
Sign up to save your podcasts
Or


Ancora perquisizioni questa mattina, lunedi 29 settembre, da parte di Digos della Questura di Brescia nei confronti di persone che avevano partecipato allo sciopero del 22 settembre. Nel mirino altre due persone uno dei quali frequentatore del Circolo Anarchico Bonometti di Brescia a cui è stata fatta una perquisizione approfondita e gli hanno tolto strumenti di comunicazione, uno volontario alla Festa della Radio, come tutti i perquisiti di ieri, ma anche conduttore sulle nostre frequenze di una trasmissione musicale.
Le perquisizioni di questa mattina seguono quelle effettuate all’alba di domenica 28 settembre gli agenti della Digos della Questura di Brescia che si erano presentati a casa di alcuni giovani studenti e studentesse, delle scuole superiori e universitari. Al termine dell’operazione repressiva ieri mattina erano stati sequestrati alcuni indumenti e notificati ad alcuni compagni e compagne “avvisi orali” del Questore Sartori e DASPO “fuori contesto”, cioè il divieto di partecipare a manifestazioni sportive.
Aggiornamento con Sergio Pezzucchi avvocato di movimento Ascolta o scarica
Il commento di Domenico del Circolo Anarchico Bonometti di Brescia Ascolta o scarica
“Governo e apparati dello Stato cercano di intimidire chi ha deciso di alzare la testa per cercare di indebolire la mobilitazione. Tentano di cambiare discorso, distogliere l’attenzione pubblica da quello che sta accadendo. Vogliono fermare e dividere un movimento che sta smascherando definitivamente la vergognosa complicità del governo Meloni con lo stato di occupazione israeliano e i suoi crimini contro l’umanità. Siamo determinate e determinati a continuare – insieme – fino a quando il genocidio non sarà fermato e finché il popolo palestinese non sarà libero dall’occupazione criminale israeliana”. Così, in un comunicato, Collettivo Onda Studentesca, centro sociale Magazzino 47 e Associazione Diritti per tutti che convocano una conferenza stampa per oggi, lunedì 29 settembre 2025, alle ore 15 proprio al centro sociale, che si trova in via Industriale a Brescia.
Umberto Gobbi della nostra Redazione e Diritti per Tutti Ascolta o scarica
Proseguono da ormai diversi giorni le proteste in Ecuador per le ultime misure neoliberiste del governo Noboa che con autoritarismo continua il suo programma politico sotto le direttive del Fondo Monetario Internazionale. Lo scorso luglio, il Direttivo Esecutivo del FMI aveva siglato un rinnovato accordo di 48 mesi con l’Ecuador con l’obiettivo di promuovere una serie di politiche economiche mirate alla sostenibilità finanziaria del paese. Tuttavia le politiche economiche messe in atto hanno aumentato disoccupazione e poverta’.
Nella giornata del 18 settembre, il Consiglio Politico della CONAIE, ha convocato uno sciopero generale immediato e permanente rivolto a tutta la sua base sociale. La risposta del governo non si è fatta attendere dichiarando che risponderà con il pugno duro contro coloro che vorranno mettere sotto sopra il paese con l’applicazione del coprifuoco dalle 22 alle 05 in tutto il paese. L’arresto sarà immediato e per la durata di 30 anni. Manifestazioni e scontri con la polizia si stanno svolgendo in tutto il paese e nelle ultime 24 ore ci sono state due vittime.
Da Quito Davide Matrone docente e ricercatore universitario Ascolta o scarica
All’alba di domenica 28 settembre 2025 agenti della Digos della Questura di Brescia si sono presentati a casa di alcuni giovani studenti e studentesse, delle scuole superiori e universitari, per effettuare perquisizioni. Al termine dell’operazione repressiva sono stati sequestrati alcuni indumenti e sono stati notificati ad alcuni compagni e compagne “avvisi orali” del Questore Sartori e DASPO “fuori contesto”, cioè il divieto di partecipare a manifestazioni sportive.
