loro relatore, lo spagnolo Lazàra, hanno votato contro la revoca dell’immunità ai danni della Salis.

    Ai nostri microfoni l’eurodeputata di AVS Ilaria Salis Ascolta o scarica

    Intanto ieri, 22 settembre, si è tenuto l’ottavo giorno del processo per Maja a Budapest. All’esterno un gruppo di sostenitori arrivati da lontano è stato ripreso da alcuni neofascisti, come ormai accade spesso alle udienze. E’ stato ascoltato un testimone, che però non è in grado di riconoscere Maja, e anche le altre prove fornite risultano poco attendibili.Per Maja prosegue l’isolamento in carcere a Budapest.Prossimi appuntamenti processuali il 26 e 29 settembre e 2 e 8 ottobre.

    Il commento di Ilaria Salis Ascolta o scarica

     

     

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  • “BLOCCHIAMO TUTTO!”: IL GIORNO DOPO LE 80 PIAZZE D’ITALIA PER LA PALESTINA. AGGIORNAMENTI, CORRISPONDENZE E VALUTAZIONI.

    Centinaia e centinaia di migliaia di persone – “oltre un milione”, secondo le valutazioni di USB – per le strade di 80 città d’Italia ieri, lunedì 22 settembre, nell’ambito dello sciopero generale per la Palestina e in supporto alla Global Sumud Flotilla, contro il genocidio per mano israeliana e l’economia di guerra in tutta Italia. A lanciare l’astensione di tutte le categorie dal lavoro è stata l’Unione Sindacale di Base e l’adesione di Adl Cobas, Cobas, Cub e Sgb, dietro la parola d’ordine “Blocchiamo tutto!”.

    In tutta Italia – e per tutto il giorno – svariate centinaia di migliaia di persone si sono materializzate nelle piazze in un centinaio di città tra manifestazioni, cortei, piazze e blocchi, come raccontato per l’intera giornata del 22 settembre da Radio Onda d’Urto: CLICCA QUI.

    Quella del 22 settembre è stata una prova di forza imponente da parte di una composizione ampia, radicale, combattiva e trasversale. Qualche numero: almeno 100mila a Roma, 50mila a Milano e Bologna, poco meno a Napoli, Firenze, Palermo, Venezia, Genova, Torino, tra blocchi in porti, autostrade, tangenziali, superstrade, stazioni, metropolitane.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Guido Lutrario dell’esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale di Base (USB). Ascolta o scarica.

    A Milano 2 ore di corpo a corpo per entrare in Stazione Centrale, militarizzata, e scontri pure nella vicina via Vittor Pisani, dove fino a tarda sera è andato avanti un blocco – presidio. Qui convalidati 11 arresti. 2 minorenni trasferiti al carcere Beccaria, 9 maggiorenni al carcere San Vittore. Sempre a Milano ieri sera, alla fine della prima recita del Trittico di balletti a La Scala, l’étoile Roberto Bolle e tutti i danzatori del corpo di ballo si sono riuniti sul palco con in mano tre bandiere della Palestina. Sul fondale la scritta “Stop al genocidio”. Un gesto accolto da un lungo applauso di un teatro completamente sold out.

    Le valutazioni della giornata meneghina con Raja, compagna del Centro Sociale Lambretta. Ascolta o scarica.

    Ancora sciopero generale “Blocchiamo tutto”, ma a Venezia, con gli idranti usati a profusione contro migliaia di persone che per ore hanno bloccato il porto lagunare. A Bologna invece lungo blocco di autostrada e tangenziale, tra idranti, cariche e lacrimogeni. Qui 8 i fermi, di cui 4 tramutati in arresto. 7 persone portate in Questura infine a Bergamo, con l’accusa di aver cercato di bloccare alcuni treni. Le 7 persone sono state liberate a mezzanotte. Nel pomeriggio, fronteggiamenti anche a Catania, nella zona del porto, poi bloccato.

    Da Bologna sentiamo Federico della nostra redazione Emilia Romagna. Ascolta o scarica.

    BRESCIA – Oltre 25mila persone mobilitate in 2 cortei per la Palestina, a poche ore di distanza l’uno dall’altro. Al mattino in oltre 10mila hanno sfilato, partendo da piazza Loggia e bloccando la metropolitana. Ancor più corposo il corteo della sera, partito dalla Prefettura. In piazza Repubblica almeno due i fronteggiamenti con la polizia, schierata a difesa della stazione Fs. Cariche, manganellate, blindati fatti muovere pericolosamente tra la folla e un’ondata di lacrimogeni, caduti copiosi pure in via Gramsci. Numerosi i contusi, almeno 2 in ospedale per accertamenti – uno è minorenne – dovuti alle manganellate date, puntualmente, sulla testa delle persone. Il corteo bresciano è comunque tornato compatto in piazza Rovetta, da dove sabato partirà una nuova manifestazione per la Palestina: appuntamento dalle ore 15. Le valutazioni di Mariam Ghassan dei Giovani palestinesi e Coordinamento Palestina Brescia Ascolta o scarica

