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Si sono finalmente congiunte, nelle acque siciliane antistanti Capo Passero, le 42 imbarcazioni delle delegazioni spagnole, turche e italiane della Global Sumud Flotilla. La partenza è prevista in giornata. Lungo il cammino incontreranno 5 imbarcazioni della delegazione greca, che attendono nelle Isole Cicladi il passaggio della carovana marina solidale, contro il blocco criminale israeliano degli aiuti attuato almeno da marzo. Intanto continuano a scendere in piazza migliaia e migliaia di persone in solidarietà e sostegno alla resistenza palestinese, contro l’occupazione e il genocidio, per il diritto all’autodeterminazione.
Da una delle barche la corrispondenza con Stefano Bertoldi nostro collaboratore Ascolta o scarica
Ieri giovedì 18 settembre un carico di due container carico di esplosivi e diretto ad Haifa in Israele è stato bloccato al porto di Ravenna. Il lavoratori portuali, il Sindaco Alessandro Barattoni e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale sono intervenuti per non far partire il carico. Non è la prima volta che materiale d’armamento diretto a Tel Aviv transita da quel porto. Dalle carte dell’inchiesta della Procura di Ravenna sul carico sequestrato a inizio anno in porto emergono i dettagli della presunta triangolazione volta ad aggirare la legge 185. Nel pomeriggio, i due container sono poi ripartiti a bordo degli stessi camion su cui erano arrivati al porto.
Il servizio con Axel, operatore portuale e membro del CAP, Comitato Autonomo Portuale di Ravenna. Ascolta o scarica
A Milano si segnala una azione nell’aula del Consiglio comunale di Milano con attivisti della campagna BDS che, seduti tra il pubblico, hanno interrotto la seduta al grido di ‘Palestina libera’ e ‘Stop genocidio’, mostrando bandiere palestinesi. Ci racconta quanto accaduto Jalna, della campagna BDS di Milano. Ascolta o scarica
Un milione di persone in Francia nella giornata di sciopero generale promossa dai sindacati contro il piano di austerità riproposto dal nuovo governo di Lecornu. Nelle piazze, ad una settimana dalle manifestazione “Blocchiamo tutto”, i sindacati hanno convocato nuove mobilitazioni di piazza: 434 le iniziative promosse, tra le quali 92 blocchi a strade e strutture industriali del Paese.
Cariche di polizia ai cortei promossi in alcune città, come Marsiglia e Tolosa, ma è a Parigi dove gli scontri tra manifestanti e polizia sono stati più duri sin dai primi momenti del corteo che nel primo poeriggio intendeva raggiungere Place de la Republique. In particolare in Rue Voltaire i fronteggiamenti sono durati per diverso tempo, con ripetute cariche e lanci di lacrimogeni da parte della polizia, proseguiti fino a dopo le 18. Già prima della manifestazione nella capitale il ministero dell’Interno francese aveva già conteggiato 128 persone fermate e 7 poliziotti feriti.
Da Parigi, da Place de la Republique, Andrea di Gesu, compagno e professore di filosofia a Parigi Ascolta o scarica
Ulrike, compagna francese ricercatrice all’Università di Saint Denis Ascolta o scarica
Corrispondenza da Tolosa del nostro collaboratore Cesare Piccolo Ascolta o scarica
Torna la Tenda di solidarietà con la popolazione civile palestinese e con il personale sanitario detenuto illegalmente nelle carceri israeliane, questa volta sul Garda, questa domenica 21 settembre in piazza Malvezzi tra le ore 10 e le 18.
L’iniziativa è promossa dai Sanitari per Gaza di Brescia e da una serie di realtà del territorio: Collettivo Gardesano Autonomo, ANPI basso Garda, Tavolo Ambiente Garda, Arci Zambarda di Salò, Viandanze, Donne in cammino per la pace, Non Una di Meno Lago di Garda e Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere (MN).
Il programma della giornata prevede l’apertura della tenda alle ore 10, con l’intervento dei Sanitari per Gaza; dalle 11 alle 13 musiche a cura del Collettivo Casa del Bao, al quale seguiranno letture e interventi da parte delle realtà organizzatrici; ancora letture nel pomeriggio e l’intervento dei Giovani Palestinesi di Brescia. Previsto un flash mob alle ore 17, al quale seguiranno dei laboratori creativi.