“Governo e apparati dello Stato cercano di intimidire chi ha deciso di alzare la testa per cercare di indebolire la mobilitazione. Tentano di cambiare discorso, distogliere l’attenzione pubblica da quello che sta accadendo. Vogliono fermare e dividere un movimento che sta smascherando definitivamente la vergognosa complicità del governo Meloni con lo stato di occupazione israeliano e i suoi crimini contro l’umanità. Siamo determinate e determinati a continuare – insieme – fino a quando il genocidio non sarà fermato e finché il popolo palestinese non sarà libero dall’occupazione criminale israeliana”. Così, in un comunicato, Collettivo Onda Studentesca, centro sociale Magazzino 47 e Associazione Diritti per tutti che convocano una conferenza stampa per domani, lunedì 29 settembre 2025, alle ore 15 proprio al centro sociale, che si trova in via Industriale a Brescia.
Il punto della situazione ai microfoni di Radio Onda d’Urto con l’avvocato Sergio Pezzucchi, legale di alcuni dei giovani studenti e studentesse perquisiti. Ascolta o scarica.
Di seguito il comunicato diffuso da Collettivo Onda Studentesca, CSA Magazzino 47 e Associazione Diritti per tutti che convocano una conferenza stampa per domani, lunedì 29 settembre 2025, alle ore 15 al CSA Magazzino 47 in via Industriale, 10, a Brescia:
BRESCIA: PERQUISIZIONI DI POLIZIA A STUDENTI E STUDENTESSE PER LO SCIOPERO GENERALE “BLOCCHIAMO TUTTO” DEL 22 SETTEMBRE
All’alba di domenica 28 settembre 2025 la Polizia – agenti della digos – si è presentata a casa di alcuni giovani studenti e studentesse (numeri in aggiornamento), delle scuole superiori e dell’università, per effettuare perquisizioni. Ovviamente, oltre ad alcuni vestiti, non hanno sequestrato nulla perché non c’era nulla da sequestrare. Ad ora, sono stati notificati avvisi orali del Questore Sartori e DASPO “fuori contesto” (sì, il divieto di partecipare a manifestazioni sportive).
Nel mirino della repressione c’è la grande giornata di mobilitazione e sciopero generale per la Palestina, contro il genocidio e l’occupazione per mano israeliana e a sostegno della Global Sumud Flotilla dello scorso 22 settembre 2025. A Brescia, come in tutta Italia, durante lo sciopero generale sono scese in strada molte migliaia di persone, e vi sono rimaste per tutto il giorno, con due cortei – uno la mattina, l’altro la sera – che hanno superato le diecimila presenze ognuno e hanno paralizzato il traffico cittadino. Seguendo la caratterizzazione della giornata di sciopero generale a livello nazionale, dietro lo slogan “Blocchiamo tutto” la testa del corteo serale aveva provato a raggiungere i binari della Stazione Fs deviando da Piazza Repubblica. Sulla sua strada, però, aveva trovato un imponente schieramento di polizia in assetto antisommossa.
Il risultato sono state diverse cariche molto violente, che hanno provocato circa una ventina di feriti e contusi, la maggior parte giovanissimi, alcuni dei quali hanno dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere.
I celerini hanno colpito, rigorosamente al volto e in testa, con particolare violenza, persone anche molto giovani. La polizia ha poi attaccato il corteo più volte con una quantità sproporzionata di gas lacrimogeni.
In questi giorni di mobilitazione permanente in tutta Italia, per la Palestina e contro il genocidio, la repressione sta cercando di colpire duro, in particolare la composizione giovanile di queste piazze partecipatissime e determinate.
È evidente che il governo e gli apparati dello Stato, non potendo ignorare il fatto che settori sempre più ampi e trasversali della società italiana stanno scendendo nelle strade per dire “basta” al genocidio e alla complicità italiana con l’occupazione israeliana, stiano cercando di intimidire chi ha deciso di alzare la testa per cercare di indebolire la mobilitazione.
Inoltre, tentano di cambiare discorso, distogliere l’attenzione pubblica da quello che sta accadendo, inquinarne la narrazione. Non vogliono soltanto fermare un movimento che sta smascherando definitivamente la vergognosa complicità del governo Meloni con lo stato di occupazione israeliano e i suoi crimini contro l’umanità, cercano di dividerlo con la retorica dei “violenti”, dei “manifestanti buoni” e di quelli “cattivi”.
Si tratta di un trucco vecchio e non ci caschiamo. Come abbiamo dichiarato sabato 27 settembre, al termine di un nuovo corteo per la Palestina di oltre diecimila persone, siamo determinate e determinati a continuare – insieme – fino a quando il genocidio non sarà fermato e finché il popolo palestinese non sarà libero dall’occupazione criminale israeliana.
