News – Radio Onda d`Urto

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  • BRESCIA IN PIAZZA PER GAZA. PRESIDIO MERCOLEDÌ 17 SETTEMBRE ORE 18.30 IN LARGO FORMENTONE

    Brescia in piazza per la Palestina. A seguito dei bombardamenti a tappeto su Gaza City, anche Brescia si unisce alle decine di iniziative annunciate in sostegno alla popolazione palestinese sotto le bombe. Appuntamento mercoledì 17 settembre, ore 18.30, in Largo Formentone (Piazza Rovetta).

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’appello di Alfredo Barcella, del coordinamento per la Palestina di Brescia. Ascolta o scarica

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    Di seguito il comunicato del Coordinamento Palestina di Brescia

    PRESIDIO DI EMERGENZA PER LA PALESTINA A BRESCIA

    GAZA SOTTO ATTACCO!! IL GENOCIDIO CONTINUA!!
    Il governo di occupazione sionista sta commettendo i peggiori crimini contro la popolazione civile stremata. Il coordinamento Palestina di Brescia torna in piazza.
    Non ci stancheremo e non molleremo mai. Partecipiamo e diffondiamo!!

    NO AL GENOCIDIO!!

    NO ALLA PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA!!
    🗓️ mercoledì 17 settembre 2025 alle 18:30
    📍 Ritrovo in Largo Formentone ( ex Piazza Rovetta )

     

    0 min
  • NEPAL: INTERVISTA DA KATMANDU CON NAVYO ELLER, “MAI VISTA UNA RIVOLUZIONE COSì VELOCE, NETTA E SENZA COMPROMESSI”

    È tornata la calma nel paese himalayano dopo le durissime quanto rapide proteste della scorsa settimana a Katmandu e in molti altri centri del Nepal. Il nuovo governo di transizione, votato dal popolo in rivolta e guidato da Sushila Karki, prima donna premier nella storia del paese, dovrà organizzare le elezioni tra sei mesi.

    Ieri la nazione era in lutto per i morti durante le recenti manifestazioni, nel frattempo le scuole hanno riaperto e tutto sembra tornato alla normalità.

    Decine di migliaia di giovani erano scesi in piazza l’8 settembre nella capitale e in tutto il paese, per manifestare contro la corruzione e l’arroganza del potere. Alla decisione di bloccare temporaneamente i social network, sono scoppiati pesanti disordini: dati alle fiamme uffici e ministeri, il Parlamento, il palazzo del Governo, quello della Corte Suprema, le case del ministro degli interni e dell’ex premier.

    La repressione della polizia è stata violentissima, ha provocato decine di morti e centinaia di feriti, spingendo ampie fette della popolazione ad unirsi agli agitatori della protesta, la GenZ, giovanissimi tra i 15 e i 20 anni. In meno di due giorni, dato anche l’assenza di interventi da parte dell’esercito, il governo in carica si è dimesso.

    Navyo Eller, cittadino italiano da oltre trent’anni in Nepal, ha dichiarato ai nostri microfoni di “non aver mai visto una rivoluzione così veloce, netta e senza compromesso”. Ascolta o scarica

    22 min
  • MIGRANTI: “MILITARI LIBICI COLLABORATORI DEL GOVERNO ITALIANO TRAFFICANO ESSERI UMANI”, LA DENUNCIA DI MEDITERRANEA

    Mediterranea Saving Humans ha presentato un esposto alla Procura di Trapani e alla Corte Penale Internazionale, con allegate foto e video, per dimostrare il coinvolgimento nel traffico di esseri umani della milizia di Abdul Salam Al-Zoubi, sottosegretario alla Difesa nel governo di Dbeibah, appena ricevuto dal Ministro degli Interni italiano Piantedosi.

    Associazioni per i diritti umani e Nazioni Unite denunciano da anni che dietro il traffico di esseri umani in Libia ci siano le milizie legate al governo di Tripoli. Le stesse milizie che, nelle vesti della cosiddetta guardia costiera libica, l’Unione Europea e l’Italia addestrano e finanziano.

    Il commento di Luca Casarini dell’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans. Ascolta o scarica

    9 min
  • MOBILITAZIONE GENERALE A FIANCO DELLA PALESTINA – DALLE 18 LA DIRETTA CON I PRESIDI ANNUNCIATI IN TUTTA ITALIA

    Striscia di Gaza, 16 settembre 2025. Da questa notte Israele ha iniziato l’operazione di conquista totale di Gaza City, effettuando bombardamenti a tappeto su tutta la città per preparare il terreno all’invasione via terra.