Durante tutta la giornata sarà possibile finanziare l’associazione Palmed Italia, che raccoglie fondi per sostenere la sanità in Palestina.
Ci presenta l’iniziativa Yousef Abdelghani, medico cardiologo di Palmed Italia. Ascolta o scarica
Dopo la violenza squadrista e padronale, martedì 16 settembre 2025 a Prato, contro gli operai in lotta e i sindacalisti Sudd Cobas fuori dalla stireria Alba srl, che lavora per conto di numerosi brand di alta moda del cosiddetto Made in Italy, lavoratori e sindacato hanno annunciato per sabato 20 settembre 2025 una manifestazione di piazza (appuntamento alle ore 15 in Porta del Serraglio, a Prato) dietro la parola d’ordine “Tocca uno, tocca tutti. Diritti e diginità nelle filiere del Made in Italy”. La decisione è stata presa durante una partecipata assemblea con lavoratori, sindacalisti e solidali.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Arturo Gambassi, sindacalista del Sudd Cobas. Ascolta o scarica.
Continua la mobilitazione contro il genocidio e per la solidarietà con la Palestina anche a Brescia.
Nella serata di mercoledì il presidio convocato in Largo Formentone si è presto trasformato in un corteo spontaneo con almeno 3.000 persone, che hanno percorso il Ring cittadino, bloccando il traffico, prima di rientrare verso il centro storico.
La prima corrispondenza con Michele della redazione e l’intervento di Mariam dei Giovani Palestinesi. Ascolta o scarica
La seconda corrispondenza con Michele: il presidio si trasforma in corteo Ascolta o scarica
L’intervento di Michele durante il giornale radio Ascolta o scarica
I prossimi appuntamenti annunciati da Umberto del coordinamento per la Palestina durante il primo intervento in piazza Rovetta / largo Formentone. Il 22 settembre per lo sciopero generale, sabato 27 un grande corteo, e se la Global Sumud Flotilla venisse attaccata/bloccata mobilitazioni immediate Ascolta o scarica
Ancora Michele dal corteo quando è arrivato nei pressi di piazza Vittoria Ascolta o scarica
Un mese dopo lo sfratto – sgombero del Leoncavallo, un altro spazio sociale milanese è sotto attacco. Si tratta di SOS Fornace, a Rho.
Eni, proprietaria dell’area di via Risorgimento 18 attuale sede del centro sociale, ha chiesto infatti lo sgombero di SOS Fornace presentando istanza di sequestro preventivo dell’immobile. La richiesta è stata avanzata proprio nei giorni successivi allo sgombero del Leoncavallo.
Si tratta della seconda istanza presentata nell’ultimo anno – la prima non è stata accolta – durante il quale la “multinazionale di stato” ha intensificando gli sforzi per rientrare in possesso dell’ex deposito occupato dal 2018, sulla scorta della prima, storica occupazione del 2005 in via San Martino. Attiviste e attivisti di SOS Fornace hanno lanciato un’assemblea pubblica che si svolgerà martedì 23 settembre alle ore 21 all’interno dello spazio sociale.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Andrea Papoff, di SOS Fornace. Ascolta o scarica.
La Sardegna diventa la seconda regione italiana ad avere una legge sul “fine vita”, dopo la Toscana. Il Consiglio regionale ha votato il testo della maggioranza del Campo Largo, sulla base di quello proposto dall’associazione Luca Coscioni, con 32 voti favorevoli, 19 contrari e una astensione. La legge disciplina il suicidio medicalmente assistito secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nel 2019.
Con il via libera del consiglio regionale, l’isola può ora accogliere e valutare le richieste di suicidio assistito ed eventualmente avallarle coprendone i costi. La decisione spetta ad una commissione di esperti. Le principali condizioni per accedere al suicidio assistito sono la malattia irreversibile, l’esito infausto certo e la dipendenza da trattamenti sanitari quali presidi meccanici o l’alimentazione o la respirazione forzata.
Le associazioni cosiddette pro vita hanno già chiesto al governo di impugnare la legge, come accadde per la regione Toscana. Intanto tutte le proposte di legge depositate in Parlamento rimangono ferme.