Noi non ci facciamo distrarre: i nostri occhi rimangono su Gaza e sulla Global Sumud Flotilla. Quando bloccheranno la flotta, torneremo nelle strade per
Nel frattempo, convochiamo una conferenza stampa in merito alle perquisizioni di stamattina: si svolgerà lunedì 29 settembre 2025 alle ore 15.00 presso il C.S.A. Magazzino 47.
COLLETTIVO ONDA STUDENTESCA – CSA MAGAZZINO 47 – ASSOCIAZIONE DIRITTI PER TUTTI
Migliaia e migliaia di persone anche nelle strade di Torino. Un grande corteo è partito dal centro della città ma si è diretto immediatamente verso la strada che esce dal cuore del capoluogo piemontese e attraversa i centri abitati dell’hinterland in direzione dell’aeroporto di Caselle e dello stabilimento di Leonardo spa che si trova nelle vicinanze. Su questa strada il corteo ha però incontrato uno sbarramento di mezzi blindati e uomini in tenuta antisommossa della polizia. È partita una carica con l’utilizzo anche di idranti e lacrimogeni. Le migliaia di persone in corteo, però, sono rimaste compatte, hanno resistito e sono ripartite in corteo. Nel frattempo, altri manifestanti erano partiti sempre dal centro di Torino ma in bicicletta. Questo gruppo è riuscito a bloccare il traffico in diversi punti, compresa la tangenziale e l’autostrada A4, e ad aggirare il blocco di polizia in direzione aeroporto e Leonardo spa. Non solo, un altro gruppo di manifestanti si è radunato fuori dal centro città, più vicino alla zona dell’aeroporto, e punta anch’esso allo stesso obiettivo. Alla fine il corteo è riuscito ad aggirare i blocchi e a raggiungere l’area dell’aeroporto e della Leonardo.
Ha raccontato tutto sulle frequenze di Radio Onda d’Urto Martina, compagna del centro sociale Askatasuna di Torino. Ascolta o scarica.
Assumeranno una particolare connotazione e si concentreranno sulla denuncia dell’economia di guerra, che uccide i popoli e arricchisce i padroni, diverse delle manifestazioni programmate oggi, sabato 27 settembre in Italia.
A Brescia l’appuntamento è alle 15 in piazza Rovetta, per un corteo di massa verso via Lunga 2, sede bresciana dell’azienda armiera Leonardo, che nella città da cui trasmettiamo “disegna e sviluppa torrette navali di piccolo calibro e gli armamenti aeronautici”, venduti pure a Israele per annichilire Gaza.
A Grottaglie, in provincia di Taranto, questa mattina si è tenuto un corteo verso la Leonardo, che stava decidendo se spostarsi in seguito alla raffineria di Eni perché ieri al calare della sera Eni ha dato l’ok alla petroliera battente bandiera Usa SeaSalvia ad attraccare nel porto di Taranto per caricare greggio dell’azienda italiana, destinato all’esercito occupante israeliano. Nei giorni scorsi la mobilitazione popolare aveva impedito l’attracco, ma in tarda serata è arrivato il dietrofront di Eni, che sostiene come quel petrolio non andrà più in Israele, ma nel vicino – e complice…Egitto.
Sentiamo Francesco Marchese, di USB del porto di Taranto, in diretta ai microfoni di Radio Onda d’Urto questa mattina durante il corteo. Ascolta o scarica
Una valutazione sullo sciopero di ieri e le mobilitazioni nei porti con Sasha Colautti, di Unione sindacale di base da Trieste. Ascolta o scarica
Conferenza stampa venerdì mattina al CSA Lambretta, a Milano, dopo la repressione a seguito della manifestazione del 22 settembre in occasione dello sciopero generale “blocchiamo tutto” a sostegno della Palestina. Mina e Ettore sono due giovani minorenni a cui sono stati dati gli arresti domiciliari, senza la possibilità di andare a scuola. La conferenza stampa di questa mattina ha visto l’intervento di numerose realtà e singole persone.
