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Brescia in piazza per la Palestina. A seguito dei bombardamenti a tappeto su Gaza City, anche Brescia si unisce alle decine di iniziative annunciate in sostegno alla popolazione palestinese sotto le bombe. Appuntamento mercoledì 17 settembre, ore 18.30, in Largo Formentone (Piazza Rovetta).
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’appello di Alfredo Barcella, del coordinamento per la Palestina di Brescia. Ascolta o scarica
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Di seguito il comunicato del Coordinamento Palestina di Brescia
PRESIDIO DI EMERGENZA PER LA PALESTINA A BRESCIA
NO AL GENOCIDIO!!
È tornata la calma nel paese himalayano dopo le durissime quanto rapide proteste della scorsa settimana a Katmandu e in molti altri centri del Nepal. Il nuovo governo di transizione, votato dal popolo in rivolta e guidato da Sushila Karki, prima donna premier nella storia del paese, dovrà organizzare le elezioni tra sei mesi.
Ieri la nazione era in lutto per i morti durante le recenti manifestazioni, nel frattempo le scuole hanno riaperto e tutto sembra tornato alla normalità.
Decine di migliaia di giovani erano scesi in piazza l’8 settembre nella capitale e in tutto il paese, per manifestare contro la corruzione e l’arroganza del potere. Alla decisione di bloccare temporaneamente i social network, sono scoppiati pesanti disordini: dati alle fiamme uffici e ministeri, il Parlamento, il palazzo del Governo, quello della Corte Suprema, le case del ministro degli interni e dell’ex premier.
La repressione della polizia è stata violentissima, ha provocato decine di morti e centinaia di feriti, spingendo ampie fette della popolazione ad unirsi agli agitatori della protesta, la GenZ, giovanissimi tra i 15 e i 20 anni. In meno di due giorni, dato anche l’assenza di interventi da parte dell’esercito, il governo in carica si è dimesso.
Navyo Eller, cittadino italiano da oltre trent’anni in Nepal, ha dichiarato ai nostri microfoni di “non aver mai visto una rivoluzione così veloce, netta e senza compromesso”. Ascolta o scarica
Mediterranea Saving Humans ha presentato un esposto alla Procura di Trapani e alla Corte Penale Internazionale, con allegate foto e video, per dimostrare il coinvolgimento nel traffico di esseri umani della milizia di Abdul Salam Al-Zoubi, sottosegretario alla Difesa nel governo di Dbeibah, appena ricevuto dal Ministro degli Interni italiano Piantedosi.
Associazioni per i diritti umani e Nazioni Unite denunciano da anni che dietro il traffico di esseri umani in Libia ci siano le milizie legate al governo di Tripoli. Le stesse milizie che, nelle vesti della cosiddetta guardia costiera libica, l’Unione Europea e l’Italia addestrano e finanziano.
Il commento di Luca Casarini dell’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans. Ascolta o scarica
Striscia di Gaza, 16 settembre 2025. Da questa notte Israele ha iniziato l’operazione di conquista totale di Gaza City, effettuando bombardamenti a tappeto su tutta la città per preparare il terreno all’invasione via terra.
Almeno 78 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano, secondo quanto riferito da fonti ospedaliere del territorio. Un bilancio parziale, visto che a Gaza City ora è fuga di massa dal massacro in mezzo ai palazzi rasi al suolo.
Dopo 710 giorni di genocidio, pure gli investigatori Onu si accorgono di quanto è sotto gli occhi del mondo intero; “Israele ha commesso un genocidio a Gaza dall’ottobre 2023, con l’intento di distruggere i palestinesi.
“Gaza sta bruciando, scendi in piazza”. Sono state annunciate mobilitazioni in tutta Italia per la Palestina e la Global Sumud Flotilla.
Questo martedì, sin dal pomeriggio, cortei e presidi lanciati in diverse città, come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Padova, Cosenza, Udine, Pisa, Trieste, Palermo, Messina, Reggio Emilia, Monza, Pavia, Parma, Bari, Varese, Torino e Napoli. Domani, mercoledì annunciati altri appuntamenti di piazza, tra cui Brescia con appuntamento alle 18.30 in Largo Formentone (Piazza Rovetta).
Manifestazione “Fuori Israele dal Porto di Ravenna” ore 17.30 promossa dal movimento BDS contro il transito/carico di armi diretto allo Stato sionista genocida e il progetto Undersec.