    Almeno 78 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano, secondo quanto riferito da fonti ospedaliere del territorio. Un bilancio parziale, visto che a Gaza City ora è fuga di massa dal massacro in mezzo ai palazzi rasi al suolo.

    Dopo 710 giorni di genocidio, pure gli investigatori Onu si accorgono di quanto è sotto gli occhi del mondo intero; “Israele ha commesso un genocidio a Gaza dall’ottobre 2023, con l’intento di distruggere i palestinesi.

    “Gaza sta bruciando, scendi in piazza”. Sono state annunciate mobilitazioni in tutta Italia per la Palestina e la Global Sumud Flotilla.

    Questo martedì, sin dal pomeriggio, cortei e presidi lanciati in diverse città, come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Padova, Cosenza, Udine, Pisa, Trieste, Palermo, Messina, Reggio Emilia, Monza, Pavia, Parma, Bari, Varese, Torino e Napoli. Domani, mercoledì annunciati altri appuntamenti di piazza, tra cui Brescia con appuntamento alle 18.30 in Largo Formentone (Piazza Rovetta).

    • Da Parma Stefano di Officina Sociale Ascolta o scarica
    • Da Padova Anna del Collettivo Autorganizzato Universitario  Ascolta o scarica
    • Dal concentramento studentesco a Bologna sentiamo Ettore Ascolta o scarica
    • Da Piazza della Scala a Milano Andrea Cegna della nostra Redazione Ascolta o scarica
    • Da Napoli Davide Dioguardi Comitato Vele di Scampia Ascolta o scarica
    • Da Roma Michele di Radio Onda Rossa Ascolta o scarica
    • A Padova cariche di polizia contro i manifestanti che hanno cercato di occupare i binari della Stazione FS Ascolta o scariche  
    • Manifestazione “Fuori Israele dal Porto di Ravenna” ore 17.30 promossa dal movimento BDS contro il transito/carico di armi diretto allo Stato sionista genocida e il progetto Undersec.

    • Da Ravenna Linda Maggiori giornalista d’inchiesta che ha scoperto il traffico di armi da e per Israele che coinvolge il porto Ascolta o scarica
    • Linda Maggiori ci informa anche di un esposto avanzata da singoli cittadini contro le autorita’ portuali  Ascolta o scarica 
      • Da Ravenna il collegamento con il nostro collaboratore Paolo Missiroli Ascolta o scarica 
      • Sempre dall’Italia, quest’oggi, decine di studenti e studentesse per la Palestina ha interrotto una lezione presso il polo Piagge all’Università di Pisa, tenuta dal professor Rino Casella, docente associato di diritto comparato e apertamente “sionista”, come denunciato via social da attivisti e attiviste. L’aula è stata occupata. Da Pisa sentiamo Linda di Student per la Palestina Ascolta o scarica

        Giovedi 18 settembre a Roma è stato indetto uno “sciopero di quartiere per la Palestina” organizzato “da chi vive e lavora a Torpignattara, Pigneto e Quadraro” in risposta alla richiesta di indire uno sciopero globale per la Palestina da parte delle organizzazioni dei lavorator palestinesi.

        • Come è stata organizzata questa iniziativa? L’intervist a Lorenzo, compagno di Roma Ascolta o scarica
        • Intanto non si fermano le campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Sarà infatti un weekend di “azione globale” dal 18 al 21 settembre, data fissata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come termine ultimo in cui Israele deve porre fine all’occupazione illegale e all’apartheid.

          • Ne parliamo con Raffaele Spiga, di BDS Italia Ascolta o scarica
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          • LAVORO: YOOX, PROSEGUE IL PRESIDIO PERMANENTE E DOMANI SCIOPERO CONTRO I 211 LICENZIAMENTI ANNUNCIATI DALL’AZIENDA

            Nulla di fatto nel secondo incontro tra sindacati e YOOX, colosso dell’abbigliamento che ha annunciato 211 licenziamenti tra Bologna e Milano. I sindacati confederali hanno ribadito la richiesta di ritiro dei licenziamenti e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali; l’azienda però nicchia: sembrava disponibile a valutare la cassa integrazione, invece per ora conferma il piano di licenziamenti.