A cominciare da Rajaa del collettivo Lambretta che ha ricordato che in queste ore “i tank israeliani stanno ultimando l’occupazione di Gaza City. Gli amici che abbiamo conosciuto in 10 anni di progetti culturali a Gaza stanno effettuando l’ennesima, disordinata fuga da un luogo a un altro. Gaza, poco più piccola dell’area che include la provincia di Monza e Brianza, non respira più da due anni.”
In occasione dello sciopero generale, “come in altre città, anche a Milano il corteo voleva bloccare la Stazione Centrale, ma quando il corteo si è avvicinato, ha trovato i cancelli chiusi e le forze dell’ordine in assetto antisommossa che non hanno voluto sentir ragioni. Un’inedita e – per alcuni versi- sorprendente rigidità per Milano, in controtendenza rispetto alla gestione dell’ordine pubblico di altre città, a fronte di un imponente corteo di 80 Mila persone. In molti, a questo punto, hanno cercato di capire se ci fossero altri modi di entrare. È lì che i primi ragazzi sono stati fermati”.
Sono state fermate 11 persone, 4 delle quali appartenenti al collettivo del Lambretta. Due sono minorenni e da oggi non potranno frequentare la scuola, in regime di detenzione domiciliare.
Sentiamo gli interventi, a cominciare proprio da Raja del Lambretta. Ascolta o scarica
La madre di Mina, minorenne agli arresti domiciliari senza poter andare a scuola. Ascolta o scarica
Un rappresentante di USB Ascolta o scarica
L’intervento di Benedetta Scuderi, europarlamentare di AVS, che si trova a bordo di una barca della Global Sumud Flotilla Ascolta o scarica
L’intervento di Sinistra Italiana Ascolta o scarica
L’intervento di Zerocalcare Ascolta o scarica
L’intervento della senatrice di AVS Ilaria Cucchi Ascolta o scarica
L’intervento di Rachele del Lambretta Ascolta o scarica
L’intervento di Lorenzo del cs La Strada di Roma Ascolta o scarica
L’intervento di Giulio Franchini dell’Arci di Milano Ascolta o scarica
L’intervento di Sara del collettivo del Carducci Ascolta o scarica
L’intervento di Emanuele Braga dell’Institute for Radical ImaginationAscolta o scarica
L’intervento del Cantiere di Milano Ascolta o scarica
L’intervento di Potere al PopoloAscolta o scarica
L’intervento di OSA Ascolta o scarica
Le conclusioni di RajaaAscolta o scarica
C’è tempo fino a martedì 30 settembre per chi volesse dare il suo contributo economico per sostenere la digitalizzazione dell’archivio del Processo di Bologna. Il crowdfunding lanciato su Produzioni dal Basso all’indirizzo https://www.produzionidalbasso.com/project/il-processo-di-bologna-archivio-di-memoria/ ha quasi raggiunto il suo obiettivo e i lavori di digitalizzazione sono già cominciati.
Si tratta della creazione di un Archivio di Memoria con le registrazioni audio e video delle 76 udienze (oltre 450 ore di processo) che poi sarà depositato a Bologna presso l’Associazione tra i Familiari delle Vittime e BO FILM, e a Roma all’Archivio Flamigni.
“L’archivio si concentra sull’ultimo processo, con la cosiddetta “inchiesta ai mandanti”, svoltosi dal 2021 al 2022 e da poco chiuso in Cassazione (con la sentenza definitiva lo scorso 1° luglio)”, ha spiegato ai microfoni di Radio Onda d’Urto Serena Gramizzi, produttrice cinematografica di BO FILM, promotrice dell’iniziativa. Alla raccolta fondi hanno partecipato finora oltre 150 donatori.
“Il desiderio è che questo progetto si realizzi insieme a quante più persone possibili, che diventi testimonianza concreta della volontà collettiva della società civile di costruire un archivio di memoria”. Ascoltiamo Serena Gramizzi, promotrice dell’iniziativa e produttrice cinematografica, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
Sabato 27 settembre in Italia manifestazioni per la Palestina, contro la logistica di guerra e in particolare contro la complicità dell’azienda Leonardo con il genocidio israeliano.
BRESCIA – A Brescia indetto un “corteo di massa” dal Coordinamento Palestina di Brescia che ha dato appuntamento alle 15.00 in Piazza Rovetta. Da lì la manifestazione si muoverà verso la sede bresciana di Leonardo, in via Lunga 2, dove ha sede la “Divisione Elettronica – si legge sul sito della stessa Leonardo – dove disegniamo e sviluppiamo le torrette navali di piccolo calibro e gli armamenti aeronautici”.