Sempre dall’Italia, quest’oggi, decine di studenti e studentesse per la Palestina ha interrotto una lezione presso il polo Piagge all’Università di Pisa, tenuta dal professor Rino Casella, docente associato di diritto comparato e apertamente “sionista”, come denunciato via social da attivisti e attiviste. L’aula è stata occupata. Da Pisa sentiamo Linda di Student per la Palestina Ascolta o scarica
Giovedi 18 settembre a Roma è stato indetto uno “sciopero di quartiere per la Palestina” organizzato “da chi vive e lavora a Torpignattara, Pigneto e Quadraro” in risposta alla richiesta di indire uno sciopero globale per la Palestina da parte delle organizzazioni dei lavorator palestinesi.
Intanto non si fermano le campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Sarà infatti un weekend di “azione globale” dal 18 al 21 settembre, data fissata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come termine ultimo in cui Israele deve porre fine all’occupazione illegale e all’apartheid.
Nulla di fatto nel secondo incontro tra sindacati e YOOX, colosso dell’abbigliamento che ha annunciato 211 licenziamenti tra Bologna e Milano. I sindacati confederali hanno ribadito la richiesta di ritiro dei licenziamenti e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali; l’azienda però nicchia: sembrava disponibile a valutare la cassa integrazione, invece per ora conferma il piano di licenziamenti.
Prosegue quindi il presidio permanente a Bologna Interporto e gli scioperi a rotazione; domani tocca la mattina, agli uffici milanesi, con presidio in piazza San Babila e alla sede operativa di Zola Predosa (Bo), dove sono impiegati la maggior parte dei dipendenti a rischio. La prossima settimana è attesa l’apertura di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Roberto Brambilla, della segreteria nazionale Filcams Cgil Ascolta o scarica
Medici per l’Ambiente (Isde), Rete Ambiente Lombardia, Medicina Democratica, Zero Waste Europe e Cittadini per l’Aria chiedono al presidente della regione Lombardia Attlio Fontana un tavolo di confronto per rivedere il piano regionale rifiuti.
La Lombardia detiene il primato del numero di inceneritori: 12 impianti (24 linee) di incenerimento di rifiuti urbani (contro i 3 nel Veneto, 1 in Piemonte, 8 in Emilia), cui si aggiungono l’inceneritore di rifiuti speciali più grande d’Italia, 5 cementifici che praticano la co-combustione e 11 inceneritori industriali. Altro primato: il 43% dei rifiuti bruciati proviene da fuori regione. Diverse e pesanti le criticità rilevate: “L’incenerimento è di per sé una tecnologia obsoleta e in contrasto con gli obiettivi della economia circolare. Inoltre perpetua l’impatto ambientale della sovrapproduzione delle merci e dello spreco delle materie”.
Tra le richieste delle associazioni ambentaliste e di tutela della salute la modifica radicale del Piano regionale di gestione dei Rifiuti, in scadenza nel 2027, con la graduale chiusura degli impianti sovrabbondanti rispetto alle esigenze del territorio con impianti di trattamento a freddo.
Ai nostri microfoni Raffaella Mattioni della Rete Ambiente Lombardia e Celestino Panizza dell’ISDE presenti alla conferenza stampa organizzata ieri (lunedì 15 settembre.Ascolta o scarica
Domenica 14 settembre a Roma si è tenuta l’assemblea nazionale promossa da Udap-Unione Democratica Arabo Palestinese, API Associazione dei Palestinesi in Italia, Comunita’ Palestinese in Italia, GPI Giovani Palestinesi d’Italia, Movimento Studenti Palestinesi in Italia verso la manifestazione nazionale del 4 ottobre “Stop al Genocidio-Fermiamo il sionismo con la Resistenza”.
“Con la manifestazione del 4 ottobre vogliamo costruire un anno politico unitario sotto la bandiera palestinese, al fianco della resistenza del nostro popolo, per la fine del colonialismo sionista – pericolo non solo per la Palestina, ma per il mondo intero – per la liberazione e per il diritto al ritorno del nostro popolo” scrivono i promotori invitando tutte le realtà, organizzazioni e associazioni che vogliono aderire alla manifestazione a scrivere a
All’assemblea hanno partecipato oltre un centinaio di persone arrivate da tutta Italia come ci racconta da Roma El Qaisi Khaled di UDAP Unione Democratica Arabo Palestinese Ascolta o scarica
Un resoconto e le valutazioni sulle varie scadenze di lotta emerse dall’assemblea (sciopero dei sindacati di base il 22 settembre; giornata di mobilitazione in molte città italiane contro l’azienda di armi Leonardo il 27 settembre; manifestazione nazionale a Roma il 4 ottobre) e la netta critica verso la soluzione sui due stati approvata dall’assemblea dell’ONU con Vincenzo Miliucci, compagno romano della Confederazione Cobas Ascolta o scarica
comunicato finale dell’assemblea elaborato dalle associazioni palestinesi.
MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA PALESTINA
Il ruolo dell’Italia nel genocidio palestinese è evidente e inaccettabile; l’Italia, attraverso la vendita di armi e il sostegno politico e militare a Israele, è complice del genocidio in Palestina. Negli anni abbiamo visto l’Italia destinare miliardi per finanziare guerre imperialiste, e l’aumento incessante della spesa militare, a spese dei diritti sociali, welfare, sanità e istruzione, occorre una netta posizione contro la complicità dell’Italia e contro NATO e UE.
MOVIMENTO STUDENTI PALESTINESI IN ITALIA
Elezioni Regionali in Italia. Sono 7, in due mesi, i territori al voto; fine settembre in Valle d’Aosta e Marche, ottobre da Calabria e Toscana; novembre in Veneto, Campania e Puglia.
Escludendo la Valle d’Aosta, dove pesano dinamiche regionali e forze autonomiste, le altre Regioni al voto sono oggi 3 di centrosinistra (Toscana, Campania, Puglia) e altrettante, 3, di destra. Si tratta di Marche, Veneto e Calabria, che va al voto anticipato per le dimissioni dell’uscente – e ricandidato – Occhiuto, esponente nazionale di Forza Italia, al centro di un’inchiesta per corruzione.
A sfidare Occhiuto è Pasquale Tridico, ex presidente Inps e ora europarlamentare M5S, con 11 liste, praticamente tutte le forze non di destra, tranne Calenda.
Tra i candidati a favore di Tridico non ci sarà al momento, nella lista di AVS, il sindaco di Riace ed europarlamentare, Mimmo Lucano.
Poche ore fa, il Tar di Reggio Calabria ha confermato l’incandidabilità a causa della legge Severino. “Andrò fino in fondo, al Consiglio di Stato” dice a Radio Onda d’Urto lo stesso Lucano, intervistato nella mattinata di martedì 16 settembre.
Mimmo Lucano ai nostri microfoni. Ascolta o scarica
L’economia italiana dimostra “resilienza” nell’incertezza globale grazie agli investimenti e alla “rigorosa attuazione del Pnrr“, ma “raddoppi gli sforzi” per aumentare produttività e partecipazione alla forza lavoro: lo dice l’ultimo report dell’Fmi, chiedendo de facto all’esecutivo Meloni più sfruttamento di chi lavora, con ancora meno soldi e meno diritti, precarietà e reddito solo “a gettone”, quando non a progetto, pure nei servizi essenziali.
E’ il caso, questo, della giustizia, dove oggi – martedì 16 settembre – è il giorno dello sciopero dei precari della giustizia assunti proprio con i fondi Pnrr, quelli elogiati dall’Fmi. Fondi che sono tuttavia in scadenza tra meno di un anno Senza un intervento in legge di bilancio, 12mila persone, da giugno prossimo, resteranno però a casa, con ripercussioni drammatiche per le loro vite, ma pesanti disagi anche per il funzionamento stesso della giustizia.
Da qui lo sciopero, indetto dai sindacati confederali, per chiedere al governo e in particolare al ministro competente, Nordio, risorse certe per la loro stabilizzazione.
A illustrare le ragioni della protesta su Radio Onda d’Urto è il segretario nazionale della Fp Cgil Florindo Oliverio, che si trova al presidio dei lavoratori/ici nei pressi di Montecitorio, sotto i palazzi del potere, a Roma. Ascolta o scarica
Dopo le morti avvenute lo scorso 16 agosto a Olbia e il 18 agosto a Manesseno, nell’entroterra di Genova, un terzo caso di persona morta a seguito dell’utilizzo del taser da parte della polizia ieri all’alba a Reggio Emilia. Un uomo di 42 anni, Claudio Citro, è morto all’ospedale di Reggio Emilia dopo essere stato fermato con il taser dalla polizia.
“Siamo al terzo caso in poche settimane”, ricorda Italo Di Sabato dell’Osservatorio sulla Repressione, “e una decina di vittime da quando è stato introdotto il taser per le forze di polizia, contando anche la sperimentazione. Il ministero invece insiste e vuole anzi dare queste armi anche nei piccoli comuni“.
Più volte il ministro dell’interno ha definito l’utilizzo di queste armi “imprescindibile” e infatti il Viminale sta lavorando a una gara per acquisire altre 4.780 pistole. “Dovremmo costruire la società della cura, invece prosegue la militarizzazione delle forze dell’ordine. Serve un cambio di paradigma e un ragionamento sulle forze di polizia, che invece agiscono sapendo di restare in ogni caso impunite”, conclude Di Sabato.
Ascolta l’intervista ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
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