            Prosegue quindi il presidio permanente a Bologna Interporto e gli scioperi a rotazione; domani tocca la mattina, agli uffici milanesi, con presidio in piazza San Babila e alla sede operativa di Zola Predosa (Bo), dove sono impiegati la maggior parte dei dipendenti a rischio. La prossima settimana è attesa l’apertura di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

            Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Roberto Brambilla, della segreteria nazionale Filcams Cgil Ascolta o scarica

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          • LOMBARDIA: TROPPI INCENERITORI, IL 43% DEI RIFIUTI ARRIVA DA FUORI. LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CHIEDONO LO STOP

            Medici per l’Ambiente (Isde), Rete Ambiente Lombardia, Medicina Democratica, Zero Waste Europe e Cittadini per l’Aria chiedono al presidente della regione Lombardia Attlio Fontana un tavolo di confronto per rivedere il piano regionale rifiuti.

            La Lombardia detiene il primato del numero di inceneritori: 12 impianti (24 linee) di incenerimento di rifiuti urbani (contro i 3 nel Veneto, 1 in Piemonte, 8 in Emilia), cui si aggiungono l’inceneritore di rifiuti speciali più grande d’Italia, 5 cementifici che praticano la co-combustione e 11 inceneritori industriali. Altro primato: il 43% dei rifiuti bruciati proviene da fuori regione. Diverse e pesanti le criticità rilevate: “L’incenerimento è di per sé una tecnologia obsoleta e in contrasto con gli obiettivi della economia circolare. Inoltre perpetua l’impatto ambientale della sovrapproduzione delle merci e dello spreco delle materie”.

            Tra le richieste delle associazioni ambentaliste e di tutela della salute la modifica radicale del Piano regionale di gestione dei Rifiuti, in scadenza nel 2027, con la graduale chiusura degli impianti sovrabbondanti rispetto alle esigenze del territorio con impianti di trattamento a freddo.

            Ai nostri microfoni Raffaella Mattioni della Rete Ambiente Lombardia e Celestino Panizza dell’ISDE presenti alla conferenza stampa organizzata ieri (lunedì 15 settembre.Ascolta o scarica

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          • ROMA: ASSEMBLEA NAZIONALE VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 4 OTTOBRE “STOP AL GENOCIDIO- FERMIAMO IL SIONISMO CON LA RESISTENZA”

            Domenica 14 settembre  a Roma si è tenuta l’assemblea nazionale promossa da Udap-Unione Democratica Arabo Palestinese, API Associazione dei Palestinesi in Italia, Comunita’ Palestinese in Italia, GPI Giovani Palestinesi d’Italia, Movimento Studenti Palestinesi in Italia verso la manifestazione nazionale del 4 ottobre “Stop al Genocidio-Fermiamo il sionismo con la Resistenza”.

            “Con la manifestazione del 4 ottobre vogliamo costruire un anno politico unitario sotto la bandiera palestinese, al fianco della resistenza del nostro popolo, per la fine del colonialismo sionista – pericolo non solo per la Palestina, ma per il mondo intero – per la liberazione e per il diritto al ritorno del nostro popolo” scrivono i promotori invitando tutte le realtà, organizzazioni e associazioni che vogliono aderire alla manifestazione a scrivere a

            All’assemblea hanno partecipato oltre un centinaio di persone arrivate da tutta Italia come ci racconta  da Roma El Qaisi Khaled di UDAP Unione Democratica Arabo Palestinese Ascolta o scarica

            Un resoconto e le valutazioni sulle varie scadenze di lotta emerse dall’assemblea (sciopero dei sindacati di base il 22 settembre; giornata di mobilitazione in molte città italiane contro l’azienda di armi Leonardo il 27 settembre; manifestazione nazionale a Roma il 4 ottobre) e la netta critica verso la soluzione sui due stati approvata dall’assemblea dell’ONU con Vincenzo Miliucci,  compagno romano della Confederazione Cobas Ascolta o scarica

             

            comunicato finale dell’assemblea elaborato dalle associazioni palestinesi.

            MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA PALESTINA

            IL 4 OTTOBRE È GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA PALESTINA
            Di fronte al genocidio in corso in Palestina, al massacro in Libano e all’estensione del fronte della guerra, non possiamo restare a guardare. È responsabilità di tutte e tutti unirsi in un’unica grande manifestazione nazionale che partirà da Porta San Paolo.
            Come organizzazioni palestinesi in Italia e come palestinesi in diaspora – vogliamo costruire un corteo unitario, determinato dalle chiare parole d’ordine, uniti sotto la bandiera palestinese, al fianco della legittima resistenza del popolo palestinese e solidali con le iniziative di rottura dell’assedio come la Freedom Flotilla e la Global Summud Flotilla.
            Blocchiamo tutto! Facciamo appello a mobilitarsi e organizzarsi per rispondere con decisione — attraverso mobilitazioni, scioperi, picchetti, blocchi e cortei — non solo se la Freedom Flotilla e la Global Sumud Flotilla saranno colpite, ma finché il genocidio e l’occupazione continueranno; blocchiamo la complicità dell’Italia!

            Il ruolo dell’Italia nel genocidio palestinese è evidente e inaccettabile; l’Italia, attraverso la vendita di armi e il sostegno politico e militare a Israele, è complice del genocidio in Palestina. Negli anni abbiamo visto l’Italia destinare miliardi per finanziare guerre imperialiste, e l’aumento incessante della spesa militare, a spese dei diritti sociali, welfare, sanità e istruzione, occorre una netta posizione contro la complicità dell’Italia e contro NATO e UE.

            Scendiamo quindi in piazza per:
            • lo Stop immediato al genocidio e alle aggressioni in Libano, Siria, Yemen e Iran;
            • l’Ingresso immediato e senza condizioni degli aiuti umanitari;
            • Sostegno incondizionato alla resistenza palestinese;
            • Liberazione di tutti i prigionieri palestinesi, incluso Anan Yaeesh, partigiano palestinese detenuto in Italia, e di tutte le persone colpite dalla repressione per la solidarietà alla Palestina, come Tarek, arrestato dopo la manifestazione del 5 ottobre scorso;
            • Riconoscimento e applicazione del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi;
            • Riconoscimento pieno del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese;
            • Cessazione immediata della vendita e dell’esportazione di armi verso “Israele”, embargo militare immediato;
            • Boicottaggio totale e sanzioni economiche, diplomatiche, militari, accademiche, culturali, politiche, sportive e istituzionali contro “Israele”;
            • Ritiro immediato dei cittadini italiani che stanno prendendo parte al genocidio a Gaza;
            • Contro la NATO, alleanza imperialista aggressiva e guerrafondaia, e tutti i complici del genocidio e dell’occupazione perpetrati da Israele;
            • Interruzione immediata di ogni rapporto istituzionale e di gemellaggio con “Israele” da parte di regioni, province, comuni e municipi;
            • Che il 29 novembre venga celebrata ovunque la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese;
            • Contro la criminalizzazione della solidarietà alla Palestina e contro il DDL 1004, che mira a equiparare antisionismo e antisemitismo e a reprimere chi si oppone al genocidio e all’occupazione, etichettandolo ingiustamente come antisemita;
            • Che nelle scuole italiane venga commemorata la Nakba così come giustamente si commemora la Shoah, e che non vi sia alcun divieto da parte di dirigenti o del MIUR a parlare della Palestina;
            • Che le borse di studio per studenti palestinesi vengano accompagnate da visti reali e concreti, altrimenti restano propaganda ipocrita;
            • Che i feriti palestinesi accolti in Italia vengano realmente curati e sostenuti, e non usati come strumento per ripulire la coscienza del governo.
            Il 4 ottobre non è un punto di arrivo, ma un punto di svolta.
            Da quella giornata deve nascere un anno di resistenza, di mobilitazioni, di scioperi, di blocchi e di iniziative concrete. Non ci saranno pause, non ci saranno compromessi: continueremo finché non sarà fermato il genocidio, finché non finirà l’occupazione, finché non sarà libera la Palestina.
            FERMIAMO IL SIONISMO CON LA RESISTENZA

            MOVIMENTO STUDENTI PALESTINESI IN ITALIA

            ASSOCIAZIONE DEI PALESTINESI IN ITALIA
            GIOVANI PALESTINESI IN ITALIA
            UNIONE DEMOCRATICA ARABO PALESTINESE IN ITALIA
            COMUNITÀ PALESTINESE D’ITALIA

             

             

            16 min
          • REGIONALI IN CALABRIA: IL TAR CONFERMA L’INCANDIDABILTA’ DI MIMMO LUCANO. INTERVISTA AL SINDACO DI RIACE ED EUROPARLAMENTARE AVS

            Elezioni Regionali in Italia. Sono 7, in due mesi, i territori al voto; fine settembre in Valle d’Aosta e Marche, ottobre da Calabria e Toscana; novembre in Veneto, Campania e Puglia.