“Dopo la giornata di mobilitazione e sciopero di lunedì 22 settembre – spiega il Coordinamento Palestina – che ha visto decine di migliaia di persone riempire le strade, torniamo in piazza.Con la stessa determinazione, con la stessa energia, per dimostrare che non ci fermiamo e che blocchiamo tutto per la PaIestina.La lotta per la libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese continua. La solidarietà per la Global Sumud Flotilla non si spegne. Boicottaggio totale di Israele.Basta complicità. Basta silenzi.La nostra solidarietà non si ferma, la nostra lotta non si ferma. Ci vediamo sabato 27 settembre alle ore 15 in Piazza Rovetta: unisciti al corteo, porta la tua bandiera!”
La presentazione con Umberto e Alfredo del Coordinamento Palestina Ascolta o scarica
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Matilde del Collettivo Onda Studentesca. Ascolta o scarica.
GROTTAGLIE – In Puglia a Grottaglie (Taranto) manifestazione regionale pro Palestina organizzata dal Coordinamento permanente “Grottaglie per la Palestina”. Anche qui nel mirino Leonardo, e lo stabilimento locale: “Il 27 settembre percorremo in corteo la strada che da Grottaglie porta fino allo stabilimento Leonardo. Lo faremo con la giusta rabbia di chi chiede a gran voce lo stop alle politiche di guerra e lo stop alla fornitura di armi verso lo Stato di Israele che da troppo tempo assedia e stermina impunemente la popolazione palestinese. Il Genocidio in corso in Palestina e le nuove spese previste per il riarmo rappresentano un’ulteriore occasione per aumentare a dismisura gli affari ed i ricavi di Leonardo, che ha all’interno degli azionisti anche lo Stato italiano. Non possiamo accettare che a due passi dalle nostre case si producano strumenti di morte o di dominio. Non possiamo accettare che amici, parenti, conoscenti, figli siano ingranaggi di un sistema che vede nella violenza e nella distruzione un’opportunità per ridare respiro a un capitalismo in crisi. Scendi in strada per la Palestina e contro le fabbriche di armi!” hanno scritto gli organizzatori nel comunicato di indizione del corteo. Appuntamento alle 9.30 in Piazza IV Novembre a Grottaglie. Santo Marinelli del Coordinamento permanente “Grottaglie per la Palestina” Ascolta o scarica
LA SPEZIA – A La Spezia, Liguria, la mobilitazione riguarderà “Seafuture”, la fiera internazionale che si svolgerà fra le mura dell’Arsenale militare marittimo a partire dal 29 settembre. Un documento firmato da circa 500 cittadini, soprattutto legati al mondo della scuola, è stato consegnatoall’Ufficio scolastico regionale della Spezia. L’appello invita le istituzioni scolastiche a non partecipare a nessuna iniziativa collegata alla fiera. Sponsorizzato dalle aziende leader della produzione bellica, tra cui Leonardo, Fincantieri, MBDA, Elettronica Group, Intermarine e sostenuta dalla Marina Militare italiana, SeaFuture ospiterà oltre 150 delegazioni militari da tutto il mondo comprese quelle di regimi autoritari e Paesi coinvolti in guerre. “Nel pieno di un’escalation bellica globale e del genocidio del popolo palestinese, sotto gli occhi del mondo intero, La Spezia si appresta ad accogliere un evento che normalizza e celebra il mercato delle armi, una scelta che appare in netto contrasto con l’articolo 11 della Costituzione italiana che sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Inoltre, la legge 185/1990 vieta espressamente l’esportazione di armi italiane verso Paesi in guerra, responsabili di violazioni dei diritti umani o che minacciano la pace. Eppure, oggi è sempre più ignorata e aggirata: componenti e armamenti italiani finiscono in scenari di conflitto e repressione, spesso in violazione diretta di questa normativa” scrivono gli organizzatori. La manifestazione promossa dal coordinamento “Riconvertiamo SeaFuture” è convocato a piazza Brin a La Spezia, alle 15.30. Marco Cattaruzza comitato restiamo umani e riconvertiamo Seafuture Ascolta o scarica
TORINO – Infine il Piremonte, dove Torino per Gaza ha annunciato un nuovo appuntamento per sabato 27, con l’intenzione di bloccare l’aeroporto Pertini di Caselle. Il coordinamento ha diffuso la notizia attraverso i social, invitando i a partecipare a un corteo pro Palestina che partirà alle ore 14 da Piazza Crispi in centro e raggiungerà lo scalo aeroportuale. L’obiettivo dichiarato è quello di “bloccare tutto”, sottolineando come l’aeroporto rappresenti un “luogo strategico e fondamentale per la città”. I promotori annunciano l’intenzione di costituire «muri umani» per proteggere la Global Sumud Flotilla e il popolo palestinese, sostenendo che una presenza più massiccia renderà più difficile lo sgombero dell’area interessata. L’obiettivo dichiarato è rendere il blocco il più incisivo possibile, così da limitare attività e guadagni di chi — secondo gli attivisti — trarrebbe vantaggio dalla situazione”.