“Un argomento certamente trasversale perché riguarda la dignità delle persone” – ha dichiarato ai nostri microfoni Aldo Luchi coordinatore della cellula Coscioni Cagliari. “Chiunque abbia avuto modo di vivere o di osservare esperienze di malati in condizioni terminali e di gravissima limitazione della loro dignità o della loro capacità di gestione autonoma della propria vita, non può che essere sensibile a questo argomento”. Ascolta o scarica
“L’esportazione di armamenti a Israele purtoppo continua, nonostante le favole del governo, e l’azienda più esposta dal punto di vista dei valori è certamente Leonardo che continua anche nel 2025, confermato dalla stessa azienda, con il programma di fornitura dei veivoli M346″ ha dichiarato questa mattina ai microfoni di Radio onda d’urto, Duccio Facchini scrittore e direttore della rivista mensile Altreconomia. Per il giornalista continua l’esportazione dei ricambi, di attrezzature e anche di assistenza svolta da remoto da parte di Leonardo; scandalosamente Leonardo nel 2025 si è rifiutata di rendere noto l’ammontare delle esportazioni, nel 2024 erano state per 7 milioni di euro.“
Ma non è grave solo la vendita di armi come sottolinea ancora Facchini: “Oltre al tema della fornitura di armi ad Israele altrettanto delicato è fornire liquidità ad un paese che è responsabile di quello che da ultima la commissione indipendente dell’Onu ritiene sia un genocidio“; un’inchiesta riportata da Altreconomia aveva verificato quali banche o fondi avessero acquistato titoli obbligazionari emessi dallo stato israeliano dopo il 7 ottobre, c con il dichiarato scopo di rafforzarne la liquidità: “emergeva il fortissimo coinvolgimento delle grandi banche americane e dei grandi fondi e c’era nel caso specifico anche un gruppo bancario italiano la Bper nell’acquisto di “Titoli di guerra”israeliani, anche se ora alla chetichella li ha venduti. Oltre alla Bper sono coinvolte anche istituti bancari come il Banco BPM e Unicredit.”
L’intervista a Duccio Facchini scrittore e direttore della rivista mensile Altreconomia Ascolta o scarica
Migliaia di persone in piazza a fianco della resistenza palestinese da Nord a Sud Italia. Decine le manifestazioni e i presidi lanciati a seguito dell’assalto israeliano contro Gaza City. Tutte le piazze hanno rilanciato con forza lo sciopero generale di lunedi 22 settembre.
Oggi altri appuntamenti di piazza, tra cui Brescia, lanciato dal Coordinamento Palestina alle 18.30 in Largo Formentone. Alfredo Barcella Coordinamento Palestina Ascolta o scarica
Nella serata di ieri cariche di polizia a Milano e Padova, mentre a Roma alcuni manifestanti del corteo per Gaza che ha sfilato ieri nella capitale sono stati aggrediti in via Lanza con caschi e coltelli mentre tornavano a casa. I due sono finiti in ospedale , uno con profonde ferite alla testa.
5000 in corteo a Milano . Il corteo partito da Piazza della Scala è stato bloccato nei pressi della Prefettura e poi si è diretto in Corso Buenos Aires dove ha subito una carica di polizia. Da Milano Luciano Muhlbauer nostro collaboratore Ascolta o scarica
Cariche anche a Padova quando il corteo ha cercato di entrare nella stazione dei treni. 1500 in corteo selvaggio per le vie della citta’. Migliaia in piazza ieri sera anche a Bologna dove si replica oggi con un iniziativa alla Bolognina. Da Bologna sentiamo Federico della nostra redazione Emilia Romagna Ascolta o scarica
Molto partecipato il corteo a Napoli con migliaia di persone che hanno sfilato per il centro storico della citta’. Da Napoli Giuliano Granato di Pap Ascolta o scarica
A Terni presidio questo pomeriggio e lancio delle iniziative a sostegno di Anan, il compagno palestinese in carcere con l’accusa di terrorismo. Mussin El Hariri coordinamento ternano per la Palestina Ascolta o scarica
In vista dello sciopero di lunedi 22 settembre autorganizzato dal basso e promosso dal sindacalismo di base questa mattina si è tenuta una conferenza stampa in Piazza del Gesù a Roma sotto gli uffici della Commissione di garanzia sul diritto di sciopero. Guido Lutrario della segreteria nazionale USB Ascolta o scarica
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