            Escludendo la Valle d’Aosta, dove pesano dinamiche regionali e forze autonomiste, le altre Regioni al voto sono oggi 3 di centrosinistra (Toscana, Campania, Puglia) e altrettante, 3, di destra. Si tratta di Marche, Veneto e Calabria, che va al voto anticipato per le dimissioni dell’uscente – e ricandidato – Occhiuto, esponente nazionale di Forza Italia, al centro di un’inchiesta per corruzione.

            A sfidare Occhiuto è Pasquale Tridico, ex presidente Inps e ora europarlamentare M5S, con 11 liste, praticamente tutte le forze non di destra, tranne Calenda.

            Tra i candidati a favore di Tridico non ci sarà al momento, nella lista di AVS, il sindaco di Riace ed europarlamentare, Mimmo Lucano.

            Poche ore fa, il Tar di Reggio Calabria ha confermato l’incandidabilità a causa della legge Severino. “Andrò fino in fondo, al Consiglio di Stato” dice a Radio Onda d’Urto lo stesso Lucano, intervistato nella mattinata di martedì 16 settembre. 

            Mimmo Lucano ai nostri microfoni. Ascolta o scarica

            0 min
          • LAVORO: SCIOPERO DEI PRECARI DELLA GIUSTIZIA. IN 12MILA APPESI AI FONDI PNRR

            L’economia italiana dimostra “resilienza” nell’incertezza globale grazie agli investimenti e alla “rigorosa attuazione del Pnrr“, ma “raddoppi gli sforzi” per aumentare produttività e partecipazione alla forza lavoro: lo dice l’ultimo report dell’Fmi, chiedendo de facto all’esecutivo Meloni più sfruttamento di chi lavora, con ancora meno soldi e meno diritti, precarietà e reddito solo “a gettone”, quando non a progetto, pure nei servizi essenziali.

            E’ il caso, questo, della giustizia, dove oggi – martedì 16 settembre – è il giorno dello sciopero dei precari della giustizia assunti proprio con i fondi Pnrr, quelli elogiati dall’Fmi. Fondi che sono tuttavia in scadenza tra meno di un anno Senza un intervento in legge di bilancio, 12mila persone, da giugno prossimo, resteranno però a casa, con ripercussioni drammatiche per le loro vite, ma pesanti disagi anche per il funzionamento stesso della giustizia.

            Da qui lo sciopero, indetto dai sindacati confederali, per chiedere al governo e in particolare al ministro competente, Nordio, risorse certe per la loro stabilizzazione.

            A illustrare le ragioni della protesta su Radio Onda d’Urto è il segretario nazionale della Fp Cgil Florindo Oliverio, che si  trova al presidio dei lavoratori/ici nei pressi di Montecitorio, sotto i palazzi del potere, a Roma. Ascolta o scarica

             

            0 min
          • REGGIO EMILIA: TERZA VITTIMA DI TASER IN UN MESE, UN UOMO DI 42 ANNI MUORE DOPO L’INTERVENTO DELLA POLIZIA

            Dopo le morti avvenute lo scorso 16 agosto a Olbia e il 18 agosto a Manesseno, nell’entroterra di Genova, un terzo caso di persona morta a seguito dell’utilizzo del taser da parte della polizia ieri all’alba a Reggio Emilia. Un uomo di 42 anni, Claudio Citro, è morto all’ospedale di Reggio Emilia dopo essere stato fermato con il taser dalla polizia.

            “Siamo al terzo caso in poche settimane”, ricorda Italo Di Sabato dell’Osservatorio sulla Repressione, “e una decina di vittime da quando è stato introdotto il taser per le forze di polizia, contando anche la sperimentazione. Il ministero invece insiste e vuole anzi dare queste armi anche nei piccoli comuni“.

            Più volte il ministro dell’interno ha definito l’utilizzo di queste armi “imprescindibile” e infatti il Viminale sta lavorando a una gara per acquisire altre 4.780 pistole. “Dovremmo costruire la società della cura, invece prosegue la militarizzazione delle forze dell’ordine. Serve un cambio di paradigma e un ragionamento sulle forze di polizia, che invece agiscono sapendo di restare in ogni caso impunite”, conclude Di Sabato.

            Ascolta l’intervista ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica

            0 min

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