Venerdì 26 settembre è una giornata di sciopero del settore aereo. Da mezzanotte e per tutta la giornata di oggi è scattata la mobilitazione nazionale dei lavoratori aeroportuali, per chiedere migliori condizioni di lavoro e anche il cessate il fuoco a Gaza.
Lo scioperò è stato dichiarato sia per ragioni economiche, sia per Gaza e la Palestina e contro il transito di armamenti, contestato anche per ragioni di sicurezza: “Gli aeroporti, come i porti, sono infrastrutture strategiche nel mondo globale, dove oltre a persone e merci, si muovono purtroppo anche le spedizioni di armamenti” si legge in un comunicato diffuso da Usb. “A Malpensa si vivono condizioni di lavoro insostenibili con carichi di lavoro sempre più pesanti turni di lavoro massacranti e i contratti sono sempre ribassati, le persone che già faticano a sostenere una vita priva del dovuto un equilibrio tra lavoro e ambito privato, sono chiamate, inconsapevoli, a caricare armi o ad avere a che fare con queste, anche negli aeroporti civili”.
A Malpensa sono stati cancellati 39 voli già prima della mezzanotte tra giovedì e venerdì. Al presidio indetto da Usb e Cub hanno aderito anche i Giovani Palestinesi d’Italia: denunciano il ruolo degli aeroporti italiani nella logistica bellica e promuovono lo sciopero nazionale del 3 ottobre contro la guerra e il genocidio e la manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma per chiedere un embargo militare contro Israele.
Qui abbiamo raggiunto Serafine dei GPI Ascolta o scarica
Ai nostri microfoni anche Giacomo Leone coordinatore Cub Trasporti raggiunto al presidio in corso a Bergamo Ascolta o scarica
Consueto appuntamento del venerdì con il nostro collaboratore Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economi della settimana.
Nelle corso della trasmissione abbiamo analizzato la decisione di 9 banche europee di lanciare una criptovaluta, il Pil statunitense in crescita e infine la possibilità di una diminizione dell’aliquota Irpef dell 35% al 33%
Nonostante i mercati finanziari stiano attraversando una fase piuttosto complessa (in particolare a causa della problematica dei dazi USA e delle varie tensioni geopolitiche), l’interesse in Europa verso le criptovalute non mostra segni di cedimento. I cripto-asset, un tempo percepiti quasi esclusivamente come strumento speculativo, stanno conquistando terreno anche come opzione di investimento strategico, sia tra i piccoli risparmiatori sia tra gli investitori. Intanto nove grandi banche europee, fra cui compaiono Danske Bank, e le italiane UniCredit, Banca Sella, si sono unite per lanciare una stablecoin denominata in euro e conforme alla normativa che disciplina il settore degli asset digitali. Questo strumento di pagamento digitale, che sfrutta la tecnologia blockchain, mira a diventare uno standard europeo di pagamento affidabile nell’ecosistema digitale?
Stupisce il Pil Usa nel secondo trimestre, cresciuto più delle attese. Il pil del secondo trimestre è cresciuto del 3,8%, oltre il 3,3% inizialmente previsto. L’economia americana corre più delle attese?
Con la prossima legge di Bilancio la maggioranza punta ad abbassare l’aliquota dal 35% al 33% per il ceto medio (redditi fino a 50-60mila euro). Quali potrebbero essere gli effetti di questa operazione e quali i vantaggi.
Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica
From the publisher's feed