    Il commento a tre voci con Muhannad Abuhilal medico palestinese dell’Associazione di amicizia Italia-Palestina e Coordinamento Palestina, vicepresidente Palmed Italia; Giorgio Cremaschi di Potere al Popolo e Coord. Palestina e Umberto Gobbi, nostro redattore, dell’Associazione Diritti per tutti e Coordinamento Palestina Ascolta o scarica

    LIVORNO – mobilitazione tuttora in corso al porto di Livorno dove, dopo lo sciopero generale, il corteo e il blocco totale di tir e partenze verso Israele di ieri –  prosegue lo sciopero e il presidio permanente contro l’attracco della SLNC Seven, la nave statunitense usata per il trasporto di armi e di mezzi militari il cui arrivo nel porto toscano è previsto per stasera, martedì 23 settembre. Il racconto e l’analisi sulla mobilitazione di Simone dei Gap di Livorno Ascolto o scarica

    ONU – La Meloni, di fronte alle piazze, preferisce… andare al di là dell’Oceano Atlantico. La premier è atterrata nelle prime ore di martedì 23 settembre a New York per l’assemblea generale dell’Onu; il suo intervento è previsto mercoledì sera, ma già si sa che manterrà il Governo italiano tra i pochissimi ancora schierati – ventre a terra – a fianco del genocida Netanyahu e del suo sodale Usa, Trump. Il tutto mentre, sempre all’Onu, altri 11 Stati – con la Francia capofila – hanno annunciato formalmente il riconoscimento dello Stato di Palestina, come già fatto da più di tre quarti degli Stati del mondo.

    PALESTINA – Intanto almeno 37 persone sono rimaste uccise stanotte notte nella Striscia di Gaza dal genocidio imperterrito condotto da Tel Aviv, con la complicità della comunità internazionale, Italia in testa. L’artiglieria israeliana ha colpito i quartieri orientali e meridionali di Gaza City, provocando 30 vittime. Altri morti a nord e sud della Striscia. L’attacco si inserisce nell’ambito dell’offensiva di terra lanciata da Israele per prendere il pieno controllo della città, ridotta in macerie ma dove restano molte centinaia di migliaia di persone.

    GLOBAL SUMUD FLOTILLA – Proprio verso la Striscia di Gaza avanzano, nonostante il maltempo, le navi della Global Sumud Flotilla. Dalla Zefiro, una delle navi italiane dirette verso la Palestina, l’aggiornamento di martedì 23 settembre, all’alba, con il nostro collaboratore, Stefano Bertoldi. Ascolta o scarica

    Intercettazione, droni e strategie di difesa e sessioni di addestramento a bordo. Ancora Stefano Bertoldi Ascolta o scarica

    Sempre dalla Global Sumud Flotilla, le prime valutazioni di Josè Nivoi, lavoratore portuale di Genova, di Usb e del Calp, che nel fine settimana ospita nel capoluogo ligure un’assemblea internazionale di portuali solidali con la Palestina. Ascolta o scarica

    Iniziamo a raccogliere una serie di interviste con storie di vita delle persone a bordo di Zefiro dove si trova Stefano Bertoldi nostro collaboratore. Amel (nome di fantasia) co-rappresentante della delegazione algerina della Global March to Gaza e oggi del Global Movement to Gaza Ascolta o scarica

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  • GLOBAL SUMUD FLOTILLA: AVVISTATI DRONI SOPRA LE BARCHE. INTERROTTA PER ALCUNE ORE LA TRACCIABILITA’ DELLE IMBARCAZIONI

    Poco prima delle 20 italiane, dalla Familia Madeira hanno dato l’allarme via radio a tutte le barche: “Abbiamo visto diversi droni sopra di noi, raggruppiamo la Flotilla sul lato sinistro”, è l’indicazione giunta dalla piccola nave che guida la missione. È il primo vero allarme da quando la Global Sumud Flotilla è ripartita venerdì 19 da Portopalo di Capo Passero, estremità sudorientale della Sicilia. I droni avvistati sono tre.

    In tarda serata è poi stato diffuso dalla GSF il seguente comunicato: “Diversi droni, la cui origine non è ancora stata identificata, sono stati avvistati vicino alla flotta e al suo seguito. Questo improvviso aumento dell’attività aerea ha sollevato preoccupazioni. I nostri team stanno monitorando attentamente la situazione, dando priorità alla sicurezza di tutti a bordo e coordinandosi con i partner per documentare e valutare questi sviluppi.

    Stefano Bertoldi nostro collaboratore a bordo della Zefiro ci racconta di quanto accaduto e ci informa dell’interruzione della tracciabilita’ delle oltre 50 imbarcazioni dirette verso Gaza. ” Il sistema è fermo dall’una di questa notte”. Ascolta o scarica 

    Tony La Piccirella, portavoce del Global Team della Sumud Flotilla, in questo momento a bordo della Family, la nave che coordina la missione della Sumud Flotilla, ci aggiorna sulla missione, sui droni avvistati nella notte e commenta la giornata di sciopero generale di lunedì 22 settembre. Ascolta o scarica

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